"Heraco" | Grosjean Vins

Prezzo scontato€46,00

Rosso
Valle d'Aosta (IT)
Valle d'Aosta DOC
Pinot Noir, Fumin, Torrette Superieur, Clairetz
Degustalo entro 6 anni
13% vol.

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Produzione e affinamento

Le uve provengono dai vigneti Tzeriat e Rovettaz, nel comune di Quart, su vigneti allevati a Guyot. I vigneti si trovano tra 700 e 900 metri di altitudine, con esposizione sud e sud-ovest e pendenze comprese tra il 70 e l’80%. I terreni sono di origine glaciale, sciolti, con prevalenza di sabbia e una buona percentuale di scheletro. La gestione prevede lavorazioni del sottofila tre volte all’anno, erpicatura e semina di sovescio nell’interfila a filari alterni, oltre all’utilizzo di letame bovino ogni cinque-sei anni. La difesa dalle malattie crittogamiche viene effettuata solo con rame e zolfo. Gli impianti risalgono a un periodo compreso tra il 1990 e il 2016.

Vendemmia manuale delle uve (Pinot Noir, Fumin, Torrette Superieur e Clairetz) nel mese di ottobre.

Progetto recente della famiglia, che nasce dall’assemblaggio di diverse uve di Grosjean. Le quattro componenti vengono lasciate “sposare” attraverso un periodo di riposo in tonneau di rovere, seguito da affinamento in bottiglia per altri 10 mesi.

Produzione curatissima e molto limitata (circa 1.500 le bottiglie annue).

Analisi organolettica

Esame visivo

Rosso rubino intenso con riflessi violacei.

Esame olfattivo

Il profilo aromatico è complesso e stratificato: sentori di frutti rossi, dalla frutta croccante alla frutta sotto spirito e alla confettura; note floreali di viola e rosa selvatica, mentre la componente evolutiva introduce sfumature di tabacco, pepe nero e cardamomo. Il quadro complessivo è profondo, speziato e caratterizzato da richiami di sottobosco.

Esame gustativo

Il sorso è morbido, vellutato e profondo, sostenuto da una buona acidità e da una tannicità ben presente. La componente speziata ritorna al palato accompagnando una struttura importante. L’insieme mantiene un'ottima freschezza e verticalità, con un carattere austero ma elegante. Finale lungo.

Indice contenuti

Dal vigneto alla tavola: scopri il nostro vino

Pronti per un viaggio alla scoperta del "Heraco" | Grosjean Vins? Ora ti porteremo ad approfondire ogni aspetto di questo vino eccezionale attraverso tre sezioni chiave:

Cantina

Vieni a conoscere la storia e i valori della cantina che con passione coltiva e trasforma le uve in vino

Territorio

Immergiti nella terra che dà vita a queste uve uniche, scoprendo il clima e il terroir che influenzano il suo carattere

Abbinamenti

Ottieni consigli esperti sugli abbinamenti perfetti che esalteranno sia il vino sia il tuo pasto

La cantina

Paese: Italia

Regione: Valle d'Aosta

Ettari vitati: 16

Grosjean Vins

La cantina Grosjean è una realtà familiare della Valle d’Aosta, con 16 ettari di vigneto coltivati tra Quart e Saint-Christophe. La storia della famiglia e quella della viticoltura di montagna si intrecciano da generazioni, in un percorso che affonda le proprie radici alla fine del Settecento. Alla fine del XVIII secolo i nonni materni della famiglia Grosjean scesero da Fornet, piccolo villaggio della Valgrisenche, verso Aosta, per rifornirsi di castagne e vino. In quell’epoca il vino aveva un ruolo essenziale nella vita delle comunità alpine: era elemento di ospitalità, alimento e rimedio, oltre che prodotto di valore.

La viticoltura di montagna attraversò periodi difficili, segnati dalle condizioni climatiche della “piccola era glaciale”, dalle guerre e dalla diffusione della fillossera. La svolta per la famiglia Grosjean arrivò nel 1968, in occasione della I Exposition des Vins du Val d’Aosta. La manifestazione convinse Dauphin Grosjean a imbottigliare il proprio vino per proporlo alla vendita in fiera, trasformando progressivamente una produzione familiare in un’attività vitivinicola strutturata.

Negli anni successivi Dauphin coinvolse nella produzione tutti e cinque i figli — Vincent, Giorgio, Marco, Fernando ed Eraldo — affidando a ciascuno un settore specifico dell’attività. La dimensione familiare rimase quindi centrale, accompagnando la crescita dell’azienda. Nel 2011 l’azienda intraprese la conversione alla viticoltura biologica, distinguendosi all’epoca come prima e unica realtà della Valle d’Aosta a compiere questo passaggio.

Grosjean Vins

Oggi la conduzione è affidata alla terza generazione della famiglia Grosjean, rappresentata da Hervé, Simon e Didier Grosjean e dal genero Marco, affiancati dagli zii Fernando ed Eraldo. La continuità familiare si accompagna a un’impostazione orientata alla sostenibilità e alla valorizzazione della viticoltura alpina.

Con i suoi 16 ettari tra Quart e Saint-Christophe, Grosjean rappresenta una realtà profondamente legata al territorio valdostano, nella quale la viticoltura di montagna viene interpretata attraverso il lavoro manuale, la continuità generazionale e la scelta di una conduzione biologica.

Regione e territorio

Grandi vini di montagna

Valle d'Aosta

Grandi vini di montagna

Valle d'Aosta

Grandi vini di montagna

Valle d'Aosta

La storia del vino in Valle d'Aosta ha radici antiche, risalenti all'epoca romana. Questa regione montuosa, situata nelle Alpi occidentali, ha coltivato la vite per secoli, sviluppando una tradizione vinicola unica e distintiva.

Grazie al terreno favorevole alla coltivazione della vite e al clima fresco, la Valle d'Aosta ha importanti vitigni autoctoni, tipicamente di montagna, e produce vini molto apprezzati per la freschezza.

Tra i vitigni bianchi più rappresentativi c'è il Prié Blanc (autoctono), il Petit Arvine tra i tradizionali, mentre per le uve autoctone a bacca nera spiccano Petit Rouge, Fumin, Mayolet, Neyret, Cornalin, Premetta, Vuillermin.

La Valle d'Aosta ha una sola DOC, divisa in 7 territori: Arnad-Montjovet, Blanc de Morgex et de La Salle, Chambave, Donnas, Enfer d’Arvier, Nus, Torrette.

I vini della DOC Valle d'Aosta sono apprezzati per la loro freschezza, vivacità e autenticità, caratteristiche che riflettono il clima fresco e la natura incontaminata delle Alpi.

Aosta

La presenza della vite nell’area di Aosta è documentata fin dall’età del Bronzo e la produzione vinicola prosegue in epoca romana. Oggi i vigneti occupano soprattutto terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, spesso collocati a quote elevate e caratterizzati da condizioni pedoclimatiche particolarmente selettive.

La viticoltura è alpina e si sviluppa lungo l’asse della valle fino alle quote più alte, raggiungendo anche i 1.200 metri di altitudine. Il clima è caratterizzato da scarse precipitazioni, ventilazione costante e forti escursioni termiche giorno-notte: condizioni che favoriscono una buona sanità delle uve, una maturazione relativamente rapida e una marcata definizione del patrimonio aromatico.

Il patrimonio ampelografico è particolarmente interessante per la presenza di numerosi vitigni autoctoni alpini, adattati a condizioni di coltivazione estreme e capaci di dare vini generalmente caratterizzati da freschezza, finezza aromatica, struttura verticale e spiccata identità territoriale.

La produzione è tutelata dalla Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste DOC, riconosciuta nel 1985, articolata in sette sottozone: Arnad-Montjovet, Blanc de Morgex et de La Salle, Chambave-Muscat, Nus-Malvoisie, Petit Rouge e Prëmetta, Torrette ed Enfer d’Arvier. A queste si aggiunge il riconoscimento storico di Donnas, primo vino valdostano a ottenere una denominazione nel 1971. Il quadro produttivo comprende diverse tipologie legate ai singoli vitigni e territori, con una forte prevalenza delle espressioni che valorizzano il patrimonio ampelografico locale.

Il territorio vitivinicolo di Aosta si distingue per una viticoltura eroica d’altitudine, fortemente condizionata dall’ambiente alpino e basata sulla capacità dei vitigni di adattarsi a pendii, terrazzamenti, quote elevate e marcate escursioni termiche.

Viticoltura eroica di montagna

Abbinamenti e piatti consigliati

Abbinamento per concordanza

Il carattere profondo, vellutato e speziato di questo bellissimo blend trova corrispondenza in pietanze strutturate e aromaticamente complesse: la persistenza e il carattere speziato permettono di sostenere piatti intensi e saporiti come la selvaggina da lunghe preparazioni.

Abbinamento per contrasto

La freschezza e la tannicità di questo grande rosso bilanciano molto bene la succulenza e la grassezza di carni rosse: l'acidità sgrassa il palato in preparazioni ricche quali brasati, arrosti e selvaggina.

Si abbina bene a

Selvaggina, carni rosse, arrosti, brasati, carni in umido, cacciagione, carni alla griglia, funghi, polenta, formaggi stagionati, piatti della tradizione valdostana.

Abbinamento per concordanza

Il carattere profondo, vellutato e speziato di questo bellissimo blend trova corrispondenza in pietanze strutturate e aromaticamente complesse: la persistenza e il carattere speziato permettono di sostenere piatti intensi e saporiti come la selvaggina da lunghe preparazioni.

Abbinamento per contrasto

La freschezza e la tannicità di questo grande rosso bilanciano molto bene la succulenza e la grassezza di carni rosse: l'acidità sgrassa il palato in preparazioni ricche quali brasati, arrosti e selvaggina.

Si abbina bene a

Selvaggina, carni rosse, arrosti, brasati, carni in umido, cacciagione, carni alla griglia, funghi, polenta, formaggi stagionati, piatti della tradizione valdostana.

Stufato di capriolo

Uno stufato di carne di capriolo (o altra tipologia di selvaggina) è un piatto molto gustoso: va bollito con carote, cipolle, funghi e servito con una salsa bianca molto densa. Un piatto adatto ad abbinamenti intensi e di grande aoddisfazione.

Cervo con polenta

Un piatto dal gusto deciso e autentico, strepitoso in accompagnamento a polenta e cipolle caramellate. Da provare anche nella versione morbida e raffinata del filetto.

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