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Luca Bellani Ca' di Frara

Luca Bellani – Lombardia

La nostra azienda nasce nel 1905, quando il mio bisnonno Giovanni acquista alcuni vigneti in una bellissima posizione a Mornico Losana (PV). Unendoli, poi, ad altri localizzati nel comune di Oliva Gessi si è venuta a creare un’isola di colline vitate, protette dal vento e con un microclima perfetto.

Oggi, a Cà di Frara ci dedichiamo anima e corpo alla viticoltura e alla spumantizzazione. Lo facciamo continuando pratiche agronomiche che da sempre sono naturali. L’uva è raccolta a mano, la pigiatura soffice (con resa del 50%), fermentazione in purezza a temperatura controllata.

Abbiamo scelto e scegliamo ogni giorno il rispetto totale per il prodotto, per proporre dei vini che siano davvero unici.

Luca

Lefiole

Elisa e Silvia, Lefiole – Lombardia

“Le fiole” è un’espressione affettuosa che nella lingua oltrepadana indica le ragazze. Lefiole siamo noi – Elisa e Silvia – cresciute a Montalto Pavese, uno dei crus più importanti dell’Oltrepò Pavese.

Amiamo molto questa terra e questo legame ci ha spinto a fare qualcosa per il nostro territorio e per le sue tradizioni, ma anche per le persone che hanno permesso a queste colline, dalla bellezza struggente, di resistere al passare del tempo.

Abbiamo quindi creato due vini. Lo abbiamo fatto con le uve che già nostro nonno coltivava e raccoglieva. Oggi lo facciamo noi, stagione dopo stagione, assieme a nostro padre, nei 12 ettari di vigneto.  Sono un Pinot grigio e un Pinot nero: Elivià e Alené, nomi che nascono dalla fusione dei nostri nomi e di quelli dei nostri genitori, Angela ed Enzo.

Ci ha aiutato l’enologo Guido Beltrami: gli abbiamo chiesto di coniugare l’esperienza del passato con le tecniche produttive contemporanee, per ottenere dei vini che rispecchiassero al meglio le caratteristiche del territorio e che allo stesso tempo ci rappresentassero.

Oggi possiamo dire di esserci riuscite.

Elisa e Silvia

Lefiole Elisa e Silvia
vigne

Le selezioni di dicembre – Lombardia del vino

WINE BOX DI dicembre: lombardia del vino

vigne

Tappa #21

Scelta da Artur Vaso
migliore sommelier di Lombardia 2017

dicembre 2019

 

Cascina Belmonte, Muscoline (BS)

Siamo in Valtènesi, a Muscoline, un posto bellissimo e molto vocato, nella parte collinare del lago di Garda, nella zona del Chiaretto del Garda. Un secolo fa questo territorio è stato “scoperto” da Pompeo Molmenti (uomo di cultura e senatore del regno d’Italia), il primo a cercare la produzione del Rosato in quest’area.

L’azienda è piccola, guidata Enrico di Martino, un giovane agronomo che dopo avere girato l’Europa è tornato a casa e oggi fa una vinificazione totalmente biologica, nei 6 ettari di vigneto. Uno dei punti di forza dell’azienda è proprio il rispetto dell’ambiente e la voglia di fare vini senza mai esagerare con la solforosa…

Bruno Verdi, Canneto Pavese (PV)

Eccoci in Oltrepò Pavese. L’azienda è gestita da Paolo Verdi da più di 30 anni, in località Vergomberra, nella zona del Canneto Pavese. Quella di oggi è la quarta generazione di agricoltori, che coltiva una piccola vigna di famiglia, vero cuore di tutte le attività dell’azienda, in una delle zone zone più belle dell’Oltrepò.

Paolo è un appassionato vignaiolo, che ha raccolto l’eredità dal padre e ha saputo valorizzarla al massimo. Arrampicate sui rilievi scolpiti dai torrenti Scuropasso e Versa, nella prima fascia collinare, le sue vigne producono uve e quindi vini di eccezionale qualità.

Montonale, Conta (BS)

Siamo in località Montonale, a Conta, sulla sponda sud del lago di Garda. Area molto vocata, che risente dell’influenza positiva del lago: tanti i venti, Ora e Pelèr su tutti: il primo spira da sud e l’altro scende dalla montagna. I vigneti del Montonale sono su questa rotta dei venti, in una delle migliori zone del territorio, dove il suolo è calcareo e argilloso. La famiglia è storicamente una famiglia di contadini. Il capostipite, Francesco Girelli, inizia dissodando i primi 2 ettari a inizio Novecento.

Oggi tre giovani fratelli guidano l’azienda: Claudio (commerciale e amministrativo), Valentino (agronomo) e Roberto, enologo, che tiene le redini di tutto. Montonal, oggi, ha 30 ettari vitati tutti attorno alla moderna cantina, costruita con pareti in paglia di riso che garantiscono un microclima salubre, mentre l’impianto fotovoltaico dà autonomia energetica. Con l’Orestilla 2015 hanno vinto il premio del migliore bianco al mondo monovitigno Decanter: da lì, la consacrazione dell’azienda.

Corte Fusia, Coccaglio (BS)

Siamo a Coccaglio, in provincia di Brescia, nella zona sud della Franciacorta. Una cascina del Seicento, una corte, 7 ettari a Monte Orfano, due ragazzi che hanno dato vita a una giovane realtà franciacortina.

Daniele è enologo mentre Gigi agronomo: tanta è la loro passione passione e la voglia di mostrare tutte le particolarità di un territorio mitico. Coltivano Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco in una collina di 451 mt, l’unica della pianura Padana, che separa due versanti. Curano la vigna e il lavoro in cantina in modo maniacale e questo si riflette totalmente nel loro vino. Sono FIVI, vignaioli indipendenti.

BOX ENTUSIASTA

Chiaretto Costellazioni – Cascina Belmonte

Dalle quattro uve classiche (groppella, barbera, sangiovese e marzemino) il più tipico dei vini della sponda bresciana del lago di Garda. La vinificazione è quella classica dei Chiaretti, cioè inizia come un vino rosso per finire come un bianco, con un lieve contatto con le bucce, e poi affinamento in acciaio.

Al naso si impongono i profumi floreali, con alcune leggere note di melograno, di fragolina bosco, pesca e sentori agrumati. In bocca grande freschezza e sapidità, per una beva molto piacevole.

Abbinamento:  si presta a tanti abbinamenti, anche in base alle temperature di servizio. Appropriato per antipasto, proponiamo un abbinamento cromatico con tartare di tonno e olio d’oliva del lago di Garda e zest di limone.

Riesling Italico – Bruno Verdi

Da vigneti dell’Oltrepò Pavese, vicino a Montalto, che godono di un’ottima esposizione.

Fermentazione a temperatura controllata in acciaio, è un bianco piacevolmente mosso, dall’elevata acidità, una buona intensità colorante, riflessi verdolini. I profumi sono dolci, tra la frutta a polpa bianca, come pesca e mela rossa, e fiori bianchi come l’acacia. In bocca è vivo, fruttato e armonico, invita al secondo bicchiere (e anche al terzo…).

Abbinamenti: consigliato sicuramente come aperitivo ma da provare anche in abbinamento con vellutata di piselli, calamari in tempura e mandarino.

Montunal Lugana – Montonale

Uva Turbiana 100% selezionata in vigna in modo maniacale; grappoli pressati in maniera soffice in assenza di ossigeno. Il mosto fiore è quindi lavorato in acciaio inox, matura 6 mesi su fecce nobili con batonnage costanti e affinamento in bottiglia. Profumi molto fruttati e floreali, frutta a polpa bianca, scorza di limone, note leggermente balsamiche, erbe aromatiche come la salvia; in bocca ha un bellissimo equilibrio, sapidità e freschezza e grande persistenza.

Abbinamenti: perfetto con il pesce, provatelo con quello di lago. Vi proponiamo un filetto di coregone in crosta di sesamo su un letto di clorofilla di erbe balsamiche.

BOX ESPERTO

Stramonia – Cascina Belmonte

Il nome deriva da un’erba selvatica, nel Medioevo utilizzata per preparare filtri della verità.

Merlot e Cabernet sauvignon vinificati in acciaio e affinati in barrique per 12 mesi. L’uva è raccolta leggermente surmatura, una piccola parte va in appassimento in solaio per 3 settimane e la rimanente è pigiata fresca.

Questo è un rosso ricco di struttura, che si presta a lunghi affinamenti in bottiglia.

Vino dal colore concentrato, con buona intensità e tonalità colorante. I profumi sono classici: ciliegia, frutta rossa, prugna, confettura di piccoli frutti rossi, note dolci di vaniglia e poi spezie, erbe aromatiche e balsamiche. In bocca ha una bella morbidezza, ed è avvolgente, il tannino è nobile e il una bella chiusura di erbe aromatiche.

Abbinamenti: erfetto con piatti strutturati come un bel filetto di vitello arrosto con crema di porcini e mentuccia o da provare con lo spiedo bresciano, piatto tipico del territorio.

Barbera Campo del Marrone  – Bruno Verdi

Barbera 100% da una vigna a 200 metri sul livello del mare, con una bella esposizione e pendenza del 40%. Classica la lavorazione: fermentazione alcolica a temperatura controllata in tini di rovere e vasche di cemento, malolattica svolta al trasferimento nelle botti di affinamento da 5 ettolitri, di rovere (in parte nuove e in parte usate), per 12 mesi di affinamento in tutto.

Rubino dai riflessi violacei (può ancora maturare), piccoli frutti rossi, prugna, ciliegia, profumi di viola, cuoio, tabacco, molta spezia (pepe nero); in bocca si sente la bella acidità della Barbera, il sorso è molto saporito e bene equilibrato.

Abbinamenti: piccione, crema di nocciole e chips di patate.

Franciacorta Brut  – Corte Fusia

70% Chardonnay, 20% Pinot nero e 10% Pinot bianco, da vigneti di tipo fluvio-glaciali, coltivati nel comune di Coccaglio. La produzione è piccolissima (solo 15.000 bottiglie l’anno) e bassissima la resa: circa 55 ettolitri per ettaro. Fermentazione in acciaio, assemblaggio a marzo della cuvée, e poi oltre 18 mesi di affinamento; il residuo zuccherino inferiore a 1 grammo per litro.

Perlage garbato ed espressivo, fine e persistente, amplifica la luminosità donando una particolare lucentezza. Profumi inebrianti, intensamente agrumati con note floreali dolci. In bocca ecco subito l’acidità, buona struttura e bella lunghezza: un Brut preciso e di nerbo.

Abbinamenti: battuto di scampi, purea di legumi e caviale Calvisius.

 

Azienda Agricola Montonale – Lombardia

Tutto iniziò nel
1911, quando il bisnonno Francesco Girelli dissodò in solitudine due ettari di
terreno nel borgo di Montonale, in Lugana, per impiantarvi Turbiana, Cabernet
Sauvignon e Merlot.

Cent’anni dopo, continuiamo il lavoro del nostro antenato
con nuova energia e il conforto di una cantina edificata secondo i principi
della bioarchitettura
e incorniciata da 30 ettari di vigneto.

Il suolo che
accoglie le nostre vigne è morenico, ricco di minerali, con una poderosa vena
d’argilla. Insieme al particolare microclima, dominato dalle brezze del lago di
Garda, riesce a conferire un carattere pieno ed elegante alle nostre uve. 

Il vigneto è
interamente di proprietà e condotto secondo il “metodo Montonale”, la nostra
personale sintesi tra viticoltura integrata e sostenibile.

Varietà principe è l’autoctona Turbiana, dalla quale nascono i Lugana Montunal e Orestilla, quest’ultimo premiato ai Decanter World Wine Awards 2017 quale miglior bianco monovarietale al mondo. Per noi è stato un riconoscimento epocale, che ci ha convinti ancor di più che dalla Turbiana possono arrivare vini identitari e longevi, capaci di migliorare nel tempo per offrire al degustatore terziarizzazioni espressive e inaspettate.

Claudio, Roberto e Valentino Girelli

Cascina Belmonte

Enrico Di Martino, Cascina Belmonte – Lombardia

Agricoltori alla prima generazione. Detto in inglese suona anche meglio, “first generation farmers”; sembra una cosa spaziale, nuova, che trasmette una sensazione tremendamente moderna.

E moderno vuole essere il nostro modo di coltivare i campi, tralasciando l’aspetto produttivistico a favore di un approccio ecologico di conservazione del territorio.

Lavoriamo tutti i giorni alla ricerca del vino “buono, pulito e giusto” e dell’incontro con i bisogni della comunità, con un obiettivo finale ben chiaro: trovare un’armonia, un equilibrio tra l’uomo e la natura, tra il lavoro e la pace, tra l’avere carattere e la ricerca della piacevolezza.

Coltiviamo 20 ettari, di cui 10 a vigneto, tutto biologico. Siamo in Valtenesi, nell’entroterra gardesano, alle spalle di Salò.

Sui vini in selezione…

Costellazioni, il vino di una notte.

Aspettiamo che il mosto prenda colore, di solito quando è già notte. Con il cielo terso e le stelle abbagliate dall’inquinamento luminoso. Dal profumo del mosto è un attimo immaginarsi il vino, perché non c’è spazio, tra i due, solo un gentile fermentare, naturale come lo scorrere dell’acqua verso il basso.

Il Chiaretto (altrove chiamato Rosé) è il vino di queste terre. Il vino dei nonni, dei bisnonni, dei trisavoli e via così. Figlio della geografia, degli incroci della storia, dei 700 anni di resilienza del Groppello su questi terreni. Figlio del Lago, dei venti, delle morene, dei limoni, dei cipressi, dell’estate, del bagliore accecante del sole, di una notte di settembre.

Valtenesi, Chiaretto. Costellazioni.

In stramonia veritas.

I filari allineano su un piano inclinato dal cuore di burro. Un burro rosso, argilloso, che quando piove sguscia via sotto le ruote del trattore danzante in movenze scomposte. Un burro che quando c’è l’asciutta diventa tanto duro da risultare inscalfibile. Una questione di tempismo (come sempre nella vita) lavorare l’argilla. Qui a fine anni novanta i miei genitori piantarono un vigneto di Cabernet e poco lontano di Merlot. Da allora ogni anno queste piante e questa terra ci regalano un vino elegante, di carattere, sempre gioviale. Devo ringraziarli, per questo vigneto e per tante altre cose. Questa è l’occasione per ringraziare anche Chiara, un’amica di vecchia data, inconsapevole ispiratrice del nome di questo vino, quando mi raccontò di come la pianta della Datura Stramonium venisse usata nel Medioevo per preparare “filtri della verità” ottenendo più o meno lo stesso effetto di bere un bicchiere di buon vino…

Enrico di Martino

Bruno Verdi

Paolo Verdi, Cantina Bruno Verdi – Lombardia

La storia della mia famiglia risale al Settecento quando Antonio Verdi, dal ducato di Parma, si insedia in Oltrepò Pavese. Da quel momento, quattro generazioni si sono succedute nella cura delle terre di famiglia. Allora si producevano grano e altri cereali, i gelsi davano le foglie per l’allevamento dei bachi da seta e un buon numero di pertiche erano dedicate alla vite… Ben presto alla cura dei vigneti si unisce anche l’arte della trasformazione delle uve in vino, con una vera e propria cantina. Questa eredità si è trasmessa poi di padre in figlio, assieme alla passione e all’amore per la qualità.

Con la quarta generazione iniziano le divisioni di proprietà ed è Bruno, mio padre, il primo a imbottigliare e fregiare le sue bottiglie con la propria etichetta, negli anni dell’immediato dopoguerra.

Nel 1985 purtroppo papà Bruno viene prematuramente a mancare e a 23 anni prendo in mano la conduzione dell’azienda in vigna e in cantina, con l’aiuto di mamma Carla e di mia sorella Monica.

Inizia gradualmente un nuovo percorso, con il mio primo Metodo classico “Vergomberra” e la nascita di tre vini Cru quali Rosso Riserva “Cavariola”, Riesling “Vigna Costa” e Barbera “Campo del Marrone” che rappresentano al meglio il nostro territorio.

Tutto questo seguendo i dettami di un’agricoltura a basso impatto ambientale e alla continua ricerca di migliorare la qualità dei nostri vini, mantenendone la tipicità.

Paolo Verdi

campo marrone azienda
Corte Fusia

Daniele e Gigi, Corte Fusia – Lombardia

Siamo Daniele e Gigi: la nostra amicizia è nata tanti anni fa tra i banchi delle scuole elementari. Entrambi siamo nati nel 1982 e avevamo un sogno nel cassetto…produrre un Franciacorta che parlasse del nostro territorio, il Monte Orfano.

Siamo l’uno laureato in Viticoltura ed Enologia (Daniele), con all’attivo esperienze in diverse zone vinicole del mondo; l’altro (Gigi) diplomato perito agrario e poi iscritto alla Facoltà di Agraria.

A giugno del 2010, davanti a un calice di Franciacorta, fantasticavamo sul vino che avremmo voluto produrre, come tante altre volte avevamo fatto, anche se quel giorno eravamo più determinati. Armati di buona volontà e con l’obiettivo di vinificare già in quella vendemmia, in pochissimo tempo ci siamo messi a ristrutturare una vecchia cascina, abbiamo attrezzato la cantina, affittato il nostro primo vigneto e siamo partiti… È l’agosto del 2010, e nasce ufficialmente Corte Fusia.

Negli anni successivi abbiamo continuato i lavori di restauro nella nostra azienda, ma soprattutto abbiamo preso in affitto altri vigneti “abbandonati”, sul Monte Orfano. Oggi abbiamo circa 7 ettari nei comuni di Coccaglio, Cologne e Rovato e coltiviamo tutti e tre i vitigni del territorio: chardonnay, pinot nero e pinot bianco.

Dentro a Corte Fusia abbiamo messo tutto il nostro legame con questo territorio e con la sua più antica collina, che si riflettono nello spirito dei vini che abbiamo amato, sognato e poi finalmente prodotto.

Daniele e Gigi

Torre degli Alberi

Torre degli Alberi – Lombardia

La storia della nostra famiglia affonda le radici nel passato. La cantina, specializzata nella produzione di Pinot Nero Metodo Classico, si trova a Torre degli Alberi, un piccolo borgo sulle colline dell’Oltrepò Pavese, a 500 metri sul livello del mare, dove sono nato e ho vissuto fino ai 10 anni.

La proprietà è raccolta attorno a una torre trecentesca, tradizionalmente condotta a mezzadria e coltivata a cereali, foraggi e vite. Dopo la Seconda Guerra mondiale, mio nonno decide di avviare anche l’allevamento di galline, adottando le tecniche all’avanguardia americane e gettando così le basi per la moderna avicoltura Italiana. Negli anni settanta mio padre inizia l’allevamento semibrado di mucche Limousine condotto in regime biologico.

Il vino e la vigna sono sempre state presenti nella storia della nostra azienda, anche se circa quarant’anni fa sono stati spiantati tutti i vigneti. L’altitudine (500 m s.l.m) e le condizioni meteorologiche, infatti, rendevano il microclima troppo freddo per produrre vino di qualità: fino ad allora si era prodotto un vino rosso destinato all’autoconsumo dai contadini locali.

Al contrario, negli ultimi anni le nostre terre si sono trovate ad avere le condizioni ideali per la produzione di spumanti, a causa del riscaldamento globale che costringe a spingere la produzione sempre più in alto, alla ricerca di zone con microclima più fresco, condizione indispensabile per produrre spumanti di qualità.

Così, nel 2009 mio padre Camillo ha deciso di rilanciare l’attività vitivinicola aziendale ed ha impiantato il vigneto di Pinot Nero più alto di tutto l’Oltrepò Pavese. Da due anni mi occupo con lui della vigna, dopo la scelta di lasciare Milano – dove facevo il veterinario – per tornare in Oltrepò, con mia moglie e le nostre bambine.

La nostra vigna beneficia dell’esposizione ai raggi del sole fino al tramonto e di un’ottima escursione termica, soprattutto d’estate. Tra i filari il suolo è inerbito e concimato con il letame prodotto in azienda, senza diserbanti; le viti protette solo con prodotti autorizzati dall’agricoltura biologica (rame e zolfo). Vendemmiamo a mano nelle ore più fresche della giornata, con massima cura, in piccole cassette areate, in modo da portare in cantina i grappoli ancora perfettamente intatti.

Con un lavoro scrupoloso e attento in vigna durante tutto l’anno otteniamo un’uva sana e buona che ci permette di intervenire il meno possibile con la tecnologia e la chimica in cantina e di non alterare la naturale essenza del vino.

Giacomo, con Camillo Dal Verme

Antonio e Giacomo Baruffaldi

Antonio e Giacomo Baruffaldi – Lombardia

Antonio e Giacomo Baruffaldi ci raccontano la storia del Castello di Stefanago e del loro lavoro nel rispetto dell’agricoltura biologica.