vigne

Le selezioni di dicembre

WINE BOX DI dicembre: lombardia del vino

vigne

Tappa #21

Scelta da Artur Vaso
migliore sommelier di Lombardia 2017

dicembre 2019

 

Cascina Belmonte, Muscoline (BS)

Siamo in Valtènesi, a Muscoline, un posto bellissimo e molto vocato, nella parte collinare del lago di Garda, nella zona del Chiaretto del Garda. Un secolo fa questo territorio è stato “scoperto” da Pompeo Molmenti (uomo di cultura e senatore del regno d’Italia), il primo a cercare la produzione del Rosato in quest’area.

L’azienda è piccola, guidata Enrico di Martino, un giovane agronomo che dopo avere girato l’Europa è tornato a casa e oggi fa una vinificazione totalmente biologica, nei 6 ettari di vigneto. Uno dei punti di forza dell’azienda è proprio il rispetto dell’ambiente e la voglia di fare vini senza mai esagerare con la solforosa…

 

Bruno Verdi, Canneto Pavese (PV)

Eccoci in Oltrepò Pavese. L’azienda è gestita da Paolo Verdi da più di 30 anni, in località Vergomberra, nella zona del Canneto Pavese. Quella di oggi è la quarta generazione di agricoltori, che coltiva una piccola vigna di famiglia, vero cuore di tutte le attività dell’azienda, in una delle zone zone più belle dell’Oltrepò.

Paolo è un appassionato vignaiolo, che ha raccolto l’eredità dal padre e ha saputo valorizzarla al massimo. Arrampicate sui rilievi scolpiti dai torrenti Scuropasso e Versa, nella prima fascia collinare, le sue vigne producono uve e quindi vini di eccezionale qualità.

Montonale, Conta (BS)

Siamo in località Montonale, a Conta, sulla sponda sud del lago di Garda. Area molto vocata, che risente dell’influenza positiva del lago: tanti i venti, Ora e Pelèr su tutti: il primo spira da sud e l’altro scende dalla montagna. I vigneti del Montonale sono su questa rotta dei venti, in una delle migliori zone del territorio, dove il suolo è calcareo e argilloso. La famiglia è storicamente una famiglia di contadini. Il capostipite, Francesco Girelli, inizia dissodando i primi 2 ettari a inizio Novecento.

Oggi tre giovani fratelli guidano l’azienda: Claudio (commerciale e amministrativo), Valentino (agronomo) e Roberto, enologo, che tiene le redini di tutto. Montonal, oggi, ha 30 ettari vitati tutti attorno alla moderna cantina, costruita con pareti in paglia di riso che garantiscono un microclima salubre, mentre l’impianto fotovoltaico dà autonomia energetica. Con l’Orestilla 2015 hanno vinto il premio del migliore bianco al mondo monovitigno Decanter: da lì, la consacrazione dell’azienda.

Corte Fusia, Coccaglio (BS)

Siamo a Coccaglio, in provincia di Brescia, nella zona sud della Franciacorta. Una cascina del Seicento, una corte, 7 ettari a Monte Orfano, due ragazzi che hanno dato vita a una giovane realtà franciacortina.

Daniele è enologo mentre Gigi agronomo: tanta è la loro passione passione e la voglia di mostrare tutte le particolarità di un territorio mitico. Coltivano Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco in una collina di 451 mt, l’unica della pianura Padana, che separa due versanti. Curano la vigna e il lavoro in cantina in modo maniacale e questo si riflette totalmente nel loro vino. Sono FIVI, vignaioli indipendenti.

BOX ENTUSIASTA

Chiaretto Costellazioni – Cascina Belmonte

Dalle quattro uve classiche (groppella, barbera, sangiovese e marzemino) il più tipico dei vini della sponda bresciana del lago di Garda. La vinificazione è quella classica dei Chiaretti, cioè inizia come un vino rosso per finire come un bianco, con un lieve contatto con le bucce, e poi affinamento in acciaio.

Al naso si impongono i profumi floreali, con alcune leggere note di melograno, di fragolina bosco, pesca e sentori agrumati. In bocca grande freschezza e sapidità, per una beva molto piacevole.

Abbinamento:  si presta a tanti abbinamenti, anche in base alle temperature di servizio. Appropriato per antipasto, proponiamo un abbinamento cromatico con tartare di tonno e olio d’oliva del lago di Garda e zest di limone.

Riesling Italico – Bruno Verdi

Da vigneti dell’Oltrepò Pavese, vicino a Montalto, che godono di un’ottima esposizione.

Fermentazione a temperatura controllata in acciaio, è un bianco piacevolmente mosso, dall’elevata acidità, una buona intensità colorante, riflessi verdolini. I profumi sono dolci, tra la frutta a polpa bianca, come pesca e mela rossa, e fiori bianchi come l’acacia. In bocca è vivo, fruttato e armonico, invita al secondo bicchiere (e anche al terzo…).

Abbinamenti: consigliato sicuramente come aperitivo ma da provare anche in abbinamento con vellutata di piselli, calamari in tempura e mandarino.

Montunal Lugana – Montonale

Uva Turbiana 100% selezionata in vigna in modo maniacale; grappoli pressati in maniera soffice in assenza di ossigeno. Il mosto fiore è quindi lavorato in acciaio inox, matura 6 mesi su fecce nobili con batonnage costanti e affinamento in bottiglia. Profumi molto fruttati e floreali, frutta a polpa bianca, scorza di limone, note leggermente balsamiche, erbe aromatiche come la salvia; in bocca ha un bellissimo equilibrio, sapidità e freschezza e grande persistenza.

Abbinamenti: perfetto con il pesce, provatelo con quello di lago. Vi proponiamo un filetto di coregone in crosta di sesamo su un letto di clorofilla di erbe balsamiche.

 

BOX ESPERTO

Stramonia – Cascina Belmonte

Il nome deriva da un’erba selvatica, nel Medioevo utilizzata per preparare filtri della verità.

Merlot e Cabernet sauvignon vinificati in acciaio e affinati in barrique per 12 mesi. L’uva è raccolta leggermente surmatura, una piccola parte va in appassimento in solaio per 3 settimane e la rimanente è pigiata fresca.

Questo è un rosso ricco di struttura, che si presta a lunghi affinamenti in bottiglia.

Vino dal colore concentrato, con buona intensità e tonalità colorante. I profumi sono classici: ciliegia, frutta rossa, prugna, confettura di piccoli frutti rossi, note dolci di vaniglia e poi spezie, erbe aromatiche e balsamiche. In bocca ha una bella morbidezza, ed è avvolgente, il tannino è nobile e il una bella chiusura di erbe aromatiche.

Abbinamenti: erfetto con piatti strutturati come un bel filetto di vitello arrosto con crema di porcini e mentuccia o da provare con lo spiedo bresciano, piatto tipico del territorio.

Barbera Campo del Marrone  – Bruno Verdi

Barbera 100% da una vigna a 200 metri sul livello del mare, con una bella esposizione e pendenza del 40%. Classica la lavorazione: fermentazione alcolica a temperatura controllata in tini di rovere e vasche di cemento, malolattica svolta al trasferimento nelle botti di affinamento da 5 ettolitri, di rovere (in parte nuove e in parte usate), per 12 mesi di affinamento in tutto.

Rubino dai riflessi violacei (può ancora maturare), piccoli frutti rossi, prugna, ciliegia, profumi di viola, cuoio, tabacco, molta spezia (pepe nero); in bocca si sente la bella acidità della Barbera, il sorso è molto saporito e bene equilibrato.

Abbinamenti: piccione, crema di nocciole e chips di patate.

Franciacorta Brut  – Corte Fusia

70% Chardonnay, 20% Pinot nero e 10% Pinot bianco, da vigneti di tipo fluvio-glaciali, coltivati nel comune di Coccaglio. La produzione è piccolissima (solo 15.000 bottiglie l’anno) e bassissima la resa: circa 55 ettolitri per ettaro. Fermentazione in acciaio, assemblaggio a marzo della cuvée, e poi oltre 18 mesi di affinamento; il residuo zuccherino inferiore a 1 grammo per litro.

Perlage garbato ed espressivo, fine e persistente, amplifica la luminosità donando una particolare lucentezza. Profumi inebrianti, intensamente agrumati con note floreali dolci. In bocca ecco subito l’acidità, buona struttura e bella lunghezza: un Brut preciso e di nerbo.

Abbinamenti: battuto di scampi, purea di legumi e caviale Calvisius.

 

 
Vini e acqua

Le selezioni di novembre

WINE BOX DI novembre: fiume, lago, mare

Vini e acqua

Tappa #20

Scelta dal sommelier Massimo Marchesi

novembre 2019

 

Cantina Di Sante, Monleale (AL)

Tommaso Di Sante ha la fortuna di vivere e coltivare la vite in uno dei luoghi più belli e geograficamente fortunati del nostro paese. Le colline che uniscono Fano a Pesaro corrono per 15 km guardando, pacifiche e rigogliose, l’Adriatico. 

Le sue vigne sono esattamente sotto l’eremo di Monte Giove, in località Carignano, all’interno della Denominazione Colli Pesaresi e soprattutto della DOC Bianchello del Metauro, il fiume celebre per la battaglia fatale ai cartaginesi durante le guerre puniche.

L’azienda è completamente coltivata col metodo biologico e il terreno prevalentemente tufaceo.

I vitigni sui quali l’azienda appoggia le sue radici sono Sangiovese, Montepulciano e naturalmente Biancame (Bianchello), forse il più tipico della zona. Negli ultimi anni sono stati piantati e messi a produzione anche vitigni internazionali come Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Sauvignon.

Cantina Stefanoni, Montefiascone (VT)

Il lago di Bolsena visto dall’alto rivela in modo lampante la sua origine vulcanica, avendo una forma quasi perfettamente ovale. Si è formato infatti dopo lo sprofondamento di un cratere circa 300 mila anni orsono. La Cantina Stefanoni coltiva i suoi vigneti dislocati in diversi appezzamenti a Montefiascone, beneficiando da un lato dell’escursione termica che il lago garantisce nei mesi estivi, quando l’uva giunge a maturazione, e dall’altro del suolo di origine vulcanica che, soprattutto a Colle dei Poggeri, arricchisce di struttura e scheletro minerale i vini.

A capitanare l’azienda è Stefano che, insieme al figlio Francesco, produce una gamma di vini che parte da uno Spumante metodo Classico a base Trebbiano Giallo (localmente chiamato Roscetto), passa per il classico Est! Est!! Est!!! prodotto in 2 versioni, per approdare ai due vini che ho proposto nelle Box: un Moscato Secco e un taglio di vitigni internazionali.

Azienda vitivinicola Contini, Cabras (OR)

Contini è un’azienda storica in Sardegna: da sempre accompagna il suo nome alla produzione della Vernaccia di Oristano, un vino tanto unico nel metodo di produzione (Solera con botti scolme e Flor) quanto raro da trovare fuori dell’isola. I vigneti aziendali sono del tutto particolari, infatti si trovano ad un’altitudine di pochi metri sul livello del mare e dislocati tra la penisola del Sinis e la parte finale della valle del Tirso, sempre a ridosso della costa. I terreni hanno struttura calcarea con frazioni argillose e ciottolose. Queste caratteristiche danno ai vini, sia bianchi che rossi, una grande componente sapida e una struttura che li rende adatti alla maturazione in bottiglia anche per molti anni. L’altro vitigno (raro e affascinante) che viene coltivato e può dare il meglio di sé solo con queste condizioni pedoclimatiche è il Nieddera, un’uva a bacca rossa tanto fruttata, se vinificata per essere consumata giovane, quanto capace di maturare terziari intensi e variegati, se lasciata invecchiare in botte e bottiglia.

 

BOX ENTUSIASTA

Bianchello del Metauro “Giglio” – Cantina Di Sante

Il Biancame (vitigno che è alla base del Bianchello del Metauro) è un’uva molto produttiva, parente stretta del Pagadebit di Romagna; i vini che si producono storicamente sono freschi, di facile beva e da consumarsi giovani. Tommaso Di Sante ha deciso di risalire il fiume, controcorrente, andando a ripescare un clone molto antico e molto meno produttivo di Biancame per produrre un bianco di grande espressività territoriale, sapido, fresco e di ottimo corpo, che sfrutta a pieno il terreno tufaceo su cui sorge. Io, per motivi di cuore, sono molto legato a questo vino (quasi sconosciuto fuori dalla provincia di Pesaro) e ho un piacere immenso a farlo conoscere in quella che penso sia la sua versione in assoluto più riuscita.

Abbinamento: grigliata di pesce alla fanese (irresistibile con l’aggiunta di una leggera impanatura, localmente chiamata “rustita”), tutti i primi di pesce in bianco e pesci delicati come la sogliola e ovviamente il fritto.

Lazio Rosso “Fanum” – Cantina Stefanoni

Un esempio sapiente di taglio tra vitigni internazionali valorizzato dalle uniche condizioni che Montefiascone regala. I 2 vitigni più utilizzati sono il Cabernet Sauvignon e il Syrah (entrambi 40%) accompagnati dal Merlot per il restante 20%. Ciascuno è vinificato singolarmente e poi assemblato prima della maturazione in legno (barrique e tonneau) e rispettivamente danno vegetalità, speziatura e frutto. 

Il passaggio in legno esalta la speziatura già conferita dal Syrah per un vino caldo e di grandissimo equilibrio dove la mineralità del terreno bilancia le morbidezze.

Abbinamenti: una faraona al forno con castagne e funghi potrebbe rivelarsi un abbinamento esplosivo e quasi perfetto.

 

Vermentino di Sardegna “Tyrsos” – Contini

Vino paradigmatico del territorio e del vitigno che lo vanno a creare. I terreni sono quelli della valle del Tirso e in parte dell’alto Campidano, con prevalenza sabbiosa e alluvionale, e una parte vulcanica. Il naso è caratterizzato da note di frutta giovane come pera e agrumi alle quali si accompagnano note di erbe aromatiche e iodate. 

In bocca ha ottima struttura pur concedendosi a una beva facile dove sono ancora la freschezza e la sapidità a spiccare.

Il vino affina solamente in acciaio dopo una vinificazione a temperatura controllata.

Abbinamenti: compagno ideale di primi piatti con conchiglie di mare (in bianco), crudità di pesce e notevolissimo come aperitivo.

 

BOX ESPERTO

Colli Pesaresi Sangiovese “Timoteo” – Di Sante

Il bisnonno Timoteo di Sante fu il primo a coltivare la vite e a produrre il vino in famiglia. Questo Sangiovese è un omaggio non solo a lui ma soprattutto ad un modo di fare il vino volto a valorizzare, oggi come un tempo, le caratteristiche essenziali del vitigno più importante del centro Italia. La resa è al massimo di 2,5 kg a pianta e il terreno è pienamente tufaceo.

Al naso il frutto è riconoscibile immediatamente, prugna e ciliegia, ma quello che mi fa impazzire del profumo di questo vino è la schiettezza della nota animale di cuoio e la spiccata balsamicità che lo rendono allo stesso tempo complesso e di beva facilissima.

Abbinamenti: parla il cuore: costine di maiale al forno con le olive fresche! O grigliata di agnello con patate al forno.

 

Lazio Moscato Secco “Colle dei Poggeri”  – Stefanoni

Il Colle dei Poggeri è un terreno posto a 400 metri d’altitudine, con una conformazione completamente vulcanica a ridosso del lago di Bolsena. L’esposizione a sud della vigna e l’escursione termica data dalla vicinanza al lago – oltre naturalmente al suolo vulcanico – rendono questo vino aromatico del tutto peculiare.

Le note di miele, fiori e uva bianca tipiche del moscato e inconfondibili sono addirittura sorpassate da quelle minerali in una fusione che ricorda i grandi aromatici del Reno (con le dovute cautele). 

L’esasperata ricerca di trarre il meglio dalle componenti aromatiche del vitigno si manifesta nella tecnica di vinificazione che prevede un contatto a freddo (5 gradi) con le bucce prima di una lentissima fermentazione alla temperatura quasi proibitiva di 13 gradi.

Una chicca, figlia della giusta scelta del terreno e della caparbietà di Stefano e Francesco.

Abbinamenti: almeno un bicchiere va bevuto da solo senza abbinamenti per godere della finezza e della fresca mineralità del vino. Ottimo con crostacei e cibi dolcemente speziati come quelli delle cucine asiatiche, in particolare quella indiana.

Isola dei Nuraghi Rosso “Barrile”  – Contini

Un vino con caratteristiche ben distinguibili e dovute a molteplici fattori. Innanzitutto le viti di Nieddera (con una piccola percentuale di altri vitigni autoctoni come il Caddiu) sono coltivate ad alberello e sono tutte molto vecchie. Questo limita la produzione per ettaro a soli 65 quintali quasi senza bisogno interventi di potatura. Inoltre il terreno è collocato a pochi metri sul livello del mare e a pochissima distanza dalla costa: gode così di un clima ventilato e poco piovoso, che regala salubrità alle uve dando struttura grazie alla componente sabbioso-alluvionale del suolo.

La vinificazione prevede una macerazione sulle bucce non inferiore ai 10 giorni ed un sapiente affinamento in legni di diversa dimensione per un minimo di 12 mesi ed una lunga permanenza in bottiglia. Il risultato è un vino morbido, caldo e concentrato che privilegia i sentori di marmellata e la speziatura dolce che col tempo diventa la componente predominante.

 

Abbinamenti: non riesco a vederlo lontano da formaggi a pasta dura molto stagionati perché riescono a tirar fuori nuova forza da un vino già portentoso. Ottimo anche con gli umidi di cacciagione, soprattutto cinghiale.

 

 

 
piccoli terroir

Le selezioni di ottobre

WINE BOX DI ottobre: piccoli terroir, grandi vini

piccoli terroir

Tappa #19

Scelta da Guido Beltrami

ottobre 2019

 

Vigneti Massa, Monleale (AL)

La secolare storia dell’azienda Vigneti Massa, azienda in quel di Monleale sui Colli Tortonesi, si condensa oggi in quella dell’attuale proprietario Walter, nella sua totale dedizione all’azienda di famiglia. La genialità di Walter nel rendersi conto di quanto il Timorasso potesse essere vitigno base per un grande vino fa il pari con la sua determinazione per portare avanti e diffondere questo straordinario bianco dapprima al di fuori della sua zona, poi della regione e infine oltre ai confini nazionali. Stesso metro e dedizione che Walter applica per Barbera, Croatina e Freisa, che cerca da sempre di vinificare nella maniera più nobile possibile. La storia di Walter è strettamente legata a quella del suo territorio, dove con atteggiamento da “faro” si sta impegnando assieme a molte aziende “verticali” come la sua, per legare in maniera indissolubile il Timorasso ai Colli Tortonesi: Derthona è l’appellativo che sempre di più dobbiamo imparare e conoscere per identificare il Timorasso nel suo terroir d’elezione.

Fiorano, Cossignano (AP)

La storia dell’Azienda Agricola Fiorano è una moderna storia di successo, enologicamente parlando. Paolo e Paola, professionisti in una grande metropoli, decidono di seguire il loro sogno di azienda agricola e agriturismo, e per farlo scelgono – innamorandosene – un territorio straordinario come il Piceno, e una parte dello stesso ancor più straordinaria: Cossignano e i comuni limitrofi. La loro capacità e la loro determinazione non hanno tardato a dare i loro frutti: dopo neanche vent’anni è un luogo meraviglioso, dove la sinuosità delle colline coltivate a vigna e olivo bastano da sole ad appagare i sensi. I vini, manco a dirlo, sono di altissimo livello: dal grande lavoro sull’autoctono Pecorino, di grande qualità con regolarità disarmante, probabilmente nel suo terroir più vocato, a rossi base Sangiovese e Montepulciano dall’eccezionale eleganza ed equilibrio.

Le Calle, Cinigniano (GR)

Le Calle è il prototipo dell’azienda agricola a 360°, modello oramai rarissimo ma espresso in maniera assolutamente al passo coi tempi: viticoltura, olivicoltura, seminativo, allevamento, agriturismo e tutto ciò che ne deriva, isola felice con orgoglio condotta da Riccardo Catocci e dalla sua famiglia nella maremma interna alle pendici dal Monte Amiata.

Ecosistema dove il contatto con la natura ti riporta all’essenza del concetto di coltivazione, e dell’eccellenza delle produzioni artigianali. I vini aziendali non fanno eccezione: Vermentino e Sangiovese soprattutto, favoriti da terreni generosi e dal microclima favorevole che il mare da una parte e l’Amiata dall’altro concorrono a creare.

Torre degli Alberi, Ruino (PV)

La storia dell’Azienda Agricola Dal Verme è quella di una realtà famigliare fortemente radicata nel territorio: siamo nella località Torre Degli Alberi, nel comune di Ruino, nell’alta collina dell’Oltrepò Pavese. Qui l’azienda da decenni rappresenta un punto fermo della vita del territorio, con diverse attività in ambito di agricoltura e allevamento, tutte rigorosamente da sempre in regime biologico, portate avanti da Camillo e Filippo, assieme ai rispettivi figli Giacomo e Luchino. L’ultima, quella vitivinicola, si è concretizzata negli ultimi dieci anni ed è una dimostrazione di chiarezza d’idee: Pinot Nero piantato a quasi 600 metri d’altitudine su terreni aziendali con esposizione sud per la produzione esclusiva di bollicine. Oggi Torre degli Alberi rappresenta l’apice, geograficamente parlando, di una denominazione che sta spingendo sempre di più nella direzione del metodo classico.

 

BOX ENTUSIASTA

Petit Derthona – Vigneti Massa

Il Petit Derthona si presenta come il fratello più piccolo del Derthona, e cerca da buon secondogenito di trovare la sua strada e le sue caratteristiche peculiari: sempre uve Timorasso al 100%, con pressature più energiche e provenienti esposizioni più fresche, le macerazioni sono più limitate. Al naso presenta frutto a polpa bianca marcato e una buona mineralità. In bocca raggiunge l’equilibrio più rapidamente e si offre al consumo da giovane, con buona struttura, freschezza e grande beva.

Abbinamenti consigliati: salumi e formaggi freschi, primi piatti a base di verdure.

Pecorino Offida DOCG Donna Orgilla – Fiorano

Il Pecorino, a discapito della sua enorme diffusione negli ultimi dieci anni, non sempre in versioni di alto profilo, è un grande vitigno a bacca bianca, e la zona dove Fiorano lo coltiva è certamente una delle più interessanti. Vino simbolo tra i vini aziendali, raccolto a piena maturità e vinificato in acciaio a temperatura controllata, Donna Orgilla è un Pecorino tipico e originale al tempo stesso: tipico nelle note di frutta matura, esotica e minerali, originale nella bocca opulenta, di grande struttura, ma al contempo perfettamente equilibrata e snella. Sorprendente nell’affinamento in bottiglia.

Abbinamenti consigliati: formaggi a media e lunga stagionatura, crostacei, zuppe di pesce.

Montecucco Rosso DOC  – Podere Le Calle

Il Sangiovese è uno dei vitigni più diffusi nel nostro paese, ma è anche straordinariamente diverso a seconda delle condizioni pedoclimatiche nelle quali è coltivato. La DOC Montecucco è sicuramente una delle meno conosciute e più interessanti. Situata ai piedi del Monte Amiata, l’Azienda Agricola Le Calle verso l’interno vede Montalcino, con vini nobili e fini, e verso il mare vede la costa maremmana con vini invece più concentrati e potenti. Credo che i Sangiovese di Riccardo siano un’ottima sintesi tra le due condizioni, e che il Campo Rombolo esprima in maniera eccellente queste caratteristiche. Sangiovese 90% e Ciliegiolo 10%, vinificazione in acciaio con macerazioni medio-lunghe. Al naso ciliegie mature e spezie, in bocca la grande struttura e il tannino fine ma vigoroso rende la beva armonica e molto lunga.

Abbinamenti consigliati: Coniglio in umido, zuppe di legumi.

 

BOX ESPERTO

Croatina Colli Tortonesi Pertichetta – Vigneti Massa

Dichiarare che la Croatina può essere un grande vitigno per vini da invecchiamento per alcuni potrebbe essere scioccante. Chi come me ha conosciuto questo vitigno nelle sue espressioni meno nobili ha dovuto assimilare lentamente il contrario, cioè che la ricchezza polifenolica e l’eleganza delle sue caratteristiche sensoriali possono dare vita a vini davvero sensazionali. Forse proprio per questo ne sono così appassionato e affascinato. Fortunatamente in tutte le aree dove questo vitigno è coltivato esistono grandi interpreti. Vigneti Massa è una di queste realtà: la Croatina Pertichetta si apre subito importante al naso, con le note erbacee che si sono fatte balsamiche, eteree ed ematiche (se mi si consente il termine, che individua eleganti sensazioni minerali), in bocca la struttura è importante, il tannino ben levigato e il fin di bocca elegantissimo.

Abbinamenti consigliati: stufati, arrosti, formaggi stagionati.

Marche Rosso Ser Balduzio – Fiorano

Che il Montepulciano possa essere un grande vitigno da invecchiamento lo sappiamo, o comunque talvolta ce ne siamo accorti. Che però possa esprimersi con al contempo la potenza e la finezza del Ser Balduzio di Fiorano, ci lascia stupefatti. La cura di Paolo e Paola per questo vino si vede tutta ed è incredibilmente costante negli anni: uve 100% Montepulciano da vigne vecchie, fermentazione in acciaio con lunghe macerazioni e affinamento in botti di rovere da 10 hl di Slavonia per circa 3 anni. Al naso è confettura di ciliegia, smalto, cuoio e tabacco, in bocca grande struttura e morbidezza, tannini maturi e ben integrati, per un finale lungo ed elegantissimo.

Abbinamenti consigliati: carni alla griglia, arrosti.

Oltrepò Pavese Pinot Nero Metodo Classico DOCG Pas Dosè – Torre degli Alberi

Si dice che gli spumanti Pas Dosé mostrino in maniera più autentica e naturale le caratteristiche di un vino spumante: in effetti l’assenza di zucchero nella cosiddetta “liquer d’expédition” non altera con sensazioni di morbidezza quelle che sono le caratteristiche intrinseche del vino, e spesso proprio per questo sono le migliori cuvée quelle riservate ai dosaggi zero. L’Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Pas Dosé di Torre degli Alberi non fa eccezione. Al naso il frutto è maturo e accompagnato da note fini di pasticceria che raccontano i 36 mesi sui lieviti. Decisa e robusta la struttura, ben equilibrata da un’acidità non tagliente che, nonostante la quota di coltivazione, viene ingentilita dalle fermentazioni malolattiche a cui i vini vengono lasciati andare incontro nella fase di vinificazione.

Abbinamento consigliato: lardo o salame, fritture, pesci grassi.

 

 
vini macerati

Le selezioni di settembre

WINE BOX DI settembre: la macerazione sulle bucce

vini macerati

Tappa #18

Scelta da Ottavio Venditto Migliore sommelier d’Italia AIS 2014

settembre 2019

 

Cantina Roncùs, Capriva del Friuli

Siamo a Capriva del Friuli, a pochi kilometri da Gorizia: una famiglia di agricoltori guidata da una filosofia naturale, con una bella storia alle spalle. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Perco voleva tornare a coltivare le sue viti ma non poteva permettersi un trattore. La guerra, però, aveva lasciato nella zona un carro armato, che loro hanno rivitalizzato e messo in funzione per preparare la vigna a scasso. Da lì non si sono più fermati.

 

Frank & Serafico, Grosseto

Questa non è solo una cantina ma un grande progetto, nato nel 2009 dall’incontro di due menti enologiche, Fabrizio Testa (Frank) e Pier Paolo Pratesi (Serafìco), che hanno deciso di stabilirsi in Maremma per sviluppare l’idea di produrre i propri vini e le proprie birre in totale autonomia, partendo dalle materie prime coltivate nel luogo. Ma in questo ecosistema naturale non si beve soltanto: nel Ristoro Agricolo si gustano anche piatti prelibati, preparati con il cibo del loro bellissimo orto.

Cantina MoVe, Mondragon

Siamo a un’ora di macchina da Venezia, vicino a Fanzolo. Da Gabriele, il proprietario, la parola “chimica” non è ammessa e non si fa assolutamente uso di pesticidi. Lui è un caro amico di Ottavio Venditto e ha un progetto ambizioso di recupero del territorio, che riguarda la riqualificazione ambientale di un’area abbandonata e passa anche per la produzione di grande vino. È un personaggio strepitoso, che produce il vino in una cantina piccolissima, la cui porta è recuperata da un vecchio garage degli anni Sessanta…

 

BOX ENTUSIASTA

Collio Bianco – Cantina Roncùs

Uve “tocai” (friulano) al 40%, altrettanto pinot grigio e un po’ di sauvignon, da vigne vecchie di 25 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, su terreni marnosi.

Qui si sperimenta l’inizio della macerazione pellicolare, che dura circa quattro ore. Questo si riflette nel colore del vino, che appare appena dorato dalle bucce. La fermentazione spontanea avviene in acciaio, fatta con soli lieviti indigeni per un vino naturale, genuino e di grande digeribilità.

Siamo nel Collio, quindi ecco un bianco dal sapore sapido e minerale, che esprime al naso note di mandorla bianca, erbette aromatiche, alloro, sentori che precorrono la ponca (il suolo del Collio); un vino che possiede un corredo importante e piacevolissimo, e che si beve molto facilmente.

Abbinamento: provatelo con un tagliere di salumi affumicati.

 

Di Macchia Senza Solfiti – Frank & Serafico

Toscana, questo è un vino particolare perché fatto con una base di vermentino (al 95%, il resto è petit manseng), dalle migliori uve coltivate nella Valle d’Oro di Capalbio. Uve, queste, che vengono da una vigna vecchia, fatte macerare a freddo in pressa per 12 ore, lasciate maturare in acciaio e affinare in barrique di rovere francese.

Possiede grandi note marittime e mediterranee, un colore bello dorato e un naso decisamente mediterraneo: ecco quindi la macchia, le erbette aromatiche fino a una bella nota salmastra, marina… La solforosa qui è bassissima e il vino non è filtrato: piace questo andare fuori dagli schemi, in un territorio in cui tutti fanno Vermentino classico, filtrato, mentre qui siamo su altro livello.

Abbinamento: consigliamo di provarlo assieme a del pesce semigrasso, per esempio con una mousse di baccalà mantecato.

 

Mondragon Rifermentato “Utia” – Cantina MoVe

Qui sperimentiamo la fermentazione lunga (10 giorni), sui lieviti indigeni e sulle proprie bucce. Uve glera coltivate in pendenza regalano un vino estremo, una bollicina rifermentata in bottiglia secondo il metodo ancestrale, che matura in acciaio senza solfiti aggiunti. Il vino non è sboccato, quindi prima del servizio va rimesso in circolo il fondo. La bollicina è sottile, si presenta molto elegante e decisamente importante al naso, con affascinanti note fruttate.

Gradevole e digeribile.

Abbinamento: da provare con cruditè di pesce.

 

BOX ESPERTO

Serafico – Frank e Serafico

Vino molto particolare, è il Vermentino di punta della cantina, prodotto in pochissime bottiglie. Uve (oltre al vermentino anche petit manseng) da una vigna vecchia di oltre 30 anni, vendemmiate tardivamente che mantengono un piccolo residuo zuccherino proprio per via della surmaturazione delle uve.

Iniziamo quindi sperimentando un vino che fa una macerazione a freddo in pressa per 12 ore, decantazione statica e naturale a bassa temperatura, parziale fermentazione malolattica e maturazione in barrique di acacia per 14 mesi, affinamento in bottiglia per un bianco molto morbido. Al naso si impone il frutto a polpa gialla ma anche una nota di miele, di spezia, la vaniglia, lo zucchero… Questa bella nota zuccherina si sente anche al sorso e il volume grasso riempie il palato.

Abbinamento: perfetto con formaggio e carni bianche.

Mondragon Tranquillo “Garbeo” – Cantina MoVe

Ci piace un sacco, questo vino prodotto in una terra dove tutti gli altri fanno Prosecco: siamo sulle colline dell’alta Marca Trevigiana, la vigna è vecchia di 50 anni e stava per essere spiantata da imprenditore locale ma un agricoltore che aveva altre vigne accanto ha deciso di fermare tutto e affittarla perché convinto che fosse un grande patrimonio dell’umanità. Fatte studiare le varietà trova incrocio Manzoni, malvasia, glera e anche malvasia istriana. La zona è terrazzata, molto difficile da coltivare, la raccolta è manuale e la produzione di super nicchia (solo 1200 bottiglie l’anno).

Macerazione abbastanza spinta, per 10 giorni sulle bucce per cui il colore vira verso l’arancione. Un vino dalla sapidità importante e un naso esplosivo che racchiude i profumi dell’autunno: foglie secche, fieno, miele, scorza d’arancia, castagno, profumi di salmastro, di olive taggiasca al forno…

Abbinamento: provatelo con un primo piatto di pesce, ricco, per esempio con dei ravioloni con un’emulsone di capesante, o con gamberi e scalogni. Perfetto anche con il formaggio.

 

Val di Miez – Cantina Roncùs

Merlot e cabernet franc da vigne vecchie di 40 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, a regime biologico. Qui sperimentiamo una macerazione lunga – 20 giorni con le bucce -, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e malolattica svolta completamente. Poi affina in botte grande di rovere francese per 18 mesi.

Un rosso riserva, prodotto in pochissime bottiglie, che ha struttura e potenza, balsamicità, molto frutto ma anche note erbacee. Al palato si impone per l’eleganza.

Perfetto da bere ora, ma se dimenticato in cantina riserva piacevoli sorprese tra qualche anno…

Abbinamento: si può partire dai formaggi stagionali ma può essere bello spingersi, per via dei tannini importanti e setosi di questo rosso, fino a carni cucinate a lungo, come la guancetta di vitello con porri e patate.

 
Viti metropolitane

Le selezioni di agosto

WINE BOX DI agosto: napoli: vini metropolitani

Viti metropolitane

Tappa #17

Scelta dal sommelier Tommaso Luongo

agosto 2019

 

Azienda Agricola Agnanum

Si parla spesso, talvolta a sproposito, di viticoltura eroica, ma come si può altrimenti definire la caparbietà con la quale Raffaele Moccia difende quotidianamente il suo territorio dal rischio di dissesto idrogeologico? Ore e ore passate in vigna, usando solo la zappa per scolpire i gradoni e creare un efficiente sistema di regimentazione delle acque al fine di contrastare il naturale disfacimento di un terreno polveroso che potrebbe franare in un batter d’occhio per effetto del dilavamento conseguente a una pioggia appena un po’ più abbondante. Qui la filossera, che ha sconvolto a partire dalla seconda metà dell’800 la geografia viticola europea e mondiale, è stata sconfitta grazie alla granulometria di sabbie vulcaniche finissime, che ostruisce il passaggio di quest’afide tra gli apparati radicali delle vigne messe a dimora sui cigli dell’antico cratere degli Astroni. Vini dalla forte indole vulcanica, che mescolano frutta e fiori con salsedine e polvere pirica.

Cantine Astroni

Gerardo Vernazzaro ha una missione: diffondere conoscenza del vino di Napoli. Un lavoro quotidiano, incessante, perfino maniacale, per forgiare l’identità sensoriale dei suoi vini. Partendo ovviamente dalla terra, “sporcandosi” le mani di zolfo e lapilli, alla ricerca delle vocazioni naturali dei suoi vigneti, che attraversano le varie aree metropolitane della città di Napoli, dai Camaldoli agli Astroni. Qui, nei Campi Flegrei, si è scritta una pagina fondamentale della storia della viticoltura mondiale con il passaggio della civiltà greca e romana. I greci avevano l’abitudine di coltivare la vite lasciandola strisciare per terra assecondandone la natura: così riuscivano a raccogliere anche la più piccola goccia di umidità. In Campania trovarono invece condizioni climatiche differenti, mentre questo sistema di allevamento esponeva l’uva all’attacco della muffa; fu così che i coloni eubei furono costretti a cercare un’alternativa, comprendendo che bisognava sollevare da terra la vite e adagiarla su pali di legno, le phalangae latine. Da questi pali di sostegno, a cui si avviluppava la vite, nacque il Vinum Album Phalanginum, il progenitore della Falanghina flegrea.

Cantine Federiciane

Un’azienda a carattere familiare in cui si sente la cultura della vigna. Un team affiatato, che si muove in perfetta sincronia: i fratelli Luca, Marco e Antonio, con i genitori Paolo e Giuseppina, tutti insieme appassionatamente per dare vita a un progetto che coinvolge e sostiene un cospicuo numero di conferitori, riuscendo così a tenere in vita le mille storie che intrecciano uomini e donne ai vigneti dell’area metropolitana della città di Napoli. Storie affascinanti che parlano di fatica contadina, espressione autentica di un resiliente modello di agricoltura urbana difesa ogni giorno con sacrifici e sudore. Una realtà che gode del supporto di una tecnologia all’avanguardia, affiancata alla tradizione di questa grande famiglia allargata (made in Naples!) giunta ormai alla quarta generazione. Tutto è partito da un modesto casolare immerso nella campagna flegrea di Bacoli nei primi del Novecento per poi arrivare a Marano, alle porte del capoluogo nel 1985, e infine trovare nuova linfa e consolidarsi come impresa dinamica e affermata anche nei mercati internazionali.

BOX ENTUSIASTA

Campi Flegrei Pieridosso “Sabbia Vulcanica” – Azienda Agricola Agnanum

Rosso rubino, dalla luminosa trasparenza purpurea. Naso di geranio e ciliegia, avvolto da una soffusa velatura fumé; chiude con un tocco di pepe nero. Bocca succosa, dal sorso agile e snello. Dinamica gustativa sorretta dalla freschezza con un tannino garbato che conduce a un finale sapido. Un vino semplice e essenziale, gastronomico per la versatilità con cui può essere abbinato.

E in abbinamento? Giocando con la temperatura di servizio, riesce ad accompagnare sia la zuppa di pesce della tradizione partenopea sia la classica parmigiana di melanzane.

Campli Flegrei Falanghina “Colle Imperatrice” – Cantine Astroni

Colle Imperatrice è il frutto dei vigneti distribuiti tra i Camaldoli e il vulcano degli Astroni. Qui, la falanghina si esprime generosa e conserva intatta la fisionomia sensoriale più classica del terroir flegreo. Giallo paglierino che illumina il bicchiere. Un naso che sa di estate e di mediterraneo: percoca e melone bianco introducono nuance ricche di salsedine. Sorso pulito e netto con un ingresso segnato da sferzante acidità; chiude in scioltezza con una scia persistente che intreccia sale e frutta esotica.

E a tavola? Perfetto sull’insalata di polpo, patate e mentuccia selvatica: un piatto in cui la fibra callosa viene demolita dall’acidità del vino e la tendenza dolce dei tuberi è contrastata dalla sua sapidità.

Campi Flegrei Falanghina – Cantine Federiciane

Paglierino vivace. Profuma di mandarino, frutta esotica ed erbe della macchia mediterranea. Struttura gustativa scorrevole e snella, scossa da profonde vibrazioni saline che amplificano l’allungo finale. Una Falanghina didattica, per esecuzione e territorialità.

Suggerimenti a tavola? Con queste caratteristiche organolettiche è quasi scontato, ma non per questo meno piacevole, suggerire di celebrare il matrimonio di questa Falanghina con gli spaghetti alle vongole veraci; o più in generale l’abbinamento con i primi piatti della tradizione marinara che vedono protagonista la tendenza dolce di molluschi e crostacei.

BOX ESPERTO

Piedirosso dei Campi Flegrei “Vigna delle Volpi” – Azienda Agricola Agnanum

Proviene da una vigna intitolata alle volpi che amano scorrazzare tra i filari, infilandosi nei buchi che il tempo ha scavato nel muro borbonico che delimita la proprietà rispetto alla riserva naturale degli Astroni.

Rubino. Naso compresso, come una molla pronta ad esplodere. Basta indugiare un po’ nel bicchiere per assistere a un’incessante e coinvolgente sequenza di frutta rossa, pepe nero, tabacco, legna arsa e tracce di mineralità ferrosa. Sorso vibrante che porta un frutto pieno e vigoroso, dai contorni sapidi; un tannino sottile e composto aiuta la beva e asciuga con delicatezza il palato; chiusura appagante e golosa.

E a tavola? Trova il suo compagno ideale nel coniglio all’ischitana, un piatto ancestrale in cui l’animale viene cotto a lungo nel classico tegame di creta a quattro manici, ‘u tiane, con erbe spontanee e peperoncino. Come vuole la tradizione a fine cottura il sugo in eccesso viene utilizzato per condire i bucatini.  Eccovi un pranzo “monotematico” in cui questo succoso e minerale Piedirosso sta perfettamente a suo agio.

Campi Flegrei Falanghina “Vigna Astroni” – Cantine Astroni

È il vino che proviene esclusivamente dalla vigna coltivata sulle pendici esterne del Cratere Astroni, tra Napoli e Pozzuoli, un tempo riserva di caccia Borbonica e oggi oasi naturale WWF Italia.

Colore oro antico. Profumi di frutta matura dal tocco esotico si alternano a cenni di spezie ed erbe aromatiche, con una gentile brezza di sale e zenzero che rinfresca il naso. Al palato colpisce per volume e pienezza del sorso, attraversato da una traccia sapida che traina tutto lo sviluppo gustativo trascinando a sé tutti gli aromi olfattivi.

E in abbinamento? La frittura di paranza (con alici e triglie e i tanti golosissimi pesci poveri del golfo partenopeo) si sposa con le sapidità marine di questo vino per un riuscito matrimonio, d’amore e di convenienza.

Campi Flegrei Piedirosso – Cantine Federiciane

Rubino lucente. Spigliato ed espressivo al naso con rimandi di rosa canina, chiodi di garofano e un’infiltrante venatura sulfurea. All’assaggio mostra la calibrata integrazione tra freschezza e morbidezza, alimentata dalla spinta sapida. Tannini garbati accompagnano il finale. 

Suggerimenti a tavola? Tanti gli abbinamenti possibili: tra essi la zuppa di cicerchie flegree con totani ai piccoli pesci di paranza in guazzetto; da apprezzare per la sua duttilità che permette di spaziare dalla cucina di mare a quella di terra, purché non si esageri con il pomodoro.

 
vini delle sabbie

Le selezioni di luglio

WINE BOX DI luglio: vini delle sabbie

vini delle sabbie

Tappa #16

Scelta dal grande Luisito Perazzo

miglior sommelier d’Italia

luglio 2019

 

Mariotti Vini (San Giusepppe di Comacchio, Ferrara)

Caratterizzata da un microclima favorevole alla produzione di varietà autoctone della provincia ferrarese, l’azienda Mariotti interpreta fedelmente il compito attribuito dal binomio vitigno/terroir.

Azienda ubicata nel Delta del Po in cui i terreni sabbiosi hanno consentito la coltivazione di uve non innestate. Il fondatore Giorgio Mariotti negli anni settanta decise di intraprendere la produzione puntando sui vigneti storici del vitigno Fortana e promuovendo il riconoscimento della Doc Bosco Eliceo.

Da qualche anno è Mirco Mariotti, assieme alla sorella Barbara, a proseguire la filosofia familiare con il desiderio di esaltare le differenze e i tratti peculiari del proprio territorio. Il risultato è determinato dal profilo schietto e vivido dei propri vini, in cui la bevibilità si associa a eccellenti funzioni in tema di abbinamenti gastronomici dei piatti tipici nella “Terra degli Estensi”. L’immaginario sensoriale dei loro vini è piacevole e profumato, senza mai tralasciare quel tocco di reale sapidità fornita dai terreni sabbiosi e sedimentari.

Baglio di Pianetto (Santa Cristina, Gela)

Tenuta fondata dal conte Paolo e dalla contessa Florence Marzotto a metà degli anni novanta a Santa Cristina di Gela, nel Palermitano.

L’obiettivo sin dall’inizio è stato quello di realizzare un matrimonio tra le varietà tipiche siciliane con alcune varietà francesi, tanto da focalizzare sia il pedoclima isolano, sia l’eleganza e la versatilità dei vitigni transalpini, il tutto secondo una filosofia produttiva di stampo biologico.

Produzione vinicola distribuita su due tenute vitate, questa a Pianetto con terreni prevalentemente calcarei con depositi sabbiosi, l’altra a Baroli, nel siracusano, con terreni di natura prettamente sabbiosa.

Claudio Mariotto (Vho, Tortona)

Produttore della zona zona sud-est di Tortona, oggi giunto alla quarta generazione, fa parte della filosofia produttiva declinata dal concetto “Vignaioli indipendenti” che conducono le vigne in maniera tradizionale, dalla cura del vigneto all’imbottigliamento, alla gestione commerciale.

Situato in località Vho, egli detiene anche vecchie vigne che combina efficacemente per la realizzazione dei vini, con particolare attenzione sulle varietà Barbera e Timorasso, con decisa convinzione che la qualità è frutto della tecnica ma soprattutto è la rappresentazione del terroir in cui si opera e che si riflette nel valore assoluto dei vini.

Il risultato è sempre un vino concentrato e aromatico, un vino che si determina tramite il rapporto intimo tra il produttore e il suo vigneto.

BOX ENTUSIASTA

Surliè – Mariotti Vini

Vino identitario e rappresentativo del ferrarese viticolo; espressione di una varietà che grazie alle sue caratteristiche di adattamento in un terreno sabbioso, regala note sensoriali che coniugano bevibilità e tradizionalità.

Prodotto con una vendemmia manuale medio tardiva, alla fermentazione spontanea del mosto segue la rifermentazione in bottiglia in presenza dei propri lieviti per circa due mesi.

Vino dalla veste luminosa e violacea, il profumo tradisce piccoli frutti che ricordano lampone, mora e fragoline di bosco con una sfumatura appena pepata. Assaggio fresco e saporito con bollicine cremose e con spiccate note sapide in simmetria.

Abbinamento: da bersi in compagnia tentando un abbinamento del territorio come l’anguilla alla brace.

Ficiligno – Baglio di Pianetto

Vino prodotto con uve autoctone e alloctone quali Insolia e Viognier, per realizzare un connubio variegato ed elegante; cuvée maturata solo in acciaio.

Giallo paglierino e cristallino, rilascia ampi profumi di frutta tropicale che evocano ananas, litchi, frutto della passione, con un tocco floreale di gelsomino.

L’ingresso si traduce con freschezza e buona lunghezza, felici l’equilibrio e la sapidità, chiude ancora fruttato con effluvi minerali.

Abbinamento: provatelo con fettuccine ai frutti di mare.

Barbera Territorio Colli Tortonesi – Claudio Mariotto

Vino storico e vitigno “familiare” del Piemonte, da sempre indicato come elemento conviviale e definito come l’accompagnamento quotidiano.

Nei colli tortonesi, in provincia di Alessandria, si è da sempre ottimamente acclimatato con risultati di grande rilievo e notevole bontà.

Questa versione “Territorio” si distingue per un bouquet gradevole e fragrante che ricorda la frutta rossa fresca con tocchi di amarena, e l’aroma vinoso caratteristico di un vino giovane maturato solo in contenitori di acciaio; assaggio goloso, fruttato, floreale, fresco, con discreta corposità, coinvolto da una sensazione calda e seducente che ne giustifica il perfetto equilibrio.

Abbinamento: assaporatelo in calice medio assieme a tortelli ai funghi porcini con burro alle erbe.

BOX ESPERTO

Abbatia Vino Spumante Brut Nature – Mariotti Vini

Vino con rifermentazione in bottiglia secondo il tradizionale metodo classico; particolare è la varietà utilizzata perché si tratta del vitigno Fortana, vinificato in bianco.

Il vigneto di riferimento proviene dalla Duna di San Giuseppe di Comacchio, quindi sabbioso, che regala eleganti note floreali.

Bollicine minute e persistenti caratterizzano il calice, piacevolissima beva di assaggio sempre corteggiata da un profumo fresco, sottile e dinamico.

Abbinamento: versione non dosata da provare con una composta tiepida di crostacei e avocado.

Shymer – Baglio di Pianetto

Consueto taglio tra due varietà, Syrah e Merlot, per garantire un’espressione sensoriale che evoca note speziate e tostate, con un profilo fruttato e setoso.

Conduzione biologica della vinificazione a cui segue un periodo di maturazione in barrique francesi di diverso passaggio.

Un vino ricco sin dall’aspetto con cromatica esuberante di tonalità rubino, olfatto caratterizzato da frutta matura e polposa, in primis mora e ciliegia, percorso incrociato da effluvi di cioccolato, eucalipto, violetta, vaniglia e liquirizia.

Il sapore è pieno, vellutato e avvolgente, con tannino fine e rotondo, di spiccata sapidità che rende l’insieme intenso e persistente con ricordi ancora speziati e fruttati.

Abbinamento: assaporatelo in un bicchiere ampio assieme a involtini di pollo alla palermitana.

Derthona Timorasso – Claudio Mariotti

Colore che vira sul dorato, splendente e voluttuoso, il profumo richiama frutta a pasta gialla, pesca, ananas, mango, prugna gialla, note di delicata speziatura che riconduce al pepe bianco, e poi il profilo diventa gessoso e salmastro, selce e pietra focaia.

Gusto intenso e avvolgente, teso ma rotondo, salino e fruttato, proporzionato in bocca per volume, gradevolezza, persistenza e mineralità, dal finale tostato.

Un vino da tenere per ogni occasione, bene adesso ma si può anche attenderlo per qualche tempo, in questo modo ridefinirà il suo bouquet complessivo.

Abbinamento: da servire nel bicchiere più ampio e da provare con soubrics di vitello in salsa speziata.

 
Rosé del Salento

Le selezioni di giugno

WINE BOX DI GIUGNO: ROSé DEL SALENTO, CARATTERE DA VENDERE

Rosé del Salento

Tappa #15

Scelta da Matteo Carrozzini

Migliore sommelier della Puglia

giugno 2019

 

Michele Calò e Figli – Tuglie (LE)

“Cu no manca mai lu mjeru pe li cristiani” ovvero “Che non manchi mai il vino per le persone” (mjeru viene dal latino merum, vino puro). Con queste parole Michele Calò ammoniva i figli Giovanni e Fernando. Loro oggi, nelle tenute di Tuglie, Alezio, Parabita e Sannicola (LE), coltivano i vitigni storici (negroamaro, malvasia nera, primitivo e verdeca) in continuità con la volontà del padre.

Vitigni forti, questi, che danno vini importanti ed eleganti, capaci di suscitare emozioni intense ma anche esigenti di costanti cure e attenzioni, nel vigneto e in cantina, in ogni momento dell’anno.

Fernando e Giovanni seguono le varie fasi dell’attività della loro cantina con la stessa passione trasmessa loro dal padre, ma anche con spirito innovativo e la consapevolezza che solo un grande impegno dà i risultati sperati, anche presso i palati più esigenti.

Azienda Vitivinicola Marulli – Copertino (LE)

L’Azienda Vitivinicola Marulli nasce nel 1975 a Copertino (LE), un centro essenzialmente agricolo del Salento. Già da due generazioni però la famiglia coltivava la vite e produceva buon vino. Oggi Vito, dispone di 20 ettari di vigneto coltivato con uve autoctone e internazionali. L’ubicazione dei terreni, il clima favorevole, ma soprattutto il profondo attaccamento alla terra e alla vite permettono di ottenere uve di ottima qualità, che lui trasforma in rossi corposi, rosati fruttati e profumati, bianchi molto eleganti e delicati.

Antico Palmento – Manduria (TA)

Antico Palmento è un’azienda a conduzione familiare nel centro di Manduria. Nasce dalla passione di Bruno Garofano che, dopo quarant’anni di collaborazioni e consulenze enologiche per varie cantine pugliesi, decide di mettere la propria esperienza a disposizione dei figli e avvia un’attività vitivinicola nel cuore di una delle aree più vocate della Puglia. L’obiettivo è produrre vini in quantità limitata che siano interpreti della migliore espressione del territorio: per questa ragione punta forte sugli autoctoni. L’attenzione è focalizzata sul primitivo, il vitigno principe di questa zona.

Il sogno di Bruno si concretizza nel 1998 con l’acquisizione di alcuni ettari di vigna e di un “palmento” (una vasca per la fermentazione del mosto) risalente ai primi anni del secolo scorso. L’intera filiera produttiva si svolge nella struttura restituita all’operosità dopo un’attenta ristrutturazione. Data l’origine storica della stessa e l’ubicazione nel centro di Manduria – tra stradine molto strette – si può davvero parlare di vinificazione eroica!

Cantina Bonsegna – Nardò (LE)

Questa Azienda Agricola è fondata da Primo Michele Bonsegna nel 1964, a Nardò, terra del Negroamaro, del Primitivo e della Malvasia Nera, un’area che ha un’estensione di vitigni tra le più ampie del Salento. Dal 1991 l’azienda è portata avanti dal figlio Alessandro.

I vigneti di proprietà stanno a Nardò, nelle contrade storiche e nei pressi del Parco Naturale di Portoselvaggio. La cantina si impegna a fondo nei sistemi di lotta integrata, per limitare al minimo l’uso di concimi e fitofarmaci.

“Produciamo vini seri, fatti con il giusto rispetto delle tradizioni e dell’espressività del territorio, mai caricaturali o presuntuosi, vini che a Primo Bonsegna – mio padre – sarebbero sicuramente piaciuti”.

BOX ENTUSIASTA

Mjère Salento Rosato – Michele Calò e Figli

Le uve negroamaro al 90% e malvasia nera leccese al 10% sono raccolte a mano e lasciate a macerare per 16-18 ore. Al momento della svinatura solo il 25-30% è destinato alla produzione del Mjère Rosato. Esclusivamente la parte migliore, quella limpida e dal colore rosa corallo ottenuto dall’“alzata del cappello” viene destinata alla fermentazione, a temperatura controllata (18° C circa). Questa tecnica consiste nel togliere una parte del mosto dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un vino rosso per vinificarla in bianco e ottenere un vino rosato.

Di colore rosa corallo, al naso è intenso con un bel bouquet di frutta fresca delicata che si ritrova nella persistenza gustativa, che sa di avvincente mediterraneità.

Consigliato degustarlo tra i 12 e i 14° C.

Abbinamento: ottimo con carni bianche come vitello tonnato, ma anche con formaggi a pasta fresca, pecorini non stagionati.

Emeris Salento Rosé Negroamaro – Azienda Vitivinicola Marulli

Uve negroamaro in purezza prodotte a Copertino, pigiate in maniera soffice e lasciate a contatto con il mosto per circa 6-7 ore. Fermentazione a temperatura controllata, tenuta a 18-20°C e affinamento in vasche d’acciaio.

Rosa cerasuolo con riflessi corallo, questo Rosé ha un bouquet delicato, di frutta. In bocca è secco e armonico, con un gradevole finale amarognolo.

Perché dia il meglio, servitelo a 12°C!

Abbinamento: provatelo con antipasti all’italiana ma anche con pesce al forno o carni bianche.

Danze della Contessa Nardò Rosato – Cantina Bonsegna

90% uve negroamaro e 10% malvasia nera di Lecce, attentamente selezionate a mano, vinificate in rosato, con macerazione breve sulle bucce a temperatura controllata, per circa 8-10 ore.

Questo vino è di un bel rosa corallo, morbido e avvolgente; al naso emergono subito profumi freschi, di erbe aromatiche e anche alcune note iodate.

In bocca è sapido, gustoso, elegante.

Abbinamento: è un vino molto duttile, sposa perfettamente primi piatti ma anche secondi di carne, latticini e formaggi freschi.

BOX ESPERTO

Cerasa Salento Rosato – Michele Calò e Figli

Il nome di questo vino deriva dal rosa cerasuolo, un bel colore ciliegia.  Da uve negroamaro coltivate nel vigneto Prandico ad Agro di Alezio (LE), selezionate con cura e lasciate a macerare per 16-18 ore. Poi, avviene l’“alzata del cappello”, una tecnica che consiste nel togliere una parte del mosto dalla vasca di macerazione – nella quale si sta preparando un vino rosso – per vinificarla in bianco e ottenere un vino rosato.

A fermentazione ultimata, questo viene trasferito per 5-6 mesi in parte in piccole botti di rovere francese da 225 litri, in parte in vasche d’acciaio inox. Al termine dell’affinamento, le due parti sono assemblate e lasciate riposare per il giusto tempo prima dell’imbottigliamento. Di bella struttura, con caratteristiche che lo rendono ottimo anche con il passare degli anni. 

Di un bel rosa corallo intenso e brillante, al naso è intenso, con un bouquet che profuma di ciliegia e di frutta fresca. Al gusto è morbido, elegante e di buona persistenza fruttata.

Abbinamento: giustamente sapido, si presta ad accompagnare piatti di pesce importanti, cucina mediterranea con pomodori, peperoni, acciughe, capperi, olive…

Tenuta Paraida Rosè Copertino – Azienda Vitivinicola Marulli

Vino ottenuto da uve negroamaro con età media delle viti di 30 anni, tenute ad alberello pugliese, un antico sistema di allevamento della vite che protegge dal vento e dalla siccità.

Le uve vengono pigiate in maniera soffice e lasciate a contatto con il mosto per 6-7 ore, per ottenere la giusta tonalità rosa. Affinamento di circa tre mesi in vasche di acciaio.

Di colore ciliegia intenso e brillante, dal bouquet ricco e composito, con profumi di frutta e sentori di lampone, ciliegia, fiori di pesco. Al gusto è secco e caldo, con fondo erbaceo unito a un gradevole retrogusto amarognolo.

Abbinamento: trova le più svariate combinazioni ma si accompagna in particolare molto bene con piatti di pesce.

Rose del Sud Salento Primitivo – Antico Palmento

“Rose del Sud” è un vino dal colore corallo intenso, da uve 100% primitivo (chiamate così perché sono le prime a maturare). All’olfatto esprime i tratti più tipici del vitigno con sentori floreali e di frutti freschi mediterranei.
Il sapore è appagato da una buona acidità supportata dalla morbidezza. È corposo e avvolgente, il che mitiga la sostenuta alcolicità.

Abbinamento: fresco e persistente nelle sue note gusto-olfattive, questo ci invita a sorseggiarlo a tutto pasto, in tutte le stagioni dell’anno.

 
viti Molise

Le selezioni di maggio

WINE BOX DI maggio: il molise esiste, e produce grandi vini!

viti Molise

Tappa #14

Scelta dal grande Carlo Pagano

migliore sommelier di Abruzzo e Molise

maggio 2019

 

Campi Valerio

Nell’antica tenuta del Principe Pignatelli, la famiglia Valerio dal 1974 ha recuperato con passione la piccola viticoltura locale, con una speciale attenzione per i vitigni autoctoni del Sannio Pentro.

Agricoltori da sempre, le attività di famiglia si sono arricchite con la produzione vinicola di nuove suggestioni e valori enologici. L’attenzione rivolta agli antichi vitigni e al territorio sono lo spirito che animano la Cantina Valerio, che è l’unica produttrice del vino Pentro (uno dei vini più rari al mondo), ed è stata la prima a realizzare un Metodo Classico nel proprio territorio.

Le forti escursioni termiche favoriscono la produzione di vini dal carattere intenso e deciso, nel segno di una vocazione agricola autentica.

San Zenone

I vini San Zenone esprimono appieno la tradizione vitivinicola del Molise. La lunga esperienza, il lavoro di appassionati coltivatori e le condizioni climatiche così favorevoli donano ai loro prodotti unicità e pregio. Tra le colline di Montenero di Bisaccia, ultimi baluardi vallata del Trigno, le viti sono esposte al sole e mitigate dalla brezza del mare.

La Cantina San Zenone svolge un ruolo primario nell’economia del suo territorio: qui prendono vita vini che sono frutto di una combinazione di doti umane, caratteristiche uniche della terra e attaccamento alla stessa da parte di chi la lavora.

Tenimenti Grieco

La famiglia Grieco, dopo i successi imprenditoriali in Puglia, prende le redini produttive dell’azienda di Portocannone, affacciata sul mare, con all’orizzonte le Isole Tremiti. Questo luogo era tanto amato dal grande Lucio Dalla, che prima di andare a godersi il ristoro isolano, passava in azienda a fare rifornimento di vino.

Questa cantina dà massima attenzione ai vitigni tipici del territorio, ma possiede anche un’ampia gamma di vitigni internazionali.

BOX ENTUSIASTA

Calidio – Campi Valerio

Da uve montepulciano vinificate in purezza in acciaio prende vita Calidio, rosso che si distingue per i profumi floreali (violetta di campo, per esempio), netti e puliti, e per il sapore molto garbato. Solo acciaio; da bere anche leggermente fresco (15°C) nelle calde giornate estive.

Il suo nome deriva da un’incisione su una lapide di età romana, rinvenuta vicino alla zona di produzione.

Abbinamento: perfetto con carni di maiale o con il formaggio.

Trebbiano Clivia – San Zenone

Uve trebbiano in purezza vendemmiate manualmente. Affinamento in solo acciaio.

Sgargiante giallo paglierino, questo vino evoca subito profumi di pesca saturnia, mela golden e anice. Tensione gustativa e pulizia lo rendono snello e dinamico.

Abbinamento: perfetto per accompagnare antipasti a base di verdure ma anche piatti di pesce e crostacei.

Tintilia 200 metri – Tenimenti Grieco

Esempio di come anche a quota bassa si riesca a produrre una Tintilia di assoluto valore (200 metri è l’altitudine minima per i vigneti atti a divenire Tintilia del Molise Doc).

Uve raccolte e selezionate a mano, vinificate in acciaio. Al naso spezie e ribes rosso la fanno da padrone, e poi erbe aromatiche e spezie. Avvolgente e snella la beva, assaggiatelo a 16°C: darà il suo meglio!

Abbinamento: da provare con formaggi e salumi molisani, ma anche con primi piatti saporiti e grigliate di carne.

BOX ESPERTO

Tintilia Opalia – Campi Valerio

Il nome deriva dalla dea di buon augurio alla vendemmia. Cavallo di razza per la denominazione, questo vino rende il calice serio sin dal colore impenetrabile, rosso rubino intenso. Apripista sono profumi di more, di rovo, di spezia leggermente piccante. Armonioso, materico e ricco di personalità. Affina 2 anni in barrique.

Abbinamento: è degno compagno delle più belle cene in compagnia dei piatti della cucina italiana a base di carne e sughi importanti.

Pluris – San Zenone

Pluris, dal latino, sta per pluralità. In etichetta presenta tre saggi, simbolo del “3”, il numero perfetto.

Moltepulciano in purezza, coltivato nelle colline di Montenero di Bisaccia e vendemmiato a mano da metà ottobre. Al naso: frutta rossa matura, ricordi di vaniglia e piccole note speziate. Accurate lavorazioni in vigna e in cantina danno vita a un vino dotato di struttura, carattere, con tannini morbidi e vellutati mentre la lavorazione in piccoli legni francesi per 24 mesi dona complessità, eleganza e persistenza.

Abbinamento: provatelo con piatti a base di agnello.

Bosco delle Guardie Biferno Rosso – Tenimenti Grieco

Nome che deriva da una bellissima e suggestiva macchia mediterranea di altura che separa più o meno a metà i migliori vigneti della cantina, coltivati a montepulciano e aglianico.

È un vino importante già nella tinta granata, di grande impatto al naso con frutta in confettura e sensazioni dolci.

Matura in legni di media grandezza e ha grande struttura, sempre elegante, caldo ed equilibrato.

Abbinamento: ottimo con carni rosse in umido o selvaggina, ma anche con formaggi stagionati.

 
Friuli Venezia Giulia vino

Le selezioni di aprile

WINE BOX DI APRILE: FRIULANO, SFUMATURE DI UNA TERRA UNICA

Friuli Venezia Giulia vino

Tappa #13

Scelta dalla FISAR di Udine,

aprile 2019

 

Obiz

In Friuli Venezia Giulia coesistono cantine sociali, cantine grandi e molto note e tantissime altre piccole aziende che custodiscono e coltivano con passione i loro vigneti. Obiz appartiene a questa terza categoria.

A pochi chilometri dal mare, è una delle più dinamiche realtà del litorale e possiede vigneti frazionati in diverse particelle, con tanti terreni diversi, tra argille di medio impasto, terreni più o meno permeabili e sabbie fini. Obiz conduce i suoi 40 ettari di vigneto nel rispetto della tutela e della salvaguardia ambientale, applicando a pieno regime la lotta integrata. Gestita sin dalla sua fondazione da Yunmani Bergamasco, Obiz si è data come missione di valorizzare i vitigni autoctoni friulani come ribolla gialla, friulano e malvasia (varietà a bacca bianca), refosco dal peduncolo rosso per le uve rosse. Produce vini dai profumi schietti e immediati, ben equilibrati e piacevolmente armonici, che conquistano per la freschezza e per le note sapide che richiamano il mare.

I Magredi / Ca’ Ronesca

La cantina della famiglia Tombacco è situata nella parte più occidentale della pianura friulana dove ci sono terre magre, povere di acqua, ricche di sassi e molto permeabili. Sorta a fine degli anni ‘60, l’azienda è una delle principali realtà produttive di queste zone, con moderni impianti di vinificazione e un’ottima ospitalità. Da due anni la proprietà gestisce anche Ca’ Ronesca, un’azienda situata nella zona DOC Collio. Questa tenuta si estende lungo il confine con la Slovenia ed è una delle più belle per il panorama che offre.

I vini I Magredi sono freschi, di pronta beva, equilibrati con piacevoli sentori all’olfatto, quelli di Ca’ Ronesca si presentano al palato con strutture più importanti, con pienezza di bocca e persistenza più raffinata e prolungata.

La Sclusa

I paesaggi collinari hanno sempre ricoperto un grande fascino: dolci pendii accuratamente coltivati con terrazze per la vite, che si spengono nella pianura friulana, attraversata dai fiumi. Questo è il paesaggio di Spessa di Cividale, dove si trova l’azienda La Sclusa. Tipica cantina gestita interamente a conduzione familiare, i Zorzettig sono una delle famiglie storiche del territorio. I vini dell’azienda sono l’espressione più reale e veritiera di questo angolo di Colli Orientali del Friuli. Bianchi freschi, armonici ed eleganti e rossi corposi, ben equilibrati che si prestano bene anche all’invecchiamento. Oltre ai vini è ottima anche l’ospitalità in cantina.

BOX ENTUSIASTA

Friulano DOC Friuli 2018 – Obiz

Rese per ettaro contenute, al di sotto dei massimali previsti dal disciplinare di produzione, le uve di friulano vengono vendemmiate alle prime ore del giorno e la vinificazione è completamente in acciaio. 

Questo vino ha un bel colore giallo paglierino. All’olfatto è inizialmente timido, il che crea una certa curiosità. Elegante e piacevolmente schietto, ha sentori di frutta e di fiori e sorprende per la piacevole sapidità. Al palato è intenso e di buona persistenza, con ricordi di mandorla e finale morbido e profondo.

Abbinamento: da abbinare con antipasti freddi di pesce e con la cucina asiatica.

Friulano Friuli DOC Grave – I Magredi

Siamo nel cuore della DOC Grave del Friuli, qui l’azienda I Magredi è riconosciuta come una delle più intraprendenti della pianura pordenonese; offre una gamma di vini giovani, solitamente d’annata e di pronta beva. 

L’uva friulano DOC Friuli giunge a maturazione verso metà settembre, viene diraspata e pressata con procedure molto rapide per preservarne la sanità, poi vinificata a temperatura controllata in serbatoi di acciaio.

Dal colore giallo paglierino, questo vino si presenta al naso con piacevoli note fruttate che ricordano la pesca gialla e la mandorla. Di gradevole intensità, avvolge il palato con una vellutata morbidezza.

Abbinamento: ideale con il prosciutto di San Daniele, le capesante gratinate, con i gamberoni alla griglia ma anche con piatti vegetariani.

Friulano DOC Friuli Colli Orientali, La Sclusa

Il Friulano è sicuramente uno dei vini più identificativi dell’azienda La Sclusa, molto attaccata alla tradizione vitivinicola regionale. 

Le uve sono raccolte a mano, subito diraspate e il mosto lavorato completamente a freddo. Fermentazione e affinamento in acciaio permettono l’esaltazione di tutte le componenti aromatiche del vitigno. Al naso fiori, frutta secca e anice (ma anche leggeri sentori vegetali) per un sorso elegante e sapido, di grande piacevolezza e persistente.

Abbinamento: perfetto con filetti di trota al naturale o marinati.

BOX ESPERTO

Bianco Natissa 2017 – Obiz

Natissa dichiara sin dal nome il forte legame con il territorio: un tempo questo fiume era un’importante via che attraversava la città di Aquileia e portava le navi romane fino all’Adriatico (oggi lungo il suo corso nidificano gli uccelli marini…).

Natissa annata 2017 è un uvaggio composto da due varietà autoctone della regione: friulano e malvasia istriana vinificati separatamente; il friulano viene affinato in acciaio, la malvasia in tini di legno per circa 3 mesi. Successivamente i due vini vengono assemblati e imbottigliati.

Di un bel giallo paglierino carico con riflessi dorati; al naso è complesso e ricco di aromi che vanno dalla frutta matura ai fiori di ginestra fino a leggere note speziate. Al palato è molto gradevole, ben equilibrato, di corpo e con un finale che invita al sorso successivo.

Abbinamento: un vino che accompagna in modo eccellente antipasti di pesce, anche elaborati, risotti mantecati e pesci al forno.

Friulano – Ca’ Ronesca

I vigneti di Ca’ Ronesca abbelliscono le dolci colline a ridosso del confine italosloveno nel comune di Dolegna del Collio. Questi terreni, ricchi di sedimenti vari tra marne e arenarie, conferiscono ai vini corpo e struttura, carattere deciso e buona personalità.

Nel bicchiere si presenta con un bel colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, brillante e scorrevole. Il bouquet rivela un vino in cui risaltano le note fruttate di nespola e mela golden matura. Piacevoli sentori minerali ne completano il profumo, rendendolo fine ed elegante. Al gusto è secco, di corpo, armonico ed equilibrato. Le caratteristiche note di mandorla esaltano la tipicità di questo vitigno, così fortemente legato al territorio friulano.

Abbinamento: eccellente come aperitivo, il Friulano Ca’ Ronesca si abbina bene a piatti di pesce al forno o marinato e con il formaggio Montasio non troppo stagionato.

Friulano DOC Friuli Colli Orientali 12 Viti, La Sclusa

12 Viti è il nome di questo Friulano le cui uve sono ottenute da 12 cloni di antichi vigneti recuperati dalla famiglia Zorzettig. Queste viti rappresentano al massimo la tipicità e le peculiarità di questo vitigno coltivato nelle colline di Spessa di Cividale. È davvero un vino che racchiude in sé tutta la tradizione di queste terre (qui riconosciuto ancora come Tocai friulano). Vendemmiato manualmente, viene vinificato in botti di acciaio inox a temperatura controllata e permane sulle fecce nobili fino al periodo estivo, quando viene imbottigliato.

Al bicchiere si presenta con un bel giallo paglierino intenso con riflessi verdognoli. Da subito sprigiona note fruttate, dove spicca la mandorla, ed è intenso e persistente. Al palato è gradevole, di corpo, ben equilibrato. Un vino che conquista con la sua rotondità e per la sua persistenza.

Abbinamento: perfetto come aperitivo, accompagna elegantemente pietanze di verdure, vellutate e carni bianche.

 
Sommelier Wine Box

Le selezioni di marzo

WINE BOX DI marzo: il meglio di un anno assieme

Sommelier Wine Box

Tappa #12

Scelta dai nostri clienti,

marzo 2019

 

Murgo (CT)

Una tappa obbligatoria di un giro d’Italia alla ricerca di bollicine è la Sicilia e in particolare l’Etna: un grande territorio di grandi vini, sotto l’occhio del ciclone per l’esplosione sui mercati nazionali e internazionali delle sue eccellenze enologiche.

Siamo in Sicilia, a due passi dal mare, ma in realtà siamo in montagna sopra a un vulcano, a 800 mt di altitudine. Tutti questi ossimori (sud e montagna, altitudine e mare) fanno impazzire il palato e la stessa emozione la comunicano i vigneti centenari che si inerpicano fino alle pendici del vulcano.

Nel 1981 il barone Emanuele Scammacca del Murgo decide di trasformare le proprietà terriere di famiglia in moderne aziende agricole e negli anni successivi si uniscono in questa impresa anche i suoi figli e i suoi fratelli. Attualmente i vigneti sono dislocati presso le tre tenute: San Michele, Gelso Bianco e La Francescana.

Nel 1982 viene imbottigliato il primo Etna Rosso e nel 1990 il primo spumante Metodo Classico Murgo Brut.

Murgo è oggi il punto di riferimento per i metodi classici di tutta la zona, ma anche espressione stilistica in grado di scavalcare i confini regionali.

Fontanabianca (CN)

Fontanabianca è una piccola grande azienda di Langa, fondata in contrada Bordini dal nonno di Matteo, l’attuale responsabile, nel 1969. Ai tempi del nonno si vendevano le uve e il vino sfuso, poi – a causa di una sua brutta malattia – le redini passano al papà di Matteo, che inizia a rinnovare la cantina. Dal 1985 inizia il grande percorso di qualità, con le prime vendite all’estero. 

Ecco cos’è Fontanabianca per Matteo: “Da un paio d’anni mio padre mi ha lasciato sempre più spazio in azienda. Da lì ha preso vita il progetto di fare un Metodo Classico, anche su insistenza di alcuni miei amici: sono loro che hanno registrato il nome del vino, Classe 91, il nostro anno di nascita. Ora vogliamo ristrutturare la cantina per garantire un’offerta migliore ai nostri ospiti. È bello pensare che anche mio fratello più piccolo abbia intrapreso gli studi in enologia: la speranza è che si fermi in azienda e che la famiglia Pola continui a coltivare questa passione e a promuovere i vini di Fontanabianca nel mondo”.

Le Fraghe (VR)

Poco lontano dalle rive del Garda si distende l’azienda agricola di Matilde Poggi e della sua famiglia. Terza di sei fratelli, coltiva le vigne e produce i suoi vini a Cavaion Veronese, nel cuore del Bardolino.

Cresciuta nel mondo del vino, sin da piccola dopo la scuola, aiutava a vendemmiare e immaginava le vigne andare in letargo in inverno per risvegliarsi in primavera. Da sempre è affascinata dalla terra – quell’universo semplice e grandioso che avanza a ritmo di danza – e presto si fa strada in lei la volontà di prenderne parte attiva.

Negli anni ottanta è tra le poche donne in prima linea nel mondo del vino.

Matilde lavora in modo sperimentale, testando varietà, sistemi di allevamento e uvaggi, animata dal coraggio di interpretare il territorio in modo indipendente, nel rispetto di una terra che sente di dover preservare per gli uomini di domani.

BOX ENTUSIASTA

Murgo Brut – selezionato nella tappa #3 da Andrea Galanti

Icona di Murgo che non potevo non scegliere per voi. 100% nerello mascalese, più di due anni di rifermentazione in bottiglia.

Colori vivaci e giovani tendenti a un giallo paglierino, perlage fine ed elegante. Al naso sentori agrumati e di fiori freschi e note iodate; in bocca grande freschezza e finale sapido tipico del territorio vulcanico.

Primo Metodo Classico dell’Etna e punto di riferimento per tutta la denominazione, nonché vino a cui il sommelier Andrea Galanti (che l’ha selezionato) è particolarmente affezionato perché -dice- “ogni calice mi fa sognare quella mitica terra”.

Abbinamento: provatelo con il pesce crudo…

Arneis, Fontanabianca – selezionato nella tappa #2 da Gabriele Scalici

C’è un ragazzaccio tra i vigneti del Piemonte: “t ses propi n’arnèis” si dice quando si incontra una persona bizzarra e ribelle, ma anche simpatica e gioviale. L’arneis è così: il suo carattere difficile gli ha fatto rischiare l’estinzione, per le basse rese e la bassa acidità. 

Dagli anni ‘70 per fortuna si assiste alla sua riscoperta: le ambizioni non mancano e le capacità neppure. Con il suo Arneis, Fontanabianca propone una versione ricca di questo vino, molto sapida e profumata: agrumi, fiori bianchi e pera accompagnano il sorso, scandito da precisi ritorni fruttati.

Abbinamento: partner perfetto per aperitivi o pranzi leggeri a base di pesce o verdure.

Bardolino Chiaretto Rodòn, Le Fraghe – selezionato nella tappa #0 dai Tre moschettieri (Fiorini, Boninsegna, Scandogliero)

Si presenta a noi vestito di un bel rosa di media intensità, quasi brillante, frutto della macerazione a bassa temperatura. Portato al naso ci affascina con un palcoscenico olfattivo fragrante e a tocchi anche minerale: piccola frutta rossa come il ribes, il mirtillo e la ciliegia incontrano note floreali molto gradevoli (viola mammola, cenni di glicine, fiori d’arancio). Il sapore è sapido, fresco e dal tannino bene in assetto con un alcol che non disturba e, anzi, ne rafforza la piacevolezza. Sapido e a tratti minerale, non è mai eccessivo, a definire un palato piacevole e che sorprende per la persistenza. Non fatevi ingannare dal colore: questo Rosé ha forza e carattere da vendere!

Da bere a una temperatura consigliata di 10/12 gradi.

Abbinamento: si abbina bene con pasta, carni bianche e verdure ma dichiara il suo amore incondizionato al pesce.

BOX ESPERTO

Murgo Brut Rosé – selezionato nella tappa #3 da Andrea Galanti

Icona di Murgo: impossibile non sceglierlo. 100% nerello mascalese attentamente selezionato, più di 2 anni di rifermentazione in bottiglia. Breve macerazione sulle bucce per questo Metodo Classico di grande acidità, con una mineralità vulcanica che contraddistingue tutti i prodotti di Murgo. 

La leggera macerazione sulle bucce che dona a questo Rosé un colore attraente, di un rosa tenue e dal perlage molto fine. Al naso, profumo di pompelmo e rosa; alla bocca grande personalità, con acidità e sapidità che fanno da protagoniste.

Abbinamento: si presta ad interessanti abbinamenti: provatelo con un salmone all’aneto…

Brut Classe 91, Fontanabianca – selezionato nella tappa #2 da Gabriele Scalici

Quando si parla di spumante la mente vola su immagini di festa e il Piemonte è famoso per questo suo figlio prediletto, una tradizione che ormai fa parte del nostro patrimonio culturale. Tuttavia è stato il desiderio di bollicine secche a trasformare la concezione stessa di spumante italiano, fino a pochi anni fa relegata solo ad alcune zone, specialmente del nord Italia. Da qualche tempo abbiamo la fortuna di gustarne da ogni regione italiana con punte di eccellenza prima impensabili. 

Il Piemonte, anche qui, dice la sua: la produzione di spumante secco si concentra nelle Langhe e nell’uva chardonnay. E non è una moda passeggera: in Langa ci sono esempi di spumantizzazione di altissimo livello.

Il Brut Classe ’91 di Fontanabianca ne è un esempio: la sua bollicina fine insiste sulla delicatezza del sorso, sulla grandissima prontezza di una beva equilibrata e sull’affabilità del naso. Morbido e forbito, ha un unico piccolo “difetto”, tipico delle buone bottiglie: finisce sempre troppo presto!

Abbinamento: proponetelo liberamente dall’antipasto al secondo.

Bardolino, Le Fraghe – selezionato nella tappa #0 dai Tre moschettieri (Fiorini, Boninsegna, Scandogliero)

Un vino che si presenta vestito di un bellissimo rosso rubino, vivo e teso, frutto di una lavorazione delle uve che parte sin dal vigneto. Portato al naso sprigiona eleganza e intensità allo stesso tempo: se ti aspetti territorio e interpretazione qui trovi Bardolino! Si concede subito con note floreali, rosa canina e viola, e di frutta (mirtillo e fragoline di bosco). Questo vino va scoperto poco a poco, e quindi compaiono pepe, note di grafite e cenni vegetali, che chiudono l’esperienza olfattiva in modo composto e gradevole. Al palato si presenta in linea con quello che ha dichiarato agli occhi e al naso: composto, moderatamente alcolico e con una bella trama tanninica sul finire, molto piacevole. È un vino che si fa apprezzare per il suo carattere generoso. Da bere a una temperatura consigliata di 14/16 gradi.

Abbinamento: in tavola il suo abbinamento perfetto è con primi piatti a base di carni bianche e secondi di carne a penna.

 
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