WINE BOX DI ottobre: autoctoni secondi a nessuno!

vitigni autoctoni

Tappa #31

Guidata da Marco Barbetti (migliore sommelier d’Italia FISAR 2018)

 

IL NURAGHE – CANTINA DI MOGORO, Mogoro (OR)

Mogoro si trova a sud ovest della Sardegna in provincia di Oristano, in una zona che prende il nome di “Alta Marmilla”, proprio vicino al monte Arci, un antico massiccio di origine vulcanica.

Qui dove si tramandano ancora antiche tradizioni, non solo rurali, ma anche di artigianato tessile e legno, si trova l’azienda vinicola “Il Nuraghe – cantina di Mogoro”, fondata nel 1956 da un piccolo gruppo di viticoltori con l’intento di iniziare una produzione artigianale di qualità. L’areale è sempre stato vocato alla viticoltura (come testimoniano anche numerosi reperti storici), in particolare di vitigni autoctoni come bovale, semidano, monica e nuragus.

Oggi l’azienda dispone di circa 350 ettari di vigne lavorate da vari conferitori nel pieno rispetto delle tradizioni, per offrire un sorso di Sardegna ad ogni bicchiere.

Ho scelto il bovale perché è uno dei più antichi vitigni coltivati in Sardegna, ai più quasi sconosciuto. Alcuni studi dimostrano la sua discendenza dalla vite selvatica ancora presente in qualche zona boschiva.

Questo vitigno è caratterizzato da una carica polifenolica elevata, che si manifesta nel bicchiere con vini dal colore rosso intenso: donano una bella astringenza, lasciando la bocca asciutta.

LUIGI GIUSTI, Castelferretti (AN)

Artigianalità e territorialità è quanto descrivono al meglio e intimamente l’azienda “Luigi Giusti”. I 12 ettari di vigneti si trovano a Montignano di Senigallia, in provincia di Ancona, in una zona particolarmente favorevole data la vicinanza del mare. La loro storia è di quelle più belle: il desiderio di un padre (Luigino) e di un figlio (Piergiovanni) di lavorare per fare delle colline di Montignano un luogo speciale. Le uve – esclusivamente Lacrima di Morro d’Alba – sono lavorate con basse rese e metodi a impatto zero. La vendemmia, che avviene manualmente seguendo i ritmi della natura, dà luce a vini che rispecchiano fedelmente ogni annata.

Ho scelto la Lacrima di Morro d’Alba perché è un vitigno dalle proprietà organolettiche uniche, che lo rendono ben riconoscibile, soprattutto a livello olfattivo. Nonostante questa peculiarità, non sempre raggiunge la notorietà che merita.

LA MASERA, Piverone (TO)

“Se uno sogna da solo, è solo un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà” (Friedensreich Hundertwasser). Questo è proprio quello che è successo ai 5 amici proprietari de La Masera, azienda agricola di Settimo Mortaro (TO), a pochi chilometri dal lago di Viverone. Dopo una vita in cui ognuno ha intrapreso il proprio percorso si sono ritrovati, decidendo di realizzare il sogno che avevano da ragazzi: iniziare la produzione di erbaluce nello stesso luogo dove decenni prima lo facevano i loro nonni.

Qui, dove si dice che sia nato questo vitigno, l’azienda possiede 5 ettari dove produce, oltre all’erbaluce, anche altri vitigni autoctoni locali, esprimendo ulteriormente il profondo legame con il territorio.

Ho scelto l’erbaluce di Caluso perché è un’eccellente autoctono bianco piemontese, davvero molto versatile. Si possono ottenere bianchi fermi di buona freschezza e sapidità, spumanti metodo classico fini e floreali e passiti dalla forte personalità. Le tre tipologie sono accomunate da sentori floreali e da una piacevole nota ammandorlata che rimane dopo il sorso.

BOX ENTUSIASTA

“Tiernu” Sardegna Bovale – Il Nuraghe

100% Bovale proveniente dai vigneti soleggiati di Terralba. I suoli sono sabbioso-argillosi di buona profondità. Dopo la spremitura, la fermentazione avviene in circa 15 giorni con continui delestage per permettere una buona estrazione di sostanze profumate e coloranti. L’affinamento avviene in parte in botti grandi di castagno dove rimane per tre mesi, e in parte in acciaio per 11 mesi.

Nel bicchiere si veste di colore rosso rubino intenso con riflessi porpora, che ne dimostrano la giovane età. Al naso si aprono fragranze di mora di gelso e susina, con note di macchia mediterranea, ferrose e vinose. In bocca è leggero, con una buona alcolicità che regala delle piacevoli sensazioni di calore. Un vino morbido dalla bella sapidità e con un tannino carnoso ma leggermente spigoloso, che fa intuire la buona possibilità di evoluzione. Il finale persistente lascia la bocca pulita.

Può essere consumato entro 5 anni. Servire alla temperatura di 17-18° C, dopo averlo fatto respirare per almeno mezz’ora.

Un vino che può essere abbinato a primi a base di ragù, a salsicce alla brace, oppure a formaggi di media stagionatura, come un pecorino sardo.

“Bolla Rosa” Spumante metodo charmat lungo, Luigi Giusti

100% Lacrima di Morro d’Alba prodotta su una superficie di 2,5 ettari, dedicati esclusivamente alla produzione di questo charmat lungo. La vendemmia manuale, sempre dopo l’inizio di settembre, avviene in due momenti differenti, in base al grado di maturazione delle uve.

Dopo la pressatura, il mosto viene inviato alla fermentazione in acciaio senza macerazione sulle bucce. La presa di spuma avviene per circa 4 mesi, dopo la quale avviene l’imbottigliamento.

In degustazione lo spumante è di un bel rosa tenue con un perlage persistente. Nel bicchiere si liberano in continuazione tante catenelle di bollicine di media dimensione. Al naso il bouquet è intenso, con sentori di piccoli frutti rossi (mirtilli e ribes) accompagnati da delicate note di rosa. Il sorso è piacevole e invoglia al secondo bicchiere. Il perlage regala una sensazione piuttosto avvolgente, mentre la freschezza e la sapidità lo rendono ben equilibrato.

Bella pulizia sul finale.

Da consumare entro un anno, servire alla temperatura di 7/8° C.

Diverso dai soliti charmat che tendono verso sensazioni morbide, questo spumante si può abbinare con una fresca caprese, un’insalata fredda di polpo o – perché no? – con tempura mista.  

“Anima” Erbaluce di Caluso, La Masera

100% erbaluce di Caluso prodotta in vari vigneti di proprietà su un suolo sabbioso argilloso con una rilevante presenza di ciottoli. Dopo la diraspatura, il mosto viene ottenuto mediante pressatura soffice e successivamente illimpidito tramite decantazione spontanea a freddo. Esaurita la fermentazione il vino affina sulle fecce fini per 6 mesi in serbatoi di acciaio prima dell’imbottigliamento.

Il vino si mostra di un luminoso giallo paglierino intenso. Al naso il bouquet è delicato e piacevole, con fragranti note di frutta bianca (in particolare mela), accompagnate da altre erbacee, tra cui il timo.

Bevendolo, stupisce per leggerezza e morbidezza. Le note calde dovute ad una moderata alcolicità sono perfettamente bilanciate dalla freschezza e da una sapidità ben presente, che lo rendono molto piacevole e facile da bere. Il finale, persistente e piacevolmente sapido, invoglia al secondo bicchiere.

Da consumare entro 1-2 anni. Servire alla temperatura di 10° C.

La piacevolezza di beva è la sua maggiore caratteristica: un vino molto versatile che può essere abbinato facilmente a delle quiche lorraine di ricotta e spinaci, al risotto ai finferli, oppure a un piatto della tradizione canavese come farro decorticato al salampatata sfumato all’Erbaluce di Caluso.

BOX ESPERTO

“Cavaliere Sardo” Sardegna Bovale Riserva – Il Nuraghe

100% Bovale proveniente da terreni calcareo argillosi dei vigneti di proprietà nella pianura di Terralba. La fermentazione avviene con la macerazione su bucce per circa 15 giorni. Per assicurare l’estrazione di sostanze aromatiche e coloranti, vengono effettuati diversi rimontaggi e delestage. L’affinamento avviene per 12 mesi in barrique di rovere francese per poi proseguire in acciaio per ulteriori 8 mesi.

Un vino dal colore rosso rubino intenso, che al naso regala un bouquet variegato. Netti sentori di ciliegie e more mature sono accompagnati da leggere note balsamiche e polverose. Il sorso è avvolgente e strutturato, a tratti carnoso, con un tannino vellutato molto presente. Qualche tempo in più in bottiglia lo renderà ancora più equilibrato. Il finale persistente lascia la bocca asciutta.

Può essere bevuto entro 4/5 anni. Servire alla temperatura di 17-18° C.

Un vino strutturato e tannico che va abbinato a piatti con degli intingoli. Vitello alla sarda o cinghiale in umido sono solo due delle svariate possibilità di accompagnamento. Da provare anche con un formaggio a media stagionatura.

“Luigino” Lacrima di Morro d’Alba Superiore, Luigi Giusti

100% Lacrima di Morro d’Alba proveniente da vari vigneti di proprietà, vinificati separatamente in acciaio. Dopo la fermentazione viene fatto un attento assemblaggio, trasferito poi in botti nuove dove effettua un affinamento sulle proprie fecce fini per 12-14 mesi. In questo periodo il vino subisce costanti batonnage e successivi travasi di chiarifica. Al termine, un’ulteriore selezione di botti, poi assemblamento e imbottigliamento, maturazione per ulteriori 6-8 mesi.

Nel bicchiere si presenta di un bel colore rosso rubino. Il bouquet è intenso e complesso, con evidenti note di frutta matura, specialmente prugne, more e mirtilli, accompagnate da sentori di macchia mediterranea, pepe e vaniglia. In finale chiude con un tenue profumo di violetta. Il sorso è morbido, denotando buona struttura e rotondità. Il tannino è presente, ancora da addomesticare pienamente, il che dimostra la potenziale longevità del vino. È persistente e lascia la bocca perfettamente pulita.

Da consumare entro 2 anni. Servire alla temperatura di 16-17° C.

Un vino dalla buona struttura e persistenza che può essere abbinato a formaggi di media stagionatura come il pecorino marchigiano, oppure a piatti di carne come l’arrosto alla Marchigiana. Oppure provatelo con il piccione in umido.

“Masilè” Erbaluce di Caluso Metodo Classico pas dosè, La Masera

100% Erbaluce di Caluso prodotto nel Canavese, un areale a nord del Piemonte, tra Torino e Ivrea. I terreni ciottolosi, ricchi di fosforo e potassio, sono di origine morenica. Dopo la vendemmia manuale, per selezionare solo i migliori grappoli sani, la fermentazione avviene in acciaio: poi il vino base affina per 6 mesi sui lieviti, in botti di legno e inox. L’affinamento sui lieviti dura oltre 18 mesi.

Il vino è di un colore giallo paglierino intenso, con un perlage fine e mediamente persistente. Il naso è molto tipico, con fragranti note di prodotti da forno, come sentori di lievito o di pane in cassetta, accompagnati da continui richiami a pesca e albicocca. Dopo l’assaggio si mostra leggero, con una piacevolissima freschezza e sapidità. Perlage elegante. Il finale è leggermente amaricante, tipico del vitigno.

Da consumarsi entro 1-2 anni. Servire alla temperatura di 10° C.

L’abbinamento ideale per questo spumante è un antipasto a base di gamberi in crosta di pasta sfoglia. Il gusto leggermente dolce del gambero viene riequilibrato dalla parte finale del vino, appena ammandorlata.