Vigna Madre Piedirosso Campi Flegrei | La Sibilla

Prezzo scontato€26,00

Rosso
Campania (IT)
Piedirosso

Scarica la scheda tecnica

Produzione e affinamento

Le uve Piedirosso sono raccolte manualmente, selezionate con cura direttamente in vigna e raccolte in contenitori di vimini. La gestione dei filari rispetta la struttura della vigna storica, con interventi minimi e mirati a preservare la vitalità delle piante e la qualità del frutto. L’orientamento dei filari e l’esposizione a sud garantiscono un’ottimale maturazione delle uve, mentre il suolo vulcanico contribuisce al profilo con note minerali distintive.

Dopo la raccolta, le uve vengono portate rapidamente in cantina, diraspate e pigiate delicatamente, quindi sottoposte a fermentazione in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata. Successivamente, il vino matura per sei mesi sulle fecce fini e completa il suo percorso con un anno di affinamento in bottiglia, sviluppando così eleganza, equilibrio e complessità aromatica.

Analisi organolettica

Esame visivo

Rosso rubino intenso con riflessi granati, luminoso e brillante, che riflette la maturità e la struttura del vino.

Esame olfattivo

Al naso è complesso ed elegante, con profumi di mela cotogna, frutta rossa sotto spirito, frutta secca, e accenni di sottobosco, pepe e macchia mediterranea, che evocano la ricchezza del territorio vulcanico.

Esame gustativo

Palato pieno e avvolgente, con tannini vellutati e una struttura corposa ma equilibrata. Le note minerali derivanti dal terreno vulcanico conferiscono freschezza e lunghezza, mentre il finale è persistente e armonico, con ritorni fruttati e sensazioni di mora e mirtillo.

Indice contenuti

Dal vigneto alla tavola: scopri il nostro vino

Pronti per un viaggio alla scoperta del Vigna Madre Piedirosso Campi Flegrei | La Sibilla? Ora ti porteremo ad approfondire ogni aspetto di questo vino eccezionale attraverso tre sezioni chiave:

Cantina

Vieni a conoscere la storia e i valori della cantina che con passione coltiva e trasforma le uve in vino

Territorio

Immergiti nella terra che dà vita a queste uve uniche, scoprendo il clima e il terroir che influenzano il suo carattere

Abbinamenti

Ottieni consigli esperti sugli abbinamenti perfetti che esalteranno sia il vino sia il tuo pasto

La cantina

Paese: Italia

Regione: Campania, Napoli

Ettari vitati: 6

La Sibilla

L'azienda si trova in provincia di Napoli, nel cuore dei Campi Flegrei, vicino all’Antro della Sibilla Cumana. La Sibilla ha una storia di oltre 100 anni alle spalle, e oggi coltiva circa 7 ettari; nei vigneti sono presenti viti autoctone centenarie di falanghina e piedirosso su pali, a pali di castagno come da tradizione.

La famiglia di Meo, custode di un patrimonio enoico tramandato di generazione in generazione e coltiva i propri vitigni mossa da sempre dalla passione per la terra e per i suoi prodotti; da due anni, inoltre, Vincenzo Di Meo, enologo giramondo che guida attualmente l'azienda, ha avviato anche il recupero di ulteriori vitigni autoctoni come ‘a livella, ‘a surcella e 'a marsigliese: l'obiettivo primario è sempre quello di produrre vini dal sapore e dal gusto di una volta, rendendo protagoniste, insieme alle moderne tecnologie, anche le antiche tradizioni.

La Sibilla

Le viti, allevate su terreni sabbiosi di origine vulcanica e immuni alla filossera, sono un vero e proprio museo vegetale. Suddivise in due corpi principali, il primo a ridosso della cantina e il secondo vicino alla villa romana, conosciuta come Villa di Cesare, nell’Oasi naturalistica del WWF, regalano ottimi vini dalle caratteristiche peculiari, preservando il territorio.

Assecondando la vocazione del territorio e amando il lavoro in vigna, la cantina produce vini dalla personalità inconfondibile, mai uguali a se stessi se non per la qualità. Sempre freschi, fragranti ed espressivi, questi vini sono i migliori ambasciatori possibili di un territorio ancora da scoprire.

Bottiglie longeve, che sfidano il tempo, frutti del passato che arrivano direttamente dalle ceneri vulcaniche, espressione di viticoltori che guardano al futuro innovando senza paura, con sulle spalle la migliore tradizione locale.

Regione e territorio

Tradizione millenaria, coltivazione tradizionale e valorizzazione delle varietá autoctone e dei terroir

Campania

Tradizione millenaria, coltivazione tradizionale e valorizzazione delle varietá autoctone e dei terroir

Campania

Tradizione millenaria, coltivazione tradizionale e valorizzazione delle varietá autoctone e dei terroir

Campania

La viticoltura in Campania affonda le radici nella tradizione greca, quando numerosi vitigni oggi considerati autoctoni furono introdotti dagli ellenici. L’oidio e la fillossera arrivarono più tardi che altrove, ma i danni furono ingentissimi e la strada della qualità venne imboccata solo a partire dagli anni '80.
Recentemente i vini Campani registrano incredibili successi grazie ad una produzione caratterizzata da un'agricoltura di tipo tradizionale, con una forte attenzione alla salvaguardia dell'ambiente e alla sostenibilità. Molte delle aziende vitivinicole campane sono a conduzione familiare e producono vini di alta qualità in piccole quantità.

In generale, la viticoltura campana è caratterizzata da una grande varietà di terroir e varietà autoctone, che danno origine a vini di grande qualità e personalità, ognuno con le sue caratteristiche uniche Per molti anni l’imponente Taurasi DOCG è stato l'unico vino l’unico vino ad essere insignito della DOCG, ma dal 2003 sono state riconosciute anche il Greco di Tufo DOCG e il Fiano di Avellino DOC e dal 2011 anche l'Aglianico del Taburno si fregia della menzione. Nel resto della regione si contano anche 15 DOC e 10 IGT.

Campi Flegrei

Il territorio dei Campi Flegrei si trova in una delle più belle aree vulcaniche in Italia, in Campania, a nord di Napoli. Le origini della vitivinicoltura nella regione risalgono al 700 a.C., quando la falanghina veniva utilizzata per produrre il vino Falerno, molto ricercato dai patrizi romani.

I vini bianchi dei Campi Flegrei sono basati ancora oggi per la maggior parte sulla falanghina. Le viti sono coltivate alla putuelana o pozzolana, un’antica forma di allenamento della vite in cui era sostenuta da una falange (cioè una spalliera). Il clima mediterraneo e le alture, con la presenza di brezze rinfrescanti e ai terreni vulcanici, porosi e ricchi di minerali, sono condizioni ideali per la coltivazione della vite. I vini della DOC Campi Flegrei sono caratterizzati da un’ottima fragranza, da note fruttate e delicate, dal corpo deciso. Il vitigno a bacca nera più importante è invece il piedirosso. Quest’uva produce vini dal colore rosso dal carattere leggero e succoso, con sfumature aromatiche. Un altro vitigno a bacca nera è l’aglianico, portato in Campania dai Greci.

I Campi Flegrei hanno ottenuto la classificazione DOC nel 1994 e la produzione vinicola si estende su sette comuni: Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, oltre a parte quelli di Marano e Napoli. Anche le isole di Procida e Ischia sono incluse nella zona della denominazione. Una grande fortuna qui è che i vigneti sono sempre stati immuni alla fillossera, grazie al terreno vulcanico su cui vengono coltivate le viti. La composizione del suolo, ricca di ceneri, lapilli, tufi e vari microelementi ha tenuto lontano il parassita.

Napoli vanta un invidiabile primato: quello di essere, dopo Vienna, la seconda città per ettari vitati in Europa. Sono una sessantina gli ettari distribuiti nei confini urbani, dislocati tra i vigneti di Santo Strato a Posillipo, il cratere di Agnano, le colline dei Camaldoli e di Chiaiano e l’area dello Scudillo. Aree inserite in un contesto paesaggistico di incomparabile bellezza, in cui uomo e natura hanno trovato nei secoli la convivenza perfetta. La seconda caratteristica, che rende questi vigneti metropolitani realmente unici, è quella di affondare le loro radici in un territorio che, insieme alla sua provincia, è una delle poche zone a livello mondiale in cui si conserva la coltivazione a piede franco (priva del portainnesto della vite americana), grazie alla genesi vulcanica del terreno. Una rarità che, in questi ultimi anni, è sempre più apprezzata perché in grado di preservare la purezza dei vitigni e la memoria storica delle antiche forme di allevamento della vitis vinifera.

Una delle più belle aree vulcaniche in Italia

Abbinamenti e piatti consigliati

Abbinamento per concordanza

Vino di corpo pieno e tannini vellutati, che accompagna benissimo piatti altrettanto strutturati e saporiti, come brasati o selvaggina, creando armonia tra peso gustativo del piatto e intensità del vino.

Abbinamento per contrasto

La nota minerale e la freschezza del Piedirosso smorzano la grassezza di piatti ricchi o salse elaborate, bilanciando il gusto e amplificando la persistenza aromatica.

Si abbina bene a

Piatti di terra, come carni rosse, brasati, selvaggina e cacciagione. La sua struttura lo rende ideale anche per carni bianche elaborate, sughi ricchi, funghi e formaggi stagionati o speziati. Esempi perfetti includono fegato di vitello con mele e aceto balsamico, petto d’anatra con cavolo rosso e maggiorana o peperoni ripieni e stufati di carne.

Abbinamento per concordanza

Vino di corpo pieno e tannini vellutati, che accompagna benissimo piatti altrettanto strutturati e saporiti, come brasati o selvaggina, creando armonia tra peso gustativo del piatto e intensità del vino.

Abbinamento per contrasto

La nota minerale e la freschezza del Piedirosso smorzano la grassezza di piatti ricchi o salse elaborate, bilanciando il gusto e amplificando la persistenza aromatica.

Si abbina bene a

Piatti di terra, come carni rosse, brasati, selvaggina e cacciagione. La sua struttura lo rende ideale anche per carni bianche elaborate, sughi ricchi, funghi e formaggi stagionati o speziati. Esempi perfetti includono fegato di vitello con mele e aceto balsamico, petto d’anatra con cavolo rosso e maggiorana o peperoni ripieni e stufati di carne.

Oca arrosto

L'oca arrosto ripiena è un piatto della tradizione campagnola, piuttosto facile da preparare e arricchito con castagne e fichi, patate e cipolle o altre verdure. Ricca di sapore, dall'ottima struttura e persistenza aromatica.

Lepre al ginepro

Un secondo piatto ricco, generoso e molto profumato. Può essere arricchito con soddisfazione da castagne, che aggiungono un tocco leggermente dolce alla preparazione, insieme alla cipolla, alle patate e alle carote. Per un tocco di grande classe, puoi cucinarlo con il vino che proporrai in degustazione.

Vigna Madre Piedirosso Campi Flegrei | La Sibilla, ti è piaciuto?

Raccontacelo cliccando qui

Vigna Madre Piedirosso Campi Flegrei | La Sibilla, ti è piaciuto?

Raccontacelo cliccando qui