Sasso San Pietro Taurasi | Passo delle Tortore

Prezzo scontato€50,00

Rosso
Campania (IT)
Taurasi DOCG
Aglianico 100%
Degustalo entro 10 anni
14% vol.

Scarica la scheda tecnica

Produzione e affinamento

Le uve di Aglianico in purezza, raccolte manualmente nelle ore più fresche, vengono selezionate e diraspate. La fermentazione alcolica avviene con macerazione a temperatura controllata (25–28°C) per circa 15–18 giorni, con estrazione progressiva di colore, struttura e tannino.

Segue un affinamento in barrique di rovere francese (circa 12 mesi, 70% botti nuove) che arricchisce il vino di complessità speziata e profondità. Il percorso si completa con un affinamento in bottiglia di ulteriori 24 mesi, che ne affina l’equilibrio e la finezza tannica.

Analisi organolettica

Esame visivo

Rosso rubino intenso che evolve verso il granato, segno di struttura e capacità evolutiva.

Esame olfattivo

Naso ampio e raffinato, con note di violetta, mirtillo e piccoli frutti neri, seguite da sfumature speziate di pepe nero e tè nero. Il legno apporta eleganti richiami balsamici e tostati.

Esame gustativo

In bocca è strutturato ed elegante, con tannini setosi e maturi. Il sorso è profondo, persistente e coerente con il naso, sostenuto da una freschezza che allunga il finale e da una chiusura speziata e finemente minerale.

Indice contenuti

Dal vigneto alla tavola: scopri il nostro vino

Pronti per un viaggio alla scoperta del Sasso San Pietro Taurasi | Passo delle Tortore? Ora ti porteremo ad approfondire ogni aspetto di questo vino eccezionale attraverso tre sezioni chiave:

Cantina

Vieni a conoscere la storia e i valori della cantina che con passione coltiva e trasforma le uve in vino

Territorio

Immergiti nella terra che dà vita a queste uve uniche, scoprendo il clima e il terroir che influenzano il suo carattere

Abbinamenti

Ottieni consigli esperti sugli abbinamenti perfetti che esalteranno sia il vino sia il tuo pasto

La cantina

Paese: Italia

Regione: Campania, Avellino

Ettari vitati: 6

Passo delle Tortore

Passo delle Tortore è una giovane azienda vinicola dell’Irpinia, situata nel comune di Pietradefusi (Avellino), a circa 400 metri di altitudine, in un territorio di confine tra la provincia di Avellino e quella di Benevento. Il progetto nasce da un’idea di quattro giovani imprenditrici del Sud Italia – Maria Carla Di Gioia, Ilaria Facchiano e Francesca De Girolamo – insieme a un giovane enologo formatosi in Francia, Francesco De Pierro, che ha portato in Irpinia un approccio tecnico e culturale maturato tra i vigneti d’Oltralpe.

La cantina nasce ufficialmente intorno al 2015 e si afferma in piena pandemia con le prime produzioni commerciali, segnando un esordio coraggioso e fortemente identitario.

Oggi l’azienda conta circa 6 ettari vitati e una produzione complessiva di circa 20.000 bottiglie, con una gamma centrata sui vitigni autoctoni campani: Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Falanghina e Aglianico.

Passo delle Tortore

I vigneti sono situati su esposizioni prevalentemente sud-est e sono accompagnati da uliveti, in un paesaggio agricolo tipico dell’Irpinia collinare. La gestione agronomica è improntata a pratiche di agricoltura integrata, con un percorso in conversione biologica e una forte attenzione all’equilibrio naturale del vigneto. Le rese sono controllate e la conduzione mira a valorizzare l’espressività varietale e territoriale più che la quantità produttiva.

Elemento distintivo del progetto è la forte connessione simbolica con il territorio: le “tortore dal collare”, uccelli storicamente presenti nella zona, diventano emblema della cantina e richiamo alla fedeltà alla terra, alla natura e alle radici rurali del luogo. Questo immaginario si traduce anche nei nomi dei vini, ispirati a luoghi, sensazioni e racconti locali: il “Bacio delle Tortore” per il Fiano, “Le Arcaie” per il Greco di Tufo, “Piano del Cardo” per la Falanghina e “Sasso Serra” per l’Aglianico.

La cantina si avvale anche dell’esperienza di Nicola De Girolamo, figura storica della viticoltura irpina e già direttore della Cantina del Taburno, che contribuisce a dare solidità e continuità al progetto.

Regione e territorio

Tradizione millenaria, coltivazione tradizionale e valorizzazione delle varietá autoctone e dei terroir

Campania

Tradizione millenaria, coltivazione tradizionale e valorizzazione delle varietá autoctone e dei terroir

Campania

Tradizione millenaria, coltivazione tradizionale e valorizzazione delle varietá autoctone e dei terroir

Campania

La viticoltura in Campania affonda le radici nella tradizione greca, quando numerosi vitigni oggi considerati autoctoni furono introdotti dagli ellenici. L’oidio e la fillossera arrivarono più tardi che altrove, ma i danni furono ingentissimi e la strada della qualità venne imboccata solo a partire dagli anni '80.
Recentemente i vini Campani registrano incredibili successi grazie ad una produzione caratterizzata da un'agricoltura di tipo tradizionale, con una forte attenzione alla salvaguardia dell'ambiente e alla sostenibilità. Molte delle aziende vitivinicole campane sono a conduzione familiare e producono vini di alta qualità in piccole quantità.

In generale, la viticoltura campana è caratterizzata da una grande varietà di terroir e varietà autoctone, che danno origine a vini di grande qualità e personalità, ognuno con le sue caratteristiche uniche Per molti anni l’imponente Taurasi DOCG è stato l'unico vino l’unico vino ad essere insignito della DOCG, ma dal 2003 sono state riconosciute anche il Greco di Tufo DOCG e il Fiano di Avellino DOC e dal 2011 anche l'Aglianico del Taburno si fregia della menzione. Nel resto della regione si contano anche 15 DOC e 10 IGT.

Irpinia

L'Irpinia è patria di Aglianico, Greco e Fiano. A meno di 50 Km da Napoli, grazie alla conformazione del suo territorio, l’Irpinia è una terra vocata alla produzione di vini di grande pregio. Tagliata in due dai monti dell’Appennino, ha altitudini comprese tra i 300 e i 1800 metri sul livello del mare. Questo consente di avere terreni ben drenati, con buona riserva idrica. Le importanti escursioni termiche tra il caldo del giorno, e il fresco notturno. In particolare il versante Tirrenico (quello più vocato alla viticoltura) è montuoso e discontinuo, ricco di vegetazione e di acque, con molte precipitazioni.

L'orografia del territorio determina la formazione di vari microclimi che consentono di produrre diversi tipi di vini. I terreni, argilloso-calcarei, beneficiano dell’attività effusiva delle 3 zone vulcaniche circostanti: Vulture, Vesuvio e i monti del casertano. Nei secoli, l’accumulo di strati di cenere e lapilli ha dato vita a depositi tufacei, con minerali e strati più sciolti, un’altra peculiarità unica per una viticoltura di qualità. L’Irpinia è la provincia campana con la più alta concentrazione di vigneti e può vantare la presenza di 3 DOCG: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino. Produce vini di alta qualità, vinificati secondo tecniche moderne ma che si rifanno alla tradizione locale.

L'orografia crea microclimi diversificati, mentre i terreni argilloso-calcarei regalano mineralità uniche.

Abbinamenti e piatti consigliati

Abbinamento per concordanza

La profondità di questo Taurasi si accorda perfettamente con piatti altrettanto ricchi e complessi. Le note speziate e leggermente tostate del legno trovano continuità nelle preparazioni al forno o nelle carni a cottura lenta, dove si sviluppano aromi simili di rosolatura e concentrazione. Anche la componente tannica dialoga con la struttura proteica e la succulenza delle carni rosse, creando un equilibrio che non forza il palato ma lo accompagna.

Abbinamento per contrasto

Per contrasto, questo grande rosso funziona grazie alla sua capacità di bilanciare la grassezza dei piatti. La freschezza residua e la trama tannica asciugano il palato dopo bocconi ricchi e untuosi, mentre la sua speziatura crea un contrappunto interessante con la dolcezza naturale delle lunghe cotture. È proprio questa tensione tra potenza e equilibrio che rende l’abbinamento dinamico.

Si abbina bene a

Carni rosse alla griglia; carni rosse in umido; brasati e stracotti; selvaggina; arrosti importanti; formaggi stagionati e a pasta dura.

Abbinamento per concordanza

La profondità di questo Taurasi si accorda perfettamente con piatti altrettanto ricchi e complessi. Le note speziate e leggermente tostate del legno trovano continuità nelle preparazioni al forno o nelle carni a cottura lenta, dove si sviluppano aromi simili di rosolatura e concentrazione. Anche la componente tannica dialoga con la struttura proteica e la succulenza delle carni rosse, creando un equilibrio che non forza il palato ma lo accompagna.

Abbinamento per contrasto

Per contrasto, questo grande rosso funziona grazie alla sua capacità di bilanciare la grassezza dei piatti. La freschezza residua e la trama tannica asciugano il palato dopo bocconi ricchi e untuosi, mentre la sua speziatura crea un contrappunto interessante con la dolcezza naturale delle lunghe cotture. È proprio questa tensione tra potenza e equilibrio che rende l’abbinamento dinamico.

Si abbina bene a

Carni rosse alla griglia; carni rosse in umido; brasati e stracotti; selvaggina; arrosti importanti; formaggi stagionati e a pasta dura.

Brasato

Il brasato è un piatto cardine della cucina piemontese, sapido e succulento, dagli aromi complessi. Per un tocco di classe, cuocilo nello stesso vino in degustazione.

Arrosto al forno

Classico secondo piatto delle feste, semplice e piuttosto veloce da preparare, morbido e ricchissimo di sapore.

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