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Tenuta Il Ghizzano

Tenuta Il Ghizzano – Toscana

Quella del vino, in Italia, è una storia legata alle famiglie: una passione antica che si rinnova continuativamente, come quella che da generazioni scorre e pulsa nelle vene della famiglia Venerosi Pesciolini.

La storia della mia famiglia inizia nel Medioevo, in una terra di elezione nella campagna pisana: un territorio irradiato da una luce morbida, un luogo di vitigni pregiati e concentrati di bellezza.

Sono entrata in azienda nel 1995, alla guida della parte agronomica e commerciale della Tenuta di Ghizzano: il mio compito è proprio quello di rinnovare quotidianamente una tradizione che, dall’età carolingia in poi non ha conosciuto interruzioni.

La nostra filosofia si basa su un principio cardine: quando il frutto della terra proviene da un luogo in armonia con le forze della natura ha già in sé la potenzialità per essere eccellente. Tutte le nostre azioni, poi, sono mosse dal rispetto: per la natura che cresce rigogliosa e abbraccia i nostri vigneti, per il territorio che ci ospita e per le persone che vivono e lavorano qui. Sono certa che non esista successo senza un convinto lavoro di squadra, che tenga insieme le storie nascoste dietro ogni volto, per valorizzarle.

Dal punto di vista produttivo, scegliamo consapevolmente di produrre meno, all’insegna dell’altissima qualità, per restituire al massimo le espressioni che il vino, l’olio e i frutti ci elargiscono. Questo senza mai tradire l’eleganza innata e la ricchezza di queste colline. Dal 2003 siamo diventati pionieri di un percorso di Agricoltura Biologica “naturale”: abbiamo messo al bando concimi organici, diserbanti, insetticidi e anticrittogamici. Lavoriamo il terreno sotto la fila, per controllare le infestanti e ossigenarlo, nutrendolo con sovescio e altri semi. Dal 2006 abbiamo iniziato a praticare l’Agricoltura Biodinamica (certificati come Azienda Biodinamica da Demeter nel 2018).

Vendemmiamo a mano, usando piccole cassette areate. Quando l’uva arriva in cantina, la trasferiamo sul tavolo di scelta per supervisionare sanità e integrità. La pressatura è fatta con i piedi e in fase di fermentazione non usiamo lieviti selezionati. La maturazione avviene nel legno: usiamo botticelle di rovere per un periodo dai 16 ai 18 mesi. Il legno, per noi, rappresenta uno strumento per far evolvere il vino nel tempo, portandolo alla maturazione senza l’aggiunta di tannini di legno, perché non vogliamo che prevalgano su quelli di frutto. Per i nostri vini di punta, il Veneroso e il Nambrot, l’obiettivo è quello di coniugare la longevità con la giusta armonia tra frutto e acidità.

Ginevra Venerosi Pesciolini

Cosimo Maria Masini – Toscana

Sono Maria Paoletti Masini della Tenuta di Poggio, e mi piace presentare così la nostra cantina “Cosimo Maria Masini Passione Biodinamica!” perché la Biodinamica è il filo conduttore della breve ma emozionante storia della cantina. Abbiamo acquistato la Tenuta di Poggio nel 2000 per condividere un sogno: fare vino buono nel rispetto della natura.  

Le nostre vigne sono adagiate sopra un colle, nel cuore della Toscana, in fronte al borgo antico di San Miniato, terra di vino e di tartufo bianco. Conoscere il territorio, acquisire la sensibilità necessaria per comprendere i ritmi biologici della natura, capire quali energie entrano in gioco tra la terra, le piante e l’uomo: in questo consiste il nostro lavoro. 

Abbiamo scelto di gestire la terra coniugando qualità, sostenibilità ed efficienza, applicando il metodo Biodinamico nelle nostre vigne. Continuando questa filosofia in cantina non facciamo uso di lieviti selezionati, né di additivi chimici. Dunque: lavorare a contatto con le nostre piante, osservare attentamente per interpretare i messaggi che la natura ci manda, sviluppare una nostra sensibilità, rispettare la natura, comportandoci nei suoi confronti con umiltà… questo è per noi fare vino, questo è ad oggi il punto dal quale partire per proseguire il cammino avviato.  Nel nostro percorso siamo stati accompagnati da enologi ed agronomi esperti e sensibili, conoscitori appassionati della Biodinamica.  Francesco de Filippis, in società con noi da quasi10 anni, ha dato un contributo fondamentale all’ottenimento di vini eccellenti, dei quali siamo molto orgogliosi, e ha seminato nei suoi collaboratori il seme della passione biodinamica.

Il mio socio Francesco che guarda con amorevole attenzione i grappoli dell’uva sulla pianta

Produciamo 9 etichette, delle quali sono presentate in questa selezione il Daphné e il Sincero.

Il Daphné è il risultato di un lungo lavoro di ricerca sulla macerazione delle uve, per trarre il meglio da Trebbiano e Malvasia Bianca (macera cinque giorni sulle bucce, in vasche aperte, a temperatura ambiente, con follature manuali più volte al giorno) e ottenere un vino complesso e persistente, indimenticabile in associazione al tartufo bianco.

Il Sincero è il risultato di un’attenta selezione di uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc provenienti dai nostri vigneti esposti a sud-ovest: un vino rosso di ottima bevibilità, che esprime all’olfatto un delicato profumo di viola, rosa e ciliegia matura; pieno e tondo, con tannini ben presenti, ma non invasivi, si abbina perfettamente ai piatti della tradizione toscana, e in particolare a salumi e carni rosse.

Maria Paoletti Masini

vigneti di Lucca

Le selezioni di giugno – vini di Lucca

WINE BOX DI GIUGNO: LUCCA, LA TOSCANA CHE NON TI ASPETTI

vigneti di Lucca

Tappa #27

Guidata dal sommelier Simone Vergamini

 

Fattoria Sardi – Lucca

Fattoria Sardi è una giovane realtà posta nelle vicinanze della città di Lucca, guidata da Mina e Matteo, una coppia nel lavoro e nella vita. I due, forti di studi ed esperienze lavorative in Francia, hanno avviato la loro personale “rivoluzione” enoica rigenerando i vigneti di famiglia. La conduzione biologica e biodinamica delle vigne come scelta filosofica trova una naturale espressione grazie alle favorevoli condizioni pedoclimatiche. I vigneti beneficiano di una costante ventilazione dal vicino mare Tirreno, mentre l’Appennino garantisce risorse idriche durante la stagione vegetativa, oltre a ottime escursioni termiche tra il giorno e la notte. La variabilità dei suoli, a matrice prevalentemente argillosa e ricchi di minerali, è l’altro elemento determinante in termini di qualità e unicità. Nei vigneti di proprietà trovano la massima valorizzazione vitigni come il Vermentino, il Merlot e il Cabernet Sauvignon, con un occhio di riguardo al Sangiovese, presente in tutti i rossi e base fondamentale degli eccellenti rosati che per numero di bottiglie sono i veri protagonisti della gamma dei vini firmati Fattoria Sardi.

Tenuta Mariani – Massaciuccoli (LU)

La Tenuta Mariani è posta in Versilia, nella località di Massaciuccoli, a due passi dell’omonimo lago. Il lavoro attento e la passione della famiglia, con il contributo degli enologi Lamberto Tosi e Julian Gout, danno vita ogni anno a una preziosa e limitata produzione di vino e olio extravergine di oliva, apprezzata ben oltre i confini regionali. I vigneti, in conversione biologica, e dislocati nei migliori appezzamenti dell’area che dal livello del mare corrono fino ai 200 metri di altitudine, sono eterogenei per esposizione e composizione del suolo. Sfruttando le caratteristiche dell’area e le vigne a disposizione, il titolare Ido Mariani è riuscito a concretizzare il sogno di produrre spumanti – sia con il metodo Charmat sia soprattutto con il metodo classico o “Champenoise” –  dopo averne appreso i segreti dai maestri in Champagne. Incredibile pensare ad una produzione di spumanti ottenuta con uve allevate al livello del mare, ma i risultati danno ragione a Ido e il suo sogno oggi si è trasformato in una brillante realtà: merito della sua grande passione, di una forte intraprendenza e di un terroir unico.

Fattoria La Torre – Montecarlo (LU)

La produzione vinicola della Fattoria La Torre è documentata negli archivi storici dal lontano 1887. A due passi dallo splendido borgo medievale di Montecarlo (LU), questa piccola ma ambiziosa cantina vanta una posizione favorevole in termini di altitudine e orientamento dei vigneti. L’obiettivo dei proprietari, la famiglia Celli, è di migliorare costantemente la qualità dei propri vini, investendo nel rinnovamento delle vigne e nelle dotazioni tecniche di cantina. La superficie vitata è di circa 6 ettari, nei quali vitigni come Vermentino, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e soprattutto Syrah trovano le condizioni ideali. Nei vigneti non si fa ricorso alla chimica ma solo a rame e zolfo, ed è in corso il processo di conversione al biologico. La storica cantina dell’azienda è stata ricostruita nei vecchi locali e completamente rinnovata grazie all’introduzione delle più sofisticate attrezzature per la vinificazione. La limitata estensione della superficie vitata e le accurate operazioni in cantina garantiscono un costante miglioramento dei vini prodotti da Fattoria La Torre, portandoli a livelli di eccellenza assoluta.

BOX ENTUSIASTA

Toscana Rosato, Fattoria Sardi (da bere entro 2 anni)

Il Rosé di Fattoria Sardi è prodotto con uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite ad una piccola percentuale di bacche bianche aromatiche. Dopo la spremitura soffice, una parte del mosto è lasciata a contatto con le bucce per alcune ore, mente la restante è ottenuta attraverso il salasso (cioè prelevare dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un rosso un po’ di mosto e vinificarlo in bianco). La fermentazione e il successivo affinamento a contatto con le fecce nobili sono eseguiti in acciaio.

Nasce così questo vino che si presenta nel calice con un colore rosa cerasuolo luminoso e che conquista grazie alla perfetta fusione tra le note di fiori primaverili, frutti e agrumi. Al palato è impeccabile la proporzione delle sensazioni e spicca la notevole sapidità conferita dai suoli ricchi di sostanze minerali. Fattoria Sardi riesce così a regalarci un Sangiovese in versione inedita, mirabilmente capace di raccontare il territorio di origine.

Servire a 10-12°C.

Abbinamento: un Rosé da bere al momento dell’aperitivo in una calda serata estiva, che si abbina a tavola a pizza e carni bianche.

 

Spumante Metodo Charmat “Sabbia e Mare”, Tenuta Mariani (da bere entro 1 anno)

Un nome più azzeccato non poteva essere scelto per questo piacevolissimo spumante prodotto con uve che si nutrono di acqua marina.

Le uve Chardonnay, Vermentino e Sangiovese impiegate per la produzione di questo spumante sono allevate nei vigneti di Villa Borbone, sui suoli sabbiosi distanti 500 metri dal mare Tirreno. Le varietà vengono vendemmiate e fermentate separatamente in acciaio a temperatura controllata, per subire successivamente un periodo di affinamento sulle fecce fini di 6 mesi. Una volta composto il blend ideale, diverso ogni annata in termini di percentuali, è condotta la seconda fermentazione in autoclave con il metodo Charmat o Martinotti.

Uno spumante profumato e brioso che si presenta nel calice con un colore paglierino brillante. Al naso le note fruttate e floreali si impreziosiscono delle suggestioni della macchia mediterranea e soprattutto di una spiccata mineralità salina. Assaggio fresco e decisamente sapido, di rara serbevolezza.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: perfetto al momento dell’aperitivo estivo, è il compagno ideale in compagnia di crudi di mare e crostacei.

 

Montecarlo Vermentino, Fattoria La Torre (da bere entro 2 anni)

Il Vermentino è sicuramente una delle varietà a bacca bianca più importanti della Toscana, presente da secoli anche nei vigneti dell’area, testimone del territorio e della locale denominazione Montecarlo DOC, una delle più piccole d’Italia. Fattoria La Torre vendemmia a mano i migliori grappoli e li sottopone a pressatura soffice. Le operazioni di vinificazione e affinamento sono eseguite in acciaio a temperatura controllata, così da mantenere inalterati i profumi e la piacevole freschezza gustativa.

Un bianco dal colore paglierino luminoso, che esprime al naso intense sensazioni di fiori e frutti bianchi, mandorla dolce e pepe bianco. In bocca è elegante, fresco e nello sviluppo aromatico conferma le impressioni regalate in olfazione.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: questo Montecarlo Vermentino DOC, oltre a possedere indubbie qualità organolettiche, è il bianco perfetto al momento dell’aperitivo, che si abbina a tavola ai primi e secondi piatti della cucina di mare.

BOX ESPERTO

Toscana Rosato “Le Cicale”, Fattoria Sardi (da bere entro 4 anni)

Prende forma a partire da uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite a una piccola percentuale di Vermentino. La macerazione a contatto con le bucce ha una durata diversa a seconda dall’annata, ma è sempre rivolta a ottenere un colore non troppo pronunciato. Fermentazione (con lieviti indigeni) e maturazione sono eseguite in tini di legno, con l’esito di una bella complessità olfattiva e un corpo importante.

Un Rosato di media carica cromatica dalle sfumature buccia di cipolla, che regala al naso profumi di piccoli frutti rossi selvatici, agrumi ed erbe aromatiche, su uno sfondo lievemente speziato. In assaggio è corposo, elegante e bilanciato, ravvivato dalla freschezza e dalla tipica sapidità che contraddistingue i vini dell’area.

Servire a 12-14°C.

Abbinamento: un Rosato “superiore”, dalla forte connotazione territoriale e dalla versatilità gastronomica intrigante: abbinatelo ai secondi piatti a base di pesce e alle carni bianche, anche delicatamente speziate.

Spumante Metodo Classico Brut “Segreto”, Tenuta Mariani (da bere entro 2 anni)

I vigneti posti sulle colline che guardano al mare Tirreno e le parcelle poste nei pressi del lago di Massaciuccoli forniscono alla Tenuta Mariani uve Pinot Nero e Chardonnay perfette per la produzione del “Segreto”. La vendemmia manuale è seguita da pressatura soffice e fermentazione alcolica dei vini base in acciaio a temperatura controllata. Una volta composto l’assemblaggio ideale (che vede una netta prevalenza di Pinot Nero) è avviata la seconda fermentazione in bottiglia con l’aggiunta della liquer de tirage. Terminata la presa di spuma, la sosta sui lieviti ha una durata minima di 24 mesi prima della sboccatura.

Il risultato è uno spumante dal colore paglierino intenso con sfumature dorate, brillante e percorso da un fine perlage. Al naso regala profumi di melone, ribes bianco, albicocca, cotogna e anice stellato, che aprono la strada a sensazioni di glicine, alle note minerali “marine” e alle fragranze di pane bianco. Bocca grassa, rotonda, che evidenzia una bolla cremosa e una scia aromatica prima agrumata e poi balsamica e salata.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: una grande prova di Ido Mariani, a testimonianza che la strada intrapresa è quella giusta, che si traduce in uno spumante versatile a tavola, in particolare accanto ai primi e secondi della cucina di mare, fino ad abbracciare gli abbinamenti con le carni bianche e la pizza.

Toscana Rosso Esse, Fattoria La Torre (da bere subito o tenere in cantine fino a 8 anni)

La presenza di uve di origine francese sulla collina di Montecarlo è testimoniata dalle fonti storiche dal XIX secolo. Tra queste nobili bacche Fattoria La Torre ha affidato al Syrah il compito di creare il suo vino più importante in termini di qualità: il Toscana Rosso “Esse”. I migliori grappoli allevati in un particolare vigneto esposto ad est vengono sottoposti ad un’attenta selezione e pressati delicatamente. La fermentazione alcolica avviene in acciaio a temperatura controlla ed è seguita da maturazione in barriques di rovere francese di vario passaggio per 18 mesi, poi affinamento in bottiglia per un anno.

L’Esse presenta un colore rubino profondo con sfumature porpora anche a distanza di anni e stupisce al naso per il raffinato profilo olfattivo: ribes e lampone carnosi, viole e rose, erbe aromatiche e spezie delicate, su uno sfondo di liquirizia e tabacco. Assaggio nel segno dell’eleganza, succoso e lungo, con tannini di rara finezza. Un grande rosso capace di conquistare i più importanti premi a livello nazionale e internazionale, che testimonia il perfetto adattamento del Syrah al territorio.

Servire a 16-18°C.

Abbinamento: da accompagnare a primi e secondi piatti della cucina di terra, come tagliatelle al ragù e tagliata di manzo.

 
vigneti di siena

Le selezioni di aprile – vigneti di Siena

WINE BOX DI APRILE: VIGNETI DI SIENA

vigneti di siena

Tappa #25

Guidata da Carlotta Salvini, migliore sommelier FISAR 2019

aprile 2020

 

Barbicaia – Gracciano

Barbicaia, una piccola realtà familiare nel cuore del Nobile di Montepulciano. Il nome dell’azienda (oltre che ricordare quello della famiglia Barbi) in dialetto toscano indica le radici della vite, le stesse che legano tre generazioni a questa terra. Nel 1999 Marco e suo padre hanno ripiantato i vigneti con 3 cloni differenti di sangiovese, risultati dalla selezione massale di materiale dei vigneti acquistati del nonno. Nel 2011 la prima vendemmia con il nuovo impianto e la prima annata imbottigliata con l’etichetta Barbicaia Rosso di Montepulciano DOC e Vino Nobile di Montepulciano DOCG. L’azienda è in conversione biologica perché crede nel rispetto della tradizione attraverso l’uso di pratiche sostenibili, senza rinunciare a ricerca e innovazione nella gestione di cantina. Lo stesso connubio di tradizione e sviluppo si ritrova nell’etichetta: l’immagine degli anelli rispecchia quelli del tronco di una vite, simbolo non solo della sua età ma anche di vitalità e proiezione al futuro.

Il Palagione – Castel San Gimignano

Il Palagione è un antico podere di fine Cinquecento acquistato negli anni ’90 da Giorgio e Manuela con la volontà di dedicarsi alla rinascita di questa importante realtà enologica di San Gimignano. Ci troviamo in un’area i cui suoli sono dominati da argille e ciottoli oltre che dalle conchiglie, che ricordano che questo territorio era un tempo un fondale marino. Favorevole l’esposizione delle vigne a tutto sole e delicatamente inerbite per lasciare umidità nel terreno. Le uve di Vernaccia sono raccolte a mano e vinificate separatamente per ogni vigneto, al fine di ottenere la migliore espressione del territorio per quell’annata. Le uve, dopo una breve macerazione sulle bucce vengono delicatamente pressate; i mosti ottenuti fermentano a temperatura controllata e mai superiore ai 16 C°, per poi affinare sulle fecce nobili con batonnage settimanali. Il successivo affinamento, sia in legno che in bottiglia, avviene nella bottaia interrata a temperatura e umidità naturali.

Tenuta di Sesta – Castelnuovo dell’Abate Montalcino

L’azienda si trova a sud del comune di Montalcino, tra Sant’ Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, su un declivio che va degradando dai 400 ai 200 metri slm. Data la loro magnifica posizione, questi terreni sono da sempre considerati tra i più vocati del territorio per la produzione del Brunello.

Tenute di Sesta è una delle aziende storiche del territorio ilcinese: nel 1850 la proprietà entra nelle mani dei fratelli Felice e Giovanni Ciacci di Castelnuovo dell’Abate e le prime bottiglie di Brunello risalgono al 1966. Il rispetto del terroir e l’equilibrio fra tradizione e innovazione, sono alla base della filosofia aziendale che da sempre punta alla produzione di vini rossi di alta qualità nel pieno rispetto della tipicità. L’azienda produce vini capaci di esprimere l’intensità, l’eleganza e il carattere deciso del vitigno che domina supremo su queste terre: il Sangiovese.

BOX ENTUSIASTA

Rosso di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Fermentazione e macerazione avvengono in tino “tronco-conico” di acciaio inox a temperatura controllata, con follature integrate da rimontaggi. Segue l’affinamento per 8 mesi in barrique di secondo passaggio.

Un vino dal colore rosso rubino intenso che sorprende per le note aromatiche intense, di frutta rossa matura, che trovano corrispondenza in un gusto pieno e corposo. Nel finale, il tannino setoso chiude elegante e fine.

Abbinamento: crostone con pecorino fuso di Pienza, cavolo nero e guanciale.

Vernaccia di San Gimignano “Hydra” – Il Palagione

Vino prodotto esclusivamente da uve Vernaccia; si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto regala note iniziali di frutta, sia esotica che mela verde e pera, alternate a quelle floreali, di acacia e biancospino; poi tutto è racchiuso in un finale di note agrumate. La permanenza sui lieviti per circa 6 mesi e i frequenti batonnage donano un gusto pieno, di decisa freschezza, minerale, equilibrato e di giusta sapidità, con una piacevole nota di mandorla sul finale.

Abbinamento: ottimo aperitivo accompagnato da finger food: la sommelier consiglia insalatina di gamberi tiepida con mango e scaglie di mandorle.

Camponovo Toscana Rosso  – Tenuta di Sesta

Un vino dal carattere intimamente legato al territorio di Montalcino, che nasce dall’unione di due vitigni locali, il Sangiovese (90%) e il Colorino (10%): il primo dona la struttura, il secondo piacevoli note fruttate e un colore rosso rubino brillante. Al naso mostra sentori di ciliegia, susina con accenni floreali di violetta; al gusto risulta fragrante, fresco ed equilibrato, con tannini setosi e un bel finale pulito.

Abbinamento: terrina di coniglio con riduzione di cipolla di tropea confit.

BOX ESPERTO

Nobile di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Un vino che è il risultato della selezione di uve Prugnolo gentile dalla parte più alta del vigneto dove esposizione e microclima conferiscono grande concentrazione e ricchezza. Dopo la fermentazione in tino “tronco-conico” di acciaio inox segue l’affinamento per 24 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Questo Nobile di Montepulciano esprime con eleganza il potenziale di un territorio dalla riconosciuta vocazione vitivinicola. Di colore rosso rubino brillante con l’unghia leggermente granata, al naso mostra sontuose note fruttate di ciliegia matura, amarena e un bel bouquet floreale. Con un po’ di ossigenazione arrivano anche le spezie, vaniglia, note di tabacco eleganti e dolci, per un’armonia di grande finezza.

In bocca l’entrata è morbida, avvolgente senza eccedere, si allunga nel palato con piacevoli ritorni di spezie mentre il tannino di qualità e vellutato accompagna tutto il sorso in un finale di grande equilibrio, fresco e sapido.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: faraona ripiena con uvetta, pinoli e mosto cotto.

Vernaccia di San Gimignano “Ori” Riserva – Il Palagione

In questo vino si percepisce la vera potenzialità del vitigno. Dopo una macerazione a freddo, parte del mosto è fermentato in vasche d’acciaio e parte in barrique. L’affinamento è di circa un anno,  con permanenza sulle fecce fini. Di colore intenso, giallo paglierino con riflessi dorati, al naso si distingue per i sentori di pesca, cedro e delicate note floreali accompagnate da accenni di zafferano e mandorla. Il gusto è complesso: decisa l’entrata rotonda, quasi burrosa. Il ritorno è di gradevole freschezza, minerale, salino, di lunga persistenza ed elegante equilibrio, con un finale lievemente ammandorlato tipico del vitigno.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 3/4 anni.

Abbinamento: orata al forno in crosta di pistacchi con arancia e patate novelle.

Rosso di Montalcino – Tenuta di Sesta

Da una delle zone più mediterranee di questa denominazione ecco un vino capace di descrivere il carattere del Sangiovese del sud di Montalcino. Sangiovese 100%, è il fratello più giovane del Brunello, invecchiato in botte di rovere di Slavonia da 20 hl per un anno. Dal colore rosso rubino appena tendente al granato sull’unghia, i profumi sono intensi, spiccate le note minerali, caratterizzate da esuberanti sentori di frutta rossa matura che vengono progressivamente affiancati da rinfrescanti sensazioni di arancia sanguinella. Deciso il sorso, progressivo e di forte impatto: sapido, morbido e concluso da tannini rotondi, con buona persistenza aromatica.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: pici al ragù di cinta senese.

 
piccoli terroir

Piccoli terroir grandi vini

Tappa #19

La tappa #19 di Sommelier Wine Box (ottobre 2019, guidata dal sommelier Guido Beltrami) è stata all’insegna di piccoli terroir, grandi vini.

Il concetto di terroir, parola tutt’ora intraducibile nella nostra lingua, esprime l’interazione tra il vitigno, il terreno sul quale è coltivato e le condizioni climatiche nelle quali ci si trova. Questo concetto è spesso trasferito in modo ottimo nelle denominazioni d’origine, e nei disciplinari di produzione che ne regolamentano aree, uve, e modalità di vinificazione. Accade così (in Italia ma anche in Francia e Spagna) che nelle denominazioni dove l’intento qualitativo è condiviso (e, talvolta, la proprietà vitata più frammentata) alcune denominazioni negli anni riescano a spiccare più di altre, agli occhi della critica enologica e dei consumatori. Certamente questi vini, favoriti anche da regole più stringenti, esprimono qualità elevata e tecniche di produzione che puntano a massimizzare le caratteristiche delle uve.

Ma accade che altri terroir, dove alcuni vitigni sono in grado di dare risultati enologicamente eccezionali, riescano più difficilmente a farsi conoscere, apprezzare, consumare con altrettanto clamore. Questa selezione punta a questo: territori o vitigni meno noti, coltivati e vinificati da mani che danno origine a vini eccellenti.

Ecco le cantine che abbiamo scoperto assieme: Le Calle, Vigneti Massa, Torre degli Alberi e Fiorano.

Chianti Classico

Le selezioni di febbraio – Chianti Classico

WINE BOX DI FEBBRAIO: ESPRESSIONI DI CHIANTI CLASSICO

Chianti Classico

Tappa #11

Guidata da Stefano Carmassi, febbraio 2019

 

Podere il Palazzino, località Monti in Chianti-Gaiole in Chianti (SI)

La troviamo a Monti in Chianti, nel cuore del Chianti Classico senese. La famiglia Sderci produce vini dal 1973: prima vendevano l’uva di proprietà che veniva raccolta nei loro splendidi vigneti, tutti esposti a sud-est e su suolo di alberese e galestro.

Il loro bel podere nasce nella seconda metà del Settecento sull’onda delle riforme agrarie leopoldine e si affaccia su di una valle aperta ai venti e ben esposta al sole.

Nei 16 ettari di vigneto producono Chianti Classico di gran valore con processi di lavoro artigianali e manuali; nelle vigne sono stati eliminati insetticidi, diserbanti e ogni tipo di prodotto derivante dalla chimica di sintesi per limitare il più possibile i danni al terreno. La famiglia Sderci punta all’essenzialità e alla naturalezza del frutto, usando lieviti indigeni e conducendo le fermentazioni malolattiche in maniera spontanea.

 

Fattoria Rodano, località Rodano-Castellina in Chianti (SI)

Bella fattoria chiantigiana nata su un insediamento benedettino che serviva da punto sosta per i pellegrini che transitavano a piedi sulla vicina via Francigena. L’azienda fu fondata alla fine degli anni ‘50 da Carlo Pozzesi, medico molto amato e stimato dagli abitanti di Castellina in Chianti, ed ora condotta dal nipote Enrico.

I Chianti Classici di Rodano hanno una matrice storica e raccontano il territorio e il suolo in modo superbo e rappresentativo, grazie anche all’impronta iniziale data da quel gran genio di Giulio Gambelli, detto “Bicchierino”, che a partire dagli anni ‘60 realizza splendidi vini a base sangiovese nel territorio chiantigiano.

Il paesaggio intorno a Rodano è struggente da tanta bellezza, i vigneti sono condotti in regime biologico e giacciono su suolo di argilla e calcare, e l’impronta aziendale è centrata sul massimo della sostenibilità ambientale. I vini della Fattoria Rodano fanno fermentazione con lieviti indigeni e affinamenti in botti grandi, come da tradizione.

Oliviera, località Vagliagli-Castelnuovo Berardenga (SI)

Sandro Bandini è il proprietario e opera direttamente in cantina interpretando magistralmente il territorio con i suoi ottimi Chianti Classici.

Sono 9 ettari di vigneto posizionati nella parte meridionale del territorio chiantigiano nell’intorno del bel borgo medievale di Vagliagli, con una produzione di circa 40.000 bottiglie.

Le vigne di Oliviera sono circondate da fitti boschi che conferiscono al paesaggio un colpo d’occhio variegato e suggestivo, con esposizioni a sud e sud-ovest e con terreni di matrice galestrosa e ricchi di scheletro.

Sandro ci riconsegna vini fortemente connessi al territorio, dove i classici marcatori del sangiovese si dispiegano netti e chiari nell’analisi gusto-olfattiva. Nei vini di Oliviera ritroviamo suggestioni sensoriali di antica memoria, veri antidoti alle torsioni dell’enologia contemporanea.

LE BOX PROPOSTE

BOX ENTUSIASTA

 

Chianti Classico Argenina, Podere il Palazzino

Proviene da una particella di 3 ettari piantati intorno all’antico insediamento di Argenina in Monti in Chianti.

L’altitudine e il suolo composto da galestro, argille e venature di tufo ci consegnano un’espressione di Chianti Classico ben connesso al territorio, con delicati floreali e frutti rossi freschi. Ben presenti la speziatura dolce e la freschezza balsamica, apportando quindi complessità tipiche del Chianti Classico. La spalla acida ci ridona freschezza e ci fa salivare, mentre i tannini ben levigati e allungati ci raccontano un sangiovese domato.

Da bere a sorsi, con allegria e gaiezza.

Provatelo assieme a ravioli di stracotto con sugo di Chianina!

Chianti Classico, Fattoria Rodano

Vigne splendide che respirano e che si affacciano sulla Val d’Elsa; suoli argillosi e calcari che donano al Chianti Classico tanta frutta. Questo vino è una garanzia per comprendere il terroir di questa zona.

La conduzione biologica della Fattoria, l’uso in piccole percentuali di canaiolo e colorino in uvaggio con il sangiovese per limargli le asperità, ci fanno intendere come questo vino sia nel cuore della tradizione e della classicità.

Tanti frutti rossi, tostature leggere, sottoboschi autunnali, sorsi rinfrescanti e tannini nervosi ci conducono alla scoperta di un Chianti Classico espressivo e colloquiale.

Da provare con l’arista di maiale al ginepro…

Chianti Classico, Oliviera 

Le vigne di Sandro Bandini a Vagliagli ci regalano un Chianti Classico tipico da suoli ricchi di scheletro con molto galestro e con una conduzione dei processi lavorativi di tipo tradizionale. Piccola azienda ma grandi vini, che riescono fin da subito a parlarci del sottosuolo e che ci predispongono, come nel caso di questo Chianti Classico, ad una riflessione sulla genuinità e sulla corrispondenza varietale netta e chiara.

Concludiamo il sorso e ricominciamo a bere, con leggerezza e soavità. Frutti, fiori, lievi speziature e note boisé ci legano all’anima chiantigiana più profonda, fatta anche da riflessioni e contemplazioni bucoliche.

In questa zona le uve di sangiovese in cantina arrivano sempre di gran qualità.

Il sommelier Stefano Carmassi lo consiglia con i pici al ragù toscano…

BOX ESPERTO

Chianti Classico Grosso Sanese, Podere il Palazzino

Un grande Chianti Classico con fermentazioni e affinamenti lunghi e importanti dove i tini di legno tronco conici e i piccoli fusti poi donano strutture eleganti, ventagli olfattivi in continua evoluzione, un sorso pieno e carnoso, morbidezze e persistenze.

I marcatori varietali di questo bel sangiovese ci sono tutti e assaggiarlo guardando il panorama dalla cantina ci fa riflettere sull’opera incessante e virtuosa dell’alberese e del galestro nella composizione del frutto.

La resa per ettaro con cui viene realizzata la produzione è molto bassa e questo permette di bere un Chianti Classico di valore.

Il sommelier consiglia di abbinarlo al cinghiale in umido.

 

Chianti Classico Vigna Via Costa, Fattoria Rodano

È un vino emozionale il Vigna Via Costa, estratto da uve sangiovese su suolo argilloso di soli 6 ettari. Esprime l’anima chiantigiana ed è capace di cavalcare lontano nel tempo, proprio come un Chianti Classico di razza.

Le lunghe macerazioni sulle bucce ne fanno un vino complesso, ampio e intenso al naso con finali balsamici e speziati; ha una beva scorrevole e fresca, con acidità vibrante e tannini di gran valore.

Enrico lo fa uscire solo nelle annate migliori, quando la natura ci regala il frutto perfetto. I legni di affinamento sono gestiti in modo impeccabile, con leggerezze ed eleganze tipiche del grande vino toscano a base sangiovese.

Provatelo in abbinamento al peposo all’imprunetina.

Chianti Classico Campo di Mansueto, Oliviera 

Piccola particella di ottimo pregio con cui viene fatto il Chianti Classico Campo di Mansueto. Poche bottiglie, appena 2000, e bisogna correre in tempo per goderne.

Note fruttate con piccoli frutti rossi come la fragolina, arancia rossa e floreali freschi come la viola. Sì, la viola, che ci richiama alle note eleganti del sangiovese. Speziature in fin di bocca, eleganze e avvolgenze, ma con agilità e dinamismo. Le acidità e il tannino di questo Chianti Classico sono in superbo equilibro con le componenti morbide.

La piccola azienda di Sandro Bandini ci regala un grande Chianti Classico, una vera e propria resistenza alla globalizzazione del gusto e ai modelli imperanti dettati dalle corporation del vino.

Perfetto in abbinamento con costolette di daino alla cacciatora.

 
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Vini rossi

Le selezioni di ottobre – Sicilia, Toscana, Trentino alla scoperta dei rossi

WINE BOX DI OTTOBRE.
SICILIA, TOSCANA, TRENTINO: ALLA SCOPERTA DI TRE GRANDI ROSSI

Vini rossi

Tappa #7

Guidata da Lorena Lancia (migliore sommelier FISAR 2016!), ottobre 2018

Vivera - Sicilia

Questa è un’azienda giovane, se si pensa che il suo primo imbottigliamento è del 2008. Ho conosciuto Loredana Vivera e i suoi genitori in occasione di una degustazione e sono rimasta colpita subito dai loro vini e dalla personalità decisa e appassionata delle donne di famiglia.

La cantina si trova a Linguaglossa in contrada Martinella, a 600 metri di altitudine sul versante nord-est dell’Etna. Qui, nel 2002, Nino Vivera acquista 12 ettari di terreno, un’area che poteva apparire ingrata, dominata com’era da arbusti, rovi e pietre… Il grande lavoro di bonifica ha invece reso coltivabile questo ricchissimo terreno lavico profondo 250 metri, frutto dell’accumulo di tanti diversi materiali eruttivi, perfetti per la coltivazione della vite.

Qui, come a Corleone dove Vivera coltiva altri 35 ettari di vite, la ventilazione costante allontana l’umidità e consente alle viti di crescere in un ambiente sano, ideale per coltivare con metodo biologico.

Fattoria Piccaratico - Toscana

Siamo a Vinci nell’area del Chianti. Tra il dispiegarsi di colline ondulate - in un paesaggio dolce, dove le uniche linee rette solo quelle dei cipressi - si trovano i vigneti della Fattoria Piccaratico, proprietà della famiglia Rossini dagli inizi dell’Ottocento.

Nel 2004 Eleonora - sesta generazione di produttori - prende le redini dell’azienda e con grinta inizia a seguire i 7 ettari vitati, impiantati a sangiovese, canaiolo, colorino, cabernet sauvignon, trebbiano e malvasia.

La Fattoria Piccaratico produce circa 30.000 bottiglie all’anno, una piccola e preziosa produzione suddivisa in 5 etichette, che dovrebbero diventare 7 già dal prossimo anno.

Marco Donati - Trentino Alto Adige

Questa azienda a conduzione familiare ha iniziato a fare vino più di 150 anni fa e oggi, con Marco, la proprietà ha raggiunto i 22 ettari vitati e produce circa 100.000 bottiglie all’anno. Il cuore dell’azienda è nella Piana Rotaliana a Mezzocorona (TN), dove su suoli alluvionali ricchissimi di porfido e argilla vengono allevate vecchie pergole di teroldego e lagrein.

L’impegno di Marco si unisce a quello della figlia Elisabetta (la sesta generazione di produttori) perché ogni vino sia unico: “nel vino risiedono l’essere e il divenire, un sorso non sarà mai uguale ad un altro, ogni bottiglia racchiude una storia da raccontare a chi la sa degustare.”

Due le etichette che vi propongo, entrambe della vendemmia 2016 perché questa annata ha giovato di un ottimo contenuto zuccherino e vanta un livello qualitativo straordinario.

I vini selezionati

BOX ESPERTO 

Martinella Etna Rosso DOC 2013  - Vivera

Nerello cappuccio e nerello mascalese insieme, coltivati tra mare e montagna, sono in grado di esprimere in questo Etna Rosso garbo ed eleganza uniche. I 12 mesi trascorsi in barrique conferiscono piacevoli note affumicate che svaniscono lentamente lasciando posto a sentori di spezie e frutti rossi. La bocca rivela una tannicità vellutata e una freschezza inebriante per gli amanti dei vini dal lungo affinamento. Il sorso, armonico e sinuoso, rivela la personalità di questo vino e ricorda le suggestioni del magma vulcanico.

In grado di affascinare in qualunque momento della sua vita, provatelo subito per iniziare a conoscerlo o aspettate qualche anno per apprezzarne tutte le sue potenzialità…

La famiglia Vivera consiglia di abbinarlo con tartare di tonno o zuppa di pesce ma anche con lenticchie con guanciale o tagliatelle ai funghi porcini.

Rosso del Rinserrato Toscana Rosso IGT 2013 – Fattoria Piccaratico

Rosso rubino intenso con riflessi granati. È un uvaggio dei vitigni autoctoni Sangiovese, Colorino e Canaiolo, selezionati con cura e raccolti a mano.

Questo vino è stato in barrique per 12 mesi! Già il tappo profuma di una dolce e suadente mora che ritroviamo nel bicchiere insieme al pepe nero, alla ciliegia sotto spirito (vi ricordate quelle contenute nel contenitore bianco e blu della Fabbri?), al croccante peperone verde e addirittura all’erba appena tagliata…

Il sorso è rotondo, pieno, fresco e il tannino stringe le gengive e incolla la lingua al palato. Una volta deglutito, ritornano tutti gli aromi al naso.

Abbinatelo con arrosto girato, cacciagione, polenta con il ragù oppure con del brasato.

Lagrein Rubino Trentino DOC 2016 – Marco Donati

Rosso rubino brillante.

Le uve teroldego e lagrein provengono dai vigneti di Mezzocorona e affinano in barrique francesi per alcuni mesi.

Profuma di mora, marasca e vaniglia; in bocca è fresco, elegante e al tempo stesso corposo. Se conservato oltre cinque anni evolve e regala nuove emozioni.

Accompagnatelo con arrosti e intingoli di carni bianche ma anche con formaggi di media stagionatura!

BOX ENTUSIASTA

Terra dei sogni Terre Siciliane IGT 2015 – Vivera

Il fascino, qui, inizia dal nome: è un vino sognato dalla famiglia Vivera, coltivato e creato per suscitare meraviglia.

Terra dei sogni nasce a Corleone, da terreni argillosi di natura alluvionale ed è fatto con uve cabernet sauvignon, syrah e nerello cappuccio.

Il frutto, intenso, rivela profumi eleganti e fini che si arricchiscono di sentori speziati e di sottobosco. Il sorso è fresco ed equilibrato impreziosito con tannini ammorbiditi. Una piacevolezza, quella di Terra dei sogni, di totale soddisfazione che va goduta: non lasciatelo affinare troppo a lungo!

Lo consigliamo con dei maccheroni al ragù, ma anche con arrosto di manzo, salsiccia o formaggio stagionato.

Colle De’ Fossili Chianti DOCG 2014 – Fattoria Piccaratico

Di un bel rosso rubino, è ottenuto da una selezione di uve sangiovese, colorino e canaiolo raccolte a mano.

Al naso ecco subito una spia dei Chianti più grintosi, poi rivela il profumo di cioccolato, che diventa una profonda nota iodata, unita a polpa di prugna.

In bocca è rotondo e la freschezza del tannino presente e un pochino ruvido apre a un finale che sa di china e frutta rossa. Piacevole, equilibrato, persistente.

Da tradizione, va accompagnato alla bistecca alla fiorentina!

Situla Rosso Vigneti delle Dolomiti IGT 2016 – Marco Donati

Rosso rubino vivo. È un uvaggio di teroldego e lagrein provenienti dai vigneti di Mezzocorona uniti al marzemino coltivato invece a Marco di Rovereto.

Al naso è piacevole e fruttato, con ricordi di mirtillo, lampone, fragola e marasca. Il palato, fresco, presenta un tannino vellutato.

È piacevole se bevuto nell’annata ma si conserva egregiamente per 2/3 anni.

Perfetto anche fuori dai pasti (con qualche stuzzichino!), è particolarmente indicato con salumi e formaggi, antipasti e primi piatti, carni non eccessivamente saporite.