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Grandi vini biodinamici

Tappa #32

La tappa #32 di Sommelier Wine Box (novembre 2020, guidata dalla sommelier Laura Bertozzi) è stata all’insegna di grandi vini biodinamici.

Ciò che ci affascina nel vino, consapevolmente o meno, è la virtuosa correlazione che lega vignaiolo, vitigno e condizioni pedoclimatiche. Se il rapporto è rispettoso non può che nascere qualcosa di bello, e il rispetto deve venire dal vignaiolo, visto che la Natura è già prodiga di doni nei nostri confronti.

La biodinamica è nata ad opera di Rudolf Steinerproprio per recuperare questo rapporto.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, tutta la chimica bellica fu riversata in copiose quantità nei campi e alcuni lungimiranti contadini, consci del fatto che in quel modo si stava avvelenando la Terra, si rivolsero a Steiner perché li aiutasse a bonificarla ed a renderla fertile.

La biodinamica, utilizzando quello che la Natura offre, cerca di dare ancor maggiore vitalità al terreno, con concimi e preparati del tutto naturali, consentendo così al terreno di esprimersi al meglio.

Abbiamo scelto alcuni vini che sono prodotti con modalità biodinamiche: il filo conduttore di tutti è la grande personalità e la capacità di lasciar esprimere i territori nei quali sono coltivati.

Le cantine proposte nella selezione di novembre 2020 sono: Il Ghizzano, 1701 Franciacorta, Fattoria Sardi, Cosimo Maria Masini.

1701 Franciacorta – Lombardia

1701 è la prima e unica cantina biodinamica della Franciacorta e ha una storia antichissima alle spalle, dal momento che la prima vinificazione risale a oltre trecento anni fa. Ce ne occupiamo noi due fratelli, appassionati di agricoltura, di vino e di Franciacorta. Nel 2012 abbiamo deciso di farla rinascere all’insegna dei principi della viticultura biologica prima e biodinamica poi (la certificazione di Demeter è del luglio 2016).

Crediamo profondamente in un approccio lontano da qualsiasi forzatura e intervento chimico. Questo, per noi, è una filosofia di vita, un modo per avvicinarsi alla vigna, comprenderla e rispettarla nel suo ciclo vitale per farle esprimere pienamente, in bottiglia, la sua vitalità e il suo carattere. Siamo riusciti a coniugare un prodotto pulito, fresco ed elegante con un’agricoltura che rispetta la vigna, creando le migliori condizioni naturali per farla essere sana e forte.

Lavoriamo quindi per accrescere la fertilità della terra, soprattutto curandone l’humus, perché quando la terra è viva, la pianta regala un’uva estremamente ricca.

Coltiviamo dieci ettari (otto di chardonnay e due di pinot nero), a Cazzago San Martino, nel cuore della Franciacorta, un anfiteatro morenico formatosi all’epoca delle glaciazioni. I nostri terreni sono ricchi di sabbia e di limo, con elevata permeabilità del suolo. Questo è un territorio unico, e trae enormi benefici dalla vicinanza del lago d’Iseo e gode dell’effetto mitigante delle temperature, d’estate e d’inverno.

Produciamo circa 60mila bottiglie all’anno, senza dosarne neanche una. Abbiamo deciso di lasciare sui lieviti le bottiglie di Satèn e Rosé Nature per almeno 30 mesi, così da renderli millesimati, mentre il Brut Nature esce senza annata anche se i mesi di affinamento sono sempre più dei 18 previsti dal disciplinare. 1701 produce il Franciacorta Dosaggio Zero Riserva DOCG solo nelle annate migliori: esprime il meglio del patrimonio vitato della nostra azienda e affina per un minimo di 60 mesi.

Ma non ci fermiamo qui, perché accanto alle DOCG c’è molto spazio per le sperimentazioni. Per questo abbiamo creato Sullerba, un sur lies fatto con un antico metodo di vinificazione (le fecce fini rimangono in bottiglia): 100% chardonnay fermentato in vasche d’acciaio e cemento, trasferito poi in bottiglia, utilizzando il mosto dello stesso vitigno per la seconda fermentazione, dove affina per almeno 18 mesi. Non è sboccato, dosato o filtrato.

L’ultimo nato in casa 1701 è un IGT Sebino di solo chardonnay, interamente vinificato in anfora.

Silvia e Federico Stefini

Tenuta Il Ghizzano

Tenuta Il Ghizzano – Toscana

Quella del vino, in Italia, è una storia legata alle famiglie: una passione antica che si rinnova continuativamente, come quella che da generazioni scorre e pulsa nelle vene della famiglia Venerosi Pesciolini.

La storia della mia famiglia inizia nel Medioevo, in una terra di elezione nella campagna pisana: un territorio irradiato da una luce morbida, un luogo di vitigni pregiati e concentrati di bellezza.

Sono entrata in azienda nel 1995, alla guida della parte agronomica e commerciale della Tenuta di Ghizzano: il mio compito è proprio quello di rinnovare quotidianamente una tradizione che, dall’età carolingia in poi non ha conosciuto interruzioni.

La nostra filosofia si basa su un principio cardine: quando il frutto della terra proviene da un luogo in armonia con le forze della natura ha già in sé la potenzialità per essere eccellente. Tutte le nostre azioni, poi, sono mosse dal rispetto: per la natura che cresce rigogliosa e abbraccia i nostri vigneti, per il territorio che ci ospita e per le persone che vivono e lavorano qui. Sono certa che non esista successo senza un convinto lavoro di squadra, che tenga insieme le storie nascoste dietro ogni volto, per valorizzarle.

Dal punto di vista produttivo, scegliamo consapevolmente di produrre meno, all’insegna dell’altissima qualità, per restituire al massimo le espressioni che il vino, l’olio e i frutti ci elargiscono. Questo senza mai tradire l’eleganza innata e la ricchezza di queste colline. Dal 2003 siamo diventati pionieri di un percorso di Agricoltura Biologica “naturale”: abbiamo messo al bando concimi organici, diserbanti, insetticidi e anticrittogamici. Lavoriamo il terreno sotto la fila, per controllare le infestanti e ossigenarlo, nutrendolo con sovescio e altri semi. Dal 2006 abbiamo iniziato a praticare l’Agricoltura Biodinamica (certificati come Azienda Biodinamica da Demeter nel 2018).

Vendemmiamo a mano, usando piccole cassette areate. Quando l’uva arriva in cantina, la trasferiamo sul tavolo di scelta per supervisionare sanità e integrità. La pressatura è fatta con i piedi e in fase di fermentazione non usiamo lieviti selezionati. La maturazione avviene nel legno: usiamo botticelle di rovere per un periodo dai 16 ai 18 mesi. Il legno, per noi, rappresenta uno strumento per far evolvere il vino nel tempo, portandolo alla maturazione senza l’aggiunta di tannini di legno, perché non vogliamo che prevalgano su quelli di frutto. Per i nostri vini di punta, il Veneroso e il Nambrot, l’obiettivo è quello di coniugare la longevità con la giusta armonia tra frutto e acidità.

Ginevra Venerosi Pesciolini

Cosimo Maria Masini – Toscana

Sono Maria Paoletti Masini della Tenuta di Poggio, e mi piace presentare così la nostra cantina “Cosimo Maria Masini Passione Biodinamica!” perché la Biodinamica è il filo conduttore della breve ma emozionante storia della cantina. Abbiamo acquistato la Tenuta di Poggio nel 2000 per condividere un sogno: fare vino buono nel rispetto della natura.  

Le nostre vigne sono adagiate sopra un colle, nel cuore della Toscana, in fronte al borgo antico di San Miniato, terra di vino e di tartufo bianco. Conoscere il territorio, acquisire la sensibilità necessaria per comprendere i ritmi biologici della natura, capire quali energie entrano in gioco tra la terra, le piante e l’uomo: in questo consiste il nostro lavoro. 

Abbiamo scelto di gestire la terra coniugando qualità, sostenibilità ed efficienza, applicando il metodo Biodinamico nelle nostre vigne. Continuando questa filosofia in cantina non facciamo uso di lieviti selezionati, né di additivi chimici. Dunque: lavorare a contatto con le nostre piante, osservare attentamente per interpretare i messaggi che la natura ci manda, sviluppare una nostra sensibilità, rispettare la natura, comportandoci nei suoi confronti con umiltà… questo è per noi fare vino, questo è ad oggi il punto dal quale partire per proseguire il cammino avviato.  Nel nostro percorso siamo stati accompagnati da enologi ed agronomi esperti e sensibili, conoscitori appassionati della Biodinamica.  Francesco de Filippis, in società con noi da quasi10 anni, ha dato un contributo fondamentale all’ottenimento di vini eccellenti, dei quali siamo molto orgogliosi, e ha seminato nei suoi collaboratori il seme della passione biodinamica.

Il mio socio Francesco che guarda con amorevole attenzione i grappoli dell’uva sulla pianta

Produciamo 9 etichette, delle quali sono presentate in questa selezione il Daphné e il Sincero.

Il Daphné è il risultato di un lungo lavoro di ricerca sulla macerazione delle uve, per trarre il meglio da Trebbiano e Malvasia Bianca (macera cinque giorni sulle bucce, in vasche aperte, a temperatura ambiente, con follature manuali più volte al giorno) e ottenere un vino complesso e persistente, indimenticabile in associazione al tartufo bianco.

Il Sincero è il risultato di un’attenta selezione di uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc provenienti dai nostri vigneti esposti a sud-ovest: un vino rosso di ottima bevibilità, che esprime all’olfatto un delicato profumo di viola, rosa e ciliegia matura; pieno e tondo, con tannini ben presenti, ma non invasivi, si abbina perfettamente ai piatti della tradizione toscana, e in particolare a salumi e carni rosse.

Maria Paoletti Masini

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Cos’è il vino biodinamico? Facciamo chiarezza in 10+1 punti

Quello del vino biodinamico è uno dei grandi temi enologici del momento, anche se pochi sanno davvero di cosa si tratta. Alcuni scettici lo classificano ancora come una moda passeggera, ma non è così. Il vino biodinamico è certamente sperimentale ma incarna alcuni dei valori di base del fare vino “bene”, tra cui il rispetto di suolo e ambiente, e la ricerca della territorialità dei prodotti. I viticoltori biodinamici quindi tengono alta la barra della qualità per tutto il comparto. E per i consumatori.

Le pratiche green, e quelle biodinamiche nello specifico, oggi non sono più adottate solo da pochi sognatori ma siamo di fronte a un obiettivo al quale puntano tanti viticoltori. Ma cos’è davvero il vino biodinamico? Facciamo chiarezza in 10+1 semplici punti.

1️⃣ Come si definisce il vino biodinamico?

Il vino biodinamico è quello ottenuto dall’agricoltura biodinamica, che applica i principi agronomici della filosofia di Rudolf Steiner.

2️⃣ Quali sono i principi dell’agricoltura biodinamica?

I principi dell’agricoltura biodinamica sono questi:

  • no alla chimica in vigna ma fertilizzanti naturali
  • minimo utilizzo dei macchinari
  • rispetto delle fasi lunari
  • mantenimento della fertilità del suolo
  • rotazioni colturali
  • raccolta di uva perfettamente matura
  • uso di preparati biodinamici (compost naturali) per stimolare i fenomeni vitali, curare le piante e renderle sane e forti.

3️⃣ Quali sono i principi filosofici dell’agricoltura biodinamica?

La concezione biodinamica mira a creare un’integrazione armonica tra l’agricoltore, il suolo e le piante, e ristabilire quindi un equilibrio che permetta di evitare il dispendio di energia e di valorizzare il patrimonio biologico del territorio.

4️⃣ Come sono le vigne trattate con pratiche biodinamiche?

Il risultato delle pratiche biodinamiche è quello di avere vigne sane, in grado di difendersi da sole rispetto alle avversità (forti piogge, siccità, attacchi parassitari…).

5️⃣ Come si fa il vino biodinamico, in cantina?

Il concetto di base è che avendo uve sane l’intervento in cantina può (e deve) essere minimo?

I solfiti aggiunti sono inferiori al limite ammesso per il vino convenzionale. La quantità massima di solfiti naturali che possono essere presenti è di 70 mg/l nei vini rossi, 90 mg/l nei bianchi e 60 mg/l in quelli frizzanti. In questo senso, il vignaiolo biodinamico può essere pensato come una sorta di nature assistant.

6️⃣ Chi regolamenta i vini biodinamici?

Oggi non esiste una normativa che disciplini il processo di vinificazione biodinamico ma l’associazione internazionale Demeter (Associazione Italiana di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici) definisce le linee guide di trasformazione, produzione, vinificazione e anche etichettatura dei vini biodinamici. Oltre alle cantine biodinamiche certificate, comunque, sono tantissime le aziende che operano secondo questi stessi principi senza certificazione. Ciò non deve stupire: tali metodi consentono di potenziare molto i suoli e questa qualità si trasferisce all’uva, il vero e unico obiettivo.

7️⃣ È vero che i viticoltori biodinamici sono creativi?

Le pratiche più curiose non mancano: in una vigna biodinamica si possono incontrare animali fra i filari così come persone che suonano la chitarra, convinti che anche musica fa bene alle piante…

8️⃣ Qual è il futuro del vino biodinamico?

La sfida è puntare sulla qualità assoluta delle uve e su processi di vinificazione che esaltino terra e vitigno. Ma soprattutto non essere suddita delle regole e concentrare gli sforzi nel creare sempre più vini memorabili e di carattere.

9️⃣ Com’è il vino biodinamico?

Impossibile raccontarlo come una cosa sola, è un’esperienza da provare ?
Semplificando, è di solito un vino:

  • beverino
  • dagli intesi profumi primari (soprattutto frutta) perché la pianta è molto forte nella fotosintesi e produce quindi molti aromi
  • è prodotto in piccole quantità
  • è generalmente (e giustamente) più caro di quello prodotto con metodi più convenzionali.

1️⃣0️⃣ E i winelover?

I vini biodinamici sono diventati popolari e gli appassionati sono sempre più disposti a pagare un premium price per questi prodotti, percepiti certamente come trendy ma anche come più sani.

PER GUARDARE PIÙ LONTANO

Quali sono le conseguenze di produrre con metodi biodinamici?

Ci sono vantaggi anche per il contrasto al cambiamento climatico. La salvaguardia dell’ecosistema e le pratiche più sostenibili riducono l’impatto della viticoltura sull’ambiente, consentendo la migliore salvaguardia delle risorse primarie. Su tutte: l’acqua, dal momento che l’uso dell’humus migliora la ritenzione idrica dei suoli. A beneficio delle generazioni future.

Solo per il mese di novembre puoi acquistare sei fantastici VINI BIODINAMICI, nella selezione disegnata dalla sommelier Laura Bertozzi, che ha scovato per noi quattro fantastiche cantine.

pecore in vigna biodinamica
Eh sì, fare biodinamica può voler dire anche mettere gli animali fra le vigne