Pinot Nero Pampeano | Bodega del Desierto

Prezzo scontato€21,00

Rosso
La Pampa (AR)
Pinot noir 100%
Degustalo entro 4 anni
13,6% vol.

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Produzione e affinamento

Il Pinot Noir “Pampeano” nasce nella regione estrema e ventosa della La Pampa argentina, all’interno dell’Alto Valle del Río Colorado, in un contesto desertico dove la viticoltura è stata introdotta a partire dai primi anni 2000 grazie a un progetto di reimpianto di varietà europee in aree un tempo totalmente aride.
I vigneti sono in un territorio caratterizzato da forti escursioni termiche, bassa piovosità e suoli poveri che costringono la vite a profonde radici esplorative, contribuendo alla definizione di vini di grande precisione aromatica e tensione.
La raccolta delle uve avviene di notte, per preservare freschezza e integrità aromatica, e il conferimento in cantina avviene nelle prime ore del mattino. La gestione del vigneto è orientata alla valorizzazione del clima estremo patagonico, elemento identitario del vino.

Dopo la vendemmia, le uve di Pinot noir vengono sottoposte a una macerazione pre-fermentativa a freddo di circa 72 ore in acciaio inox, per estrarre aromi primari e finezza tannica. La fermentazione alcolica si svolge a temperatura controllata tra 24 e 26°C con lieviti selezionati, mentre la fermentazione malolattica avviene a circa 20°C con batteri lattici nativi.
L’affinamento prosegue esclusivamente in acciaio, per preservare il profilo varietale e la purezza del frutto, senza interferenze legnose.

Analisi organolettica

Esame visivo

Rosso rubino intenso con riflessi violacei brillanti, limpido e luminoso nel calice.

Esame olfattivo

Profilo aromatico caratterizzato da note di ciliegia matura, lampone e piccoli frutti rossi freschi. Emergono anche sfumature di fiori bianchi, erbe aromatiche delicate e, con l’ossigenazione, lievi accenni di terra umida e sottobosco secco.

Esame gustativo

Elegante e scorrevole in bocca, con struttura media e tannino fine. L’ingresso è fresco e fruttato, seguito da un sorso equilibrato, lineare e teso. La chiusura è persistente, con ritorni di frutta rossa e una lieve impronta erbacea e minerale tipica del terroir desertico.

Indice contenuti

Dal vigneto alla tavola: scopri il nostro vino

Pronti per un viaggio alla scoperta del Pinot Nero Pampeano | Bodega del Desierto? Ora ti porteremo ad approfondire ogni aspetto di questo vino eccezionale attraverso tre sezioni chiave:

Cantina

Vieni a conoscere la storia e i valori della cantina che con passione coltiva e trasforma le uve in vino

Territorio

Immergiti nella terra che dà vita a queste uve uniche, scoprendo il clima e il terroir che influenzano il suo carattere

Abbinamenti

Ottieni consigli esperti sugli abbinamenti perfetti che esalteranno sia il vino sia il tuo pasto

La cantina

Paese: Argentina

Regione: La Pampa

Ettari vitati: 140

Bodega Del Desierto

Bodega Del Desierto nasce nel 2001 con un progetto ambizioso e visionario: trasformare un’area desertica della Patagonia settentrionale, nell’Alto Valle del Río Colorado, in un territorio viticolo produttivo.

Quest’area si colloca in una zona di transizione tra La Pampa e la Patagonia vera e propria: un margine geografico dove le pianure pampane lasciano progressivamente spazio agli ambienti più aridi e continentali del sud. In ambito vitivinicolo questa fascia viene spesso inclusa nella cosiddetta “Patagonia settentrionale”, proprio per la continuità climatica e pedologica tra le due regioni.

Il nome stesso della cantina richiama la sfida originaria: coltivare la vite nel deserto. In un ambiente caratterizzato da condizioni climatiche estreme, forte insolazione, venti costanti e suoli poveri, la cantina ha introdotto varietà europee come Pinot Noir, Chardonnay e altre cultivar internazionali, dimostrando l’elevata adattabilità della vite anche in contesti lontani da quelli di origine.

Bodega Del Desierto

La filosofia produttiva della Bodega Del Desierto è basata su un equilibrio tra tecnologia moderna e rispetto del terroir, con l’obiettivo di esprimere la massima purezza varietale e l’identità estrema del territorio patagonico.

Il risultato è uno stile elegante, fresco e preciso, fortemente influenzato dalle condizioni climatiche del deserto.

Regione e territorio

Territorio enologico emergente

Argentina

Territorio enologico emergente

Argentina

Territorio enologico emergente

Argentina

L’Argentina è il quinto produttore mondiale di vino e presenta un consumo interno molto elevato, circa 40 litri pro capite annui, mentre l’export resta ancora limitato rispetto al potenziale produttivo. Il Paese possiede condizioni pedoclimatiche ideali alla viticoltura, con forte escursione termica, alta insolazione e aree pedemontane andine che favoriscono vini di grande concentrazione ed equilibrio, spesso paragonabili per latitudine alle migliori zone del Cile.

La viticoltura arriva con i colonizzatori spagnoli nel XVI secolo e si sviluppa inizialmente con varietà del ceppo “Mission”, da cui derivano Criolla Chica, Criolla Grande e Cereza, ancora oggi presenti ma sempre meno centrali. Il vero polo produttivo si afferma a Mendoza, grazie alla disponibilità idrica delle Ande. Un tratto distintivo è l’assenza storica della fillossera in alcune aree, che ha preservato vigneti franchi di piede.

Dalla fine dell'Ottocento l’immigrazione europea introduce nuove competenze e vitigni come Malbec (oggi simbolo nazionale), Bonarda, Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay e Torrontés, oltre a varietà italiane come Barbera e Sangiovese. Il Torrontés si distingue come principale bianco aromatico del Paese, mentre il Malbec domina tra i rossi.
Il sistema normativo è poco vincolante rispetto all’Europa: l’Instituto Nacional de Vitivinicultura controlla produzione ed export, ma la qualità è affidata ai produttori. In etichetta, il vitigno deve essere presente almeno all’80%.
Oggi circa il 60% della produzione è costituito da vini rossi, con una crescita costante della qualità e dell’identità territoriale, accanto a una produzione ancora in parte orientata ai volumi.

La Pampa

La Pampa è un’area di transizione geografica e culturale tra le principali regioni vitivinicole argentine, pur essendo spesso considerata, per paesaggio e identità, una continuazione naturale della Patagonia. Si tratta di una fascia intermedia senza confini netti, dove le grandi pianure centrali iniziano progressivamente a trasformarsi in ambienti più aridi e continentali. Per questo motivo, in ambito enologico, alcune sue porzioni occidentali vengono frequentemente incluse nella “Patagonia vitivinicola”, proprio per la continuità climatica e territoriale.

Dal punto di vista morfologico, il territorio è dominato da pianure ondulate e ampie depressioni orientate da ovest verso est, che formano vallate a ventaglio con importanti variazioni di pendenza. Questa struttura genera una marcata diversità microclimatica, elemento decisivo per la viticoltura.

Dal 2000 la frontiera viticola patagonica si è estesa verso nord lungo il bacino del Río Colorado, in particolare nell’area di 25 de Mayo, nell’Alta Valle del Río Colorado, dove si sviluppa una viticoltura di nuova generazione. In questa zona il clima è di tipo continentale moderato, con primavere e autunni miti, estati calde e inverni freddi, condizioni che favoriscono una maturazione lenta e regolare delle uve, preservandone freschezza e acidità naturale.

In questo contesto di espansione, La Pampa si inserisce come territorio di sperimentazione e continuità con la Patagonia, condividendone parte delle logiche produttive e climatiche.

Il profilo ampelografico è dominato da varietà internazionali come Malbec, Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, insieme allo Chardonnay tra le uve bianche. Ne deriva una viticoltura che esprime equilibrio tra freschezza, struttura e identità territoriale, in un contesto ancora in evoluzione ma sempre più riconosciuto per il suo potenziale qualitativo.

Territorio dominato da pianure ondulate

Abbinamenti e piatti consigliati

Abbinamento per concordanza

La finezza aromatica e la delicatezza tannica di questo Pinot Nero argentino si armonizzano con piatti altrettanto eleganti, dove prevalgono texture delicate, cotture delicate e sapori naturali.

Abbinamento per contrasto

La freschezza e la vivacità di questo Pinot Nero contrastano divinamente preparazioni grasse o leggermente sapide, creando equilibrio gustativo e pulizia del palato che invoglia al sorso successivo.

Si abbina bene a

Carni bianche arrosto, anatra leggermente speziata, tonno scottato, salmone alla griglia, risotto ai funghi, pasta con verdure grigliate, pollo alle erbe, vitello tonnato, empanadas di carne delicata e formaggi a media stagionatura. Ottimo anche con cucina fusion leggermente speziata o piatti a base di funghi.

Abbinamento per concordanza

La finezza aromatica e la delicatezza tannica di questo Pinot Nero argentino si armonizzano con piatti altrettanto eleganti, dove prevalgono texture delicate, cotture delicate e sapori naturali.

Abbinamento per contrasto

La freschezza e la vivacità di questo Pinot Nero contrastano divinamente preparazioni grasse o leggermente sapide, creando equilibrio gustativo e pulizia del palato che invoglia al sorso successivo.

Si abbina bene a

Carni bianche arrosto, anatra leggermente speziata, tonno scottato, salmone alla griglia, risotto ai funghi, pasta con verdure grigliate, pollo alle erbe, vitello tonnato, empanadas di carne delicata e formaggi a media stagionatura. Ottimo anche con cucina fusion leggermente speziata o piatti a base di funghi.

Funghi fritti

I funghi fritti sono un piatto tanto semplice quanto appetitoso, perfetto da servire in autunno come sfizioso antipasto o sostanzioso contorno: profumati, saporiti, piacevolissimi.

Empanadas

Uno dei piatti simbolo della tradizione argentina: piccoli scrigni di pasta ripiena, semicircolari, preparati con un impasto a base di farina di frumento e grasso o olio. Il ripieno varia ma le versioni più tipiche includono carne di manzo tagliata al coltello o macinata, cipolla, uova sode, olive e spezie come paprika e cumino.
La cottura può essere al forno o fritta. Il risultato è un boccone ricco ma equilibrato, in cui la succulenza del ripieno si fonde con la friabilità della pasta, creando un contrasto tra morbidezza interna e leggera croccantezza esterna.

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