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Rosé del Salento

Le selezioni di giugno

WINE BOX DI GIUGNO: ROSé DEL SALENTO, CARATTERE DA VENDERE

Rosé del Salento

Tappa #15

Scelta da Matteo Carrozzini

Migliore sommelier della Puglia

giugno 2019

 

Michele Calò e Figli – Tuglie (LE)

“Cu no manca mai lu mjeru pe li cristiani” ovvero “Che non manchi mai il vino per le persone” (mjeru viene dal latino merum, vino puro). Con queste parole Michele Calò ammoniva i figli Giovanni e Fernando. Loro oggi, nelle tenute di Tuglie, Alezio, Parabita e Sannicola (LE), coltivano i vitigni storici (negroamaro, malvasia nera, primitivo e verdeca) in continuità con la volontà del padre.

Vitigni forti, questi, che danno vini importanti ed eleganti, capaci di suscitare emozioni intense ma anche esigenti di costanti cure e attenzioni, nel vigneto e in cantina, in ogni momento dell’anno.

Fernando e Giovanni seguono le varie fasi dell’attività della loro cantina con la stessa passione trasmessa loro dal padre, ma anche con spirito innovativo e la consapevolezza che solo un grande impegno dà i risultati sperati, anche presso i palati più esigenti.

Azienda Vitivinicola Marulli – Copertino (LE)

L’Azienda Vitivinicola Marulli nasce nel 1975 a Copertino (LE), un centro essenzialmente agricolo del Salento. Già da due generazioni però la famiglia coltivava la vite e produceva buon vino. Oggi Vito, dispone di 20 ettari di vigneto coltivato con uve autoctone e internazionali. L’ubicazione dei terreni, il clima favorevole, ma soprattutto il profondo attaccamento alla terra e alla vite permettono di ottenere uve di ottima qualità, che lui trasforma in rossi corposi, rosati fruttati e profumati, bianchi molto eleganti e delicati.

Antico Palmento – Manduria (TA)

Antico Palmento è un’azienda a conduzione familiare nel centro di Manduria. Nasce dalla passione di Bruno Garofano che, dopo quarant’anni di collaborazioni e consulenze enologiche per varie cantine pugliesi, decide di mettere la propria esperienza a disposizione dei figli e avvia un’attività vitivinicola nel cuore di una delle aree più vocate della Puglia. L’obiettivo è produrre vini in quantità limitata che siano interpreti della migliore espressione del territorio: per questa ragione punta forte sugli autoctoni. L’attenzione è focalizzata sul primitivo, il vitigno principe di questa zona.

Il sogno di Bruno si concretizza nel 1998 con l’acquisizione di alcuni ettari di vigna e di un “palmento” (una vasca per la fermentazione del mosto) risalente ai primi anni del secolo scorso. L’intera filiera produttiva si svolge nella struttura restituita all’operosità dopo un’attenta ristrutturazione. Data l’origine storica della stessa e l’ubicazione nel centro di Manduria – tra stradine molto strette – si può davvero parlare di vinificazione eroica!

Cantina Bonsegna – Nardò (LE)

Questa Azienda Agricola è fondata da Primo Michele Bonsegna nel 1964, a Nardò, terra del Negroamaro, del Primitivo e della Malvasia Nera, un’area che ha un’estensione di vitigni tra le più ampie del Salento. Dal 1991 l’azienda è portata avanti dal figlio Alessandro.

I vigneti di proprietà stanno a Nardò, nelle contrade storiche e nei pressi del Parco Naturale di Portoselvaggio. La cantina si impegna a fondo nei sistemi di lotta integrata, per limitare al minimo l’uso di concimi e fitofarmaci.

“Produciamo vini seri, fatti con il giusto rispetto delle tradizioni e dell’espressività del territorio, mai caricaturali o presuntuosi, vini che a Primo Bonsegna – mio padre – sarebbero sicuramente piaciuti”.

BOX ENTUSIASTA

Mjère Salento Rosato – Michele Calò e Figli

Le uve negroamaro al 90% e malvasia nera leccese al 10% sono raccolte a mano e lasciate a macerare per 16-18 ore. Al momento della svinatura solo il 25-30% è destinato alla produzione del Mjère Rosato. Esclusivamente la parte migliore, quella limpida e dal colore rosa corallo ottenuto dall’“alzata del cappello” viene destinata alla fermentazione, a temperatura controllata (18° C circa). Questa tecnica consiste nel togliere una parte del mosto dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un vino rosso per vinificarla in bianco e ottenere un vino rosato.

Di colore rosa corallo, al naso è intenso con un bel bouquet di frutta fresca delicata che si ritrova nella persistenza gustativa, che sa di avvincente mediterraneità.

Consigliato degustarlo tra i 12 e i 14° C.

Abbinamento: ottimo con carni bianche come vitello tonnato, ma anche con formaggi a pasta fresca, pecorini non stagionati.

Emeris Salento Rosé Negroamaro – Azienda Vitivinicola Marulli

Uve negroamaro in purezza prodotte a Copertino, pigiate in maniera soffice e lasciate a contatto con il mosto per circa 6-7 ore. Fermentazione a temperatura controllata, tenuta a 18-20°C e affinamento in vasche d’acciaio.

Rosa cerasuolo con riflessi corallo, questo Rosé ha un bouquet delicato, di frutta. In bocca è secco e armonico, con un gradevole finale amarognolo.

Perché dia il meglio, servitelo a 12°C!

Abbinamento: provatelo con antipasti all’italiana ma anche con pesce al forno o carni bianche.

Danze della Contessa Nardò Rosato – Cantina Bonsegna

90% uve negroamaro e 10% malvasia nera di Lecce, attentamente selezionate a mano, vinificate in rosato, con macerazione breve sulle bucce a temperatura controllata, per circa 8-10 ore.

Questo vino è di un bel rosa corallo, morbido e avvolgente; al naso emergono subito profumi freschi, di erbe aromatiche e anche alcune note iodate.

In bocca è sapido, gustoso, elegante.

Abbinamento: è un vino molto duttile, sposa perfettamente primi piatti ma anche secondi di carne, latticini e formaggi freschi.

BOX ESPERTO

Cerasa Salento Rosato – Michele Calò e Figli

Il nome di questo vino deriva dal rosa cerasuolo, un bel colore ciliegia.  Da uve negroamaro coltivate nel vigneto Prandico ad Agro di Alezio (LE), selezionate con cura e lasciate a macerare per 16-18 ore. Poi, avviene l’“alzata del cappello”, una tecnica che consiste nel togliere una parte del mosto dalla vasca di macerazione – nella quale si sta preparando un vino rosso – per vinificarla in bianco e ottenere un vino rosato.

A fermentazione ultimata, questo viene trasferito per 5-6 mesi in parte in piccole botti di rovere francese da 225 litri, in parte in vasche d’acciaio inox. Al termine dell’affinamento, le due parti sono assemblate e lasciate riposare per il giusto tempo prima dell’imbottigliamento. Di bella struttura, con caratteristiche che lo rendono ottimo anche con il passare degli anni. 

Di un bel rosa corallo intenso e brillante, al naso è intenso, con un bouquet che profuma di ciliegia e di frutta fresca. Al gusto è morbido, elegante e di buona persistenza fruttata.

Abbinamento: giustamente sapido, si presta ad accompagnare piatti di pesce importanti, cucina mediterranea con pomodori, peperoni, acciughe, capperi, olive…

Tenuta Paraida Rosè Copertino – Azienda Vitivinicola Marulli

Vino ottenuto da uve negroamaro con età media delle viti di 30 anni, tenute ad alberello pugliese, un antico sistema di allevamento della vite che protegge dal vento e dalla siccità.

Le uve vengono pigiate in maniera soffice e lasciate a contatto con il mosto per 6-7 ore, per ottenere la giusta tonalità rosa. Affinamento di circa tre mesi in vasche di acciaio.

Di colore ciliegia intenso e brillante, dal bouquet ricco e composito, con profumi di frutta e sentori di lampone, ciliegia, fiori di pesco. Al gusto è secco e caldo, con fondo erbaceo unito a un gradevole retrogusto amarognolo.

Abbinamento: trova le più svariate combinazioni ma si accompagna in particolare molto bene con piatti di pesce.

Rose del Sud Salento Primitivo – Antico Palmento

“Rose del Sud” è un vino dal colore corallo intenso, da uve 100% primitivo (chiamate così perché sono le prime a maturare). All’olfatto esprime i tratti più tipici del vitigno con sentori floreali e di frutti freschi mediterranei.
Il sapore è appagato da una buona acidità supportata dalla morbidezza. È corposo e avvolgente, il che mitiga la sostenuta alcolicità.

Abbinamento: fresco e persistente nelle sue note gusto-olfattive, questo ci invita a sorseggiarlo a tutto pasto, in tutte le stagioni dell’anno.

 
Rosé del Salento

Rosé del Salento. Carattere da vendere

Tappa #15

La tappa #15 di Sommelier Wine Box (giugno 2019, guidata da Matteo Carrozzini) è stata all’insegna del Rosé del Salento.

Da buon pugliese (e da buon salentino!) la tematica scelta dal sommelier Matteo Carrozzini è il Rosé, un vino che in questo lembo di terra tra Mar Ionio e Mar Adriatico si esprime attraverso eccellenze riconosciute e premiate in tutto il mondo. Il Salento ha dato i natali alla prima etichetta di vino Rosato italiano imbottigliato, e oggi continua a crescere tra spinte di innovazione e profonde tradizioni.

La metodologia storica di produzione del rosato del Salento è quella per “alzata di cappello” (anche detta “salasso”) che consiste nel togliere parte del mosto derivante dalla prima spremitura per rendere più robusti i vini rossi e ottenere il rosato dal mosto estratto.

Oggi, il procedimento avviene con la macerazione a freddo delle bucce nel mosto, ottenuto da una pigiatura soffice. Si tratta di una vinificazione in bianco di uve a bacca nera, ossia una breve macerazione delle vinacce nella parte liquida del mosto.

E il negroamaro è l’uva prediletta per il Rosé del Salento, al quale regala un carattere unico.

Ecco le cantine che abbiamo scoperto assieme: Antico Palmento, Cantine Bonsegna, Michele Calò, Vito Marulli.

Antico Palmento

Mariangela e Gabriele Garofano, Antico Palmento

Tutto ha origine da un sogno di nostro padre, Bruno Garofano – noto enologo – che nel 1998 decide di mettere la sua esperienza a servizio di noi figli, per avviare un’attività vitivinicola nel cuore di una delle aree più vocate della Puglia.

Stiamo nel centro storico di Manduria e la nostra è una filosofia semplice, valida sia nei tre ettari di vigna sia in cantina: nessuna scorciatoia, pochissimi interventi mirati.

Il nostro obiettivo è quello di produrre vini in quantità limitata, interpreti della migliore espressione del nostro territorio perché, da noi, niente entra in bottiglia se non è di qualità eccellente, nostro punto di partenza e meta finale. Puntiamo molto sugli autoctoni, con una speciale attenzione per il primitivo.

Con l’auto di nostro padre, seguiamo tutto il processo produttivo, l’uno coltivando e curando il vigneto, l’altra – da biologa – seguendo la parte tecnica della produzione e vigilando soprattutto sulla fermentazione. Abbiamo fatto la scelta – determinata e coraggiosa – di tornare alla terra, e per noi questo è il migliore dei mondi possibili. Ci piace farci chiamare contadini: crediamo in questo territorio e ne portiamo orgogliosamente avanti la voce convinti che abbia potenzialità immense.

All’Antico Palmento produrre vino è l’arte di accompagnare un processo naturale, con la fedeltà alle tradizioni e il coraggio di guardare al futuro.

I nostri sono vini essenziali e autentici, spogliati di tutto il superfluo e in grado di andare dritti al cuore. Di cosa profumano? Di una famiglia unita.

Mariangela e Gabriele Garofano

Negroamaro

Identikit del negroamaro

Il negroamaro, vitigno autoctono della Puglia che nel Salento ha la sua zona di elezione, ha una storia antica.

A bacca nera, deve il nome al colore scuro (con riflessi violacei) dei suoi vini e al gusto forte che vi imprime.

Portato in Italia dai Greci, è tra i vitigni più vecchi d’Italia, oggi è coltivato lungo circa 32 mila ettari ed è particolarmente diffuso fra Taranto, Brindisi e Lecce.

Ama i climi caldi, poco piovosi, e si vendemmia piuttosto tardi, tra la fine settembre e l’inizio di ottobre.

L’uva si presenta con grappoli di media grandezza, a forma di cono. Le bacche hanno dimensioni medio-grandi e ovali.

Uva asciutta e di carattere, regala ai suoi vini profumi e sapori intriganti, tutti giocati attorno alla frutta rossa, con sentori di spezie e di liquirizia.

È stato storicamente usato come vino da taglio per dare colore e grado alcolico ad altri vini (soprattutto del nord Italia ma anche francesi e del nord Europa). Oggi se ne sono riscoperte le grandi potenzialità, in blend con altre uve ma anche in purezza.

Vinificato in rosso, è molto versatile ma si accompagna in modo perfetto soprattutto a secondi piatti a base di carne.

Ma è il Rosé di negroamare ad avere oggi il maggiore successo. Vinificato in rosa (con 10% di malvasia), quest’uva ha dato vita al primo Rosato italiano, prodotto nel Salento nel 1943 (Five Roses di Leone de Castris). In versione rosa è un vino ottimo con il pesce ma perfetto anche in solitaria, come aperitivo.

Temperatura di servizio: 16-17°C il rosso, il Rosé almeno 3 gradi in meno.

Presta il nome a una famosa rock band salentina e nel mese di giugno è il protagonista assoluto della nostra selezione, dedicata ai Rosé del Salento.

vino bianco da aperitivo

Le selezioni di luglio

Il Veneto di frontiera. Ecco cosa ha proposto per la selezione di luglio 2018 Enrico Ulisse Avanzi, selezionando per Sommelier Wine Box 3 cantine speciali: Mosole, Mazzolada, Moletto