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Come affrontare il vino rosso in sette piccoli passaggi

Per tante persone il rosso è il vino per eccellenza, ma come si approccia e come si degusta correttamente?

In cantina

In un ambiente a temperatura costante (idealmente tra 11-16°C), le bottiglie di rosso, stese in orizzontale sugli scaffali, si conservano disposte più in alto di tutte le altre.

L’ordine da seguire, dal basso verso l’alto (per seguire l’innalzarsi della temperatura), è questo: spumanti, bianchi, rosati, rossi giovani e infine rossi evoluti.

Temperatura

I vini rossi delicati si servono tra i 12 e i 14°C, quelli di media struttura tra i 14 e i 16°C.

I vini rossi molto strutturati attorno ai 16°C o poco sopra (fino ai 18°C).

Il calice

Per i vini rossi serve un calice ampio, per permettere l’ossigenazione e la perfetta liberazione dei profumi. Più il vino ha personalità più serve un calice grande, fino ad arrivare al ballon, bicchiere molto panciuto che consente ai profumi di sprigionarsi dentro alla coppa e di salire piano piano al naso.

Attenzione ai residui!

Un vino rimasto a lungo ad affinare in bottiglia può presentare residui: è per questo che non va scosso e per separare i sedimenti si usa possibilmente un decanter (con un collo stretto).

Il decanter

Ma il decanter (questa volta con collo largo) si usa anche per fare arieggiare i rossi giovani, vini che hanno bisogno di respirare per dare il meglio di sé. O in alternativa si può aprire la bottiglia qualche ora prima di berla.

La diversa larghezza del collo del decanter determina la maggiore o minore ossigenazione del vino: è molto importante limitarla, nel caso di vini invecchiati, per non far volare via i profumi.

C’è tannino e tannino…

Distinguere tra un rosso giovane e uno più evoluto può dare grande soddisfazione a chi si sta avvicinando per le prime volte alla degustazione. Il tannino è l’elemento che dà sensazioni di astringenza in bocca: se questo si manifesta in modo duro (quasi irruento!) il vino è ancora giovane mentre se, pur presente, ha un sapore morbido siamo di fronte a un vino evoluto.

Ultimo consiglio?

Il suggerimento più spassionato per imparare a degustare, apprezzare le qualità del vino rosso (e del vino in generale) e affinare così il proprio palato è sperimentare, assaggiandone tanti, e dando alla degustazione l’attenzione che merita.

“Assaggia il vino e ascolta il suo racconto”, diceva Luigi Veronelli e noi ve ne proproniamo (e raccontiamo) sei diversi ogni mese.

vino rosso

Il fascino del rosso

Amo le bevande di un colore rosso vivo. Hanno un sapore due volte più buono di qualsiasi altro colore.

Lucy Maud Montgomer

Rosso, magenta, scarlatto, vermiglio, corallo, cremisi, porpora, amaranto, bordeaux. Tante sfumature che parlano tutte di creatività dirompente, emozioni forti, energia vitale. È il colore della vita, del cuore, delle ciliegie, del vino.

Eppure, il rosso è uno dei colori che indossiamo meno, perché è impegnativo, richiama attenzione, risveglia i sensi, riporta all’improvviso la mente al presente. Ci vuole coraggio, a indossare il rosso, e personalità.

Se il colore rosso rende loquaci, passionali e felici il vino rosso eleva tutto questo alla potenza.

Del resto, nell’immagine collettiva il vino è rosso per antonomasia e rossi italiani sono tra i più amati al mondo.

Se è stato caricato nel tempo di moltissime proprietà (non ultima quella di combattere l’invecchiamento o le malattie cardiovascolari) c’è chi si spinge a collegare la preferenza del vino rosso ad aspetti psicologici, legati alla personalità più profonda di ciascuno. Chi ama il rosso, quindi, sarebbe portato all’introspezione – pur sempre razionale – all’autoanalisi, alla meditazione. E ci si può anche sbizzarrire all’interno della tipologia: chi predilige i rossi più multiformi, come possono essere Barbera o Barolo, avrebbe, ad esempio, una naturale predisposizione per la complessità…

Per tutti gli amanti del vino rosso, nel mese di ottobre ne proponiamo sei, selezionati da Lorena Lancia (migliore sommelier FISAR 2016) tra piccole e speciali cantine della Sicilia, della Toscana e del Trentino Alto Adige. Sono vini diversi fra loro ma tutti pensati per essere condivisi a tavola, per riscandare le serate, per dare il benvenuto all’autunno, per meditare sulla natura che cambia colore…

Vini rossi

 

vini rossi italiani

Confessioni del vino rosso

Sul vino rosso si è detto di tutto.

Sarebbe un efficace anti-età, grazie al resveratrolo contenuto nella buccia dell’uva rossa e nella pianta di vite, ma anche un antiossidante, antinfiammatorio, vaso protettore; inoltre, eliminerebbe le tossine del corpo e aiuterebbe la prevenzione del cancro.

La narrazione delle ricerche svolte in questa o in quella università l’hanno spesso eletto a elisir di lunga e felice vita, salvo poi dovere ridimensionare le dichiarazioni più trionfali.

Al di là delle presunte proprietà curative, decantate peraltro anche nella tradizione popolare tramandata dai proverbi (“Chi beve vino prima della minestra saluta il medico dalla finestra”, secondo un detto toscano, oppure “La migliore medicina è il decotto di cantina”…), la realtà è molto più complessa di qualunque slogan e il vino è una sostanza multiforme, che non ama le semplificazioni.

Nasce dalla terra e diventa poesia: da qui, il suo fascino.

Il rosso, poi, sin dall’antichità è il colore per eccellenza ed è associato alle passioni forti – all’amore, al coraggio, all’istinto – e porta con sé significati di vitalità e fertilità, ma anche di violenza (è il colore di Marte, dio della guerra).

Prediletto da chi è ambizioso e ama mettersi in competizione (prima di tutto con sé stesso), il colore del fuoco è associato da sempre all’energia e all’esuberanza. Il rosso è un colore regale, stimolante e intenso, un colore che non passa inosservato.

Nel vino si incontrano rossi con diverse tonalità: dal porpora all’aranciato, passando per il rubino e il granato, colori che possono ulteriormente arricchirsi di sfumature e riflessi. Il colore del vino dipende da fattori quali i vitigni impiegati, la vinificazione, l’affinamento e, soprattutto, l’invecchiamento: dall’analisi visiva, infatti, si possono ricavare molte informazioni sullo stato evolutivo del vino.

Nonostante ogni vino abbia la sua temperatura consigliata, quello rosso si serve in genere tra i 14 e i 20 gradi: vini rossi giovani poco tannici e poco strutturati richiedono una temperatura tra i 14° C e i 16° C (talvolta anche tra 12° C e 14° C) mentre per quelli più corposi si può arrivare sino a 18° C. I vini affinati per anni in bottiglia, di corpo e ancora tannici, possono essere serviti a 18° C, solo eccezionalmente a 20.

In questo mese di marzo, Sommelier Wine Box vi propone 6 vini rossi, selezionati da Andrea Gori. Sono vini speciali fatti da persone speciali e siamo certi che conquisteranno anche voi.