Riesling Germania

Quello che c’è da sapere sui vini tedeschi

La considerazione che meritano i vini tedeschi è superiore a quella che diamo loro. La maturazione stessa delle uve è una vera sfida a questa latitudine. Queste limitazioni diventano risorse preziose nelle aree dove si realizzano le condizioni perfette, il che consente alla Germania di raggiungere straordinarie vette qualitative. La bassa gradazione alcolica dei vini tedeschi li rende più facilmente approcciabili, mentre l’acidità li fa adatti all’invecchiamento. Ma vediamo quello che c’è da sapere sui vini tedeschi.

Lo facciamo in pochi e semplici punti.

Storia della viticoltura in Germania

La vite si coltiva in Germania dall’invasione dei Romani in poi e si attesta sin dall’antichità lungo il corso della Mosella e sulla riva sinistra del Reno. A metà Ottocento la viticoltura era così importante in queste zone che vengono istituite varie scuole di enologia.

La viticoltura tedesca oggi

La coltivazione della vite avviene nella Germania centrale e del Sud Ovest; prevalentemente lungo il corso del Reno e i suoi affluenti, e lungo la Mosella.

Coltivare la vite così a Nord è difficile ma è possibile grazie alle correnti calde che arrivano dall’Atlantico. Il clima fresco contribuisce a far maturare lentamente le uve, consentendo la formazione di estratto e di sostanze aromatiche e, soprattutto, inducendo loro una notevole acidità, la principale caratteristica dei vini tedeschi.

I vitigni della Germania

75% dei vitigni tedeschi è a bacca bianca. Su tutti, il Riesling renano (in particolare nella Mosella e nel Rheingau) si esprime a livelli qualitativi altissimi. Si tratta di un’uva che matura tardi, resistente al freddo dell’autunno, durante il quale sviluppa molto zucchero e si arricchisce di acidità. Tutto questo determina delicatezza e sensazioni fruttate (quando il vino è giovane) mentre con il tempo si sviluppano sentori speziati e di idrocarburi.

Altri vitigni importanti tedeschi sono Sylvaner, Spätburgunder (Pinot nero), Portugieser, Dornfelder e Trollinger a bacca rossa; Müller-Thurgau, Kerner, Bacchus e Ruländer (Pinot grigio) a bacca bianca.

La classificazione dei vini tedeschi

È regolamentata da una legge del 1971, perfezionata nel 1994

Queste, le tipologie

1. Vini da tavola

divisi inTafelwein (a loro volta provenienti da uve interamente prodotte in Germania o importato da altri paesi dell’Unione Europea)

e Landwein, vini regionali

2. Vini di qualità, divisi in

2.1 Vini di qualità da regione determinata (Qualitätswein bestimmter Anbaugebiete o QbA)

2.2 Vini di qualità con predicato (Qualitätswein mit Prädikat o QmP)

Ma la classificazione dei vini tedeschi si basa anche su parametri legati al grado di maturazione delle uve. E quindi i Prädikatswein si dividono in

1. Sekt: spumanti di qualità, da uve non particolarmente mature

2. Kabinett: vini leggeri, poco alcolici, secchi

3. Spätlese: vini più intensi e strutturati, secchi o abboccati da uve vendemmiate tardivamente

4. Auslese: vini prodotti solo nelle migliori annate, da uve molto mature e selezionate

5. Beerenauslese: vini prodotti da uve attaccate dalla muffa nobile (Botrytis Cinerea), i cui acini sono selezionati a mano

6. Trockenbeerenauslese: vini prodotti solo nelle migliori annate, con uve appassite selezionate e attaccate dalla muffa nobile

7. Eiswein: vini da uve ghiacciate

I distretti vinicoli della Germania e i relativi vitigni

Sono 13 le regioni di produzione di vino di qualità in Germania.

distretti vino tedesco

Pfalz

Una zona di 80 km che ospita la maggior parte dei vigneti tedeschi, il cui asse principale è dato dal fiume Reno. Il vitigno più diffuso è il Riesling ma trovano spazio anche Weissburgunder, Gewürztraminer, Spätburgunder, Ruländer, Kerner, Müller-Thurgau, Morio-Muscat e Scheurebe.

Ahr

Zona a Sud di Bonn, dove si producono vini bianchi secchi e rossi fruttati. I principali vitigni sono Riesling, Müller-Thurgau (a bacca bianca), Pinot Nero e Portugieser (a bacca nera).

Mosella-Saar-Ruwer

La zona, nota anche solo come Mosella, si estende lungo il corso dei tre fiumi. Di grandissimo fascino per il vino, presenta i vigneti più scoscesi di tutta la Germania, che rendono la coltivazione molto difficile. Il successo della Mosella si deve al Riesling, che qui raggiunge vette qualitative altissime, nonché agli Eiswein. Nel mese di giugno, proponiamo due Riesling nella nostra box: la trovi qui.

Nahe

Sorge lungo il corso del fiume Nahe ed è caratterizzata da una grande eterogeneità di suoli (ardesia, quarzite, sabbia, medio impasto alluvionale). Per questo, alcuni vini hanno spiccata acidità, altri sono più morbidi e leggeri, altri molto eleganti. I vitigni coltivati sono Müller-Thurgau, Riesling, Sylvaner.

Rheingau

Una piccola zona a Ovest di Francoforte, la più rappresentativa del bacino del Reno. I terreni qui sono ricchi di argilla, quarzite e marna (simili a quelli della Borgogna). Il Riesling costituisce l’80% delle uve coltivate.

Rheinhessen

A Sud di Rheingau, è la regione del vino tedesca più estesa. Situata lungo il corso del Reno, produce soprattutto Sylvaner ma anche Kerner, Bacchus, Müller-Thurgau.

Mittelrhein

Zona a Nord, vicino a Bonn e lungo il corso del Reno, con i vigneti coltivati a terrazze. Il paesaggio lungo il Reno è tutelato dall’Unesco. Le vigne stanno su terrazzamenti e il terreno è tendenzialmente argilloso con ardesia. I vini bianchi prodotti sono ottenuti principalmente da Müller-Thurgau, ma si producono anche Riesling e spumanti Sekt.

Franken

Una zona posta lungo le anse del fiume Meno. I vitigni più coltivati sono Müller-Thurgau e Sylvaner, assieme al Riesling (che qui tuttavia fatica a maturare per via del clima continentale).

Württemberg

Le vigne, qui, si trovano lungo le rive del fiume Necktar. Sebbene sia coltivato anche il Riesling, la zona è più vocata per i vitigni a bacca rossa quali il Trollinger, Portugieser e Spätburgunder.

Sassonia-Saale-Unstrut

Il distretto vinicolo più a Nord della Germania, centro di una delle aree del vino tedesche più antiche. Le varietà più coltivate sono Müller-Thurgau, Sylvaner e Pinot Bianco, per vini leggeri e morbidi, da bere giovani.

Sachsen

Il distretto del vino più a Ovest in Germania, situato lungo le rive del fiume Elba. Qui si produce il Meissnerwein, un vino secco molto particolare, dal bouquet molto pronunciato. Vitigno coltivati sono Riesling e Müller-Thurgau, ma anche Elbling e Auxerrois.

Hessiche Bergstrasse

Il più piccolo distretto della Germania, caratterizzato da suoli basaltici su cui si coltivano Riesling, Müller-Thurgau e Pinot Grigio. I vini sono aromatici, ricchi e strutturati.

Baden

La zona più a Sud in Germania, posta lungo il lato destro del Reno. Il Müller-Thurgau predomina assieme al Sylvaner. In quest’area si produce anche un popolare rosato, il Weissherbst.

Nel mese di giugno, in occasione degli Europei di calcio, proponiamo per la prima volta una box anche con vini tedeschi. Scopri la selezione ⤵️

viti Germania
Sommelier Wine Box

Giornata Mondiale dell’Ambiente: come riusare una Sommelier Wine Box

Istituita dall’ONU nel 1972, ogni 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Cioè si ricorda quella cosa inafferrabile e vitale: quello che ci sta tutto attorno. Perché questo significa, ambiente. Ma cosa possiamo fare noi per migliorarne la salute? Ecco i nostri spunti per riusare tutto il contenuto di una Sommelier Wine Box.

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente di quest’anno si riflette sul “Ripristino degli Ecosistemi”, con l’obiettivo di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione. Del resto, la crisi climatica investe la viticoltura così come ogni settore umano e il tema della sostenibilità è fondamentale in agricoltura come negli altri settori, produttivi e non. La presa di coscienza del problema e le azioni concrete da intraprendere per invertire la rotta sono oggi imprescindibili in tutti i comparti. In questo articolo vediamo cosa può fare ognuno di noi, nel suo piccolo.

La sostenibilità nelle cantine italiane

La discussione esiste, nel mondo del vino, e sempre più cantine fanno scelte precise nella direzione della sostenibilità. Tantissime di quelle che proponiamo ogni mese. Quindi: tutela e ripristino della biodiversità grazie ad api e farfalle tra i vigneti, vigne inerbite, piantumazione di alberi da frutto assieme alle vigne, spesso di specie antiche, riduzione delle superfici vitate, limitazione dell’impatto ambientale eliminando i prodotti chimici, recupero di pratiche agricole antiche ma anche riduzione degli sprechi con l’efficientamento energetico e idrico delle cantine, promozione di un turismo rurale lento.

In generale, è necessaria una viticoltura sostenibile e rispettosa, che oggi può avvalersi anche dello stimolo di una generazione di neo-imprenditori agricoli attenti ai temi ambientali.

Ma in questo articolo ci chiediamo cosa possiamo fare noi, come singole persone, a un livello molto pratico: l’apporto di tutti è altrettanto fondamentale. Perché se è vero che ogni nostra azione inquina – brindisi compresi – altrettanto vero è che mai come oggi abbiamo capito che le azioni di ciascuno incidono nella vita di tutti e che non si è mai troppo piccoli per fare la propria parte.

Come riusare tutto il contenuto di una Sommelier Wine Box

La scatola della Box Entusiasta e il cofanetto della Box Esperto possono diventare pratici porta fotografie, porta scarpe, porta decorazioni di Natale… In generale, il cartone (che deriva per oltre il 90% da materiale riciclato) si presta a diventare un porta oggetti. Se invece si butta, è totalmente riciclabile.

Anche le bottiglie di vetro possono trovare una seconda vita e quindi diventare candelabri o vasi, ma anche originali punti luce… la creatività non è mai troppa.

Con un po’ di colla, i tappi diventano sottobicchieri, sottopentola, piccoli vasi, portachiavi, segnaposti, tende o anche pomelli per credenze. Ma i tappi di sughero diventano anche assorbi odori da posizionare in frigorifero e, tagliati in due, sono utili anche per combattere l’eccesso di umidità. Inoltre sono fertilizzanti – e quindi utilizzabili per i propri vasi – e utili anche per accendere il fuoco e mantenere il barbecue.

Il foglio che copre le bottiglie, nella Box Esperto, se girato è una superficie bianca utile per appunti o disegni.

E poi la gabbietta degli spumanti è un efficace antistress.

Davide Podere dei Folli

Podere dei Folli – Lombardia

Quella della nostra Azienda Bioagricola Podere dei Folli è una storia di artigiani e vignaioli. Da più di un secolo tramandiamo la cultura del vino di padre in figlio, coltiviamo la vigna con amore per la tradizione e abbiamo a cuore la salvaguardia della magnifica terra in cui viviamo. Tra il Lago di Garda e le colline moreniche, la Valtènesi regala ogni giorno panorami mozzafiato, insieme a un clima fresco e soleggiato – che noi amiamo definire “Il Mediterraneo tra le Alpi” – e che conferisce ai nostri vini finezza e profumi unici.

L’azienda è stata fondata nel 1920 dal nostro bisnonno Pietro, che ha convertito i campi di granturco in vigneti di groppello e iniziato a produrre vini rossi e rosa. Da lì non ci siamo più fermati, tra investimenti in nuove attrezzature, selezione delle uve, scelte sempre più rispettose dell’ambiente, tra cui l’abbandono di pesticidi e diserbanti. Oggi ce ne occupiamo con grande passione noi due fratelli: tra i piccoli grandi successi degli ultimi anni c’è l’inserimento del Preafète nei migliori 100 vini rosa d’Italia nella Guida Slow Wine.

La coltivazione della vite ha una storia antica in questa zona, e qui il Retico (così veniva anticamente chiamato il vino) abbondava tra i banchetti dei Romani. Noi ne custodiamo il segreto e la tradizione, con l’intento di produrre non semplicemente vino, ma una piccola opera d’arte in bottiglia. Il nostro tipico rosé, il Chiaretto, ormai denominato Valtènesi, ha un’eredità secolare: si riconosce per il suo inconfondibile color tramonto, dato dalla delicata pigiatura delle uve e da una macerazione di poche ore. Il Groppello poi, è l’uva autoctona per eccellenza, quella che più identifica il territorio della Valtènesi. Un vitigno che prende il nome dalla forma del grappolo, molto compatta e simile a un nodo, in dialetto “groppo”.

Sempre con le radici ben salde nella tradizione, rivolgiamo il nostro sguardo verso l’innovazione, affinando e migliorando continuamente le nostre tecniche per proporre vini non solo di qualità ma anche genuini, sani e rispettosi dell’ambiente. Questi valori ci hanno permesso di diventare i pionieri del biologico nel territorio della Valtènesi.

Orgogliosi e onorati di lavorare in biologico, lo facciamo con la massima responsabilità e il maggiore rigore possibile, secondo questi principi: garantire il benessere dell’ecosistema; lavorare per il mantenimento dei sistemi ecologici; costruire relazioni eque e rispettose dell’ambiente; proteggere il benessere delle generazioni di oggi e di domani.

Davide e Marco Folli

Pasini San Giovanni

Pasini San Giovanni – Lombardia

Per noi parlare dell’azienda significa raccontare la nostra famiglia. La storia ha inizio nel 1940, a Brescia, quando i nostri nonni, Amelia e Andrea Pasini, aprono un’osteria con vendita di vino e poco dopo una piccola cantina. Oggi, tre generazioni più tardi, la Pasini San Giovanni è una moderna azienda vitivinicola gestita con lo stesso spirito e la stessa passione da noi cugini.

Le nostre uve crescono sulle rive bresciane del Lago di Garda. Coltiviamo principalmente due vitigni autoctoni, che studiamo e impariamo a conoscere e valorizzare sempre di più: la Turbiana in Lugana e il Groppello in Valtènesi. La Turbiana ci consente di produrre vini bianchi ricchi di sfumature e vitalità, mentre il Groppello, raro, fragile e prezioso è in grado di trasportare l’equilibrio essenziale della sua terra in vini rossi e rosa fini ed eleganti.

La nostra filosofia è “un vino è buono se viene da una terra buona”. Per questo, alla Pasini San Giovanni crediamo nella biodiversità come via più naturale per tenere in equilibrio i terreni e per promuovere un ambiente armonico e sano: dal 2009 abbiamo ridotto la nostra impronta carbonica e lavoriamo al più basso impatto ambientale possibile. Siamo certificati bio da oltre 5 anni e per noi questo ha un grande significato.

Le parole chiave della nostra azienda? Famiglia, studio, sostenibilità. Tutti elementi che ci auguriamo possiate ritrovare nei nostri vini.

Laura, Sara, Luca e Paolo Pasini

Claudio azienda Agricola Franzoni

Azienda Vinicola Franzoni – Lombardia

La nostra storia inizia nel 1910, quando il mio bisnonno, Fedele Franzoni, apre un piccolo magazzino nel centro di Botticino, frazione ai piedi delle Prealpi lombarde, dove inizia a vendere vino al dettaglio e all’ingrosso. Da allora lo hanno affiancato e succeduto il figlio Emilio e il nipote Sergio. Oggi sono io a guidare l’azienda, con l’aiuto imprescindibile di mia moglie Stefania.

Se il territorio botticinese è famoso soprattutto per il marmo, la nostra famiglia lo ama e lo valorizza per un’altra eccellenza. Il Botticino Doc è un vino rosso importante e deciso, che nasce da un connubio speciale tra l’esposizione delle vigne, il terreno calcareo e il microclima che contraddistinguono questa zona collinare, che sta a pochi chilometri da Brescia e dal Lago di Garda.

Oggi coltiviamo circa 12 ettari, custodendo gelosamente la ricetta dei nostri vini, che nascono da una profonda e continua ricerca, per cui migliorano anno dopo anno. Fare vino è davvero uno stile di vita, e non si smette mai di imparare.

Più di cento anni di tradizione enologica e di lavoro ci spronano ogni giorno a fare del nostro meglio per stupirci e stupirvi con i preziosi prodotti che il nostro territorio offre, e se non avete ancora avuto occasione di visitarlo… vi ci portiamo attraverso i nostri vini!

Claudio Franzoni, con la moglie Stefania Calzoni

Franzoni vigne
Samuele Del Carlo sommelier

Samuele Del Carlo

SAMUELE DEL CARLO

Ci porta alla scoperta di Francia, Germania e Italia!

Per guidare Tappa #39 di Sommelier Wine Box (giugno 2021) ci siamo rivolti al mitico sommelier Samuele Del Carlo, che ci ha raccontato la sua storia:

“Classe 1980, mi sono formato con studi classici e storici.

Ma da sempre coltivo una passione innata per la natura e la vita agricola, come hobby e come orizzonte di bellezza, un fatto che sfocia presto in uno speciale interesse prima per i luoghi del vino e poi per il vino stesso. Per questo abbandono tutto per inseguire la conoscenza di un mondo straordinario e sconfinato, sempre nell’orizzonte di una naturalità genuina, vera, non commerciale. Mi batto per questo modello di autenticità diventando prima sommelier di un grande chef italiano, Igles Corelli, durante l’esperienza di quest’ultimo nel Ristorante Atman a Villa Rospigliosi e alle trasmissioni del Gambero Rosso; poi ancora più in prima linea, come consulente, comunicatore e venditore agli operatori del settore di vini selezionati sempre all’interno di questo orizzonte di bellezza e di emozione.

Il rigore massimo che metto nel mio lavoro, l’est-etica nella scelta e nel commercio dei vini, la fede sono gli ingredienti del metodo che anima il lavoro e che determina scoperte sempre nuove.

Tutto questo, mi consente di tenere vivo il fuoco di una passione profonda e senza confini.”

Samuele Del Carlo – sommelier del mese

 
Samuele Del Carlo sommelier
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
vigne francesi

I vini francesi spiegati semplice

I vini francesi sono già di per sé sinonimo di eccellenza e di qualità. Vediamo assieme se e perché la Francia sia la regina indiscussa del vino e tutto quanto che c’è da sapere sulla sua storia enologica, spiegati in pochi e semplici punti.

Partiamo da un dato di fatto sulla Francia del vino

La Francia è la nazione con la maggiore varietà di vini famosi. Ma oltre i nomi blasonati, è la qualità che raggiunge con le etichette e le aree meno famose che impressiona.

I terreni della Francia

La Francia gode di una notevolissima varietà di terreni, che hanno diverse composizioni e che godono di condizioni diverse per la coltivazione dei diversi vitigni.

Il “saper fare” dei vigneron francesi

Ma è la cultura che ruota attorno alla coltivazione dell’uva e alla sua trasformazione, l’asso nella manica dei vigneron francesi. Il savoir fare francese conta di secoli di tradizione, portata avanti sul piano del rigore e dell’eccellenza.

Le classificazioni dei vini francesi

Dal primo dopoguerra, la Francia avvia un rigoroso processo di classificazione di vini e vigneti, una classificazione che si basa sul rigore funzionale. Quindi regole precise per delimitare area, metodo di produzione, varietà di vitigni impiegati, tempi e modi di lavorazione, maturazione, affinamento, resa per ettaro, livello alcolico minimo e ogni altri singolo aspetto.

In cima stanno le AOC (Appellations d’origine contrôlée), la cui rigorosa certificazione è rilasciata dall’Inao (Institut National des Appellations d’Origine).

Al di sotto, i VDQS (Vins délimités de Qualité Supérieure), una categoria intermedia per vini di particolare pregio, che sono sulla buona strada per ottenere la qualifica di AOC.

I VP (Vins de Pays) sono stati istituiti come stimolo di miglioramento dei VT (Vins de Table).

Geografia e clima della Francia

La Francia è un grande stato, caratterizzato da una notevole varietà di paesaggi: dalle grandi pianure costiere del Nord e dell’Ovest, alle catene montuose (Alpi, Pirenei…).

I fiumi, poi, definiscono il paesaggio del vino in modo determinante (Loira, Rodano, Garonna, Senna; Reno, Mosa, Mosella…).

Il clima varia molto da zona a zona – e questo crea condizioni diverse per vitigni e vini diversi – ma è sempre abbastanza temperato.

Aree viticole della Francia

Le principali aree vinicole francesi e i loro vini

Borgogna: senza dubbio una delle regioni del vino più importanti della Francia. Sorge attorno alle città di Beaune e Digione, a Est, e contiene al suo interno alcune delle migliori zone vinicole francesi (Beaujolais, Mâconnais, Côte de Nuits, Chablis). I grandi vini di Borgogna si fondano su due vitigni: Pinot Nero e Chardonnay.

Champagne: nel Nord della Francia, attorno al 49° parallelo sarebbe impossibile far maturare l’uva, ma l’influsso positivo del mare mitiga il clima. Questa condizione climatica unica si ripercuote in un’eccezionale produzione vinicola. Anche qui i vitigni principe sono Pinot Nero e Chardonnay, vinificati con Metodo Champenois, appunto.

Bordeaux: a Sud Ovest, nei dintorni dell’omonima città. Regione importantissima della Francia, nota soprattutto per il famoso taglio bordolese, ma che raggiunge vette di eccellenza anche nei bianchi. Nella Box Entusiasta di giugno, proponiamo un Bordeaux Blanc. Scopri qui la selezione.

Rodano: nel Sud Est della Francia, la regione ha conosciuto un declino novecentesco, ma dagli anni Ottanta ha riscoperto il Syrah.

Valle della Loira: a Nord Ovest, segue il corso del fiume Loira. I vitigni tipici sono Grolleau (impiegato per i rosati), Gamay, Chenin Blanc e Cabernet franc. Nella Box Esperto di giugno, proponiamo un Crémant della Loira. Scopri la selezione qui.

Alsazia: situata a Nord Est della Francia e influenzata anche dalla Germania. I vitigni principali sono il Riesling, Gewürztraminer, Pinot grigio, Muscat à Petit Grains e Moscat Ottonel, Pinto bianco, Sylvaner. I vini sono generalmente monovitigno.

Savoia e Jura: regione centrale molto montagnosa, situata verso il confine Est; i vini qui sono soprattutto bianchi, leggeri e freschi.

Provenza: zona bellissima del Sud Est della Francia, che negli ultimi decenni ha iniziato un notevole incremento qualitativo, favorendo i vitigni più nobili, come Cinsault e Grenache, dai quali si ottengono ottimi rosé.

Languedoc-Roussillon: la più grande regione vinicola della Francia, posta a Sud, quella in cui si produce oltre un terzo del vino francese. Vitigni della zona sono Mourvèdre, Grenache, Syrah e Cinsault (bacca nera), Chardonnay, Viognier, Roussanne, Marsanne, Vermentino e Muscat (bacca bianca) oltre naturalmente agli internazionali.

Corsica: la regione viticola della Francia più soleggiata e asciutta, vi si coltivano molti vitigni tra cui Sangiovese (qui noto come Nielluccio), Cinsault, Carignan e anche varietà a bacca bianca tra cui la più importante è il Vermentino.

vitigni della Francia

Nel mese di giugno, in occasione degli Europei di calcio, proponiamo per la prima volta una box anche con vini francesi. Scopri la selezione ⤵️

vini francesi
Vini di Bordeaux

Cosa c’è da sapere sui vini di Bordeaux?

Se la Francia è il Paese del vino per eccellenza, Bordeaux è uno dei territori enologici più noti al mondo. Bordeaux non solo raggiunge vette qualitative da far perdere la testa, ma da tempo immemorabile tiene quegli esiti costanti, anno dopo anno, con stoffa di fuoriclasse. Perché i vini di Bordeaux sono così straordinari?

Vediamo cosa c’è da sapere sui vini di Bordeaux in pochi semplici punti.

Dove si trova la regione di Bordeaux

Si tratta di una regione a sud ovest della Francia, che sorge attorno all’omonima città. Il fiume divide il territorio bordolese in due: riva sinistra e riva destra del fiume Gironda.

Cosa significa “Bordeaux”?

Bordeaux deriva da “bord de l’eau” che significa “lungo le acque”, con riferimento alla Gironda.

I terreni di Bordeaux: l’eccellenza parte dalla terra

In passato qui c’era l’oceano, e di quel passato c’è traccia nei terreni, che vedono la presenza di calcari e marne. A questo si aggiunge che il territorio è influenzato dalla presenza dell’estuario del fiume Gironda, il che ha determinato un importante deposito di detriti.

I terreni sono molto variabili in superficie, non particolarmente fertili e ricoperti da uno strato sottile coperto di breccia, mentre gli strati profondi sono ricchissimi di minerali.

Il clima di Bordeaux

Bordeaux beneficia della vicinanza dell’Oceano Atlantico. Il clima è marittimo: inverni miti, estati fresche, precipitazioni abbondanti ma molto bene assorbite dal suolo ricco di pietre, breccia e sedimenti.

Storia dei vini di Bordeaux

La viticoltura, a Bordeaux, è praticata dall’Antichità ma raggiunge la grande scala e le vette qualitative note dal Seicento in poi, quando vengono bonificate le paludi di Médoc e delle Graves. Nessuno, al mondo, ha una tradizione enologica di così tanti secoli sulle spalle.

Altre eccellenze di Bordeaux

Bordeaux la regione del vino che più di tutte ha fatto scuola nel mondo. E non è un caso che qui esista una facoltà di enologia (Ecole d’œnologie) fondata addirittura nell’Ottocento che ha messo a punto le tecniche di produzione del vino di qualità che poi sono state adottate in tutto il mondo.

Le aziende vinicole di Bordeaux

Oggi nella regione di Bordeaux si contano oltre 13.000 aziende, per una superficie vitata di oltre 100.000 ettari.

I vitigni di Bordeaux a bacca nera

Il Merlot è il vitigno più coltivato nell’area, si esprime al meglio nelle zone di Saint Émilion e Pomerol. I vini da Merlot sono morbidi e generosi anche senza necessitare di lunghi affinamenti.

Questa è una terra dove il Cabernet Sauvignon si esprime al meglio, specialmente nel Médoc e nelle Graves.

Altro vitigno molto presente, il Cabernet Franc, che dà vini che profumano di legno di cedro, con note erbacee e il tipico ricordo del peperone verde.

Il Petit Verdot è un vitigno di supporto, per infondere acidità e finezza di tannino, contribuendo alla longevità del vino.

È presente anche il Malbec, un’altra uva di completamento, utile per dare colore e tannino.

Meno usato oggi il Carmenère, uva dai tratti scontrosi che ha trovato una seconda patria in Cile.

I vitigni di Bordeaux a bacca bianca

Il Semillon è l’uva principe di Bordeaux per la produzione dei dolci di Sauternes

Il Sauvignon blanc è il vitigno con cui il Semillon è generalmente assemblato, per mitigarne la grassezza e aumentarne l’acidità. Nella Box Entusiasta di giugno proponiamo un Bordeaux blanc, lo scopri qui.

Il Muscadelle è un’altra varietà aromatica di completamento, per la creazione dei Sauternes.

Le Appellations di Bordeaux

In cima alla piramide ci sono Bordeaux Supérior e Bordeaux.

Poi le denominazioni regionali: Graves, Médoc, St. Émilion, Sauternes.

E infine quelle comunali: Margaux, Saint-Estèphe, Barsac.

I principali distretti di Bordeaux

Il più famoso distretto di Bordeaux è il Médoc; le Graves è noto non solo per i rossi ma anche per importanti vini bianchi, tra cui i Sauternes; Saint Émilion e Pomerol.

I vini di Bordeaux

Vini di Bordeaux significa per definizione blend. Famosissimo è il taglio bordolese, vino rosso tipico della regione fatto con Merlot e Cabernet sauvignon, cui contribuiscono anche Cabernet franc, Carmenère Petit verdot e Malbec.

Le cantine sono oltre 13.000 e producono circa 5 milioni di ettolitri di vino all’anno, per circa 120.000 ettari vitati.

Qual è il segreto dei vini di Bordeaux?

I vini di Bordeaux variano soprattutto in funzione della zona in cui le uve crescono: ogni Château ha la propria identità e le sue caratteristiche, uniche e molto distintive.

Oltre alle speciali condizioni e alla lunga tradizione enologica, è lo speciale “savoir faire” dei vigneron della regione, in grado di scegliere gli assemblaggi perfetti, facendo esprimere al meglio i vari vitigni e trovando, nel blend, la sintesi perfetta.

Nel mese di giugno, in occasione degli Europei di calcio, proponiamo per la prima volta una box anche con vini francesi. Scopri la selezione ⤵️

vigne di Bordeaux
hamburger abbinamento vino

Come abbinare l’hamburger? Tre idee non convenzionali

Fino agli anni Novanta era la svizzera, oggi invece per tutti è l’hamburger. Che può essere un piatto veloce per una serata improvvisata fra amici o anche un cibo ricercato. Ma dopo avere selezionato la carne e il formaggio migliori, scelto le salse e le verdure la domanda è: con cosa si abbina?

Perché sì, ci sono alternative a birra e Coca Cola.

L’hamburger è un piatto semplice da preparare, che incontra i gusti di tutti e si può personalizzare a piacere con salse, verdure e formaggi. Per l’abbinamento quindi ci si può sbizzarrire, giocando con i vari ingredienti.

La carne dell’hamburger è un insieme morbido e succoso, con una lieve tendenza amara data dalla grigliatura della cottura. Lasciando stare le regole dell’abbinamento, tanto precise quanto variabili in base al tipo di carne, alla cottura, agli ingredienti ma anche ai gusti di ciascuno… proponiamo tre abbinamenti di occasione.

1️⃣ Hambuger, partita di calcio e Marzemino

Perfetto per essere addentato anche guardando uno schermo, l’hamburger è la cena ideale per seguire la finale di campionato (o dell’europeo alle porte). Con cosa abbinarlo, in una serata di tensione e gioie sportive? Proponiamo un abbinamento con il Marzemino, un vino rosso trentino secco, non particolarmente strutturato e decisamente giocoso. Ne abbiamo proposto uno, della cantina Grigoletti, nella nostra Tappa 34.

2️⃣ Hamburger non particolarmente intelligente, reunion con amici e Metodo Classico

L’hamburger può essere un piatto delicato: una fetta di lattuga e il piacere della carne “pura”. O anche no. E quindi via libera, specie nelle serate con gli amici, a succulenti panini con salse e formaggi nel segno del più spinto American style. La bellezza della reunion tra vecchi amici impone un brindisi importante: un Metodo Classico, magari con un discreto affinamento sulle spalle, avrà la forza di tenere testa ai sapori intensi del piatto, sgrassando la bocca dalla succulenza della carne e dalla cremosità del formaggio, mettendo tutti di ottimo umore.

Fra le tante possibilità, proponiamo l’Oltrepò Pavese Metodo Classico 60 mesi di Luca Bellani proposto nella nostra Tappa 26.

3️⃣ Hamburger gourmet, cena romantica e Lazio Rosso

La cura e la scelta degli ingredienti possono fare dell’hamburger un piatto perfetto anche per una cena romantica in due. Per l’occasione, suggeriamo un vino importante. Il Lazio Rosso da uve Serpe e Abbuoto proposto nella nostra Tappa 37, della cantina Monti Cecubi, che affina in per nove mesi in legno e poi in bottiglia, era suggerito dal sommelier Gabriele Scalici proprio in abbinamento all’hamburger gourmet: un vino aristocratico e complesso, profumato, morbido e slanciato al punto giusto.

Ed ecco una ricetta per l’hamburger gourmet. E tranquilli, il galateo prevede che si mangi con le mani!

Ingredienti per hamburger gourmet, per 4 persone
• 600/800 g di macinato scelto di bovino
• 4 panini da hamburger
• 150 g cipolla rossa di Tropea
• 200 g di gorgonzola o casatella (a seconda che lo si voglia di sapore più o meno deciso)
• 8 pomodorini secchi sottolio
• 30 g di zucchero di canna
• Lattuga q.b.
• Burro di malga, sale, pepe e olio extravergine di oliva q.b.

Procedimento
Iniziare lavando e tagliando la cipolla a striscioline, trasferirla in un tegame con dell’acqua (fino a coprirla) e lo zucchero di canna. Lasciare cuocere per circa 15 minuti.

Nel frattempo preparare gli hamburger: condire con sale, pepe, olio extravergine e spezie a piacere il macinato, dividerlo in quattro parti uguali e dargli la forma dell’hamburger.

Scaldare bene una padella e cuocerli circa 5 minuti per lato, se vi piace una cottura al sangue, altrimenti lasciarli qualche minuto in più. Intanto tagliate a metà i panini, imburrateli e tostateli su una piastra calda.

Sistemateli poi su un tagliere e farciteli con questo ordine: gorgonzola, lattuga, hamburger, cipolla caramellata, pomodorini secchi, lattuga ed eventuali salse a piacere.

Et voilà, servire l’hamburger bello caldo, magari accompagnato da patatine!

hamburger gourmet abbinamento
vini di Brescia

Quattro cose da sapere sui vini di Brescia

Brescia è una delle zone più densamente industrializzate dell’Italia, e al tempo stesso tra le più importanti aree vinicole della Lombardia, con punte di eccellenza assoluta. Per questo, abbiamo raccolto le quattro cose che non-si-possono-non-sapere sui vini di Brescia.

La Lombardia in passato era una delle regioni più vitate d’Italia. Con il tempo, complici i danni della fillossera (particolarmente ingenti in questa regione), la viticoltura si è via via sempre più ristretta alle aree più vocate per la coltivazione dell’uva. Quella del bresciano è decisamente una di queste.

1️⃣ Storia dei vini di Brescia

A Brescia (tra Desenzano del Garda e Lonato) la vite è documentata sin dall’età del Bronzo Antico, quasi 2.000 anni prima della civiltà romana.

2️⃣ Geografia dei vini di Brescia

Brescia vanta una DOCG, il ben noto Franciacorta, e varie DOC: Botticino, Capriano del Colle, Cellatica, Curtefranca, Garda, Garda Bresciano, Lugana, San Martino della Battaglia, Valtènesi.

3️⃣ I vitigni autoctoni di Brescia

I vitigni autoctoni per eccellenza di Brescia sono il Groppello (a bacca rossa), il Trebbiano di Lugana e l’Invernenga (a bacca bianca).

4️⃣ Primati della Franciacorta

La zona vinicola più nota del bresciano è la Franciacorta, la prima in Italia ad avere ricevuto la DOCG per il Metodo Classico. Con il solo termine “Franciacorta”, senza ulteriori specifiche, si definiscono il territorio, il metodo di produzione e anche il vino: questo è possibile, in Europa, solo a 3 denominazioni dedicate al Metodo Classico: Cava, Champagne e Franciacorta appunto.

E ora, non ti resta che scoprire la nostra selezione sui vini di Brescia, ideata per Sommelier Wine Box da Marco Barbetti, migliore sommelier d’Italia.