colori del vino

Cosa rivela il colore del vino?

Il colore del vino è il punto di partenza dell’analisi dei sommelier e spesso è il primo aspetto che conquista il degustatore. Allo stesso tempo, è quello che viene più volentieri trascurato dagli appassionati. Invece rivela molto della storia del vino.

Nel libro sui colori del vino che il mitico Veronelli non è mai riuscito a pubblicare, le tinte sarebbero andate dal “bianco acqua” fino al “rosso cardinalizio”. E tra questi estremi, infiniti colori moltiplicati per infinite nuance e ombre. Infatti, tutte unicamente diverse sono le storie che i diversi vini hanno da raccontare.

La disciplina conviene, per praticità, su alcune categorie di colori, che schematizziamo qui per punti, assieme alle informazioni che quei colori danno. La parte bella dell’analisi visiva.

I colori del vino e cosa ci indicano

VINI BIANCHI

🥂Giallo verdolino (cioè un giallo tenue con sfumature verdi): indica bianchi molto giovani, leggeri e freschi. I riflessi verdognoli sono dovuti a residui di clorofilla e indicano una raccolta dell’uva leggermente in anticipo.

🥂Giallo paglierino (un colore che richiama quello della paglia): indica vini giovani, in genere equilibrati nel rapporto morbidezze/durezze; è il colore più diffuso fra i bianchi.

🥂Giallo dorato (cioè un giallo intenso che ricorda l’oro): indica un bianco evoluto, generalmente più sbilanciato sulle morbidezze rispetto alle durezze; l’uva è stata probabilmente raccolta matura o sovramatura. Attenzione, perché se un vino di colore giallo dorato è privo di vivacità, cioè è spento, potrebbe essere in uno stadio evolutivo troppo avanzato.

🥂Giallo arancio (cioè un arancione dorato): è tipico dei vini ottenuti da uve a bacca bianca vinificate in rosso (con macerazione sulle bucce); per via del colore, sono chiamati orange wines.

🥂Giallo ambrato (un colore simile a quello della pietra, appunto, o se vogliamo di una pelle abbronzata): suggerisce che il vino sarà molto più sbilanciato sulle morbidezze che sulle durezze; è il colore caratteristico della maggior parte dei vini passiti e del vin santo. Se cupo e spento, tendente al bruno, può indicare un vino “passato”.

VINI ROSATI

🍸Rosa tenue (immagina i petali dei fiori di pesco o della rosa dell’omonimo colore): di solito sono vini ottenuti con uve a bacca nera sottoposte a breve macerazione con le bucce. Se ci sono sfumature violacee il vino è giovane.

🍸Rosa cerasuolo (un rosa più intenso del tenue, immagina una ciliegia appena matura): indica di solito che il vino è fatto con macerazione sulle bucce un po’ più lunga.

🍸Buccia di cipolla (cioè rosa con riflessi ramati): è spia di vini ottenuti con vinificazione di uve con materia colorante delicata, come il pinot grigio.

🍸Rosa chiaretto (il nome può ingannare ma indica un colore che si avvicina al rosso): si tratta di vini fatti con macerazione sulle bucce molto spinta.

VINI ROSSI

🍷Rosso porpora (rosso che tende al viola e al rosa fucsia): si riscontra nei vini molto giovani, che all’assaggio saranno tendenti alle durezze.

🍷Rosso rubino (rosso scuro che richiama l’omonima pietra): il colore rosso più diffuso, indica un vino in ottimo stato di conservazione e salute, equilibrato fra durezze e morbidezze.

🍷Rosso granato (tra il rosso sangue e il melograno): si trova nei rossi più evoluti, generalmente appena più tendenti alle morbidezze rispetto alle durezze.

🍷Rosso aranciato (cioè un rosso mattone): indica vini che hanno fatto lunghi affinamenti; se il colore è spento o si riscontra in vini giovani è segno negativo perché indica una evoluzione troppo precoce o ossidazione.

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