vigneti di Lucca

Le selezioni di giugno – vini di Lucca

WINE BOX DI GIUGNO: LUCCA, LA TOSCANA CHE NON TI ASPETTI

vigneti di Lucca

Tappa #27

Guidata dal sommelier Simone Vergamini

 

Fattoria Sardi – Lucca

 

Fattoria Sardi è una giovane realtà posta nelle vicinanze della città di Lucca, guidata da Mina e Matteo, una coppia nel lavoro e nella vita. I due, forti di studi ed esperienze lavorative in Francia, hanno avviato la loro personale “rivoluzione” enoica rigenerando i vigneti di famiglia. La conduzione biologica e biodinamica delle vigne come scelta filosofica trova una naturale espressione grazie alle favorevoli condizioni pedoclimatiche. I vigneti beneficiano di una costante ventilazione dal vicino mare Tirreno, mentre l’Appennino garantisce risorse idriche durante la stagione vegetativa, oltre a ottime escursioni termiche tra il giorno e la notte. La variabilità dei suoli, a matrice prevalentemente argillosa e ricchi di minerali, è l’altro elemento determinante in termini di qualità e unicità. Nei vigneti di proprietà trovano la massima valorizzazione vitigni come il Vermentino, il Merlot e il Cabernet Sauvignon, con un occhio di riguardo al Sangiovese, presente in tutti i rossi e base fondamentale degli eccellenti rosati che per numero di bottiglie sono i veri protagonisti della gamma dei vini firmati Fattoria Sardi.

 

Tenuta Mariani – Massaciuccoli (LU)

 

La Tenuta Mariani è posta in Versilia, nella località di Massaciuccoli, a due passi dell’omonimo lago. Il lavoro attento e la passione della famiglia, con il contributo degli enologi Lamberto Tosi e Julian Gout, danno vita ogni anno a una preziosa e limitata produzione di vino e olio extravergine di oliva, apprezzata ben oltre i confini regionali. I vigneti, in conversione biologica, e dislocati nei migliori appezzamenti dell’area che dal livello del mare corrono fino ai 200 metri di altitudine, sono eterogenei per esposizione e composizione del suolo. Sfruttando le caratteristiche dell’area e le vigne a disposizione, il titolare Ido Mariani è riuscito a concretizzare il sogno di produrre spumanti – sia con il metodo Charmat sia soprattutto con il metodo classico o “Champenoise” –  dopo averne appreso i segreti dai maestri in Champagne. Incredibile pensare ad una produzione di spumanti ottenuta con uve allevate al livello del mare, ma i risultati danno ragione a Ido e il suo sogno oggi si è trasformato in una brillante realtà: merito della sua grande passione, di una forte intraprendenza e di un terroir unico.

 

Fattoria La Torre – Montecarlo (LU)

 

La produzione vinicola della Fattoria La Torre è documentata negli archivi storici dal lontano 1887. A due passi dallo splendido borgo medievale di Montecarlo (LU), questa piccola ma ambiziosa cantina vanta una posizione favorevole in termini di altitudine e orientamento dei vigneti. L’obiettivo dei proprietari, la famiglia Celli, è di migliorare costantemente la qualità dei propri vini, investendo nel rinnovamento delle vigne e nelle dotazioni tecniche di cantina. La superficie vitata è di circa 6 ettari, nei quali vitigni come Vermentino, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e soprattutto Syrah trovano le condizioni ideali. Nei vigneti non si fa ricorso alla chimica ma solo a rame e zolfo, ed è in corso il processo di conversione al biologico. La storica cantina dell’azienda è stata ricostruita nei vecchi locali e completamente rinnovata grazie all’introduzione delle più sofisticate attrezzature per la vinificazione. La limitata estensione della superficie vitata e le accurate operazioni in cantina garantiscono un costante miglioramento dei vini prodotti da Fattoria La Torre, portandoli a livelli di eccellenza assoluta.

 

BOX ENTUSIASTA

 

Toscana Rosato, Fattoria Sardi (da bere entro 2 anni)

 

Il Rosé di Fattoria Sardi è prodotto con uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite ad una piccola percentuale di bacche bianche aromatiche. Dopo la spremitura soffice, una parte del mosto è lasciata a contatto con le bucce per alcune ore, mente la restante è ottenuta attraverso il salasso (cioè prelevare dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un rosso un po’ di mosto e vinificarlo in bianco). La fermentazione e il successivo affinamento a contatto con le fecce nobili sono eseguiti in acciaio.

Nasce così questo vino che si presenta nel calice con un colore rosa cerasuolo luminoso e che conquista grazie alla perfetta fusione tra le note di fiori primaverili, frutti e agrumi. Al palato è impeccabile la proporzione delle sensazioni e spicca la notevole sapidità conferita dai suoli ricchi di sostanze minerali. Fattoria Sardi riesce così a regalarci un Sangiovese in versione inedita, mirabilmente capace di raccontare il territorio di origine.

 

Servire a 10-12°C.

 

Abbinamento: un Rosé da bere al momento dell’aperitivo in una calda serata estiva, che si abbina a tavola a pizza e carni bianche.

 

Spumante Metodo Charmat “Sabbia e Mare”, Tenuta Mariani (da bere entro 1 anno)

 

Un nome più azzeccato non poteva essere scelto per questo piacevolissimo spumante prodotto con uve che si nutrono di acqua marina.

Le uve Chardonnay, Vermentino e Sangiovese impiegate per la produzione di questo spumante sono allevate nei vigneti di Villa Borbone, sui suoli sabbiosi distanti 500 metri dal mare Tirreno. Le varietà vengono vendemmiate e fermentate separatamente in acciaio a temperatura controllata, per subire successivamente un periodo di affinamento sulle fecce fini di 6 mesi. Una volta composto il blend ideale, diverso ogni annata in termini di percentuali, è condotta la seconda fermentazione in autoclave con il metodo Charmat o Martinotti.

Uno spumante profumato e brioso che si presenta nel calice con un colore paglierino brillante. Al naso le note fruttate e floreali si impreziosiscono delle suggestioni della macchia mediterranea e soprattutto di una spiccata mineralità salina. Assaggio fresco e decisamente sapido, di rara serbevolezza.

 

Servire a 8-10°C.

 

Abbinamento: perfetto al momento dell’aperitivo estivo, è il compagno ideale in compagnia di crudi di mare e crostacei.

 

Montecarlo Vermentino, Fattoria La Torre (da bere entro 2 anni)

 

Il Vermentino è sicuramente una delle varietà a bacca bianca più importanti della Toscana, presente da secoli anche nei vigneti dell’area, testimone del territorio e della locale denominazione Montecarlo DOC, una delle più piccole d’Italia. Fattoria La Torre vendemmia a mano i migliori grappoli e li sottopone a pressatura soffice. Le operazioni di vinificazione e affinamento sono eseguite in acciaio a temperatura controllata, così da mantenere inalterati i profumi e la piacevole freschezza gustativa.

Un bianco dal colore paglierino luminoso, che esprime al naso intense sensazioni di fiori e frutti bianchi, mandorla dolce e pepe bianco. In bocca è elegante, fresco e nello sviluppo aromatico conferma le impressioni regalate in olfazione.

 

Servire a 8-10°C.

 

Abbinamento: questo Montecarlo Vermentino DOC, oltre a possedere indubbie qualità organolettiche, è il bianco perfetto al momento dell’aperitivo, che si abbina a tavola ai primi e secondi piatti della cucina di mare.

 

BOX ESPERTO

 

Toscana Rosato Le Cicale, Fattoria Sardi (da bere entro 4 anni)

 

Prende forma a partire da uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite a una piccola percentuale di Vermentino. La macerazione a contatto con le bucce ha una durata diversa a seconda dall’annata, ma è sempre rivolta a ottenere un colore non troppo pronunciato. Fermentazione (con lieviti indigeni) e maturazione sono eseguite in tini di legno, con l’esito di una bella complessità olfattiva e un corpo importante.

Un Rosato di media carica cromatica dalle sfumature buccia di cipolla, che regala al naso profumi di piccoli frutti rossi selvatici, agrumi ed erbe aromatiche, su uno sfondo lievemente speziato. In assaggio è corposo, elegante e bilanciato, ravvivato dalla freschezza e dalla tipica sapidità che contraddistingue i vini dell’area.

 

Servire a 12-14°C.

 

Abbinamento: un Rosato “superiore”, dalla forte connotazione territoriale e dalla versatilità gastronomica intrigante: abbinatelo ai secondi piatti a base di pesce e alle carni bianche, anche delicatamente speziate.

 

Spumante Metodo Classico Brut “Segreto”, Tenuta Mariani (da bere entro 2 anni)

 

I vigneti posti sulle colline che guardano al mare Tirreno e le parcelle poste nei pressi del lago di Massaciuccoli forniscono alla Tenuta Mariani uve Pinot Nero e Chardonnay perfette per la produzione del “Segreto”. La vendemmia manuale è seguita da pressatura soffice e fermentazione alcolica dei vini base in acciaio a temperatura controllata. Una volta composto l’assemblaggio ideale (che vede una netta prevalenza di Pinot Nero) è avviata la seconda fermentazione in bottiglia con l’aggiunta della liquer de tirage. Terminata la presa di spuma, la sosta sui lieviti ha una durata minima di 24 mesi prima della sboccatura.

Il risultato è uno spumante dal colore paglierino intenso con sfumature dorate, brillante e percorso da un fine perlage. Al naso regala profumi di melone, ribes bianco, albicocca, cotogna e anice stellato, che aprono la strada a sensazioni di glicine, alle note minerali “marine” e alle fragranze di pane bianco. Bocca grassa, rotonda, che evidenzia una bolla cremosa e una scia aromatica prima agrumata e poi balsamica e salata.

 

Servire a 8-10°C.

 

Abbinamento: una grande prova di Ido Mariani, a testimonianza che la strada intrapresa è quella giusta, che si traduce in uno spumante versatile a tavola, in particolare accanto ai primi e secondi della cucina di mare, fino ad abbracciare gli abbinamenti con le carni bianche e la pizza.

 

 

Toscana Rosso Esse, Fattoria La Torre (da bere subito o tenere in cantine fino a 8 anni)

 

La presenza di uve di origine francese sulla collina di Montecarlo è testimoniata dalle fonti storiche dal XIX secolo. Tra queste nobili bacche Fattoria La Torre ha affidato al Syrah il compito di creare il suo vino più importante in termini di qualità: il Toscana Rosso “Esse”. I migliori grappoli allevati in un particolare vigneto esposto ad est vengono sottoposti ad un’attenta selezione e pressati delicatamente. La fermentazione alcolica avviene in acciaio a temperatura controlla ed è seguita da maturazione in barriques di rovere francese di vario passaggio per 18 mesi, poi affinamento in bottiglia per un anno.

L’Esse presenta un colore rubino profondo con sfumature porpora anche a distanza di anni e stupisce al naso per il raffinato profilo olfattivo: ribes e lampone carnosi, viole e rose, erbe aromatiche e spezie delicate, su uno sfondo di liquirizia e tabacco. Assaggio nel segno dell’eleganza, succoso e lungo, con tannini di rara finezza. Un grande rosso capace di conquistare i più importanti premi a livello nazionale e internazionale, che testimonia il perfetto adattamento del Syrah al territorio.

 

Servire a 16-18°C.

 

Abbinamento: da accompagnare a primi e secondi piatti della cucina di terra, come tagliatelle al ragù e tagliata di manzo.

 

 

 

 
Cantina Di Sante

Le selezioni di maggio – tradizione e innovazione

WINE BOX DI MAGGIO: DALLA TRADIZIONE DEI PADRI ALL'INNOVAZIONE DEI FIGLI

Cantina Di Sante

Tappa #26

Guidata da André Senoner, grande promessa del vino italiano

 

Ca’ di Frara, Mornico Losana (PV)

Ci troviamo in Oltrepò Pavese. L’azienda è gestita da Luca Bellani, che subentra nell’attività di famiglia negli anni ‘90, attività avviata già nel 1905 dal bisnonno Giovanni con l’acquisto di alcuni appezzamenti di terreno vitato tra il comune di Mornico Losana e Oliva Gelsi. Orientata al rispetto totale del prodotto, l’azienda coniuga la tradizione con la migliore e più moderna tecnica vitivinicola. Da sempre si presta attenzione massima alla scelta dei terreni più adatti ai diversi vitigni; in tutti i vigneti si attuano coltivazioni naturali, i trattamenti sono controllati e ridotti al minimo. Luca ha portato l’idea di selezione clonale e raccolta esclusivamente a mano, pigiatura soffice delle uve con una resa del 50%. Tutto questo e la scelta di un rispetto totale per il prodotto fanno di Luca Bellani un produttore che sta realizzando qualcosa di unico in questo territorio. I suoi vini sanno sempre sorprendere per gli standard qualitativi.

Cantina della Volta, Bomporto (MO)

Il nome viene dalle navi provenienti da Modena che nel Quattrocento, seguendo il corso del naviglio, qui facevano “la volta” per riprendere la navigazione in senso opposto verso la citta ducale di Parma. L’azienda nasce nel 2010 grazie a Christian Bellei e Angela Sini, dopo il recupero strutturale del vecchio edificio risalente al 1920 del bisnonno Francesco. Christian, incoraggiato dagli amici a riprendere in mano l’attività di famiglia, segue un nuovo percorso poco in uso nella zona, mettendo a frutto tutte le conoscenze enologiche acquisite dal padre che fu tra i primi, nel modenese, ad adottare il Metodo Classico. Fin dal principio, l’obiettivo è stato quello di divenire leader di una nicchia di mercato di vini del territorio di altissima qualità. E può dire di esserci riuscito.

Dalle Ore, Trissino (VI)

La tenuta è acquistata nel 1903 dal bisnonno Girolamo Dalle Ore. Guidato dal grande amore per la sua terra, dalla passione per la vite e per il suo frutto, è il primo nella zona a coniugare i principi della qualità (zonazione, tecniche di potatura…) con la tradizione millenaria della viticultura in questa parte della Lessinia. Con lo stesso entusiasmo e il medesimo amore per la loro terra Marco, Vittorio, Luciano Margoni Dalle Ore, assieme al luminare Franco Giacosa, oggi utilizzano i principi della biodinamica come guida per un’agricoltura rispettosa. Il lavoro avviene nel pieno rispetto di ciascuno dei singoli appezzamenti per produrre vini autentici. Le uve sono coltivate con saggezza, vendemmiate con pazienza e vinificate con passione. Le brezze, sempre presenti in questa area, e l’inesauribile antica energia del vulcano, sono fattori naturali determinati che concorrono a creare la particolarità del microclima.

BOX ENTUSIASTA

Nerozero, Ca’ di Frara (perfetto per essere degustato subito)

100% Pinot Nero proveniente dai comuni di Oliva Gessi, Mornico e Casteggio, da un suolo calcareo-gessoso. In origine si faceva fermo poi si è iniziato a puntare sulla versione bollicina. Pressatura soffice a premacerazione a freddo. Segue macerazione a cappello sommerso (bucce a contatto con il vino, sempre mantenuto immerso nel liquido) e fermentazione in acciaio inox.

Di colore rosso rubino intenso, al naso presenta aroma chiaro ed elegante di frutta matura con una leggera finitura minerale. Al palato è sontuoso e dal sapore pieno, di frutti di bosco.

Abbinamento: fiori di zucca fritti, in pastella.

Temperatura di servizio: 10° C.

CDV Brut Rosso, Cantina della Volta (perfetto per essere degustato subito)

100% Lambrusco di Sorbara. In una terra dominata dai frizzanti scuri prodotti dal nonno, la Cantina della Volta ripropone tale tinta in un vino rosso rubino brillante, con catenelle di perlage fini e ininterrotte, caratteristiche del Metodo Classico. Al naso si riscontrano invitanti fragranze di lamponi e fragoline succose miste a intriganti note aggrumate. Al palato entra deciso, da autentico Sorbara, poi si allarga con ricchi sapori fruttati. Finale piacevole buona persistenza, ottimo equilibrio tra acidità e sapidità, chiusura pulita.

Abbinamento: galletto con i peperoni.

Temperatura di servizio: 8°/10° C.

Calesio Brut, Dalle Ore (perfetto per essere degustato subito)

100% Durello

Vino spumante Metodo Charmat frutto di un’antica varietà autoctona, la durella, un tempo messa da parte e usata solo come addizionale a vitigni più nobili ma a poco a poco guadagnatasi la produzione in purezza 100%.

Di colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Al naso è floreale ed elegante, con perlage fine e persistente. Al palato è fresco, pieno e di grande espressione minerale. Fermentazione senza uso di lieviti selezionati, in acciaio inox a temperatura controllata. Spumantizzazione con Metodo Charmat lungo.

Abbinamento: sushi.

Temperatura di servizio: 8°/10° C.

BOX ESPERTO

Sessanta, Ca’ di Frara (da bere entro 2/4 anni)

100% Pinot Nero dal comune di Oliva Gessi, da suolo calcareo-marmoso. Metodo Classico Dosaggio Zero, 60 mesi sulle fecce. Pressatura soffice, selezione del 30% del mosto, un unicum per i Metodi Classici, frutto della voglia del suo creatore di differenziarsi. Decantazione a freddo e fermentazione a temperatura controllata. Rifermentazione in bottiglia con aggiunta di mosto e lieviti selezionati. Un Blanc de Noirs con leggeri riflessi dorati. Al naso presenta aromi di frutta matura con un finale piacevolmente citrino. La bocca è cremosa ampia e di grande equilibrio, su finale sapido, minerale e fruttato.

Abbinamento: tartare di salmone al pepe rosa.

Temperatura di servizio: 7°/8° C.

Trentasei, Cantina della Volta (da bere entro 2/4 anni)

100% Lambrusco di Sorbara

Metodo Classico che sfida tutti per la lunga permanenza sui lieviti (36 mesi!) – un sacrilegio per molti con uve da Lambrusco di Sorbara, ma non per Christian. Brillantissimo, di colore rosso rubino intenso. All’olfatto si percepiscono sentori di marasche, ribes e rosa selvatica. Di buon corpo con ottimi estratti. Sapido, compatto e cremoso. Vino complesso, in grado di coniugare la modernità e la tradizione del Lambrusco, da servire a 8° C in calice Grand Champagne.

Abbinamento: guazzetto di cozze e vongole.

Cabernet Franc, Dalle Ore (da bere entro 4 anni)

100% Cabernet Franc

Proviene da viti oltre cinquant’anni ed esprime al meglio le caratteristiche di quel percorso che parte dai Pirenei, sale nella regione della Loira per arrivare in Veneto nel corso del XVIII secolo. Continuo studio per arrivare a produrre un rosso francese su territorio vulcanico.

Fermentazione sulle bucce. Affinamento in botti tonde da 30 hl per 24 mesi. Al naso si presenta intenso, complesso, fruttato e floreale, con note di viole e rose, frutta rossa e una fresca vegetalità. Al palato è secco, caldo avvolgente, con un tannino setoso in perfetto equilibrio con la componente minerale, piacevolmente lungo.

Abbinamento: risotto al piccione.

Temperatura di servizio: 18° C.

 
vigneti di siena

Le selezioni di aprile – vigneti di Siena

WINE BOX DI APRILE: VIGNETI DI SIENA

vigneti di siena

Tappa #25

Guidata da Carlotta Salvini, migliore sommelier FISAR 2019

aprile 2020

 

Barbicaia – Gracciano

Barbicaia, una piccola realtà familiare nel cuore del Nobile di Montepulciano. Il nome dell’azienda (oltre che ricordare quello della famiglia Barbi) in dialetto toscano indica le radici della vite, le stesse che legano tre generazioni a questa terra. Nel 1999 Marco e suo padre hanno ripiantato i vigneti con 3 cloni differenti di sangiovese, risultati dalla selezione massale di materiale dei vigneti acquistati del nonno. Nel 2011 la prima vendemmia con il nuovo impianto e la prima annata imbottigliata con l’etichetta Barbicaia Rosso di Montepulciano DOC e Vino Nobile di Montepulciano DOCG. L’azienda è in conversione biologica perché crede nel rispetto della tradizione attraverso l’uso di pratiche sostenibili, senza rinunciare a ricerca e innovazione nella gestione di cantina. Lo stesso connubio di tradizione e sviluppo si ritrova nell’etichetta: l’immagine degli anelli rispecchia quelli del tronco di una vite, simbolo non solo della sua età ma anche di vitalità e proiezione al futuro.

Il Palagione – Castel San Gimignano

Il Palagione è un antico podere di fine Cinquecento acquistato negli anni ’90 da Giorgio e Manuela con la volontà di dedicarsi alla rinascita di questa importante realtà enologica di San Gimignano. Ci troviamo in un’area i cui suoli sono dominati da argille e ciottoli oltre che dalle conchiglie, che ricordano che questo territorio era un tempo un fondale marino. Favorevole l’esposizione delle vigne a tutto sole e delicatamente inerbite per lasciare umidità nel terreno. Le uve di Vernaccia sono raccolte a mano e vinificate separatamente per ogni vigneto, al fine di ottenere la migliore espressione del territorio per quell’annata. Le uve, dopo una breve macerazione sulle bucce vengono delicatamente pressate; i mosti ottenuti fermentano a temperatura controllata e mai superiore ai 16 C°, per poi affinare sulle fecce nobili con batonnage settimanali. Il successivo affinamento, sia in legno che in bottiglia, avviene nella bottaia interrata a temperatura e umidità naturali.

Tenuta di Sesta – Castelnuovo dell’Abate Montalcino

L’azienda si trova a sud del comune di Montalcino, tra Sant’ Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, su un declivio che va degradando dai 400 ai 200 metri slm. Data la loro magnifica posizione, questi terreni sono da sempre considerati tra i più vocati del territorio per la produzione del Brunello.

Tenute di Sesta è una delle aziende storiche del territorio ilcinese: nel 1850 la proprietà entra nelle mani dei fratelli Felice e Giovanni Ciacci di Castelnuovo dell’Abate e le prime bottiglie di Brunello risalgono al 1966. Il rispetto del terroir e l’equilibrio fra tradizione e innovazione, sono alla base della filosofia aziendale che da sempre punta alla produzione di vini rossi di alta qualità nel pieno rispetto della tipicità. L’azienda produce vini capaci di esprimere l’intensità, l’eleganza e il carattere deciso del vitigno che domina supremo su queste terre: il Sangiovese.

BOX ENTUSIASTA

Rosso di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Fermentazione e macerazione avvengono in tino “tronco-conico” di acciaio inox a temperatura controllata, con follature integrate da rimontaggi. Segue l’affinamento per 8 mesi in barrique di secondo passaggio.

Un vino dal colore rosso rubino intenso che sorprende per le note aromatiche intense, di frutta rossa matura, che trovano corrispondenza in un gusto pieno e corposo. Nel finale, il tannino setoso chiude elegante e fine.

Abbinamento: crostone con pecorino fuso di Pienza, cavolo nero e guanciale.

Vernaccia di San Gimignano “Hydra” – Il Palagione

Vino prodotto esclusivamente da uve Vernaccia; si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto regala note iniziali di frutta, sia esotica che mela verde e pera, alternate a quelle floreali, di acacia e biancospino; poi tutto è racchiuso in un finale di note agrumate. La permanenza sui lieviti per circa 6 mesi e i frequenti batonnage donano un gusto pieno, di decisa freschezza, minerale, equilibrato e di giusta sapidità, con una piacevole nota di mandorla sul finale.

Abbinamento: ottimo aperitivo accompagnato da finger food: la sommelier consiglia insalatina di gamberi tiepida con mango e scaglie di mandorle.

Camponovo Toscana Rosso  – Tenuta di Sesta

Un vino dal carattere intimamente legato al territorio di Montalcino, che nasce dall’unione di due vitigni locali, il Sangiovese (90%) e il Colorino (10%): il primo dona la struttura, il secondo piacevoli note fruttate e un colore rosso rubino brillante. Al naso mostra sentori di ciliegia, susina con accenni floreali di violetta; al gusto risulta fragrante, fresco ed equilibrato, con tannini setosi e un bel finale pulito.

Abbinamento: terrina di coniglio con riduzione di cipolla di tropea confit.

BOX ESPERTO

Nobile di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Un vino che è il risultato della selezione di uve Prugnolo gentile dalla parte più alta del vigneto dove esposizione e microclima conferiscono grande concentrazione e ricchezza. Dopo la fermentazione in tino “tronco-conico” di acciaio inox segue l’affinamento per 24 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Questo Nobile di Montepulciano esprime con eleganza il potenziale di un territorio dalla riconosciuta vocazione vitivinicola. Di colore rosso rubino brillante con l’unghia leggermente granata, al naso mostra sontuose note fruttate di ciliegia matura, amarena e un bel bouquet floreale. Con un po’ di ossigenazione arrivano anche le spezie, vaniglia, note di tabacco eleganti e dolci, per un’armonia di grande finezza.

In bocca l’entrata è morbida, avvolgente senza eccedere, si allunga nel palato con piacevoli ritorni di spezie mentre il tannino di qualità e vellutato accompagna tutto il sorso in un finale di grande equilibrio, fresco e sapido.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: faraona ripiena con uvetta, pinoli e mosto cotto.

Vernaccia di San Gimignano “Ori” Riserva – Il Palagione

In questo vino si percepisce la vera potenzialità del vitigno. Dopo una macerazione a freddo, parte del mosto è fermentato in vasche d’acciaio e parte in barrique. L’affinamento è di circa un anno,  con permanenza sulle fecce fini. Di colore intenso, giallo paglierino con riflessi dorati, al naso si distingue per i sentori di pesca, cedro e delicate note floreali accompagnate da accenni di zafferano e mandorla. Il gusto è complesso: decisa l’entrata rotonda, quasi burrosa. Il ritorno è di gradevole freschezza, minerale, salino, di lunga persistenza ed elegante equilibrio, con un finale lievemente ammandorlato tipico del vitigno.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 3/4 anni.

Abbinamento: orata al forno in crosta di pistacchi con arancia e patate novelle.

Rosso di Montalcino – Tenuta di Sesta

Da una delle zone più mediterranee di questa denominazione ecco un vino capace di descrivere il carattere del Sangiovese del sud di Montalcino. Sangiovese 100%, è il fratello più giovane del Brunello, invecchiato in botte di rovere di Slavonia da 20 hl per un anno. Dal colore rosso rubino appena tendente al granato sull’unghia, i profumi sono intensi, spiccate le note minerali, caratterizzate da esuberanti sentori di frutta rossa matura che vengono progressivamente affiancati da rinfrescanti sensazioni di arancia sanguinella. Deciso il sorso, progressivo e di forte impatto: sapido, morbido e concluso da tannini rotondi, con buona persistenza aromatica.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: pici al ragù di cinta senese.

 
Sommelier Wine Box

Le selezioni di marzo – il meglio di 2 anni assieme

WINE BOX DI marzo: il meglio di sommelier wine box

Sommelier Wine Box

Tappa #24

marzo 2020

 

Cantina Roncùs, Capriva del Friuli

Siamo a Capriva del Friuli, a pochi kilometri da Gorizia: una famiglia di agricoltori guidata da una filosofia naturale, con una bella storia alle spalle. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Perco voleva tornare a coltivare le sue viti ma non poteva permettersi un trattore. La guerra, però, aveva lasciato nella zona un carro armato, che loro hanno rivitalizzato e messo in funzione per preparare la vigna a scasso. Da lì non si sono più fermati.

 

Zanotto col Fondo, Montebelluna

Siamo nel cuore della zona del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Qui, Riccardo Zanotto ha maturato un’idea ben precisa di come si debba fare e raccontare un vino: nel suo, si ritrovano le storie di una volta, quei profumi e quei sapori che lo hanno fatto innamorare della sua terra e dei territori italiani che ha attraversato, vissuto e amato. Dentro ogni bottiglia, Riccardo mette la sua idea di vino.

Ha riscoperto i vini col fondo, la vinificazione di una volta, con la presa di spuma che avviene attraverso la rifermentazione spontanea in bottiglia.

Assaporarli significa sperimentare i sapori del passato; per lui, infatti, il vino dà il massimo se vissuto come un tempo: degustato in compagnia degli amici.

 

Campi Valerio, Monteroduni

Nell’antica tenuta del Principe Pignatelli, la famiglia Valerio dal 1974 ha recuperato con passione la viticoltura locale, con una speciale attenzione per i vitigni autoctoni del Sannio Pentro.

Agricoltori da sempre, le attività di famiglia si sono arricchite con la produzione vinicola di nuove suggestioni e valori enologici. L’attenzione rivolta agli antichi vitigni e al territorio sono lo spirito che animano la Cantina Valerio, che è l’unica produttrice del vino Pentro (uno dei vini più rari al mondo), ed è stata la prima a realizzare un Metodo Classico nel proprio territorio.

Le forti escursioni termiche favoriscono la produzione di vini dal carattere intenso e deciso, nel segno di una vocazione agricola autentica.

 

Abate Nero, Sponda Trentina

Se dobbiamo fare un nome chiamato a rappresentare il Metodo Classico in Italia ecco il Trento Doc: sottosuoli ricchi di materie prime importantissime per la vite, montagne, altitudine, esposizioni e tanto altro dipingono un quadro perfetto.

La storia di Abate Nero parte dai soci fondatori, Eugenio de Castel Terlago e Luciano Lunelli, ancora oggi, dopo oltre 40 anni di attività, anima dell’azienda; a loro si sono aggiunti i figli Andrea Eugenio e Roberta, cui spetterà il compito di raccoglierne l’eredità e portare avanti quella che – dal 1973 in avanti – è una grande passione che accomuna due famiglie. L’azienda raggiunge le 50/60.000 bottiglie l’anno ed è rispettosa dei dettami della spumantistica classica; quindi massima cura di ogni fase, dalla scelta dei lieviti e dal taglio delle cuvée di base, che consentiranno al vino di rifermentare lentissimamente in bottiglia e trasformarsi in Abate Nero, regalando emozioni infinite in bocca. La pazienza è di casa: il vino riposa sui lieviti per la presa di spuma molto più a lungo del solito. Non stupitevi se in etichetta trovate date che risalgono a vendemmie di qualche anno passato, questo dà un valore aggiunto allo spumante. Ogni fase è manuale, per garantire il controllo di ogni singola bottiglia. Anche in questo, sta il fascino di Abate Nero.

 

 

BOX ENTUSIASTA

 

Collio Bianco, Cantina Roncùs

 Uve “tocai” (friulano) al 40%, altrettanto pinot grigio e un po’ di sauvignon, da vigne vecchie di 25 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, su terreni marnosi.

Quattro ore di macerazione sulle bucce, che si riflettono nel colore del vino, appena dorato. La fermentazione spontanea avviene in acciaio, fatta con soli lieviti indigeni per un vino naturale, genuino e di grande digeribilità.

Siamo nel Collio, quindi ecco un bianco dal sapore sapido e minerale, che esprime al naso note di mandorla bianca, erbette aromatiche, alloro, sentori che precorrono la ponca (il suolo del Collio); un vino che possiede un corredo importante e piacevolissimo, e che si beve molto facilmente.

 

Provatelo con un tagliere di salumi affumicati.

 

Prosecco Rivolto, Zanotto

 

Spumante Extra Dry prodotto con un blend di uve glera (85%) e altre a bacca bianca dalla spiccata attitudine alla spumantizzazione.

Immediata separazione del mosto dalle bucce con pressatura diretta, decantazione a freddo e fermentazione in vasche di acciaio con controllo della temperatura. La presa di spuma dura tre mesi e avviene in acciaio secondo il metodo Martinotti o Charmat; segue l’imbottigliamento.

Perlage fine e intenso, come anche il bouquet olfattivo: ecco quindi sentori di agrumi e di mela. Il gusto è diretto e delicato con un finale morbido grazie ai 13g/l di zucchero residuo, per uno spumante che si inserisce a pieno titolo nella grande spumantistica italiana. Consigliamo di servirlo tra 7 e 9 gradi.

 

Perfetto in abbinamento al vitello tonnato.

 

Calidio, Campi Valerio

 

Il nome deriva da un’incisione su una lapide di età romana, rinvenuta vicino alla zona di produzione.

Da uve montepulciano vinificate in purezza, in solo in acciaio, prende vita Calidio, rosso che si distingue per i profumi floreali (violetta di campo su tutti) e di marasca, netti e puliti, e per il sapore molto garbato. Austero e ricco di corpo. Da bere leggermente fresco (15°C) nelle calde giornate estive, mentre a 18-20°C in inverno.

 

Perfetto con carni di maiale e con il formaggio.

 

 

BOX ESPERTO

Val di Miez, Cantina Roncùs

 

Merlot e cabernet franc da vigne vecchie di 40 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, a regime biologico. Macerazione lunga, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e malolattica svolta completamente. Poi affina in botte grande di rovere francese per 18 mesi.

Un rosso riserva prodotto in pochissime bottiglie, che ha struttura e potenza, balsamicità, molto frutto ma anche note erbacee. Al palato si impone per l’eleganza.

Perfetto da bere ora, ma se dimenticato in cantina riserva piacevoli sorprese tra qualche anno…

 

Si può partire dai formaggi stagionali ma può essere bello spingersi oltre nell’abbinamento, per via dei tannini importanti e setosi di questo rosso, fino a carni cucinate a lungo, come la guancetta di vitello con porri e patate.

 

 

Extra Brut, Abate Nero

L’essenza dell’azienda: in questa bottiglia si apprezza appieno lo chardonnay (100%) senza alcuna influenza zuccherina. Una bollicina profonda, alpina, fresca e mai banale. Tradizionale vinificazione in bianco con spremitura soffice delle uve e prima fermentazione in acciaio. Presa di spuma e permanenza sui lieviti per quasi 2 anni.

La sua eleganza si manifesta sin dall’inizio: ecco il perlage fine, note di agrumi e leggeri tocchi esotici, uniti a note floreali di montagna. In bocca è un tripudio di freschezza quasi infinita e ha un bel finale sapido, richiamo forte del territorio.

 

Semplicemente perfetto come aperitivo, provatelo anche con antipasti freddi o crudi di mare.

 

Tintilia Opalia, Campi Valerio

 

Il nome deriva dalla dea di buon augurio alla vendemmia.

Cavallo di razza per la denominazione, questa Tintilia rende il calice serio sin dal colore impenetrabile, rosso rubino intenso. Apripista sono profumi di more, di frutti di bosco, di rovo, di spezia leggermente piccante; ma poi anche radice di liquirizia su un fondo di vaniglia. Armonioso, materico e ricco di personalità. Affina 2 anni in barrique.

 

È splendido compagno delle più belle cene in compagnia dei piatti della cucina italiana a base di carne e sughi importanti.

 

 

 

 
donne del vino

Le selezioni di febbraio – donne del vino

WINE BOX DI FEBBRAIO: grandi donne del vino

donne del vino

Tappa #23

Scelta dalla sommelier Simona Geri

febbraio 2020

 

Balestri Valda, Soave (VR)

Nel cuore del Soave Classico, la storia della cantina inizia con Guido Rizzotto. Da quando ha 22 anni, oggi è la giovanissima figlia Laura a portare avanti Balestri Valda con personalità, amore estremo per l’ambiente e idee sempre nuove. Seguendo i principi dell’agricoltura biologica, producono 8 vini, hanno una bellissima cantina – autonoma dal punto di vista energetico -, un frutteto con antiche varietà in via di estinzione e le api, grande chiodo fisso di Laura. Il suo obiettivo è dimostrare che è possibile essere sostenibili senza rinunciare alla qualità dei prodotti e alla bellezza del paesaggio.

Cantine Greco, Torretta di Crucoli (CR)

L’azienda nasce negli anni Cinquanta.

Il primo frantoio era nel garage di casa e oggi, sebbene Cantine Greco abbiano fatto molta strada da allora, la conduzione resta decisamente familiare. Oggi l’azienda è portata avanti da Enza, la giovane di casa, che si occupa di tutto ciò che serve: dalla vendemmia alle vendite, passando per il marketing, con l’entusiasmo di chi è tornato in Calabria perché si è reso conto che non poteva vivere lontano dalla sua terra.

Lefiole, Montalto Pavese (PV)

“Lefiole” è il termine affettuoso per indicare le ragazze. La storia della cantina inizia nel 2016 quando Elisa e Silvia decidono di dare corpo al sogno di famiglia di avere una vera e propria cantina. I loro 12 ettari di vigneto si trovano nell’Oltrepò Pavese, a Montalto Pavese, a 400 m di altitudine. Selezionano le uve con cura estrema, raccogliendole a mano a piena maturazione. Due le etichette prodotte, con 4000 bottiglie ciascuna. Sin dalla prima vendemmia il loro Pinot nero e il Pinot grigio hanno ricevuti ottimi pareri della critica.

Marilena Barbera, Menfi (AG)

Marilena torna a Menfi dopo 15 anni di studio e lavoro lontano dalla sua terra, richiamata da un legame viscerale con la Sicilia. Riprende l’azienda del padre e inizia a fare il suo vino, custodendo la tradizione e interpretandola con creatività. Pratica l’agricoltura biologica, nel massimo rispetto del terroir: in vigna non fa uso di erbicidi, di fertilizzanti chimici o prodotti sistemici. In cantina solo fermentazioni spontanee e pratiche enologiche non invasive, prestando attenzione estrema alla personalità delle uve. I suoi vini sono il distillato di un territorio, interpretato dalla forza delle idee di una vignaiola visionaria.

BOX ENTUSIASTA

Soave Classico, Balestri Valda

Uve Garganega, autoctone del territorio, per un vino giallo paglierino di media intensità. Profumi prevalenti di frutta a polpa bianca e gialla: pesca bianca e ananas su tutti. Leggere note floreali di gelsomino e un sentore di scorza di pompelmo candita e mandorla sul finale.

Al palato ha un buon corpo, è equilibrato e la nota sapida presente invoglia al sorso successivo. Scorrevole, fresco, di ottima persistenza.

Abbinamento: perfetto per piatti di pesce, provatelo in particolare con spigola all’isolana.

Cirò Patia Rosato, Cantine Greco

100% Gaglioppo vendemmiato a mano e macerato a freddo sulle bucce per 12 ore a 8° C, in pressa. Di un bel rosa buccia di cipolla. Profumi di melograno, fragolina di bosco, rosa, erbe mediterranee (soprattutto rosmarino!). Al palato è fresco, il sorso molto scorrevole e decisamente beverino. Chiude con gradevole nota sapida in un finale di buona persistenza.

Abbinamento: servitelo alla temperatura 8-10° C, con un’insalata calda di mare.

Pinot grigio, Lefiole

Uve 100% Pinot grigio dell’Oltrepò Pavese vendemmiate a mano, pressate in maniera soffice e affinate 6 mesi in acciaio per un vino dal colore giallo intenso tendente al dorato con lievi riflessi ramati. All’olfatto profumi di fiori bianchi (gelsomino e ginestra), frutta a polpa gialla (albicocca, pesca) e note di frutta tropicale (papaja). Sentore delicato di cipria sul finale. Al palato è caldo, morbido con un’ottima freschezza.

Il sorso è pieno ed elegante e richiama il frutto esotico. Piacevole nota sapida sul finale e buona la persistenza.

Abbinamento: è molto versatile: perfetto anche come aperitivo o per accompagnare il piatto principale. Provatelo assieme a un risotto con gamberetti e zucchine.

BOX ESPERTO

Ciàtu, Cantine Barbera

Uva alicante in purezza, da una vigna vecchia di 18 anni, fatta macerare sulle bucce, in tino e fermentare sui lieviti selvaggi.

Rosso rubino intenso quasi impenetrabile. Al naso ecco profumi di frutti rossi a bacca nera matura, ribes nero e mora su tutti. Ma poi sottobosco e una lieve nota di pepe nero.
Al palato è fine, elegante, morbido ma sorretto da una freschezza semplicemente perfetta. I tannini sono setosi, richiama il frutto con una nota di tamarindo nuova, non percepita all’olfatto.
Bellissima la nota salina sul finale.
Questo è un vino sensuale, che alla cieca (a parte per il colore) può essere scambiato con un Pinot Noir della Borgogna. Lungo il finale.

Abbinamento: coniglio in salsa verde.

Cirò il Pagano Rosso Superiore, Cantine Greco

Uve 100% Gaglioppo vendemmiate a mano con accurata selezione dei grappoli, affinato e sottoposto a fermentazione malolattica in barrique di secondo passaggio. Vino dal colore rosso rubino. All’olfatto il bouquet è intenso: dominano i frutti a bacca rossa e nera, la fragolina di bosco, ribes e mora matura; lieve speziatura. Al palato è molto fresco, il richiamo è al frutto presente, i tannini giovani ma bene integrati. Il sorso pieno e corposo e darà ancora più soddisfazione con il passare degli anni.

Abbinamento: perfetto con carni e formaggi. Provatelo con tagliatelle al ragù di piccione o spezzatino di manzo. Servire a 16-18 gradi.

Recioto di Soave Spumante, Balestri Valda

Dai migliori grappoli di Garganega dell’azienda, appassiti naturalmente fino a febbraio.

Giallo paglierino tendente al dorato, perlage fine e di buona persistenza. All’olfatto ecco profumi di pesca bianca, frutta secca (uva passa, mandorle, noci…), assieme a sentori di scorza di agrumi candita. Al palato è molto delicato, morbido e sorretto da una buona spalla acida; richiama la pesca e gli agrumi già avvertiti al naso.

Abbinamento: ottimo in accostamento ai dolci in tutte le occasioni di festa. Provatelo con piccola pasticceria secca, pandoro e panettone. Servitelo a 7-8 gradi.

 
Cilento

Le selezioni di gennaio – Cilento del vino

WINE BOX DI GENNAIO: VIAGGIO NEL CILENTO DEL VINO

Cilento

Tappa #22

Scelta da Simone Loguercio
migliore sommelier d’Italia 2018

gennaio 2020

 

Luigi Maffini, Giungano (SA)

“Credevi fosse una persona normale il pioniere del vino in Cilento?” Così mi apre le porte Luigi Maffini. E quando vivi nella profonda convinzione che per un fare un buon vino ci vogliono dieci anni, allora il vino diventa una scelta di vita, come è stato per lui e per sua moglie Raffaella, senza la quale non sarebbe oggi il grande produttore che è. Nella produzione vitivinicola il tempo è un alleato, ancor più quando hai come altra grande passione gli orologi da polso. E prosegue: “oltre il tempo, per fare un buon vino bisogna dormire nel luogo in cui lo si produce, perché il legame con il territorio è indissolubile e ha radici profonde. Poi ci vuole anche un po’ di fortuna, e io posso dire di averla avuta”. Luigi ha un’idea fissa: il territorio. Te ne accorgi fin da subito guardando le sue etichette, in cui campeggia un pezzo del suo amato Cilento con l’immagine del flysch, una marna calcarea portatrice di una mineralità diversa, grassa e salmastra. L’azienda nasce nel 1974 a Giungano, in pieno Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, 18 ettari vitati condotti secondo i dettami della viticoltura biologica.

 

Casebianche, Torchiara (SA)

Casebianche nasce nel 2000 a Torchiara, nel Cilento, quando Elisabetta e Pasquale Mitrano, spinti dal loro cuore, decidono di abbandonare la loro attività di architetti per recuperare i vigneti di famiglia e avviare la produzione di vino. I primi anni servono per acquisire la consapevolezza del potenziale del luogo e per comprendere quale sarebbe stata la strada migliore da seguire. Nel 2006 avviene l’incontro decisivo con l’enologo Fortunato Sebastiano che porta al primo imbottigliamento l’anno seguente con il Cumalé. L’azienda si sviluppa su 14 ettari nel territorio di Torchiara, tra il monte Stella, il torrente Acquasanta ed il mare di Agropoli, dove tra ulivi, agrumi e fichi vengono coltivati in regime biologico circa 5 ettari di vigne, principalmente con uve locali come l’aglianico e il fiano. I terreni sono in prevalenza argillosi con la presenza di marne e arenarie meglio note con il nome di “flysch Cilentano”. Nei vigneti gli interventi sono limitati all’essenziale, concimazioni naturali, rame, zolfo e argilla per la difesa della vite. Oltre al biologico, Casebianche guarda con favore ai principi della biodinamica e per questo ha avviato un programma “agrologico”. La vinificazione viene eseguita immediatamente dopo la raccolta manuale delle uve, con fermentazioni spontanee avviate dai lieviti indigeni, nel pieno rispetto delle materie prime. Casebianche ha scelto di valorizzare due varietà come l’aglianico e il fiano, facendole esprimere prevalentemente in purezza.

 

Viticoltori De Conciliis, Prignano Cilento (SA)

“La nostra è una storia in divenire. Un legame leggero tra passato e presente. Una storia che nasce da sogni. Una storia che è unione di affetti, amicizie e condivisioni, comprensioni e incomprensioni…” Questo è quello che mi raccontano i tre fratelli, Paola, Bruno e Luigi, che hanno unito le professionalità di agronomo, enologo e amministrativo/commerciale, fondando nel 1996 la società “Viticoltori De Conciliis”. All’inizio, nell’azienda del papà Alessandro, hanno iniziato a sperimentare in piccolo, poi, sulle colline che circondano Agropoli, la realtà produttiva è completamente cambiata facendo di questa cantina una delle bandiere della rinascita enologica campana. La passione per i vitigni autoctoni li ha spinti a trasformarsi da pionieri della viticoltura nel Cilento, a punto di riferimento, anche grazie alla capacità di rilettura e di comunicazione di un territorio. È così che è nato il progetto dei fratelli De Conciliis, nato dal legame tra passato e presente, da condivisione e comunicazione, dalla celebrazione di una terra inclusa tra i monti e il mare. Ecco quindi che, partendo dai circa venti ettari vitati di proprietà aziendale, i vini che la cantina De Conciliis propone si mostrano come espressione sincera e coerente del terroir da cui provengono.

 

BOX ENTUSIASTA

 

Denazzano Paestum Rosato, Luigi Maffini

 

100% Aglianico

Solo 5.000 bottiglie prodotte. Uve vendemmiate a mano dalla seconda decade di settembre e provenienti da un unico vigneto “Cru” di 1.5 ha allevato a spalliera. Diraspatura, pigiatura e pressatura soffice delle uve. Fermentazione per circa 30 giorni in acciaio inox, affinamento in acciaio. Ne deriva un vino schietto e dall’irrefrenabile beva.

Vino dalla bella tonalità rosa cerasuolo, ammaliante e luminoso. Naso raffinato nei toni gentili di rosa canina, ciliegia selvatica e fragola di bosco. Sorso avvincente e armonioso, buona freschezza e notevole persistenza, con echi di erbe aromatiche.

Ben si accompagna a ricchi e strutturati piatti di pesce e a tutte le carni bianche. Due le ricette suggerite: triglie al cartoccio con capperi e pinoli; coniglio alla cacciatora.

 

Dellemore Rosso Cilento, Azienda Agricola Casebianche

65% Aglianico, 20% Barbera, 15% Piedirosso

Solo 6.500 le bottiglie prodotte. Vino prodotto con uve Barbera provenienti da un unico vigneto “Vigna Vecchia” di 0,5Ha di oltre cinquant’anni di età e uve Aglianico e Piedirosso, che provengono, invece, dal vigneto “Dellemore”, del 1998, di poco meno di 1 ettaro. Le uve fanno una macerazione di sei giorni in vasche di acciaio e malolattica in legno, per poi affinare 8 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia.

Colore rosso rubino intenso e vivace, con riflessi violacei. Profumi di frutta rossa fresca e fiori primaverili. Le note di ciliegia, mora e ribes rosso, violetta e iris, melagrana e arancia rossa, sono ben supportate da un corpo pieno e avvolgente e dalla gustosa acidità, con rimandi di tamarindo.

Si accompagna a primi piatti strutturati e a secondi di carne. Provatelo con lasagna al ragù di agnello, zuppa di fagioli con castagne e noci o braciole di manzo al ragù.

 

Bacioilcielo Rosso Paestum, Viticoltori De Conciliis

60% Aglianico, 40% Primitivo

“Questo vino rispetta la natura: le carte, gli inchiostri, le dimensioni, le quantità di vetro ed ogni materiale utilizzato per produrlo, vengono selezionati affinché abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente. La scatola è prodotta con carta proveniente al 100% da maceri della raccolta differenziata dei comuni campani”.

Prodotto da uve provenienti da quasi tutte le vigne De Conciliis, adagiate su flysch cilentano, un terreno ricco di argilla, arenaria e marna. Le uve sono state raccolte tra il 16 settembre e il 7 ottobre e fatte fermentare in acciaio termo-condizionato con macerazione per 5 giorni; poi il vino matura per 6 mesi in acciaio. Colore rosso rubino impenetrabile, con nuance viola. Naso suggestivo che propone ricordi di prugna e lampone, glicine e mallo di noce, su un sottofondo balsamico e speziato, tocchi di anice stellato e grafite. Avvolgente e sapido al palato, di buon corpo, leggermente caldo e con tannini morbidi e setosi. Ottima persistenza.

Perfetto con salumi e formaggi di media stagionatura e preparazioni saporite della cucina di terra. Suggerimenti in cucina: pasta alla Norma; sella di Maialino al Finocchietto Selvatico.

 

BOX ESPERTO

Pietraincatenata Fiano, Luigi Maffini

100% Fiano. Uve provenienti da 4Ha di vigneto allevato a spalliera in quel di Giungano, a ridosso della costa cilentana. Raccolte tra la II e la III decade di settembre. Sottoposte a pressatura soffice, seguita da una fermentazione a temperatura controllata in barriques nuove. Segue un affinamento in barriques per 4 mesi.

Il vino si presenta di color giallo dorato intenso e brillante. Una marcata impronta minerale, quasi fumé pervade il percorso sensoriale che poi si snoda attraverso ricordi di ginestra, nocciola, salvia e camomilla, mango e mandarino candito. Grande spessore al palato, giocato tra morbidezza in ingresso e scia sapido-minerale in chiusura, con eleganti rimandi di mandorla tostata, menta e fiori di campo. Finale lungo.

Ideale per primi e secondi piatti di mare, riesce a bilanciare anche preparazioni con carni bianche. In particolare, proponiamo: pasta, patate, cozze e provolone del monaco; linguine ai ricci di mare.

 

Cupersito Cilento Aglianico, Azienda Agricola Casebianche

100% Aglianico. 4.300 le bottiglie annue. Prodotto con le migliori uve di Aglianico provenienti dalla “Vigna Acquasanta” di 1,3 ha e dalla “Vigna Dellemore” di poco meno di 1 ettaro. Fermentazione alcolica spontanea con lieviti indigeni in acciaio con macerazione sulle bucce per 15 giorni e successivo affinamento di 12 mesi in botti di rovere di diversa capacità.

Di colore rosso rubino profondo e concentrato. Naso suadente e suggestivo, in primo piano si apprezzano frutti rossi e spezie orientali, ciliegia, amarena e ribes nero, chiodi di garofano e cardamomo, leggere fragranze balsamiche e sensazioni mediterranee, poi lavanda e peonia, una chiosa tostata di caffè nel finale. Dinamica gustativa ordinata e composta, giocata sulla contrapposizione tra il corpo vellutato e muscoloso da un lato e la fragrante freschezza e dirompenza tannica dall’altro. Equilibrato e armonioso.

Lo consigliamo con primi e secondi piatti di carne e selvaggina, formaggi stagionati e in particolare ecco i nostri abbinamenti suggeriti: risotto al ragù di agnello; fagiano al ginepro; caciocavallo podolico stagionato.

 

Donnaluna Paestum Aglianico, Viticoltori De Conciliis 

Prodotto con le uve Aglianico provenienti dalle vigne Cannetiello e Destro, impiantate tra il 1999 e il 2000 e allevate a guyot. Uve raccolte tra il 25 settembre e il 26 ottobre, fatte fermentare in acciaio termocondizionato, a contatto con le bucce per 11 giorni, passati i quali il vino viene fatto affinare un anno per il 50% in acciaio e il restante 50% in botti di rovere di 3.000 lt.

Robusto, energico e forte. Ha in sè tutte le intemperanze di un adolescente, che quando matura si sbroglia tutto e dispensa dolcezza. Dal colore rosso rubino, carico e lucente. Profumi ampi e stratificati, dal ricordo di rosa appena sbocciata ai frutti rossi del sottobosco, poi prugna e visciola, pepe bianco, sfumature minerali e terrose, ardesia e humus.

In bocca è caldo e avvolgente, dotato di un tannino solido ed integrato che dona al vino margini di evoluzione. Tutto è sorretto da una vibrante freschezza, quasi a ricordare l’arancia sanguinella.

Ottimo con formaggi stagionati e salumi, carni rosse e ragù. Provatelo con i fusilli al ragù napoletano o con stufato di cinghiale e olive nere.

 

 
vigne

Le selezioni di dicembre – Lombardia del vino

WINE BOX DI dicembre: lombardia del vino

vigne

Tappa #21

Scelta da Artur Vaso
migliore sommelier di Lombardia 2017

dicembre 2019

 

Cascina Belmonte, Muscoline (BS)

Siamo in Valtènesi, a Muscoline, un posto bellissimo e molto vocato, nella parte collinare del lago di Garda, nella zona del Chiaretto del Garda. Un secolo fa questo territorio è stato “scoperto” da Pompeo Molmenti (uomo di cultura e senatore del regno d’Italia), il primo a cercare la produzione del Rosato in quest’area.

L’azienda è piccola, guidata Enrico di Martino, un giovane agronomo che dopo avere girato l’Europa è tornato a casa e oggi fa una vinificazione totalmente biologica, nei 6 ettari di vigneto. Uno dei punti di forza dell’azienda è proprio il rispetto dell’ambiente e la voglia di fare vini senza mai esagerare con la solforosa…

 

Bruno Verdi, Canneto Pavese (PV)

Eccoci in Oltrepò Pavese. L’azienda è gestita da Paolo Verdi da più di 30 anni, in località Vergomberra, nella zona del Canneto Pavese. Quella di oggi è la quarta generazione di agricoltori, che coltiva una piccola vigna di famiglia, vero cuore di tutte le attività dell’azienda, in una delle zone zone più belle dell’Oltrepò.

Paolo è un appassionato vignaiolo, che ha raccolto l’eredità dal padre e ha saputo valorizzarla al massimo. Arrampicate sui rilievi scolpiti dai torrenti Scuropasso e Versa, nella prima fascia collinare, le sue vigne producono uve e quindi vini di eccezionale qualità.

Montonale, Conta (BS)

Siamo in località Montonale, a Conta, sulla sponda sud del lago di Garda. Area molto vocata, che risente dell’influenza positiva del lago: tanti i venti, Ora e Pelèr su tutti: il primo spira da sud e l’altro scende dalla montagna. I vigneti del Montonale sono su questa rotta dei venti, in una delle migliori zone del territorio, dove il suolo è calcareo e argilloso. La famiglia è storicamente una famiglia di contadini. Il capostipite, Francesco Girelli, inizia dissodando i primi 2 ettari a inizio Novecento.

Oggi tre giovani fratelli guidano l’azienda: Claudio (commerciale e amministrativo), Valentino (agronomo) e Roberto, enologo, che tiene le redini di tutto. Montonal, oggi, ha 30 ettari vitati tutti attorno alla moderna cantina, costruita con pareti in paglia di riso che garantiscono un microclima salubre, mentre l’impianto fotovoltaico dà autonomia energetica. Con l’Orestilla 2015 hanno vinto il premio del migliore bianco al mondo monovitigno Decanter: da lì, la consacrazione dell’azienda.

Corte Fusia, Coccaglio (BS)

Siamo a Coccaglio, in provincia di Brescia, nella zona sud della Franciacorta. Una cascina del Seicento, una corte, 7 ettari a Monte Orfano, due ragazzi che hanno dato vita a una giovane realtà franciacortina.

Daniele è enologo mentre Gigi agronomo: tanta è la loro passione passione e la voglia di mostrare tutte le particolarità di un territorio mitico. Coltivano Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco in una collina di 451 mt, l’unica della pianura Padana, che separa due versanti. Curano la vigna e il lavoro in cantina in modo maniacale e questo si riflette totalmente nel loro vino. Sono FIVI, vignaioli indipendenti.

BOX ENTUSIASTA

Chiaretto Costellazioni – Cascina Belmonte

Dalle quattro uve classiche (groppella, barbera, sangiovese e marzemino) il più tipico dei vini della sponda bresciana del lago di Garda. La vinificazione è quella classica dei Chiaretti, cioè inizia come un vino rosso per finire come un bianco, con un lieve contatto con le bucce, e poi affinamento in acciaio.

Al naso si impongono i profumi floreali, con alcune leggere note di melograno, di fragolina bosco, pesca e sentori agrumati. In bocca grande freschezza e sapidità, per una beva molto piacevole.

Abbinamento:  si presta a tanti abbinamenti, anche in base alle temperature di servizio. Appropriato per antipasto, proponiamo un abbinamento cromatico con tartare di tonno e olio d’oliva del lago di Garda e zest di limone.

Riesling Italico – Bruno Verdi

Da vigneti dell’Oltrepò Pavese, vicino a Montalto, che godono di un’ottima esposizione.

Fermentazione a temperatura controllata in acciaio, è un bianco piacevolmente mosso, dall’elevata acidità, una buona intensità colorante, riflessi verdolini. I profumi sono dolci, tra la frutta a polpa bianca, come pesca e mela rossa, e fiori bianchi come l’acacia. In bocca è vivo, fruttato e armonico, invita al secondo bicchiere (e anche al terzo…).

Abbinamenti: consigliato sicuramente come aperitivo ma da provare anche in abbinamento con vellutata di piselli, calamari in tempura e mandarino.

Montunal Lugana – Montonale

Uva Turbiana 100% selezionata in vigna in modo maniacale; grappoli pressati in maniera soffice in assenza di ossigeno. Il mosto fiore è quindi lavorato in acciaio inox, matura 6 mesi su fecce nobili con batonnage costanti e affinamento in bottiglia. Profumi molto fruttati e floreali, frutta a polpa bianca, scorza di limone, note leggermente balsamiche, erbe aromatiche come la salvia; in bocca ha un bellissimo equilibrio, sapidità e freschezza e grande persistenza.

Abbinamenti: perfetto con il pesce, provatelo con quello di lago. Vi proponiamo un filetto di coregone in crosta di sesamo su un letto di clorofilla di erbe balsamiche.

 

BOX ESPERTO

Stramonia – Cascina Belmonte

Il nome deriva da un’erba selvatica, nel Medioevo utilizzata per preparare filtri della verità.

Merlot e Cabernet sauvignon vinificati in acciaio e affinati in barrique per 12 mesi. L’uva è raccolta leggermente surmatura, una piccola parte va in appassimento in solaio per 3 settimane e la rimanente è pigiata fresca.

Questo è un rosso ricco di struttura, che si presta a lunghi affinamenti in bottiglia.

Vino dal colore concentrato, con buona intensità e tonalità colorante. I profumi sono classici: ciliegia, frutta rossa, prugna, confettura di piccoli frutti rossi, note dolci di vaniglia e poi spezie, erbe aromatiche e balsamiche. In bocca ha una bella morbidezza, ed è avvolgente, il tannino è nobile e il una bella chiusura di erbe aromatiche.

Abbinamenti: erfetto con piatti strutturati come un bel filetto di vitello arrosto con crema di porcini e mentuccia o da provare con lo spiedo bresciano, piatto tipico del territorio.

Barbera Campo del Marrone  – Bruno Verdi

Barbera 100% da una vigna a 200 metri sul livello del mare, con una bella esposizione e pendenza del 40%. Classica la lavorazione: fermentazione alcolica a temperatura controllata in tini di rovere e vasche di cemento, malolattica svolta al trasferimento nelle botti di affinamento da 5 ettolitri, di rovere (in parte nuove e in parte usate), per 12 mesi di affinamento in tutto.

Rubino dai riflessi violacei (può ancora maturare), piccoli frutti rossi, prugna, ciliegia, profumi di viola, cuoio, tabacco, molta spezia (pepe nero); in bocca si sente la bella acidità della Barbera, il sorso è molto saporito e bene equilibrato.

Abbinamenti: piccione, crema di nocciole e chips di patate.

Franciacorta Brut  – Corte Fusia

70% Chardonnay, 20% Pinot nero e 10% Pinot bianco, da vigneti di tipo fluvio-glaciali, coltivati nel comune di Coccaglio. La produzione è piccolissima (solo 15.000 bottiglie l’anno) e bassissima la resa: circa 55 ettolitri per ettaro. Fermentazione in acciaio, assemblaggio a marzo della cuvée, e poi oltre 18 mesi di affinamento; il residuo zuccherino inferiore a 1 grammo per litro.

Perlage garbato ed espressivo, fine e persistente, amplifica la luminosità donando una particolare lucentezza. Profumi inebrianti, intensamente agrumati con note floreali dolci. In bocca ecco subito l’acidità, buona struttura e bella lunghezza: un Brut preciso e di nerbo.

Abbinamenti: battuto di scampi, purea di legumi e caviale Calvisius.

 

 
Vini e acqua

Le selezioni di novembre – fiume lago mare

WINE BOX DI novembre: fiume, lago, mare

Vini e acqua

Tappa #20

Scelta dal sommelier Massimo Marchesi

novembre 2019

 

Cantina Di Sante, Monleale (AL)

Tommaso Di Sante ha la fortuna di vivere e coltivare la vite in uno dei luoghi più belli e geograficamente fortunati del nostro paese. Le colline che uniscono Fano a Pesaro corrono per 15 km guardando, pacifiche e rigogliose, l’Adriatico. 

Le sue vigne sono esattamente sotto l’eremo di Monte Giove, in località Carignano, all’interno della Denominazione Colli Pesaresi e soprattutto della DOC Bianchello del Metauro, il fiume celebre per la battaglia fatale ai cartaginesi durante le guerre puniche.

L’azienda è completamente coltivata col metodo biologico e il terreno prevalentemente tufaceo.

I vitigni sui quali l’azienda appoggia le sue radici sono Sangiovese, Montepulciano e naturalmente Biancame (Bianchello), forse il più tipico della zona. Negli ultimi anni sono stati piantati e messi a produzione anche vitigni internazionali come Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Sauvignon.

Cantina Stefanoni, Montefiascone (VT)

Il lago di Bolsena visto dall’alto rivela in modo lampante la sua origine vulcanica, avendo una forma quasi perfettamente ovale. Si è formato infatti dopo lo sprofondamento di un cratere circa 300 mila anni orsono. La Cantina Stefanoni coltiva i suoi vigneti dislocati in diversi appezzamenti a Montefiascone, beneficiando da un lato dell’escursione termica che il lago garantisce nei mesi estivi, quando l’uva giunge a maturazione, e dall’altro del suolo di origine vulcanica che, soprattutto a Colle dei Poggeri, arricchisce di struttura e scheletro minerale i vini.

A capitanare l’azienda è Stefano che, insieme al figlio Francesco, produce una gamma di vini che parte da uno Spumante metodo Classico a base Trebbiano Giallo (localmente chiamato Roscetto), passa per il classico Est! Est!! Est!!! prodotto in 2 versioni, per approdare ai due vini che ho proposto nelle Box: un Moscato Secco e un taglio di vitigni internazionali.

Azienda vitivinicola Contini, Cabras (OR)

Contini è un’azienda storica in Sardegna: da sempre accompagna il suo nome alla produzione della Vernaccia di Oristano, un vino tanto unico nel metodo di produzione (Solera con botti scolme e Flor) quanto raro da trovare fuori dell’isola. I vigneti aziendali sono del tutto particolari, infatti si trovano ad un’altitudine di pochi metri sul livello del mare e dislocati tra la penisola del Sinis e la parte finale della valle del Tirso, sempre a ridosso della costa. I terreni hanno struttura calcarea con frazioni argillose e ciottolose. Queste caratteristiche danno ai vini, sia bianchi che rossi, una grande componente sapida e una struttura che li rende adatti alla maturazione in bottiglia anche per molti anni. L’altro vitigno (raro e affascinante) che viene coltivato e può dare il meglio di sé solo con queste condizioni pedoclimatiche è il Nieddera, un’uva a bacca rossa tanto fruttata, se vinificata per essere consumata giovane, quanto capace di maturare terziari intensi e variegati, se lasciata invecchiare in botte e bottiglia.

 

BOX ENTUSIASTA

Bianchello del Metauro “Giglio” – Cantina Di Sante

Il Biancame (vitigno che è alla base del Bianchello del Metauro) è un’uva molto produttiva, parente stretta del Pagadebit di Romagna; i vini che si producono storicamente sono freschi, di facile beva e da consumarsi giovani. Tommaso Di Sante ha deciso di risalire il fiume, controcorrente, andando a ripescare un clone molto antico e molto meno produttivo di Biancame per produrre un bianco di grande espressività territoriale, sapido, fresco e di ottimo corpo, che sfrutta a pieno il terreno tufaceo su cui sorge. Io, per motivi di cuore, sono molto legato a questo vino (quasi sconosciuto fuori dalla provincia di Pesaro) e ho un piacere immenso a farlo conoscere in quella che penso sia la sua versione in assoluto più riuscita.

Abbinamento: grigliata di pesce alla fanese (irresistibile con l’aggiunta di una leggera impanatura, localmente chiamata “rustita”), tutti i primi di pesce in bianco e pesci delicati come la sogliola e ovviamente il fritto.

Lazio Rosso “Fanum” – Cantina Stefanoni

Un esempio sapiente di taglio tra vitigni internazionali valorizzato dalle uniche condizioni che Montefiascone regala. I 2 vitigni più utilizzati sono il Cabernet Sauvignon e il Syrah (entrambi 40%) accompagnati dal Merlot per il restante 20%. Ciascuno è vinificato singolarmente e poi assemblato prima della maturazione in legno (barrique e tonneau) e rispettivamente danno vegetalità, speziatura e frutto. 

Il passaggio in legno esalta la speziatura già conferita dal Syrah per un vino caldo e di grandissimo equilibrio dove la mineralità del terreno bilancia le morbidezze.

Abbinamenti: una faraona al forno con castagne e funghi potrebbe rivelarsi un abbinamento esplosivo e quasi perfetto.

 

Vermentino di Sardegna “Tyrsos” – Contini

Vino paradigmatico del territorio e del vitigno che lo vanno a creare. I terreni sono quelli della valle del Tirso e in parte dell’alto Campidano, con prevalenza sabbiosa e alluvionale, e una parte vulcanica. Il naso è caratterizzato da note di frutta giovane come pera e agrumi alle quali si accompagnano note di erbe aromatiche e iodate. 

In bocca ha ottima struttura pur concedendosi a una beva facile dove sono ancora la freschezza e la sapidità a spiccare.

Il vino affina solamente in acciaio dopo una vinificazione a temperatura controllata.

Abbinamenti: compagno ideale di primi piatti con conchiglie di mare (in bianco), crudità di pesce e notevolissimo come aperitivo.

 

BOX ESPERTO

Colli Pesaresi Sangiovese “Timoteo” – Di Sante

Il bisnonno Timoteo di Sante fu il primo a coltivare la vite e a produrre il vino in famiglia. Questo Sangiovese è un omaggio non solo a lui ma soprattutto ad un modo di fare il vino volto a valorizzare, oggi come un tempo, le caratteristiche essenziali del vitigno più importante del centro Italia. La resa è al massimo di 2,5 kg a pianta e il terreno è pienamente tufaceo.

Al naso il frutto è riconoscibile immediatamente, prugna e ciliegia, ma quello che mi fa impazzire del profumo di questo vino è la schiettezza della nota animale di cuoio e la spiccata balsamicità che lo rendono allo stesso tempo complesso e di beva facilissima.

Abbinamenti: parla il cuore: costine di maiale al forno con le olive fresche! O grigliata di agnello con patate al forno.

 

Lazio Moscato Secco “Colle dei Poggeri”  – Stefanoni

Il Colle dei Poggeri è un terreno posto a 400 metri d’altitudine, con una conformazione completamente vulcanica a ridosso del lago di Bolsena. L’esposizione a sud della vigna e l’escursione termica data dalla vicinanza al lago – oltre naturalmente al suolo vulcanico – rendono questo vino aromatico del tutto peculiare.

Le note di miele, fiori e uva bianca tipiche del moscato e inconfondibili sono addirittura sorpassate da quelle minerali in una fusione che ricorda i grandi aromatici del Reno (con le dovute cautele). 

L’esasperata ricerca di trarre il meglio dalle componenti aromatiche del vitigno si manifesta nella tecnica di vinificazione che prevede un contatto a freddo (5 gradi) con le bucce prima di una lentissima fermentazione alla temperatura quasi proibitiva di 13 gradi.

Una chicca, figlia della giusta scelta del terreno e della caparbietà di Stefano e Francesco.

Abbinamenti: almeno un bicchiere va bevuto da solo senza abbinamenti per godere della finezza e della fresca mineralità del vino. Ottimo con crostacei e cibi dolcemente speziati come quelli delle cucine asiatiche, in particolare quella indiana.

Isola dei Nuraghi Rosso “Barrile”  – Contini

Un vino con caratteristiche ben distinguibili e dovute a molteplici fattori. Innanzitutto le viti di Nieddera (con una piccola percentuale di altri vitigni autoctoni come il Caddiu) sono coltivate ad alberello e sono tutte molto vecchie. Questo limita la produzione per ettaro a soli 65 quintali quasi senza bisogno interventi di potatura. Inoltre il terreno è collocato a pochi metri sul livello del mare e a pochissima distanza dalla costa: gode così di un clima ventilato e poco piovoso, che regala salubrità alle uve dando struttura grazie alla componente sabbioso-alluvionale del suolo.

La vinificazione prevede una macerazione sulle bucce non inferiore ai 10 giorni ed un sapiente affinamento in legni di diversa dimensione per un minimo di 12 mesi ed una lunga permanenza in bottiglia. Il risultato è un vino morbido, caldo e concentrato che privilegia i sentori di marmellata e la speziatura dolce che col tempo diventa la componente predominante.

 

Abbinamenti: non riesco a vederlo lontano da formaggi a pasta dura molto stagionati perché riescono a tirar fuori nuova forza da un vino già portentoso. Ottimo anche con gli umidi di cacciagione, soprattutto cinghiale.

 

 

 
piccoli terroir

Le selezioni di ottobre – piccoli terroir grandi vini

WINE BOX DI ottobre: piccoli terroir, grandi vini

piccoli terroir

Tappa #19

Scelta da Guido Beltrami

ottobre 2019

 

Vigneti Massa, Monleale (AL)

La secolare storia dell’azienda Vigneti Massa, azienda in quel di Monleale sui Colli Tortonesi, si condensa oggi in quella dell’attuale proprietario Walter, nella sua totale dedizione all’azienda di famiglia. La genialità di Walter nel rendersi conto di quanto il Timorasso potesse essere vitigno base per un grande vino fa il pari con la sua determinazione per portare avanti e diffondere questo straordinario bianco dapprima al di fuori della sua zona, poi della regione e infine oltre ai confini nazionali. Stesso metro e dedizione che Walter applica per Barbera, Croatina e Freisa, che cerca da sempre di vinificare nella maniera più nobile possibile. La storia di Walter è strettamente legata a quella del suo territorio, dove con atteggiamento da “faro” si sta impegnando assieme a molte aziende “verticali” come la sua, per legare in maniera indissolubile il Timorasso ai Colli Tortonesi: Derthona è l’appellativo che sempre di più dobbiamo imparare e conoscere per identificare il Timorasso nel suo terroir d’elezione.

Fiorano, Cossignano (AP)

La storia dell’Azienda Agricola Fiorano è una moderna storia di successo, enologicamente parlando. Paolo e Paola, professionisti in una grande metropoli, decidono di seguire il loro sogno di azienda agricola e agriturismo, e per farlo scelgono – innamorandosene – un territorio straordinario come il Piceno, e una parte dello stesso ancor più straordinaria: Cossignano e i comuni limitrofi. La loro capacità e la loro determinazione non hanno tardato a dare i loro frutti: dopo neanche vent’anni è un luogo meraviglioso, dove la sinuosità delle colline coltivate a vigna e olivo bastano da sole ad appagare i sensi. I vini, manco a dirlo, sono di altissimo livello: dal grande lavoro sull’autoctono Pecorino, di grande qualità con regolarità disarmante, probabilmente nel suo terroir più vocato, a rossi base Sangiovese e Montepulciano dall’eccezionale eleganza ed equilibrio.

Le Calle, Cinigniano (GR)

Le Calle è il prototipo dell’azienda agricola a 360°, modello oramai rarissimo ma espresso in maniera assolutamente al passo coi tempi: viticoltura, olivicoltura, seminativo, allevamento, agriturismo e tutto ciò che ne deriva, isola felice con orgoglio condotta da Riccardo Catocci e dalla sua famiglia nella maremma interna alle pendici dal Monte Amiata.

Ecosistema dove il contatto con la natura ti riporta all’essenza del concetto di coltivazione, e dell’eccellenza delle produzioni artigianali. I vini aziendali non fanno eccezione: Vermentino e Sangiovese soprattutto, favoriti da terreni generosi e dal microclima favorevole che il mare da una parte e l’Amiata dall’altro concorrono a creare.

Torre degli Alberi, Ruino (PV)

La storia dell’Azienda Agricola Dal Verme è quella di una realtà famigliare fortemente radicata nel territorio: siamo nella località Torre Degli Alberi, nel comune di Ruino, nell’alta collina dell’Oltrepò Pavese. Qui l’azienda da decenni rappresenta un punto fermo della vita del territorio, con diverse attività in ambito di agricoltura e allevamento, tutte rigorosamente da sempre in regime biologico, portate avanti da Camillo e Filippo, assieme ai rispettivi figli Giacomo e Luchino. L’ultima, quella vitivinicola, si è concretizzata negli ultimi dieci anni ed è una dimostrazione di chiarezza d’idee: Pinot Nero piantato a quasi 600 metri d’altitudine su terreni aziendali con esposizione sud per la produzione esclusiva di bollicine. Oggi Torre degli Alberi rappresenta l’apice, geograficamente parlando, di una denominazione che sta spingendo sempre di più nella direzione del metodo classico.

 

BOX ENTUSIASTA

Petit Derthona – Vigneti Massa

Il Petit Derthona si presenta come il fratello più piccolo del Derthona, e cerca da buon secondogenito di trovare la sua strada e le sue caratteristiche peculiari: sempre uve Timorasso al 100%, con pressature più energiche e provenienti esposizioni più fresche, le macerazioni sono più limitate. Al naso presenta frutto a polpa bianca marcato e una buona mineralità. In bocca raggiunge l’equilibrio più rapidamente e si offre al consumo da giovane, con buona struttura, freschezza e grande beva.

Abbinamenti consigliati: salumi e formaggi freschi, primi piatti a base di verdure.

Pecorino Offida DOCG Donna Orgilla – Fiorano

Il Pecorino, a discapito della sua enorme diffusione negli ultimi dieci anni, non sempre in versioni di alto profilo, è un grande vitigno a bacca bianca, e la zona dove Fiorano lo coltiva è certamente una delle più interessanti. Vino simbolo tra i vini aziendali, raccolto a piena maturità e vinificato in acciaio a temperatura controllata, Donna Orgilla è un Pecorino tipico e originale al tempo stesso: tipico nelle note di frutta matura, esotica e minerali, originale nella bocca opulenta, di grande struttura, ma al contempo perfettamente equilibrata e snella. Sorprendente nell’affinamento in bottiglia.

Abbinamenti consigliati: formaggi a media e lunga stagionatura, crostacei, zuppe di pesce.

Montecucco Rosso DOC  – Podere Le Calle

Il Sangiovese è uno dei vitigni più diffusi nel nostro paese, ma è anche straordinariamente diverso a seconda delle condizioni pedoclimatiche nelle quali è coltivato. La DOC Montecucco è sicuramente una delle meno conosciute e più interessanti. Situata ai piedi del Monte Amiata, l’Azienda Agricola Le Calle verso l’interno vede Montalcino, con vini nobili e fini, e verso il mare vede la costa maremmana con vini invece più concentrati e potenti. Credo che i Sangiovese di Riccardo siano un’ottima sintesi tra le due condizioni, e che il Campo Rombolo esprima in maniera eccellente queste caratteristiche. Sangiovese 90% e Ciliegiolo 10%, vinificazione in acciaio con macerazioni medio-lunghe. Al naso ciliegie mature e spezie, in bocca la grande struttura e il tannino fine ma vigoroso rende la beva armonica e molto lunga.

Abbinamenti consigliati: Coniglio in umido, zuppe di legumi.

 

BOX ESPERTO

Croatina Colli Tortonesi Pertichetta – Vigneti Massa

Dichiarare che la Croatina può essere un grande vitigno per vini da invecchiamento per alcuni potrebbe essere scioccante. Chi come me ha conosciuto questo vitigno nelle sue espressioni meno nobili ha dovuto assimilare lentamente il contrario, cioè che la ricchezza polifenolica e l’eleganza delle sue caratteristiche sensoriali possono dare vita a vini davvero sensazionali. Forse proprio per questo ne sono così appassionato e affascinato. Fortunatamente in tutte le aree dove questo vitigno è coltivato esistono grandi interpreti. Vigneti Massa è una di queste realtà: la Croatina Pertichetta si apre subito importante al naso, con le note erbacee che si sono fatte balsamiche, eteree ed ematiche (se mi si consente il termine, che individua eleganti sensazioni minerali), in bocca la struttura è importante, il tannino ben levigato e il fin di bocca elegantissimo.

Abbinamenti consigliati: stufati, arrosti, formaggi stagionati.

Marche Rosso Ser Balduzio – Fiorano

Che il Montepulciano possa essere un grande vitigno da invecchiamento lo sappiamo, o comunque talvolta ce ne siamo accorti. Che però possa esprimersi con al contempo la potenza e la finezza del Ser Balduzio di Fiorano, ci lascia stupefatti. La cura di Paolo e Paola per questo vino si vede tutta ed è incredibilmente costante negli anni: uve 100% Montepulciano da vigne vecchie, fermentazione in acciaio con lunghe macerazioni e affinamento in botti di rovere da 10 hl di Slavonia per circa 3 anni. Al naso è confettura di ciliegia, smalto, cuoio e tabacco, in bocca grande struttura e morbidezza, tannini maturi e ben integrati, per un finale lungo ed elegantissimo.

Abbinamenti consigliati: carni alla griglia, arrosti.

Oltrepò Pavese Pinot Nero Metodo Classico DOCG Pas Dosè – Torre degli Alberi

Si dice che gli spumanti Pas Dosé mostrino in maniera più autentica e naturale le caratteristiche di un vino spumante: in effetti l’assenza di zucchero nella cosiddetta “liquer d’expédition” non altera con sensazioni di morbidezza quelle che sono le caratteristiche intrinseche del vino, e spesso proprio per questo sono le migliori cuvée quelle riservate ai dosaggi zero. L’Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Pas Dosé di Torre degli Alberi non fa eccezione. Al naso il frutto è maturo e accompagnato da note fini di pasticceria che raccontano i 36 mesi sui lieviti. Decisa e robusta la struttura, ben equilibrata da un’acidità non tagliente che, nonostante la quota di coltivazione, viene ingentilita dalle fermentazioni malolattiche a cui i vini vengono lasciati andare incontro nella fase di vinificazione.

Abbinamento consigliato: lardo o salame, fritture, pesci grassi.

 

 
vini macerati

Le selezioni di settembre – vini macerati

WINE BOX DI settembre: la macerazione sulle bucce

vini macerati

Tappa #18

Scelta da Ottavio Venditto Migliore sommelier d’Italia AIS 2014

settembre 2019

 

Cantina Roncùs, Capriva del Friuli

Siamo a Capriva del Friuli, a pochi kilometri da Gorizia: una famiglia di agricoltori guidata da una filosofia naturale, con una bella storia alle spalle. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Perco voleva tornare a coltivare le sue viti ma non poteva permettersi un trattore. La guerra, però, aveva lasciato nella zona un carro armato, che loro hanno rivitalizzato e messo in funzione per preparare la vigna a scasso. Da lì non si sono più fermati.

 

Frank & Serafico, Grosseto

Questa non è solo una cantina ma un grande progetto, nato nel 2009 dall’incontro di due menti enologiche, Fabrizio Testa (Frank) e Pier Paolo Pratesi (Serafìco), che hanno deciso di stabilirsi in Maremma per sviluppare l’idea di produrre i propri vini e le proprie birre in totale autonomia, partendo dalle materie prime coltivate nel luogo. Ma in questo ecosistema naturale non si beve soltanto: nel Ristoro Agricolo si gustano anche piatti prelibati, preparati con il cibo del loro bellissimo orto.

Cantina MoVe, Mondragon

Siamo a un’ora di macchina da Venezia, vicino a Fanzolo. Da Gabriele, il proprietario, la parola “chimica” non è ammessa e non si fa assolutamente uso di pesticidi. Lui è un caro amico di Ottavio Venditto e ha un progetto ambizioso di recupero del territorio, che riguarda la riqualificazione ambientale di un’area abbandonata e passa anche per la produzione di grande vino. È un personaggio strepitoso, che produce il vino in una cantina piccolissima, la cui porta è recuperata da un vecchio garage degli anni Sessanta…

 

BOX ENTUSIASTA

Collio Bianco – Cantina Roncùs

Uve “tocai” (friulano) al 40%, altrettanto pinot grigio e un po’ di sauvignon, da vigne vecchie di 25 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, su terreni marnosi.

Qui si sperimenta l’inizio della macerazione pellicolare, che dura circa quattro ore. Questo si riflette nel colore del vino, che appare appena dorato dalle bucce. La fermentazione spontanea avviene in acciaio, fatta con soli lieviti indigeni per un vino naturale, genuino e di grande digeribilità.

Siamo nel Collio, quindi ecco un bianco dal sapore sapido e minerale, che esprime al naso note di mandorla bianca, erbette aromatiche, alloro, sentori che precorrono la ponca (il suolo del Collio); un vino che possiede un corredo importante e piacevolissimo, e che si beve molto facilmente.

Abbinamento: provatelo con un tagliere di salumi affumicati.

 

Di Macchia Senza Solfiti – Frank & Serafico

Toscana, questo è un vino particolare perché fatto con una base di vermentino (al 95%, il resto è petit manseng), dalle migliori uve coltivate nella Valle d’Oro di Capalbio. Uve, queste, che vengono da una vigna vecchia, fatte macerare a freddo in pressa per 12 ore, lasciate maturare in acciaio e affinare in barrique di rovere francese.

Possiede grandi note marittime e mediterranee, un colore bello dorato e un naso decisamente mediterraneo: ecco quindi la macchia, le erbette aromatiche fino a una bella nota salmastra, marina… La solforosa qui è bassissima e il vino non è filtrato: piace questo andare fuori dagli schemi, in un territorio in cui tutti fanno Vermentino classico, filtrato, mentre qui siamo su altro livello.

Abbinamento: consigliamo di provarlo assieme a del pesce semigrasso, per esempio con una mousse di baccalà mantecato.

 

Mondragon Rifermentato “Utia” – Cantina MoVe

Qui sperimentiamo la fermentazione lunga (10 giorni), sui lieviti indigeni e sulle proprie bucce. Uve glera coltivate in pendenza regalano un vino estremo, una bollicina rifermentata in bottiglia secondo il metodo ancestrale, che matura in acciaio senza solfiti aggiunti. Il vino non è sboccato, quindi prima del servizio va rimesso in circolo il fondo. La bollicina è sottile, si presenta molto elegante e decisamente importante al naso, con affascinanti note fruttate.

Gradevole e digeribile.

Abbinamento: da provare con cruditè di pesce.

 

BOX ESPERTO

Serafico – Frank e Serafico

Vino molto particolare, è il Vermentino di punta della cantina, prodotto in pochissime bottiglie. Uve (oltre al vermentino anche petit manseng) da una vigna vecchia di oltre 30 anni, vendemmiate tardivamente che mantengono un piccolo residuo zuccherino proprio per via della surmaturazione delle uve.

Iniziamo quindi sperimentando un vino che fa una macerazione a freddo in pressa per 12 ore, decantazione statica e naturale a bassa temperatura, parziale fermentazione malolattica e maturazione in barrique di acacia per 14 mesi, affinamento in bottiglia per un bianco molto morbido. Al naso si impone il frutto a polpa gialla ma anche una nota di miele, di spezia, la vaniglia, lo zucchero… Questa bella nota zuccherina si sente anche al sorso e il volume grasso riempie il palato.

Abbinamento: perfetto con formaggio e carni bianche.

Mondragon Tranquillo “Garbeo” – Cantina MoVe

Ci piace un sacco, questo vino prodotto in una terra dove tutti gli altri fanno Prosecco: siamo sulle colline dell’alta Marca Trevigiana, la vigna è vecchia di 50 anni e stava per essere spiantata da imprenditore locale ma un agricoltore che aveva altre vigne accanto ha deciso di fermare tutto e affittarla perché convinto che fosse un grande patrimonio dell’umanità. Fatte studiare le varietà trova incrocio Manzoni, malvasia, glera e anche malvasia istriana. La zona è terrazzata, molto difficile da coltivare, la raccolta è manuale e la produzione di super nicchia (solo 1200 bottiglie l’anno).

Macerazione abbastanza spinta, per 10 giorni sulle bucce per cui il colore vira verso l’arancione. Un vino dalla sapidità importante e un naso esplosivo che racchiude i profumi dell’autunno: foglie secche, fieno, miele, scorza d’arancia, castagno, profumi di salmastro, di olive taggiasca al forno…

Abbinamento: provatelo con un primo piatto di pesce, ricco, per esempio con dei ravioloni con un’emulsone di capesante, o con gamberi e scalogni. Perfetto anche con il formaggio.

 

Val di Miez – Cantina Roncùs

Merlot e cabernet franc da vigne vecchie di 40 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, a regime biologico. Qui sperimentiamo una macerazione lunga – 20 giorni con le bucce -, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e malolattica svolta completamente. Poi affina in botte grande di rovere francese per 18 mesi.

Un rosso riserva, prodotto in pochissime bottiglie, che ha struttura e potenza, balsamicità, molto frutto ma anche note erbacee. Al palato si impone per l’eleganza.

Perfetto da bere ora, ma se dimenticato in cantina riserva piacevoli sorprese tra qualche anno…

Abbinamento: si può partire dai formaggi stagionali ma può essere bello spingersi, per via dei tannini importanti e setosi di questo rosso, fino a carni cucinate a lungo, come la guancetta di vitello con porri e patate.