Gianni Bianco, La Ballerina

A pensarci bene, non sono stato io a scegliere la vite, ma è stato il contrario. Inizialmente non ero molto attratto dalla viticultura, anche se da generazioni la mia famiglia si dedica alla coltivazione della vite e alla produzione del vino.
 Feci le mie prime esperienze lavorative in ambiti diversi, deciso ad abbandonare le mie radici, ma ad un certo punto ebbi la sensazione che il calore che fin allora aveva avvolto la mia vita si stesse perdendo nella routine, che mi stessi allontanando da casa, perdendo tutti i miei affetti.

Ritornai, con una diversa consapevolezza e ciò che sono adesso, l’attenzione che rivolgo ai miei vini, a ogni singola pianta di vite, la voglia di fare sempre meglio, è seguito al richiamo di casa, casa intesa come luogo interiore, il luogo dove la mia famiglia, giorno dopo giorno, ha seminato l’amore per la terra.

Ho intrapreso la mia attività partendo da questo punto, accompagnato da un’inesauribile voglia di sapere e sperimentare, e la cura con cui ogni giorno mi occupo delle mie vigne e del vino è la stessa che si dedica a un figlio.

Secondo me la qualità risiede nell’individuo, ancor prima che nel prodotto; è dedizione al lavoro, è non seguire le mode a vantaggio di un prodotto onesto, che racchiude in sé le caratteristiche della terra in cui nasce.

Gianni Bianco, La Ballerina

Affascina sempre raccontare storie di famiglia che trovano nel vino un filo rosso che attraversa le generazioni. Sempre più spesso, oggi, si assiste al momento in cui il figlio decide tentare nuove strade, per poi decidere di tornare, richiamato dalla nostalgia della terra.

È questa la storia di Gianni Bianco, che rientra in azienda nel 2000 perché non riesce a vivere secondo altri ritmi e altre filosofie. Non sono stati tanti gli anni in cui ha lavorato come perito meccanico ma gli sono bastati per capire l’importanza di innovazione e ricerca nel campo del vino, prodotto tradizionale per eccellenza. Gianni crede nella sperimentazione, nella voglia di sapere e di migliorare il suo lavoro nelle vigne, cui si dedica con l’amore che si riserva ai figli.

Nel Monferrato, a Montegrosso d’Asti, la sua famiglia produce vino da più di un secolo approfondendo, nei 6 ettari di terreno, la conoscenza di barbera, dolcetto e delle altre uve che possono godere ed esaltarsi in un microclima speciale.

Siamo a 250 mt di altezza: la latitudine elevata, il clima, il sottosuolo calcareo-argillosa, con presenza di sabbia e la grande pendenza che impedisce la meccanizzazione del lavoro in vigna creano le condizioni ideali per vini artigianali ricchi di spessore, freschezza e acidità.

Per esaltare la naturale freschezza e acidità dei vini, Gianni punta sulla prima fase della lavorazione in cantina e lavora vinacce e mosto a bassa temperatura con ghiaccio secco per preservare gli aromi primari fruttati e floreali dell’uva: così, fa dare il massimo alla barbera e alle altre uve del territorio.

Nelle Wine Box di marzo della cantina La Ballerina abbiamo selezionato l’Amoris e l’Infinitum e abbiamo chiesto a Gianni di raccontarceli.

Amoris Barbera d'Asti

Amoris Barbera d’Asti

Infinitum Monferrato

Infinitum Monferrato

Amoris Barbera d’Asti 2016

E’ un vino che nasce dal profondo amore per la barbera. Creando questo vino ho voluto dare massima espressione ai profumi primari dell’uva, cercando di esaltare la parte fruttata ed esprimendo al massimo la carica varietale e territoriale del vitigno.

Le sensazioni nel berlo sono di avere sul palato la setosità della buccia matura e la fragranza dell’acino che appena morso esplode in bocca.

Amoris è la passione per la nostra terra, è la memoria dei nostri vigneti, è la nostra identità.

Infinitum Monferrato Rosso 2010

È un vino che nasce con la speranza e il desiderio di andare oltre ai canoni dei vini piemontesi, vuole essere un’interpretazione della nostra personalità.

Un vino con un carattere avventuroso in cerca di unicità, un vino indipendente che trova la sua strada nell’infinito del suo viaggio.

Un vino con un’anima austera ma con un’aura gentile.