Brunello di Montalcino Cosimo | Palazzo

Prezzo scontato€70,00

Rosso
Toscana (IT)
Brunello di Montalcino DOCG
Sangiovese 100%
Degustalo entro 10 anni
15% vol.

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Produzione e affinamento

Il vigneto si trova nel comune di Montalcino, su suoli ricchi di galestro molto roccioso, elemento che dona al vino una marcata impronta minerale e una trama tannica fine ma incisiva. Le viti, con un’età media di circa 36 anni, sono allevate a cordone speronato, con rese naturalmente contenute. La vendemmia si svolge a fine settembre con raccolta manuale, selezionando esclusivamente i grappoli migliori della parcella più vocata.

Dopo la pigiodiraspatura, la fermentazione avviene in vasche di acciaio inox da 35/45 ettolitri a temperatura controllata (circa 30°C), con una macerazione sulle bucce di 18–20 giorni. Segue un lungo affinamento di 40 mesi in botti di rovere da 5 e 10 ettolitri, a cui si aggiungono almeno 8 mesi di riposo in bottiglia prima della commercializzazione. Questo percorso lento e rigoroso consente al vino di sviluppare profondità, complessità aromatica e una struttura armonica capace di affrontare lunghi invecchiamenti. Poche più di mille le bottiglie prodotte: un rosso in edizione limitata.

Analisi organolettica

Esame visivo

Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso dai riflessi granati.

Esame olfattivo

Il bouquet è seducente e stratificato: emergono note di amarena, lampone e piccoli frutti rossi maturi, intrecciate a sentori di sottobosco, erbe officinali, violetta e rosa rossa, con sfumature speziate e richiami balsamici che ricordano l’aceto balsamico e la terra umida.

Esame gustativo

Al palato è corposo ed elegante, con tannini vellutati ma saldi, una freschezza ben integrata e una sapidità minerale che sostiene la beva. La struttura è potente ma mai eccessiva; il finale è lungo, persistente, con bei ritorni di frutta scura e spezie dolci. È un Brunello delle grandi occasioni, anche da meditazione.

Indice contenuti

Dal vigneto alla tavola: scopri il nostro vino

Pronti per un viaggio alla scoperta del Brunello di Montalcino Cosimo | Palazzo? Ora ti porteremo ad approfondire ogni aspetto di questo vino eccezionale attraverso tre sezioni chiave:

Cantina

Vieni a conoscere la storia e i valori della cantina che con passione coltiva e trasforma le uve in vino

Territorio

Immergiti nella terra che dà vita a queste uve uniche, scoprendo il clima e il terroir che influenzano il suo carattere

Abbinamenti

Ottieni consigli esperti sugli abbinamenti perfetti che esalteranno sia il vino sia il tuo pasto

La cantina

Paese: Italia

Regione: Toscana, Siena

Ettari vitati: 4

Palazzo

Nel 1983 Cosimo Loia acquista per pura coincidenza la tenuta “Palazzo” che portava lo stesso cognome della moglie Antonietta. Nel 1986 insieme ai loro figli iniziarono la produzione di vino. L’azienda pratica un'agricoltura integrata utilizzando esclusivamente concimi e disinfestanti di tipo organico per coltura biologica. I terreni presentano strati di rocce originarie, in particolare galestro, ricco di calcare e terriccio argilloso. I loro vigneti sono immersi in uno splendido panorama: sono esposti al sole dal mattino fino a sera e risultano ben protetti dalle brezze marine.

Palazzo

La cantina pratica una severa selezione in vigna durante il ciclo vegetativo, il che permette alle uve di maturare bene prima di essere raccolte, rigorosamente a mano. Il Podere, una casa colonica del ’700, è stato completamente ristrutturato, mantenendo l’originaria struttura dei casali toscani. Viticoltura tradizionale, con la logica del minore impatto, e cantine e locali per la vinificazione completamente ammodernati.

Regione e territorio

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Toscana

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Toscana

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Toscana

La Toscana è una delle più importanti regioni italiane per il vino, divenuta famosa in tutto il mondo per le sue celebri etichette. Qui il vino fa davvero parte della storia e della cultura da secoli, fin dal Trecento infatti esiste la "Lega dei Vinattieri".
Anche il paesaggio toscano racconta la forte vocazione vitivinicola del territorio: dalle colline del Chianti e della Costa degli Etruschi ai panorami della Val d’Orcia e della Val di Chiana, sotto i nostri occhi si stendono chilometri e chilometri di splendidi filari da cui si producono vini eccelsi.

La Toscana è una delle regioni italiane più vocate per la produzione di vini di qualità e dagli anni Ottanta ha conquistato i mercati mondiali. Bagnata dal mar Ligure e dal Tirreno, ha un territorio prevalentemente collinare dal clima temperato, con inverni miti ed estati fresche.
Le varie tipologie di vitigni coltivate in Toscana sono molto influenzate dal terreno su cui crescono, e nella regione si spazia dai terreni sabbiosi, a ovest, a quelli tufacei, fino a quelli argillosi e anche calcarei.
Una menzione speciale va per il galestro, un tipo di suolo locale che dà anche il nome a un vino del chiantigiano.

Montalcino

Montalcino è un comprensorio di 24.000 ettari, dei quali solo il 15% è occupato dai vigneti. La collina di Montalcino ha numerosi ambienti pedologici per essersi formata in ere geologiche diverse.

Il terreno si arricchisce di scheletro mentre lo strato attivo si riduce, trattandosi di suoli formatisi dalla decomposizione di rocce originarie. Il clima è tipicamente mediterraneo, tendenzialmente asciutto, ma anche con connotazioni continentali data la posizione intermedia fra il mare e l’Appennino Centrale.

La presenza sul territorio di versanti con orientamenti diversi, la marcata modulazione delle colline e lo scarto altimetrico tra zone vallive e il territorio più alto, determina dei microambienti climatici molto diversi, anche in zone molto vicine tra loro. La forma di allevamento più diffusa in vigna è il cordone speronato, ottenuto mediante potatura corta di un numero variabile di cornetti a ceppo.La presenza sul territorio di versanti con orientamenti diversi, la marcata modulazione delle colline e lo scarto altimetrico tra zone vallive e il territorio più alto, determina dei microambienti climatici molto diversi, anche in zone molto vicine tra loro. La forma di allevamento più diffusa in vigna è il cordone speronato, ottenuto mediante potatura corta di un numero variabile di cornetti a ceppo.

Montalcino offre una varietà pedologica unica, testimone di ere geologiche diverse.

Abbinamenti e piatti consigliati

Abbinamento per concordanza

La struttura importante e la persistenza aromatica del vino devono trovare corrispondenza in piatti ricchi e succulenti, come brasati, arrosti e selvaggina. Le note speziate e di sottobosco si possono giocare con preparazioni che prevedono erbe aromatiche, funghi o lunghe cotture. Anche la morbidezza dei tannini si accorda con la consistenza proteica di carni rosse e formaggi stagionati, per un sorso pieno e avvolgente.

Abbinamento per contrasto

Per contrasto, l’acidità e la freschezza del Brunello bilanciano molto bene la grassezza di carni stufate o di piatti succulenti e ricchi come per esempio l’ossobuco. La trama tannica, elegante ma presente, asciuga la succulenza delle preparazioni più untuose, mentre la sapidità minerale contrasta la tendenza dolce di ragù e riduzioni, mantenendo il sorso dinamico.

Si abbina bene a

Arrosti importanti, carni rosse strutturate, selvaggina in umido, primi piatti al ragù di cacciagione, ossobuco, oltre a formaggi stagionati e salumi di lunga maturazione. È un vino che richiede piatti di pari intensità e complessità aromatica.

Abbinamento per concordanza

La struttura importante e la persistenza aromatica del vino devono trovare corrispondenza in piatti ricchi e succulenti, come brasati, arrosti e selvaggina. Le note speziate e di sottobosco si possono giocare con preparazioni che prevedono erbe aromatiche, funghi o lunghe cotture. Anche la morbidezza dei tannini si accorda con la consistenza proteica di carni rosse e formaggi stagionati, per un sorso pieno e avvolgente.

Abbinamento per contrasto

Per contrasto, l’acidità e la freschezza del Brunello bilanciano molto bene la grassezza di carni stufate o di piatti succulenti e ricchi come per esempio l’ossobuco. La trama tannica, elegante ma presente, asciuga la succulenza delle preparazioni più untuose, mentre la sapidità minerale contrasta la tendenza dolce di ragù e riduzioni, mantenendo il sorso dinamico.

Si abbina bene a

Arrosti importanti, carni rosse strutturate, selvaggina in umido, primi piatti al ragù di cacciagione, ossobuco, oltre a formaggi stagionati e salumi di lunga maturazione. È un vino che richiede piatti di pari intensità e complessità aromatica.

Spezzatino di cinghiale e prugne

Un secondo piatto squisito, idealmente cotto nello stesso vino in degustazione. Di struttura, ricco di sapori e profumi, per pranzi della domenica indimenticabili.

Arrosto al forno

Classico secondo piatto delle feste, semplice e piuttosto veloce da preparare, morbido e ricchissimo di sapore.

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