donne del vino

Le selezioni di febbraio – donne del vino

WINE BOX DI FEBBRAIO: grandi donne del vino

donne del vino

Tappa #23

Scelta dalla sommelier Simona Geri

febbraio 2020

 

Balestri Valda, Soave (VR)

Nel cuore del Soave Classico, la storia della cantina inizia con Guido Rizzotto. Da quando ha 22 anni, oggi è la giovanissima figlia Laura a portare avanti Balestri Valda con personalità, amore estremo per l’ambiente e idee sempre nuove. Seguendo i principi dell’agricoltura biologica, producono 8 vini, hanno una bellissima cantina – autonoma dal punto di vista energetico -, un frutteto con antiche varietà in via di estinzione e le api, grande chiodo fisso di Laura. Il suo obiettivo è dimostrare che è possibile essere sostenibili senza rinunciare alla qualità dei prodotti e alla bellezza del paesaggio.

Cantine Greco, Torretta di Crucoli (CR)

L’azienda nasce negli anni Cinquanta.

Il primo frantoio era nel garage di casa e oggi, sebbene Cantine Greco abbiano fatto molta strada da allora, la conduzione resta decisamente familiare. Oggi l’azienda è portata avanti da Enza, la giovane di casa, che si occupa di tutto ciò che serve: dalla vendemmia alle vendite, passando per il marketing, con l’entusiasmo di chi è tornato in Calabria perché si è reso conto che non poteva vivere lontano dalla sua terra.

Lefiole, Montalto Pavese (PV)

“Lefiole” è il termine affettuoso per indicare le ragazze. La storia della cantina inizia nel 2016 quando Elisa e Silvia decidono di dare corpo al sogno di famiglia di avere una vera e propria cantina. I loro 12 ettari di vigneto si trovano nell’Oltrepò Pavese, a Montalto Pavese, a 400 m di altitudine. Selezionano le uve con cura estrema, raccogliendole a mano a piena maturazione. Due le etichette prodotte, con 4000 bottiglie ciascuna. Sin dalla prima vendemmia il loro Pinot nero e il Pinot grigio hanno ricevuti ottimi pareri della critica.

Marilena Barbera, Menfi (AG)

Marilena torna a Menfi dopo 15 anni di studio e lavoro lontano dalla sua terra, richiamata da un legame viscerale con la Sicilia. Riprende l’azienda del padre e inizia a fare il suo vino, custodendo la tradizione e interpretandola con creatività. Pratica l’agricoltura biologica, nel massimo rispetto del terroir: in vigna non fa uso di erbicidi, di fertilizzanti chimici o prodotti sistemici. In cantina solo fermentazioni spontanee e pratiche enologiche non invasive, prestando attenzione estrema alla personalità delle uve. I suoi vini sono il distillato di un territorio, interpretato dalla forza delle idee di una vignaiola visionaria.

BOX ENTUSIASTA

Soave Classico, Balestri Valda

Uve Garganega, autoctone del territorio, per un vino giallo paglierino di media intensità. Profumi prevalenti di frutta a polpa bianca e gialla: pesca bianca e ananas su tutti. Leggere note floreali di gelsomino e un sentore di scorza di pompelmo candita e mandorla sul finale.

Al palato ha un buon corpo, è equilibrato e la nota sapida presente invoglia al sorso successivo. Scorrevole, fresco, di ottima persistenza.

Abbinamento: perfetto per piatti di pesce, provatelo in particolare con spigola all’isolana.

Cirò Patia Rosato, Cantine Greco

100% Gaglioppo vendemmiato a mano e macerato a freddo sulle bucce per 12 ore a 8° C, in pressa. Di un bel rosa buccia di cipolla. Profumi di melograno, fragolina di bosco, rosa, erbe mediterranee (soprattutto rosmarino!). Al palato è fresco, il sorso molto scorrevole e decisamente beverino. Chiude con gradevole nota sapida in un finale di buona persistenza.

Abbinamento: servitelo alla temperatura 8-10° C, con un’insalata calda di mare.

Pinot grigio, Lefiole

Uve 100% Pinot grigio dell’Oltrepò Pavese vendemmiate a mano, pressate in maniera soffice e affinate 6 mesi in acciaio per un vino dal colore giallo intenso tendente al dorato con lievi riflessi ramati. All’olfatto profumi di fiori bianchi (gelsomino e ginestra), frutta a polpa gialla (albicocca, pesca) e note di frutta tropicale (papaja). Sentore delicato di cipria sul finale. Al palato è caldo, morbido con un’ottima freschezza.

Il sorso è pieno ed elegante e richiama il frutto esotico. Piacevole nota sapida sul finale e buona la persistenza.

Abbinamento: è molto versatile: perfetto anche come aperitivo o per accompagnare il piatto principale. Provatelo assieme a un risotto con gamberetti e zucchine.

BOX ESPERTO

Ciàtu, Cantine Barbera

Uva alicante in purezza, da una vigna vecchia di 18 anni, fatta macerare sulle bucce, in tino e fermentare sui lieviti selvaggi.

Rosso rubino intenso quasi impenetrabile. Al naso ecco profumi di frutti rossi a bacca nera matura, ribes nero e mora su tutti. Ma poi sottobosco e una lieve nota di pepe nero.
Al palato è fine, elegante, morbido ma sorretto da una freschezza semplicemente perfetta. I tannini sono setosi, richiama il frutto con una nota di tamarindo nuova, non percepita all’olfatto.
Bellissima la nota salina sul finale.
Questo è un vino sensuale, che alla cieca (a parte per il colore) può essere scambiato con un Pinot Noir della Borgogna. Lungo il finale.

Abbinamento: coniglio in salsa verde.

Cirò il Pagano Rosso Superiore, Cantine Greco

Uve 100% Gaglioppo vendemmiate a mano con accurata selezione dei grappoli, affinato e sottoposto a fermentazione malolattica in barrique di secondo passaggio. Vino dal colore rosso rubino. All’olfatto il bouquet è intenso: dominano i frutti a bacca rossa e nera, la fragolina di bosco, ribes e mora matura; lieve speziatura. Al palato è molto fresco, il richiamo è al frutto presente, i tannini giovani ma bene integrati. Il sorso pieno e corposo e darà ancora più soddisfazione con il passare degli anni.

Abbinamento: perfetto con carni e formaggi. Provatelo con tagliatelle al ragù di piccione o spezzatino di manzo. Servire a 16-18 gradi.

Recioto di Soave Spumante, Balestri Valda

Dai migliori grappoli di Garganega dell’azienda, appassiti naturalmente fino a febbraio.

Giallo paglierino tendente al dorato, perlage fine e di buona persistenza. All’olfatto ecco profumi di pesca bianca, frutta secca (uva passa, mandorle, noci…), assieme a sentori di scorza di agrumi candita. Al palato è molto delicato, morbido e sorretto da una buona spalla acida; richiama la pesca e gli agrumi già avvertiti al naso.

Abbinamento: ottimo in accostamento ai dolci in tutte le occasioni di festa. Provatelo con piccola pasticceria secca, pandoro e panettone. Servitelo a 7-8 gradi.

 
Cilento

Le selezioni di gennaio – Cilento del vino

WINE BOX DI GENNAIO: VIAGGIO NEL CILENTO DEL VINO

Cilento

Tappa #22

Scelta da Simone Loguercio
migliore sommelier d’Italia 2018

gennaio 2020

 

Luigi Maffini, Giungano (SA)

“Credevi fosse una persona normale il pioniere del vino in Cilento?” Così mi apre le porte Luigi Maffini. E quando vivi nella profonda convinzione che per un fare un buon vino ci vogliono dieci anni, allora il vino diventa una scelta di vita, come è stato per lui e per sua moglie Raffaella, senza la quale non sarebbe oggi il grande produttore che è. Nella produzione vitivinicola il tempo è un alleato, ancor più quando hai come altra grande passione gli orologi da polso. E prosegue: “oltre il tempo, per fare un buon vino bisogna dormire nel luogo in cui lo si produce, perché il legame con il territorio è indissolubile e ha radici profonde. Poi ci vuole anche un po’ di fortuna, e io posso dire di averla avuta”. Luigi ha un’idea fissa: il territorio. Te ne accorgi fin da subito guardando le sue etichette, in cui campeggia un pezzo del suo amato Cilento con l’immagine del flysch, una marna calcarea portatrice di una mineralità diversa, grassa e salmastra. L’azienda nasce nel 1974 a Giungano, in pieno Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, 18 ettari vitati condotti secondo i dettami della viticoltura biologica.

Casebianche, Torchiara (SA)

Casebianche nasce nel 2000 a Torchiara, nel Cilento, quando Elisabetta e Pasquale Mitrano, spinti dal loro cuore, decidono di abbandonare la loro attività di architetti per recuperare i vigneti di famiglia e avviare la produzione di vino. I primi anni servono per acquisire la consapevolezza del potenziale del luogo e per comprendere quale sarebbe stata la strada migliore da seguire. Nel 2006 avviene l’incontro decisivo con l’enologo Fortunato Sebastiano che porta al primo imbottigliamento l’anno seguente con il Cumalé. L’azienda si sviluppa su 14 ettari nel territorio di Torchiara, tra il monte Stella, il torrente Acquasanta ed il mare di Agropoli, dove tra ulivi, agrumi e fichi vengono coltivati in regime biologico circa 5 ettari di vigne, principalmente con uve locali come l’aglianico e il fiano. I terreni sono in prevalenza argillosi con la presenza di marne e arenarie meglio note con il nome di “flysch Cilentano”. Nei vigneti gli interventi sono limitati all’essenziale, concimazioni naturali, rame, zolfo e argilla per la difesa della vite. Oltre al biologico, Casebianche guarda con favore ai principi della biodinamica e per questo ha avviato un programma “agrologico”. La vinificazione viene eseguita immediatamente dopo la raccolta manuale delle uve, con fermentazioni spontanee avviate dai lieviti indigeni, nel pieno rispetto delle materie prime. Casebianche ha scelto di valorizzare due varietà come l’aglianico e il fiano, facendole esprimere prevalentemente in purezza.

Viticoltori De Conciliis, Prignano Cilento (SA)

“La nostra è una storia in divenire. Un legame leggero tra passato e presente. Una storia che nasce da sogni. Una storia che è unione di affetti, amicizie e condivisioni, comprensioni e incomprensioni…” Questo è quello che mi raccontano i tre fratelli, Paola, Bruno e Luigi, che hanno unito le professionalità di agronomo, enologo e amministrativo/commerciale, fondando nel 1996 la società “Viticoltori De Conciliis”. All’inizio, nell’azienda del papà Alessandro, hanno iniziato a sperimentare in piccolo, poi, sulle colline che circondano Agropoli, la realtà produttiva è completamente cambiata facendo di questa cantina una delle bandiere della rinascita enologica campana. La passione per i vitigni autoctoni li ha spinti a trasformarsi da pionieri della viticoltura nel Cilento, a punto di riferimento, anche grazie alla capacità di rilettura e di comunicazione di un territorio. È così che è nato il progetto dei fratelli De Conciliis, nato dal legame tra passato e presente, da condivisione e comunicazione, dalla celebrazione di una terra inclusa tra i monti e il mare. Ecco quindi che, partendo dai circa venti ettari vitati di proprietà aziendale, i vini che la cantina De Conciliis propone si mostrano come espressione sincera e coerente del terroir da cui provengono.

BOX ENTUSIASTA

Denazzano Paestum Rosato, Luigi Maffini

100% Aglianico

Solo 5.000 bottiglie prodotte. Uve vendemmiate a mano dalla seconda decade di settembre e provenienti da un unico vigneto “Cru” di 1.5 ha allevato a spalliera. Diraspatura, pigiatura e pressatura soffice delle uve. Fermentazione per circa 30 giorni in acciaio inox, affinamento in acciaio. Ne deriva un vino schietto e dall’irrefrenabile beva.

Vino dalla bella tonalità rosa cerasuolo, ammaliante e luminoso. Naso raffinato nei toni gentili di rosa canina, ciliegia selvatica e fragola di bosco. Sorso avvincente e armonioso, buona freschezza e notevole persistenza, con echi di erbe aromatiche.

Ben si accompagna a ricchi e strutturati piatti di pesce e a tutte le carni bianche. Due le ricette suggerite: triglie al cartoccio con capperi e pinoli; coniglio alla cacciatora.

Dellemore Rosso Cilento, Azienda Agricola Casebianche

65% Aglianico, 20% Barbera, 15% Piedirosso

Solo 6.500 le bottiglie prodotte. Vino prodotto con uve Barbera provenienti da un unico vigneto “Vigna Vecchia” di 0,5Ha di oltre cinquant’anni di età e uve Aglianico e Piedirosso, che provengono, invece, dal vigneto “Dellemore”, del 1998, di poco meno di 1 ettaro. Le uve fanno una macerazione di sei giorni in vasche di acciaio e malolattica in legno, per poi affinare 8 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia.

Colore rosso rubino intenso e vivace, con riflessi violacei. Profumi di frutta rossa fresca e fiori primaverili. Le note di ciliegia, mora e ribes rosso, violetta e iris, melagrana e arancia rossa, sono ben supportate da un corpo pieno e avvolgente e dalla gustosa acidità, con rimandi di tamarindo.

Si accompagna a primi piatti strutturati e a secondi di carne. Provatelo con lasagna al ragù di agnello, zuppa di fagioli con castagne e noci o braciole di manzo al ragù.

Bacioilcielo Rosso Paestum, Viticoltori De Conciliis

60% Aglianico, 40% Primitivo

“Questo vino rispetta la natura: le carte, gli inchiostri, le dimensioni, le quantità di vetro ed ogni materiale utilizzato per produrlo, vengono selezionati affinché abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente. La scatola è prodotta con carta proveniente al 100% da maceri della raccolta differenziata dei comuni campani”.

Prodotto da uve provenienti da quasi tutte le vigne De Conciliis, adagiate su flysch cilentano, un terreno ricco di argilla, arenaria e marna. Le uve sono state raccolte tra il 16 settembre e il 7 ottobre e fatte fermentare in acciaio termo-condizionato con macerazione per 5 giorni; poi il vino matura per 6 mesi in acciaio. Colore rosso rubino impenetrabile, con nuance viola. Naso suggestivo che propone ricordi di prugna e lampone, glicine e mallo di noce, su un sottofondo balsamico e speziato, tocchi di anice stellato e grafite. Avvolgente e sapido al palato, di buon corpo, leggermente caldo e con tannini morbidi e setosi. Ottima persistenza.

Perfetto con salumi e formaggi di media stagionatura e preparazioni saporite della cucina di terra. Suggerimenti in cucina: pasta alla Norma; sella di Maialino al Finocchietto Selvatico.

BOX ESPERTO

Pietraincatenata Fiano, Luigi Maffini

100% Fiano. Uve provenienti da 4Ha di vigneto allevato a spalliera in quel di Giungano, a ridosso della costa cilentana. Raccolte tra la II e la III decade di settembre. Sottoposte a pressatura soffice, seguita da una fermentazione a temperatura controllata in barriques nuove. Segue un affinamento in barriques per 4 mesi.

Il vino si presenta di color giallo dorato intenso e brillante. Una marcata impronta minerale, quasi fumé pervade il percorso sensoriale che poi si snoda attraverso ricordi di ginestra, nocciola, salvia e camomilla, mango e mandarino candito. Grande spessore al palato, giocato tra morbidezza in ingresso e scia sapido-minerale in chiusura, con eleganti rimandi di mandorla tostata, menta e fiori di campo. Finale lungo.

Ideale per primi e secondi piatti di mare, riesce a bilanciare anche preparazioni con carni bianche. In particolare, proponiamo: pasta, patate, cozze e provolone del monaco; linguine ai ricci di mare.

Cupersito Cilento Aglianico, Azienda Agricola Casebianche

100% Aglianico. 4.300 le bottiglie annue. Prodotto con le migliori uve di Aglianico provenienti dalla “Vigna Acquasanta” di 1,3 ha e dalla “Vigna Dellemore” di poco meno di 1 ettaro. Fermentazione alcolica spontanea con lieviti indigeni in acciaio con macerazione sulle bucce per 15 giorni e successivo affinamento di 12 mesi in botti di rovere di diversa capacità.

Di colore rosso rubino profondo e concentrato. Naso suadente e suggestivo, in primo piano si apprezzano frutti rossi e spezie orientali, ciliegia, amarena e ribes nero, chiodi di garofano e cardamomo, leggere fragranze balsamiche e sensazioni mediterranee, poi lavanda e peonia, una chiosa tostata di caffè nel finale. Dinamica gustativa ordinata e composta, giocata sulla contrapposizione tra il corpo vellutato e muscoloso da un lato e la fragrante freschezza e dirompenza tannica dall’altro. Equilibrato e armonioso.

Lo consigliamo con primi e secondi piatti di carne e selvaggina, formaggi stagionati e in particolare ecco i nostri abbinamenti suggeriti: risotto al ragù di agnello; fagiano al ginepro; caciocavallo podolico stagionato.

 

Donnaluna Paestum Aglianico, Viticoltori De Conciliis 

Prodotto con le uve Aglianico provenienti dalle vigne Cannetiello e Destro, impiantate tra il 1999 e il 2000 e allevate a guyot. Uve raccolte tra il 25 settembre e il 26 ottobre, fatte fermentare in acciaio termocondizionato, a contatto con le bucce per 11 giorni, passati i quali il vino viene fatto affinare un anno per il 50% in acciaio e il restante 50% in botti di rovere di 3.000 lt.

Robusto, energico e forte. Ha in sè tutte le intemperanze di un adolescente, che quando matura si sbroglia tutto e dispensa dolcezza. Dal colore rosso rubino, carico e lucente. Profumi ampi e stratificati, dal ricordo di rosa appena sbocciata ai frutti rossi del sottobosco, poi prugna e visciola, pepe bianco, sfumature minerali e terrose, ardesia e humus.

In bocca è caldo e avvolgente, dotato di un tannino solido ed integrato che dona al vino margini di evoluzione. Tutto è sorretto da una vibrante freschezza, quasi a ricordare l’arancia sanguinella.

Ottimo con formaggi stagionati e salumi, carni rosse e ragù. Provatelo con i fusilli al ragù napoletano o con stufato di cinghiale e olive nere.

 
vigne

Le selezioni di dicembre – Lombardia del vino

WINE BOX DI dicembre: lombardia del vino

vigne

Tappa #21

Scelta da Artur Vaso
migliore sommelier di Lombardia 2017

dicembre 2019

 

Cascina Belmonte, Muscoline (BS)

Siamo in Valtènesi, a Muscoline, un posto bellissimo e molto vocato, nella parte collinare del lago di Garda, nella zona del Chiaretto del Garda. Un secolo fa questo territorio è stato “scoperto” da Pompeo Molmenti (uomo di cultura e senatore del regno d’Italia), il primo a cercare la produzione del Rosato in quest’area.

L’azienda è piccola, guidata Enrico di Martino, un giovane agronomo che dopo avere girato l’Europa è tornato a casa e oggi fa una vinificazione totalmente biologica, nei 6 ettari di vigneto. Uno dei punti di forza dell’azienda è proprio il rispetto dell’ambiente e la voglia di fare vini senza mai esagerare con la solforosa…

Bruno Verdi, Canneto Pavese (PV)

Eccoci in Oltrepò Pavese. L’azienda è gestita da Paolo Verdi da più di 30 anni, in località Vergomberra, nella zona del Canneto Pavese. Quella di oggi è la quarta generazione di agricoltori, che coltiva una piccola vigna di famiglia, vero cuore di tutte le attività dell’azienda, in una delle zone zone più belle dell’Oltrepò.

Paolo è un appassionato vignaiolo, che ha raccolto l’eredità dal padre e ha saputo valorizzarla al massimo. Arrampicate sui rilievi scolpiti dai torrenti Scuropasso e Versa, nella prima fascia collinare, le sue vigne producono uve e quindi vini di eccezionale qualità.

Montonale, Conta (BS)

Siamo in località Montonale, a Conta, sulla sponda sud del lago di Garda. Area molto vocata, che risente dell’influenza positiva del lago: tanti i venti, Ora e Pelèr su tutti: il primo spira da sud e l’altro scende dalla montagna. I vigneti del Montonale sono su questa rotta dei venti, in una delle migliori zone del territorio, dove il suolo è calcareo e argilloso. La famiglia è storicamente una famiglia di contadini. Il capostipite, Francesco Girelli, inizia dissodando i primi 2 ettari a inizio Novecento.

Oggi tre giovani fratelli guidano l’azienda: Claudio (commerciale e amministrativo), Valentino (agronomo) e Roberto, enologo, che tiene le redini di tutto. Montonal, oggi, ha 30 ettari vitati tutti attorno alla moderna cantina, costruita con pareti in paglia di riso che garantiscono un microclima salubre, mentre l’impianto fotovoltaico dà autonomia energetica. Con l’Orestilla 2015 hanno vinto il premio del migliore bianco al mondo monovitigno Decanter: da lì, la consacrazione dell’azienda.

Corte Fusia, Coccaglio (BS)

Siamo a Coccaglio, in provincia di Brescia, nella zona sud della Franciacorta. Una cascina del Seicento, una corte, 7 ettari a Monte Orfano, due ragazzi che hanno dato vita a una giovane realtà franciacortina.

Daniele è enologo mentre Gigi agronomo: tanta è la loro passione passione e la voglia di mostrare tutte le particolarità di un territorio mitico. Coltivano Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco in una collina di 451 mt, l’unica della pianura Padana, che separa due versanti. Curano la vigna e il lavoro in cantina in modo maniacale e questo si riflette totalmente nel loro vino. Sono FIVI, vignaioli indipendenti.

BOX ENTUSIASTA

Chiaretto Costellazioni – Cascina Belmonte

Dalle quattro uve classiche (groppella, barbera, sangiovese e marzemino) il più tipico dei vini della sponda bresciana del lago di Garda. La vinificazione è quella classica dei Chiaretti, cioè inizia come un vino rosso per finire come un bianco, con un lieve contatto con le bucce, e poi affinamento in acciaio.

Al naso si impongono i profumi floreali, con alcune leggere note di melograno, di fragolina bosco, pesca e sentori agrumati. In bocca grande freschezza e sapidità, per una beva molto piacevole.

Abbinamento:  si presta a tanti abbinamenti, anche in base alle temperature di servizio. Appropriato per antipasto, proponiamo un abbinamento cromatico con tartare di tonno e olio d’oliva del lago di Garda e zest di limone.

Riesling Italico – Bruno Verdi

Da vigneti dell’Oltrepò Pavese, vicino a Montalto, che godono di un’ottima esposizione.

Fermentazione a temperatura controllata in acciaio, è un bianco piacevolmente mosso, dall’elevata acidità, una buona intensità colorante, riflessi verdolini. I profumi sono dolci, tra la frutta a polpa bianca, come pesca e mela rossa, e fiori bianchi come l’acacia. In bocca è vivo, fruttato e armonico, invita al secondo bicchiere (e anche al terzo…).

Abbinamenti: consigliato sicuramente come aperitivo ma da provare anche in abbinamento con vellutata di piselli, calamari in tempura e mandarino.

Montunal Lugana – Montonale

Uva Turbiana 100% selezionata in vigna in modo maniacale; grappoli pressati in maniera soffice in assenza di ossigeno. Il mosto fiore è quindi lavorato in acciaio inox, matura 6 mesi su fecce nobili con batonnage costanti e affinamento in bottiglia. Profumi molto fruttati e floreali, frutta a polpa bianca, scorza di limone, note leggermente balsamiche, erbe aromatiche come la salvia; in bocca ha un bellissimo equilibrio, sapidità e freschezza e grande persistenza.

Abbinamenti: perfetto con il pesce, provatelo con quello di lago. Vi proponiamo un filetto di coregone in crosta di sesamo su un letto di clorofilla di erbe balsamiche.

BOX ESPERTO

Stramonia – Cascina Belmonte

Il nome deriva da un’erba selvatica, nel Medioevo utilizzata per preparare filtri della verità.

Merlot e Cabernet sauvignon vinificati in acciaio e affinati in barrique per 12 mesi. L’uva è raccolta leggermente surmatura, una piccola parte va in appassimento in solaio per 3 settimane e la rimanente è pigiata fresca.

Questo è un rosso ricco di struttura, che si presta a lunghi affinamenti in bottiglia.

Vino dal colore concentrato, con buona intensità e tonalità colorante. I profumi sono classici: ciliegia, frutta rossa, prugna, confettura di piccoli frutti rossi, note dolci di vaniglia e poi spezie, erbe aromatiche e balsamiche. In bocca ha una bella morbidezza, ed è avvolgente, il tannino è nobile e il una bella chiusura di erbe aromatiche.

Abbinamenti: erfetto con piatti strutturati come un bel filetto di vitello arrosto con crema di porcini e mentuccia o da provare con lo spiedo bresciano, piatto tipico del territorio.

Barbera Campo del Marrone  – Bruno Verdi

Barbera 100% da una vigna a 200 metri sul livello del mare, con una bella esposizione e pendenza del 40%. Classica la lavorazione: fermentazione alcolica a temperatura controllata in tini di rovere e vasche di cemento, malolattica svolta al trasferimento nelle botti di affinamento da 5 ettolitri, di rovere (in parte nuove e in parte usate), per 12 mesi di affinamento in tutto.

Rubino dai riflessi violacei (può ancora maturare), piccoli frutti rossi, prugna, ciliegia, profumi di viola, cuoio, tabacco, molta spezia (pepe nero); in bocca si sente la bella acidità della Barbera, il sorso è molto saporito e bene equilibrato.

Abbinamenti: piccione, crema di nocciole e chips di patate.

Franciacorta Brut  – Corte Fusia

70% Chardonnay, 20% Pinot nero e 10% Pinot bianco, da vigneti di tipo fluvio-glaciali, coltivati nel comune di Coccaglio. La produzione è piccolissima (solo 15.000 bottiglie l’anno) e bassissima la resa: circa 55 ettolitri per ettaro. Fermentazione in acciaio, assemblaggio a marzo della cuvée, e poi oltre 18 mesi di affinamento; il residuo zuccherino inferiore a 1 grammo per litro.

Perlage garbato ed espressivo, fine e persistente, amplifica la luminosità donando una particolare lucentezza. Profumi inebrianti, intensamente agrumati con note floreali dolci. In bocca ecco subito l’acidità, buona struttura e bella lunghezza: un Brut preciso e di nerbo.

Abbinamenti: battuto di scampi, purea di legumi e caviale Calvisius.

 
Vini e acqua

Le selezioni di novembre – fiume lago mare

WINE BOX DI novembre: fiume, lago, mare

Vini e acqua

Tappa #20

Scelta dal sommelier Massimo Marchesi

novembre 2019

 

Cantina Di Sante, Monleale (AL)

Tommaso Di Sante ha la fortuna di vivere e coltivare la vite in uno dei luoghi più belli e geograficamente fortunati del nostro paese. Le colline che uniscono Fano a Pesaro corrono per 15 km guardando, pacifiche e rigogliose, l’Adriatico. 

Le sue vigne sono esattamente sotto l’eremo di Monte Giove, in località Carignano, all’interno della Denominazione Colli Pesaresi e soprattutto della DOC Bianchello del Metauro, il fiume celebre per la battaglia fatale ai cartaginesi durante le guerre puniche.

L’azienda è completamente coltivata col metodo biologico e il terreno prevalentemente tufaceo.

I vitigni sui quali l’azienda appoggia le sue radici sono Sangiovese, Montepulciano e naturalmente Biancame (Bianchello), forse il più tipico della zona. Negli ultimi anni sono stati piantati e messi a produzione anche vitigni internazionali come Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Sauvignon.

Cantina Stefanoni, Montefiascone (VT)

Il lago di Bolsena visto dall’alto rivela in modo lampante la sua origine vulcanica, avendo una forma quasi perfettamente ovale. Si è formato infatti dopo lo sprofondamento di un cratere circa 300 mila anni orsono. La Cantina Stefanoni coltiva i suoi vigneti dislocati in diversi appezzamenti a Montefiascone, beneficiando da un lato dell’escursione termica che il lago garantisce nei mesi estivi, quando l’uva giunge a maturazione, e dall’altro del suolo di origine vulcanica che, soprattutto a Colle dei Poggeri, arricchisce di struttura e scheletro minerale i vini.

A capitanare l’azienda è Stefano che, insieme al figlio Francesco, produce una gamma di vini che parte da uno Spumante metodo Classico a base Trebbiano Giallo (localmente chiamato Roscetto), passa per il classico Est! Est!! Est!!! prodotto in 2 versioni, per approdare ai due vini che ho proposto nelle Box: un Moscato Secco e un taglio di vitigni internazionali.

Azienda vitivinicola Contini, Cabras (OR)

Contini è un’azienda storica in Sardegna: da sempre accompagna il suo nome alla produzione della Vernaccia di Oristano, un vino tanto unico nel metodo di produzione (Solera con botti scolme e Flor) quanto raro da trovare fuori dell’isola. I vigneti aziendali sono del tutto particolari, infatti si trovano ad un’altitudine di pochi metri sul livello del mare e dislocati tra la penisola del Sinis e la parte finale della valle del Tirso, sempre a ridosso della costa. I terreni hanno struttura calcarea con frazioni argillose e ciottolose. Queste caratteristiche danno ai vini, sia bianchi che rossi, una grande componente sapida e una struttura che li rende adatti alla maturazione in bottiglia anche per molti anni. L’altro vitigno (raro e affascinante) che viene coltivato e può dare il meglio di sé solo con queste condizioni pedoclimatiche è il Nieddera, un’uva a bacca rossa tanto fruttata, se vinificata per essere consumata giovane, quanto capace di maturare terziari intensi e variegati, se lasciata invecchiare in botte e bottiglia.

BOX ENTUSIASTA

Bianchello del Metauro “Giglio” – Cantina Di Sante

Il Biancame (vitigno che è alla base del Bianchello del Metauro) è un’uva molto produttiva, parente stretta del Pagadebit di Romagna; i vini che si producono storicamente sono freschi, di facile beva e da consumarsi giovani. Tommaso Di Sante ha deciso di risalire il fiume, controcorrente, andando a ripescare un clone molto antico e molto meno produttivo di Biancame per produrre un bianco di grande espressività territoriale, sapido, fresco e di ottimo corpo, che sfrutta a pieno il terreno tufaceo su cui sorge. Io, per motivi di cuore, sono molto legato a questo vino (quasi sconosciuto fuori dalla provincia di Pesaro) e ho un piacere immenso a farlo conoscere in quella che penso sia la sua versione in assoluto più riuscita.

Abbinamento: grigliata di pesce alla fanese (irresistibile con l’aggiunta di una leggera impanatura, localmente chiamata “rustita”), tutti i primi di pesce in bianco e pesci delicati come la sogliola e ovviamente il fritto.

Lazio Rosso “Fanum” – Cantina Stefanoni

Un esempio sapiente di taglio tra vitigni internazionali valorizzato dalle uniche condizioni che Montefiascone regala. I 2 vitigni più utilizzati sono il Cabernet Sauvignon e il Syrah (entrambi 40%) accompagnati dal Merlot per il restante 20%. Ciascuno è vinificato singolarmente e poi assemblato prima della maturazione in legno (barrique e tonneau) e rispettivamente danno vegetalità, speziatura e frutto. 

Il passaggio in legno esalta la speziatura già conferita dal Syrah per un vino caldo e di grandissimo equilibrio dove la mineralità del terreno bilancia le morbidezze.

Abbinamenti: una faraona al forno con castagne e funghi potrebbe rivelarsi un abbinamento esplosivo e quasi perfetto.

Vermentino di Sardegna “Tyrsos” – Contini

Vino paradigmatico del territorio e del vitigno che lo vanno a creare. I terreni sono quelli della valle del Tirso e in parte dell’alto Campidano, con prevalenza sabbiosa e alluvionale, e una parte vulcanica. Il naso è caratterizzato da note di frutta giovane come pera e agrumi alle quali si accompagnano note di erbe aromatiche e iodate. 

In bocca ha ottima struttura pur concedendosi a una beva facile dove sono ancora la freschezza e la sapidità a spiccare.

Il vino affina solamente in acciaio dopo una vinificazione a temperatura controllata.

Abbinamenti: compagno ideale di primi piatti con conchiglie di mare (in bianco), crudità di pesce e notevolissimo come aperitivo.

BOX ESPERTO

Colli Pesaresi Sangiovese “Timoteo” – Di Sante

Il bisnonno Timoteo di Sante fu il primo a coltivare la vite e a produrre il vino in famiglia. Questo Sangiovese è un omaggio non solo a lui ma soprattutto ad un modo di fare il vino volto a valorizzare, oggi come un tempo, le caratteristiche essenziali del vitigno più importante del centro Italia. La resa è al massimo di 2,5 kg a pianta e il terreno è pienamente tufaceo.

Al naso il frutto è riconoscibile immediatamente, prugna e ciliegia, ma quello che mi fa impazzire del profumo di questo vino è la schiettezza della nota animale di cuoio e la spiccata balsamicità che lo rendono allo stesso tempo complesso e di beva facilissima.

Abbinamenti: parla il cuore: costine di maiale al forno con le olive fresche! O grigliata di agnello con patate al forno.

Lazio Moscato Secco “Colle dei Poggeri”  – Stefanoni

Il Colle dei Poggeri è un terreno posto a 400 metri d’altitudine, con una conformazione completamente vulcanica a ridosso del lago di Bolsena. L’esposizione a sud della vigna e l’escursione termica data dalla vicinanza al lago – oltre naturalmente al suolo vulcanico – rendono questo vino aromatico del tutto peculiare.

Le note di miele, fiori e uva bianca tipiche del moscato e inconfondibili sono addirittura sorpassate da quelle minerali in una fusione che ricorda i grandi aromatici del Reno (con le dovute cautele). 

L’esasperata ricerca di trarre il meglio dalle componenti aromatiche del vitigno si manifesta nella tecnica di vinificazione che prevede un contatto a freddo (5 gradi) con le bucce prima di una lentissima fermentazione alla temperatura quasi proibitiva di 13 gradi.

Una chicca, figlia della giusta scelta del terreno e della caparbietà di Stefano e Francesco.

Abbinamenti: almeno un bicchiere va bevuto da solo senza abbinamenti per godere della finezza e della fresca mineralità del vino. Ottimo con crostacei e cibi dolcemente speziati come quelli delle cucine asiatiche, in particolare quella indiana.

Isola dei Nuraghi Rosso “Barrile”  – Contini

Un vino con caratteristiche ben distinguibili e dovute a molteplici fattori. Innanzitutto le viti di Nieddera (con una piccola percentuale di altri vitigni autoctoni come il Caddiu) sono coltivate ad alberello e sono tutte molto vecchie. Questo limita la produzione per ettaro a soli 65 quintali quasi senza bisogno interventi di potatura. Inoltre il terreno è collocato a pochi metri sul livello del mare e a pochissima distanza dalla costa: gode così di un clima ventilato e poco piovoso, che regala salubrità alle uve dando struttura grazie alla componente sabbioso-alluvionale del suolo.

La vinificazione prevede una macerazione sulle bucce non inferiore ai 10 giorni ed un sapiente affinamento in legni di diversa dimensione per un minimo di 12 mesi ed una lunga permanenza in bottiglia. Il risultato è un vino morbido, caldo e concentrato che privilegia i sentori di marmellata e la speziatura dolce che col tempo diventa la componente predominante.

Abbinamenti: non riesco a vederlo lontano da formaggi a pasta dura molto stagionati perché riescono a tirar fuori nuova forza da un vino già portentoso. Ottimo anche con gli umidi di cacciagione, soprattutto cinghiale.

 
piccoli terroir

Le selezioni di ottobre – piccoli terroir grandi vini

WINE BOX DI ottobre: piccoli terroir, grandi vini

piccoli terroir

Tappa #19

Scelta da Guido Beltrami

ottobre 2019

 

Vigneti Massa, Monleale (AL)

La secolare storia dell’azienda Vigneti Massa, azienda in quel di Monleale sui Colli Tortonesi, si condensa oggi in quella dell’attuale proprietario Walter, nella sua totale dedizione all’azienda di famiglia. La genialità di Walter nel rendersi conto di quanto il Timorasso potesse essere vitigno base per un grande vino fa il pari con la sua determinazione per portare avanti e diffondere questo straordinario bianco dapprima al di fuori della sua zona, poi della regione e infine oltre ai confini nazionali. Stesso metro e dedizione che Walter applica per Barbera, Croatina e Freisa, che cerca da sempre di vinificare nella maniera più nobile possibile. La storia di Walter è strettamente legata a quella del suo territorio, dove con atteggiamento da “faro” si sta impegnando assieme a molte aziende “verticali” come la sua, per legare in maniera indissolubile il Timorasso ai Colli Tortonesi: Derthona è l’appellativo che sempre di più dobbiamo imparare e conoscere per identificare il Timorasso nel suo terroir d’elezione.

Fiorano, Cossignano (AP)

La storia dell’Azienda Agricola Fiorano è una moderna storia di successo, enologicamente parlando. Paolo e Paola, professionisti in una grande metropoli, decidono di seguire il loro sogno di azienda agricola e agriturismo, e per farlo scelgono – innamorandosene – un territorio straordinario come il Piceno, e una parte dello stesso ancor più straordinaria: Cossignano e i comuni limitrofi. La loro capacità e la loro determinazione non hanno tardato a dare i loro frutti: dopo neanche vent’anni è un luogo meraviglioso, dove la sinuosità delle colline coltivate a vigna e olivo bastano da sole ad appagare i sensi. I vini, manco a dirlo, sono di altissimo livello: dal grande lavoro sull’autoctono Pecorino, di grande qualità con regolarità disarmante, probabilmente nel suo terroir più vocato, a rossi base Sangiovese e Montepulciano dall’eccezionale eleganza ed equilibrio.

Le Calle, Cinigniano (GR)

Le Calle è il prototipo dell’azienda agricola a 360°, modello oramai rarissimo ma espresso in maniera assolutamente al passo coi tempi: viticoltura, olivicoltura, seminativo, allevamento, agriturismo e tutto ciò che ne deriva, isola felice con orgoglio condotta da Riccardo Catocci e dalla sua famiglia nella maremma interna alle pendici dal Monte Amiata.

Ecosistema dove il contatto con la natura ti riporta all’essenza del concetto di coltivazione, e dell’eccellenza delle produzioni artigianali. I vini aziendali non fanno eccezione: Vermentino e Sangiovese soprattutto, favoriti da terreni generosi e dal microclima favorevole che il mare da una parte e l’Amiata dall’altro concorrono a creare.

Torre degli Alberi, Ruino (PV)

La storia dell’Azienda Agricola Dal Verme è quella di una realtà famigliare fortemente radicata nel territorio: siamo nella località Torre Degli Alberi, nel comune di Ruino, nell’alta collina dell’Oltrepò Pavese. Qui l’azienda da decenni rappresenta un punto fermo della vita del territorio, con diverse attività in ambito di agricoltura e allevamento, tutte rigorosamente da sempre in regime biologico, portate avanti da Camillo e Filippo, assieme ai rispettivi figli Giacomo e Luchino. L’ultima, quella vitivinicola, si è concretizzata negli ultimi dieci anni ed è una dimostrazione di chiarezza d’idee: Pinot Nero piantato a quasi 600 metri d’altitudine su terreni aziendali con esposizione sud per la produzione esclusiva di bollicine. Oggi Torre degli Alberi rappresenta l’apice, geograficamente parlando, di una denominazione che sta spingendo sempre di più nella direzione del metodo classico.

BOX ENTUSIASTA

Petit Derthona – Vigneti Massa

Il Petit Derthona si presenta come il fratello più piccolo del Derthona, e cerca da buon secondogenito di trovare la sua strada e le sue caratteristiche peculiari: sempre uve Timorasso al 100%, con pressature più energiche e provenienti esposizioni più fresche, le macerazioni sono più limitate. Al naso presenta frutto a polpa bianca marcato e una buona mineralità. In bocca raggiunge l’equilibrio più rapidamente e si offre al consumo da giovane, con buona struttura, freschezza e grande beva.

Abbinamenti consigliati: salumi e formaggi freschi, primi piatti a base di verdure.

Pecorino Offida DOCG Donna Orgilla – Fiorano

Il Pecorino, a discapito della sua enorme diffusione negli ultimi dieci anni, non sempre in versioni di alto profilo, è un grande vitigno a bacca bianca, e la zona dove Fiorano lo coltiva è certamente una delle più interessanti. Vino simbolo tra i vini aziendali, raccolto a piena maturità e vinificato in acciaio a temperatura controllata, Donna Orgilla è un Pecorino tipico e originale al tempo stesso: tipico nelle note di frutta matura, esotica e minerali, originale nella bocca opulenta, di grande struttura, ma al contempo perfettamente equilibrata e snella. Sorprendente nell’affinamento in bottiglia.

Abbinamenti consigliati: formaggi a media e lunga stagionatura, crostacei, zuppe di pesce.

Montecucco Rosso DOC  – Podere Le Calle

Il Sangiovese è uno dei vitigni più diffusi nel nostro paese, ma è anche straordinariamente diverso a seconda delle condizioni pedoclimatiche nelle quali è coltivato. La DOC Montecucco è sicuramente una delle meno conosciute e più interessanti. Situata ai piedi del Monte Amiata, l’Azienda Agricola Le Calle verso l’interno vede Montalcino, con vini nobili e fini, e verso il mare vede la costa maremmana con vini invece più concentrati e potenti. Credo che i Sangiovese di Riccardo siano un’ottima sintesi tra le due condizioni, e che il Campo Rombolo esprima in maniera eccellente queste caratteristiche. Sangiovese 90% e Ciliegiolo 10%, vinificazione in acciaio con macerazioni medio-lunghe. Al naso ciliegie mature e spezie, in bocca la grande struttura e il tannino fine ma vigoroso rende la beva armonica e molto lunga.

Abbinamenti consigliati: Coniglio in umido, zuppe di legumi.

BOX ESPERTO

Croatina Colli Tortonesi Pertichetta – Vigneti Massa

Dichiarare che la Croatina può essere un grande vitigno per vini da invecchiamento per alcuni potrebbe essere scioccante. Chi come me ha conosciuto questo vitigno nelle sue espressioni meno nobili ha dovuto assimilare lentamente il contrario, cioè che la ricchezza polifenolica e l’eleganza delle sue caratteristiche sensoriali possono dare vita a vini davvero sensazionali. Forse proprio per questo ne sono così appassionato e affascinato. Fortunatamente in tutte le aree dove questo vitigno è coltivato esistono grandi interpreti. Vigneti Massa è una di queste realtà: la Croatina Pertichetta si apre subito importante al naso, con le note erbacee che si sono fatte balsamiche, eteree ed ematiche (se mi si consente il termine, che individua eleganti sensazioni minerali), in bocca la struttura è importante, il tannino ben levigato e il fin di bocca elegantissimo.

Abbinamenti consigliati: stufati, arrosti, formaggi stagionati.

Marche Rosso Ser Balduzio – Fiorano

Che il Montepulciano possa essere un grande vitigno da invecchiamento lo sappiamo, o comunque talvolta ce ne siamo accorti. Che però possa esprimersi con al contempo la potenza e la finezza del Ser Balduzio di Fiorano, ci lascia stupefatti. La cura di Paolo e Paola per questo vino si vede tutta ed è incredibilmente costante negli anni: uve 100% Montepulciano da vigne vecchie, fermentazione in acciaio con lunghe macerazioni e affinamento in botti di rovere da 10 hl di Slavonia per circa 3 anni. Al naso è confettura di ciliegia, smalto, cuoio e tabacco, in bocca grande struttura e morbidezza, tannini maturi e ben integrati, per un finale lungo ed elegantissimo.

Abbinamenti consigliati: carni alla griglia, arrosti.

Oltrepò Pavese Pinot Nero Metodo Classico DOCG Pas Dosè – Torre degli Alberi

Si dice che gli spumanti Pas Dosé mostrino in maniera più autentica e naturale le caratteristiche di un vino spumante: in effetti l’assenza di zucchero nella cosiddetta “liquer d’expédition” non altera con sensazioni di morbidezza quelle che sono le caratteristiche intrinseche del vino, e spesso proprio per questo sono le migliori cuvée quelle riservate ai dosaggi zero. L’Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Pas Dosé di Torre degli Alberi non fa eccezione. Al naso il frutto è maturo e accompagnato da note fini di pasticceria che raccontano i 36 mesi sui lieviti. Decisa e robusta la struttura, ben equilibrata da un’acidità non tagliente che, nonostante la quota di coltivazione, viene ingentilita dalle fermentazioni malolattiche a cui i vini vengono lasciati andare incontro nella fase di vinificazione.

Abbinamento consigliato: lardo o salame, fritture, pesci grassi.

 
vini macerati

Le selezioni di settembre – vini macerati

WINE BOX DI settembre: la macerazione sulle bucce

vini macerati

Tappa #18

Scelta da Ottavio Venditto Migliore sommelier d’Italia AIS 2014

settembre 2019

 

Cantina Roncùs, Capriva del Friuli

Siamo a Capriva del Friuli, a pochi kilometri da Gorizia: una famiglia di agricoltori guidata da una filosofia naturale, con una bella storia alle spalle. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Perco voleva tornare a coltivare le sue viti ma non poteva permettersi un trattore. La guerra, però, aveva lasciato nella zona un carro armato, che loro hanno rivitalizzato e messo in funzione per preparare la vigna a scasso. Da lì non si sono più fermati.

Frank & Serafico, Grosseto

Questa non è solo una cantina ma un grande progetto, nato nel 2009 dall’incontro di due menti enologiche, Fabrizio Testa (Frank) e Pier Paolo Pratesi (Serafìco), che hanno deciso di stabilirsi in Maremma per sviluppare l’idea di produrre i propri vini e le proprie birre in totale autonomia, partendo dalle materie prime coltivate nel luogo. Ma in questo ecosistema naturale non si beve soltanto: nel Ristoro Agricolo si gustano anche piatti prelibati, preparati con il cibo del loro bellissimo orto.

Cantina MoVe, Mondragon

Siamo a un’ora di macchina da Venezia, vicino a Fanzolo. Da Gabriele, il proprietario, la parola “chimica” non è ammessa e non si fa assolutamente uso di pesticidi. Lui è un caro amico di Ottavio Venditto e ha un progetto ambizioso di recupero del territorio, che riguarda la riqualificazione ambientale di un’area abbandonata e passa anche per la produzione di grande vino. È un personaggio strepitoso, che produce il vino in una cantina piccolissima, la cui porta è recuperata da un vecchio garage degli anni Sessanta…

 

BOX ENTUSIASTA

Collio Bianco – Cantina Roncùs

Uve “tocai” (friulano) al 40%, altrettanto pinot grigio e un po’ di sauvignon, da vigne vecchie di 25 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, su terreni marnosi.

Qui si sperimenta l’inizio della macerazione pellicolare, che dura circa quattro ore. Questo si riflette nel colore del vino, che appare appena dorato dalle bucce. La fermentazione spontanea avviene in acciaio, fatta con soli lieviti indigeni per un vino naturale, genuino e di grande digeribilità.

Siamo nel Collio, quindi ecco un bianco dal sapore sapido e minerale, che esprime al naso note di mandorla bianca, erbette aromatiche, alloro, sentori che precorrono la ponca (il suolo del Collio); un vino che possiede un corredo importante e piacevolissimo, e che si beve molto facilmente.

Abbinamento: provatelo con un tagliere di salumi affumicati.

Di Macchia Senza Solfiti – Frank & Serafico

Toscana, questo è un vino particolare perché fatto con una base di vermentino (al 95%, il resto è petit manseng), dalle migliori uve coltivate nella Valle d’Oro di Capalbio. Uve, queste, che vengono da una vigna vecchia, fatte macerare a freddo in pressa per 12 ore, lasciate maturare in acciaio e affinare in barrique di rovere francese.

Possiede grandi note marittime e mediterranee, un colore bello dorato e un naso decisamente mediterraneo: ecco quindi la macchia, le erbette aromatiche fino a una bella nota salmastra, marina… La solforosa qui è bassissima e il vino non è filtrato: piace questo andare fuori dagli schemi, in un territorio in cui tutti fanno Vermentino classico, filtrato, mentre qui siamo su altro livello.

Abbinamento: consigliamo di provarlo assieme a del pesce semigrasso, per esempio con una mousse di baccalà mantecato.

Mondragon Rifermentato “Utia” – Cantina MoVe

Qui sperimentiamo la fermentazione lunga (10 giorni), sui lieviti indigeni e sulle proprie bucce. Uve glera coltivate in pendenza regalano un vino estremo, una bollicina rifermentata in bottiglia secondo il metodo ancestrale, che matura in acciaio senza solfiti aggiunti. Il vino non è sboccato, quindi prima del servizio va rimesso in circolo il fondo. La bollicina è sottile, si presenta molto elegante e decisamente importante al naso, con affascinanti note fruttate.

Gradevole e digeribile.

Abbinamento: da provare con cruditè di pesce.

BOX ESPERTO

Serafico – Frank e Serafico

Vino molto particolare, è il Vermentino di punta della cantina, prodotto in pochissime bottiglie (solo 1100 l’anno). Uve (oltre al vermentino anche petit manseng) da una vigna vecchia di oltre 30 anni, vendemmiate tardivamente che mantengono un piccolo residuo zuccherino proprio per via della surmaturazione delle uve.

Iniziamo quindi sperimentando un vino che fa una macerazione a freddo in pressa per 12 ore, decantazione statica e naturale a bassa temperatura, parziale fermentazione malolattica e maturazione in barrique di acacia per 14 mesi, affinamento in bottiglia per un bianco molto morbido. Al naso si impone il frutto a polpa gialla ma anche una nota di miele, di spezia, la vaniglia, lo zucchero… Questa bella nota zuccherina si sente anche al sorso e il volume grasso riempie il palato.

Abbinamento: perfetto con formaggio e carni bianche.

Mondragon Tranquillo “Garbeo” – Cantina MoVe

Ci piace un sacco, questo vino prodotto in una terra dove tutti gli altri fanno Prosecco: siamo sulle colline dell’alta Marca Trevigiana, la vigna è vecchia di 50 anni e stava per essere spiantata da imprenditore locale ma un agricoltore che aveva altre vigne accanto ha deciso di fermare tutto e affittarla perché convinto che fosse un grande patrimonio dell’umanità. Fatte studiare le varietà trova incrocio Manzoni, malvasia, glera e anche malvasia istriana. La zona è terrazzata, molto difficile da coltivare, la raccolta è manuale e la produzione di super nicchia (solo 1200 bottiglie l’anno).

Macerazione abbastanza spinta, per 10 giorni sulle bucce per cui il colore vira verso l’arancione. Un vino dalla sapidità importante e un naso esplosivo che racchiude i profumi dell’autunno: foglie secche, fieno, miele, scorza d’arancia, castagno, profumi di salmastro, di olive taggiasca al forno…

Abbinamento: provatelo con un primo piatto di pesce, ricco, per esempio con dei ravioloni con un’emulsone di capesante, o con gamberi e scalogni. Perfetto anche con il formaggio.

Val di Miez – Cantina Roncùs

Merlot e cabernet franc da vigne vecchie di 40 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, a regime biologico. Qui sperimentiamo una macerazione lunga – 20 giorni con le bucce -, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e malolattica svolta completamente. Poi affina in botte grande di rovere francese per 18 mesi.

Un rosso riserva, prodotto in pochissime bottiglie, che ha struttura e potenza, balsamicità, molto frutto ma anche note erbacee. Al palato si impone per l’eleganza.

Perfetto da bere ora, ma se dimenticato in cantina riserva piacevoli sorprese tra qualche anno…

Abbinamento: si può partire dai formaggi stagionali ma può essere bello spingersi, per via dei tannini importanti e setosi di questo rosso, fino a carni cucinate a lungo, come la guancetta di vitello con porri e patate.

 
Viti metropolitane

Le selezioni di agosto – Napoli, vini metropolitani

WINE BOX DI agosto: napoli: vini metropolitani

Viti metropolitane

Tappa #17

Scelta dal sommelier Tommaso Luongo

agosto 2019

 

Azienda Agricola Agnanum

Si parla spesso, talvolta a sproposito, di viticoltura eroica, ma come si può altrimenti definire la caparbietà con la quale Raffaele Moccia difende quotidianamente il suo territorio dal rischio di dissesto idrogeologico? Ore e ore passate in vigna, usando solo la zappa per scolpire i gradoni e creare un efficiente sistema di regimentazione delle acque al fine di contrastare il naturale disfacimento di un terreno polveroso che potrebbe franare in un batter d’occhio per effetto del dilavamento conseguente a una pioggia appena un po’ più abbondante. Qui la filossera, che ha sconvolto a partire dalla seconda metà dell’800 la geografia viticola europea e mondiale, è stata sconfitta grazie alla granulometria di sabbie vulcaniche finissime, che ostruisce il passaggio di quest’afide tra gli apparati radicali delle vigne messe a dimora sui cigli dell’antico cratere degli Astroni. Vini dalla forte indole vulcanica, che mescolano frutta e fiori con salsedine e polvere pirica.

Cantine Astroni

Gerardo Vernazzaro ha una missione: diffondere conoscenza del vino di Napoli. Un lavoro quotidiano, incessante, perfino maniacale, per forgiare l’identità sensoriale dei suoi vini. Partendo ovviamente dalla terra, “sporcandosi” le mani di zolfo e lapilli, alla ricerca delle vocazioni naturali dei suoi vigneti, che attraversano le varie aree metropolitane della città di Napoli, dai Camaldoli agli Astroni. Qui, nei Campi Flegrei, si è scritta una pagina fondamentale della storia della viticoltura mondiale con il passaggio della civiltà greca e romana. I greci avevano l’abitudine di coltivare la vite lasciandola strisciare per terra assecondandone la natura: così riuscivano a raccogliere anche la più piccola goccia di umidità. In Campania trovarono invece condizioni climatiche differenti, mentre questo sistema di allevamento esponeva l’uva all’attacco della muffa; fu così che i coloni eubei furono costretti a cercare un’alternativa, comprendendo che bisognava sollevare da terra la vite e adagiarla su pali di legno, le phalangae latine. Da questi pali di sostegno, a cui si avviluppava la vite, nacque il Vinum Album Phalanginum, il progenitore della Falanghina flegrea.

Cantine Federiciane

Un’azienda a carattere familiare in cui si sente la cultura della vigna. Un team affiatato, che si muove in perfetta sincronia: i fratelli Luca, Marco e Antonio, con i genitori Paolo e Giuseppina, tutti insieme appassionatamente per dare vita a un progetto che coinvolge e sostiene un cospicuo numero di conferitori, riuscendo così a tenere in vita le mille storie che intrecciano uomini e donne ai vigneti dell’area metropolitana della città di Napoli. Storie affascinanti che parlano di fatica contadina, espressione autentica di un resiliente modello di agricoltura urbana difesa ogni giorno con sacrifici e sudore. Una realtà che gode del supporto di una tecnologia all’avanguardia, affiancata alla tradizione di questa grande famiglia allargata (made in Naples!) giunta ormai alla quarta generazione. Tutto è partito da un modesto casolare immerso nella campagna flegrea di Bacoli nei primi del Novecento per poi arrivare a Marano, alle porte del capoluogo nel 1985, e infine trovare nuova linfa e consolidarsi come impresa dinamica e affermata anche nei mercati internazionali.

BOX ENTUSIASTA

Campi Flegrei Pieridosso “Sabbia Vulcanica” – Azienda Agricola Agnanum

Rosso rubino, dalla luminosa trasparenza purpurea. Naso di geranio e ciliegia, avvolto da una soffusa velatura fumé; chiude con un tocco di pepe nero. Bocca succosa, dal sorso agile e snello. Dinamica gustativa sorretta dalla freschezza con un tannino garbato che conduce a un finale sapido. Un vino semplice e essenziale, gastronomico per la versatilità con cui può essere abbinato.

E in abbinamento? Giocando con la temperatura di servizio, riesce ad accompagnare sia la zuppa di pesce della tradizione partenopea sia la classica parmigiana di melanzane.

Campli Flegrei Falanghina “Colle Imperatrice” – Cantine Astroni

Colle Imperatrice è il frutto dei vigneti distribuiti tra i Camaldoli e il vulcano degli Astroni. Qui, la falanghina si esprime generosa e conserva intatta la fisionomia sensoriale più classica del terroir flegreo. Giallo paglierino che illumina il bicchiere. Un naso che sa di estate e di mediterraneo: percoca e melone bianco introducono nuance ricche di salsedine. Sorso pulito e netto con un ingresso segnato da sferzante acidità; chiude in scioltezza con una scia persistente che intreccia sale e frutta esotica.

E a tavola? Perfetto sull’insalata di polpo, patate e mentuccia selvatica: un piatto in cui la fibra callosa viene demolita dall’acidità del vino e la tendenza dolce dei tuberi è contrastata dalla sua sapidità.

Campi Flegrei Falanghina – Cantine Federiciane

Paglierino vivace. Profuma di mandarino, frutta esotica ed erbe della macchia mediterranea. Struttura gustativa scorrevole e snella, scossa da profonde vibrazioni saline che amplificano l’allungo finale. Una Falanghina didattica, per esecuzione e territorialità.

Suggerimenti a tavola? Con queste caratteristiche organolettiche è quasi scontato, ma non per questo meno piacevole, suggerire di celebrare il matrimonio di questa Falanghina con gli spaghetti alle vongole veraci; o più in generale l’abbinamento con i primi piatti della tradizione marinara che vedono protagonista la tendenza dolce di molluschi e crostacei.

BOX ESPERTO

Piedirosso dei Campi Flegrei “Vigna delle Volpi” – Azienda Agricola Agnanum

Proviene da una vigna intitolata alle volpi che amano scorrazzare tra i filari, infilandosi nei buchi che il tempo ha scavato nel muro borbonico che delimita la proprietà rispetto alla riserva naturale degli Astroni.

Rubino. Naso compresso, come una molla pronta ad esplodere. Basta indugiare un po’ nel bicchiere per assistere a un’incessante e coinvolgente sequenza di frutta rossa, pepe nero, tabacco, legna arsa e tracce di mineralità ferrosa. Sorso vibrante che porta un frutto pieno e vigoroso, dai contorni sapidi; un tannino sottile e composto aiuta la beva e asciuga con delicatezza il palato; chiusura appagante e golosa.

E a tavola? Trova il suo compagno ideale nel coniglio all’ischitana, un piatto ancestrale in cui l’animale viene cotto a lungo nel classico tegame di creta a quattro manici, ‘u tiane, con erbe spontanee e peperoncino. Come vuole la tradizione a fine cottura il sugo in eccesso viene utilizzato per condire i bucatini.  Eccovi un pranzo “monotematico” in cui questo succoso e minerale Piedirosso sta perfettamente a suo agio.

Campi Flegrei Falanghina “Vigna Astroni” – Cantine Astroni

È il vino che proviene esclusivamente dalla vigna coltivata sulle pendici esterne del Cratere Astroni, tra Napoli e Pozzuoli, un tempo riserva di caccia Borbonica e oggi oasi naturale WWF Italia.

Colore oro antico. Profumi di frutta matura dal tocco esotico si alternano a cenni di spezie ed erbe aromatiche, con una gentile brezza di sale e zenzero che rinfresca il naso. Al palato colpisce per volume e pienezza del sorso, attraversato da una traccia sapida che traina tutto lo sviluppo gustativo trascinando a sé tutti gli aromi olfattivi.

E in abbinamento? La frittura di paranza (con alici e triglie e i tanti golosissimi pesci poveri del golfo partenopeo) si sposa con le sapidità marine di questo vino per un riuscito matrimonio, d’amore e di convenienza.

Campi Flegrei Piedirosso – Cantine Federiciane

Rubino lucente. Spigliato ed espressivo al naso con rimandi di rosa canina, chiodi di garofano e un’infiltrante venatura sulfurea. All’assaggio mostra la calibrata integrazione tra freschezza e morbidezza, alimentata dalla spinta sapida. Tannini garbati accompagnano il finale. 

Suggerimenti a tavola? Tanti gli abbinamenti possibili: tra essi la zuppa di cicerchie flegree con totani ai piccoli pesci di paranza in guazzetto; da apprezzare per la sua duttilità che permette di spaziare dalla cucina di mare a quella di terra, purché non si esageri con il pomodoro.

 
vini delle sabbie

Le selezioni di luglio – vini delle sabbie

WINE BOX DI luglio: vini delle sabbie

vini delle sabbie

Tappa #16

Scelta dal grande Luisito Perazzo

miglior sommelier d’Italia

luglio 2019

 

Mariotti Vini – San Giusepppe di Comacchio, Ferrara

Caratterizzata da un microclima favorevole alla produzione di varietà autoctone della provincia ferrarese, l’azienda Mariotti interpreta fedelmente il compito attribuito dal binomio vitigno/terroir.

Azienda ubicata nel Delta del Po in cui i terreni sabbiosi hanno consentito la coltivazione di uve non innestate. Il fondatore Giorgio Mariotti negli anni settanta decise di intraprendere la produzione puntando sui vigneti storici del vitigno Fortana e promuovendo il riconoscimento della Doc Bosco Eliceo.

Da qualche anno è Mirco Mariotti, assieme alla sorella Barbara, a proseguire la filosofia familiare con il desiderio di esaltare le differenze e i tratti peculiari del proprio territorio. Il risultato è determinato dal profilo schietto e vivido dei propri vini, in cui la bevibilità si associa a eccellenti funzioni in tema di abbinamenti gastronomici dei piatti tipici nella “Terra degli Estensi”. L’immaginario sensoriale dei loro vini è piacevole e profumato, senza mai tralasciare quel tocco di reale sapidità fornita dai terreni sabbiosi e sedimentari.

Baglio di Pianetto – Santa Cristina, Gela

Tenuta fondata dal conte Paolo e dalla contessa Florence Marzotto a metà degli anni novanta a Santa Cristina di Gela, nel Palermitano.

L’obiettivo sin dall’inizio è stato quello di realizzare un matrimonio tra le varietà tipiche siciliane con alcune varietà francesi, tanto da focalizzare sia il pedoclima isolano, sia l’eleganza e la versatilità dei vitigni transalpini, il tutto secondo una filosofia produttiva di stampo biologico.

Produzione vinicola distribuita su due tenute vitate, questa a Pianetto con terreni prevalentemente calcarei con depositi sabbiosi, l’altra a Baroli, nel siracusano, con terreni di natura prettamente sabbiosa.

Claudio Mariotto – Vho, Tortona

Produttore della zona zona sud-est di Tortona, oggi giunto alla quarta generazione, fa parte della filosofia produttiva declinata dal concetto “Vignaioli indipendenti” che conducono le vigne in maniera tradizionale, dalla cura del vigneto all’imbottigliamento, alla gestione commerciale.

Situato in località Vho, egli detiene anche vecchie vigne che combina efficacemente per la realizzazione dei vini, con particolare attenzione sulle varietà Barbera e Timorasso, con decisa convinzione che la qualità è frutto della tecnica ma soprattutto è la rappresentazione del terroir in cui si opera e che si riflette nel valore assoluto dei vini.

Il risultato è sempre un vino concentrato e aromatico, un vino che si determina tramite il rapporto intimo tra il produttore e il suo vigneto.

BOX ENTUSIASTA

Surliè – Mariotti Vini

Vino identitario e rappresentativo del ferrarese viticolo; espressione di una varietà che grazie alle sue caratteristiche di adattamento in un terreno sabbioso, regala note sensoriali che coniugano bevibilità e tradizionalità.

Prodotto con una vendemmia manuale medio tardiva, alla fermentazione spontanea del mosto segue la rifermentazione in bottiglia in presenza dei propri lieviti per circa due mesi.

Vino dalla veste luminosa e violacea, il profumo tradisce piccoli frutti che ricordano lampone, mora e fragoline di bosco con una sfumatura appena pepata. Assaggio fresco e saporito con bollicine cremose e con spiccate note sapide in simmetria.

Abbinamento: da bersi in compagnia tentando un abbinamento del territorio come l’anguilla alla brace.

Ficiligno – Baglio di Pianetto

Vino prodotto con uve autoctone e alloctone quali Insolia e Viognier, per realizzare un connubio variegato ed elegante; cuvée maturata solo in acciaio.

Giallo paglierino e cristallino, rilascia ampi profumi di frutta tropicale che evocano ananas, litchi, frutto della passione, con un tocco floreale di gelsomino.

L’ingresso si traduce con freschezza e buona lunghezza, felici l’equilibrio e la sapidità, chiude ancora fruttato con effluvi minerali.

Abbinamento: provatelo con fettuccine ai frutti di mare.

Barbera Territorio Colli Tortonesi – Claudio Mariotto

Vino storico e vitigno “familiare” del Piemonte, da sempre indicato come elemento conviviale e definito come l’accompagnamento quotidiano.

Nei colli tortonesi, in provincia di Alessandria, si è da sempre ottimamente acclimatato con risultati di grande rilievo e notevole bontà.

Questa versione “Territorio” si distingue per un bouquet gradevole e fragrante che ricorda la frutta rossa fresca con tocchi di amarena, e l’aroma vinoso caratteristico di un vino giovane maturato solo in contenitori di acciaio; assaggio goloso, fruttato, floreale, fresco, con discreta corposità, coinvolto da una sensazione calda e seducente che ne giustifica il perfetto equilibrio.

Abbinamento: assaporatelo in calice medio assieme a tortelli ai funghi porcini con burro alle erbe.

BOX ESPERTO

Abbatia Vino Spumante Brut Nature – Mariotti Vini

Vino con rifermentazione in bottiglia secondo il tradizionale metodo classico; particolare è la varietà utilizzata perché si tratta del vitigno Fortana, vinificato in bianco.

Il vigneto di riferimento proviene dalla Duna di San Giuseppe di Comacchio, quindi sabbioso, che regala eleganti note floreali.

Bollicine minute e persistenti caratterizzano il calice, piacevolissima beva di assaggio sempre corteggiata da un profumo fresco, sottile e dinamico.

Abbinamento: versione non dosata da provare con una composta tiepida di crostacei e avocado.

Shymer – Baglio di Pianetto

Consueto taglio tra due varietà, Syrah e Merlot, per garantire un’espressione sensoriale che evoca note speziate e tostate, con un profilo fruttato e setoso.

Conduzione biologica della vinificazione a cui segue un periodo di maturazione in barrique francesi di diverso passaggio.

Un vino ricco sin dall’aspetto con cromatica esuberante di tonalità rubino, olfatto caratterizzato da frutta matura e polposa, in primis mora e ciliegia, percorso incrociato da effluvi di cioccolato, eucalipto, violetta, vaniglia e liquirizia.

Il sapore è pieno, vellutato e avvolgente, con tannino fine e rotondo, di spiccata sapidità che rende l’insieme intenso e persistente con ricordi ancora speziati e fruttati.

Abbinamento: assaporatelo in un bicchiere ampio assieme a involtini di pollo alla palermitana.

Derthona Timorasso – Claudio Mariotti

Colore che vira sul dorato, splendente e voluttuoso, il profumo richiama frutta a pasta gialla, pesca, ananas, mango, prugna gialla, note di delicata speziatura che riconduce al pepe bianco, e poi il profilo diventa gessoso e salmastro, selce e pietra focaia.

Gusto intenso e avvolgente, teso ma rotondo, salino e fruttato, proporzionato in bocca per volume, gradevolezza, persistenza e mineralità, dal finale tostato.

Un vino da tenere per ogni occasione, bene adesso ma si può anche attenderlo per qualche tempo, in questo modo ridefinirà il suo bouquet complessivo.

Abbinamento: da servire nel bicchiere più ampio e da provare con soubrics di vitello in salsa speziata.

 
Rosé del Salento

Le selezioni di giugno- Rosé del Salento

WINE BOX DI GIUGNO: ROSé DEL SALENTO, CARATTERE DA VENDERE

Rosé del Salento

Tappa #15

Scelta da Matteo Carrozzini

Migliore sommelier della Puglia

giugno 2019

 

Michele Calò e Figli – Tuglie (LE)

“Cu no manca mai lu mjeru pe li cristiani” ovvero “Che non manchi mai il vino per le persone” (mjeru viene dal latino merum, vino puro). Con queste parole Michele Calò ammoniva i figli Giovanni e Fernando. Loro oggi, nelle tenute di Tuglie, Alezio, Parabita e Sannicola (LE), coltivano i vitigni storici (negroamaro, malvasia nera, primitivo e verdeca) in continuità con la volontà del padre.

Vitigni forti, questi, che danno vini importanti ed eleganti, capaci di suscitare emozioni intense ma anche esigenti di costanti cure e attenzioni, nel vigneto e in cantina, in ogni momento dell’anno.

Fernando e Giovanni seguono le varie fasi dell’attività della loro cantina con la stessa passione trasmessa loro dal padre, ma anche con spirito innovativo e la consapevolezza che solo un grande impegno dà i risultati sperati, anche presso i palati più esigenti.

Azienda Vitivinicola Marulli – Copertino (LE)

L’Azienda Vitivinicola Marulli nasce nel 1975 a Copertino (LE), un centro essenzialmente agricolo del Salento. Già da due generazioni però la famiglia coltivava la vite e produceva buon vino. Oggi Vito, dispone di 20 ettari di vigneto coltivato con uve autoctone e internazionali. L’ubicazione dei terreni, il clima favorevole, ma soprattutto il profondo attaccamento alla terra e alla vite permettono di ottenere uve di ottima qualità, che lui trasforma in rossi corposi, rosati fruttati e profumati, bianchi molto eleganti e delicati.

Antico Palmento – Manduria (TA)

Antico Palmento è un’azienda a conduzione familiare nel centro di Manduria. Nasce dalla passione di Bruno Garofano che, dopo quarant’anni di collaborazioni e consulenze enologiche per varie cantine pugliesi, decide di mettere la propria esperienza a disposizione dei figli e avvia un’attività vitivinicola nel cuore di una delle aree più vocate della Puglia. L’obiettivo è produrre vini in quantità limitata che siano interpreti della migliore espressione del territorio: per questa ragione punta forte sugli autoctoni. L’attenzione è focalizzata sul primitivo, il vitigno principe di questa zona.

Il sogno di Bruno si concretizza nel 1998 con l’acquisizione di alcuni ettari di vigna e di un “palmento” (una vasca per la fermentazione del mosto) risalente ai primi anni del secolo scorso. L’intera filiera produttiva si svolge nella struttura restituita all’operosità dopo un’attenta ristrutturazione. Data l’origine storica della stessa e l’ubicazione nel centro di Manduria – tra stradine molto strette – si può davvero parlare di vinificazione eroica!

Cantina Bonsegna – Nardò (LE)

Questa Azienda Agricola è fondata da Primo Michele Bonsegna nel 1964, a Nardò, terra del Negroamaro, del Primitivo e della Malvasia Nera, un’area che ha un’estensione di vitigni tra le più ampie del Salento. Dal 1991 l’azienda è portata avanti dal figlio Alessandro.

I vigneti di proprietà stanno a Nardò, nelle contrade storiche e nei pressi del Parco Naturale di Portoselvaggio. La cantina si impegna a fondo nei sistemi di lotta integrata, per limitare al minimo l’uso di concimi e fitofarmaci.

“Produciamo vini seri, fatti con il giusto rispetto delle tradizioni e dell’espressività del territorio, mai caricaturali o presuntuosi, vini che a Primo Bonsegna – mio padre – sarebbero sicuramente piaciuti”.

BOX ENTUSIASTA

Mjère Salento Rosato – Michele Calò e Figli

Le uve negroamaro al 90% e malvasia nera leccese al 10% sono raccolte a mano e lasciate a macerare per 16-18 ore. Al momento della svinatura solo il 25-30% è destinato alla produzione del Mjère Rosato. Esclusivamente la parte migliore, quella limpida e dal colore rosa corallo ottenuto dall’“alzata del cappello” viene destinata alla fermentazione, a temperatura controllata (18° C circa). Questa tecnica consiste nel togliere una parte del mosto dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un vino rosso per vinificarla in bianco e ottenere un vino rosato.

Di colore rosa corallo, al naso è intenso con un bel bouquet di frutta fresca delicata che si ritrova nella persistenza gustativa, che sa di avvincente mediterraneità.

Consigliato degustarlo tra i 12 e i 14° C.

Abbinamento: ottimo con carni bianche come vitello tonnato, ma anche con formaggi a pasta fresca, pecorini non stagionati.

Emeris Salento Rosé Negroamaro – Azienda Vitivinicola Marulli

Uve negroamaro in purezza prodotte a Copertino, pigiate in maniera soffice e lasciate a contatto con il mosto per circa 6-7 ore. Fermentazione a temperatura controllata, tenuta a 18-20°C e affinamento in vasche d’acciaio.

Rosa cerasuolo con riflessi corallo, questo Rosé ha un bouquet delicato, di frutta. In bocca è secco e armonico, con un gradevole finale amarognolo.

Perché dia il meglio, servitelo a 12°C!

Abbinamento: provatelo con antipasti all’italiana ma anche con pesce al forno o carni bianche.

Danze della Contessa Nardò Rosato – Cantina Bonsegna

90% uve negroamaro e 10% malvasia nera di Lecce, attentamente selezionate a mano, vinificate in rosato, con macerazione breve sulle bucce a temperatura controllata, per circa 8-10 ore.

Questo vino è di un bel rosa corallo, morbido e avvolgente; al naso emergono subito profumi freschi, di erbe aromatiche e anche alcune note iodate.

In bocca è sapido, gustoso, elegante.

Abbinamento: è un vino molto duttile, sposa perfettamente primi piatti ma anche secondi di carne, latticini e formaggi freschi.

BOX ESPERTO

Cerasa Salento Rosato – Michele Calò e Figli

Il nome di questo vino deriva dal rosa cerasuolo, un bel colore ciliegia.  Da uve negroamaro coltivate nel vigneto Prandico ad Agro di Alezio (LE), selezionate con cura e lasciate a macerare per 16-18 ore. Poi, avviene l’“alzata del cappello”, una tecnica che consiste nel togliere una parte del mosto dalla vasca di macerazione – nella quale si sta preparando un vino rosso – per vinificarla in bianco e ottenere un vino rosato.

A fermentazione ultimata, questo viene trasferito per 5-6 mesi in parte in piccole botti di rovere francese da 225 litri, in parte in vasche d’acciaio inox. Al termine dell’affinamento, le due parti sono assemblate e lasciate riposare per il giusto tempo prima dell’imbottigliamento. Di bella struttura, con caratteristiche che lo rendono ottimo anche con il passare degli anni. 

Di un bel rosa corallo intenso e brillante, al naso è intenso, con un bouquet che profuma di ciliegia e di frutta fresca. Al gusto è morbido, elegante e di buona persistenza fruttata.

Abbinamento: giustamente sapido, si presta ad accompagnare piatti di pesce importanti, cucina mediterranea con pomodori, peperoni, acciughe, capperi, olive…

Tenuta Paraida Rosè Copertino – Azienda Vitivinicola Marulli

Vino ottenuto da uve negroamaro con età media delle viti di 30 anni, tenute ad alberello pugliese, un antico sistema di allevamento della vite che protegge dal vento e dalla siccità.

Le uve vengono pigiate in maniera soffice e lasciate a contatto con il mosto per 6-7 ore, per ottenere la giusta tonalità rosa. Affinamento di circa tre mesi in vasche di acciaio.

Di colore ciliegia intenso e brillante, dal bouquet ricco e composito, con profumi di frutta e sentori di lampone, ciliegia, fiori di pesco. Al gusto è secco e caldo, con fondo erbaceo unito a un gradevole retrogusto amarognolo.

Abbinamento: trova le più svariate combinazioni ma si accompagna in particolare molto bene con piatti di pesce.

Rose del Sud Salento Primitivo – Antico Palmento

“Rose del Sud” è un vino dal colore corallo intenso, da uve 100% primitivo (chiamate così perché sono le prime a maturare). All’olfatto esprime i tratti più tipici del vitigno con sentori floreali e di frutti freschi mediterranei.
Il sapore è appagato da una buona acidità supportata dalla morbidezza. È corposo e avvolgente, il che mitiga la sostenuta alcolicità.

Abbinamento: fresco e persistente nelle sue note gusto-olfattive, questo ci invita a sorseggiarlo a tutto pasto, in tutte le stagioni dell’anno.

 
viti Molise

Le selezioni di maggio – il Molise esiste

WINE BOX DI maggio: il molise esiste, e produce grandi vini!

viti Molise

Tappa #14

Scelta dal grande Carlo Pagano

migliore sommelier di Abruzzo e Molise

maggio 2019

 

Campi Valerio

Nell’antica tenuta del Principe Pignatelli, la famiglia Valerio dal 1974 ha recuperato con passione la piccola viticoltura locale, con una speciale attenzione per i vitigni autoctoni del Sannio Pentro.

Agricoltori da sempre, le attività di famiglia si sono arricchite con la produzione vinicola di nuove suggestioni e valori enologici. L’attenzione rivolta agli antichi vitigni e al territorio sono lo spirito che animano la Cantina Valerio, che è l’unica produttrice del vino Pentro (uno dei vini più rari al mondo), ed è stata la prima a realizzare un Metodo Classico nel proprio territorio.

Le forti escursioni termiche favoriscono la produzione di vini dal carattere intenso e deciso, nel segno di una vocazione agricola autentica.

San Zenone

I vini San Zenone esprimono appieno la tradizione vitivinicola del Molise. La lunga esperienza, il lavoro di appassionati coltivatori e le condizioni climatiche così favorevoli donano ai loro prodotti unicità e pregio. Tra le colline di Montenero di Bisaccia, ultimi baluardi vallata del Trigno, le viti sono esposte al sole e mitigate dalla brezza del mare.

La Cantina San Zenone svolge un ruolo primario nell’economia del suo territorio: qui prendono vita vini che sono frutto di una combinazione di doti umane, caratteristiche uniche della terra e attaccamento alla stessa da parte di chi la lavora.

Tenimenti Grieco

La famiglia Grieco, dopo i successi imprenditoriali in Puglia, prende le redini produttive dell’azienda di Portocannone, affacciata sul mare, con all’orizzonte le Isole Tremiti. Questo luogo era tanto amato dal grande Lucio Dalla, che prima di andare a godersi il ristoro isolano, passava in azienda a fare rifornimento di vino.

Questa cantina dà massima attenzione ai vitigni tipici del territorio, ma possiede anche un’ampia gamma di vitigni internazionali.

BOX ENTUSIASTA

Calidio – Campi Valerio

Da uve montepulciano vinificate in purezza in acciaio prende vita Calidio, rosso che si distingue per i profumi floreali (violetta di campo, per esempio), netti e puliti, e per il sapore molto garbato. Solo acciaio; da bere anche leggermente fresco (15°C) nelle calde giornate estive.

Il suo nome deriva da un’incisione su una lapide di età romana, rinvenuta vicino alla zona di produzione.

Abbinamento: perfetto con carni di maiale o con il formaggio.

Trebbiano Clivia – San Zenone

Uve trebbiano in purezza vendemmiate manualmente. Affinamento in solo acciaio.

Sgargiante giallo paglierino, questo vino evoca subito profumi di pesca saturnia, mela golden e anice. Tensione gustativa e pulizia lo rendono snello e dinamico.

Abbinamento: perfetto per accompagnare antipasti a base di verdure ma anche piatti di pesce e crostacei.

Tintilia 200 metri – Tenimenti Grieco

Esempio di come anche a quota bassa si riesca a produrre una Tintilia di assoluto valore (200 metri è l’altitudine minima per i vigneti atti a divenire Tintilia del Molise Doc).

Uve raccolte e selezionate a mano, vinificate in acciaio. Al naso spezie e ribes rosso la fanno da padrone, e poi erbe aromatiche e spezie. Avvolgente e snella la beva, assaggiatelo a 16°C: darà il suo meglio!

Abbinamento: da provare con formaggi e salumi molisani, ma anche con primi piatti saporiti e grigliate di carne.

BOX ESPERTO

Tintilia Opalia – Campi Valerio

Il nome deriva dalla dea di buon augurio alla vendemmia. Cavallo di razza per la denominazione, questo vino rende il calice serio sin dal colore impenetrabile, rosso rubino intenso. Apripista sono profumi di more, di rovo, di spezia leggermente piccante. Armonioso, materico e ricco di personalità. Affina 2 anni in barrique.

Abbinamento: è degno compagno delle più belle cene in compagnia dei piatti della cucina italiana a base di carne e sughi importanti.

Pluris – San Zenone

Pluris, dal latino, sta per pluralità. In etichetta presenta tre saggi, simbolo del “3”, il numero perfetto.

Moltepulciano in purezza, coltivato nelle colline di Montenero di Bisaccia e vendemmiato a mano da metà ottobre. Al naso: frutta rossa matura, ricordi di vaniglia e piccole note speziate. Accurate lavorazioni in vigna e in cantina danno vita a un vino dotato di struttura, carattere, con tannini morbidi e vellutati mentre la lavorazione in piccoli legni francesi per 24 mesi dona complessità, eleganza e persistenza.

Abbinamento: provatelo con piatti a base di agnello.

Bosco delle Guardie Biferno Rosso – Tenimenti Grieco

Nome che deriva da una bellissima e suggestiva macchia mediterranea di altura che separa più o meno a metà i migliori vigneti della cantina, coltivati a montepulciano e aglianico.

È un vino importante già nella tinta granata, di grande impatto al naso con frutta in confettura e sensazioni dolci.

Matura in legni di media grandezza e ha grande struttura, sempre elegante, caldo ed equilibrato.

Abbinamento: ottimo con carni rosse in umido o selvaggina, ma anche con formaggi stagionati.