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Giovanni Aiello Puglia cantina

Giovanni Aiello – Puglia

Nato e cresciuto in Puglia, ho vissuto tra le vigne della mia terra e passeggiato tra i sentieri della campagna carsica tra la Valle d’Itria, le grotte e il mare. Ricordo con affetto le lunghe giornate calde in compagnia di mio padre, che spesso mi ripeteva: “per rendere felice un uomo, offrigli un buon calice di vino”.

Io ho voluto andare oltre, studiando Enologia nella culla della viticoltura, in Veneto e in Friuli, fino a trovare lavoro tra le assolate valli della California e le lontane colline dell’Australia. Esperienze meravigliose e uniche, che mi hanno fatto il professionista che sono e allo stesso tempo mi hanno consentito di apprezzare ancora di più le mie radici, che non ho mai abbandonato.

Adoro definirmi “enologo per amore”, perché credo fermamente che il vino sia l’espressione più autentica del territorio, un legame che io personalmente sento moltissimo. Per questo ho deciso di partire da un’idea semplice: produrre vini che rappresentino la mia terra, una zona particolarmente fortunata, che attraversa Putignano, Castellana e Fasano.

Giovanni Aiello Puglia

Da questa idea nasce la linea “Chakra”: 5 etichette che vogliono ricordare a chi beve il vino l’essenzialità e la bellezza dei paesaggi pugliesi, fatti di pietra viva e colorate distese di campi. Questa linea, rappresenta un percorso energico, un viaggio da intraprendere lentamente, alla scoperta di profumi intensi e raffinati che sanno della Puglia più vera.

Quando ho pensato a queste bottiglie mi sono ispirato agli aborigeni dell’Australia che dipingono a mano puntino su puntino. Sono bottiglie che prima devono colpire visivamente e poi indurre a leggere. L’etichetta è fatta a mano: una serie di puntini che sintetizzano il valore della manualità e dell’artigianalità, per vini che sono veri pezzi unici.

Giovanni Aiello

bicchieri rosé

Rosé del Salento. Carattere da vendere

Tappa #15

La tappa #15 di Sommelier Wine Box (giugno 2019, guidata da Matteo Carrozzini – migliore sommelier della Puglia 2018) è stata all’insegna del Rosé del Salento.

Da buon pugliese (e da buon salentino!) la tematica scelta dal sommelier Matteo Carrozzini è il Rosé, un vino che in questo lembo di terra tra Mar Ionio e Mar Adriatico si esprime attraverso eccellenze riconosciute e premiate in tutto il mondo. Il Salento ha dato i natali alla prima etichetta di vino Rosato italiano imbottigliato, e oggi continua a crescere tra spinte di innovazione e profonde tradizioni.

La metodologia storica di produzione del rosato del Salento è quella per “alzata di cappello” (anche detta “salasso”) che consiste nel togliere parte del mosto derivante dalla prima spremitura per rendere più robusti i vini rossi e ottenere il rosato dal mosto estratto.

Oggi, il procedimento avviene con la macerazione a freddo delle bucce nel mosto, ottenuto da una pigiatura soffice. Si tratta di una vinificazione in bianco di uve a bacca nera, ossia una breve macerazione delle vinacce nella parte liquida del mosto.

E il negroamaro è l’uva prediletta per il Rosé del Salento, al quale regala un carattere unico.

Ecco le cantine che abbiamo scoperto assieme: Antico Palmento, Cantine Bonsegna, Michele Calò, Vito Marulli.

Antico Palmento

Mariangela e Gabriele Garofano, Antico Palmento – Puglia

Tutto ha origine da un sogno di nostro padre, Bruno Garofano – noto enologo – che nel 1998 decide di mettere la sua esperienza a servizio di noi figli, per avviare un’attività vitivinicola nel cuore di una delle aree più vocate della Puglia.

Stiamo nel centro storico di Manduria e la nostra è una filosofia semplice, valida sia nei tre ettari di vigna sia in cantina: nessuna scorciatoia, pochissimi interventi mirati.

Il nostro obiettivo è quello di produrre vini in quantità limitata, interpreti della migliore espressione del nostro territorio perché, da noi, niente entra in bottiglia se non è di qualità eccellente, nostro punto di partenza e meta finale. Puntiamo molto sugli autoctoni, con una speciale attenzione per il primitivo.

Con l’auto di nostro padre, seguiamo tutto il processo produttivo, l’uno coltivando e curando il vigneto, l’altra – da biologa – seguendo la parte tecnica della produzione e vigilando soprattutto sulla fermentazione. Abbiamo fatto la scelta – determinata e coraggiosa – di tornare alla terra, e per noi questo è il migliore dei mondi possibili. Ci piace farci chiamare contadini: crediamo in questo territorio e ne portiamo orgogliosamente avanti la voce convinti che abbia potenzialità immense.

All’Antico Palmento produrre vino è l’arte di accompagnare un processo naturale, con la fedeltà alle tradizioni e il coraggio di guardare al futuro.

I nostri sono vini essenziali e autentici, spogliati di tutto il superfluo e in grado di andare dritti al cuore. Di cosa profumano? Di una famiglia unita.

Mariangela e Gabriele Garofano

Alessandro Bonsegna

Alessandro Bonsegna – Puglia

La nostra azienda è stata fondata a Nardò da Primo Michele Bonsegna, mio padre.

Nel 1991 l’ho ereditata da lui, assieme alla passione per un lavoro tanto faticoso quando pieno di soddisfazioni.

Il nostro vigneto si stende nelle contrade storiche di Cenate Vecchie, Carignano, Nucci e Speranza; molte delle nostre vigne stanno vicino alla bellissima area protetta del Parco Naturale di Portoselvaggio. La cantina, invece, è nel centro di Nardò, in una costruzione di inizio Novecento.

Da sempre coltiviamo nel rispetto della natura e delle piante, limitando al minimo concimi e fitofarmaci: per questo i nostri vini sono profondamente legati al territorio e alle campagne neretine.

Dal 2007 ho dedicato un vino a mio padre, il Primo (uve di primitivo e negroamaro) che affiniamo in legno piccolo: è fatto per ricordare la sua dedizione a questo lavoro e uscirà solo nelle annate migliori, quelle che lo permetteranno.

Alessandro Bonsegna

Giovanni e Fernando Calò – Puglia

La nostra azienda sorge a Tuglie: è qui che nostro padre ci ha insegnato a coltivare l’uva e ad accompagnare in cantina solo i grappoli più belli.

Da lui abbiamo ereditato anche l’amore per questo mestiere, così antico e così moderno, in cui bisogna sapere unire le migliori tradizioni con le nuove conoscenze e mettere insieme il meglio di ciò che si ha coltivato. Solo così si può portare in tavola un prodotto eccellente.

I nostri vigneti crescono in terreni diversi (tra Tuglie, Alezio, Parabita e Sannicola) che conferiscono ai vini sfumature incredibilmente varie. Il Salento è una terra di incontro tra Oriente e Occidente, piena di storia, di profumi, di sole, di fiori e di colori. Qui nascono vini dalla grande personalità, capaci di raccontare tutta la ricchezza di una terra.

Il Rosato è il centro e il cuore del nostro lavoro: è il nostro vino principale e lo produciamo con una tecnica antica, detta a “lacrima”, senza nessuna azione meccanica. Questa consiste nell’impiego solo del mosto migliore e deriva il nome dal fatto di avere una resa molto bassa, al punto da far piangere.

I nostri Rosé affinano a lungo, anche per 10 anni, e quello che otteniamo è un prodotto spiccatamente gastronomico, lontano dalle mode e di estrema – appagante – sostanza.

Anche l’arte di vinificare in rosa l’abbiamo imparata da nostro padre, lui che di quell’arte aveva fatto una filosofia di vita. A lui è dedicato il nostro Cerasa e tutto il nostro lavoro.

Giovanni e Fernando Calò

Azienda viticola Marulli

Vito Marulli – Puglia

Terre di generazioni ci hanno donato il sapere e la passione per un lavoro che richiede dedizione e impegno, spirito di sacrificio e versatilità ma che ricambia con grandi soddisfazioni.

Vite dedite alla terra, che vanno onorate e ricordate, in tramandi di rituali giunti sino a noi ed ora rigenerati dalla nuova linfa vitale di chi oggi ne coglie il testimone.

La nostra azienda nasce nel 1975 a Copertino, centro essenzialmente agricolo del Salento, dall’esperienza di una famiglia che da sempre si è dedicata alla coltivazione della vite e alla produzione del buon vino. La cura dei vigneti è il primo passo, essenziale per portare a compimento un processo produttivo che seguiamo sino alla messa in bottiglia.

20 ettari vitati di nostra proprietà volti alla produzione di varietà di uve pregiate (Negroamaro, Malvasia nera di Lecce, Montepulciano, Primitivo, Chardonnay e Verdeca).

Tutto il nostro lavoro ruota attorno alla continua ricerca di un sodalizio tra semplicità e carattere dei nostri vini.

Lo spirito di squadra e il sapere del vignaiolo tradizionale vengono oggi integrati alle moderne tecniche di vinificazione per esaltare al meglio le nostre uve. Questo ci consente di ottenere il massimo in termini qualitativi e di immettere al consumo vini degni di apprezzamenti e di riconoscimenti, frutto di qualità e di autentica espressione del territorio.

In questo nostro cammino di continua crescita ci auguriamo che ogni calice dei nostri vini possa raccontarvi la passione e l’impegno che riserviamo nel produrli…allietandovi la degustazione!

Vito Marulli

Negroamaro

Identikit del negroamaro

Il negroamaro, vitigno autoctono della Puglia che nel Salento ha la sua zona di elezione, ha una storia antica.

Ecco un breve identikit del negroamaro e dei vini che da quest’uva sono creati.

A bacca nera, il negroamaro deve il nome al colore scuro (con riflessi violacei) dei suoi vini e al gusto forte che vi imprime.

Portato in Italia dai Greci, il negroamaro è tra i vitigni più vecchi d’Italia, oggi è coltivato lungo circa 32 mila ettari; è particolarmente diffuso fra Taranto, Brindisi e Lecce.

Il negroamaro ama i climi caldi, poco piovosi, e si vendemmia piuttosto tardi, tra la fine settembre e l’inizio di ottobre.

L’uva si presenta con grappoli di media grandezza, a forma di cono. Le bacche di negroamaro hanno dimensioni medio-grandi e ovali.

Uva asciutta e di carattere, il negroamaro regala ai suoi vini profumi e sapori intriganti, tutti giocati attorno alla frutta rossa, con sentori di spezie e di liquirizia.

Il negroamaro è stato storicamente usato come vino da taglio, per dare colore e grado alcolico ad altri vini (soprattutto quelli del nord Italia, ma anche vini francesi e del nord Europa). Oggi si sono finalmente riscoperte le potenzialità del negroamaro, in blend con altre uve ma anche in purezza.

Vinificato in rosso, il negroamaro è versatile ma si accompagna in modo perfetto soprattutto a secondi piatti a base di carne.

Ma è la versione rosata da negroamaro a riscuotere oggi il maggiore successo. Vinificato in rosa (con una parte di malvasia), quest’uva ha dato vita al primo Rosato italiano, prodotto nel Salento nel 1943 (Five Roses di Leone de Castris). In versione rosa, è un vino ottimo con il pesce ma perfetto anche in solitaria, come aperitivo.

La temperatura di servizio è di 16-17° C per il rosso, mentre almeno 3 gradi in meno per il rosato.

Presta il nome a una famosa rock band salentina e nel mese di giugno 2018 è stato il protagonista assoluto della nostra selezione, dedicata ai Rosati del Salento.