vitigni autoctoni

Le selezioni di ottobre – vitigni autoctoni

WINE BOX DI ottobre: autoctoni secondi a nessuno!

vitigni autoctoni

Tappa #31

Guidata da Marco Barbetti (migliore sommelier d’Italia FISAR 2018)

 

IL NURAGHE – CANTINA DI MOGORO, Mogoro (OR)

Mogoro si trova a sud ovest della Sardegna in provincia di Oristano, in una zona che prende il nome di “Alta Marmilla”, proprio vicino al monte Arci, un antico massiccio di origine vulcanica.

Qui dove si tramandano ancora antiche tradizioni, non solo rurali, ma anche di artigianato tessile e legno, si trova l’azienda vinicola “Il Nuraghe – cantina di Mogoro”, fondata nel 1956 da un piccolo gruppo di viticoltori con l’intento di iniziare una produzione artigianale di qualità. L’areale è sempre stato vocato alla viticoltura (come testimoniano anche numerosi reperti storici), in particolare di vitigni autoctoni come bovale, semidano, monica e nuragus.

Oggi l’azienda dispone di circa 350 ettari di vigne lavorate da vari conferitori nel pieno rispetto delle tradizioni, per offrire un sorso di Sardegna ad ogni bicchiere.

Ho scelto il bovale perché è uno dei più antichi vitigni coltivati in Sardegna, ai più quasi sconosciuto. Alcuni studi dimostrano la sua discendenza dalla vite selvatica ancora presente in qualche zona boschiva.

Questo vitigno è caratterizzato da una carica polifenolica elevata, che si manifesta nel bicchiere con vini dal colore rosso intenso: donano una bella astringenza, lasciando la bocca asciutta.

LUIGI GIUSTI, Castelferretti (AN)

Artigianalità e territorialità è quanto descrivono al meglio e intimamente l’azienda “Luigi Giusti”. I 12 ettari di vigneti si trovano a Montignano di Senigallia, in provincia di Ancona, in una zona particolarmente favorevole data la vicinanza del mare. La loro storia è di quelle più belle: il desiderio di un padre (Luigino) e di un figlio (Piergiovanni) di lavorare per fare delle colline di Montignano un luogo speciale. Le uve – esclusivamente Lacrima di Morro d’Alba – sono lavorate con basse rese e metodi a impatto zero. La vendemmia, che avviene manualmente seguendo i ritmi della natura, dà luce a vini che rispecchiano fedelmente ogni annata.

Ho scelto la Lacrima di Morro d’Alba perché è un vitigno dalle proprietà organolettiche uniche, che lo rendono ben riconoscibile, soprattutto a livello olfattivo. Nonostante questa peculiarità, non sempre raggiunge la notorietà che merita.

LA MASERA, Piverone (TO)

“Se uno sogna da solo, è solo un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà” (Friedensreich Hundertwasser). Questo è proprio quello che è successo ai 5 amici proprietari de La Masera, azienda agricola di Settimo Mortaro (TO), a pochi chilometri dal lago di Viverone. Dopo una vita in cui ognuno ha intrapreso il proprio percorso si sono ritrovati, decidendo di realizzare il sogno che avevano da ragazzi: iniziare la produzione di erbaluce nello stesso luogo dove decenni prima lo facevano i loro nonni.

Qui, dove si dice che sia nato questo vitigno, l’azienda possiede 5 ettari dove produce, oltre all’erbaluce, anche altri vitigni autoctoni locali, esprimendo ulteriormente il profondo legame con il territorio.

Ho scelto l’erbaluce di Caluso perché è un’eccellente autoctono bianco piemontese, davvero molto versatile. Si possono ottenere bianchi fermi di buona freschezza e sapidità, spumanti metodo classico fini e floreali e passiti dalla forte personalità. Le tre tipologie sono accomunate da sentori floreali e da una piacevole nota ammandorlata che rimane dopo il sorso.

BOX ENTUSIASTA

“Tiernu” Sardegna Bovale – Il Nuraghe

100% Bovale proveniente dai vigneti soleggiati di Terralba. I suoli sono sabbioso-argillosi di buona profondità. Dopo la spremitura, la fermentazione avviene in circa 15 giorni con continui delestage per permettere una buona estrazione di sostanze profumate e coloranti. L’affinamento avviene in parte in botti grandi di castagno dove rimane per tre mesi, e in parte in acciaio per 11 mesi.

Nel bicchiere si veste di colore rosso rubino intenso con riflessi porpora, che ne dimostrano la giovane età. Al naso si aprono fragranze di mora di gelso e susina, con note di macchia mediterranea, ferrose e vinose. In bocca è leggero, con una buona alcolicità che regala delle piacevoli sensazioni di calore. Un vino morbido dalla bella sapidità e con un tannino carnoso ma leggermente spigoloso, che fa intuire la buona possibilità di evoluzione. Il finale persistente lascia la bocca pulita.

Può essere consumato entro 5 anni. Servire alla temperatura di 17-18° C, dopo averlo fatto respirare per almeno mezz’ora.

Un vino che può essere abbinato a primi a base di ragù, a salsicce alla brace, oppure a formaggi di media stagionatura, come un pecorino sardo.

“Bolla Rosa” Spumante metodo charmat lungo, Luigi Giusti

100% Lacrima di Morro d’Alba prodotta su una superficie di 2,5 ettari, dedicati esclusivamente alla produzione di questo charmat lungo. La vendemmia manuale, sempre dopo l’inizio di settembre, avviene in due momenti differenti, in base al grado di maturazione delle uve.

Dopo la pressatura, il mosto viene inviato alla fermentazione in acciaio senza macerazione sulle bucce. La presa di spuma avviene per circa 4 mesi, dopo la quale avviene l’imbottigliamento.

In degustazione lo spumante è di un bel rosa tenue con un perlage persistente. Nel bicchiere si liberano in continuazione tante catenelle di bollicine di media dimensione. Al naso il bouquet è intenso, con sentori di piccoli frutti rossi (mirtilli e ribes) accompagnati da delicate note di rosa. Il sorso è piacevole e invoglia al secondo bicchiere. Il perlage regala una sensazione piuttosto avvolgente, mentre la freschezza e la sapidità lo rendono ben equilibrato.

Bella pulizia sul finale.

Da consumare entro un anno, servire alla temperatura di 7/8° C.

Diverso dai soliti charmat che tendono verso sensazioni morbide, questo spumante si può abbinare con una fresca caprese, un’insalata fredda di polpo o – perché no? – con tempura mista.  

“Anima” Erbaluce di Caluso, La Masera

100% erbaluce di Caluso prodotta in vari vigneti di proprietà su un suolo sabbioso argilloso con una rilevante presenza di ciottoli. Dopo la diraspatura, il mosto viene ottenuto mediante pressatura soffice e successivamente illimpidito tramite decantazione spontanea a freddo. Esaurita la fermentazione il vino affina sulle fecce fini per 6 mesi in serbatoi di acciaio prima dell’imbottigliamento.

Il vino si mostra di un luminoso giallo paglierino intenso. Al naso il bouquet è delicato e piacevole, con fragranti note di frutta bianca (in particolare mela), accompagnate da altre erbacee, tra cui il timo.

Bevendolo, stupisce per leggerezza e morbidezza. Le note calde dovute ad una moderata alcolicità sono perfettamente bilanciate dalla freschezza e da una sapidità ben presente, che lo rendono molto piacevole e facile da bere. Il finale, persistente e piacevolmente sapido, invoglia al secondo bicchiere.

Da consumare entro 1-2 anni. Servire alla temperatura di 10° C.

La piacevolezza di beva è la sua maggiore caratteristica: un vino molto versatile che può essere abbinato facilmente a delle quiche lorraine di ricotta e spinaci, al risotto ai finferli, oppure a un piatto della tradizione canavese come farro decorticato al salampatata sfumato all’Erbaluce di Caluso.

BOX ESPERTO

“Cavaliere Sardo” Sardegna Bovale Riserva – Il Nuraghe

100% Bovale proveniente da terreni calcareo argillosi dei vigneti di proprietà nella pianura di Terralba. La fermentazione avviene con la macerazione su bucce per circa 15 giorni. Per assicurare l’estrazione di sostanze aromatiche e coloranti, vengono effettuati diversi rimontaggi e delestage. L’affinamento avviene per 12 mesi in barrique di rovere francese per poi proseguire in acciaio per ulteriori 8 mesi.

Un vino dal colore rosso rubino intenso, che al naso regala un bouquet variegato. Netti sentori di ciliegie e more mature sono accompagnati da leggere note balsamiche e polverose. Il sorso è avvolgente e strutturato, a tratti carnoso, con un tannino vellutato molto presente. Qualche tempo in più in bottiglia lo renderà ancora più equilibrato. Il finale persistente lascia la bocca asciutta.

Può essere bevuto entro 4/5 anni. Servire alla temperatura di 17-18° C.

Un vino strutturato e tannico che va abbinato a piatti con degli intingoli. Vitello alla sarda o cinghiale in umido sono solo due delle svariate possibilità di accompagnamento. Da provare anche con un formaggio a media stagionatura.

“Luigino” Lacrima di Morro d’Alba Superiore, Luigi Giusti

100% Lacrima di Morro d’Alba proveniente da vari vigneti di proprietà, vinificati separatamente in acciaio. Dopo la fermentazione viene fatto un attento assemblaggio, trasferito poi in botti nuove dove effettua un affinamento sulle proprie fecce fini per 12-14 mesi. In questo periodo il vino subisce costanti batonnage e successivi travasi di chiarifica. Al termine, un’ulteriore selezione di botti, poi assemblamento e imbottigliamento, maturazione per ulteriori 6-8 mesi.

Nel bicchiere si presenta di un bel colore rosso rubino. Il bouquet è intenso e complesso, con evidenti note di frutta matura, specialmente prugne, more e mirtilli, accompagnate da sentori di macchia mediterranea, pepe e vaniglia. In finale chiude con un tenue profumo di violetta. Il sorso è morbido, denotando buona struttura e rotondità. Il tannino è presente, ancora da addomesticare pienamente, il che dimostra la potenziale longevità del vino. È persistente e lascia la bocca perfettamente pulita.

Da consumare entro 2 anni. Servire alla temperatura di 16-17° C.

Un vino dalla buona struttura e persistenza che può essere abbinato a formaggi di media stagionatura come il pecorino marchigiano, oppure a piatti di carne come l’arrosto alla Marchigiana. Oppure provatelo con il piccione in umido.

“Masilè” Erbaluce di Caluso Metodo Classico pas dosè, La Masera

100% Erbaluce di Caluso prodotto nel Canavese, un areale a nord del Piemonte, tra Torino e Ivrea. I terreni ciottolosi, ricchi di fosforo e potassio, sono di origine morenica. Dopo la vendemmia manuale, per selezionare solo i migliori grappoli sani, la fermentazione avviene in acciaio: poi il vino base affina per 6 mesi sui lieviti, in botti di legno e inox. L’affinamento sui lieviti dura oltre 18 mesi.

Il vino è di un colore giallo paglierino intenso, con un perlage fine e mediamente persistente. Il naso è molto tipico, con fragranti note di prodotti da forno, come sentori di lievito o di pane in cassetta, accompagnati da continui richiami a pesca e albicocca. Dopo l’assaggio si mostra leggero, con una piacevolissima freschezza e sapidità. Perlage elegante. Il finale è leggermente amaricante, tipico del vitigno.

Da consumarsi entro 1-2 anni. Servire alla temperatura di 10° C.

L’abbinamento ideale per questo spumante è un antipasto a base di gamberi in crosta di pasta sfoglia. Il gusto leggermente dolce del gambero viene riequilibrato dalla parte finale del vino, appena ammandorlata.

 
terroir

Le selezioni di settembre – eccellenza in fazzoletti di terra

WINE BOX DI SETTEMBRE: ECCELLENZA, IN UN FAZZOLETTO DI TERRA

uva

Tappa #30

Guidata dal sommelier Simone Celeghin

 

Fattoria “Monticino Rosso” – Imola (Bologna)

La Fattoria Monticino Rosso è un’azienda agricola a conduzione familiare. Nasce nel 1965 grazie ad Antonio Zeoli, che in quell’anno acquista 13 ettari, il podere “Olmo”. Negli anni successivi Antonio viene affiancato dai figli Luciano e Gianni, oggi alla guida dell’azienda, e nel 1985 la famiglia acquisisce il podere “Monticino Rosso”, adiacente al primo. Siamo sulle colline di Imola, al confine con il comune di Dozza, dove la produzione dei vini frizzanti dell’Emilia cede il passo ai vini fermi e impetuosi della Romagna. 20 gli ettari vitati, più altri di frutteto. Parole d’ordine: rispetto rigoroso dei terreni e del clima, utilizzo di tecniche moderne e con uno sguardo critico alla tradizione, per preservare le peculiarità che secoli di viticoltura in Romagna portano con sé. La felice posizione collinare favorisce il progetto di sostenibilità e produzione artigianale del vino, così come la scelta di puntare sui vitigni autoctoni: Albana, Pignoletto e Sangiovese di Romagna. La vera sorpresa è sottoterra, dove si nasconde il cuore pulsante della cantina, costituito dalla sala di fermentazione, la barricaia e un deposito di affinamento delle bottiglie. L’idea di costruire una cantina interrata è nata dalla necessità di ridurre al minimo l’impatto ambientale, contenere gli sprechi di energia e creare uno spazio per il vino che fosse in armonia con la natura.

Azienda Agricola Cosimo Murace – Bivongi (Reggio Calabria)

L’azienda comincia la propria attività con la ristrutturazione di un vigneto, nel 1998; presto è convertita a produzione biologica certificata. Il titolare, Cosimo Murace, è perito chimico ed enologo. Oltre al vino, l’azienda ha un’importante produzione di olio extra vergine (derivante dalla cultivar “Grossa di Gerace”), e di Mosto Cotto del vino passito. Ci troviamo nel cuore della zona DOC Bivongi, l’ultima nata fra le denominazioni in Calabria. Nella zona esistono ancora molti vecchi vitigni, autoctoni, che concorrono con la loro storia ad ampliare il patrimonio ampelografico regionale e nazionale. I vigneti dell’azienda sono situati in località “Fiorello” in Agro di Bivongi e si estendono per neanche 4 ettari. La forma di allevamento utilizzata è la controspalliera, mentre le viti vengono potate a “cordone speronato” e “guyot”, ottenendo una resa massima di circa 9 q.li/ha. Le attenzioni maggiori sono rivolte alla protezione fitosanitaria, sempre nel rispetto della conduzione biologica, mentre le operazioni colturali sono in parte meccanizzate (sovescio), in parte svolte manualmente (vendemmia, potatura, potatura verde).

Arco dei Angeli – Frazione Varano (Ancona)

L’azienda nasce con lo scopo di rilanciare il Parco del Conero, facendo parlare i propri prodotti, il vino su tutti. E lo fa mettendo le uve nelle condizioni di esprimere appieno il territorio. La produzione principale verte sul vitigno Montepulciano, re indiscusso del territorio e protagonista della DOC Conero, pur non mancando i vitigni a bacca bianca tipici del territorio quale il Verdicchio. Una volta che si varca la soglia di Arco dei Angeli si trovano innanzitutto calore, ospitalità e prodotti eccellenti, creati con un’attenzione estrema per la qualità. L’azienda offre diverse opzioni di degustazioni, da quelle per i principianti e appassionati, a quelle studiate e personalizzate per chi invece desidera uno studio più approfondito dei vini del territorio. L’azienda offre anche una struttura per l’ospitalità, il “Bed & Wine”, un posto stupendo dove godere dell’esperienza vivificante della vigna, che sta a pochi passi.

Canus – Corno di Rosazzo (Udine)

L’azienda è una realtà molto giovane e a gestione familiare, sita in una regione vocata quale il Friuli Venezia Giulia – terra dei grandi vini bianchi importanti, specialmente nella zona adiacente al confine sloveno, denominata Collio. Canus è partita con il piede giusto con l’obiettivo di valorizzare al massimo il territorio con 15 ettari vitati, un territorio che varia, per clima e composizione del terreno, praticamente ogni kilometro percorso… La vigna si trova sul colle di Gramogliano, a 88 metri sul livello del mare e delimitata a sud dal torrente Judrio, con una vista fantastica sui colli italo-sloveni e un’ideale esposizione a sud-est.

BOX ENTUSIASTA

Albana Secco, Monticino Rosso (da bere ora o tenere in cantina fino a un massimo di 2-3 anni)

L’Albana è un vitigno (e un vino) purtroppo poco conosciuto e diffuso, spesso limitato al solo consumo locale o regionale, ma che nasconde una storia e una tradizione che non hanno nulla da invidiare a vini italiani con riconoscimenti internazionali.

Un terreno di argille evolute e la vendemmia in più passaggi, solo a maturazione perfetta, regalano un prodotto di profonda eleganza. Ananas, pesca gialla e papaia prima, poi ginestra e nocciola, per terminare con una nota più aromatica, di timo e salvia. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli, a dimostrare la giovinezza, che si rispecchia poi in bocca, dove si presenta come un vino di forza, con una acidità spiccata ma piacevole.

Degustare a 10-12° C.

È un vino in grado di sostenere abbinamenti che vanno dai formaggi a pasta molle, alle fritture di pesce dell’Adriatico e per chi vuole osare, anche ad alcune carni bianche.

Rosso Conero, Arco dei Angeli (da bere ora o tenere in cantina fino a un massimo di 7 anni)

A fare da padrone per il 95% è il Montepulciano, nobile vitigno che domina buona parte dello scenario vinicolo del centro Italia, accompagnato da un timido ma importante 5% di Petit Verdot, entrambi vendemmiati rigorosamente a mano tra la prima e la seconda decade di ottobre, per poi fermentare sulle bucce almeno per 8/10 giorni. Il colore si presenta di un rubino intenso con riflessi violacei, destinati poi a lasciare spazio alle sfumature granate tipiche dell’avanzare della maturazione. Al naso si è presto conquistati da profumi intensi e persistenti di piccoli frutti rossi, marasca e prugna, che virano poi, in seguito all’ossigenazione, verso il mirto e il ginepro. Morbido e avvolgente in bocca, equilibratamente tannico, con un finale autentico di pepe bianco.

Servire a 18°C.

Si consiglia un abbinamento con primi e secondi piatti dal gusto deciso, come quelli a base di carne, selvaggina e tartufo. Non rimarrete delusi nel provarlo con carni rosse alla griglia o brasate, oppure con formaggi stagionati.

Refosco dal peduncolo Rosso, Canus (bere ora o tenere in cantina fino a 5 anni)

Il vino proposto proviene da uno dei vitigni autoctoni tipici della regione, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il vitigno a bacca rossa sicuramente più importante del Friuli, parlando di territorialità.

Il nome deriva dalla colorazione del picciolo dell’acino, che a piena maturazione diventa rosso.

Questo vino è caratterizzato da spiccata esuberanza e anche rusticità, dal momento che in gioventù regnano le caratteristiche più dure, associate a una ottima acidità, preludio di un’importante capacità di invecchiamento; queste caratteristiche si attenuano poi con l’affinamento in bottiglia. Il sapore restituisse appieno il territorio: è asciutto, pieno e con una leggera nota amarognola.

Servire a una temperatura di 10-12° C.

Da abbinare ad arrosti e selvaggina, ma anche a salumi affumicati e formaggi tipici e stagionati.

BOX ESPERTO

Codronchio Albana Di Romagna, Monticino Rosso (da bere ora o tenere in cantina anche 20 anni, ben conservato)

Fiore all’occhiello dell’azienda, il Codronchio prende il nome dalla famiglia “Dei Codronchi”, nobili proprietari terrieri che erano insediati dove sorge la cantina. Nasce inoltre dalla volontà e curiosità dei fratelli Zeoli di dimostrare la versatilità di questa uva, creando un vino diverso rispetto all’Albana che si conosce. La vendemmia, tardiva, viene effettuata grappolo per grappolo, con cura estrema, e solo al primo apparire della muffa nobile, che darà poi, in fase fermentativa e post-fermentativa, delle sensazioni al dir poco speciali. Il colore è quasi dorato, a prima vista quasi sembra un vino da dessert; dopo aver elogiato la gamma aromatica al naso (dall’albicocca al frutto della passione, passando per ananas, frutti di bosco e spezie) l’ingresso in bocca è quasi amabile ma si apre poi con acidità e mineralità decise. Finale molto lungo e piacevole, che lascia una bocca asciutta, pronta ad un altro bicchiere.

Servire a 10-12° C.

Un consiglio: se lo lasciate in cantina anche 15-20 anni non ve ne pentirete…

Osate pure con gli abbinamenti: è un rosso in veste bianca, che accompagna con grande piacevolezza minestre e zuppe caserecce, ma non teme carni bianche e fegato grasso.

Passito Calabro, Murace (da bere ora o tenere in cantina anche 15-20 anni, ben conservato)

La DOC Bivongi, in Calabria, rappresenta una delle realtà enologiche meno conosciute in Italia, ma ha potenzialità che incuriosiscono anche i nasi più esperti. Questo Passito Calabro è vinificato interamente con uve di Malvasia Bianca, vendemmiate tardivamente rispetto alla normale maturazione e fatte naturalmente appassire coccolate dal calore tipico della zona. Chiave è l’attenzione alla selezione dei grappoli: solo quelli perfettamente sani concorrono alla produzione di questo nettare.

Il vino si presenta di un colore quasi dorato, ha tipiche note di frutta tropicale e un sottofondo leggero ed elegante di erbe aromatiche quali la menta e la salvia, sensazioni poi confermate con l’assaggio, dove non è la dolcezza a essere unica protagonista: la parte acida è piacevole e ben riconoscibile. 

Servire a 11° C.

Si muove lento nel bicchiere per la sua consistenza: è un vino da consigliare abbinato con le tipiche dolcezze del Sud, dal cannolo siciliano alle cassate, ai dolci con base di creme e frolle; trova spazio in abbinamento anche a formaggi erborinati.

Rosso Conero Riserva, Arco dei Angeli (da bere ora o tenere in cantina fino a 10-15 anni)

Nella regione delle Marche si respira a pieni polmoni una delle interpretazioni più importanti della nobile uva di Montepulciano, che raggiunge una delle massime interpretazioni nel Rosso Conero DOCG Riserva dell’Azienda “Arco dei Angeli”. La selezione dei grappoli avviene in vigna e la vendemmia rigorosamente manuale viene svolta tra la fine di ottobre e metà di novembre. Con una gradazione alcolica che mai si discosta dal 14%, questo rosso viene fatto pazientemente invecchiare per almeno due anni in botti di rovere francese o americano. Vino che si presenta di un colore rosso rubino intenso con riflessi granati, con decise caratteristiche di forza e potenza, tannino potente ma mai fastidioso, destinato ad attenuarsi con il passare degli anni.

Servire a 18°C.

Trova la sua perfezione se abbinato a stracotti, bolliti e formaggi aromatici e con lunga stagionatura, pur amando anche la selvaggina e gli insaccati con base grassa.

 
albana

Le selezioni di agosto – la mitica albana

WINE BOX DI AGOSTO: LA MITICA ALBANA!

albana

Tappa #29

Guidata dal sommelier Marco Casadei (vincitore master Friulano 2016,  master del Sangiovese  2017, master dell’albana 2017)

 

Fattoria Zerbina, Marzeno (RA)

Su Fattoria Zerbina potrei raccontarvi molte cose: una storia di oltre 50 anni sulle colline di Faenza, nella zona Marzeno. La svolta qualitativa avviene nel 1987, con l’ingresso in azienda dell’attuale proprietaria Maria Cristina Gemignani, che inizia un grande lavoro sul sangiovese, con la riscoperta dell’alberello romagnolo – una forma di allevamento antica, da sempre presente in questa parte della Romagna. E ancora: la scelta di investire sull’albana nel suo periodo più buio e la scommessa, visionaria e vincente, di cercare la via della muffa nobile su questo straordinario vitigno.

Ma, oltre a tutto questo, voglio raccontarvi della grande precisione e passione che Cristina mette ogni giorno nella cura delle sue vigne, che ho testato personalmente lavorando in azienda durante la difficile vendemmia 2014. Attenzione massima, cura del dettaglio e soprattutto entusiasmo contagioso! Un pezzo di storia della Romagna del vino e in particolare dell’albana, che non poteva mancare nelle vostre box.

Marta Valpiani, Castrocaro Terme (FC)

Saliamo sulle colline sopra la città di Castrocaro Terra del Sole e ci troviamo davanti a un panorama mozzafiato che racconta tutta la bellezza – aspra e arida – dei calanchi romagnoli. Qui si trova l’azienda Marta Valpiani, una piccola realtà artigiana, nata nel 1999, che ha puntato fin da subito sui due vitigni romagnoli più importati: sangiovese e albana.

La grande crescita qualitativa delle ultime vendemmie è avvenuta anche grazie alla mano felice e aggraziata di Elisa, figlia di Marta, che cura personalmente vigna e cantina, e alla sua grande capacità di restituire nel calice il terroir unico di questa zona della Romagna, fatto di calcare, con la tipica formazione delle spungone romagnole, sabbie gialle e argille azzurre.

Vini di precisione, che partono da una grande cura della vigna e dalla salvaguardia delle sue diversità, a cui seguono pochissimi interventi in cantina, dove il cemento la fa da padrone.

Tensione, bevibilità e tutte le sfaccettature minerali che l’albana esprime nella zona di Castrocaro sono i marchi “di fabbrica” delle Albana di Elisa.

Ancarani, Faenza (RA)

Sulle prime colline tra le città di Forlì e Faenza, più precisamente ad Oriolo dei Fichi dove la storica rocca presidia questi luoghi fin dal 1457, incontriamo l’azienda Ancarani, piccola e dinamica realtà romagnola che coltiva da anni solo varietà autoctone, nel pieno rispetto della biodiversità del territorio.

Le albane della cantina sono vini solari, accoglienti e conviviali proprio come chi li produce. Raccontano in maniera fedele di queste splendide colline dove in estate, oltre al verde delle vigne, è l’oro il colore predominante che si compone delle tonalità dei campi di grano, dei terreni composti da sabbie gialle – che donano all’albana le sfumature minerali –, e dei lunghi biondi grappoli di albana.

Approccio contadino, produzione artigianale ma anche tanta preparazione e precisione, i vini di Rita e Claudio sono così: vi accoglieranno sempre con un sorriso e vi faranno divertire.

BOX ENTUSIASTA

Bianco di Ceparano, Romagna Albana Secco, Fattoria Zerbina

Vigne di circa 20 anni. Fermentazione in acciaio su lieviti selezionati in azienda, che Cristina utilizza ormai da molti anni. Dopo la fermentazione il vino rimane in cemento sui propri lievi per alcuni mesi prima dell’imbottigliamento che avviene in primavera.

Un vino che esalta la freschezza dell’albana senza rinunciare a struttura e profondità. Giallo paglierino luminoso, con riflessi verdi. Il naso si apre delicato su profumi che vanno dall’agrume alla pera, fino a un tocco leggero di erbe aromatiche come la salvia fresca…

Sorso rinfrescante e verticale, corredato di sale, chiude su un finale di media persistenza.

Una bellissima versione di Bianco di Ceparano, figlio di un’annata fresca in Romagna e di grande prospettiva. Un vino che può invecchiare a lungo e raggiungerà l’apice tra i 2 e i 3 anni.

Servire a 10-12°C.

Abbinamento: tartare di salmone, avocado e scorza di lime.

Delyus, Marta Valpiani

Questa albana è prodotta nelle vigne più giovani. La raccolta avviene verso fine agosto.

Fermentazione spontanea, vinificazione in acciaio, affinamento in cemento per 6 mesi.

Colore giallo paglierino con riflessi dorati, molto luminoso.

Il naso si apre delicato, tutto giocato sui profumi minerali, che spaziano dalla roccia alla salsedine. Poi arriva il frutto giallo croccante.

Il sorso fila diritto come una freccia, tra una freschezza elettrica e tanta sapidità sul finale, caratteristiche che fanno subito venire voglia di un secondo calice.

Un vino da bere già da oggi, ma che può migliorare in bottiglia per altri 1-2 anni.

Servire a 10-12°C.

Abbinamento: mazzancolle al sale dolce di Cervia.

Perlagioia, Ancarani

Questa Albana proviene da una selezione degli impianti più giovani dell’azienda: qui i terreni sono composti principalmente da argilla e limo. L’annata è stata poco produttiva, la Peronospera ha creato gravi problemi in un maggio e giugno molto piovosi. Quindi le piante avevano poca uva, ma molto concentrata. Il vino fermenta in acciaio, senza contatto con le bucce. La fermentazione è spontanea. Affina in cemento sui suoi lieviti fino a tarda primavera. Poi ultimo passaggio in acciaio, leggerissima filtrazione a cui segue l’imbottigliamento.

Giallo paglierino con riflessi dorati. Naso invitante con note di albicocca, pesca a pasta gialla a cui seguono sensazioni minerali. Sorso goloso, piacevolmente caldo, disteso e fresco al punto giusto; chiude con un finale succoso e saporito.

Buono fin da subito o da fare affinare ancora qualche mese in bottiglia per ancora maggiori soddisfazioni.

Servire a 10-12°C.

Se l’Albana sta bene a tavola, questo Perlagioia ancora di più! Provatelo con lasagna bianca con zucchine e mazzancolle.

BOX ESPERTO

Tergeno Ravenna bianco, Fattoria Zerbina

Una parte delle uve (60%) è raccolta nello stesso periodo di quella del Bianco di Ceparano (Box Entusiasta), l’altro 40% invece è raccolto tardivamente, con attacco di botrytis.

Le vigne hanno circa 20 anni. Fermentazione in acciaio su lieviti selezionati in azienda che Cristina utilizza ormai da molti anni.

Un’interpretazione dell’albana originale e intrigante. Profumi eleganti di pesca a pasta bianca, albicocca, un tocco leggero di zenzero candito e una mineralità rocciosa. La bocca è la vera forza di questo vino: gioca sui contrasti, tra morbidezze e durezze. Da una parte apre calda, materica e con un tocco leggermente dolce, dato dalla raccolta tardiva delle uve. Caratteristiche che lasciano presto spazio a una tensione acida evidente, che slancia il palato e lo allunga verso un finale saporito e molto lungo. Un vino che nasce dai contrasti, ma trova fin da subito il suo equilibrio, che manterrà a lungo in bottiglia.

Le mie esperienze di assaggio mi dicono che questo vino avrà una vita molto lunga, fino ai 10 anni!

Servire a 10-12°C.

Abbinamento: scaloppa di fois gras con cipolla rossa di Tropea caramellata e quenelle di patate al profumo di timo.

Madonna dei Fiori, Marta Valpiani

Il Madonna dei Fiori proviene da quattro diverse parcelle di vigna che si trovano lungo la vallata del fiume Montone, partendo da Terra del Sole fino ad arrivare quasi a Dovadola.

L’uva proviene da vigne molto vecchie che hanno dai 30 ai 60 anni.

La raccolta avviene verso fine agosto. Fermentazione spontanea, vinificazione in acciaio, affinamento in cemento per 6 mesi, poi in bottiglia per 8-10 mesi prima di uscire sul mercato.

Il colore è un giallo dorato molto luminoso.

Il naso si apre su note dolci, di camomilla, albicocca, pesca gialla matura, poi la mineralità diventa protagonista con i suoi tratti marini e salmastri, sul finale si avverte anche un tocco di rosmarino.

Sorso rotondo, piacevolmente caldo, ha struttura, carnosità una mineralità incisiva, ma soprattutto un finale molto lungo e saporito.

Inizia adesso ad esprimere le sue potenzialità, fra un paio d’anni sarà ancora più al top.

Servire a 10-12°C.

Abbinamento: cappelletti in brodo di cappone.

 

Santa Lusa, Ancarani

Il Santa Lusa proviene dalle vigne più vecchie dell’azienda (34 anni) allevate con la tipica pergoletta romagnola. I terreni, ricchi di sabbie, sono i più alti dell’azienda: guardano il mare e la Torre di Oriolo. Le uve sono a raccolte a piena maturazione, quasi in leggera surmaturazione. Breve macerazione sulle bucce, per circa 3 giorni.

La fermentazione viene fatta in acciaio, poi il vino fa un lungo affinamento in cemento di circa un anno e mezzo. Poi ultimo passaggio in acciaio, leggerissima filtrazione a cui segue l’imbottigliamento.

Il vino sembra oro liquido nel calice. Il naso si apre su profumi minerali, seguiti da frutta gialla matura come la mela golden, poi fieno ed erbe aromatiche essiccate. Bocca ricca, carnosa (ha tanta materia!), salina; la freschezza non manca affatto nonostante un’estate torrida in Romagna.

Già ottimo adesso, può migliorare ancora in bottiglia per 1-2 anni.

Servire a 10-12°C.

Molto piacevole anche la sensazione tannica che dà un tocco in più a questo vino rendendolo adatto ad abbinamenti spesso inaspettati per un bianco come una tajine di pollo e verdure.

 

 
vigne sicilia

Le selezioni di luglio – vini di Sicilia

WINE BOX DI LUGLIO: VINI DI SICILIA

vigne sicilia

Tappa #28

Guidata dalla sommelier Alessia Taffarel

 

Porta del vento – Camporeale (Palermo) 

L’azienda agricola si trova nell’omonima vallata, a 600 metri sul livello del mare, a Camporeale in provincia di Palermo.

Marco Sferlazzo, il titolare, era un farmacista, poi la svolta che lo porta al vino.

Diciotto gli ettari vitati: i terreni sono sabbiosi, su crosta di roccia arenaria, i vigneti sono coltivati ad alberello e vecchi di quasi 50 anni, tutti esposti a nord.

La coltivazione è biologica e biodinamica, con certificazione; molto basse le rese, vendemmia manuale e uva raccolta in cassetta. Il vantaggio della quota elevata è quello del buon livello di acidità che i vini di Marco riescono a raggiungere, unito alle sue grandi abilità di cantiniere.

I vini di Porta del Vento si contraddistinguono per finezza e freschezza, esprimono appieno il terroir: vini fatti “a mano”, che sorprendono ad ogni sorso.

Il Mortellito, Contrada Maccari – Noto (SR)

Giovane azienda agricola che si estende su 25 ettari vitati nel territorio della valle di Noto, tra le contrade Bufalefi, Maccari e Cozzo Tronzo nella zona che un tempo veniva chiamata “A Murtedda”, termine che pare, un tempo, facesse riferimento al mirto.

Obiettivo dell’azienda è creare vini che rispecchino i caratteri naturali del territorio: vini di grande personalità e lontani dalle mode passeggere.

Il Mortellito nasce dalla voglia di vivere il rapporto con la terra, passione che ha spinto Dario, Valentina, Mario e Melina a dedicarsi a coltivazioni autoctone, per esprimere appieno il territorio.

Il loro lavoro è finalizzato a ottenere uve mature e sane, è un lavoro fatto principalmente in vigna, senza alcuna forzatura in cantina. I vini svolgono fermentazioni spontanee senza l’aggiunta di lieviti selezionati al mosto e senza l’uso di botti di legno nell’affinamento, per mantenere forte l’identità della varietà. Coltivano uva, ulivi da cui traggono olio di oliva e mandorle per la confettura, sempre nel pieno rispetto delle coltivazioni, che sono tutte biologiche.

Marabino, Noto (SR)

Nella Sicilia sud orientale, nel cuore della val di Noto, c’è Pierpaolo Messina, sommelier e titolare della giovane azienda Marabino, che prende il nome da un’altra proprietà di famiglia, la torre Marabino, di origine saracena e trasformata in splendido relais.

È una realtà giovane, la loro, il primo vino nasce nel 2002. Lavorano con circa 30 ettari di terreno, le temperature calde diventano quasi aride in piena estate con terreni prevalentemente calcarei/argillosi distanti 7 chilometri dal mare.

Vigneti, frutteti e uliveti sono coltivati interamente con agricoltura biologica e biodinamica.

Particolare attenzione è riservata ai vitigni autoctoni e la selezione massale ha permesso di individuare diversi biotipi di Nero d’Avola accanto al reimpiantato Moscato Bianco da cui deriva il Moscato di Noto. Le uve ben mature, sono selezionate e raccolte a mano, fermentano spontaneamente con lieviti indigeni, senza alcun utilizzo di prodotti o additivi per esprimere in modo integro il terroir. I vini di Pierpaolo non lasciano dubbi e non passano inosservati, danno energia in questo angolo di paradiso isolano, grazie al coraggio di intraprendere un’agricoltura senza nulla di aggiunto.

Baglio Bonsignore, Naro (AG)

Una giovane realtà sita nelle campagne di Naro, in provincia di Agrigento, fondata nel 2016 quale coronamento del sogno di Luigi e Debora, che lasciano la vita precedente per iniziare a creare il loro vino. Da allora, il restauro dell’azienda (compreso il cubburo, un capanno in pietre di epoca neolitica) e la prima produzione, con l’aiuto dell’enologo Tonino Guzzo e la certificazione biologica. Oggi Baglio Bonsignore ha circa 10 ettari vitati (dislocati fra i 300 e i 450 metri s.l.m) e da uve Syrah, Nero d’Avola, Grillo e Chardonnay produce 3 etichette, per un totale di circa 40.000 bottiglie l’anno.

BOX ENTUSIASTA

 

Catarratto frizzante “Voria”, Porta del vento

Il Voria, il cui nome, in dialetto, significa “vento”, è uno spumante da uve catarratto (ne esiste anche una versione rosata, con uve perricone).

Al naso emerge subito molta salinità, equilibrata da una piacevole nota di lievito e da tanti fiori bianchi. In bocca troviamo un vino genuino, dalla beva lampo, fresco, anzi freschissimo!

Le uve vengono raccolte a mano, diraspate e fermentate con i soli lieviti indigeni.

La vinificazione avviene in cemento, la rifermentazione in bottiglia con l’aggiunta del mosto al vino base. Non viene filtrato né degorgiato e infatti mostra i lieviti in sospensione (sur lie).

Facilissimo nella bevuta, è perfetto in una calda giornata di sole.

Da bere subito, senza attese, fresco (Temperatura di servizio: 8-10° C.)

Abbinamento: 

Da solo senza alcun abbinamento dopo una giornata al sole o accompagnato a una frittura delicata di pesce, pane burro e acciughe.

Calajancu bianco, Il Mortellito

I terreni calcarei a 40 metri sul livello del mare cullano le uve del Calajancu Bianco, assemblaggio di grillo e catarratto. Il vino viene macerato per 12 ore sulle bucce per avere più estrazione, i lieviti indigeni contribuiscono alla fermentazione spontanea con 6/7 mesi di affinamento in acciaio.

Un succo d’uva, un bianco naturale, diretto, grintoso e con un naso esplosivo, aromatico e minerale al punto giusto. Al primo sorso richiama fortemente la Sicilia con sfumature di limone, oliva, origano e coriandolo; al primo calore della temperatura il tutto si impreziosisce con note di frutta appassita e tropicale.

Da bere ora o tenere in cantina fino a 5 anni.

Temperatura di servizio: 8-10° C.

Abbinamento:

primi piatti di pesce piccanti o speziati; quiche alle verdure.

Grillo “OI”, Baglio Bonsignore

Grillo in purezza, affinato in acciaio. Esuberante al naso: si impone per i profumi fruttati, soprattutto papaya ma anche pesca, mela, albicocca; ma arrivano poi anche mandorla, una nota di rosmarino e un accenno di miele. In bocca la freschezza è sostenuta dalla struttura, con una bella vena minerale e salina. Elegante e dal bel finale pieno e fresco.

Da godere subito o fare affinare anche 3-4 anni.

Temperatura di servizio: 8-10° C.

 

Abbinamento:

Perfetto con il pesce.

BOX ESPERTO

Catarratto Terre Siciliane, Porta del vento

Le uve di catarratto provengono da vigneti collocati a 600 metri di altitudine, su suoli sabbiosi.

Al momento della vendemmia i grappoli vengono selezionati e raccolti a mano: la selezione ne abbassa le rese per ettaro, privilegiando la qualità.

La fermentazione alcolica del mosto avviene in vasche di cemento così come l’affinamento di 6 mesi. La vinificazione avviene senza alcuna addizione.

Giallo paglierino con sfumature dorate, al naso è territoriale e ampio: fiore d’arancio, fiori di campo, camomilla, erbe spontanee, agrumi e una mineralità quasi salmastra.

Al sorso è freschissimo ma con una solida struttura, equilibrato, fruttato e con una lunghissima beva.

Incline a un buon invecchiamento.

Temperatura di servizio: 8-10° C.

Abbinamento:

Polpo in umido o spaghetto con i ricci di mare.

Moscato bianco di Noto “Viaria”, Il Mortellito

Moscatella di Noto a bacca piccola (una varietà del Moscato di Noto) cresciuta su impianto calcareo, da piante di circa 5 anni. In vigna l’agricoltura è biologica, senza trattamenti né diserbanti. I grappoli vengono lasciati al sole fino alla fine di settembre, in appassimento. Una settimana prima della vendemmia il 30% dell’uva viene raccolta e messa ad appassire ulteriormente in graticci di legno.

In cantina: 48 ore di macerazione sulle bucce, poi si svina e il mosto è mantenuto a temperatura ambiente. La fermentazione si sviluppa senza introduzione di lieviti, con affinamento in acciaio per 8 mesi.

Dopo le note fruttate, albicocca e limone su tutte, si impone per i profumi erbacei (rosmarino, timo, menta…) mentre con l’invecchiamento emergono profumi balsamici, molto caratteristici. Bella la nota salina, iodata.

Da bere subito o da tenere in cantina per 5 anni o più e godere quindi delle sue note evolutive, data l’inclinazione all’invecchiamento.

Temperatura di servizio: circa 10° C.

Abbinamento:

Perfetto con carni bianche come il coniglio ma da provare anche con pesce, molluschi e sushi.

 

Moscato di Noto “Fondo alla palma”, Marabino

Vino ottenuto da uve di moscato bianco, proviene da una vigna ad alberello pachinese innestato a mano con selezione massale, coltivato su suolo nero argilloso.  L’uva è vinificata con le bucce per circa due settimane in acciaio, poi matura per 24 mesi in botti e botticelle di gelso (legno neutro che fa evolvere il vino senza intaccarne il profilo aromatico). Dopo il lungo periodo di maturazione in botte attenua la sua nota aromatica varietale lasciando spazio a profumi che richiamano il territorio. Quindi note di albicocca, gelsomino, sandalo e sambuco. Al palato si percepisce la densità aromatica del vino, mai invadente, la freschezza è contenuta ma bilanciata da una trama tannica, che necessita un approccio al servizio e all’abbinamento a pietanze pari a quello di un rosso.

Prodotto in pochissime bottiglie l’anno (solo 2000), ha ottima inclinazione all’invecchiamento. Servire a una temperatura di 14-16° C, in un ampio calice.

Abbinamento: il Fondo alla palma vendemmia 2016 è un Moscato di noto evoluto e unico nel suo genere, la sua complessità lo rende adatto ad accostamenti di terra, come la carne di maiale alle erbe, purché non vi sia pomodoro.

 
vigneti di Lucca

Le selezioni di giugno – vini di Lucca

WINE BOX DI GIUGNO: LUCCA, LA TOSCANA CHE NON TI ASPETTI

vigneti di Lucca

Tappa #27

Guidata dal sommelier Simone Vergamini

 

Fattoria Sardi – Lucca

Fattoria Sardi è una giovane realtà posta nelle vicinanze della città di Lucca, guidata da Mina e Matteo, una coppia nel lavoro e nella vita. I due, forti di studi ed esperienze lavorative in Francia, hanno avviato la loro personale “rivoluzione” enoica rigenerando i vigneti di famiglia. La conduzione biologica e biodinamica delle vigne come scelta filosofica trova una naturale espressione grazie alle favorevoli condizioni pedoclimatiche. I vigneti beneficiano di una costante ventilazione dal vicino mare Tirreno, mentre l’Appennino garantisce risorse idriche durante la stagione vegetativa, oltre a ottime escursioni termiche tra il giorno e la notte. La variabilità dei suoli, a matrice prevalentemente argillosa e ricchi di minerali, è l’altro elemento determinante in termini di qualità e unicità. Nei vigneti di proprietà trovano la massima valorizzazione vitigni come il Vermentino, il Merlot e il Cabernet Sauvignon, con un occhio di riguardo al Sangiovese, presente in tutti i rossi e base fondamentale degli eccellenti rosati che per numero di bottiglie sono i veri protagonisti della gamma dei vini firmati Fattoria Sardi.

Tenuta Mariani – Massaciuccoli (LU)

La Tenuta Mariani è posta in Versilia, nella località di Massaciuccoli, a due passi dell’omonimo lago. Il lavoro attento e la passione della famiglia, con il contributo degli enologi Lamberto Tosi e Julian Gout, danno vita ogni anno a una preziosa e limitata produzione di vino e olio extravergine di oliva, apprezzata ben oltre i confini regionali. I vigneti, in conversione biologica, e dislocati nei migliori appezzamenti dell’area che dal livello del mare corrono fino ai 200 metri di altitudine, sono eterogenei per esposizione e composizione del suolo. Sfruttando le caratteristiche dell’area e le vigne a disposizione, il titolare Ido Mariani è riuscito a concretizzare il sogno di produrre spumanti – sia con il metodo Charmat sia soprattutto con il metodo classico o “Champenoise” –  dopo averne appreso i segreti dai maestri in Champagne. Incredibile pensare ad una produzione di spumanti ottenuta con uve allevate al livello del mare, ma i risultati danno ragione a Ido e il suo sogno oggi si è trasformato in una brillante realtà: merito della sua grande passione, di una forte intraprendenza e di un terroir unico.

Fattoria La Torre – Montecarlo (LU)

La produzione vinicola della Fattoria La Torre è documentata negli archivi storici dal lontano 1887. A due passi dallo splendido borgo medievale di Montecarlo (LU), questa piccola ma ambiziosa cantina vanta una posizione favorevole in termini di altitudine e orientamento dei vigneti. L’obiettivo dei proprietari, la famiglia Celli, è di migliorare costantemente la qualità dei propri vini, investendo nel rinnovamento delle vigne e nelle dotazioni tecniche di cantina. La superficie vitata è di circa 6 ettari, nei quali vitigni come Vermentino, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e soprattutto Syrah trovano le condizioni ideali. Nei vigneti non si fa ricorso alla chimica ma solo a rame e zolfo, ed è in corso il processo di conversione al biologico. La storica cantina dell’azienda è stata ricostruita nei vecchi locali e completamente rinnovata grazie all’introduzione delle più sofisticate attrezzature per la vinificazione. La limitata estensione della superficie vitata e le accurate operazioni in cantina garantiscono un costante miglioramento dei vini prodotti da Fattoria La Torre, portandoli a livelli di eccellenza assoluta.

BOX ENTUSIASTA

Toscana Rosato, Fattoria Sardi (da bere entro 2 anni)

Il Rosé di Fattoria Sardi è prodotto con uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite ad una piccola percentuale di bacche bianche aromatiche. Dopo la spremitura soffice, una parte del mosto è lasciata a contatto con le bucce per alcune ore, mente la restante è ottenuta attraverso il salasso (cioè prelevare dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un rosso un po’ di mosto e vinificarlo in bianco). La fermentazione e il successivo affinamento a contatto con le fecce nobili sono eseguiti in acciaio.

Nasce così questo vino che si presenta nel calice con un colore rosa cerasuolo luminoso e che conquista grazie alla perfetta fusione tra le note di fiori primaverili, frutti e agrumi. Al palato è impeccabile la proporzione delle sensazioni e spicca la notevole sapidità conferita dai suoli ricchi di sostanze minerali. Fattoria Sardi riesce così a regalarci un Sangiovese in versione inedita, mirabilmente capace di raccontare il territorio di origine.

Servire a 10-12°C.

Abbinamento: un Rosé da bere al momento dell’aperitivo in una calda serata estiva, che si abbina a tavola a pizza e carni bianche.

 

Spumante Metodo Charmat “Sabbia e Mare”, Tenuta Mariani (da bere entro 1 anno)

Un nome più azzeccato non poteva essere scelto per questo piacevolissimo spumante prodotto con uve che si nutrono di acqua marina.

Le uve Chardonnay, Vermentino e Sangiovese impiegate per la produzione di questo spumante sono allevate nei vigneti di Villa Borbone, sui suoli sabbiosi distanti 500 metri dal mare Tirreno. Le varietà vengono vendemmiate e fermentate separatamente in acciaio a temperatura controllata, per subire successivamente un periodo di affinamento sulle fecce fini di 6 mesi. Una volta composto il blend ideale, diverso ogni annata in termini di percentuali, è condotta la seconda fermentazione in autoclave con il metodo Charmat o Martinotti.

Uno spumante profumato e brioso che si presenta nel calice con un colore paglierino brillante. Al naso le note fruttate e floreali si impreziosiscono delle suggestioni della macchia mediterranea e soprattutto di una spiccata mineralità salina. Assaggio fresco e decisamente sapido, di rara serbevolezza.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: perfetto al momento dell’aperitivo estivo, è il compagno ideale in compagnia di crudi di mare e crostacei.

 

Montecarlo Vermentino, Fattoria La Torre (da bere entro 2 anni)

Il Vermentino è sicuramente una delle varietà a bacca bianca più importanti della Toscana, presente da secoli anche nei vigneti dell’area, testimone del territorio e della locale denominazione Montecarlo DOC, una delle più piccole d’Italia. Fattoria La Torre vendemmia a mano i migliori grappoli e li sottopone a pressatura soffice. Le operazioni di vinificazione e affinamento sono eseguite in acciaio a temperatura controllata, così da mantenere inalterati i profumi e la piacevole freschezza gustativa.

Un bianco dal colore paglierino luminoso, che esprime al naso intense sensazioni di fiori e frutti bianchi, mandorla dolce e pepe bianco. In bocca è elegante, fresco e nello sviluppo aromatico conferma le impressioni regalate in olfazione.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: questo Montecarlo Vermentino DOC, oltre a possedere indubbie qualità organolettiche, è il bianco perfetto al momento dell’aperitivo, che si abbina a tavola ai primi e secondi piatti della cucina di mare.

BOX ESPERTO

Toscana Rosato “Le Cicale”, Fattoria Sardi (da bere entro 4 anni)

Prende forma a partire da uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite a una piccola percentuale di Vermentino. La macerazione a contatto con le bucce ha una durata diversa a seconda dall’annata, ma è sempre rivolta a ottenere un colore non troppo pronunciato. Fermentazione (con lieviti indigeni) e maturazione sono eseguite in tini di legno, con l’esito di una bella complessità olfattiva e un corpo importante.

Un Rosato di media carica cromatica dalle sfumature buccia di cipolla, che regala al naso profumi di piccoli frutti rossi selvatici, agrumi ed erbe aromatiche, su uno sfondo lievemente speziato. In assaggio è corposo, elegante e bilanciato, ravvivato dalla freschezza e dalla tipica sapidità che contraddistingue i vini dell’area.

Servire a 12-14°C.

Abbinamento: un Rosato “superiore”, dalla forte connotazione territoriale e dalla versatilità gastronomica intrigante: abbinatelo ai secondi piatti a base di pesce e alle carni bianche, anche delicatamente speziate.

Spumante Metodo Classico Brut “Segreto”, Tenuta Mariani (da bere entro 2 anni)

I vigneti posti sulle colline che guardano al mare Tirreno e le parcelle poste nei pressi del lago di Massaciuccoli forniscono alla Tenuta Mariani uve Pinot Nero e Chardonnay perfette per la produzione del “Segreto”. La vendemmia manuale è seguita da pressatura soffice e fermentazione alcolica dei vini base in acciaio a temperatura controllata. Una volta composto l’assemblaggio ideale (che vede una netta prevalenza di Pinot Nero) è avviata la seconda fermentazione in bottiglia con l’aggiunta della liquer de tirage. Terminata la presa di spuma, la sosta sui lieviti ha una durata minima di 24 mesi prima della sboccatura.

Il risultato è uno spumante dal colore paglierino intenso con sfumature dorate, brillante e percorso da un fine perlage. Al naso regala profumi di melone, ribes bianco, albicocca, cotogna e anice stellato, che aprono la strada a sensazioni di glicine, alle note minerali “marine” e alle fragranze di pane bianco. Bocca grassa, rotonda, che evidenzia una bolla cremosa e una scia aromatica prima agrumata e poi balsamica e salata.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: una grande prova di Ido Mariani, a testimonianza che la strada intrapresa è quella giusta, che si traduce in uno spumante versatile a tavola, in particolare accanto ai primi e secondi della cucina di mare, fino ad abbracciare gli abbinamenti con le carni bianche e la pizza.

Toscana Rosso Esse, Fattoria La Torre (da bere subito o tenere in cantine fino a 8 anni)

La presenza di uve di origine francese sulla collina di Montecarlo è testimoniata dalle fonti storiche dal XIX secolo. Tra queste nobili bacche Fattoria La Torre ha affidato al Syrah il compito di creare il suo vino più importante in termini di qualità: il Toscana Rosso “Esse”. I migliori grappoli allevati in un particolare vigneto esposto ad est vengono sottoposti ad un’attenta selezione e pressati delicatamente. La fermentazione alcolica avviene in acciaio a temperatura controlla ed è seguita da maturazione in barriques di rovere francese di vario passaggio per 18 mesi, poi affinamento in bottiglia per un anno.

L’Esse presenta un colore rubino profondo con sfumature porpora anche a distanza di anni e stupisce al naso per il raffinato profilo olfattivo: ribes e lampone carnosi, viole e rose, erbe aromatiche e spezie delicate, su uno sfondo di liquirizia e tabacco. Assaggio nel segno dell’eleganza, succoso e lungo, con tannini di rara finezza. Un grande rosso capace di conquistare i più importanti premi a livello nazionale e internazionale, che testimonia il perfetto adattamento del Syrah al territorio.

Servire a 16-18°C.

Abbinamento: da accompagnare a primi e secondi piatti della cucina di terra, come tagliatelle al ragù e tagliata di manzo.

 
Cantina Di Sante

Le selezioni di maggio – tradizione e innovazione

WINE BOX DI MAGGIO: DALLA TRADIZIONE DEI PADRI ALL'INNOVAZIONE DEI FIGLI

Cantina Di Sante

Tappa #26

Guidata da André Senoner, grande promessa del vino italiano

 

Ca’ di Frara, Mornico Losana (PV)

Ci troviamo in Oltrepò Pavese. L’azienda è gestita da Luca Bellani, che subentra nell’attività di famiglia negli anni ‘90, attività avviata già nel 1905 dal bisnonno Giovanni con l’acquisto di alcuni appezzamenti di terreno vitato tra il comune di Mornico Losana e Oliva Gelsi. Orientata al rispetto totale del prodotto, l’azienda coniuga la tradizione con la migliore e più moderna tecnica vitivinicola. Da sempre si presta attenzione massima alla scelta dei terreni più adatti ai diversi vitigni; in tutti i vigneti si attuano coltivazioni naturali, i trattamenti sono controllati e ridotti al minimo. Luca ha portato l’idea di selezione clonale e raccolta esclusivamente a mano, pigiatura soffice delle uve con una resa del 50%. Tutto questo e la scelta di un rispetto totale per il prodotto fanno di Luca Bellani un produttore che sta realizzando qualcosa di unico in questo territorio. I suoi vini sanno sempre sorprendere per gli standard qualitativi.

Cantina della Volta, Bomporto (MO)

Il nome viene dalle navi provenienti da Modena che nel Quattrocento, seguendo il corso del naviglio, qui facevano “la volta” per riprendere la navigazione in senso opposto verso la citta ducale di Parma. L’azienda nasce nel 2010 grazie a Christian Bellei e Angela Sini, dopo il recupero strutturale del vecchio edificio risalente al 1920 del bisnonno Francesco. Christian, incoraggiato dagli amici a riprendere in mano l’attività di famiglia, segue un nuovo percorso poco in uso nella zona, mettendo a frutto tutte le conoscenze enologiche acquisite dal padre che fu tra i primi, nel modenese, ad adottare il Metodo Classico. Fin dal principio, l’obiettivo è stato quello di divenire leader di una nicchia di mercato di vini del territorio di altissima qualità. E può dire di esserci riuscito.

Dalle Ore, Trissino (VI)

La tenuta è acquistata nel 1903 dal bisnonno Girolamo Dalle Ore. Guidato dal grande amore per la sua terra, dalla passione per la vite e per il suo frutto, è il primo nella zona a coniugare i principi della qualità (zonazione, tecniche di potatura…) con la tradizione millenaria della viticultura in questa parte della Lessinia. Con lo stesso entusiasmo e il medesimo amore per la loro terra Marco, Vittorio, Luciano Margoni Dalle Ore, assieme al luminare Franco Giacosa, oggi utilizzano i principi della biodinamica come guida per un’agricoltura rispettosa. Il lavoro avviene nel pieno rispetto di ciascuno dei singoli appezzamenti per produrre vini autentici. Le uve sono coltivate con saggezza, vendemmiate con pazienza e vinificate con passione. Le brezze, sempre presenti in questa area, e l’inesauribile antica energia del vulcano, sono fattori naturali determinati che concorrono a creare la particolarità del microclima.

BOX ENTUSIASTA

Nerozero, Ca’ di Frara (perfetto per essere degustato subito)

100% Pinot Nero proveniente dai comuni di Oliva Gessi, Mornico e Casteggio, da un suolo calcareo-gessoso. In origine si faceva fermo poi si è iniziato a puntare sulla versione bollicina. Pressatura soffice a premacerazione a freddo. Segue macerazione a cappello sommerso (bucce a contatto con il vino, sempre mantenuto immerso nel liquido) e fermentazione in acciaio inox.

Di colore rosso rubino intenso, al naso presenta aroma chiaro ed elegante di frutta matura con una leggera finitura minerale. Al palato è sontuoso e dal sapore pieno, di frutti di bosco.

Abbinamento: fiori di zucca fritti, in pastella.

Temperatura di servizio: 10° C.

CDV Brut Rosso, Cantina della Volta (perfetto per essere degustato subito)

100% Lambrusco di Sorbara. In una terra dominata dai frizzanti scuri prodotti dal nonno, la Cantina della Volta ripropone tale tinta in un vino rosso rubino brillante, con catenelle di perlage fini e ininterrotte, caratteristiche del Metodo Classico. Al naso si riscontrano invitanti fragranze di lamponi e fragoline succose miste a intriganti note aggrumate. Al palato entra deciso, da autentico Sorbara, poi si allarga con ricchi sapori fruttati. Finale piacevole buona persistenza, ottimo equilibrio tra acidità e sapidità, chiusura pulita.

Abbinamento: galletto con i peperoni.

Temperatura di servizio: 8°/10° C.

Calesio Brut, Dalle Ore (perfetto per essere degustato subito)

100% Durello

Vino spumante Metodo Charmat frutto di un’antica varietà autoctona, la durella, un tempo messa da parte e usata solo come addizionale a vitigni più nobili ma a poco a poco guadagnatasi la produzione in purezza 100%.

Di colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Al naso è floreale ed elegante, con perlage fine e persistente. Al palato è fresco, pieno e di grande espressione minerale. Fermentazione senza uso di lieviti selezionati, in acciaio inox a temperatura controllata. Spumantizzazione con Metodo Charmat lungo.

Abbinamento: sushi.

Temperatura di servizio: 8°/10° C.

BOX ESPERTO

Sessanta, Ca’ di Frara (da bere entro 2/4 anni)

100% Pinot Nero dal comune di Oliva Gessi, da suolo calcareo-marmoso. Metodo Classico Dosaggio Zero, 60 mesi sulle fecce. Pressatura soffice, selezione del 30% del mosto, un unicum per i Metodi Classici, frutto della voglia del suo creatore di differenziarsi. Decantazione a freddo e fermentazione a temperatura controllata. Rifermentazione in bottiglia con aggiunta di mosto e lieviti selezionati. Un Blanc de Noirs con leggeri riflessi dorati. Al naso presenta aromi di frutta matura con un finale piacevolmente citrino. La bocca è cremosa ampia e di grande equilibrio, su finale sapido, minerale e fruttato.

Abbinamento: tartare di salmone al pepe rosa.

Temperatura di servizio: 7°/8° C.

Trentasei, Cantina della Volta (da bere entro 2/4 anni)

100% Lambrusco di Sorbara

Metodo Classico che sfida tutti per la lunga permanenza sui lieviti (36 mesi!) – un sacrilegio per molti con uve da Lambrusco di Sorbara, ma non per Christian. Brillantissimo, di colore rosso rubino intenso. All’olfatto si percepiscono sentori di marasche, ribes e rosa selvatica. Di buon corpo con ottimi estratti. Sapido, compatto e cremoso. Vino complesso, in grado di coniugare la modernità e la tradizione del Lambrusco, da servire a 8° C in calice Grand Champagne.

Abbinamento: guazzetto di cozze e vongole.

Cabernet Franc, Dalle Ore (da bere entro 4 anni)

100% Cabernet Franc

Proviene da viti oltre cinquant’anni ed esprime al meglio le caratteristiche di quel percorso che parte dai Pirenei, sale nella regione della Loira per arrivare in Veneto nel corso del XVIII secolo. Continuo studio per arrivare a produrre un rosso francese su territorio vulcanico.

Fermentazione sulle bucce. Affinamento in botti tonde da 30 hl per 24 mesi. Al naso si presenta intenso, complesso, fruttato e floreale, con note di viole e rose, frutta rossa e una fresca vegetalità. Al palato è secco, caldo avvolgente, con un tannino setoso in perfetto equilibrio con la componente minerale, piacevolmente lungo.

Abbinamento: risotto al piccione.

Temperatura di servizio: 18° C.

 
vigneti di siena

Le selezioni di aprile – vigneti di Siena

WINE BOX DI APRILE: VIGNETI DI SIENA

vigneti di siena

Tappa #25

Guidata da Carlotta Salvini, migliore sommelier FISAR 2019

aprile 2020

 

Barbicaia – Gracciano

Barbicaia, una piccola realtà familiare nel cuore del Nobile di Montepulciano. Il nome dell’azienda (oltre che ricordare quello della famiglia Barbi) in dialetto toscano indica le radici della vite, le stesse che legano tre generazioni a questa terra. Nel 1999 Marco e suo padre hanno ripiantato i vigneti con 3 cloni differenti di sangiovese, risultati dalla selezione massale di materiale dei vigneti acquistati del nonno. Nel 2011 la prima vendemmia con il nuovo impianto e la prima annata imbottigliata con l’etichetta Barbicaia Rosso di Montepulciano DOC e Vino Nobile di Montepulciano DOCG. L’azienda è in conversione biologica perché crede nel rispetto della tradizione attraverso l’uso di pratiche sostenibili, senza rinunciare a ricerca e innovazione nella gestione di cantina. Lo stesso connubio di tradizione e sviluppo si ritrova nell’etichetta: l’immagine degli anelli rispecchia quelli del tronco di una vite, simbolo non solo della sua età ma anche di vitalità e proiezione al futuro.

Il Palagione – Castel San Gimignano

Il Palagione è un antico podere di fine Cinquecento acquistato negli anni ’90 da Giorgio e Manuela con la volontà di dedicarsi alla rinascita di questa importante realtà enologica di San Gimignano. Ci troviamo in un’area i cui suoli sono dominati da argille e ciottoli oltre che dalle conchiglie, che ricordano che questo territorio era un tempo un fondale marino. Favorevole l’esposizione delle vigne a tutto sole e delicatamente inerbite per lasciare umidità nel terreno. Le uve di Vernaccia sono raccolte a mano e vinificate separatamente per ogni vigneto, al fine di ottenere la migliore espressione del territorio per quell’annata. Le uve, dopo una breve macerazione sulle bucce vengono delicatamente pressate; i mosti ottenuti fermentano a temperatura controllata e mai superiore ai 16 C°, per poi affinare sulle fecce nobili con batonnage settimanali. Il successivo affinamento, sia in legno che in bottiglia, avviene nella bottaia interrata a temperatura e umidità naturali.

Tenuta di Sesta – Castelnuovo dell’Abate Montalcino

L’azienda si trova a sud del comune di Montalcino, tra Sant’ Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, su un declivio che va degradando dai 400 ai 200 metri slm. Data la loro magnifica posizione, questi terreni sono da sempre considerati tra i più vocati del territorio per la produzione del Brunello.

Tenute di Sesta è una delle aziende storiche del territorio ilcinese: nel 1850 la proprietà entra nelle mani dei fratelli Felice e Giovanni Ciacci di Castelnuovo dell’Abate e le prime bottiglie di Brunello risalgono al 1966. Il rispetto del terroir e l’equilibrio fra tradizione e innovazione, sono alla base della filosofia aziendale che da sempre punta alla produzione di vini rossi di alta qualità nel pieno rispetto della tipicità. L’azienda produce vini capaci di esprimere l’intensità, l’eleganza e il carattere deciso del vitigno che domina supremo su queste terre: il Sangiovese.

BOX ENTUSIASTA

Rosso di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Fermentazione e macerazione avvengono in tino “tronco-conico” di acciaio inox a temperatura controllata, con follature integrate da rimontaggi. Segue l’affinamento per 8 mesi in barrique di secondo passaggio.

Un vino dal colore rosso rubino intenso che sorprende per le note aromatiche intense, di frutta rossa matura, che trovano corrispondenza in un gusto pieno e corposo. Nel finale, il tannino setoso chiude elegante e fine.

Abbinamento: crostone con pecorino fuso di Pienza, cavolo nero e guanciale.

Vernaccia di San Gimignano “Hydra” – Il Palagione

Vino prodotto esclusivamente da uve Vernaccia; si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto regala note iniziali di frutta, sia esotica che mela verde e pera, alternate a quelle floreali, di acacia e biancospino; poi tutto è racchiuso in un finale di note agrumate. La permanenza sui lieviti per circa 6 mesi e i frequenti batonnage donano un gusto pieno, di decisa freschezza, minerale, equilibrato e di giusta sapidità, con una piacevole nota di mandorla sul finale.

Abbinamento: ottimo aperitivo accompagnato da finger food: la sommelier consiglia insalatina di gamberi tiepida con mango e scaglie di mandorle.

Camponovo Toscana Rosso  – Tenuta di Sesta

Un vino dal carattere intimamente legato al territorio di Montalcino, che nasce dall’unione di due vitigni locali, il Sangiovese (90%) e il Colorino (10%): il primo dona la struttura, il secondo piacevoli note fruttate e un colore rosso rubino brillante. Al naso mostra sentori di ciliegia, susina con accenni floreali di violetta; al gusto risulta fragrante, fresco ed equilibrato, con tannini setosi e un bel finale pulito.

Abbinamento: terrina di coniglio con riduzione di cipolla di tropea confit.

BOX ESPERTO

Nobile di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Un vino che è il risultato della selezione di uve Prugnolo gentile dalla parte più alta del vigneto dove esposizione e microclima conferiscono grande concentrazione e ricchezza. Dopo la fermentazione in tino “tronco-conico” di acciaio inox segue l’affinamento per 24 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Questo Nobile di Montepulciano esprime con eleganza il potenziale di un territorio dalla riconosciuta vocazione vitivinicola. Di colore rosso rubino brillante con l’unghia leggermente granata, al naso mostra sontuose note fruttate di ciliegia matura, amarena e un bel bouquet floreale. Con un po’ di ossigenazione arrivano anche le spezie, vaniglia, note di tabacco eleganti e dolci, per un’armonia di grande finezza.

In bocca l’entrata è morbida, avvolgente senza eccedere, si allunga nel palato con piacevoli ritorni di spezie mentre il tannino di qualità e vellutato accompagna tutto il sorso in un finale di grande equilibrio, fresco e sapido.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: faraona ripiena con uvetta, pinoli e mosto cotto.

Vernaccia di San Gimignano “Ori” Riserva – Il Palagione

In questo vino si percepisce la vera potenzialità del vitigno. Dopo una macerazione a freddo, parte del mosto è fermentato in vasche d’acciaio e parte in barrique. L’affinamento è di circa un anno,  con permanenza sulle fecce fini. Di colore intenso, giallo paglierino con riflessi dorati, al naso si distingue per i sentori di pesca, cedro e delicate note floreali accompagnate da accenni di zafferano e mandorla. Il gusto è complesso: decisa l’entrata rotonda, quasi burrosa. Il ritorno è di gradevole freschezza, minerale, salino, di lunga persistenza ed elegante equilibrio, con un finale lievemente ammandorlato tipico del vitigno.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 3/4 anni.

Abbinamento: orata al forno in crosta di pistacchi con arancia e patate novelle.

Rosso di Montalcino – Tenuta di Sesta

Da una delle zone più mediterranee di questa denominazione ecco un vino capace di descrivere il carattere del Sangiovese del sud di Montalcino. Sangiovese 100%, è il fratello più giovane del Brunello, invecchiato in botte di rovere di Slavonia da 20 hl per un anno. Dal colore rosso rubino appena tendente al granato sull’unghia, i profumi sono intensi, spiccate le note minerali, caratterizzate da esuberanti sentori di frutta rossa matura che vengono progressivamente affiancati da rinfrescanti sensazioni di arancia sanguinella. Deciso il sorso, progressivo e di forte impatto: sapido, morbido e concluso da tannini rotondi, con buona persistenza aromatica.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: pici al ragù di cinta senese.

 
Sommelier Wine Box

Le selezioni di marzo – il meglio di 2 anni assieme

WINE BOX DI marzo: il meglio di sommelier wine box

Sommelier Wine Box

Tappa #24

marzo 2020

 

Cantina Roncùs, Capriva del Friuli

Siamo a Capriva del Friuli, a pochi kilometri da Gorizia: una famiglia di agricoltori guidata da una filosofia naturale, con una bella storia alle spalle. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Perco voleva tornare a coltivare le sue viti ma non poteva permettersi un trattore. La guerra, però, aveva lasciato nella zona un carro armato, che loro hanno rivitalizzato e messo in funzione per preparare la vigna a scasso. Da lì non si sono più fermati.

Zanotto col Fondo, Montebelluna

Siamo nel cuore della zona del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Qui, Riccardo Zanotto ha maturato un’idea ben precisa di come si debba fare e raccontare un vino: nel suo, si ritrovano le storie di una volta, quei profumi e quei sapori che lo hanno fatto innamorare della sua terra e dei territori italiani che ha attraversato, vissuto e amato. Dentro ogni bottiglia, Riccardo mette la sua idea di vino.

Ha riscoperto i vini col fondo, la vinificazione di una volta, con la presa di spuma che avviene attraverso la rifermentazione spontanea in bottiglia.

Assaporarli significa sperimentare i sapori del passato; per lui, infatti, il vino dà il massimo se vissuto come un tempo: degustato in compagnia degli amici.

Campi Valerio, Monteroduni

Nell’antica tenuta del Principe Pignatelli, la famiglia Valerio dal 1974 ha recuperato con passione la viticoltura locale, con una speciale attenzione per i vitigni autoctoni del Sannio Pentro.

Agricoltori da sempre, le attività di famiglia si sono arricchite con la produzione vinicola di nuove suggestioni e valori enologici. L’attenzione rivolta agli antichi vitigni e al territorio sono lo spirito che animano la Cantina Valerio, che è l’unica produttrice del vino Pentro (uno dei vini più rari al mondo), ed è stata la prima a realizzare un Metodo Classico nel proprio territorio.

Le forti escursioni termiche favoriscono la produzione di vini dal carattere intenso e deciso, nel segno di una vocazione agricola autentica.

Abate Nero, Sponda Trentina

Se dobbiamo fare un nome chiamato a rappresentare il Metodo Classico in Italia ecco il Trento Doc: sottosuoli ricchi di materie prime importantissime per la vite, montagne, altitudine, esposizioni e tanto altro dipingono un quadro perfetto.

La storia di Abate Nero parte dai soci fondatori, Eugenio de Castel Terlago e Luciano Lunelli, ancora oggi, dopo oltre 40 anni di attività, anima dell’azienda; a loro si sono aggiunti i figli Andrea Eugenio e Roberta, cui spetterà il compito di raccoglierne l’eredità e portare avanti quella che – dal 1973 in avanti – è una grande passione che accomuna due famiglie. L’azienda raggiunge le 50/60.000 bottiglie l’anno ed è rispettosa dei dettami della spumantistica classica; quindi massima cura di ogni fase, dalla scelta dei lieviti e dal taglio delle cuvée di base, che consentiranno al vino di rifermentare lentissimamente in bottiglia e trasformarsi in Abate Nero, regalando emozioni infinite in bocca. La pazienza è di casa: il vino riposa sui lieviti per la presa di spuma molto più a lungo del solito. Non stupitevi se in etichetta trovate date che risalgono a vendemmie di qualche anno passato, questo dà un valore aggiunto allo spumante. Ogni fase è manuale, per garantire il controllo di ogni singola bottiglia. Anche in questo, sta il fascino di Abate Nero.

BOX ENTUSIASTA

 

Collio Bianco, Cantina Roncùs

 Uve “tocai” (friulano) al 40%, altrettanto pinot grigio e un po’ di sauvignon, da vigne vecchie di 25 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, su terreni marnosi.

Quattro ore di macerazione sulle bucce, che si riflettono nel colore del vino, appena dorato. La fermentazione spontanea avviene in acciaio, fatta con soli lieviti indigeni per un vino naturale, genuino e di grande digeribilità.

Siamo nel Collio, quindi ecco un bianco dal sapore sapido e minerale, che esprime al naso note di mandorla bianca, erbette aromatiche, alloro, sentori che precorrono la ponca (il suolo del Collio); un vino che possiede un corredo importante e piacevolissimo, e che si beve molto facilmente.

Provatelo con un tagliere di salumi affumicati.

Prosecco Rivolto, Zanotto

Spumante Extra Dry prodotto con un blend di uve glera (85%) e altre a bacca bianca dalla spiccata attitudine alla spumantizzazione.

Immediata separazione del mosto dalle bucce con pressatura diretta, decantazione a freddo e fermentazione in vasche di acciaio con controllo della temperatura. La presa di spuma dura tre mesi e avviene in acciaio secondo il metodo Martinotti o Charmat; segue l’imbottigliamento.

Perlage fine e intenso, come anche il bouquet olfattivo: ecco quindi sentori di agrumi e di mela. Il gusto è diretto e delicato con un finale morbido grazie ai 13g/l di zucchero residuo, per uno spumante che si inserisce a pieno titolo nella grande spumantistica italiana. Consigliamo di servirlo tra 7 e 9 gradi.

Perfetto in abbinamento al vitello tonnato.

Calidio, Campi Valerio

Il nome deriva da un’incisione su una lapide di età romana, rinvenuta vicino alla zona di produzione.

Da uve montepulciano vinificate in purezza, in solo in acciaio, prende vita Calidio, rosso che si distingue per i profumi floreali (violetta di campo su tutti) e di marasca, netti e puliti, e per il sapore molto garbato. Austero e ricco di corpo. Da bere leggermente fresco (15°C) nelle calde giornate estive, mentre a 18-20°C in inverno.

Perfetto con carni di maiale e con il formaggio.

 

BOX ESPERTO

Val di Miez, Cantina Roncùs

Merlot e cabernet franc da vigne vecchie di 40 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, a regime biologico. Macerazione lunga, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e malolattica svolta completamente. Poi affina in botte grande di rovere francese per 18 mesi.

Un rosso riserva prodotto in pochissime bottiglie, che ha struttura e potenza, balsamicità, molto frutto ma anche note erbacee. Al palato si impone per l’eleganza.

Perfetto da bere ora, ma se dimenticato in cantina riserva piacevoli sorprese tra qualche anno…

Si può partire dai formaggi stagionali ma può essere bello spingersi oltre nell’abbinamento, per via dei tannini importanti e setosi di questo rosso, fino a carni cucinate a lungo, come la guancetta di vitello con porri e patate.

 

Extra Brut, Abate Nero

L’essenza dell’azienda: in questa bottiglia si apprezza appieno lo chardonnay (100%) senza alcuna influenza zuccherina. Una bollicina profonda, alpina, fresca e mai banale. Tradizionale vinificazione in bianco con spremitura soffice delle uve e prima fermentazione in acciaio. Presa di spuma e permanenza sui lieviti per quasi 2 anni.

La sua eleganza si manifesta sin dall’inizio: ecco il perlage fine, note di agrumi e leggeri tocchi esotici, uniti a note floreali di montagna. In bocca è un tripudio di freschezza quasi infinita e ha un bel finale sapido, richiamo forte del territorio.

Semplicemente perfetto come aperitivo, provatelo anche con antipasti freddi o crudi di mare.

Tintilia Opalia, Campi Valerio

Il nome deriva dalla dea di buon augurio alla vendemmia.

Cavallo di razza per la denominazione, questa Tintilia rende il calice serio sin dal colore impenetrabile, rosso rubino intenso. Apripista sono profumi di more, di frutti di bosco, di rovo, di spezia leggermente piccante; ma poi anche radice di liquirizia su un fondo di vaniglia. Armonioso, materico e ricco di personalità. Affina 2 anni in barrique.

È splendido compagno delle più belle cene in compagnia dei piatti della cucina italiana a base di carne e sughi importanti.

 
donne del vino

Le selezioni di febbraio – donne del vino

WINE BOX DI FEBBRAIO: grandi donne del vino

donne del vino

Tappa #23

Scelta dalla sommelier Simona Geri

febbraio 2020

 

Balestri Valda, Soave (VR)

Nel cuore del Soave Classico, la storia della cantina inizia con Guido Rizzotto. Da quando ha 22 anni, oggi è la giovanissima figlia Laura a portare avanti Balestri Valda con personalità, amore estremo per l’ambiente e idee sempre nuove. Seguendo i principi dell’agricoltura biologica, producono 8 vini, hanno una bellissima cantina – autonoma dal punto di vista energetico -, un frutteto con antiche varietà in via di estinzione e le api, grande chiodo fisso di Laura. Il suo obiettivo è dimostrare che è possibile essere sostenibili senza rinunciare alla qualità dei prodotti e alla bellezza del paesaggio.

Cantine Greco, Torretta di Crucoli (CR)

L’azienda nasce negli anni Cinquanta.

Il primo frantoio era nel garage di casa e oggi, sebbene Cantine Greco abbiano fatto molta strada da allora, la conduzione resta decisamente familiare. Oggi l’azienda è portata avanti da Enza, la giovane di casa, che si occupa di tutto ciò che serve: dalla vendemmia alle vendite, passando per il marketing, con l’entusiasmo di chi è tornato in Calabria perché si è reso conto che non poteva vivere lontano dalla sua terra.

Lefiole, Montalto Pavese (PV)

“Lefiole” è il termine affettuoso per indicare le ragazze. La storia della cantina inizia nel 2016 quando Elisa e Silvia decidono di dare corpo al sogno di famiglia di avere una vera e propria cantina. I loro 12 ettari di vigneto si trovano nell’Oltrepò Pavese, a Montalto Pavese, a 400 m di altitudine. Selezionano le uve con cura estrema, raccogliendole a mano a piena maturazione. Due le etichette prodotte, con 4000 bottiglie ciascuna. Sin dalla prima vendemmia il loro Pinot nero e il Pinot grigio hanno ricevuti ottimi pareri della critica.

Marilena Barbera, Menfi (AG)

Marilena torna a Menfi dopo 15 anni di studio e lavoro lontano dalla sua terra, richiamata da un legame viscerale con la Sicilia. Riprende l’azienda del padre e inizia a fare il suo vino, custodendo la tradizione e interpretandola con creatività. Pratica l’agricoltura biologica, nel massimo rispetto del terroir: in vigna non fa uso di erbicidi, di fertilizzanti chimici o prodotti sistemici. In cantina solo fermentazioni spontanee e pratiche enologiche non invasive, prestando attenzione estrema alla personalità delle uve. I suoi vini sono il distillato di un territorio, interpretato dalla forza delle idee di una vignaiola visionaria.

BOX ENTUSIASTA

Soave Classico, Balestri Valda

Uve Garganega, autoctone del territorio, per un vino giallo paglierino di media intensità. Profumi prevalenti di frutta a polpa bianca e gialla: pesca bianca e ananas su tutti. Leggere note floreali di gelsomino e un sentore di scorza di pompelmo candita e mandorla sul finale.

Al palato ha un buon corpo, è equilibrato e la nota sapida presente invoglia al sorso successivo. Scorrevole, fresco, di ottima persistenza.

Abbinamento: perfetto per piatti di pesce, provatelo in particolare con spigola all’isolana.

Cirò Patia Rosato, Cantine Greco

100% Gaglioppo vendemmiato a mano e macerato a freddo sulle bucce per 12 ore a 8° C, in pressa. Di un bel rosa buccia di cipolla. Profumi di melograno, fragolina di bosco, rosa, erbe mediterranee (soprattutto rosmarino!). Al palato è fresco, il sorso molto scorrevole e decisamente beverino. Chiude con gradevole nota sapida in un finale di buona persistenza.

Abbinamento: servitelo alla temperatura 8-10° C, con un’insalata calda di mare.

Pinot grigio, Lefiole

Uve 100% Pinot grigio dell’Oltrepò Pavese vendemmiate a mano, pressate in maniera soffice e affinate 6 mesi in acciaio per un vino dal colore giallo intenso tendente al dorato con lievi riflessi ramati. All’olfatto profumi di fiori bianchi (gelsomino e ginestra), frutta a polpa gialla (albicocca, pesca) e note di frutta tropicale (papaja). Sentore delicato di cipria sul finale. Al palato è caldo, morbido con un’ottima freschezza.

Il sorso è pieno ed elegante e richiama il frutto esotico. Piacevole nota sapida sul finale e buona la persistenza.

Abbinamento: è molto versatile: perfetto anche come aperitivo o per accompagnare il piatto principale. Provatelo assieme a un risotto con gamberetti e zucchine.

BOX ESPERTO

Ciàtu, Cantine Barbera

Uva alicante in purezza, da una vigna vecchia di 18 anni, fatta macerare sulle bucce, in tino e fermentare sui lieviti selvaggi.

Rosso rubino intenso quasi impenetrabile. Al naso ecco profumi di frutti rossi a bacca nera matura, ribes nero e mora su tutti. Ma poi sottobosco e una lieve nota di pepe nero.
Al palato è fine, elegante, morbido ma sorretto da una freschezza semplicemente perfetta. I tannini sono setosi, richiama il frutto con una nota di tamarindo nuova, non percepita all’olfatto.
Bellissima la nota salina sul finale.
Questo è un vino sensuale, che alla cieca (a parte per il colore) può essere scambiato con un Pinot Noir della Borgogna. Lungo il finale.

Abbinamento: coniglio in salsa verde.

Cirò il Pagano Rosso Superiore, Cantine Greco

Uve 100% Gaglioppo vendemmiate a mano con accurata selezione dei grappoli, affinato e sottoposto a fermentazione malolattica in barrique di secondo passaggio. Vino dal colore rosso rubino. All’olfatto il bouquet è intenso: dominano i frutti a bacca rossa e nera, la fragolina di bosco, ribes e mora matura; lieve speziatura. Al palato è molto fresco, il richiamo è al frutto presente, i tannini giovani ma bene integrati. Il sorso pieno e corposo e darà ancora più soddisfazione con il passare degli anni.

Abbinamento: perfetto con carni e formaggi. Provatelo con tagliatelle al ragù di piccione o spezzatino di manzo. Servire a 16-18 gradi.

Recioto di Soave Spumante, Balestri Valda

Dai migliori grappoli di Garganega dell’azienda, appassiti naturalmente fino a febbraio.

Giallo paglierino tendente al dorato, perlage fine e di buona persistenza. All’olfatto ecco profumi di pesca bianca, frutta secca (uva passa, mandorle, noci…), assieme a sentori di scorza di agrumi candita. Al palato è molto delicato, morbido e sorretto da una buona spalla acida; richiama la pesca e gli agrumi già avvertiti al naso.

Abbinamento: ottimo in accostamento ai dolci in tutte le occasioni di festa. Provatelo con piccola pasticceria secca, pandoro e panettone. Servitelo a 7-8 gradi.

 
Cilento

Le selezioni di gennaio – Cilento del vino

WINE BOX DI GENNAIO: VIAGGIO NEL CILENTO DEL VINO

Cilento

Tappa #22

Scelta da Simone Loguercio
migliore sommelier d’Italia 2018

gennaio 2020

 

Luigi Maffini, Giungano (SA)

“Credevi fosse una persona normale il pioniere del vino in Cilento?” Così mi apre le porte Luigi Maffini. E quando vivi nella profonda convinzione che per un fare un buon vino ci vogliono dieci anni, allora il vino diventa una scelta di vita, come è stato per lui e per sua moglie Raffaella, senza la quale non sarebbe oggi il grande produttore che è. Nella produzione vitivinicola il tempo è un alleato, ancor più quando hai come altra grande passione gli orologi da polso. E prosegue: “oltre il tempo, per fare un buon vino bisogna dormire nel luogo in cui lo si produce, perché il legame con il territorio è indissolubile e ha radici profonde. Poi ci vuole anche un po’ di fortuna, e io posso dire di averla avuta”. Luigi ha un’idea fissa: il territorio. Te ne accorgi fin da subito guardando le sue etichette, in cui campeggia un pezzo del suo amato Cilento con l’immagine del flysch, una marna calcarea portatrice di una mineralità diversa, grassa e salmastra. L’azienda nasce nel 1974 a Giungano, in pieno Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, 18 ettari vitati condotti secondo i dettami della viticoltura biologica.

Casebianche, Torchiara (SA)

Casebianche nasce nel 2000 a Torchiara, nel Cilento, quando Elisabetta e Pasquale Mitrano, spinti dal loro cuore, decidono di abbandonare la loro attività di architetti per recuperare i vigneti di famiglia e avviare la produzione di vino. I primi anni servono per acquisire la consapevolezza del potenziale del luogo e per comprendere quale sarebbe stata la strada migliore da seguire. Nel 2006 avviene l’incontro decisivo con l’enologo Fortunato Sebastiano che porta al primo imbottigliamento l’anno seguente con il Cumalé. L’azienda si sviluppa su 14 ettari nel territorio di Torchiara, tra il monte Stella, il torrente Acquasanta ed il mare di Agropoli, dove tra ulivi, agrumi e fichi vengono coltivati in regime biologico circa 5 ettari di vigne, principalmente con uve locali come l’aglianico e il fiano. I terreni sono in prevalenza argillosi con la presenza di marne e arenarie meglio note con il nome di “flysch Cilentano”. Nei vigneti gli interventi sono limitati all’essenziale, concimazioni naturali, rame, zolfo e argilla per la difesa della vite. Oltre al biologico, Casebianche guarda con favore ai principi della biodinamica e per questo ha avviato un programma “agrologico”. La vinificazione viene eseguita immediatamente dopo la raccolta manuale delle uve, con fermentazioni spontanee avviate dai lieviti indigeni, nel pieno rispetto delle materie prime. Casebianche ha scelto di valorizzare due varietà come l’aglianico e il fiano, facendole esprimere prevalentemente in purezza.

Viticoltori De Conciliis, Prignano Cilento (SA)

“La nostra è una storia in divenire. Un legame leggero tra passato e presente. Una storia che nasce da sogni. Una storia che è unione di affetti, amicizie e condivisioni, comprensioni e incomprensioni…” Questo è quello che mi raccontano i tre fratelli, Paola, Bruno e Luigi, che hanno unito le professionalità di agronomo, enologo e amministrativo/commerciale, fondando nel 1996 la società “Viticoltori De Conciliis”. All’inizio, nell’azienda del papà Alessandro, hanno iniziato a sperimentare in piccolo, poi, sulle colline che circondano Agropoli, la realtà produttiva è completamente cambiata facendo di questa cantina una delle bandiere della rinascita enologica campana. La passione per i vitigni autoctoni li ha spinti a trasformarsi da pionieri della viticoltura nel Cilento, a punto di riferimento, anche grazie alla capacità di rilettura e di comunicazione di un territorio. È così che è nato il progetto dei fratelli De Conciliis, nato dal legame tra passato e presente, da condivisione e comunicazione, dalla celebrazione di una terra inclusa tra i monti e il mare. Ecco quindi che, partendo dai circa venti ettari vitati di proprietà aziendale, i vini che la cantina De Conciliis propone si mostrano come espressione sincera e coerente del terroir da cui provengono.

BOX ENTUSIASTA

Denazzano Paestum Rosato, Luigi Maffini

100% Aglianico

Solo 5.000 bottiglie prodotte. Uve vendemmiate a mano dalla seconda decade di settembre e provenienti da un unico vigneto “Cru” di 1.5 ha allevato a spalliera. Diraspatura, pigiatura e pressatura soffice delle uve. Fermentazione per circa 30 giorni in acciaio inox, affinamento in acciaio. Ne deriva un vino schietto e dall’irrefrenabile beva.

Vino dalla bella tonalità rosa cerasuolo, ammaliante e luminoso. Naso raffinato nei toni gentili di rosa canina, ciliegia selvatica e fragola di bosco. Sorso avvincente e armonioso, buona freschezza e notevole persistenza, con echi di erbe aromatiche.

Ben si accompagna a ricchi e strutturati piatti di pesce e a tutte le carni bianche. Due le ricette suggerite: triglie al cartoccio con capperi e pinoli; coniglio alla cacciatora.

Dellemore Rosso Cilento, Azienda Agricola Casebianche

65% Aglianico, 20% Barbera, 15% Piedirosso

Solo 6.500 le bottiglie prodotte. Vino prodotto con uve Barbera provenienti da un unico vigneto “Vigna Vecchia” di 0,5Ha di oltre cinquant’anni di età e uve Aglianico e Piedirosso, che provengono, invece, dal vigneto “Dellemore”, del 1998, di poco meno di 1 ettaro. Le uve fanno una macerazione di sei giorni in vasche di acciaio e malolattica in legno, per poi affinare 8 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia.

Colore rosso rubino intenso e vivace, con riflessi violacei. Profumi di frutta rossa fresca e fiori primaverili. Le note di ciliegia, mora e ribes rosso, violetta e iris, melagrana e arancia rossa, sono ben supportate da un corpo pieno e avvolgente e dalla gustosa acidità, con rimandi di tamarindo.

Si accompagna a primi piatti strutturati e a secondi di carne. Provatelo con lasagna al ragù di agnello, zuppa di fagioli con castagne e noci o braciole di manzo al ragù.

Bacioilcielo Rosso Paestum, Viticoltori De Conciliis

60% Aglianico, 40% Primitivo

“Questo vino rispetta la natura: le carte, gli inchiostri, le dimensioni, le quantità di vetro ed ogni materiale utilizzato per produrlo, vengono selezionati affinché abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente. La scatola è prodotta con carta proveniente al 100% da maceri della raccolta differenziata dei comuni campani”.

Prodotto da uve provenienti da quasi tutte le vigne De Conciliis, adagiate su flysch cilentano, un terreno ricco di argilla, arenaria e marna. Le uve sono state raccolte tra il 16 settembre e il 7 ottobre e fatte fermentare in acciaio termo-condizionato con macerazione per 5 giorni; poi il vino matura per 6 mesi in acciaio. Colore rosso rubino impenetrabile, con nuance viola. Naso suggestivo che propone ricordi di prugna e lampone, glicine e mallo di noce, su un sottofondo balsamico e speziato, tocchi di anice stellato e grafite. Avvolgente e sapido al palato, di buon corpo, leggermente caldo e con tannini morbidi e setosi. Ottima persistenza.

Perfetto con salumi e formaggi di media stagionatura e preparazioni saporite della cucina di terra. Suggerimenti in cucina: pasta alla Norma; sella di Maialino al Finocchietto Selvatico.

BOX ESPERTO

Pietraincatenata Fiano, Luigi Maffini

100% Fiano. Uve provenienti da 4Ha di vigneto allevato a spalliera in quel di Giungano, a ridosso della costa cilentana. Raccolte tra la II e la III decade di settembre. Sottoposte a pressatura soffice, seguita da una fermentazione a temperatura controllata in barriques nuove. Segue un affinamento in barriques per 4 mesi.

Il vino si presenta di color giallo dorato intenso e brillante. Una marcata impronta minerale, quasi fumé pervade il percorso sensoriale che poi si snoda attraverso ricordi di ginestra, nocciola, salvia e camomilla, mango e mandarino candito. Grande spessore al palato, giocato tra morbidezza in ingresso e scia sapido-minerale in chiusura, con eleganti rimandi di mandorla tostata, menta e fiori di campo. Finale lungo.

Ideale per primi e secondi piatti di mare, riesce a bilanciare anche preparazioni con carni bianche. In particolare, proponiamo: pasta, patate, cozze e provolone del monaco; linguine ai ricci di mare.

Cupersito Cilento Aglianico, Azienda Agricola Casebianche

100% Aglianico. 4.300 le bottiglie annue. Prodotto con le migliori uve di Aglianico provenienti dalla “Vigna Acquasanta” di 1,3 ha e dalla “Vigna Dellemore” di poco meno di 1 ettaro. Fermentazione alcolica spontanea con lieviti indigeni in acciaio con macerazione sulle bucce per 15 giorni e successivo affinamento di 12 mesi in botti di rovere di diversa capacità.

Di colore rosso rubino profondo e concentrato. Naso suadente e suggestivo, in primo piano si apprezzano frutti rossi e spezie orientali, ciliegia, amarena e ribes nero, chiodi di garofano e cardamomo, leggere fragranze balsamiche e sensazioni mediterranee, poi lavanda e peonia, una chiosa tostata di caffè nel finale. Dinamica gustativa ordinata e composta, giocata sulla contrapposizione tra il corpo vellutato e muscoloso da un lato e la fragrante freschezza e dirompenza tannica dall’altro. Equilibrato e armonioso.

Lo consigliamo con primi e secondi piatti di carne e selvaggina, formaggi stagionati e in particolare ecco i nostri abbinamenti suggeriti: risotto al ragù di agnello; fagiano al ginepro; caciocavallo podolico stagionato.

 

Donnaluna Paestum Aglianico, Viticoltori De Conciliis 

Prodotto con le uve Aglianico provenienti dalle vigne Cannetiello e Destro, impiantate tra il 1999 e il 2000 e allevate a guyot. Uve raccolte tra il 25 settembre e il 26 ottobre, fatte fermentare in acciaio termocondizionato, a contatto con le bucce per 11 giorni, passati i quali il vino viene fatto affinare un anno per il 50% in acciaio e il restante 50% in botti di rovere di 3.000 lt.

Robusto, energico e forte. Ha in sè tutte le intemperanze di un adolescente, che quando matura si sbroglia tutto e dispensa dolcezza. Dal colore rosso rubino, carico e lucente. Profumi ampi e stratificati, dal ricordo di rosa appena sbocciata ai frutti rossi del sottobosco, poi prugna e visciola, pepe bianco, sfumature minerali e terrose, ardesia e humus.

In bocca è caldo e avvolgente, dotato di un tannino solido ed integrato che dona al vino margini di evoluzione. Tutto è sorretto da una vibrante freschezza, quasi a ricordare l’arancia sanguinella.

Ottimo con formaggi stagionati e salumi, carni rosse e ragù. Provatelo con i fusilli al ragù napoletano o con stufato di cinghiale e olive nere.