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Roberto Anesi

Roberto Anesi
migliore sommelier AIS d’Italia 2017

Roberto Anesi

Migliore sommelier d’Italia AIS 2017

Per guidare la Tappa #10 di Sommelier Wine Box (gennaio 2019) ci siamo rivolti a Roberto Anesi, migliore sommelier AIS 2017.

Nel vino da più di 20 anni, si avvicina al mondo dei concorsi circa 10 anni fa, vincendone vari. Con lo spirito di chi non si accontenta dei propri traguardi, è tornato a investire sulla propria formazione e quindi fatto alcune esperienze all’estero (tra cui il Master al Wine Institute di Londra).

Alla più che ventennale esperienza nella gestione del suo ristorante a Canazei associa oggi tante degustazioni, in Italia e all’estero, svolte per la provincia di Trento e per l’Associazione Italiana Sommelier.

Nel 2017 torna nel mondo dei concorsi con l’obiettivo del titolo italiano, che vince al primo tentativo. Da allora, Roberto ha fatto del senso di responsabilità verso i produttori – e verso il mondo del vino in generale – una delle chiavi di lettura più belle con cui ha interpretato l’anno del primato italiano di migliore sommelier AIS, da poco concluso.

Ha scelto per noi sei vini di piccolissimi produttori trentini, persone che puntano tutto sulla passione, sul lavoro, sul cuore oltre l’ostacolo, perché crede che il vino italiano debba riscoprire i propri valori più profondi: raccontare le sue origini, la sua storia e la sua ricchezza.

Roberto Anesi
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viti trentine

Le selezioni di gennaio

WINE BOX DI GENNAIO: viaggio tra i VINI trentini

viti trentine

Tappa #10

Guidata da Roberto Anesi, gennaio 2019

 

Terre del Lagorai

Piccola azienda appena nata, tre soci, tre amici, che lavorano in Valsugana, una zona che dal punto di vista produttivo è una delle ultime nascenti nel panorama del vino trentino. Questo – e molto altro – è Terre del Lagorai.

Le cantine sono all’interno di un vecchio e storico castello, Castel Ivano vicino a Borgo Valsugana, nel quale maturano le bottiglie di Trento DOC. Questa è la prima bollicina di Terre del Lagorai, ufficialmente presentata appena 3 mesi fa.

Bellaveder

È un’azienda familiare; siamo sopra San Michele all’Adige, sulla strada che va verso Faedo – una posizione stupenda da dove si vede tutta la piana dell’Adige. Tutte le vigne di Bellaveder sono un corpo unico attorno all’azienda, gestita dal signor Tranquillo e dalla sua famiglia.

Fino a una decina di anni fa questa azienda conferiva le proprie uve a una cantina sociale: da poco ha iniziato un progetto per produrre il proprio vino; per farlo, si avvale dell’aiuto di uno degli enologi più importanti del Trentino.

Il carattere dei vini di Bellaveder è quello di puntare su vini molto tipici, puliti e dal carattere netto.

Dorigati

Dorigati è un’azienda storica, nata alla fine dell’Ottocento. Siamo a Mezzocorona, in uno dei paesi classici per la produzione del teroldego. L’azienda è gestita da due cugini, Paolo e Michele, molto attivi, appassionati e coinvolti nella storia del teroldego. Questo vitigno è legato profondamente alla zona climatica e a quel particolare substrato alluvionale che si è creato in alcuni villaggi come Mezzocorona appunto, ma anche Grumo, Mezzolombardo e San Michele all’Adige. Grazie a questo terreno ciottoloso ricoperto da terra molto fertile il teroldego trova la sua perfetta ambientazione tanto che al di fuori di questa ambientazione il vitigno non riesce a esprimere il massimo del suo potenziale.

Cesconi

È questa un’azienda storica di Pressano, un piccolo comune vicino alle colline di Trento, guidata con passione da tre fratelli.

Siamo all’uscita della Valle di Cembro, una valle molto fredda. Qui, la produzione di vini, soprattutto bianchi, trova davvero la sua ideale collocazione e se ne producono di ottimi: freschi, sapidi e molto profumati.

LE BOX PROPOSTE

BOX ENTUSIASTA

 

Solaris – Terre del Lagorai

Il solaris è un vitigno che è stato geneticamente modificato per diventare resistentissimo alle malattie in vigna, tanto da non richiedere trattamenti chimici.

Il Solaris di Terre del Lagorai si presenta subito con un aspetto molto trentino: è un bianco con un bell’impatto olfattivo, di frutta agrumata fresca, e in bocca coniuga freschezza e acidità. Molto interessante è anche la nota di sapidità che emerge sul finale.

Perfetto come aperitivo, si abbina bene anche a carni bianche e pesce.

Müller-Thurgau – Bellaveder

Se in Trentino il Müller-Thurgau è generalmente prodotto in Valle di Cembra, questo in selezione viene invece dal nord del lago di Garda, da un altipiano a Cavedine, da un vigneto che sta a 600 metri di altitudine.

Ha una freschezza dovuta all’altitudine e delle doti spiccatissime in termini di maturazione aromatica. Ecco quindi profumi di fiori e frutti (gelsomino, salvia, pesca bianca…) per un Müller-Thurgau aromatico e ricco, sapido e persistente.

Ideale da aperitivo, perfetto con ostriche, frutti di mare e cibi asiatici.

Teroldego Rotaliano DOC Classico – Dorigati

È un vitigno strettamente collegato al lagrein – che ne è il progenitore – ma ha un palato più raffinato.

Questo Teroldego di Paolo e Michele è quello classico: diretto e facile, non eccessivamente impegnativo e strutturato. È vinificato in rosso con buona permanenza sulle vinacce, matura 12 mesi in grandi botti di rovere e affina 6 mesi in bottiglia. Presenta profumi fruttati con ricordi di mora e lampone, al sorso è molto beverino, con una piacevole freschezza.

Per questo si abbina a tantissimi piatti (arrosti, cacciagione, formaggi stagionati…) ma è anche un bellissimo vino da tutti i giorni.

BOX ESPERTO

 

TrentoDOC – Terre del Lagorai

Prima bollicina con la quale Terre del Lagorai è entrata nel mercato, pochissimi mesi fa.

100% chardonnay, esprime perfettamente le caratteristiche climatiche della Valsugana e del Trentino in generale. Un vino di grande impatto, fresco, agrumato, di bella struttura dominata dall’acidità.

È un vino ampio, da degustare a tutto pasto.

Lagrein Dunkel “Mansum” Riserva – Bellaveder

Vitigno tipico, il lagrein, che nel territorio altoatesino trova una grandissima ambientazione ma che anche in Trentino può produrre vini sorprendenti perché qui ci sono le condizioni per raggiungere una grande maturazione delle uve.

Questo vino macera sulle bucce per 10/15 giorni e affina in botti di rovere per un anno e in bottiglia per 6 altri mesi. Ha il carattere di un frutto molto maturo, è complesso e sfaccettato.

È un Lagrein dal grandissimo potenziale: molto scuro e complesso al naso, ricorda piccoli frutti belli maturi, quasi sciropposi (la mora, il mirtillo…), ma anche la cioccolata e note balsamiche. Al palato è più elegante, di ottima struttura e bellissima persistenza al gusto.

Grande potenziale in abbinamento alla cucina saporita: qui in montagna lo proponiamo con selvaggina, capriolo, funghi, polenta…

Nosiola – Cesconi

La nosiola è uno dei vitigni autoctoni trentini, l’unico a bacca bianca; regala vini di bellissimo impatto olfattivo e intensi, dotati di un corpo medio. La nosiola viene allevata nei vigneti più in altitudine della proprietà Cesconi a circa 500 metri sul livello del mare.

Viene fermentato in contenitori di acciaio inox e in botte grande di acacia, un legno che permette di coniugare i pregi della vinificazione in legno salvaguardando il fine e delicato bouquet della nosiola. È un vino delicato e minerale, che possiede un’ottima freschezza e acidità ma anche grande potenziale evolutivo: può sorprendere e invecchiare parecchi anni.

È un vino che ha grande potenziale di abbinamento a tavola perché è facile, delicato, ha una bella acidità, un carattere neutro ed elegante e si abbina bene sia ai momenti prima di cena sia ad antipasti sia a primi piatti.

 

 
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viti trentine

I vini trentini

Tappa #10

La tappa #10 di Sommelier Wine Box (gennaio 2019) è stata guidata da Roberto Anesi (migliore sommelier AIS 2017), che ci ha condotto in un viaggio tra i vini trentini.

Sono eleganti, i vini trentini. Hanno il fascino della leggerezza, la memorabilità delle cose semplici, il sapore e il profumo di ciò che è creato con cura estrema in un contesto unico.

Siamo nella regione più a nord d’Italia, tutta di montagna. Se c’è un aspetto del Trentino che più lo caratterizza è la frammentazione di un territorio intimamente rurale: in circa 10.000 ettari vitati ci sono quasi 10.000 produttori. Questi vignaioli concentrano in piccoli fazzoletti di terra tutto il loro talento e la propria passione, creando vini indimenticabili.

Sono vini di montagna, quelli che proponiamo questo mese: prodotti con coltivazione manuale, frutto di lunghi tempi di maturazione delle uve che amplificano sapori e profumi, esito di un’attenzione meticolosa per le viti da parte di piccolissimi produttori.

Le 4 cantine proposte nelle Wine Box di gennaio 2019 sono: Terre del Lagorai, Cesconi, Bellaveder e Dorigati.

Cesconi

Paolo Cesconi

Paolo Cesconi ci racconta la storia della sua azienda: tra biodinamica, rispetto massimo del territorio e dei ritmi della natura

Michele e Paolo Dorigati

Michele e Paolo Dorigati

Dalla fondazione ottocentesca della cantina Dorigati all’eccellenza di oggi: ecco la cantina condotta da Paolo e Michele.

bellaveder vigneto san lorenz

Tranquillo Luchetta, Bellaveder

Tranquillo Luchetta ci racconta la storia di Bellaveder, dai tre ettari comprati dal suocero (il Mas Picol) alla passione e alla cura per la terra di oggi

viti trentine

Carlo Staudacher, Terre del Lagorai

Ecco la storia di Terre del Lagorai, una nuova realtà vitivinicola nata da una vecchia storia che parla di tradizioni, fatiche e lavoro

viti trentine

Le chiavi del successo dei vini trentini

Perché i vini trentini vivono da anni un crescente successo?

Il Trentino è un territorio di straordinaria vocazione viticola. Presenta condizioni varie, adatte a vitigni diversi, nonostante si tratti di un’area piuttosto piccola e prevalentemente di montagna.

Dal Metodo Classico ai bianchi di montagna, dai rossi strutturati ai vini dolci, i vini trentini si caratterizzano per la grande eleganza, per i profumi freschissimi e perché si fanno bere con estrema piacevolezza.

Vent’anni fa non era così ma oggi il Trentino è famoso soprattutto per i bianchi (il 70% dell’uva vendemmiata è a bacca chiara), per quanto vari siano anche i vitigni rossi, tra cui lagrein, teroldego, marzemino e pinot nero.

Tutti traggono il proprio valore da una grande diversità territoriale, orchestrata magistralmente dall’uomo.

Abbiamo provato a riassumere alcune delle ragioni della crescente popolarità dei vini trentini:

1- QUALITÀ

Questa sembra essere la chiave primaria, perseguita in passato e da perseguire sempre con determinazione, sacrificando sulla quantità.

2- SCELTA DEI VITIGNI PIÙ ADATTI

La viticoltura trentina si giova di una scelta oculata dei vitigni più adatti alle varie zone in base al clima, ai terreni, ad esposizioni e altitudini. I viticoltori trentini hanno selezionato l’uva più giusta per i vari terroir realizzando un rapporto ottimale con l’ambiente pedoclimatico: siamo di fronte a un mosaico di microclimi che permette di coltivare ogni vitigno nell’area più adatta.

3- PREFERENZA PER LE VARIETÀ PREGIATE DELLA TRADIZIONE

Questo aspetto porta con sé la necessità di selezionare, in controtendenza rispetto all’indiscriminata diffusione di troppe varietà viticole.

4- PROMOZIONE

Del vino ma anche delle tradizioni gastronomiche e del turismo, per accrescere il valore di tutta l’offerta territoriale. In Trentino si assiste a un virtuoso e reciproco rapporto di valorizzazione fra enogastronomia e turismo con lo scopo di preservare la tradizione, quella rurale come quella storico artistica.

5- AMBIENTE IDEALE PER LE BOLLICINE

I terreni vitati del Trentino -generalmente calcarei- si trovano per lo più in altitudine, con esposizioni molto differenti tra loro. Queste caratteristiche ricordano alcune delle situazioni più felici della Champagne.

Il TrentoDOC -lo spumante trentino a base di chardonnay- è una bollicina dal portato stilistico preciso: grande finezza e fragranza, marcate note fruttate, acidità equilibrata, eleganza.

In questo mese di gennaio, nella Box Esperto, proponiamo un TrentoDOC molto particolare, selezionato dal trentino Roberto Anesi (migliore sommelier AIS 2017) e prodotto in una piccola e promettente cantina della Valsugana.

Imperdibile.