Antica Enotria
Antica Enotria è una di quelle realtà pugliesi che raccontano il territorio già prima di versare il vino nel bicchiere. La cantina nasce infatti all’interno di una masseria del Settecento, un edificio storico che conserva intatta l’architettura rurale tipica dell’area di Cerignola. Le pareti spesse, la corte centrale e i locali sotterranei testimoniano secoli di vita agricola e sono oggi parte integrante del percorso produttivo: un luogo dove la tradizione non è un semplice richiamo estetico, ma una componente viva del processo.
Solo negli ultimi trent’anni questa masseria è stata trasformata in azienda vitivinicola grazie alla visione della famiglia Di Tuccio, e in particolare di Raffaele, che ha scelto di restituire valore alla sua terra recuperando la storia e le potenzialità del luogo. La proprietà apparteneva un tempo alla contessa Staffa, e il passaggio a una gestione familiare radicata nel territorio ha segnato una rinascita importante: un progetto che unisce memoria e innovazione senza contraddizioni.
La cantina si sviluppa attorno alla corte centrale, che rappresenta il cuore pulsante della masseria, per poi scendere in profondità nei locali sotterranei. È qui che si trovano le condizioni ideali per l'affinamento: temperatura naturale, umidità costante e silenzio, elementi che permettono sia alle bottiglie sia alle botti di evolvere in modo lento e armonioso.
Non solo vigne, ma anche orti, oliveti e produzioni locali che concorrono a creare un piccolo ecosistema autosufficiente. Il loro modo di intendere il vino si basa su cura biologica, la scelta di non forzare i ritmi naturali, l’attenzione alla genuinità di ciò che nasce in campagna, dal pomodoro all’olio fino all’uva.
Antica Enotria
La produzione vinicola segue un’idea chiara: valorizzare vitigni di matrice territoriale, sia autoctoni sia storicamente radicati nella regione. Il Fiano – pur originario della Campania – entra perfettamente in questa narrazione, perché la sua presenza in Puglia risale a secoli fa e ha radici nella storia: si racconta che fu introdotto nel XIII secolo da Carlo II d’Angiò, con migliaia di piante inviate verso Manfredonia.
La famiglia Di Tuccio ha saputo mantenere l’autenticità del passato, pur integrando strumenti moderni per la raccolta e la lavorazione delle uve. È un approccio pragmatico: le tecnologie servono a preservare la qualità, senza mai snaturare il carattere del prodotto. Il risultato è una gamma di vini che si distingue per sincerità e precisione aromatica, capaci di raccontare non solo un territorio ma una filosofia di produzione senza compromessi.