Pinot Grigio d'Orsaria | Cecchini Marco

Prezzo scontato€12,50

Bianco
Friuli Venezia Giulia (IT)
Pinot Grigio IGT Venezia Giulia
Pinot grigio
Degustalo entro 3 anni
12,5% vol.

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Produzione e affinamento

Il Pinot Grigio nasce su terreni marnoso-arenacei, la tipica ponca dei Colli Orientali, con presenza di argilla e calcare. Si tratta di suoli friabili e stratificati che garantiscono buon drenaggio, costringendo la vite ad approfondire l’apparato radicale e contribuendo a quella tensione minerale che si ritrova nel bicchiere.

I vigneti si collocano mediamente attorno ai 300 metri di altitudine, con esposizioni variabili ma generalmente aperte verso il Mar Adriatico, mentre alle spalle si ergono i rilievi prealpini che proteggono dai venti freddi del Nord. Il clima è continentale fresco, con escursioni termiche che favoriscono la sintesi aromatica e la conservazione dell’acidità.

Le viti, allevate a Guyot, sono state impiantate tra il 2000 e il 2010. La gestione agronomica è convenzionale per questa etichetta, ma improntata alla salvaguardia dell’integrità dell’uva e a una vendemmia che privilegi equilibrio tra maturità zuccherina e freschezza acida.

La vinificazione segue uno stile dichiaratamente riduttivo, volto a preservare il patrimonio aromatico primario del vitigno. Dopo la pressatura, la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata, con utilizzo di lieviti selezionati per garantire regolarità e pulizia espressiva. Durante il processo si effettuano regolari rimescolamenti delle fecce fini, che contribuiscono ad arricchire la struttura senza appesantire il profilo.

L’affinamento prosegue sulle fecce fini, scelta tecnica che dona al vino maggiore rotondità e complessità tattile. Segue chiarifica e filtrazione, interventi mirati a ottenere limpidezza visiva e stabilità microbiologica, coerentemente con lo stile aziendale improntato a precisione e immediatezza.

Analisi organolettica

Esame visivo

Nel calice si presenta con un giallo paglierino tenue, attraversato da riflessi che virano verso la buccia di cipolla ramata, cifra distintiva di alcune espressioni di Pinot Grigio friulano. La luminosità è viva, la consistenza elegante e proporzionata al tenore alcolico.

Esame olfattivo

L’impatto olfattivo è fine e progressivo. Si colgono inizialmente fiori d’acacia e mela verde, seguiti da scorza di limone candita. Emergono poi note più esotiche di mango e ananas acerbo, accompagnate da un accenno iodato e minerale che richiama la grafite scaldata al sole. In chiusura, una delicata mandorla tostata e una sfumatura quasi fumé completano il quadro aromatico, sempre misurato e mai ridondante.

Esame gustativo

L’attacco è teso, sorretto da un’acidità nitida che struttura il sorso e ne definisce l’allungo. La sapidità, figlia della matrice marnosa dei suoli, accompagna il centro bocca, dove ritornano i richiami fruttati percepiti al naso. Il corpo è medio-leggero ma ben calibrato, con tessitura setosa grazie all’affinamento sui lieviti. Il finale è asciutto, fresco, con persistenze di mandorla e una scia salina che invita al riassaggio.

Indice contenuti

Dal vigneto alla tavola: scopri il nostro vino

Pronti per un viaggio alla scoperta del Pinot Grigio d'Orsaria | Cecchini Marco? Ora ti porteremo ad approfondire ogni aspetto di questo vino eccezionale attraverso tre sezioni chiave:

Cantina

Vieni a conoscere la storia e i valori della cantina che con passione coltiva e trasforma le uve in vino

Territorio

Immergiti nella terra che dà vita a queste uve uniche, scoprendo il clima e il terroir che influenzano il suo carattere

Abbinamenti

Ottieni consigli esperti sugli abbinamenti perfetti che esalteranno sia il vino sia il tuo pasto

La cantina

Paese: Italia

Regione: Friuli Venezia Giulia

Ettari vitati: 5

Cecchini Marco

La storia di D’Orsaria affonda le radici in quasi un secolo di tradizione familiare. La famiglia Cecchini vive il vino come pratica quotidiana e come cultura tramandata, ma è nel 1998 che il percorso prende una direzione definitiva. Marco Cecchini, allora studente di economia dei mercati valutari, viene chiamato dal nonno Alfio a gestire la vendemmia delle vigne di famiglia. Quell’annata, affrontata con l’aiuto di amici e con un apprendistato rapido ma intenso, segna una rivelazione: il vino non è un’attività accessoria, ma una vocazione.

Conclusi gli studi universitari, Marco sceglie la campagna. Trasforma un deposito rurale in abitazione e una collina invasa dai rovi in vigneto, impiegando tre stagioni di lavoro manuale e sperimentazione continua. Nasce così l’azienda agricola Cecchini Marco, oggi cinque ettari nei Colli Orientali del Friuli, a Faedis, tra Udine e il confine sloveno, in una valle segnata dal torrente Grivò e protetta dalle Prealpi Giulie.

Il territorio di Faedis è carico di stratificazioni storiche: abitato fin dal 2000 a.C., attraversato dai Romani, segnato dalla Grande Guerra, conserva chiese, manieri e testimonianze rurali che raccontano un Friuli resistente e identitario. L’etimologia stessa del nome, da fagetum (bosco di faggi), restituisce l’immagine originaria di una terra boscosa poi progressivamente convertita alla viticoltura.

Cecchini Marco

Dal 2004 l’azienda è condotta secondo principi biologici, ufficialmente certificati dal 2014. In vigna si utilizzano solo rame e zolfo, si lavora esclusivamente a mano, vite per vite, con cinque passaggi annuali per ciascuna pianta. La salute del suolo e dell’ecosistema è parte integrante del progetto: le arnie ospitate in azienda fungono da indicatore biologico della qualità ambientale, mentre durante la vendemmia si crea una squadra composita che include amici storici e collaborazioni sociali con richiedenti asilo, in una visione di agricoltura come comunità.

Nel 2005 Marco fonda anche un’attività di négociant, acquistando uve da piccoli viticoltori locali selezionati e vinificandole nella moderna cantina di Orsaria, vicino Premariacco. Il nome D’Orsaria richiama il borgo natale e un passato in cui i boschi erano abitati dagli orsi. La linea enologica si definisce con un concept “smart and easy”: vini giovani, leggibili, dal prezzo coerente, ma tecnicamente rigorosi e territorialmente riconoscibili. Accanto ai vitigni autoctoni trovano spazio varietà internazionali come Chardonnay, Pinot Grigio e Cabernet Franc, interpretate con sensibilità friulana.

Regione e territorio

Un'esplosione di profumi e sapori che celebrano nel calice il territorio unico della regione.

Friuli Venezia Giulia

Un'esplosione di profumi e sapori che celebrano nel calice il territorio unico della regione.

Friuli Venezia Giulia

Un'esplosione di profumi e sapori che celebrano nel calice il territorio unico della regione.

Friuli Venezia Giulia

Il Friuli-Venezia Giulia è da sempre la terra dei grandi bianchi e ha raggiunto una fama straordinaria per quelli che qualcuno chiama i “superwhite“.

Recentemente il Friuli Venezia Giulia è stato terreno di uno scontro a livello comunitario con l’Ungheria circa il diritto di continuare a chiamare Tocai il vino prodotto con il vitigno Tocai Friulano, creando confusione con il noto vino passito ungherese Tokaji. La causa fu persa dall’Italia nel 2007 e dal 2011 i vini prodotti con Tocai Friuliano sono chiamati rispettivamente “Friulano” in Friuli Venezia Giulia e “Tai” nel Veneto.

La regione è divisa in una zona montana a nord, una collinare nell'arco prealpino, una di pianura di origine alluvionale e una costiera.
La parte settentrionale della pianura è adatta alla coltivazione di uve a bacca bianca, mentre quella meridionale risulta più favorevole all'allevamento di vitigni a bacca nera.
Verso est, nella zona del confine con la Slovenia, la pianura prosegue fino ai piedi del Carso: qui la viticoltura è difficile per via delle rocce calcaree erose dall'acqua e spesso è possibile solo sui terrazzamenti sostenuti da muri di contenimento in blocchi di arenari chiamati "pastini".

Colli Orientali

La DOC Friuli Colli Orientali si estende in un territorio che interessa la fascia centro orientale della Provincia di Udine, vicino al confine con la Slovenia. I terreni dei Colli Orientali sono costituiti da un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate), chiamato in friulano "ponca".
La facile erodibilità dei terreni a prevalenza marnosa ha portato a una morfologia del
terreno dolce, con altezze sotto dei 200 metri sul livello del mare. Ovunque ci sono terrazzamenti. Qui nascono i “Superwhites”, definizione che ben si adatta a una denominazione che annovera 12 tipologie di vini bianchi e il “dolce”, cui si aggiungono 11 rossi.

La denominazione di origine controllata Friuli Colli Orientali annovera ben cinque sottozone chiamate rispettivamente: Cialla, Pignolo di Rosazzo, Ribolla gialla di Rosazzo, Schioppettino di Prepotto e Refosco di Faedis.

La magia della DOC Friuli Colli Orientali si rispecchia nei suoi terreni di ponca, dove nascono vini bianchi superbi e rossi incantevoli

Abbinamenti e piatti consigliati

Abbinamento per concordanza

Per analogia, il vino trova armonia con piatti che condividono la sua freschezza aromatica e la delicatezza floreale. Preparazioni con erbe fini, agrumi, note vegetali croccanti o leggere tostature riprendono e amplificano le sensazioni di acacia, mela verde e mandorla. L’analogia si costruisce sulla linearità e sull’equilibrio: piatti dalla struttura media, non sovraccarichi, capaci di dialogare con la finezza del vino senza sovrastarlo.

Abbinamento per contrasto

L’acidità e la sapidità del Pinot Grigio agiscono in contrasto rispetto alla leggera tendenza dolce di crostacei, carni bianche e impasti lievitati, riequilibrando la percezione gustativa e detergendo il palato. La freschezza contrasta efficacemente anche leggere untuosità, come quelle di una mozzarella o di una preparazione con olio extravergine generoso, mentre la chiusura asciutta compensa eventuali sensazioni morbide del piatto.

Si abbina bene a

Preparazioni di mare come pesce alla griglia, crostacei e primi piatti con sughi di pomodoro fresco e frutti di mare; carni bianche delicate, formaggi freschi e piatti a base di riso o pasta con componente vegetale marcata. La sua versatilità lo rende adatto anche all’aperitivo strutturato e alla pizza di buona qualità.

Abbinamento per concordanza

Per analogia, il vino trova armonia con piatti che condividono la sua freschezza aromatica e la delicatezza floreale. Preparazioni con erbe fini, agrumi, note vegetali croccanti o leggere tostature riprendono e amplificano le sensazioni di acacia, mela verde e mandorla. L’analogia si costruisce sulla linearità e sull’equilibrio: piatti dalla struttura media, non sovraccarichi, capaci di dialogare con la finezza del vino senza sovrastarlo.

Abbinamento per contrasto

L’acidità e la sapidità del Pinot Grigio agiscono in contrasto rispetto alla leggera tendenza dolce di crostacei, carni bianche e impasti lievitati, riequilibrando la percezione gustativa e detergendo il palato. La freschezza contrasta efficacemente anche leggere untuosità, come quelle di una mozzarella o di una preparazione con olio extravergine generoso, mentre la chiusura asciutta compensa eventuali sensazioni morbide del piatto.

Si abbina bene a

Preparazioni di mare come pesce alla griglia, crostacei e primi piatti con sughi di pomodoro fresco e frutti di mare; carni bianche delicate, formaggi freschi e piatti a base di riso o pasta con componente vegetale marcata. La sua versatilità lo rende adatto anche all’aperitivo strutturato e alla pizza di buona qualità.

Risotto agli asparagi

Gli asparagi, con il loro gusto erbaceo e appena amarognolo, si armonizzano perfettamente con il riso, per un esito morbido, cremoso, ricco di sapori e profumi. Un primo leggero e di grande intensità aromatica.

Gamberoni alla griglia

Un secondo piatto a base di pesce, raffinato, facile e veloce da preparare. Il sapore delicato e al tempo stesso i profumi intensi e decisi dei gamberi sono perfetti per pranzi estivi ma non solo. La ricetta si può arricchire con peperoncino, limone, aglio e trito di erbe in base ai gusti.

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