Fattoria Sardi – Toscana

La Fattoria si trova nel nord-ovest della Toscana, nella campagna incastonata tra le Alpi Apuane, l’Appenino e il mar Tirreno, a 5 km dalle mura di Lucca. Si sviluppa tra due fiumi: la Freddana e il Serchio. In pianura i suoli sono sciolti, limo-sabbiosi con presenza di ciottoli; in collina diventano più argillosi con buono scheletro. L’esposizione va da sud-est a sud-ovest.

La vicinanza al mare assicura una grande quantità di luce e ventilazione costante. Le montagne garantiscono approvvigionamento di acqua e notti fresche anche d’estate. La Fattoria comprende boschi, campi a seminativi, oliveti e 18 ettari di vigne coltivate in biodinamica.

Ho ereditato la Fattoria Sardi da mia nonna Maria Adelaide, e oggi sono custode di queste terre – proprietà dei Conti Sardi da oltre due secoli – insieme a mia moglie Mina. Entrambi siamo laureati in enologia a Bordeaux.

Dal 1926 la Fattoria è riconosciuta per la produzione di vini pregiati e di territorio. Dal 2006 produciamo uva da agricoltura integrata e dal 2011 uva biologica certificata e biodinamica focalizzandoci sulla produzione di Rosé di alta qualità. 

Gestiamo la campagna rispettando la natura nei suoi ritmi, nella sua armonia e nei suoi equilibri per la produzione di vini terroir, e in alcune annate commercializziamo anche l’olio di oliva. Nella produzione dei prodotti agricoli rispettiamo il disciplinare europeo dell’agricoltura biologica e ci avvaliamo degli strumenti dell’agricoltura biodinamica.

Accompagniamo in maniera spontanea, ma attenta, la trasformazione dell’uva in vino senza aggiunte non necessarie di prodotti esterni: così nascono i vini di Fattoria Sardi.

Matteo e Mina

vigneti di Lucca
Marco Celli

Fattoria La Torre – Toscana

Dopo una vita come imprenditore industriale di macchine per cartiera, al momento del congedo ho deciso di dedicarmi al mondo del vino, insieme a mia moglie Fioretta e ai nostri figli Elena e Mauro.

Nel 1994 decisi di acquistare la proprietà della fattoria La Torre è detti inizio a una nuova vita per una delle più antiche cantine di Montecarlo di Lucca, che con i suoi vini ha contribuito in modo determinante all’affermarsi di questa come la zona di produzione del noto “Bianco DOC Montecarlo”.

Nei nostri 7 ettari di terra puntiamo a perseguire e mantenere al massimo la qualità del prodotto, quindi: raccolta manuale delle uve, utilizzo di botti di rovere francese nuove, controllo computerizzato delle temperature, collaboratori e consulenti qualificati. Siamo tra l’altro in conversione biologica.

Produciamo 7 vini, 3 bianchi e 4 rossi fra D.O.C. e I.G.T.  più l’ultimo arrivato, uno spumante rosato adatto per ogni esigenza. Oltre al vino abbiamo una piccola produzione di olio extravergine di oliva e di grappa.

Abbiamo investito in questi anni consolidando e ristrutturando gli edifici esistenti, rinnovando la cantina e le vigne, con l’impianto di nuovi vitigni, e ricavando un bellissimo complesso agrituristico con camere, appartamenti, piscina e un ristorante gourmet. Da tutta la struttura è possibile godere di una bellissima vista sui vigneti, sul colle di Montecarlo e sulla campagna circostante.

Marco Celli

Ido Mariani

Tenuta Mariani – Toscana

Da sempre legato alla terra e alle tradizioni della mia famiglia, mi sono messo in gioco con questa nuova sfida: produrre vini e spumanti inseguendo il mio sogno.

La Tenuta è una proprietà familiare, situata fra Quiesa e Massaciuccoli, sulle colline a nord del Lago di Massaciuccoli. In 20 ettari produciamo olio e vino, i terreni sono condotti con pratiche di agricoltura biodinamica e l’azienda è certificata biologica dal 2015.

Le nostre uve a bacca rossa sono sangiovese, merlot, syrah, ciliegiolo e pinot nero, assieme a 3 tipi di uve a bacca bianca (traminer, chardonnay e vermentino).

La particolarità della Tenuta sono le spumantizzazioni, sia Metodo Classico sia Metodo Charmat, non filtrati e a bassissimo contenuto di solfiti, prodotti sotto la supervisione degli enologi Lamberto Tosi e Julien Gout.

Tenuta Mariani è una piccola cantina: poche bottiglie che stanno diventando una grande realtà e che produco guidato dall’idea di non mollare mai.

Ido Mariani

Luca Bellani Ca' di Frara

Luca Bellani – Lombardia

La nostra azienda nasce nel 1905, quando il mio bisnonno Giovanni acquista alcuni vigneti in una bellissima posizione a Mornico Losana (PV). Unendoli, poi, ad altri localizzati nel comune di Oliva Gessi si è venuta a creare un’isola di colline vitate, protette dal vento e con un microclima perfetto.

Oggi, a Cà di Frara ci dedichiamo anima e corpo alla viticoltura e alla spumantizzazione. Lo facciamo continuando pratiche agronomiche che da sempre sono naturali. L’uva è raccolta a mano, la pigiatura soffice (con resa del 50%), fermentazione in purezza a temperatura controllata.

Abbiamo scelto e scegliamo ogni giorno il rispetto totale per il prodotto, per proporre dei vini che siano davvero unici.

Luca

Cantina Dalle Ore

Benedetta e Marco Margoni Dalle Ore – Veneto

Tutto comincia nel 1904 quando il mio trisnonno, ben consapevole delle regole contadine, decide di coltivare la vite su queste splendide colline, nei monti Lessini. Lui è il primo nella zona a coniugare i principi della qualità (sesto d’impianto, principio della zonazione, tecniche di potatura) con la tradizione millenaria della viticoltura in questo territorio.

A partire dal 2007 è mio padre a prendersi cura della vigna, sempre nel rispetto dell’ambiente, con l’obiettivo di produrre un vino che rispecchi il territorio, mantenendo in vita gli antichi principi dell’agricoltura locale che prevedono un costante equilibrio tra natura ‘selvaggia’ e natura coltivata.

All’inizio ero troppo giovane per capire a fondo e apprezzare il lavoro del vignaiolo, ma dopo anni di esperienze vicine e lontane dalla mia terra natia, alle quali non sentivo di appartenere pienamente, ho preso una decisione e un anno fa sono tornata. Tra queste colline, ho scoperto che il sogno, tramandato nella nostra famiglia di generazione in generazione apparteneva anche a me.

Con il nostro lavoro vogliamo trasmettere non solo le caratteristiche originali dei diversi vitigni che ci sono stati lasciati ma anche raccontare una storia. Creiamo vini che rappresentano la passione che mettiamo ogni giorno nel lavoro in vigna, e il rispetto di una terra con la quale viviamo in armonia. La vinificazione segue lo stesso percorso: minimo intervento possibile, solo fermentazioni spontanee, per permettere che dal frutto alla bottiglia si esprima la tipicità del terroir e che si conservi la ricchezza unica del suolo del nostro vigneto.

Benedetta, con Marco Margoni Dalle Ore

Christian Bellei – Emilia Romagna

Cantina della Volta nasce grazie al sostegno di un gruppo di amici – molto appassionati – che mi hanno incoraggiato a ristrutturare la cantina di famiglia, che da quattro generazioni produce vino a Bomporto, Modena.

La passione per il vino l’ho respirata fin da bambino, assieme all’educazione al gusto trasmessami da mio padre Giuseppe. Con il tempo ho aggiunto una straordinaria esperienza nella spumantizzazione e un ottimo palato.

Ho scelto di produrre Lambrusco di Sorbara con il metodo classico, per ottenere un prodotto di qualità elevata e grandissima finezza. Nel vigneto di Riccò di Serramazzoni, sulle colline modenesi, coltiviamo Pinot Nero e Chardonnay: da quelle uve elaboriamo vini spumanti di qualità della gamma “IL MATTAGLIO”: due vini fermi e due riserve millesimate in purezza, due spumanti brut e uno spumante dosaggio zero.

Questi vini sono l’esito di ricerca estrema e della cura di ogni singolo dettaglio: il frutto di una passione davvero sconfinata.

Christian Bellei

Marco Barbi

Marco Barbi, Barbicaia – Toscana

Vivo in questo podere da sempre: ci sono nato, letteralmente, perché il 19 dicembre 1968 ci fu una nevicata tale che impedì a mia madre di essere portata all’ospedale.

La storia della cantina parte da una tradizione di famiglia. Con la conduzione di mio padre, come si usava negli anni sessanta, si vinificava per la casa, vendendo la restante parte delle uve, prodotte nei 2 ettari e mezzo di proprietà.

Sin da quando ero bambino partecipavo alla vita dei campi, andando ad aiutare in vigna, fra trattori e vendemmie… Più tardi, ho deciso di allontanarmi e fare altro: ho studiato design e iniziato a disegnare mobili per un’industria locale. Ma il legame con la mia terra era viscerale e alla fine degli anni ‘90 ne ho sentito il richiamo fortissimo. La vigna aveva bisogno di essere reimpiantata e vi ho fatto ritorno, avviando una profonda modernizzazione della produzione.

Per vari anni, fino al 2011, ho venduto le uve perché avevo in testa un vino che rispecchiasse il mio ideale di qualità e per raggiungerlo serviva tempo. Ho atteso 10 anni per vinificare in prima persona: da allora seguiamo ogni fase, anche grazie a un’enologa e agronoma molto brava, Mery Ferrara, con la quale ci siamo capiti al volo.

Sono convinto che il vino rispecchi chi lo fa. I nostri terreni esprimono vini sottili, eleganti e molto profumati; a questo aggiungiamo l’uso di botti piccole, prodotte in Borgogna, senza tostatura e chiuse a vapore. In questo modo garantiamo l’eleganza, esaltando al massimo i caratteri varietali del sangiovese.

Il nome della cantina? Il mio cognome, Barbi, non si poteva utilizzare. Un giorno ho acquistato un dizionario del dialetto di Montepulciano e della Val d’Orcia – la mia famiglia è originaria di Pienza – e scoperto che il termine “barbicaia” indica il gruppo di radici della vite che affiorano dal terreno. E mi è parso che tutto tutto tornasse, significato e filosofia.

Il Palagione

Il Palagione – Toscana

Volevamo essere artigiani: produrre e plasmare una materia viva. Desideravamo vivere secondo i ritmi dell’universo, accettando la quiete malinconia invernale per poi godere, in primavera, dell’esplosione della natura.

Il Palagione è un antico podere costruito nel Cinquecento lungo la via che congiunge San Gimignano a Volterra. La vecchia casa colonica, sulla sommità della collina, conserva inalterate le sue caratteristiche di architettura rurale e, ancora fino alla metà del secolo scorso, ospitava le famiglie contadine che lavoravano i campi circostanti.

Inseguendo un sogno, nel 1995 decidiamo di acquistare la proprietà per ridare vita a una realtà agricola così significativa. In breve tempo, ristrutturiamo l’antico casale e reimpiantiamo i vigneti; poi si edifica la cantina, dotata delle più moderne attrezzature per la lavorazione rispettosa e delicata delle uve, ricavando sottoterra una bottaia che garantisce la migliore conservazione dei vini e un affinamento equilibrato. Nel 2014 abbiamo acquistato altri vigneti in località Montagnana e raggiunto una superficie fondiaria di circa 50 ettari (17 destinati a vigneto specializzato, 3 a oliveto, 7 a noceto e ciliegeto; il restante a seminativo e bosco). Oggi conosciamo le caratteristiche specifiche di ciascuno dei nostri vigneti, coltivati in regime biologico e curati secondo una zonazione che esalta i micro-terroir di ogni singolo appezzamento. Raccogliamo l’uva a mano, solo dopo un accurato studio delle maturazioni e di ripetuti assaggi: portarla in cantina nel momento più appropriato è il primo passo per fermentazioni spontanee in grado di valorizzare la tipicità dei nostri vini.

Abbiamo fatto tutto questo perché sentivamo il desiderio di essere, di pensare, di vivere di gesti arcaici, come potare: si taglia pensando alla prossima produzione, si raccoglie la legna, la si lascia seccare per poi bruciarla, cucinando sopra di essa e riscaldando il vecchio cascinale.

Volevamo essere fisicamente stanchi e intellettualmente felici, intenti in un progetto che non volesse subito vedere il frutto della propria scelta ma che fosse spostato in avanti, con i tempi della natura.

Volevamo dare ai nostri figli l’opportunità di una scelta consapevole e diversa, senza condizionamenti: la faccia del mondo industriale già la conoscevano. Ed avendo da sempre amato il vino, la storia e l’arte, non avremmo potuto scegliere un posto migliore della Toscana.

Monica e Giorgio, con Giulia, Gregorio, Gabrio e Ginevra

Tenute di Sesta

Tenuta di Sesta – Toscana

Siamo un’azienda storica di Montalcino, la proprietà appartiene alla famiglia Ciacci dall’Ottocento. Nostro nonno Giuseppe inizia ad imbottigliare le prime bottiglie di Brunello negli anni Sessanta, quando questo era ancora classificato come vino da tavola: solo nel ‘67 il Brunello diventa DOC e nel 1982 DOCG.

Prima del successo del Brunello, nostro padre Giovanni – giovane laureato – non vedeva la possibilità di vivere delle risorse aziendali e trova lavoro a Bologna. Ma il suo sogno era di tornare qui, in questa terra, a lavorare a casa sua. Quel sogno, però, veniva preparato dal nonno, che nel frattempo impiantava i primi vigneti di Sangiovese…

L’avventura inizia nel 1990, con il trasferimento in Toscana, e nostro padre che prende il timone della Tenuta di Sesta. Oggi lo affianchiamo anche noi figli, Andrea e Francesca, e abbiamo creato una grande squadra. Dietro a questo successo c’è nostra madre, che da sempre ci sostiene e ci segue in questo percorso.

L’azienda comprende 4000 piante di olivi, 30 ha di vigneto, dei quali 13 per la produzione di Brunello DOCG, 8 per il Rosso di Montalcino DOC e i restanti per i nostri due Rossi IGT, il Poggio d’Arna e il Camponovo.

Amiamo profondamente il Sangiovese e cerchiamo di esprimere al meglio, nei nostri vini, tutto il carattere di questo vitigno: usiamo botti grandi per non coprirne la personalità con il gusto del legno e in vigna lavoriamo per ottenere il massimo della qualità dalle nostre uve, con tecniche agronomiche molto rigorose.

Il nostro obiettivo? Vini eleganti e subito riconoscibili per l’appartenenza al nostro territorio.

Andrea e Francesca, con Giovanni Ciacci

Zanotto col fondo

Riccardo Zanotto, col fondo – Veneto

Ho un’idea mia di cosa debba raccontare un Prosecco.

Voglio che chi beve una mia bottiglia ci ritrovi le storie di una volta e il profumo che mi ha fatto innamorare della terra dove sono nato. Per ottenere questo non non era sufficiente un singolo terreno o affidarsi ai più moderni metodi di vinificazione. Era necessaria una ricerca: scoprire la giusta combinazione di uva, terreno, tecnica, tradizione e tempi.

Creo ogni anno i miei vini col fondo, i miei fermi e il mio Prosecco spumante ma non possiedo vigneti. È una scelta consapevole che, grazie alla collaborazione con un fidato produttore e i consigli di un enologo esperto, mi permette di mettere in bottiglia esattamente la mia idea di vino.

Quello che voglio trasmettere, al di là di ogni nota tecnica e di degustazione, è la bellezza di tornare a vivere il vino con semplicità e convivialità, come una volta, trascorrendo del tempo con gli amici.

Riccardo