Canus

Canus – Friuli Venezia Giulia

Canus è una piccola cantina a conduzione familiare, situata in Friuli Venezia Giulia. Le nostre vigne si trovano principalmente sul colle di Gramogliano (con una vista mozzafiato sui colli italo-sloveni e un’ideale esposizione a sud-est) e una piccola parte nella vicina Prepotto. 16 gli ettari vitati.

Un tempo ricoperto dal mare, il nostro terreno è particolarmente vocato per la coltivazione della vite: si tratta della ponca, con i suoi strati alternati di marne eoceniche e arenarie. E mentre ad est le Prealpi Giulie proteggono i vigneti dalle fredde correnti nordiche, la vicinanza al mare Adriatico garantisce alla vigna una benefica e costante ventilazione.

Qui da Canus celebriamo le qualità intrinseche del Friuli, favorendo soprattutto la coltivazione di vitigni autoctoni come Friulano, Ribolla Gialla e Pignolo, senza tuttavia tralasciare gli internazionali (Pinot Grigio, Chardonnay e Merlot).

Canus viene dal latino “canuto, senile”: la parola richiama esplicitamente il valore della saggezza. La nostra è infatti una piccola azienda che celebra la tradizione, il territorio, tutto innaffiato da una buona dose di know-how friulano.

Ma il nome rispecchia anche la mia personale esperienza: ho lasciato la campagna da giovane per inseguire i miei sogni, e ora che sono diventato canuto ci ho fatto ritorno, tornando alle origini, a questa terra così ricca e generosa.

Selezioniamo e raccogliamo le uve a mano, in cassetta. La pigiatura è soffice e delicata; la vinificazione attenta e personalizzata per ogni varietà; la fermentazione opportunamente termoregolata. La maturazione dei vini avviene in acciaio e in legno. I nostri rossi, data la particolare struttura, affinano a lungo in barrique e tonneaux.

Ciò che ci sta a cuore non sono i grandi numeri, non lo sarà mai. Perseguiamo la qualità dei nostri vini, che è al primo posto e lo sarà sempre.

Otto Casonato

Cosimo Murace

Cosimo Murace – Calabria

Vendetti la mia prima bottiglia di vino a 20 anni. Non avevo ancora la patente e viaggiavo con il treno per tutta la provincia, stracarico di bottiglie di vino di mia produzione da far assaggiare ai ristoratori. Conoscevo bene la zona perché mi ero diplomato di recente all’istituto agrario di Reggio Calabria con indirizzo chimico.

Sono nato e cresciuto a Bivongi, un paesino minuscolo all’estremità nord della provincia di Reggio Calabria, sulla costa ionica. Il paese è da sempre conosciuto, in tutta la regione, per essere una terra di vignaioli ed il vino che si produce per essere un prodotto allegro, conviviale, festaiolo.

Scoprii presto che fare questo mestiere mi appassionava più di ogni altra cosa e decisi di approfondire le mie conoscenze lavorando per una grossa cantina che produceva vino locale maturando un’esperienza ventennale in campo enologico che mi è valsa anche il titolo di Enologo.  

Nel 1998 decisi di avviare la mia azienda e di cominciare a diversificare la produzione, che va dal vino bianco fermo da aperitivo, passando per un rosso, per finire con un vino passito da dessert, scelto per far parte di questa selezione. Nel frattempo, inoltre, l’area di Bivongi (circa 30 ettari di vigneti) veniva proclamata denominazione di origine controllata: un titolo prestigioso per una realtà così piccola.

La mia proprietà si estende nell’area della DOC Bivongi, su 3 vigneti di famiglia preesistenti dei quali ho curato il nuovo impianto, per un totale di circa 3 ettari dove vengono coltivati solo ed esclusivamente vitigni autoctoni: Gaglioppo, Greco Nero, Calabrese Nero, Ansonica e Malvasia bianca. I terreni, scoscesi e di natura alluvionale o argillosa, ed esposti al sole per quasi tutta la giornata, contribuiscono a rendere corposo e deciso il carattere dei nostri vini.

Sin da subito, e per vocazione, ho scelto di adottare il metodo dell’agricoltura biologica ottenendo la certificazione per tutti i prodotti dell’azienda. Assieme alle viti crescono alberi di frutta, erbe spontanee e spesso ospitiamo anche uccellini che decidono di nidificare tra le foglie delle viti, accrescendo la biodiversità ambientale.

Credo da sempre nelle potenzialità del territorio che mi ospita e ai frutti che questa terra mi regala ed io, da ospite, ogni giorno provo a ringraziarlo come posso.    

Cosimo Murace

Arco dei Angeli

Arco dei Angeli – Marche

Arco dei Angeli nasce dal mio desiderio di valorizzare uno dei territori più belli del mondo, facendo sperimentare a tutti i colori e i sapori delle Marche. Siamo sulla cima di una collina nel cuore del parco del Conero, circondati da campi di grano, vigneti e uliveti.

La nostra principale produzione verte sul Montepulciano, re del territorio e protagonista principale della DOC Conero. I nostri vini sono il frutto di precise scelte filosofiche aziendali: mettere le nostre uve in condizione di esprimere appieno il territorio. Per questo riponiamo una attenzione particolare nella gestione dei vigneti e nella cura della natura che ci circonda. Nascono così i nostri 5 vini (Rosso Conero DOC e DOCG, Marche Bianco e Rosato, Brut Rosé), che coniugano carattere, coerenza stilistica, armonia, profumi, cura ed eleganza; ma produciamo anche anche grappe, olio, cioccolata, confetture e il miele che producono le nostre api.

Abbiamo inoltre creato un delizioso Bed & Wine a pochi passi dalle vigne e dai campi coltivati: una struttura bellissima dove immergersi nella vita della cantina e della campagna, all’insegna della natura e del benessere, dove trascorrere momenti di relax in una delle zone più suggestive delle Marche, alla scoperta di colori e sapori di questa splendida regione.

I vini che sono proposti in selezione sono il Rosso Conero DOC e il Rosso Conero DOC Riserva:

ROSSO CONERO DOC

Colore rubino intenso con sfumature violacee, che tenderà al granato con l’avanzare della maturazione. Al naso profumi intensi e persistenti di piccoli frutti rossi, marasca e prugna che virano, dopo l’ossigenazione, verso il mirto e il ginepro, caratteristiche del Petit Verdot.

In bocca è morbido e avvolgente, e sul finale spiccano le note di pepe bianco.

ROSSO CONERO DOC RISERVA

Almeno 2 anni in barrique di rovere francese e americano. Il momento ottimale per esprimere al meglio le sue caratteristiche è tra i 3 ed i 10 anni ma può invecchiare di più, acquistando morbidezza ed evoluzione dei profumi. Colore rubino intenso con riflessi granati. Al naso la frutta matura a bacca rossa ha la prevalenza, si riconoscono marmellata di more, frutti di bosco e prugna. Le note vanigliate (di spezie, di cioccolato e cuoio) sono da attribuirsi alla tipologia e alla tostatura delle barrique.

Lorenzo Chiucconi

Arco dei Angeli
Monticino Rosso

Monticino Rosso – Emilia Romagna

La nostra è un’azienda agricola a conduzione familiare, fondata da nostro padre nel 1965. Da allora, coltiviamo le nostre vigne e i frutteti sulle colline di Imola.

Da sempre produciamo vino in modo artigianale, nel rispetto della tradizione e con attenzione estrema per la qualità. Puntiamo soprattutto sui vitigni autoctoni (Albana, Pignoletto e Sangiovese di Romagna) perché crediamo nelle potenzialità del territorio.

Il paesaggio attorno al Monticino Rosso è dominato dai vigneti che si inerpicano sui pendii, disegnando un paesaggio dalle morbide forme, accarezzate da una brezza fresca che mantiene le uve sane.

Nel 2000 abbiamo trasferito la cantina di vinificazione nel podere “Monticino Rosso”, in una struttura nuova e più attrezzata, per perseguire ancora meglio i nostri obiettivi di qualità: la nuova cantina è il nostro orgoglio, la dichiarazione d’amore per la nostra terra. L’abbiamo concepita come “casa del vino”, per ottimizzare le fasi di trasformazione delle nostre uve e per accogliere i visitatori che vogliano scoprire come nasce il vino di questo territorio.

Luciano e Gianni Zeoli

Azienda Marta Valpiani

Marta Valpiani – Emilia Romagna

Io sono Elisa, una vignaiola artigiana e indipendente nella terra del Romagna Sangiovese. Produco vino assieme a mia madre Marta, e a mio fratello Massimo, a Castrocaro Terme. L’azienda agricola nasce sulla collina di Bagnolo a Castrocaro Terme, su 34 ettari di proprietà, tutti a conduzione biologica oltre che biodinamica. I terreni sono dislocati tra i 250 e i 300 metri s.l.m.

Ci piace dire di noi che siamo prima di tutto agricoltori e poi vignaioli e che coltiviamo la biodiversità; in misura paritaria abbiamo vigna e prati coltivati a foraggi e a cereali, poi boschi e olivi centenari.

Produrre vino, qui alla Marta Valpiani, significa soprattutto perseverare: vi è, infatti, una costante volontà di raggiungere la miglior qualità possibile, senza espedienti, lavorando sodo.

La raccolta in vendemmia è esclusivamente manuale, così facendo la selezione viene fatta direttamente in vigneto dai vendemmiatori; i grappoli vengono poi posti in piccoli bins da 5 quintali riempiti per metà che velocemente arrivano in cantina. 

La nostra cantina è stata costruita nel 2004. È piccola, semplice e funzionale. Ricavata nel rispetto della collina, due terzi dell’edificio sono sotterranei e questo garantisce basse temperature e umidità costanti tutto l’anno.

Per nostra scelta, la tecnologia di cantina è limitatissima. Le fermentazioni avvengono in piccoli tini da sei quintali, in vasche di cemento o in tini tronco conici di legno, senza il controllo delle temperature, per far sì che l’andamento delle fermentazioni sia tanto spontaneo quanto naturale.

Marta Valpiani è questo: semplicità e tradizione, rispetto dell’annata e del vitigno. Per noi fare vino non è una semplice questione di tecniche o di metodo, per noi fare vino è vivere in intima associazione con le nostre vigne, è ascolto e comprensione, una dualità individuo/natura, in cui cerchiamo di accompagnare il vino in maniera responsabile, senza forzature, restando discreti ma sempre presenti.

La nostra idea di vino parla di spensieratezza e di eleganza: vogliamo che i nostri vini raccontino di terra, di aria e di vita in piena libertà.

Elisa Mazzavillani

Fattoria Zerbina

Fattoria Zerbina – Emilia Romagna

La storia di Fattoria Zerbina inizia nel 1966 grazie a mio nonno: un uomo di larghe vedute che voleva fare del sangiovese un paladino della Romagna.

La svolta storica avviene nel 1987 quando, dopo gli studi in Francia, mi unisco alla mia famiglia in un progetto forse un po’ folle ma grande, quello di riscattare la qualità di due vitigni autoctoni, sangiovese ed albana, per fare anche della Romagna un riferimento di qualità assoluta.

Col sangiovese lavoriamo attraverso un grande interprete che è l’alberello, sul fronte dell’albana (primo DOCG bianco in Italia, dal 1987) adottiamo la muffa nobile come esaltatore delle sue qualità nascoste, per ribaltare completamente la percezione di questo vitigno. Nasce quindi un vino che esalta nobilmente questo vitigno: Scaccomatto, oggi un’icona fra i passiti italiani.

Tergeno nasce dalla curiosità di andare a fondo nella relazione fra il vitigno albana e la Botrytis cinerea con gradualità espressive di sviluppo, in fasi intermedie, per arrivare ai vini estremi, i passiti. In ultimo, il progetto dell’albana secco, il Bianco di Ceparano, in cui troviamo l’albana da sola ad esprimere le sue potenzialità soltanto con l’ausilio di poche semplici tecniche di conduzione del vigneto che ne esaltano la massima freschezza ed i suoi nobili precursori di aromi.

Tutte le nostre uve nascono da vigneti a conduzione biologica. Crediamo nel rispetto dell’ambiente e delle nostre vigne per ridare alla terra il suo equilibrio e lo facciamo attraverso scelte di gestione sempre ponderate.

Cristina Geminiani

albana
ancarani vini

Ancarani – Emilia Romagna

Siamo Vignaioli Indipendenti in Romagna sulle colline di Oriolo dei Fichi, vicino a Faenza; i nostri vigneti si estendono per circa 14 ettari su una collina (150 metri s.l.m.) che guarda dalla Torre di Oriolo verso il mare. Meno di 20 km in linea d’aria ci distanziano dal mare, e alle spalle ci sono i boschi dell’appennino Romagnolo.

Le vigne crescono su un terreno composto in prevalenza di sabbie pleistoceniche, dal bellissimo colore dorato: da qui il nome latino “Aureolum” divenuto poi Oriolo; questa preziosa sabbia mista a limo, argilla, calcare e fossili, viene chiamata localmente “marzana” ed è una delle caratteristiche che incide maggiormente sulla maturazione dell’uva e di conseguenza sul vino.

Coltiviamo Albana, Sangiovese, Centesimino, Famoso, Trebbiano e Pagadebit perché ci divertono i vitigni autoctoni e perché crediamo nella biodiversità del nostro territorio.

Certificati biologico, in vigna utilizziamo rame, zolfo e preparati biodinamici e in cantina cerchiamo di rispettare al massimo vitigno e annata imbottigliando vini che abbiano un’identità in cui ci riconosciamo

Quello che ci lega alla campagna, il rapporto tra noi e l’uva che diventerà vino, è un amore controverso, forte e dubbioso, e come tutti gli amori viscerali è bellissimo poiché ci spinge ad accettare l’altro per ciò che è, senza forzature ma con attenzione e curiosità.

Rita e Claudio Ancarani

MARCO SFERLAZZO

Porta del vento – Sicilia

Dopo aver fatto il farmacista per 25 anni ho capito che dovevo cambiare vita. Arrivai per caso a Camporeale, dove in collina c’erano vecchie vigne e un casale abbandonato. L’eredità di mio nonno contadino e le vendemmie di quando ero bambino avevano lasciato in me un’appartenenza profonda. Acquistai 10 ettari e il magazzino dismesso. Non c’erano acqua né luce, solo il vento. Capii che lì potevo fare vini inusuali per la Sicilia.

La nostra proprietà si estende per diciotto ettari sulle colline del territorio di Camporeale, in provincia di Palermo, a circa seicento metri di altitudine, nella zona dell’Alcamo doc e del Monreale doc. Quattordici sono impiantati a vigneto, con terreni sabbiosi su crosta di roccia arenaria che zappiamo a mano.

I vigneti sono allevati principalmente ad alberello e hanno quasi cinquanta anni anni di età, esposti a nord seguendo le forti pendenze del terreno scosceso. Il luogo è molto ventoso con forti escursioni termiche. Il vento si infila attraverso quella che io immagino essere una porta e si incanala verso il vigneto: mantiene asciutta la vigna e accarezza i filari allontanando l’umidità.

La conduzione è biodinamica e biologica, entrambe certificate: il suolo viene coltivato senza alcun uso di prodotti di sintesi, e cerchiamo di comprendere e mantenere l’equilibrio delle erbe spontanee, accrescendo la biodiversità.

Vendemmiamo a mano: l’uva appena raccolta in cassette giunge nella cantina dell’azienda, dove avviene la fermentazione. Lasciamo che la natura faccia il suo corso e che l’armonia e l’energia delle piante siano trasmesse dai grappoli al vino, esprimendo completamente il territorio a cui appartengono.

Marco Sferlazzo

porta del vento
Baglio Bonsignore

Baglio Bonsignore – Sicilia

«Stai attenta a desiderare qualcosa perché potresti finire per ottenerla!» È così che ho comunicato a Debora, mia compagna di vita, di avere deciso di fare quella che allora sembrava quasi una follia: acquistare una tenuta nelle campagne di Naro (AG), con tanto di baglio del ‘700, vigne impiantate e un laghetto. È così che comincia per noi una nuova storia fatta di amore, passione, valori autentici e… vino!

Il sogno di Baglio Bonsignore

Prima di quel momento vivevamo in una villetta in provincia di Caltanissetta, con i nostri tre meravigliosi figli, maschi, nati a poca distanza l’uno dall’altro.

La mia è la storia di un manager d’azienda con una passione profonda per l’enogastronomia e il sogno di creare un luogo raffinato dove accogliere i miei ospiti e far gustare loro le eccellenze della Sicilia.

Debora ha lavorato per più di venti anni in un’azienda vinicola, dove ha maturato grandissima competenza e il desiderio di avere una cantina tutta sua per realizzare e produrre la sua idea di vino.

Quando abbiamo visitato per la prima volta questa proprietà in vendita, ce ne siamo innamorati e, acquistandola, abbiamo iniziato a realizzare i nostri sogni. È stato un salto nel buio, accompagnato da molti sacrifici: la casa da vendere, il complesso restauro della struttura antica della tenuta, la coltivazione delle vigne e la produzione da avviare, il vecchio lavoro da mantenere e sviluppare, i figli da seguire…

Ma con tenacia e grazie al contributo prezioso di Tonino Guzzo – enologo di grande esperienza e capacità – in breve tempo abbiamo avviato l’azienda Baglio Bonsignore e i nostri vini, prodotti con cura e dedizione, hanno ottenuto un rapido e convinto consenso tra winelovers ed esperti del settore.

Le tappe, in breve, sono state queste: dopo l’acquisto del 2016, abbiamo ripreso il vigneto esistente. Dai tre varietali coltivati (Nero d’Avola, Syrah e Grillo), già a settembre di quell’anno viene effettuata la prima vendemmia, fatta a mano in cassette.  La resa di 40 quintali di uva per ettaro ha permesso di ottenere la prima etichetta, Il Cubburo 2016, un blend di Nero d’Avola e Syrah.  Nella stessa vendemmia abbiamo avviata la conversione al biologico. 

Determinante, nelle nostre scelte e nei risultati ottenuti, è stata l’attività di Tonino Guzzo, enologo tra i migliori in Sicilia, che alle competenze tecniche accorda un grande amore e una profonda conoscenza di questo territorio, dal suolo al clima.

Nel 2017 abbiamo prodotto prodotte le altre due etichette dell’azienda: l’IO Nero d’Avola e l’OI Grillo.

Nel maggio 2019 otteniamo la certificazione di sistema di colture biologico. Nello stesso anno abbiamo avviato la ristrutturazione dell’immobile settecentesco, che è ancora in corso e alla fine della quale si otterranno la bottaia, la sala degustazione e sei stanze per l’ospitalità di charme.

Nel frattempo partecipiamo a numerosi eventi, per far conoscere i nostri vini, raccogliendo approvazioni e valutazioni molto positive. In novembre, poi, arriva la grandissima soddisfazione della conquista di 2 medaglie alla competizione enologica più prestigiosa al mondo, il CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES 2019, nella sezione dedicata ai vini siciliani:

•  Medaglia d’oro OI Bianco 2018 Sicilia Doc – categoria Vino tranquillo – Bianco

•  Medaglia d’argento IO Nero d’Avola 2017 Sicilia Doc – categoria Vino tranquillo – Rosso

Nel 2020, anno nel quale avremmo dovuto avviare tanti nuovi progetti, la pandemia ha stravolto anche i nostri piani. Ma non ci siamo persi d’animo, inaugurando l’e-shop all’interno del sito web ed attivando una serie di nuovi canali per continuare a far crescere questo sogno.

I vini di Baglio Bonsignore

OI – Grillo, in selezione

Freschezza sorprendente e bouquet che spazia dai frutti esotici (tra cui la papaya), alle mandorle tostate e un accenno di miele. All’assaggio, gioca tra la freschezza e la struttura elegante, con una vena minerale e la sua cremosa freschezza e sapidità. Lungo finale fresco.

“Oi” in dialetto siciliano significa “oggi”. Per noi l’OI è il momento, l’attimo, la quotidianità, il presente. Un vino gradevole, semplice e immediato ma anche ricco di sfumature e di sostanza. Un invito al “carpe diem” dei latini, al godere del presente senza aspettare il futuro per essere felici.

CUBBÙRO – Nero d’Avola e Syrah

Intenso e profondo color rosso granato, raffinato e fruttato bouquet: aromi freschi di mirtilli rossi, ribes e ciliegie si uniscono a delicate note di liquirizia e cioccolato. Tannini morbidi e vellutati. Struttura fresca e speziata, l’eleganza giovanile e tanto fascino uniti alla persistenza minerale e stimolante convincono al palato.

Prende il nome dai piccoli edifici in pietre a secco, caratteristici della Sicilia agreste: degli arcaici capanni a thòlos, costruiti nelle zone destinate al pascolo e utilizzati per il ricovero dei pastori. All’interno della nostra azienda ne abbiamo uno splendido esempio di età Neolitica: a questo è stato dedicato il vino cru.

IO – Nero d’Avola

Rosso rubino brillante, piacevoli sentori di frutta a bacca rossa e aromi speziati. Al palato tannini gentili ed equilibrata mineralità danno freschezza e lunga persistenza.

Il nome IO vuole porre l’accento sulla personalità e sulla dignità del Nero D’avola, vitigno autoctono e tipico di questa zona della Sicilia. Siamo convinti che valorizzare questo territorio non può essere disgiunta dalla valorizzazione del Nero d’Avola.

Luigi Bonsignore, con Debora Greco

Baglio Bonsignore Sicilia
Dario Il Mortellito

Il Mortellito – Sicilia

Mortellito è il nome del territorio delle mie radici: una campagna di due ettari in cui, nei primi del Novecento, vivevano i miei bisnonni. Un luogo di cui sono innamorato, che esalta le mie più grandi passioni: la Terra e il Mare.

Qui ho deciso di intraprendere il mio percorso di viticoltore, allontanandomi dalla città e dalle sue convenzioni per tornare a vivere la terra. Qui ho iniziato la mia ricerca di vini genuini, fatti senza forzature e provenienti da agricoltura biologica.

Oggi abbiamo circa 23 ettari, nella val di Noto, tra le contrade Bufalefi, Maccari e Cozzo Tronzo, un territorio bellissimo per ragioni ambientali e artistiche. Conduco l’azienda assieme a Valentina, Mario e Melina che vi si dedicano giornalmente, insieme a tanti amici che vengono ad aiutarci.

Coltiviamo le nostre uve con sistema ad alberello, senza l’uso di fitofarmaci e di concimi chimici di sintesi. Produciamo Nero d’Avola, Moscato di Noto, Frappato/Nero Capitano (un vitigno storico siciliano praticamente estinto, del quale abbiamo piantato qualche migliaia di piante) e Grillo. Raccogliamo le uve a mano, senza aiuto di macchinari che possano danneggiarle e ne ricaviamo tre vini.

Lavoriamo per ottenere uve perfettamente mature e sane: crediamo che il vino si faccia principalmente in vigna. Il nostro lavoro in cantina ha come scopo il rispetto del vino e delle sue qualità più intime. Quindi fermentazioni spontanee senza lieviti selezionati aggiunti e assenza di botti di legno per evitare di alterare i sapori. L’unico intervento è dato dall’aggiunta di un minimo quantitativo di anidride solforosa durante l’imbottigliamento, per garantire una migliore conservazione.

Puntiamo a creare vini che rispecchino i caratteri naturali del territorio, vini dalla spiccata personalità e lontani dalle mode del momento.

Dario