vino di montagna collina

Perché il vino fatto in altitudine è più buono?

Salite ripide, paesaggi mozzafiato, aria frizzantina e pulita… tra gli amanti della montagna c’è anche la vite. La maggior parte del vino di qualità, in Italia, è coltivata in collina e in montagna. Vediamo perché l’altitudine fa il vino più buono.

Intendiamoci su un punto: la vite è una pianta esigente. È molto sensibile, teme il freddo ma anche il caldo eccessivo. E dà esiti diversi nelle diverse condizioni. È per questo che anche lo stesso vitigno dà esiti diversi se coltivato in altitudine. Inoltre, la ricerca dimostra l’influenza positiva dell’altitudine sulla qualità dell’uva, e quindi del vino. Vediamo perché.

Cosa influenza la qualità del vino?

L’altitudine è uno degli elementi pedoclimatici (quelli che hanno a che fare con clima e suolo, cioè senza considerare l’intervento umano) che più influenza la qualità del vino.

Quanti vini in Italia sono fatti in altitudine?

In Italia, il 60% della viticoltura si pratica in collina, il 32% in pianura, l’8% in montagna.

vini di collina e montagna

In che modo l’altitudine influenza la qualità del vino?

Almeno in quattro modi diversi.

1. SOLE

I pendii collinari e montani garantiscono alla vite le migliori condizioni di insolazione e luminosità alle foglie, il che favorisce la fotosintesi e la formazione di zuccheri. A questo si fa riferimento quando si parla di “pendii perfettamente esposti”.

2. PENDENZA

Altitudine implica terreni in pendenza. E quindi ottimo drenaggio dell’acqua, che porta all’accumulo negli acini di aromi e sapori.

3. TEMPERATURA

La temperatura è condizionata dall’altitudine. Man mano che si sale in altitudine l’aria diventa più fresca. Questo è particolarmente importante al sud e nelle grandi isole italiane. Basti pensare alla Sicilia, con le uve prodotte fino a 600 metri sul livello del mare. Al nord invece, si coltiva anche ad altitudini inferiori (50-500 metri). Casi particolari sono l’Alto Adige e la Valle d’Aosta, dove i vigneti salgono fino a 700-800 e 1000-1200 metri.

Ma non solo, quel che è importante in viticoltura è anche l’escursione termica, cioè la differenza di temperatura tra il giorno e la notte, che arricchisce l’uva di aromi e acidi fissi. E l’acidità è quella che determina la tanto apprezzata sensazione di freschezza nel vino.

4. VENTO

Le brezze tipiche di colline e montagne asciugano i grappoli e prevengono la formazione di muffe.

Cosa comporta coltivare la vite in altitudine?

Coltivare in altitudine, specialmente montagna, è davvero dura. Lo sanno bene i vignaioli eroici. Qui la viticoltura è più difficile perché tutto va fatto a mano. I risultati però sono eccellenti.

Questo mese proponiamo una selezione di vini coltivati in altitudine, a diverse quote. Per capire in che modo le diverse condizioni di altitudine influenzano il vino che entra nel bicchiere.

Francesco Bianchi sommelier

Francesco Bianchi

Francesco Bianchi

Sommelier del mese

Ci porta alla scoperta di vini prodotti a diverse altitudini

Per guidare Tappa #42 di Sommelier Wine Box (settembre 2021) ci siamo rivolti a Francesco Bianchi, che ci ha raccontato la sua storia:

“Nato e cresciuto in Toscana, la terra di vini famosi in tutto il mondo. A dire il vero fino a 20 anni il vino non mi importava.

Poi ho avuto l’occasione di lavorare a contatto con un grande appassionato e intenditore di vini. Il colpo di fulmine.

Sommelier AIS dal 2017 e Studente WSET in corsa per il terzo livello, ho frequentato la scuola Alberghiera imparando l’arte del ricevimento e dell’accoglienza degli ospiti. Già da studente mi sono trovato a fare da consulente e introdurre al mondo del vino i giovani nella scuola che frequentavo, con corsi pratici e guide.

Oggi sono sommelier nel Locale Storico d’Italia “Antica Locanda di Sesto” – una piccola perla di eccellenza toscana segnalato sulla Guida Michelin e insignita del Premio “BiB Gourmand”, presente sulla guida del Gambero Rosso e Gatti/Massobrio. Amo i vini sinceri, del territorio. Quelli con una storia dietro.

Ogni giorno consiglio a decine di amici – perché per me non sono clienti – i migliori vini dal rapporto qualità prezzo per rendere la loro esperienza indimenticabile.

Mi ritengo un sommelier 2.0. Ho un canale YouTube, The Italian Sommelier, in cui recensisco ogni tipo di vino, ne parlo a 360 gradi e insegno, con semplicità e per pura passione, le basi della degustazione del vino a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo magico.

La mia missione è scoprire e far conoscere i migliori vini qualità prezzo, raccontandoli in modo semplice, genuino e giovane. Perché il buon vino deve essere di tutti!

Francesco Bianchi

 
Francesco Bianchi sommelier
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Cantina Casalvento

Azienda Agricola Casalvento – Toscana

L’azienda agricola Casalvento è in primo luogo un’azienda di persone, convinte che siano la mano e il cuore dell’uomo a fare la differenza nella produzione. Per questo abbiamo cura di ogni dettaglio, perché secondo noi sono i dettagli a determinare la qualità, il carattere, l’anima e il corpo dei nostri vini e dell’olio che produciamo.

Le nostre vigne si trovano in un territorio bellissimo, a Cerreto Guidi, in collina. Coltiviamo con la massima cura differenti tipologie di vitigni: il Sangiovese è protagonista, ma viene affiancato da altri vitigni come Merlot, Syrah, Cannaiolo e Trebbiano.

A inverni miti si alternano primavere piovosa ed estati calde e asciutte, rinfrescata da brevi precipitazioni, condizioni climatiche perfette per far giungere le uve alla giusta maturazione. Assecondare la natura è sufficiente perché questi vigneti offrano prodotti eccellenti.

azienda agricola casalvento Toscana

La grande passione e il forte legame con le nostre più lontane radici ci guidano in tutte fasi di produzione: produciamo i nostri vini nel rispetto della tradizione e con l’ausilio di moderne tecnologie, che ci permettono di innalzare ancora più lo standard qualitativo.

Desi Baronti

azienda agricola casalvento
La Bollina

La Bollina – Piemonte

La Bollina ha sede nel comune di Serravalle Scrivia, nel comprensorio del Consorzio del Gavi DOCG. Questo è un territorio del Piemonte dalle antiche tradizioni contadine, che gode del fatto di trovarsi tra il mare e la collina.

Da sempre, alla Tenuta La Bollina, coltiviamo e raccogliamo i frutti delle dolci colline dell’Alto Monferrato, producendo i nostri pregiati vini da cortese, chardonnay, barbera e nebbiolo. La nostra tenuta è stata rinnovata e ristrutturata, avendo cura e rispetto per la tradizione, e introducendo anche nuove e moderne tecniche per la vinificazione, che ci permettono di mantenere i vini alle migliori condizioni di temperatura e di tenere invariate le caratteristiche organolettiche in tutte le fasi della produzione.

Marco Roveda La Bollina

Nel vigneto, che si estende su 33 ettari di terreno, c’è anche una villa liberty, che abbiamo trasformato in un hotel per offrire ai nostri clienti un’esperienza davvero unica.

Marco Roveda

Tenuta Alcide – Toscana

Tenuta Alcide è una piccola azienda familiare. L’attività prende l’avvio con mio nonno Clemente, che tornato dall’America decide di acquistare dei casolari fuori Lucca. La posizione di queste terre è molto favorevole per la coltivazione, per via dell’ottima esposizione del versante, che prende il sole tutto il giorno.

La Tenuta piano piano e al ritmo del lavoro quotidiano si costituisce con una vigna e dei frutteti, ma la svolta avviene negli anni ‘70 quando mio papà Alcide decide di scassare la terra e creare una nuova vigna.

Oggi sono io a curarla. Coltiviamo i vitigni classici delle nostre zone: Sangiovese, Canaiolo, Vermentino e Trebbiano, quelli della tradizione che ogni giorno cerchiamo di onorare e tenere viva, ai quali abbiamo aggiunto qualche nuovo impianto di Cabernet Sauvignon.

Tenuta Alcide

La nostra è una produzione piccolissima, che non arriva alle 5000 bottiglie. Due le etichette prodotte, che nel nome di fantasia (Mega G) raccolgono dentro l’intera famiglia perché sono l’acronimo dei nomi di mio figlio e dei miei nipoti: Michele, Elisa, Giacomo, Alberto e Giulia.

Alessandro, Mimmo per gli amici

cantina Menegotti

Azienda Agricola Menegotti – Veneto

La nostra storia comincia dal nonno, Antonio Menegotti, che già negli anni ‘50 aveva iniziato a produrre vino.
Negli anni ‘70, poi, i suoi figli Vittorino e Giorgio acquistano dei vigneti e nel 1972 iniziano la produzione a marchio Menegotti, con le linee DOC di Custoza, Bardolino e Bardolino Chiaretto.

Negli anni passione per questo lavoro ci ha portato a diversificare l’offerta e in particolare a specializzarci negli spumanti prodotti con metodo classico, per i quali siamo un punto di riferimento nella provincia di Verona per la qualità. Fra tutti, spicca la spumantizzazione in bianco della Corvina in cui abbiamo esperienza da oltre quarant’anni.

Dagli anni 2000 siamo noi nipoti, Antonio e Andrea, ad applicare con perseveranza e impegno i metodi e la cura dei nostri padri. Un lavoro in cui non perdiamo mai di vista l’obiettivo di combinare la massima espressione del territorio con l’innovazione.

cantina Menegotti

Questo, è un angolo di territorio generoso di suggestioni e pregno di cultura. I nostri vigneti godono della protezione dell’arco alpino a nord e l’influenza delle acque miti del lago, un microclima ideale per umidità ed esposizione, che è prevalentemente verso sud.

Per l’amore e il rispetto che proviamo per la nostra terra, l’azienda da anni è impegnata nel massimo risparmio energetico e utilizziamo prevalentemente bottiglie Eco-Val, dal peso ridotto per ridurre l’impatto ambientale.

I nostri vini sono caratterizzati dall’eleganza, ottenuta attraverso la nostra costante ricerca dell’equilibrio di tutte le componenti del vino.

Antonio e Andrea Menegotti

Andrea e Antonio Menegozzi
notizie sul vino estate 2021

Notizie dal mondo del vino: agosto 2021

Il mondo del vino è attraversato da continue evoluzioni, fatte di notizie, nuovi trend di consumo, grandi ritorni. Conoscerle è interessante sia per i consumatori consapevoli sia per gli addetti ai lavori. Tra le varie notizie dell’estate 2021, abbiamo identificato le principali.

Ecco le sei notizie sul vino dell’estate 2021 da conoscere.

1. Trend di consumo

Vino in lattina

Di nuovi contenitori per il nettare divino si parla da anni e il vino in lattina ha conquistato delle fette di mercato, seppure piccole, soprattutto nel mondo anglosassone. Nel momento in cui i dati sembrano dimostrare un interesse anche da parte del mercato italiano è utile capire pro e contro di una soluzione che non vuole essere alternativa ma complementare al vetro. Qui o in inglese qui.

Vino senza alcol

Si è fatto un gran parlare – e anche una certa confusione – del vino senza alcol. In particolare, la contesa riguarda la regolamentazione dei vini dealcolati da parte dell’Unione Europea. Se ne legge un po’ dappertutto: per mettere in fila la questione consigliamo Il Post.

2. Il mondo enologico

Conseguenze del cambiamento climatico

Quello dei cambiamenti climatici è il tema dell’oggi, che naturalmente investe a più livelli anche il mondo del vino. Per elencare solo le principali: il Sud dell’Inghilterra che sempre più fa spumanti, la ricerca di vigne poste più in altitudine, le vendemmie anticipate, i vini più alcolici.

Su questi ultimi due punti, tra i molti, ne scrivono Financial Times e The Guardian.

3. Il mercato

Export

I dati del primo semestre del 2021 danno un record per il vino italiano esportato rispetto all’anno scorso ma anche rispetto al 2019 pre-pandemico. Se ne legge per esempio su Wine News.

4. La produzione

Vendemmia 2021

La vendemmia 2021 è iniziata in anticipo con la Sicilia in testa. C’è ottimismo generale sulla qualità, anche se la quantità sembra inferiore. Veneto in controtendenza, la produzione cresce del 2%.

5. La contesa

La Russia e lo Champagne

Indignazione generale dopo la decisione del Presidente russo Putin di riservare il termine “Champagne”, tradotto in russo, solo per i vini prodotti nella Federazione russa. Qui l’articolo del Sole 24 Ore. D’ora in poi, gli Champagne commercializzati in Russia, per legge, dovranno riportare il termine “vino spumante” in etichetta. Quindi sospensione delle consegne in Russia da parte, tra gli altri, di Moët Hennessy per qualche giorno, prima di aggiungere la scritta “spumante” sulle bottiglie spedite lì.

6. La nomina

Matilde Poggi Presidente della CEVI

Matilde Poggi è stata eletta Presidente della CEVI (Confédération européenne des vignerons indépendants): l’organizzazione dei Vignaioli Indipendenti Europei: la prima volta che l’Italia guida un’associazione così importante. Ne fanno parte le associazioni di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Svizzera, Ungheria, Slovenia, Belgio, Grecia, Montenegro e Bulgaria. Circa 12.000 vignaioli. I vice presidenti sono Leonildo Pieropan e Walter Massa. Qui si legge anche la dichiarazione rilasciata da Matilde Poggi.

raffreddare vino velocemente

Come raffreddare il vino in fretta: tre trucchi

È estate, hai una cena o un aperitivo all’ultimo minuto e non hai raffreddato il vino in tempo? Niente paura, ci sono dei piccoli trucchi che vengono in aiuto! Te ne proponiamo tre di molto efficaci.

Il vino è una materia viva, molto sensibile agli sbalzi termini: non c’è dubbio che è sempre meglio far raffreddare con calma le bottiglie di vino. Ma può capitare di dimenticarsene, di avere fatto male i conti o anche di avere più ospiti. Ecco i nostri consigli per raffreddare il vino in fretta.

Come raffreddare il vino in fretta: lo straccio bagnato

Il primo trucco per raffreddare il vino in fretta è il metodo dello “straccio bagnato”. Basta avvolgere un panno umido attorno alla bottiglia e metterla nel freezer. Lo straccio bagnato, infatti, accelera il raffreddamento della bottiglia. Ma attenzione: l’efficacia del metodo dipende dalla tipologia di freezer. Funziona perfettamente in celle frigorifere e congelatori ventilati, quindi non nei freezer casalinghi. In quest’ultimo caso, meglio evitare e inserire la bottiglia da sola.

Come raffreddare il vino in fretta: il secchiello con acqua, ghiaccio e sale

Un altro metodo efficace è quello di immergere la bottiglia in un secchiello riempito con ghiaccio, acqua e sale: quest’ultimo abbassa la temperatura di congelamento dell’acqua, porta allo scioglimento del ghiaccio e accelera il raffreddamento della bottiglia. Una variante di questa tecnica consiste nell’avere sempre in freezer delle bottiglie di plastica con acqua e sale: non ghiacciano e saranno utilissime per necessità dell’ultimo minuto.

Come raffreddare il vino in fretta: eliminare il contenitore

Tutti i precedenti metodi portano al veloce raffrescamento della bottiglia. Non bisogna però illudersi che il vino contenuto all’interno diventi in fretta altrettanto freddo. Per chi ha davvero poco tempo esiste un terzo trucco che in termini di velocità è sicuramente il più efficace e prevede di raffreddare direttamente il vino, eliminando il contenitore. Eliminando la bottiglia, il vino si raffredda molto più rapidamente. Si può versare il vino in bicchieri da mettere in frigorifero, dopo averli coperti con la pellicola, o in sacchetti trasparenti chiusi ermeticamente da immergere in acqua freddissima.

Inutile dire in quest’ultimo caso si tratta di una soluzione estrema, da applicare a vini non pregiati, dal momento che il vino tolto dalla bottiglia – e quindi a contatto con l’aria – rilascia i suoi profumi e tende quindi a perdere le sue caratteristiche.

raffreddare vino velocemente
abbinamento formaggio vino

Come abbinare formaggio e vino: le regole da sapere

L’abbinamento vino e formaggio è un grande classico. Di più: una storia d’amore. Ma a guardare bene ci sono talmente tanti tipi di formaggio – con metodi di produzione e caratteristiche così varie – che, a volersi mettere un poco alla prova, si possono trovare combinazioni e abbinamenti diversi, in grado di esaltare due prodotti fantastici come formaggio e vino. Vediamo come fare e le, poche, regole da sapere.

Entrambe queste storie, quella enologica e quella casearia, raccontano delle fatiche e delle conquiste di tante famiglie, che di generazione in generazione hanno messo a punto tradizioni e affinato le arti della produzione, per portare in tavola i sapori e l’essenza di interi territori. Due storie che nel tempo hanno seguito linee diverse, ma che si incontrano proprio nell’esplosione di sapori nel palato.

Vediamo alcune semplici regole da conoscere per abbinare al meglio cibo e vino. Per decidere se seguirle o trasgredire, ma soprattutto per proporre cene memorabili.

Partiamo dal formaggio: due cose da sapere

1. Si tratta di un prodotto ottenuto dal latte con eventuale aggiunta di crema. Viene prodotto attraverso le operazioni di caseificazione, salatura, maturazione.

2. Un piatto di formaggi è quanto di più versatile esista: può fare da accompagnamento a grandi aperitivi ma anche essere servito come portata a sé, magari in chiusura di pasto. Se si vuole stupire con un piatto di formaggi diversi è bene servirli – e degustarli – in sequenza, dal meno al più saporito (quindi: formaggi freschi, semistagionati, stagionati, stravecchi, erborinati).

abbinamento formaggio vino

Regole e consigli da tenere presente nell’abbinamento formaggio e vino

1. Abbinare rossi importanti con formaggi strutturati è un grande classico, soprattutto in Italia. Ma attenzione: questo abbinamento sottolinea soprattutto la bontà del vino. Mentre se si vuole mettere in rilievo il formaggio, magari perché particolarmente pregiato, meglio optare per bianchi importanti o per un Metodo Classico.

2. Tenere a mente la sequenza con cui si intende servirli: se il formaggio è pensato come aperitivo, il vino in abbinamento potrà essere leggero; se invece il formaggio arriva a fine pasto (e magari alla portata principale è stato abbinato un vino importante), sarà meglio abbinarci un vino che abbia una certa complessità.

3. Meglio evitare di abbinare formaggi salati con vini tannici: le rispettive durezze si esaltano a vicenda e il risultato rischia di non essere gradevole.

4. Il legame territoriale non tradisce praticamente mai: abbinare un vino a un formaggio proveniente dalla stessa terra dà una buona garanzia di successo.

Come abbinare le varie tipologie di formaggio

Quattro piccole regole da sapere.

1. Abbinare formaggio e vino: formaggi freschi e a pasta molle

Si tratta di formaggi freschi, a maturazione rapida (tra questi: Mozzarella, Stracchino, Robiola, Crescenza, Casatella trevigiana, Squacquerone…).

Siamo nell’ambito di formaggi abbinabili a vini bianchi freschi, leggeri e di non eccessiva intensità (Biancolella, Roero Arneis, Vermentino ligure, Valle d’Aosta Blanc de Morgex, Chardonnay affinato in acciaio, Vermentino di Sardegna); o anche a spumanti Metodo Charmat.

2. Abbinare formaggio e vino: formaggi a pasta dura mediamente stagionati

Si tratta di formaggi più sapidi, aromatici e persistenti. Esempi: Raschera, Monte veronese o Montasio, entrambi di media stagionatura.

Per questo richiedono vini rossi morbidi, maturi e profumati (Pinot Nero, Teroldego Rotaliano, Valtellina Superiore). Ma interessante è anche l’abbinamento con Metodo Classico o con bianchi di grande corpo, magari arricchiti da un passaggio in legno.

3. Abbinare formaggio e vino: formaggi molto stagionati

Siamo di fronte a formaggi saporiti, che regalano nette sensazioni piccanti (Esempi? Parmigiano Reggiano, Bagoss, Piave stravecchio, Castelmagno d’alpeggio, alcuni pecorini molto stagionati, Storico Ribelle…). Richiedono vini rossi caldi, morbidi e maturi (Barbaresco invecchiato, Amarone della Valpolicella…). Ma sono di grande interesse anche gli abbinamenti con vini bianchi dolci, passiti, muffati o liquorosi (Albana di Romagna, Passito di Pantelleria, Marsala vergine); o ancora spumanti Metodo Classico con alle spalle lunghi affinamenti.

4. Abbinare formaggio e vino: formaggi erborinati

Sono formaggi che hanno profumi intensi e penetranti, grande aromaticità, sapidità e persistenza (per esempio: Gorgonzola piccante, Blu del Moncenisio, Strachitunt, Stilton, Roquefort, Camembert lungamente stagionato). Inoltre, a volte hanno anche una tendenza amarognola che trova un connubio ideale con vini passiti. Il suggerimento è di abbinarli a vini da vendemmie tardive o segnati dalla muffa nobile quali: Gewürztraminer, Picolit, Vino Santo trentino, Caluso passito, Sauternes.

abbinamento formaggio vino
vini beverini Sommelier Wine Box

Cosa significa vino beverino? 4 cose da sapere

Vino dalla grande bevibilità, beverino, di facile beva, o più semplicemente “che va giù bene”… Questi termini popolano sempre più i discorsi di sommelier e appassionati, e definiscono un vero e proprio trend. Estivo ma non solo. Potrebbe sembrare un aspetto scontato ma la bevibilità è un mantra nell’ambito vitivinicolo per ragioni precise. Siamo infatti di fronte alla riscoperta di un aspetto semplice – certo – ma che in passato non è stato scontato: il vino è fatto per essere bevuto. Vediamo assieme quel che c’è da sapere.

Cosa si intende per vino beverino, in quattro semplici punti.

Vino beverino: cosa significa?

Al bancone, chiedere un “vino beverino” è un must dell’estate. Ma a cosa ci si riferisce, in realtà? Un vino beverino è gradevole e non appesantito da eccessiva struttura: per questo si fa bere facilmente. Ma attenzione, il concetto di bevibilità non va contrapposto a quello di complessità. Oggi si fa strada un’accezione non solo positiva del concetto di bevibilità ma nella definizione del termine si tiene dentro anche una certa profondità. Un vino beverino è quindi un vino che non stanca, che invoglia a bere un altro sorso, e poi un altro ancora, ma nonostante questo lascia in bocca sapori e aromi. La degustazione è quindi un’esperienza gradevole e raffinata, e negli abbinamenti il vino non copre i piatti.

Cosa sono i vini glou glou?

Il termine “glou glou”, di origine francese, ha raggiunto negli ultimi anni uno straordinario successo internazionale. Il suo significato non è lontano da quello di bevibilità: un’onomatopea che indica il tipico suono del deglutire (quello che le mamme ci contestavano quando eravamo piccoli). In particolare – e in questo si differenzia leggermente dalla bevibilità – l’espressione “glou glou” tende a essere applicata soprattutto ai vini rossi: derivati da macerazioni sulle bucce molto brevi, uso limitato del legno per l’affinamento, freschi, poveri di alcol e di tannini, luminosi. Vini quindi piacevolissimi d’estate, dissetanti, che si fanno bere in modo spensierato.

vino beverino

Bevibilità nel vino: quali sono le sue origini?

Nella cultura contadina, e grosso modo fino agli anni Sessanta, il vino era considerato un alimento base della nutrizione, necessario per scaldarsi d’inverno e dissetarsi d’estate.

È però tra gli anni Settanta e Ottanta che il vino inizia a essere considerato la bevanda del piacere che conosciamo oggi. Le tecnicità della vinificazione vengono quindi esaltate e il pubblico inizia ad amare vini strutturati, muscolosi, addirittura marmellatosi: l’obiettivo era soprattutto quello di impressionare, inebriano narici e bocca di aromi anche costruiti.

Inevitabilmente – e per fortuna – il gusto dei consumatori è poi virato verso una ricerca di più leggerezza, di equilibrio, godibilità e piacere… in una parola: della bevibilità! Oggi, il vino non viene più solamente apprezzato per le sue prestazioni mirabolanti tra profumi e sapori, ma anche e proprio quando “un bicchiere tira l’altro”.

Bevibilità nel vino come parametro di valutazione?

La bevibilità è una categoria importante e informale ma non ha un vero e proprio posto nelle schede di valutazione dei sommelier, non esistendo una codificazione definita e condivisa. Daniele Cernilli (giornalista enologico, tra le personalità più influenti del vino al mondo) ha coniato la regola dei 3 bicchieri, secondo la quale, presupponendo il fatto che una bottiglia di vino si condivide in due, un vino è piaciuto, e quindi è beverino nell’accezione della piacevolezza, quando ne vengono bevuti con piacere tre bicchieri a testa.

In questo modo, viene finita l’intera bottiglia.

Vini ai quali dedichiamo interamente la nostra Tappa 41 ⤵️

vini beverini