vini tannici

Cos’è il tannino? 4 domande che non hai mai fatto

Spigoloso, esuberante, ruspante, verde, levigato o setoso… compagno perfetto delle cene invernali davanti al caminetto, il tannino è sulla bocca di tutti gli amanti del vino. Letteralmente. Ma cosa si intende davvero quando si parla di tannicità del vino?

Ecco le quattro domande sul tannino che non hai mai fatto, con altrettante semplici risposte.

1️⃣ Cos’è il tannino?

Il tannino è un composto naturale (un polifenolo, per la precisione) contenuto nelle bucce dell’uva (specie se a bacca rossa), ma anche nei semi e nel raspo. Alcuni tannini vengono rilasciati anche dalle botti di legno in cui il vino affina, ma l’effetto è più contenuto. Si parla di tannicità vera e propria praticamente solo per i vini rossi: non solo sono fatti a partire da uve che ne sono ricche ma soprattutto macerando a lungo assieme alle bucce estraggono queste sostanze in grande quantità.

2️⃣ Come si riconosce l’effetto del tannino in bocca?

Il tannino crea astringenza, un senso di asciutto che assomiglia alla disidratazione, a volte anche lasciando un leggero gusto amarognolo. Ma attenzione: l’effetto del tannino è vario e muta con l’invecchiamento, per cui questa spigolosità si smussa più il vino è evoluto. Semplificando: dall’irruenza giovanile si passa all’eleganza della maturità (quindi al tannino setoso e levigato).

3️⃣ A cosa serve il tannino?

Il tannino ha quattro grandi funzioni:

1. dona struttura al vino;

2. dà equilibrio al vino, bilanciando le morbidezze (zuccheri e alcol);

3. aiuta a conservare il vino;

4. gli dona colore.

4️⃣ Che cibo abbinare a un vino dal tannino marcato?

Asciugando la bocca, un vino rosso tannico richiede di essere abbinato a piatti succosi e succulenti (ricchi quindi di succhi): via libera pertanto a brodi grassi, brasati, carni grasse ricche di succhi, cibi cotti in umido…

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