Aldo e Matteo Pola, Luisella Chiola, Fontanabianca

Aldo e Matteo Pola, Luisella Chiola, Fontanabianca

L’azienda agricola Fontanabianca è stata fondata nel 1969 da Franco Pola, mio nonno. Deve il suo nome ad un’importante sorgente di acqua presente nei terreni, dove in passato tutto il paese si recava per abbeverare gli animali.

Il primo imbottigliamento avvenne nel 1970 con il Barbaresco Bordini.

A mio nonno Franco, provato da una lunga malattia, subentrò a pieno regime negli anni ’80 mio padre Aldo che ha continuato il lavoro di ampliamento dell’azienda. Oggi io lo affianco, insieme a mia mamma Luisella, e così la nostra azienda è passata da 7 ettari a 14, con una produzione annua di circa 80.000 bottiglie.

La Fontanabianca è per tutti noi un lascito dei nostri avi, ma anche un sogno da coltivare tramite il lavoro, la famiglia e il sacrificio per poter creare e offrire non solo una semplice bottiglia di vino, ma un’esperienza unica in cui traspare tutta la nostra filosofia e passione.

Matteo

Fontanabianca è una piccola grande azienda di Langa a conduzione familiare, fondata in contrada Bordini dal nonno di Matteo alla fine degli anni sessanta. La prima bottiglia prodotta è il Barbaresco Bordini, vero cavallo di razza e vino di punta della casa.

Ai tempi del nonno si vendevano le uve e il vino sfuso in damigiana; poi, a causa di una sua brutta malattia, le redini passano alla seconda generazione, al papà di Matteo, che ha iniziato a rinnovare la cantina nei macchinari e nelle strutture. Dal 1985 inizia il grande percorso di qualità con le prime vendite all’estero, in Germania e Svizzera, e successivamente negli Stati Uniti e nel nord Europa.

Per Matteo la scelta di stare in azienda è stata ovvia: suo nonno materno, sin da piccoli, a pranzo faceva assaggiare ai nipoti il Dolcetto con dell’acqua, e durante il periodo di vendemmia, ogni pomeriggio, i piccoli vendemmiavano con i genitori.

Da lì nacque per lui una passione fulminante per il vino che lo ha portato a comprendere, crescendo, non solo gli aspetti giocosi e spensierati della gioventù, ma anche le difficoltà di questo lavoro.

“In vendemmia, ad esempio, pochi lo dicono, si lavora per 16-18 ore al giorno perché le fermentazioni e i rimontaggi non posso fermarsi mai. Le annate, poi, non sono tutte eccezionali; ad esempio nel 2002, per condizioni climatiche pessime non abbiamo imbottigliato nulla. Un impatto simile, per una piccola azienda a conduzione familiare come la nostra, è immane. E poi, per promuovere i vini si fanno viaggi estenuanti e quando si ritorna a casa il lavoro è triplicato.”

Da un paio d’anni Matteo ha avuto sempre più spazio in azienda, soprattutto nel gestire la vinificazione. Da questo percorso  di crescita ha preso vita qualche anno fa il progetto di proporre un metodo classico, anche grazie all’insistenza di alcuni suoi amici di Leva.

Ora anche suo fratello più piccolo ha intrapreso gli studi in enologia e la speranza di tutta la famiglia è che anche lui si fermi in azienda e contribuisca a coltivare questa grande passione e a promuovere i vini di Fontanabianca nel mondo.

Dell’azienda Fontanabianca abbiamo selezionato i seguenti vini, e abbiamo chiesto a Matteo di raccontarceli:

Langhe Arneis

Il Langhe Arneis è diventato ufficialmente l’unico bianco fermo della nostra azienda, in quanto diversi anni fa abbiamo deciso di puntare fortemente su vino e uva autoctoni piemontesi, cessando la produzione di chardonnay, che è prodotto in ogni parte del mondo. Questo lo facciamo anche per promuovere una particolarità della nostra terra.

Classe ’91

Il Classe ’91 è invece un metodo classico, a base di chardonnay 95% e pinot noir 5%. È nato come uno sfizio mio e di mio padre, che siamo grandi estimatori degli champagne. Il nome, poi, è stato “imposto” dai miei amici di leva durante l’assaggio delle prime bottiglie prodotte perché è appunto questo il nostro anno di nascita.