abbinamenti al contrario Sommelier Wine Box

Abbinamenti al contrario

Tappa #40

La tappa #40 di Sommelier Wine Box (luglio 2021, guidata dal sommelier Alessandro Tupputi) è dedicata agli abbinamenti al contrario, con vini di Puglia e Piemonte.

Questo mese è dedicato agli “abbinamenti al contrario”. Perché lasciare i vini dolci sempre per ultimi? E davvero con il pesce si può abbinare solo il bianco e il rosso dà il meglio di sè esclusivamente con la carne?

Questo mese il sommelier Alessandro Tupputi propone una selezione di vini di piccolissime cantine, dalla Puglia al Piemonte, dando spazio ad abbinamenti inediti.

Scombiniamo le carte scoprendo vini da nord a sud dell’Italia ed esplorando incontri tra sapori nuovi e solo apparentemente in contrasto, giocando con le temperature e sbizzarrendoci dietro i fornelli. In perfetto stile stella Michelin.

Italia, Germania, Francia

Tappa #39

La tappa #39 di Sommelier Wine Box (giugno 2021, guidata dal sommelier Samuele Del Carlo) è dedicata ai vini di Italia, Germania e Francia.

Tappa 39 di Sommelier Wine Box è un inno alle tre più importanti regioni del vino in Europa! In occasione degli Europei di calcio proponiamo una sfida all’ultimo brindisi fra le tre contendenti al titolo: Italia, Germania e Francia.

Vi portiamo alla scoperta di Bordeaux, uno dei territori del vino più importanti al mondo, risaliamo il corso della Loira per volare poi in Germania, nella Mosella, dove sperimentiamo uno dei bianchi più incredibili in assoluto: il Riesling. E chiudiamo in Italia, fra le dolci colline dei Colli Berici, dove Metodi Classici dall’autoctona Garganega affinano per anni in una grotta scavata nella roccia.

vigne di Brescia

Vini di Brescia

Tappa #38

La tappa #38 di Sommelier Wine Box (maggio 2021, guidata dal sommelier Marco Barbetti – migliore sommelier d’Italia) è all’insegna dei “vini di Brescia”.

La Lombardia offre agli appassionati di vino una scelta molto ampia e varia, in grado di accontentare tutti i gusti e i diversi palati.

E tra tutte le zone della regione, quella del bresciano conta il più alto numero di denominazione di origine. Terra di grandi vini e di antica cultura enologica, tappezzata di vigneti e di cantine: un territorio vario, ricco di terroir diversi. Oltre al famoso Franciacorta DOCG, metodo classico fra i più conosciuti in Italia, a Brescia si trovano vini rossi corposi – provenienti dalla zona di Botticino – rosati leggeri e profumati, che caratterizzano la produzione delle rive del Garda, e infine bianchi minerali e freschi di Lugana.

Marco Barbetti – migliore sommelier d’Italia

vini del sale

Vini di sale

Tappa #37

La tappa #37 di Sommelier Wine Box (aprile 2021, guidata dal sommelier Gabriele Scalici) è stata all’insegna dei “vini del sale”.

Chi vuole toccare il cuore del vino non può non toccarne uno degli aspetti chiave: la sapidità. Negli anni il gusto globale ha incensato altre peculiarità, dal tannino al titolo alcolometrico. Ma la sapidità giocherà sempre un ruolo fondamentale nell’esperienza degustativa, specie nei vini destinati ad accompagnare un buon pasto.

Cos’è la sapidità, in un vino? E perché crediamo di percepirla? Tralasciando la fredda spiegazione fisica, che parla di metalli, di anioni di acidi organici e inorganici, la sapidità nel vino è data dalla presenza di sostanze minerali, che variano in funzione delle caratteristiche del terreno, del clima, la vicinanza del mare o a un corso d’acqua. Le pratiche di cantina, l’affinamento e la conservazione influiscono ulteriormente: si può facilmente comprendere quanto la sapidità riveli del vino che abbiamo nel calice, senza dimenticare che spesso è proprio la sensazione minerale, insieme all’acidità, a generare la voglia – a volte irrefrenabile – di bere ancora un sorso, e poi un altro, e un altro ancora. 

Abbiamo deciso di proporre “vini di sale” per confrontare vini diversi da diversi territori, accomunati da precise sensazioni saline, la cui gradevolezza indica in modo chiaro, come il nord in una bussola, la qualità di quello che stiamo bevendo.

Le cantine proposte sono: Giannitessari, Fabio Ferracane e Monti Cecubi.

grandi perlage Sommelier Wine Box

Grandi perlage: the best of Sommelier Wine Box

Tappa #36

La tappa #36 di Sommelier Wine Box (marzo 2021) è all’insegna delle migliori bollicine proposte in questi primi tre anni.

Gli spumanti sono vini magici.

Il caratteristico perlage, che fa sognare gli occhi ma si riconosce anche all’udito, è dato dallo sviluppo di anidride carbonica durante la fermentazione. Il processo può portare al consumo completo degli zuccheri (Dosaggio zero) o lasciare un residuo zuccherino.

Quanto a tecniche di produzione, ce n’è per tutti i gusti! Dal Metodo Classico, tradizionalmente attribuito a Dom Perignon, al Metodo Charmat, all’antico Metodo Ancestrale.

Per i profumi che sprigionano e per l’eleganza, nell’apparenza semplice, le bollicine si caricano di una magia speciale. Sono bene auguranti e secondo la tradizione, il botto scaccia gli spiriti cattivi…

Tappa 36 è una selezione di grandi perlage, le più belle bollicine mai proposte: selezionate da quattro dei nostri sommelier (Simone Vergamini, André Senoner, Enrico Ulisse Avanzi e Francesco Cannizzaro). Le più amate da voi.

Ed è solo uno dei tanti “the best of Sommelier Wine Box” possibili.

Ecco le cantine proposte: Cantina della Volta, Mazzolada, Ca’ di Frara di Luca Bellani, Castello di Stefanago, Tenuta Mariani.

vini vulcanici

Vini di lava

Tappa #35

La tappa #35 di Sommelier Wine Box (febbraio 2021, guidata dal sommelier Nicola Bettinazzi) è stata all’insegna dei vini di lava.

Da sempre, i vulcani sono elementi mitici. Indicano la via ai marinai, regalano terre fertilissime da coltivare, sono imprevedibili e pericolosi.

Nel corso dei millenni l’attività eruttiva dei vulcani ha disegnato il paesaggio italiano, basti pensare al lago di Bolsena, al Vesuvio, all’Etna…

Oltre a quelli attivi, oggi in Italia alcuni vulcani sono dormienti – cioè potrebbero eruttare in qualunque momento – e altri ancora sono estinti (poco o completamente rimodellati). Tutti sono caratterizzati da terreni molto particolari. I suoli vulcanici, infatti, regalano all’uva caratteristiche uniche, che si ritrovano poi nel bicchiere. I lapilli sono formati da composti di silice, ferro e magnesio: in questo tipo di terreni le vigne affondano le radici, assorbendo così gli “umori” del vulcano. Tutto questo regala ai vini caratteristiche minerali, sapidità, oltre a una piacevole e inconfondibile freschezza.

ECCO I TERRITORI CHE ABBIAMO SCOPERTO IN QUESTA SELEZIONE

Soave, Veneto

Quest’area dei Colli Scaligeri vede colline ricamate da antiche pergole, sostenute da muretti a secco costruiti con le pesanti rocce vulcaniche. Il contesto è di straordinaria spettacolarità e necessita di cura costante. I suoli sono principalmente costituiti da depositi basaltici e da rocce vulcaniche stratificate.

Val di Cembra, Trentino Alto Adige

In Val di Cembra e in Val di Fiemme si allunga la Piattaforma Porfirica Atesina: la più ampia area di porfido in Europa. Si tratta di un vulcano estinto e rimodellato. Qui, le vigne sono coltivate sui terrazzamenti che godono anche dell’esposizione a sud.

Colli Albani, Lazio

Nella denominazione di Olevano Romano si trovano terreni compositi in cui sono presenti calcari bianchi, marne, argilla e materiali di origine vulcanica derivanti dalle fasi esplosive del Vulcano Laziale, che è considerato dormiente.

Ischia, Campania

Per i Romani, Ischia era una terra del vino a tutti gli effetti. Fino alla metà del Novecento, il vino era il cuore pulsante dell’economia dell’isola. Ischia è a tutti gli effetti un vulcano dormiente. In 46 chilometri quadrati di superficie totale nell’isola, molti vigneti sono su terreni con pendenze che vanno ben oltre il 30%. La tecnica dei terrazzamenti con muri a secco (le parracine) realizzati in pietre lavorate a mano (come il tufo verde, che non si trova in nessun altro posto al mondo, o con altri materiali lavici), ha favorito la messa a coltura di zone impervie, che godono di microclimi speciali. I terreni sono ricchissimi di minerali, molto amati dalla vite.

Le cantine proposte sono: Alfio Nicolodi, Marco Antonelli, Le Battistelle, Cenatiempo.

Lago di Cavedine Pisoni

Grandi rossi del Trentino

Tappa #34

La tappa #34 di Sommelier Wine Box (gennaio 2021, guidata dalla sommelier Cristina Mercuri) è stata all’insegna dei grandi rossi del Trentino.

Quando si riflette sui fattori che determinano la qualità dei vini rossi si è portati a pensare a molte cose.

Al clima, che deve essere moderatamente caldo ma non afoso, all’altitudine, che grazie all’elevazione e alle pendenze, garantisce areazione, escursione termica e luce intensa, elementi perfetti per la maturazione ideale del grappolo. Alla biodiversità e al fatto che la natura è straordinaria: garantire un sistema olistico è la base per la produzione di qualità. Penso all’eccellenza nella ricerca e nello studio di vitigni e terroir.

Insomma, al Trentino.

Qui natura e fattori umani si fondono in maniera armoniosa. Il fil rouge dei rossi Trentini è l’eleganza mista alla vitalità: vini succosi, gioviali, rinfrescanti e mai scontati, ma anzi sempre vibranti e tesi.

In questa selezione vi abbiamo portato in un viaggio unico all’interno di questa magnifica regione, alla scoperta di Teroldego, Marzemino, e alcuni vitigni internazionali che qui trovano le condizioni perfette.

Le cantine proposte nella selezione di gennaio 2021 sono: Tenuta San Leonardo, Azienda Agricola Pisoni, Azienda Agricola Grigoletti, Villa Corniole.

Nebbiolo

Nebbiolo e Barbera

Tappa #33

La tappa #33 di Sommelier Wine Box (dicembre 2020, guidata dal sommelier Nicola Bonera) è stata all’insegna del grande Piemonte, con Nebbiolo e Barbera, due facce della stessa – meravigliosa – medaglia.

Parlare di Piemonte risulta sempre riduttivo: ogni angolo di questa regione riserva delle sorprese, il panorama vitivinicolo è talmente ampio da far girar la testa, le uve autoctone sono innumerevoli, così come gli straordinari risultati legati ai vitigni internazionali.

Tra tutti spuntano, però, due uve, un re e una regina, un re filosofo e una regina contadina: il Nebbiolo e la Barbera.

Il Nebbiolo, per il suo fascino misterioso, per la sua storia, per le caratteristiche uniche, e la Barbera, l’uno maschio e l’altra femmina, così sono sempre stati coniugati…

Il Nebbiolo è austero, tannico, dal colore crepuscolare, decisamente complesso e ostico da coltivare, assolutamente selettivo sull’areale di produzione. Solo in tre zone si esalta: le Langhe, il Roero e l’Alto Piemonte; nomi mitici, territori talvolta difficili ma ricchissimi di fascino. Più dolci le colline delle Langhe, con i bellissimi borghi a sovrastare i vigneti, villaggi magnifici come Neive, Barbaresco, La Morra, Barolo e molti altri, dove il Nebbiolo, grazie alle argille profonde e alle marne fossili, diventa compagno di generazioni (nel senso che spesso invecchia quanto la generazione che l’ha prodotto). Più selvaggio e rurale il Roero, con alcune magnifiche fortificazioni a proteggere il territorio, dove il Nebbiolo nasce sulle sabbie, ha maggior freschezza ed evolve più rapidamente. Difficile, con pendenze marcate e situazioni climatiche difficoltose è l’alto Piemonte, dove il Nebbiolo si fa più ferroso e minerale, per via dei porfidi, del quarzo e dei lasciti del supervulcano della Valsesia.

Di norma al Nebbiolo servono anni di affinamento per esprimersi al meglio, donandoci i grandi Barolo, Barbaresco, Ghemme, Gattinara, Roero Riserva; talvolta anche le versioni giovanili sono già apprezzabili, cosa che accade con Nebbiolo d’Alba e Langhe Nebbiolo.

La Barbera, in tutto questo magnifico palcoscenico, ha spesso un ruolo di contorno, ovvero occupa le posizioni lasciate libere dal Nebbiolo, ma dalle stesse terre acquisisce pari ricchezza; l’acidità è la sua principale chiave di lettura, quasi sfacciata, a voler calamitare il sorso del degustatore. È un vitigno che ha permesso, grazie alla sua generosità produttiva, la sopravvivenza di generazioni di famiglie contadine.

Negli anni recenti la Barbera si è tolta qualche sfizio, arrivando a calcare palcoscenici che prima le erano proibiti: il sapiente uso del legno, le selezioni in vigna e il saper fare di illuminati produttori le hanno permesso di dimostrare tutto il suo valore, con etichette in grado di stupire anche a livello internazionale.

Le cantine proposte nella selezione di dicembre 2020 sono: Michele Taliano, Bruna Grimaldi, Adriano vini.

biodinamici

Grandi vini biodinamici

Tappa #32

La tappa #32 di Sommelier Wine Box (novembre 2020, guidata dalla sommelier Laura Bertozzi) è stata all’insegna di grandi vini biodinamici.

Ciò che ci affascina nel vino, consapevolmente o meno, è la virtuosa correlazione che lega vignaiolo, vitigno e condizioni pedoclimatiche. Se il rapporto è rispettoso non può che nascere qualcosa di bello, e il rispetto deve venire dal vignaiolo, visto che la Natura è già prodiga di doni nei nostri confronti.

La biodinamica è nata ad opera di Rudolf Steinerproprio per recuperare questo rapporto.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, tutta la chimica bellica fu riversata in copiose quantità nei campi e alcuni lungimiranti contadini, consci del fatto che in quel modo si stava avvelenando la Terra, si rivolsero a Steiner perché li aiutasse a bonificarla ed a renderla fertile.

La biodinamica, utilizzando quello che la Natura offre, cerca di dare ancor maggiore vitalità al terreno, con concimi e preparati del tutto naturali, consentendo così al terreno di esprimersi al meglio.

Abbiamo scelto alcuni vini che sono prodotti con modalità biodinamiche: il filo conduttore di tutti è la grande personalità e la capacità di lasciar esprimere i territori nei quali sono coltivati.

Le cantine proposte nella selezione di novembre 2020 sono: Il Ghizzano, 1701 Franciacorta, Fattoria Sardi, Cosimo Maria Masini.

vitigni autoctoni

Autoctoni, secondi a nessuno!

Tappa #31

La tappa #31 di Sommelier Wine Box (ottobre 2020, guidata da Marco Barbetti, migliore sommelier d’Italia FISAR 2018) è stata all’insegna di vitigni autoctoni, che non sono secondi a nessuno!

L’Italia vanta un patrimonio di vitigni autoctoni di gran lunga superiore al resto del mondo. Un tesoro di cultura, tradizioni e sapori di inestimabile importanza, che troppo spesso non sappiamo apprezzare e valorizzare nella maniera adeguata.

I vitigni autoctoni esprimono fedelmente le peculiarità del territorio perché sono originari di quel luogo, lì impiantati in antico e per la prima volta. Solo lì esprimono appieno le proprie qualità.

Alcuni di questi, come il Nebbiolo, hanno acquisito grande fama anche a livello internazionale, altri invece sono poco conosciuti, rimanendo nell’ombra di vitigni più “famosi”. Ma non per questo hanno qualità inferiore: sono vitigni che “non sono secondi a nessuno”.

Con questa selezione voglio scompigliare un poco le carte e farvi scoprire delle autentiche perle nascoste. Dalla Sardegna alle Marche, passando per il Piemonte: Bovale, Erbaluce di Caluso e Lacrima di Morro d’Alba.

Le cantine proposte nella selezione di ottobre 2020 sono: Cantina di Mogoro, La Masera, Cantina Luigi Giusti.