Italia, Germania, Francia

Tappa #39

La tappa #39 di Sommelier Wine Box (giugno 2021, guidata dal sommelier Samuele Del Carlo) è dedicata ai vini di Italia, Germania e Francia.

Tappa 39 di Sommelier Wine Box è un inno alle tre più importanti regioni del vino in Europa! In occasione degli Europei di calcio proponiamo una sfida all’ultimo brindisi fra le tre contendenti al titolo: Italia, Germania e Francia.

Vi portiamo alla scoperta di Bordeaux, uno dei territori del vino più importanti al mondo, risaliamo il corso della Loira per volare poi in Germania, nella Mosella, dove sperimentiamo uno dei bianchi più incredibili in assoluto: il Riesling. E chiudiamo in Italia, fra le dolci colline dei Colli Berici, dove Metodi Classici dall’autoctona Garganega affinano per anni in una grotta scavata nella roccia.

vini di Brescia

Quattro cose da sapere sui vini di Brescia

Brescia è una delle zone più densamente industrializzate dell’Italia, e al tempo stesso tra le più importanti aree vinicole della Lombardia, con punte di eccellenza assoluta. Per questo, abbiamo raccolto le quattro cose che non-si-possono-non-sapere sui vini di Brescia.

La Lombardia in passato era una delle regioni più vitate d’Italia. Con il tempo, complici i danni della fillossera (particolarmente ingenti in questa regione), la viticoltura si è via via sempre più ristretta alle aree più vocate per la coltivazione dell’uva. Quella del bresciano è decisamente una di queste.

1️⃣ Storia dei vini di Brescia

A Brescia (tra Desenzano del Garda e Lonato) la vite è documentata sin dall’età del Bronzo Antico, quasi 2.000 anni prima della civiltà romana.

2️⃣ Geografia dei vini di Brescia

Brescia vanta una DOCG, il ben noto Franciacorta, e varie DOC: Botticino, Capriano del Colle, Cellatica, Curtefranca, Garda, Garda Bresciano, Lugana, San Martino della Battaglia, Valtènesi.

3️⃣ I vitigni autoctoni di Brescia

I vitigni autoctoni per eccellenza di Brescia sono il Groppello (a bacca rossa), il Trebbiano di Lugana e l’Invernenga (a bacca bianca).

4️⃣ Primati della Franciacorta

La zona vinicola più nota del bresciano è la Franciacorta, la prima in Italia ad avere ricevuto la DOCG per il Metodo Classico. Con il solo termine “Franciacorta”, senza ulteriori specifiche, si definiscono il territorio, il metodo di produzione e anche il vino: questo è possibile, in Europa, solo a 3 denominazioni dedicate al Metodo Classico: Cava, Champagne e Franciacorta appunto.

E ora, non ti resta che scoprire la nostra selezione sui vini di Brescia, ideata per Sommelier Wine Box da Marco Barbetti, migliore sommelier d’Italia.

Alfio Nicolodi cantina Trentino

Alfio Nicolodi – Trentino Alto Adige

Siamo a Cembra, in Trentino, nella contrada storica della Carraia: l’azienda è stata fondata da mio nonno Antonio a inizio Novecento. La nostra è una micro-produzione che si aggira sulle 35,000 bottiglie in totale all’anno, un numero variabile in base all’annata.

Nel produrre il mio vino ci metto l’anima. Ho preso le redini dell’azienda nel 1985. A quel punto, ho deciso cambiare gli impianti in vigna, dedicando rinnovata attenzione alla vinificazione e alla selezione dei vitigni, per ottenere vini sempre migliori.

Tra l’altro, nel 1985 ho fatto un Metodo Classico con un amico, quasi per gioco, con il rarissimo Lagarino bianco, e l’ho tenuto 15 anni sui lieviti. Dall’uva più povera di tutta la Val di Cembra, un vitigno di matrice così profondamente contadina, è uscito un vino incredibile, che oggi continuiamo a produrre.

Da oltre vent’anni sono molto impegnato in un progetto di reintegro di questo come di altri vitigni storici della Val di Cembra, per contrastarne l’estinzione e valorizzarli. È un lavoro lungo, di recupero attento delle uve storiche di questa bellissima valle, che piano piano sta portando grandi soddisfazioni.

Alfio Nicolodi

Cantina Trentino Alfio Nicolodi
vini vulcanici

10 cose da sapere sui vini vulcanici

I vulcani raccontano una storia antica, una storia di milioni di anni fa, affascinante e spaventosa assieme. Il fascino dei vulcani ha a che fare con la forza incontrollabile della natura, che crea e distrugge, in senso assoluto e anche in relazione al vino. Quello dei vini vulcanici è uno degli ultimi e più importanti trend nel mondo enologico. Vediamo le 10 cose da sapere assolutamente sui vini vulcanici.

I vulcani hanno letteralmente disegnato il paesaggio italiano, da nord a sud. Se sono tanti i suoli vulcanici sparsi lungo la penisola – con diverse tradizioni e tecniche –, nei vini prodotti si ritrova un filo rosso che li accomuna e li tiene assieme, proprio nel segno della potenza della terra d’origine. Vediamo le 10 curiosità da sapere su questi vini magici, che a febbraio abbiamo proposto in selezione.

1️⃣ Cosa sono i vini vulcanici?

Sono vini che crescono su suoli di origine vulcanica, e dal vulcano (attivo o meno che sia) sono profondamente segnati.

2️⃣ Quanti tipi di vulcani ci sono?

Tre. I vulcani attivi (come l’Etna, che in questi giorni si è fatto sentire), quelli dormienti (cioè che potrebbero eruttare in qualunque momento), quelli estinti. Questi ultimi possono essere poco o completamente rimodellati.

3️⃣ Quali sono i vantaggi per la vite che cresce su terreni vulcanici?

Tanti sono i vantaggi del coltivare la vite sopra un vulcano. I terreni vulcanici, in quanto tendenzialmente sabbiosi, hanno alta permeabilità; sono molto ricchi di minerali; la vite qui coltivata non è attaccata dalla fillossera (che significa: viti a piede franco, che possono vivere davvero a lungo – diventando le famose vigne vecchie).

4️⃣ Perché i vini vulcanici sono speciali?

Le uve cresciute su terreni vulcanici conferiscono al vino caratteristiche uniche. I lapilli di cui il magma è formato, che forma il suolo, sono fatti soprattutto da silice, ferro e magnesio. La vigna assorbe questi “umori” e li restituisce nel bicchiere.

5️⃣ Come sono, i vini vulcanici?

In Italia sono molti i terreni vulcanici, da cui segue che i vini vulcanici assumono caratteri differenti. Ma esistono delle caratteristiche legano i vini vulcanici e li rendono così speciali.

Mineralità, sapidità, acidità su tutte. E poi: persistenza, eleganza e complessità. Oltre all’ottima predisposizione alla longevità.

6️⃣ Di che numeri si parla, in Italia, con riferimento ai vini vulcanici?

Gli ettari “vulcanici” vitati sono oltre 17mila, da cui derivano circa 150 milioni di bottiglie di vini vulcanici.

7️⃣ Quali sono i principali distretti vulcanici in Italia?

I territori vulcanici che danno grandi vini sono tanti in Italia. Tra questi: Soave, Lessini Durello, Gambellara e Colli Euganei (in Veneto); Valle di Cembra in Trentino; Boca in Piemonte; Orvieto in Umbria; Pitigliano in Toscana; Montefiascone, Vignanello, Gradoli, Tuscia e Frascati (in Lazio); Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio (in Campania); Vulture in Basilicata; Mogoro in Sardegna; Eolie, Etna, Pantelleria in Sicilia.

8️⃣ Esiste un consorzio di tutela dei vini vulcanici?

Neanche a dirlo, il concetto di vino vulcanico è molto fluido. Ma il Consorzio Tutela del Soave nel 2021 ha creato l’associazione Volcanic Wines, con l’obiettivo di dare identità e creare un vero e proprio movimento enologico delle terre vulcaniche.

9️⃣ Chi è il sommelier più esperto di vini vulcanici al mondo?

Il più universalmente riconosciuto è John Szabo, master sommelier canadese, autore del libro “Volcanic Wines, salt, grit and power”. A lui si deve la guida del movimento Volcanic Wines International, cui attualmente partecipano Armenia, Cile, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Portogallo, Spagna e Stati Uniti.

1️⃣ 0️⃣ Quali sono i più importanti territori vulcanici al mondo produttori di vino?

Fuori dall’Italia, fra i tanti sono da provare i vini vulcanici di: Santorini (Grecia), Somló (Ungheria), Azzorre (Portogallo), Tenerife e Lanzarote, nelle Canarie (Spagna), Baden (Germania), Lake Country (California, USA).

vini dell'Etna
Vigne dell’Etna
Lago di Cavedine Pisoni

10 cose da sapere sui vini del Trentino Alto Adige

Rossi croccanti, bianchi dalla rara finezza, bollicine indimenticabili, i vini del Trentino Alto Adige oggi sono davvero amati da esperti e appassionati. Giustamente. Sulle ragioni di tale successo ci siamo già interrogati, mentre qui abbiamo raccolto 10 curiosità che non si possono non sapere su una delle regioni enologiche italiane più sulla cresta dell’onda.

Semplice e breve decalogo di curiosità che vale davvero la pena di conoscere sulla viticoltura e sui vini del Trentino Alto Adige.

1. La viticoltura, nell’area dell’attuale Trentino Alto Adige, ha origine antichissima, già con gli Etruschi.

2. La regione è quasi interamente montuosa, a esclusione della Piana Rotaliana. La vite si coltiva nel fondovalle e nella parte inferiore dei versanti meglio esposti.

3. La regione esporta massicciamente i suoi vini sin dal Medioevo, soprattutto verso quelle che oggi sono Germania e Austria (nel Don Giovanni di Mozart si legge «versa vino, eccellente Marzemino!»).

4. La regione è la più ricca di istituti scientifici applicati al vino. Illustri sono l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (peraltro meta di una tappa di Soldati nel suo primo viaggio “alla ricerca dei vini genuini” confluito in Vino al vino) e il Centro di sperimentazione agraria e forestale di Laimburg.

5. La vera svolta della qualità avviene tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta del secolo scorso, con la scoperta della potenzialità di autoctoni quali ad esempio il Lagrein.

6. Le DOC della regione sono: Alto Adige, Lago di Caldaro, Casteller, Teroldego Rotaliano, Trentino, Trentino Superiore, Trento, Valdadige, Valdadige Terradeiforti, Delle Venezie. E i principali vitigni autoctoni: Lagrein, Teroldego, Schiava, Marzemino, Moscato giallo, Moscato rosa, Müller-Thurgau, Nosiola, Rebo e Traminer aromatico.

7. Trentino e Alto Adige sono considerati, dal punto di vista enologico, come due entità distinte. Nonostante nella regione ci siano solo due province, il territorio è molto variegato.

8. Il Trentino Alto Adige ha una tradizionale e importante vocazione per la produzione di vini rossi (che a gennaio proponiamo in selezione). Oggi la regione è giustamente nota anche per i suoi eccellenti bianchi, che beneficiano moltissimo del clima fresco.

9. Una menzione a parte la merita il mitico Metodo Classico Trento DOC, da anni al vertice della spumantistica italiana, capace di coniugare complessità e fragranza, eleganza e longevità. Una bollicina tutta giocata sulla finezza.

10. Chiudiamo con un vino raro della regione, il Trentino Vino Santo, un Passito fatto a partire dalle uve Nosiola, che richiede un lunghissimo appassimento naturale (circa 6 mesi), tra i più lunghi al mondo, e una successiva maturazione di tre anni. Un vino che punta dritto al futuro e sa invecchiare per decenni.

bellaveder vigneto san lorenz
trattore OBIZ

Yunmani Bergamasco, Obiz – Friuli Venezia Giulia

OBIZ nasce da un sogno, e da un trattore.

Era il 1997 quando, appena conclusi gli studi di agraria, decisi di seguire gli insegnamenti del nonno paterno e di ascoltare solo il mio istinto. Questo fu l’inizio un viaggio che con il tempo è diventata una storia di coraggio e tenacia, la mia vita.

Ad occhi chiusi, sentivo che la passione e il profondo attaccamento alla terra mi avrebbero portato a “viaggiare molto”, senza spostarmi poi di tanto. Tutto quello di cui avevo bisogno era vicinissimo a me, alla mia famiglia, alle mie origini e, nel piccolo Borgo Gortani – alla periferia di Cervignano del Friuli – iniziai a coltivare le mie prime viti.

Un paesaggio, quello della bassa friulana, particolarmente vocato alla coltivazione della vite, grazie alla sua vicinanza con il mare Adriatico che mitiga positivamente le temperature e alla presenza della catena montuosa delle Prealpi Giulie che deviano lontano le correnti fredde settentrionali. Su questi terreni argillosi e ricchi di sostanze organiche, dedicai gran parte dei primi anni di attività per il continuo miglioramento della gestione agronomica, cercando di operare sempre nel pieno rispetto dei piccoli ecosistemi naturali e di valorizzare la singola unità pedoclimatica del vigneto.

Il perfezionamento delle attività di campagna ci ha permesso di ottenere nel 2017 la Certificazione di Conformità agro-climatica-ambientale secondo la normativa prevista dal disciplinare di Produzione Integrata. Un’ulteriore conferma di come OBIZ sia ben indirizzata a un sistema di qualità sostenibile. Con i suoi attuali 40 ettari di vigna, oggi l’impegno più grande è rivolto alla coltivazione delle varietà autoctone a bacca bianca come il Friulano e la Ribolla Gialla, a testimonianza di quanto sia forte il legame con queste terre e con il Friuli stesso.

Da alcuni anni, la parte enologica è affidata all’enologo Francesco Visintin, che segue con dedizione tutte le operazioni di cantina, dalla vinificazione all’imbottigliamento dei vini, fino al loro stoccaggio. Francesco, fidato collaboratore ma soprattutto un sincero amico, presenta vini bianchi estremamente schietti, dai profumi puliti, nella perfetta corrispondenza tra aromi e sentori varietali tipiche del vitigno di provenienza. Vini bianchi con delicate note floreali, in armonia con richiami di frutta fresca, piacevolmente freschi e sapidi, in rapporto anche alla tipologia di terreno più o meno sabbioso dei vigneti; vini rossi tendenzialmente più strutturati, con leggeri e raffinati richiami di spezie, tannini gentili e ben equilibrati.

Nella primavera del 2014, abbiamo presentato i due vini che fanno parte della linea selezione “Natissa”. Questo nome richiama alla memoria il fiume che un tempo scorreva ad Aquileia, importante porto fluviale e centro nevralgico di scambi commerciali e culturali in epoca romana. Come succedeva per il fiume Natissa, dove in passato convogliavano il Natisone e il Torre, i due uvaggi sono l’unione di due vitigni molto importanti per la viticultura regionale: Friulano e Malvasia per il Bianco, e Refosco dal Peduncolo Rosso e Merlot per il Rosso. L’annata 2017 vede invece come protagonista la Ribolla Gialla, presentata sia in versione ferma che spumante brut.

Il forte legame con il territorio circostante viene così consolidato e riconosciuto in ogni piccolo sorso di vino, indiscusso propulsore di cultura e convivialità.

Lo spirito semplice e sincero di Obiz è proprio questo!

Yunmani Bergamasco

La Sclusa

Gino Zorzettig, La Sclusa – Friuli Venezia Giulia

Sulle Colline di Spessa, a sud di Cividale, nel cuore del Friuli, sorge l’Azienda Agricola La Sclusa.

Le nostre vigne affondano le radici nei terreni marnosi tipici dei Colli Orientali del Friuli, da sempre sinonimo di ottimi vini, per naturale vocazione. Qui la nostra famiglia, i Zorzettig della Sclusa (nomignolo curioso che ha origine da una località situata a valle dell’Azienda) si dedica con passione alla coltura della vite, unendo tradizione, esperienza e moderne tecniche di vinificazione, per trarre da ottime uve vini pregiati, inconfondibili per sapori e ricchezza di aromi.

Ho iniziato a dedicarmi all’azienda nel 1971, fino ad allora condotta da mio padre “Tita” (per tutti “Tramuntin”). All’inizio la produzione di vino era riservata a pochi clienti che ancora oggi ci sono fedeli. Con la collaborazione dei miei figli – Germano, Maurizio e Luciano – inizia negli anni ‘80 la conversione dell’azienda con la costruzione della nuova cantina, spaziosa e funzionale, e l’impianto di nuovi vigneti. Recentemente abbiamo messo a disposizione un alloggio agrituristico.

Prediligiamo soprattutto i bianchi autoctoni perché vogliamo valorizzare al meglio la vocazione di questo territorio e abbiamo ricevuto numerosi riconoscimenti per la qualità dei nostri vini (di spicco sono il Friulano, la Ribolla Gialla ed il Picolit).

Lavoriamo con una profonda coscienza delle caratteristiche di ogni nostra vite, per valorizzare le peculiarità di ciascun vino e restituire al massimo le sensazioni che ogni varietà offre.

Aderiamo ad un progetto per l’utilizzo di prodotti a basso impatto aziendale, a difesa dell’integrità del territorio e per la salvaguardia del consumatore. Del resto, la conduzione familiare, la razionalizzazione di tutte le operazioni, l’utilizzo di un packaging essenziale, ci permettono di rispettare l’ambiente e di contenere i prezzi per riversare questi risparmi a favore della qualità dei nostri vini, per la soddisfazione dei nostri clienti.

Gino Zorzettig con Germano, Maurizio e Luciano