Cantina Casalvento

Azienda Agricola Casalvento – Toscana

L’azienda agricola Casalvento è in primo luogo un’azienda di persone, convinte che siano la mano e il cuore dell’uomo a fare la differenza nella produzione. Per questo abbiamo cura di ogni dettaglio, perché secondo noi sono i dettagli a determinare la qualità, il carattere, l’anima e il corpo dei nostri vini e dell’olio che produciamo.

Le nostre vigne si trovano in un territorio bellissimo, a Cerreto Guidi, in collina. Coltiviamo con la massima cura differenti tipologie di vitigni: il Sangiovese è protagonista, ma viene affiancato da altri vitigni come Merlot, Syrah, Cannaiolo e Trebbiano.

A inverni miti si alternano primavere piovosa ed estati calde e asciutte, rinfrescata da brevi precipitazioni, condizioni climatiche perfette per far giungere le uve alla giusta maturazione. Assecondare la natura è sufficiente perché questi vigneti offrano prodotti eccellenti.

azienda agricola casalvento Toscana

La grande passione e il forte legame con le nostre più lontane radici ci guidano in tutte fasi di produzione: produciamo i nostri vini nel rispetto della tradizione e con l’ausilio di moderne tecnologie, che ci permettono di innalzare ancora più lo standard qualitativo.

Desi Baronti

azienda agricola casalvento
La Bollina

La Bollina – Piemonte

La Bollina ha sede nel comune di Serravalle Scrivia, nel comprensorio del Consorzio del Gavi DOCG. Questo è un territorio del Piemonte dalle antiche tradizioni contadine, che gode del fatto di trovarsi tra il mare e la collina.

Da sempre, alla Tenuta La Bollina, coltiviamo e raccogliamo i frutti delle dolci colline dell’Alto Monferrato, producendo i nostri pregiati vini da cortese, chardonnay, barbera e nebbiolo. La nostra tenuta è stata rinnovata e ristrutturata, avendo cura e rispetto per la tradizione, e introducendo anche nuove e moderne tecniche per la vinificazione, che ci permettono di mantenere i vini alle migliori condizioni di temperatura e di tenere invariate le caratteristiche organolettiche in tutte le fasi della produzione.

Marco Roveda La Bollina

Nel vigneto, che si estende su 33 ettari di terreno, c’è anche una villa liberty, che abbiamo trasformato in un hotel per offrire ai nostri clienti un’esperienza davvero unica.

Marco Roveda

Tenuta Alcide – Toscana

Tenuta Alcide è una piccola azienda familiare. L’attività prende l’avvio con mio nonno Clemente, che tornato dall’America decide di acquistare dei casolari fuori Lucca. La posizione di queste terre è molto favorevole per la coltivazione, per via dell’ottima esposizione del versante, che prende il sole tutto il giorno.

La Tenuta piano piano e al ritmo del lavoro quotidiano si costituisce con una vigna e dei frutteti, ma la svolta avviene negli anni ‘70 quando mio papà Alcide decide di scassare la terra e creare una nuova vigna.

Oggi sono io a curarla. Coltiviamo i vitigni classici delle nostre zone: Sangiovese, Canaiolo, Vermentino e Trebbiano, quelli della tradizione che ogni giorno cerchiamo di onorare e tenere viva, ai quali abbiamo aggiunto qualche nuovo impianto di Cabernet Sauvignon.

Tenuta Alcide

La nostra è una produzione piccolissima, che non arriva alle 5000 bottiglie. Due le etichette prodotte, che nel nome di fantasia (Mega G) raccolgono dentro l’intera famiglia perché sono l’acronimo dei nomi di mio figlio e dei miei nipoti: Michele, Elisa, Giacomo, Alberto e Giulia.

Alessandro, Mimmo per gli amici

vini beverini Sommelier Wine Box

Cosa significa vino beverino? 4 cose da sapere

Vino dalla grande bevibilità, beverino, di facile beva, o più semplicemente “che va giù bene”… Questi termini popolano sempre più i discorsi di sommelier e appassionati, e definiscono un vero e proprio trend. Estivo ma non solo. Potrebbe sembrare un aspetto scontato ma la bevibilità è un mantra nell’ambito vitivinicolo per ragioni precise. Siamo infatti di fronte alla riscoperta di un aspetto semplice – certo – ma che in passato non è stato scontato: il vino è fatto per essere bevuto. Vediamo assieme quel che c’è da sapere.

Cosa si intende per vino beverino, in quattro semplici punti.

Vino beverino: cosa significa?

Al bancone, chiedere un “vino beverino” è un must dell’estate. Ma a cosa ci si riferisce, in realtà? Un vino beverino è gradevole e non appesantito da eccessiva struttura: per questo si fa bere facilmente. Ma attenzione, il concetto di bevibilità non va contrapposto a quello di complessità. Oggi si fa strada un’accezione non solo positiva del concetto di bevibilità ma nella definizione del termine si tiene dentro anche una certa profondità. Un vino beverino è quindi un vino che non stanca, che invoglia a bere un altro sorso, e poi un altro ancora, ma nonostante questo lascia in bocca sapori e aromi. La degustazione è quindi un’esperienza gradevole e raffinata, e negli abbinamenti il vino non copre i piatti.

Cosa sono i vini glou glou?

Il termine “glou glou”, di origine francese, ha raggiunto negli ultimi anni uno straordinario successo internazionale. Il suo significato non è lontano da quello di bevibilità: un’onomatopea che indica il tipico suono del deglutire (quello che le mamme ci contestavano quando eravamo piccoli). In particolare – e in questo si differenzia leggermente dalla bevibilità – l’espressione “glou glou” tende a essere applicata soprattutto ai vini rossi: derivati da macerazioni sulle bucce molto brevi, uso limitato del legno per l’affinamento, freschi, poveri di alcol e di tannini, luminosi. Vini quindi piacevolissimi d’estate, dissetanti, che si fanno bere in modo spensierato.

vino beverino

Bevibilità nel vino: quali sono le sue origini?

Nella cultura contadina, e grosso modo fino agli anni Sessanta, il vino era considerato un alimento base della nutrizione, necessario per scaldarsi d’inverno e dissetarsi d’estate.

È però tra gli anni Settanta e Ottanta che il vino inizia a essere considerato la bevanda del piacere che conosciamo oggi. Le tecnicità della vinificazione vengono quindi esaltate e il pubblico inizia ad amare vini strutturati, muscolosi, addirittura marmellatosi: l’obiettivo era soprattutto quello di impressionare, inebriano narici e bocca di aromi anche costruiti.

Inevitabilmente – e per fortuna – il gusto dei consumatori è poi virato verso una ricerca di più leggerezza, di equilibrio, godibilità e piacere… in una parola: della bevibilità! Oggi, il vino non viene più solamente apprezzato per le sue prestazioni mirabolanti tra profumi e sapori, ma anche e proprio quando “un bicchiere tira l’altro”.

Bevibilità nel vino come parametro di valutazione?

La bevibilità è una categoria importante e informale ma non ha un vero e proprio posto nelle schede di valutazione dei sommelier, non esistendo una codificazione definita e condivisa. Daniele Cernilli (giornalista enologico, tra le personalità più influenti del vino al mondo) ha coniato la regola dei 3 bicchieri, secondo la quale, presupponendo il fatto che una bottiglia di vino si condivide in due, un vino è piaciuto, e quindi è beverino nell’accezione della piacevolezza, quando ne vengono bevuti con piacere tre bicchieri a testa.

In questo modo, viene finita l’intera bottiglia.

Vini ai quali dedichiamo interamente la nostra Tappa 41 ⤵️

vini beverini
Paolo Berutti cantina

Paolo Berutti – Piemonte

La storia dell’azienda Berutti coincide con la mia stessa storia e inizia insieme al desiderio di produrre vini di qualità eccellente, un desiderio che coltivo sin da quando ho ricordi. Siamo nel cuore delle Langhe a Santo Stefano Belbo, in località Bauda.

Questa grande passione e la mia profonda dedizione per studio e ricerca mi hanno guidato prima a formarmi come enologo e ad esercitare presso una grande ditta produttrice di vini di Canelli e poi a fondare la mia azienda agricola, grazie alla quale ho realizzato il sogno di realizzare vini di qualità, equilibrati e piacevoli, creati senza alcun compromesso.

paolo berutti cantina piemonte

Essendo questa una piccola azienda nata da una decina di anni, riesco a gestire e condurre personalmente tutte le fasi di lavorazione: dalla gestione del vigneto fino alla cura dei vini. Ogni singola bottiglia passa tra le mie mani dopo un processo di vinificazione che integra, in perfetta armonia, il rispetto per la tradizione artigianale e l’ausilio di nuove tecnologie e biotecniche.

Il risultato è un prodotto naturale, che vuole raggiungere il massimo della qualità – e anche un po’ di più – partendo dall’amore e dalla cura della terra, per continuare il suo viaggio in cantina con meticolosità, attenzione e professionalità.

Paolo Berutti

cantina Paolo Berutti Piemonte
Giacinto Gallina cantina Piemonte

Giacinto Gallina – Piemonte

Giacinto Gallina è un’azienda agricola a conduzione familiare, che ha sede a Santo Stefano Belbo ed ha alle spalle una storia antica. Questa terra è coltivata dalla nostra famiglia sin dall’Ottocento, passando dalle mani del mio bisnonno Carlo, poi di nonno Angelo, fino a mio padre Giacinto, che insieme a mia mamma Anna ha portato una ventata imprenditoriale ed una serie di scelte aziendali importanti.

Dopo anni di vendita all’ingrosso, i miei genitori hanno ripreso la vendita al dettaglio, prima in damigiana ai privati e poi in bottiglia, fino ad aprire l’agriturismo dove tutt’oggi il consumatore ha la possibilità di assaggiare i piatti tipici della zona in abbinamento ai nostri vini. Inoltre, per oltre trent’anni, la nostra Casa Vinicola ha collaborato al Premio Letterario Cesare Pavese con una borsa di studio, in una visione di promozione, non solo enogastronomica ma anche culturale, di questo bellissimo territorio di Langa.

Perseguiamo la massima qualità nei vini che produciamo. Mettiamo grandissimo impegno  sia nella conduzione della vigna, che gode di ottime posizioni e di alta vocazione dei terreni, con basse rese per ettaro e uso limitato della chimica – adottiamo l’ inerbimento e non usiamo diserbanti -, sia nella vinificazione in cantina.

Selezioniamo con cura i grappoli e vinifichiamo mantenendo sempre il giusto equilibrio tra esperienza, tradizione e moderne possibilità tecnologiche.

A vini giovani e freschi come il nostro Brut da uve Favorita, affianchiamo rossi importanti quali il Dolcetto d’Alba doc, il Barbera d’Asti docg, il Piemonte doc Merlot, ed un ottimo Moscato d’Asti Farfarello docg imbottigliamento tardivo.

Luisella Gallina

Giacinto Gallina cantina Piemonte vigne
Claudio azienda Agricola Franzoni

Azienda Vinicola Franzoni – Lombardia

La nostra storia inizia nel 1910, quando il mio bisnonno, Fedele Franzoni, apre un piccolo magazzino nel centro di Botticino, frazione ai piedi delle Prealpi lombarde, dove inizia a vendere vino al dettaglio e all’ingrosso. Da allora lo hanno affiancato e succeduto il figlio Emilio e il nipote Sergio. Oggi sono io a guidare l’azienda, con l’aiuto imprescindibile di mia moglie Stefania.

Se il territorio botticinese è famoso soprattutto per il marmo, la nostra famiglia lo ama e lo valorizza per un’altra eccellenza. Il Botticino Doc è un vino rosso importante e deciso, che nasce da un connubio speciale tra l’esposizione delle vigne, il terreno calcareo e il microclima che contraddistinguono questa zona collinare, che sta a pochi chilometri da Brescia e dal Lago di Garda.

Oggi coltiviamo circa 12 ettari, custodendo gelosamente la ricetta dei nostri vini, che nascono da una profonda e continua ricerca, per cui migliorano anno dopo anno. Fare vino è davvero uno stile di vita, e non si smette mai di imparare.

Più di cento anni di tradizione enologica e di lavoro ci spronano ogni giorno a fare del nostro meglio per stupirci e stupirvi con i preziosi prodotti che il nostro territorio offre, e se non avete ancora avuto occasione di visitarlo… vi ci portiamo attraverso i nostri vini!

Claudio Franzoni, con la moglie Stefania Calzoni

Franzoni vigne
vigne francesi

I vini francesi spiegati semplice

I vini francesi sono già di per sé sinonimo di eccellenza e di qualità. Vediamo assieme se e perché la Francia sia la regina indiscussa del vino e tutto quanto che c’è da sapere sulla sua storia enologica, spiegati in pochi e semplici punti.

Partiamo da un dato di fatto sulla Francia del vino

La Francia è la nazione con la maggiore varietà di vini famosi. Ma oltre i nomi blasonati, è la qualità che raggiunge con le etichette e le aree meno famose che impressiona.

I terreni della Francia

La Francia gode di una notevolissima varietà di terreni, che hanno diverse composizioni e che godono di condizioni diverse per la coltivazione dei diversi vitigni.

Il “saper fare” dei vigneron francesi

Ma è la cultura che ruota attorno alla coltivazione dell’uva e alla sua trasformazione, l’asso nella manica dei vigneron francesi. Il savoir fare francese conta di secoli di tradizione, portata avanti sul piano del rigore e dell’eccellenza.

Le classificazioni dei vini francesi

Dal primo dopoguerra, la Francia avvia un rigoroso processo di classificazione di vini e vigneti, una classificazione che si basa sul rigore funzionale. Quindi regole precise per delimitare area, metodo di produzione, varietà di vitigni impiegati, tempi e modi di lavorazione, maturazione, affinamento, resa per ettaro, livello alcolico minimo e ogni altri singolo aspetto.

In cima stanno le AOC (Appellations d’origine contrôlée), la cui rigorosa certificazione è rilasciata dall’Inao (Institut National des Appellations d’Origine).

Al di sotto, i VDQS (Vins délimités de Qualité Supérieure), una categoria intermedia per vini di particolare pregio, che sono sulla buona strada per ottenere la qualifica di AOC.

I VP (Vins de Pays) sono stati istituiti come stimolo di miglioramento dei VT (Vins de Table).

Geografia e clima della Francia

La Francia è un grande stato, caratterizzato da una notevole varietà di paesaggi: dalle grandi pianure costiere del Nord e dell’Ovest, alle catene montuose (Alpi, Pirenei…).

I fiumi, poi, definiscono il paesaggio del vino in modo determinante (Loira, Rodano, Garonna, Senna; Reno, Mosa, Mosella…).

Il clima varia molto da zona a zona – e questo crea condizioni diverse per vitigni e vini diversi – ma è sempre abbastanza temperato.

Aree viticole della Francia

Le principali aree vinicole francesi e i loro vini

Borgogna: senza dubbio una delle regioni del vino più importanti della Francia. Sorge attorno alle città di Beaune e Digione, a Est, e contiene al suo interno alcune delle migliori zone vinicole francesi (Beaujolais, Mâconnais, Côte de Nuits, Chablis). I grandi vini di Borgogna si fondano su due vitigni: Pinot Nero e Chardonnay.

Champagne: nel Nord della Francia, attorno al 49° parallelo sarebbe impossibile far maturare l’uva, ma l’influsso positivo del mare mitiga il clima. Questa condizione climatica unica si ripercuote in un’eccezionale produzione vinicola. Anche qui i vitigni principe sono Pinot Nero e Chardonnay, vinificati con Metodo Champenois, appunto.

Bordeaux: a Sud Ovest, nei dintorni dell’omonima città. Regione importantissima della Francia, nota soprattutto per il famoso taglio bordolese, ma che raggiunge vette di eccellenza anche nei bianchi. Nella Box Entusiasta di giugno, proponiamo un Bordeaux Blanc. Scopri qui la selezione.

Rodano: nel Sud Est della Francia, la regione ha conosciuto un declino novecentesco, ma dagli anni Ottanta ha riscoperto il Syrah.

Valle della Loira: a Nord Ovest, segue il corso del fiume Loira. I vitigni tipici sono Grolleau (impiegato per i rosati), Gamay, Chenin Blanc e Cabernet franc. Nella Box Esperto di giugno, proponiamo un Crémant della Loira. Scopri la selezione qui.

Alsazia: situata a Nord Est della Francia e influenzata anche dalla Germania. I vitigni principali sono il Riesling, Gewürztraminer, Pinot grigio, Muscat à Petit Grains e Moscat Ottonel, Pinto bianco, Sylvaner. I vini sono generalmente monovitigno.

Savoia e Jura: regione centrale molto montagnosa, situata verso il confine Est; i vini qui sono soprattutto bianchi, leggeri e freschi.

Provenza: zona bellissima del Sud Est della Francia, che negli ultimi decenni ha iniziato un notevole incremento qualitativo, favorendo i vitigni più nobili, come Cinsault e Grenache, dai quali si ottengono ottimi rosé.

Languedoc-Roussillon: la più grande regione vinicola della Francia, posta a Sud, quella in cui si produce oltre un terzo del vino francese. Vitigni della zona sono Mourvèdre, Grenache, Syrah e Cinsault (bacca nera), Chardonnay, Viognier, Roussanne, Marsanne, Vermentino e Muscat (bacca bianca) oltre naturalmente agli internazionali.

Corsica: la regione viticola della Francia più soleggiata e asciutta, vi si coltivano molti vitigni tra cui Sangiovese (qui noto come Nielluccio), Cinsault, Carignan e anche varietà a bacca bianca tra cui la più importante è il Vermentino.

vitigni della Francia

Nel mese di giugno, in occasione degli Europei di calcio, proponiamo per la prima volta una box anche con vini francesi. Scopri la selezione ⤵️

vini francesi
Vini di Bordeaux

Cosa c’è da sapere sui vini di Bordeaux?

Se la Francia è il Paese del vino per eccellenza, Bordeaux è uno dei territori enologici più noti al mondo. Bordeaux non solo raggiunge vette qualitative da far perdere la testa, ma da tempo immemorabile tiene quegli esiti costanti, anno dopo anno, con stoffa di fuoriclasse. Perché i vini di Bordeaux sono così straordinari?

Vediamo cosa c’è da sapere sui vini di Bordeaux in pochi semplici punti.

Dove si trova la regione di Bordeaux

Si tratta di una regione a sud ovest della Francia, che sorge attorno all’omonima città. Il fiume divide il territorio bordolese in due: riva sinistra e riva destra del fiume Gironda.

Cosa significa “Bordeaux”?

Bordeaux deriva da “bord de l’eau” che significa “lungo le acque”, con riferimento alla Gironda.

I terreni di Bordeaux: l’eccellenza parte dalla terra

In passato qui c’era l’oceano, e di quel passato c’è traccia nei terreni, che vedono la presenza di calcari e marne. A questo si aggiunge che il territorio è influenzato dalla presenza dell’estuario del fiume Gironda, il che ha determinato un importante deposito di detriti.

I terreni sono molto variabili in superficie, non particolarmente fertili e ricoperti da uno strato sottile coperto di breccia, mentre gli strati profondi sono ricchissimi di minerali.

Il clima di Bordeaux

Bordeaux beneficia della vicinanza dell’Oceano Atlantico. Il clima è marittimo: inverni miti, estati fresche, precipitazioni abbondanti ma molto bene assorbite dal suolo ricco di pietre, breccia e sedimenti.

Storia dei vini di Bordeaux

La viticoltura, a Bordeaux, è praticata dall’Antichità ma raggiunge la grande scala e le vette qualitative note dal Seicento in poi, quando vengono bonificate le paludi di Médoc e delle Graves. Nessuno, al mondo, ha una tradizione enologica di così tanti secoli sulle spalle.

Altre eccellenze di Bordeaux

Bordeaux la regione del vino che più di tutte ha fatto scuola nel mondo. E non è un caso che qui esista una facoltà di enologia (Ecole d’œnologie) fondata addirittura nell’Ottocento che ha messo a punto le tecniche di produzione del vino di qualità che poi sono state adottate in tutto il mondo.

Le aziende vinicole di Bordeaux

Oggi nella regione di Bordeaux si contano oltre 13.000 aziende, per una superficie vitata di oltre 100.000 ettari.

I vitigni di Bordeaux a bacca nera

Il Merlot è il vitigno più coltivato nell’area, si esprime al meglio nelle zone di Saint Émilion e Pomerol. I vini da Merlot sono morbidi e generosi anche senza necessitare di lunghi affinamenti.

Questa è una terra dove il Cabernet Sauvignon si esprime al meglio, specialmente nel Médoc e nelle Graves.

Altro vitigno molto presente, il Cabernet Franc, che dà vini che profumano di legno di cedro, con note erbacee e il tipico ricordo del peperone verde.

Il Petit Verdot è un vitigno di supporto, per infondere acidità e finezza di tannino, contribuendo alla longevità del vino.

È presente anche il Malbec, un’altra uva di completamento, utile per dare colore e tannino.

Meno usato oggi il Carmenère, uva dai tratti scontrosi che ha trovato una seconda patria in Cile.

I vitigni di Bordeaux a bacca bianca

Il Semillon è l’uva principe di Bordeaux per la produzione dei dolci di Sauternes

Il Sauvignon blanc è il vitigno con cui il Semillon è generalmente assemblato, per mitigarne la grassezza e aumentarne l’acidità. Nella Box Entusiasta di giugno proponiamo un Bordeaux blanc, lo scopri qui.

Il Muscadelle è un’altra varietà aromatica di completamento, per la creazione dei Sauternes.

Le Appellations di Bordeaux

In cima alla piramide ci sono Bordeaux Supérior e Bordeaux.

Poi le denominazioni regionali: Graves, Médoc, St. Émilion, Sauternes.

E infine quelle comunali: Margaux, Saint-Estèphe, Barsac.

I principali distretti di Bordeaux

Il più famoso distretto di Bordeaux è il Médoc; le Graves è noto non solo per i rossi ma anche per importanti vini bianchi, tra cui i Sauternes; Saint Émilion e Pomerol.

I vini di Bordeaux

Vini di Bordeaux significa per definizione blend. Famosissimo è il taglio bordolese, vino rosso tipico della regione fatto con Merlot e Cabernet sauvignon, cui contribuiscono anche Cabernet franc, Carmenère Petit verdot e Malbec.

Le cantine sono oltre 13.000 e producono circa 5 milioni di ettolitri di vino all’anno, per circa 120.000 ettari vitati.

Qual è il segreto dei vini di Bordeaux?

I vini di Bordeaux variano soprattutto in funzione della zona in cui le uve crescono: ogni Château ha la propria identità e le sue caratteristiche, uniche e molto distintive.

Oltre alle speciali condizioni e alla lunga tradizione enologica, è lo speciale “savoir faire” dei vigneron della regione, in grado di scegliere gli assemblaggi perfetti, facendo esprimere al meglio i vari vitigni e trovando, nel blend, la sintesi perfetta.

Nel mese di giugno, in occasione degli Europei di calcio, proponiamo per la prima volta una box anche con vini francesi. Scopri la selezione ⤵️

vigne di Bordeaux
Fabio Sicilia

Fabio Ferracane – Sicilia

Sono Fabio Ferracane e il vino che produco vuole essere massima espressione del territorio di Marsala. Esprime la mia profonda passione per la coltivazione lenta ed è autentico: racconta le brezze marine, gli spettacolari riflessi delle saline e il sole caldo delle Isole Egadi, nell’estremo est della Sicilia. Sono convinto che il vino non sia questione di chimica ma di identità territoriale.

Quella tra me e il vino è una storia d’amore iniziata da piccolo, da quando mio padre ha ereditato pochi ettari di vigneto dal nonno, negli anni Novanta. Da bambino, lo aiutavo nella produzione delle poche bottiglie prodotte per l’uso della nostra famiglia. Ho quindi deciso di studiare enologia e viticoltura, lavorando in diverse cantine e facendo esperienza anche all’estero.

Oggi coltivo 5 ettari di vigneto, nel contesto mozzafiato delle isole dello Stagnone di Marsala. Qui, coltivo le varietà Cataratto, Grillo, Nero d’Avola e Merlot, sempre fedele alla mia filosofia: si parte dalla vigna, si passa in cantina e si arriva in bottiglia con la bussola della massina qualità. Per questo seleziono con cura le uve e riduco al minimo i trattamenti in vigna. Uso solo una piccolissima quantità di solfiti e solo su alcuni vini, perché le fermentazioni avvengano il più possibile spontaneamente in fase di pre-imbottigliamento.

Fabio Ferracane

Ogni anno inizia per noi un nuovo viaggio, fatto di lavoro, passione, dedizione ma anche di nuove scelte, perché sono convinto che la vinificazione non sia una scienza esatta ma un processo di miglioramento continuo. Quel che è certo – da vignaiolo che sono – è che continuerò a curare e coltivare la mia vigna nel modo più naturale possibile, nel rispetto della tradizione e del territorio che amo.

Fabio Ferracane

cantina Fabio Ferracane