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Alfio Nicolodi cantina Trentino

Alfio Nicolodi – Trentino Alto Adige

Siamo a Cembra, in Trentino, nella contrada storica della Carraia: l’azienda è stata fondata da mio nonno Antonio a inizio Novecento. La nostra è una micro-produzione che si aggira sulle 35,000 bottiglie in totale all’anno, un numero variabile in base all’annata.

Nel produrre il mio vino ci metto l’anima. Ho preso le redini dell’azienda nel 1985. A quel punto, ho deciso cambiare gli impianti in vigna, dedicando rinnovata attenzione alla vinificazione e alla selezione dei vitigni, per ottenere vini sempre migliori.

Tra l’altro, nel 1985 ho fatto un Metodo Classico con un amico, quasi per gioco, con il rarissimo Lagarino bianco, e l’ho tenuto 15 anni sui lieviti. Dall’uva più povera di tutta la Val di Cembra, un vitigno di matrice così profondamente contadina, è uscito un vino incredibile, che oggi continuiamo a produrre.

Da oltre vent’anni sono molto impegnato in un progetto di reintegro di questo come di altri vitigni storici della Val di Cembra, per contrastarne l’estinzione e valorizzarli. È un lavoro lungo, di recupero attento delle uve storiche di questa bellissima valle, che piano piano sta portando grandi soddisfazioni.

Alfio Nicolodi

Cantina Trentino Alfio Nicolodi
Lago di Cavedine Pisoni

Le selezioni di gennaio – grandi rossi del Trentino

WINE BOX DI gennaio: grandi rossi del Trentino

Lago di Cavedine Pisoni

Tappa #34

Guidata dalla sommelier Cristina Mercuri

Wine Educator e Consultant

Tenuta San Leonardo, Avio (TN)

Se ne parla dal ‘600. La Tenuta è stata prima proprietà della Chiesa, poi è stata venduta alla famiglia dei Marchesi Guerrieri Gonzaga che hanno rispettato e valorizzato questi splendidi 26 ettari nel cuore della Vallagarina. Carlo e Anselmo, insieme ai dipendenti, conducono la Tenuta in regime biologico e con un sistema di sostenibilità che pone l’attenzione non solo al rispetto dell’ambiente, ma anche alle risorse umane ed energetiche.

La zona è particolarmente vocata: il lago di Garda assicura un clima moderato, il vento Ora, che soffia il pomeriggio da sud, mantiene le uve sane e asciutte. Qui le api aiutano la naturale biodiversità, i sovesci di leguminose e senape aiutano l’equilibrio nutritivo e la salubrità del suolo, e gli oli essenziali di agrumi garantiscono la lotta ai nemici della vite.

I vini vengono prodotti con il minimo intervento: solo lieviti autoctoni e fermentazioni in cemento con gentili rimontaggi per gestire la macerazione dei vitigni simbolo dell’azienda: Cabernet Sauvignon, Merlot ma soprattutto Carmenere, signature di ogni vino.

Tutte le referenze, dal più approcciabile al super premium San Leonardo – eletto miglior vino rosso d’Italia – hanno un’anima vibrante, un corpo elegante e un potenziale di invecchiamento invidiabile.

Villa Corniole, Giovo (TN)

Voce alla famiglia, voce alle donne! Qui Maddalena Nardin conduce la cantina con le tre figlie facendo attenzione a valorizzare ogni singolo appezzamento con il vitigno e il sistema di allevamento più adatti. L’azienda si trova in Val di Cembra, con alcuni ettari vitati anche in Piana Rotaliana, molto diversificati per altitudine e per suolo. Inutile sottolineare come la morfologia della regione, fatta di inclinazioni ripide e muretti a secco, non permette altro che interventi manuali, molta dedizione, e tanto amore.

I vitigni coltivati sono quelli della tradizione: Teroldego, Marzemino, Chardonnay, Müller Thurgau e Lagrein. Ognuno viene curato con un regime di minore invasività possibile e il rispetto della terra è contraccambiato con vini di grande qualità: concentrati, tesi, acidi, decisi e croccanti, dalla profondità e complessità unici.

Villa Corniole è spesso premiata per il suo Müller Thurgau, il migliore d’Italia.

Azienda Agricola Pisoni, Pergolese (TN)

Una delle più famose aziende trentine. Perché? Perché produce egregiamente, e in regime biodinamico non certificato alcune delle eccellenze che hanno reso la regione famosa in tutto il mondo. Qualche esempio? Sono leader nella produzione di grappe, che distillano nella loro cantina nella Valle dei Laghi. Sono tra i pochi rimasti per la produzione del rarissimo Vino Santo Trentino, un vino da dessert prodotto con uva Nosiola, appassita sui graticci e affinata per oltre sette anni in legno. Sono ideatori di un progetto di crowdfounding tra i più ammirevoli della regione (“Your vine, Your wine”), che permette di adottare una pianta di Rebo, un incrocio ottenuto da Teroldego e Merlot.

Il loro racconto è genuino e riflette la filosofia agronomica biodinamica, l’ecosistema naturale è un ambiente unico e va visto in maniera olistica, mirando a tutelare la sua vitalità ed energia. I vini sono sani, puliti, vibranti e strutturati.

Azienda Agricola Grigoletti, Nomi (TN)

C’è il nonno in vigna, che cura la campagna, c’è il babbo in cantina, che segue la vinificazione. Poi c’è la mamma in show room a seguire le vendite e i figli che studiano per prendere – un giorno – le redini dell’azienda.

Si respira aria di famiglia quando si mette piede in questa piccola azienda sulle rive dell’Adige, nella Vallagarina. L’azienda coltiva i vitigni autoctoni, come il Marzemino, ma anche internazionali, come Merlot e Chardonnay.

Qui ci si sente davvero a casa, perché quando Carmelo, versandoci un calice di Marzemino, ci racconta dei sacrifici e della passione per i propri vini sorride, ma gli vengono gli occhi lucidi di chi sa cosa c’è dietro un calice.

I vini Grigoletti sono molto onesti. Sono i più felici e facili che abbia assaggiato nella sottozona Vallagarina. Sono vini che non annoiano mai, perché sono succosi, fruttati, ma leggeri. Il loro cavallo di battaglia è proprio così: un Marzemino da bere da solo o in compagnia di un bel panino con lo speck, per un pic-nic nelle verdi e soleggiate valli del Trentino.

BOX ENTUSIASTA

Teroldego, Pisoni

Il Teroldego è un vitigno bandiera del Trentino, ama i terreni ben drenanti, con buona percentuale di argilla e gesso, riesce a raggiungere la piena maturazione fenolica proprio perché si trova in questa splendida regione, fatta di vallate e colline, beneficiando quindi dell’altitudine, che dona luce, escursione termica e ventilazione.

Si presenta rosso rubino profondo con aromi pronunciati di frutta rossa croccante, non surmatura, accompagnata da note delicatamente floreali che ricordano la viola, nota tipica del vitigno, il tutto gentilmente arricchito da una nota lievemente smoky, data dal legno in maturazione, ben integrato, che dona complessità ed esalta la parte fruttata. Palato secco, con alcol 13%ABV che dona una nota calda e avvolgente, ben bilanciata da acidità alta ma rinfrescante, tannini medio-alti ma molto maturi e vellutati, lievemente granulari, che aggiungono corpo e struttura a questo vino dal corpo medio, giustamente vibrante e pienamente guidato dal frutto, dal finale medio ma piacevole.

Vino da bere adesso, anche se può beneficiare di uno o due anni di invecchiamento in bottiglia.

Abbinamento: peperoni ripieni di carne cotti al forno. Servire a 16°C.

Marzemino, Grigoletti

Il più giocoso e divertente dei rossi, dal vitigno tipico della Vallagarina, definito il più gentile del Trentino per la capacità di produrre vini dal modesto tenore alcolico e grande carattere fruttato.

Ha un colore rubino con riflessi violacei, tipico del vitigno. Al naso è un’esplosione di frutta rossa e nera, con una bella nota di rosa e violetta, super succoso! Al palato è rotondo, con un corpo abbastanza esile dato dall’alcol medio a 12,5%ABV e un’acidità medio-alta, ma gentile e rinfrescante, che sottolinea la sua beva immediata e divertente. I tannini sono soffici e setosi, contribuendo al gusto succoso e al finale fruttato.

Davvero un’esplosione di frutta, questo vino va bevuto oggi, per godere tutta la freschezza e la trama vivace e fruttata.

Abbinamento: goderne con salumi tipici o carne salada, anche a merenda! Servire tra 14 e 16°C.

Terre, San Leonardo

San Leonardo è la Tenuta che per molti anni ha vinto il premio come miglior vino rosso d’Italia. La sua filosofia biologica è improntata alla valorizzazione del Trentino come territorio ancora incontaminato. Qui la brezza del vento Ora asciuga i vigneti al pomeriggio, limitando gli interventi in vigna al minimo e lasciando spazio alla biodiversità. Terre rappresenta il bigliettino da visita di tutto questo.

Nel calice ha un colore rubino medio, naso elegantissimo di frutta rossa matura e more, una leggera nota di prugna e spezie date dall’assemblaggio a regola d’arte tra Cabernet Sauvignon, Merlot e un 10% di Carmenere, vitigno signature della Tenuta. Palato altrettanto elegante con una certa rotondità molto ben bilanciata da una spiccata acidità, che regala freschezza e ci rende pronti per un altro assaggio. Mediamente tannico, con tannini fini e maturi, che contribuiscono alla trama fitta e alla concentrazione di questo vino, dal finale lungo e piacevolmente fruttato.

Vino rosso di medio corpo che lascia ampio spazio al frutto. Il legno appena percettibile esalta le note succose. Un vino complesso ma non austero, adatto a un consumo attuale, se si desidera premiare la freschezza e croccantezza del frutto, ma capace di migliorare nel tempo grazie alla concentrazione e all’acidità ben alta: tra 3-4 anni avrà acquisito ulteriore complessità e profondità.

Abbinamento: servitelo con una parmigiana di melanzane con speck, oppure guancina di maiale al forno, a 16-18° C.

 

BOX ESPERTO

Rebo Dolomiti, Pisoni

Il Rebo è un vitigno creato dall’incrocio tra Teroldego e Merlot proprio nella Piana Rotaliana. Si pone quindi come vitigno non solo bandiera della zona, ma anche dell’azienda Pisoni, che ha deciso di investire sulla sua diffusione anche con la campagna sociale “Adotta una vite”. Chi lo desidera, può adottare una pianta e prendersene cura anno dopo anno. Un progetto benefico che insegna l’amore per la vita e la natura.

Si presenta rubino profondo, con un naso pronunciato di frutta matura e scura, piccole bacche e prugna, con una lieve nota smoky che aggiunge grazia e invita al sorso. Palato ricco, denso, succoso: l’alcol elevato (14%ABV) è assolutamente molto ben integrato e in equilibrio con l’acidità, che si presenta alta e vibrante e fa tandem con un tannino evidente, ma vellutato e levigato dal legno. Un finale lungo e speziato, che conferma il corpo pieno ma non austero di questo vino.

Un vino pieno, ricco e denso. La nota di legno si percepisce (18 mesi in barrique), ma lo stile resta guidato da un frutto intenso e caldo, maturo. Un vino alcolico, ma ben bilanciato dalla struttura tesa, che lo rende approcciabile adesso, ma adatto all’invecchiamento.

Darà il meglio di sé tra 5-6 anni.

Abbinamento: da degustare assieme a selvaggina, o cervo con composta di lamponi. Si degusta a 16-18°C.

Teroldego, Villa Corniole

Il Teroldego è un vitigno bandiera del Trentino, ama i terreni ben drenanti ma con buona percentuale di argilla e gesso, riesce a raggiungere la piena maturazione fenolica proprio perché si trova in questa splendida regione, fatta di vallate e colline, beneficiando quindi dell’altitudine, che dona luce, escursione termica e ventilazione. Villa Corniole alleva le viti di Teroldego in Piana Rotaliana e le vinifica nella cantina di montagna in Valle di Cembra. In particolare, il suolo da cui queste uve originano è alluvionale, di riporto del torrente Noce, caratterizzato da grande fertilità in superficie e ottimo drenaggio sottostante, ricco di scheletro, a seguito dei detriti di varia natura portati a Valle dal Torrente Noce nel corso dei millenni.

Un vino rubino profondo con aromi pronunciati di frutta rossa croccante (lampone, ciliegie…), accompagnata da note delicatamente floreali che ricordano la viola, ed erbacee come il fieno essiccato, il tutto gentilmente arricchito da una nota smoky, data dal legno, ben integrata, che dona complessità ed esalta la parte fruttata. Palato secco, con alcol 13%ABV che regala una nota calda e avvolgente, ben bilanciata da acidità alta ma rinfrescante, tannini medio-alti ma molto maturi e vellutati, fini, che aggiungono corpo e struttura a questo vino dal corpo medio, giustamente vibrante e pienamente guidato dal frutto, dal finale lungo e lievemente speziato.

Vino rosso complesso, dove la nota di legno accompagna ed esalta una beva guidata dal frutto, texture rotonda con tannini evidenti ma delicati, lieve nota smoky e di erbe selvatiche che dona complessità.

Vino da bere adesso, anche se può beneficiare di uno o due anni di invecchiamento in bottiglia.

Abbinamento: grigliata mista di carne. Servire a 18° C.

Villa Gresti, San Leonardo

San Leonardo è la Tenuta che per molti anni ha vinto il premio come miglior vino rosso d’Italia. La sua filosofia biologica è improntata alla scoperta del Trentino come territorio ancora incontaminato. Qui la brezza del vento Ora asciuga i vigneti al pomeriggio, limitando gli interventi al minimo e lasciando spazio alla biodiversità. Villa Gresti rappresenta una delle punte di diamante della Tenuta, e chi lo assaggia non potrà resistere dal voler degustare tutta la gamma.

Rosso rubino profondo, naso pronunciato, di grandissima eleganza: note di frutta scura, come mora e prugna, si affiancano a una lieve nota di tabacco, il tutto accompagnato da una leggera nota tostata, data dall’affinamento in barrique di primo passaggio per circa 12 mesi. Il legno non solo esalta il frutto, rendendolo più caldo e serio, ma contribuisce a polimerizzare i tannini, che risultano alti, granulari, tipici del Merlot, ma molto avvolgenti e vellutati. Il 10% di Carmenere, signature della Tenuta, contribuisce con la nota speziata, il tannino fitto e la trama profonda. La beva resta piacevole grazie all’acidità alta e rinfrescante, lasciando spazio a un finale lungo e lievemente smoky.

Un vino pieno, ma che fa dell’eleganza e del frutto la sua bandiera. Un vino gastronomico ma non austero, grazie alla trama rinfrescante.

Una struttura piena e ben tesa, evidenzia un vino ancora giovane, approcciabile adesso, ma che darà il meglio di sé tra almeno 10 anni. Un vino da tenere in cantina come un piccolo tesoro.

Abbinamento: da provare con strangolapreti alla trentina. Va servito a 16-18°C.

Tenuta san Leonardo Trentino

Tenuta San Leonardo – Trentino Alto Adige

Più di mille anni
fa era un monastero, da oltre tre secoli è la residenza della nostra famiglia.
Oggi la tenuta San Leonardo è un giardino di vigne e rose protetto dalle
imponenti montagne trentine che smorzano i freddi venti nordici, mentre il
fondovalle accoglie e regala il tepore del lago di Garda. Questo è un mondo
antico dove le pazienti pratiche di cantina, ancora artigianali, regalano vini
che sono autentici gioielli distinguendosi per freschezza, armonia ed eleganza innata.

Nell’antico borgo
di San Leonardo vivono famiglie che da generazioni si tramandano il sapere e
l’arte di lavorare la terra. Molte delle persone che partecipano alla creazione
dei vini della tenuta sono nate e cresciute a San Leonardo e contribuiscono a
determinarne il carattere e l’identità. Il senso di appartenenza è ben
percepibile appena varcato il nostro cancello.

La nostra
famiglia ha iniziato a riorganizzare la tenuta per produrre vini di qualità all’inizio
del Settecento. Innamorati di questa terra trentina, dei suoi orizzonti e dei
suoi profumi, oggi dedichiamo le nostre energie per creare i nostri vini, nati
da una viva curiosità per i grandi vini, Bordeaux su tutti.

Carlo e Anselmo Guerrieri Gonzaga

Villa Corniole

Villa Corniole – Trentino Alto Adige

Siamo in Valle di Cembra: in questa valle bellissima, in un terroir unico, produciamo i nostri vini estremi. In Piana Rotaliana invece coltiviamo il Teroldego, vitigno autoctono, prima DOC e principe dei vini del Trentino, il Lagrein e il Pinot Grigio: tre varietà che qui esprimono al meglio le loro caratteristiche.

Nel nostro lavoro, ci guidano il costante desiderio di innovare, la passione per la viticoltura, la determinazione e la cura, oltre all’orgoglio per il nostro territorio, dai terrazzamenti vitati della Valle di Cembra alle campiture regolari della Piana Rotaliana.

Villa Corniole

Villa Corniole è il progetto familiare che parte in vigna e prosegue nella cantina di montagna, dove vinifichiamo le nostre uve raccolte nei vigneti in Val di Cembra e in Piana Rotaliana, per ottenere vini unici ed eleganti con un forte legame con il territorio.

I nostri sono vini di montagna che hanno dentro di sé il segno di un terroir unico esaltato dal clima estremo: necessitano di evolvere lentamente per esprimere e mantenere nel tempo il proprio potenziale e le caratteristiche organolettiche. Sono Müller Thurgau in primis, simbolo dei vini di montagna, Gewürztraminer, Chardonnay, Pinot Nero, Spumante Trentodoc e Teroldego.

Per noi la sostenibilità è trasferire alle nuove generazioni un’azienda e un territorio non impoveriti, ma ancora pieni di risorse naturali ed umane. Vendemmiamo le uve a mano, nel rispetto dell’ambiente e della tradizione vinicola. Uniamo un approccio sano e rispettoso dell’ambiente, nella migliore tradizione agricola, alla ricerca e alla tecnologia.

La cantina, in parte interrata, permette un notevole risparmio energetico grazie alla temperatura naturale e all’umidificazione della barricaia. I pannelli fotovoltaici di recente installazione producono la maggior parte dell’energia che serve in cantina durante l’anno.

La barricaia è un luogo magico, scavato nella roccia porfirica della Valle di Cembra. Qui i vini di Villa Corniole riposano con la giusta calma, a temperatura controllata e costante, senza forzature.

Famiglia Pellegrini

Barricaia
Azienda Agricola Pisoni

Azienda Agricola Pisoni – Trentino Alto Adige

La nostra azienda si trova nella Valle dei Laghi: un territorio meraviglioso nel cuore del Trentino Alto Adige, al crocevia tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, patrimonio UNESCO. Qui, la nostra famiglia lavora la vigna dal 1852 nel rispetto della natura e delle vocazioni locali, per produrre vini che siano l’espressione più autentica di questa terra.

I contadini sanno che il bene più prezioso è la terra, da rispettare e preservare per i nostri figli così come ci è stata consegnata dai nostri padri. Per questo, da sempre abbiamo scelto metodi di coltivazione biologici e poi biodinamici, riducendo a zero l’utilizzo di prodotti chimici e ricercando il massimo equilibrio tra la vigna, il suolo e l’ambiente circostante.

In questa valle magica, da sempre culla di una viticoltura di qualità, la tradizione è un’energia silenziosa che dà forza ai vignaioli di generazione in generazione. E nella nostra moderna cantina c’è tutto il pensiero dei nostri padri che la vollero così, consapevoli che il lavoro del vignaiolo si muove fra tradizione e innovazione.

Pisoni

Siamo nati in campagna, fra le vigne e gli alberi da frutto. Siamo cresciuti a Pergolese all’interno di una storia contadina secolare: una storia di lavoro e fatica, ma anche di amore per un territorio meraviglioso e di passione per un mestiere nobile e antico come quello del vignaiolo.

azienda agricola Pisoni

Facciamo vino da oltre trent’anni, ma viviamo ogni vendemmia con l’emozione di ragazzini.

Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio speciale, dove la vite ha trovato il suo habitat ideale: noi dobbiamo essere in grado di accompagnarla nella sua crescita, stagione dopo stagione, fino al momento della vendemmia, un rito collettivo che coinvolge tutta la famiglia e che ripaga della fatica di un anno di lavoro.

Stefano e Marco Pisoni

Lago di Cavedine Pisoni
Azienda Agricola Grigoletti

Azienda Agricola Grigoletti – Trentino Alto Adige

L’Azienda Agricola Grigoletti nasce a Nomi, in Vallagarina (TN), dall’amore del bisnonno Federico per i vini di qualità della migliore tradizione contadina del Trentino. Dal 1982, con passione e tenacia, siamo noi a perseguire questa nobile arte contadina del vino.

Lavoriamo ogni giorno ad un progetto importante: selezionare i migliori terreni e i migliori cloni, dimezzare le rese. Tutto a mano e in famiglia.

Il vino nasce nella nostra campagna, con cura amorosa per ogni singolo grappolo cresciuto lentamente al sole. Il giusto periodo della vendemmia e i misurati tempi di maturazione del vino in cantina originano un nettare speciale che ci costa molta fatica ma che con orgoglio presentiamo.

Nascono così le selezioni Grigoletti: il nostro Chardonnay L’Opera, premiato con l’Oscar della Douja d’Or di Asti; il Retiko, particolare vino bianco fermentato in barrique di acacia; il Merlot Antica Vigna, premiato come migliore Merlot d’Italia a MondoMerlot di Aldeno; l’uvaggio Gonzalier (Merlot e Cabernet) e i preziosi vini dolci passiti San Martim e Maso Federico.

Accogliamo con gioia gli appassionati nella nostra cantina, dove abbiamo costruito una visita molto particolare. Un viaggio che parte dal Tempio Rosa, uno scrigno di sassi e marmi lavorati a mano, custode di barrique di legni selezionati, dedicato alle donne Grigoletti di ieri e di oggi, passa per la Basilica del Vino, una splendida cantina in sasso per l’affinamento dei vini in barrique, fino al Caveau del Merlot, un archivio che custodisce le nostre migliori annate, passando per altri spazi dove il sapiente lavoro dei falegnami trentini permette di fare esperienza della vigna e della vinificazione in cantina.

Bruno, Aida, Carmelo, Marica, Federico e Martina Grigoletti

Lago di Cavedine Pisoni

10 cose da sapere sui vini del Trentino Alto Adige

Rossi croccanti, bianchi dalla rara finezza, bollicine indimenticabili, i vini del Trentino Alto Adige oggi sono davvero amati da esperti e appassionati. Giustamente. Sulle ragioni di tale successo ci siamo già interrogati, mentre qui abbiamo raccolto 10 curiosità che non si possono non sapere su una delle regioni enologiche italiane più sulla cresta dell’onda.

Semplice e breve decalogo di curiosità che vale davvero la pena di conoscere sulla viticoltura e sui vini del Trentino Alto Adige.

1. La viticoltura, nell’area dell’attuale Trentino Alto Adige, ha origine antichissima, già con gli Etruschi.

2. La regione è quasi interamente montuosa, a esclusione della Piana Rotaliana. La vite si coltiva nel fondovalle e nella parte inferiore dei versanti meglio esposti.

3. La regione esporta massicciamente i suoi vini sin dal Medioevo, soprattutto verso quelle che oggi sono Germania e Austria (nel Don Giovanni di Mozart si legge «versa vino, eccellente Marzemino!»).

4. La regione è la più ricca di istituti scientifici applicati al vino. Illustri sono l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (peraltro meta di una tappa di Soldati nel suo primo viaggio “alla ricerca dei vini genuini” confluito in Vino al vino) e il Centro di sperimentazione agraria e forestale di Laimburg.

5. La vera svolta della qualità avviene tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta del secolo scorso, con la scoperta della potenzialità di autoctoni quali ad esempio il Lagrein.

6. Le DOC della regione sono: Alto Adige, Lago di Caldaro, Casteller, Teroldego Rotaliano, Trentino, Trentino Superiore, Trento, Valdadige, Valdadige Terradeiforti, Delle Venezie. E i principali vitigni autoctoni: Lagrein, Teroldego, Schiava, Marzemino, Moscato giallo, Moscato rosa, Müller-Thurgau, Nosiola, Rebo e Traminer aromatico.

7. Trentino e Alto Adige sono considerati, dal punto di vista enologico, come due entità distinte. Nonostante nella regione ci siano solo due province, il territorio è molto variegato.

8. Il Trentino Alto Adige ha una tradizionale e importante vocazione per la produzione di vini rossi (che a gennaio proponiamo in selezione). Oggi la regione è giustamente nota anche per i suoi eccellenti bianchi, che beneficiano moltissimo del clima fresco.

9. Una menzione a parte la merita il mitico Metodo Classico Trento DOC, da anni al vertice della spumantistica italiana, capace di coniugare complessità e fragranza, eleganza e longevità. Una bollicina tutta giocata sulla finezza.

10. Chiudiamo con un vino raro della regione, il Trentino Vino Santo, un Passito fatto a partire dalle uve Nosiola, che richiede un lunghissimo appassimento naturale (circa 6 mesi), tra i più lunghi al mondo, e una successiva maturazione di tre anni. Un vino che punta dritto al futuro e sa invecchiare per decenni.

bellaveder vigneto san lorenz
Roberto Anesi

Roberto Anesi
migliore sommelier AIS d’Italia 2017

Roberto Anesi

Migliore sommelier d’Italia AIS 2017

Ha guidato una tappa alla scoperta dei “vini trentini”

Per guidare la Tappa #10 di Sommelier Wine Box (gennaio 2019) ci siamo rivolti a Roberto Anesi, migliore sommelier AIS 2017.

Nel vino da più di 20 anni, si avvicina al mondo dei concorsi circa 10 anni fa, vincendone vari. Con lo spirito di chi non si accontenta dei propri traguardi, è tornato a investire sulla propria formazione e quindi fatto alcune esperienze all’estero (tra cui il Master al Wine Institute di Londra).

Alla più che ventennale esperienza nella gestione del suo ristorante a Canazei associa oggi tante degustazioni, in Italia e all’estero, svolte per la provincia di Trento e per l’Associazione Italiana Sommelier.

Nel 2017 torna nel mondo dei concorsi con l’obiettivo del titolo italiano, che vince al primo tentativo. Da allora, Roberto ha fatto del senso di responsabilità verso i produttori – e verso il mondo del vino in generale – una delle chiavi di lettura più belle con cui ha interpretato l’anno del primato italiano di migliore sommelier AIS, da poco concluso.

Ha scelto per noi sei vini di piccolissimi produttori trentini, persone che puntano tutto sulla passione, sul lavoro, sul cuore oltre l’ostacolo, perché crede che il vino italiano debba riscoprire i propri valori più profondi: raccontare le sue origini, la sua storia e la sua ricchezza.

Roberto Anesi
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viti trentine

Le selezioni di gennaio – vini trentini

WINE BOX DI GENNAIO: viaggio tra i VINI trentini

viti trentine

Tappa #10

Guidata da Roberto Anesi, gennaio 2019

 

Terre del Lagorai

Piccola azienda appena nata, tre soci, tre amici, che lavorano in Valsugana, una zona che dal punto di vista produttivo è una delle ultime nascenti nel panorama del vino trentino. Questo – e molto altro – è Terre del Lagorai.

Le cantine sono all’interno di un vecchio e storico castello, Castel Ivano vicino a Borgo Valsugana, nel quale maturano le bottiglie di Trento DOC. Questa è la prima bollicina di Terre del Lagorai, ufficialmente presentata appena 3 mesi fa.

Bellaveder

È un’azienda familiare; siamo sopra San Michele all’Adige, sulla strada che va verso Faedo – una posizione stupenda da dove si vede tutta la piana dell’Adige. Tutte le vigne di Bellaveder sono un corpo unico attorno all’azienda, gestita dal signor Tranquillo e dalla sua famiglia.

Fino a una decina di anni fa questa azienda conferiva le proprie uve a una cantina sociale: da poco ha iniziato un progetto per produrre il proprio vino; per farlo, si avvale dell’aiuto di uno degli enologi più importanti del Trentino.

Il carattere dei vini di Bellaveder è quello di puntare su vini molto tipici, puliti e dal carattere netto.

Dorigati

Dorigati è un’azienda storica, nata alla fine dell’Ottocento. Siamo a Mezzocorona, in uno dei paesi classici per la produzione del teroldego. L’azienda è gestita da due cugini, Paolo e Michele, molto attivi, appassionati e coinvolti nella storia del teroldego. Questo vitigno è legato profondamente alla zona climatica e a quel particolare substrato alluvionale che si è creato in alcuni villaggi come Mezzocorona appunto, ma anche Grumo, Mezzolombardo e San Michele all’Adige. Grazie a questo terreno ciottoloso ricoperto da terra molto fertile il teroldego trova la sua perfetta ambientazione tanto che al di fuori di questa ambientazione il vitigno non riesce a esprimere il massimo del suo potenziale.

Cesconi

È questa un’azienda storica di Pressano, un piccolo comune vicino alle colline di Trento, guidata con passione da tre fratelli.

Siamo all’uscita della Valle di Cembro, una valle molto fredda. Qui, la produzione di vini, soprattutto bianchi, trova davvero la sua ideale collocazione e se ne producono di ottimi: freschi, sapidi e molto profumati.

LE BOX PROPOSTE

BOX ENTUSIASTA

 

Solaris – Terre del Lagorai

Il solaris è un vitigno che è stato geneticamente modificato per diventare resistentissimo alle malattie in vigna, tanto da non richiedere trattamenti chimici.

Il Solaris di Terre del Lagorai si presenta subito con un aspetto molto trentino: è un bianco con un bell’impatto olfattivo, di frutta agrumata fresca, e in bocca coniuga freschezza e acidità. Molto interessante è anche la nota di sapidità che emerge sul finale.

Perfetto come aperitivo, si abbina bene anche a carni bianche e pesce.

Müller-Thurgau – Bellaveder

Se in Trentino il Müller-Thurgau è generalmente prodotto in Valle di Cembra, questo in selezione viene invece dal nord del lago di Garda, da un altipiano a Cavedine, da un vigneto che sta a 600 metri di altitudine.

Ha una freschezza dovuta all’altitudine e delle doti spiccatissime in termini di maturazione aromatica. Ecco quindi profumi di fiori e frutti (gelsomino, salvia, pesca bianca…) per un Müller-Thurgau aromatico e ricco, sapido e persistente.

Ideale da aperitivo, perfetto con ostriche, frutti di mare e cibi asiatici.

Teroldego Rotaliano DOC Classico – Dorigati

È un vitigno strettamente collegato al lagrein – che ne è il progenitore – ma ha un palato più raffinato.

Questo Teroldego di Paolo e Michele è quello classico: diretto e facile, non eccessivamente impegnativo e strutturato. È vinificato in rosso con buona permanenza sulle vinacce, matura 12 mesi in grandi botti di rovere e affina 6 mesi in bottiglia. Presenta profumi fruttati con ricordi di mora e lampone, al sorso è molto beverino, con una piacevole freschezza.

Per questo si abbina a tantissimi piatti (arrosti, cacciagione, formaggi stagionati…) ma è anche un bellissimo vino da tutti i giorni.

BOX ESPERTO

 

TrentoDOC – Terre del Lagorai

Prima bollicina con la quale Terre del Lagorai è entrata nel mercato, pochissimi mesi fa.

100% chardonnay, esprime perfettamente le caratteristiche climatiche della Valsugana e del Trentino in generale. Un vino di grande impatto, fresco, agrumato, di bella struttura dominata dall’acidità.

È un vino ampio, da degustare a tutto pasto.

Lagrein Dunkel “Mansum” Riserva – Bellaveder

Vitigno tipico, il lagrein, che nel territorio altoatesino trova una grandissima ambientazione ma che anche in Trentino può produrre vini sorprendenti perché qui ci sono le condizioni per raggiungere una grande maturazione delle uve.

Questo vino macera sulle bucce per 10/15 giorni e affina in botti di rovere per un anno e in bottiglia per 6 altri mesi. Ha il carattere di un frutto molto maturo, è complesso e sfaccettato.

È un Lagrein dal grandissimo potenziale: molto scuro e complesso al naso, ricorda piccoli frutti belli maturi, quasi sciropposi (la mora, il mirtillo…), ma anche la cioccolata e note balsamiche. Al palato è più elegante, di ottima struttura e bellissima persistenza al gusto.

Grande potenziale in abbinamento alla cucina saporita: qui in montagna lo proponiamo con selvaggina, capriolo, funghi, polenta…

Nosiola – Cesconi

La nosiola è uno dei vitigni autoctoni trentini, l’unico a bacca bianca; regala vini di bellissimo impatto olfattivo e intensi, dotati di un corpo medio. La nosiola viene allevata nei vigneti più in altitudine della proprietà Cesconi a circa 500 metri sul livello del mare.

Viene fermentato in contenitori di acciaio inox e in botte grande di acacia, un legno che permette di coniugare i pregi della vinificazione in legno salvaguardando il fine e delicato bouquet della nosiola. È un vino delicato e minerale, che possiede un’ottima freschezza e acidità ma anche grande potenziale evolutivo: può sorprendere e invecchiare parecchi anni.

È un vino che ha grande potenziale di abbinamento a tavola perché è facile, delicato, ha una bella acidità, un carattere neutro ed elegante e si abbina bene sia ai momenti prima di cena sia ad antipasti sia a primi piatti.

 
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viti trentine

I vini trentini

Tappa #10

La tappa #10 di Sommelier Wine Box (gennaio 2019) è stata guidata da Roberto Anesi – migliore sommelier AIS 2017, che ci ha condotto in un viaggio tra i vini trentini.

Sono eleganti, i vini trentini. Hanno il fascino della leggerezza, la memorabilità delle cose semplici, il sapore e il profumo di ciò che è creato con cura estrema in un contesto unico.

Siamo nella regione più a nord d’Italia, tutta di montagna. Se c’è un aspetto del Trentino che più lo caratterizza è la frammentazione di un territorio intimamente rurale: in circa 10.000 ettari vitati ci sono quasi 10.000 produttori. Questi vignaioli concentrano in piccoli fazzoletti di terra tutto il loro talento e la propria passione, creando vini indimenticabili.

Sono vini di montagna, quelli che proponiamo questo mese: prodotti con coltivazione manuale, frutto di lunghi tempi di maturazione delle uve che amplificano sapori e profumi, esito di un’attenzione meticolosa per le viti da parte di piccolissimi produttori.

Le 4 cantine proposte nelle Wine Box di gennaio 2019 sono: Terre del Lagorai, Cesconi, Bellaveder e Dorigati.