Barolo del comune di Barolo | Virna

Prezzo scontato€55,00

Rosso
Piemonte (IT)
Barolo DOCG
Nebbiolo 100%
Degustalo entro 10 anni
15% vol.

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Produzione e affinamento

Le uve provengono dalle migliori parcelle del Comune di Barolo, coltivate a Nebbiolo, sottovarietà Lampia e Michet, allevate a Guyot con 6-8 gemme per pianta. I ceppi sono mediamente 4.500 per ettaro, con una produzione di circa 50-55 quintali di uva per ettaro. I vigneti, impiantati tra il 1970 e il 1980, si trovano su altitudini di 250-260 metri, con esposizione sud-est/sud, su suoli calcarei e argillosi che conferiscono struttura, mineralità e sapidità al vino. La vendemmia è rigorosamente manuale, con selezione solo dei grappoli sani e perfettamente maturi.

La vinificazione inizia con diraspatura e pigiatura delicate, seguite da una macerazione di circa 10 giorni in fermentini dotati di pale rotanti, con delestage per ottimizzare l’estrazione dei polifenoli. Il vino matura in botticelle da 300-500 litri e grandi botti di rovere per 18-24 mesi, dove i tannini si addolciscono e gli aromi si amalgamano, sviluppando grande profondità. Un ulteriore affinamento in serbatoi di acciaio inox completa il processo, prima del riposo in bottiglia per alcuni mesi.

Analisi organolettica

Esame visivo

Di un bel rosso rubino intenso con riflessi granato che anticipano la maturità e la complessità del vino.

Esame olfattivo

Al naso esprime un bouquet ricco e armonioso di frutti rossi maturi, come ciliegie e prugne, accompagnati da sentori di viole, tabacco, mora e leggere note di cioccolato e vaniglia, il tutto intrecciato a delicate sfumature di rovere e spezie fini.

Esame gustativo

In bocca è pieno e potente, con tannini morbidi ma ben presenti, acidità equilibrata che dona freschezza, corpo avvolgente e una persistenza straordinaria; il finale è lungo, raffinato, con richiami di nougat e leggerissima speziatura che lascia un’impressione lunga e memorabile.

Indice contenuti

Dal vigneto alla tavola: scopri il nostro vino

Pronti per un viaggio alla scoperta del Barolo del comune di Barolo | Virna? Ora ti porteremo ad approfondire ogni aspetto di questo vino eccezionale attraverso tre sezioni chiave:

Cantina

Vieni a conoscere la storia e i valori della cantina che con passione coltiva e trasforma le uve in vino

Territorio

Immergiti nella terra che dà vita a queste uve uniche, scoprendo il clima e il terroir che influenzano il suo carattere

Abbinamenti

Ottieni consigli esperti sugli abbinamenti perfetti che esalteranno sia il vino sia il tuo pasto

La cantina

Paese: Italia

Regione: Piemonte, Cuneo

Ettari vitati: 12

Virna

Siamo in una delle più importanti zone in Italia per la produzione di rossi di qualità, le Langhe e in particolare il territorio del Barolo: un'area che ha saputo valorizzare le caratteristiche uniche dei suoi vigneti. La cantina Virna ne possiede di spettacolari.
“Virna” è anche il nome della titolare, la prima donna laureata in Enologia in Italia nel 1991.

Virna

Virna, la proprietaria, ama il suo territorio in modo assoluto, e questo determina ogni sua scelta, non solo in campo vinicolo. I suoi Barolo sono tutti diversi e posseggono ognuno un'anima e un preciso carattere, provenendo da diversi terroir nell’area geologica sia del Tortoniano sia dell’Elveziano.

Regione e territorio

piemonte

Grandi vini che esprimono la perfezione di un terroir

Piemonte

Grandi vini che esprimono la perfezione di un terroir

Piemonte

Grandi vini che esprimono la perfezione di un terroir

Piemonte

In Piemonte le prime tracce di viticoltura risolgono a epoche preromaniche (esattamente all'età del Bronzo, intorno al 1500 a.C.) e anche se oggi l'apice qualitativo si trova nei grandivini rossi, in questa regione la produzione di vini bianchi e spumanti restituisce prodotti eccelsi.

Il ruolo del Piemonte è stato fondamentale per lo sviluppo della moderna enologia Italiana, qui infatti sono stati registrati i primi esempi di zonazione delle aree vitivinicole, estendendo ai vini italiani concetti come terroir e cru: grazie alla zonazione se un vino viene prodotto esclusivamente con uve provenienti da un’unico vigneto o parcella, la menzione geografica compare in etichetta e ne aumentailprestigio.

Oltre alle delimitazioni geografiche indicate nella cartina il Piemonte viene diviso in 8 zone che raggruppano le 16 DOCG e le 42 DOC regionali. Fra queste ricordiamo nel nord le famose Gattinara DOCG e Ghemme DOCG, vicino a Torino l'Erbaluce di Caluso DOCG, nel Monferrato le Barbera del Monferrato Superiore DOCG, Brachetto d’Acqui DOCG, Dogliani DOCG, Ovada DOCG, Gavi DOCG e Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, per finire con la Roero DOCG a sinistra del Tanaro e alla destra del fiume, nella Langa, con le celeberrime Barolo DOCG, Barbaresco DOCG e Dogliani DOCG.

In Piemonte ha avuto inizio la rivoluzione nel mondo del vino che ha riportato l’Italia ai vertici della produzione di alta qualità: qui vengono prodotti, a parte poche eccezioni, vini monovarietali, che esprimono al meglio le caratteristiche del terroir ed esaltano in modo magistrale il territorio piemontese.

Langhe

Langhe, un territorio unico per la produzione vitivinicola italiana. La presenza di valli e colline a quote altimetriche diverse, e le differenti esposizioni e ventosità, creano un’incredibile varietà di microclimi diversi. Così si generano condizioni molto particolari che consentono all’uva di declinarsi in varie espressioni. La zona del Dogliani è quella a clima più fresco, essendo vicina alle Alpi, e connotata da strette e alte dorsali collinari rivolte verso la fredda pianura cuneese. La zona del Barolo ha temperature intermedie,
essendo posizionata in una particolare area protetta dai venti ma influenzata sia dalle correnti alpine che dalle risalite di aria calda e umida dalla valle del Tanaro.

Le tre dorsali collinari che compongono la zona determinano una eterogeneità di paesaggi e, di conseguenza, microclimi.
La zona del Barbaresco è più omogenea, con temperature più miti e precipitazioni meno abbondanti. Il paesaggio connotato da strette vallate genera una ventosità maggiore rispetto alle due zone precedenti.
I terreni sono diversi: calcarei-marnosi, argillosi e sabbiosi e ghiaiosi. I principali vitigni coltivati sono: nebbiolo, barbera, dolcetto, arneis, freisa e favorita, e poi ci sono gli internazionali come chardonnay, cabernet sauvignon merlot e sauvignon blanc.

Le Langhe sono un territorio vinicolo italiano unico, con una varietà di microclimi e paesaggi unici, da Dogliani a Barolo e Barbaresco: produce vini complessi e distintivi grazie ai diversi terreni e alle diverse esposizioni

Abbinamenti e piatti consigliati

Abbinamento per concordanza

Si abbina per analogia a preparazioni che ne pareggiano la ricchezza e il corpo imponente. Inoltre, i sentori di prugna, ciliegia e vaniglia si sposano con piatti a base di funghi o cacciagione aromatica, mentre la speziatura fine e le note di rovere dialogano con salse complesse e formaggi stagionati, creando un’armonia perfetta.

Abbinamento per contrasto

L'acidità equilibrata e i tannini morbidi e setosi di questo grande Barolo puliscono il palato abbinati a piatti ricchi e untuosi, bilanciando brasati, sughi concentrati o carni in lunga cottura.

Si abbina bene a

Cosce di agnello brasate, filetto di manzo con salsa di vino rosso, piatti di selvaggina con riduzioni di frutti di bosco, risotti ai funghi o preparazioni a base di carni rosse in umido, formaggi stagionati e speziati. La sua complessità aromatica e la struttura robusta lo rendono perfetto per cene festive o momenti in cui il vino diventa protagonista del pasto.

Abbinamento per concordanza

Si abbina per analogia a preparazioni che ne pareggiano la ricchezza e il corpo imponente. Inoltre, i sentori di prugna, ciliegia e vaniglia si sposano con piatti a base di funghi o cacciagione aromatica, mentre la speziatura fine e le note di rovere dialogano con salse complesse e formaggi stagionati, creando un’armonia perfetta.

Abbinamento per contrasto

L'acidità equilibrata e i tannini morbidi e setosi di questo grande Barolo puliscono il palato abbinati a piatti ricchi e untuosi, bilanciando brasati, sughi concentrati o carni in lunga cottura.

Si abbina bene a

Cosce di agnello brasate, filetto di manzo con salsa di vino rosso, piatti di selvaggina con riduzioni di frutti di bosco, risotti ai funghi o preparazioni a base di carni rosse in umido, formaggi stagionati e speziati. La sua complessità aromatica e la struttura robusta lo rendono perfetto per cene festive o momenti in cui il vino diventa protagonista del pasto.

Agnolotti del plin al sugo d’arrosto

La pasta ripiena che non manca mai sulle tavole piemontesi durante le feste di Natale oppure nelle grandi occasioni. Uno scrigno di pasta che racchiude gusto intenso, grande tecnica ed elegante opulenza. Il termine plin, che significa pizzicotto in dialetto piemontese, sta a indicare il gesto del pizzicare la pasta con le dita per racchiudere il ripieno tra un raviolo e l'altro.

Agnello al tartufo

L'agnello al tartufo è un secondo piatto semplice da preparare, molto saporito e intenso nei profumi, dalla lunga persistenza. Un secondo di grande soddisfazione.

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