wine club

Cosa sono, davvero, i wine club?

L’abbonamento di vino è tra le subscription più di tendenza del momento. Noto, soprattutto oltreoceano, come “wine club”, si sta facendo strada anche in Europa.

🍾 Ma cos’è un wine club, esattamente?

L’idea nasce negli Stati Uniti nel 1972: Paul Kalemkiaran – geniale farmacista armeno, emigrato negli Stati Uniti e qui appassionatosi di vino – crea il Wine of the Month Club con il quale ogni mese propone ai suoi clienti un bianco e un rosso, spediti a casa per posta. La ragione? Non riusciva a gestire la mole di clienti che si recavano in enoteca di persona, in cerca di buoni vini a pochi dollari. Il club è attivo ancora oggi, guidato dal figlio.

🍾 Il modello americano

Complice una società che ha scommesso sull’economia delle relazioni di lungo termine, il wine club si diffonde velocemente, erogato sia da enoteche sia da cantine, specialmente californiane. Questi servizi vivono oggi una grande diffusione negli Stati Uniti, dove ne esistono di vari tipi. Il modello classico è quello che consente di ricevere un numero variabile di vini – a scelta tra rossi, bianchi o un mix – ogni mese, ogni 3 o ogni 6.

Negli ultimi anni, i wine club si stanno diffondendo in Europa – UK in primis – ma ora anche in Italia.

🍾 Wine club delle cantine

Per i produttori, inviare ai propri clienti le bottiglie direttamente a casa è un’attività lungimirante, interpretata come una prosecuzione delle attività in loco – quasi un’appendice nella tasting room. Avere il proprio wine club, per le cantine, è molto importante per rafforzare il brand, fidelizzare i clienti, migliorare le performance dell’azienda… E lo storytelling ne è un elemento cardine.

🍾 Il punto di vista del cliente

Lato consumatore, la subscription box di vino consente di godere della ricezione a casa di bottiglie con regolarità. Il tipo di opzioni disponibili va dalla secret box (come nel caso di Sommelier Wine Box) alla scelta della tipologia di vini, alla frequenza di ricezione, fino alla quantità di bottiglie da ricevere.

Inoltre, nel caso in cui il servizio sia anche un canale di vendita classico, con vini a catalogo, per i membri sono di solito disponibili anche sconti, benefici; mentre se si tratta di wine club offerti da cantine possono essere previsti trattamenti preferenziali per i membri. Tra questi: partecipazione a degustazioni ed eventi, accesso a bottiglie a tiratura limitata, fino alla possibilità di tenere la propria collezione di vini nella cantina.

🍾 Benefici?

Un wine club è più di un semplice abbonamento: significa poter avere un approvvigionamento regolare di vini, direttamente a casa e a prezzi convenienti, ma anche avere accesso a molte informazioni su quelle bottiglie, potendo così aumentare la propria conoscenza enologica. Allo stesso tempo, c’è l’idea appartenere a una community di persone accomunate dalla stessa passione per il magico mondo del vino.

Nel caso di wine club classici è molto forte il valore creato dalla varietà delle regioni, dei produttori e delle tipologie di vini proposti, mentre nel caso di wine club offerti dalle singole cantine c’è più l’idea di arricchire le proprie scorte con quello che magari è “il vino del cuore”.

🍾 Effetti per il mondo del vino?

A un livello più generale, il wine club promuove la cultura del vino, quella del degustare consapevole, creando “ambienti” di appassionati che amano farsi consigliare e scoprire bottiglie nuove. Sono winelover ben disposti alla sperimentazione e alla condivisione: raccolti assieme contribuiscono al progresso di tutto l’ecosistema del vino.

🍾 Parole chiave?

Selezione: perché fondamentale è la qualità dei vini offerti.

Storytelling: perché dentro ogni bottiglia c’è un mondo da raccontare ed è (anche) questo che gli appassionati ricercano.

Appartenenza: perché fare parte di un wine club significa condividerne i valori.

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