Artur Vaso sommelier

Artur Vaso
migliore sommelier della Lombardia

ARTUR VASO

Migliore sommelier della Lombardia

Per guidare la Tappa #21 di Sommelier Wine Box (dicembre 2019) ci siamo rivolti al migliore sommelier della Lombardia, Artur Vaso, che ci ha raccontato la sua storia.

“Sommelier per passione e amore, ho avuto la fortuna fin da ragazzo di frequentare persone che amavano profondamente il vino. Una passione che oggi è diventata un lavoro. Ho un amore viscerale per il mondo enologico in tutte le sue declinazioni, dalla produzione alla degustazione alla convivialità, uno degli aspetti migliori… Migliore sommelier della Lombardia nel 2017, Court of Master Sommelier a Londra, Docente di Enogastronomia e Ristorazione, stimato relatore AIS, ho appena raggiunto il terzo posto al concorso di migliore sommelier d’Italia dell’anno.”

Artur

 
Artur Vaso sommelier
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Massimo Marchesi sommelier

Massimo Marchesi
Degustazione permanente

MASSIMO MARCHESI

Degustazione permanente

Per guidare la Tappa #20 di Sommelier Wine Box (novembre 2019) ci siamo rivolti al  sommelier Massimo Marchesi, che ci ha raccontato la sua storia:
“La passione per il vino nasce nel 2002, come una scintilla, quando sorseggiando un bicchiere (nella fattispecie Refosco) ho realizzato in un istante che volevo sapere di più di questa delizia che fino ad allora avevo bevuto solo per divertirmi di più nelle serate con amici (altro validissimo motivo per amare il vino). Nel 2003 sono divento assaggiatore ONAV e nel 2007 ho iniziato a lavorare in Enoteca a Milano, Il diploma AIS arriva l’anno dopo. Assaggio moltissimo e assaggio tutto, convinto che sia necessaria una degustazione permanente e variegata per tenere allenati i “muscoli”… Oggi metto lo zampino in moltissime carte dei vini nei ristoranti milanesi e quando riesco porto in città etichette poco conosciute ma estremamente meritevoli, come quelle proposte in queste mie Box.

Massimo

 

Massimo Marchesi sommelier
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Guido Beltrami sommelier

Guido Beltrami
Passione per i piccoli grandi interpreti

Guido Beltrami

Passione per i piccoli grandi interpreti del vino italiano

Per guidare la Tappa #19 di Sommelier Wine Box (ottobre 2019) ci siamo rivolti al  sommelier Guido Beltrami, che ci ha raccontato la sua storia.

“Nasco lontano da vigneti e cantine in un quartiere della periferia milanese, ma scopro il mondo del vino molto presto facendo lavoretti estivi in una piccola azienda vitivinicola di parenti nei pressi di Volterra. Vendemmie e fiere di settore sono ottimi motivi per saltare la scuola e terminato il liceo mi iscrivo a Viticoltura ed Enologia. Tra studio e post studio varie esperienze principalmente in cantina tra Toscana, Piemonte e Veneto. Da una dozzina d’anni svolgo l’enologo con circa quindici realtà produttive tra centro e nord Italia, e da alcuni anni collaboro con lo studio associato Natoli di Montpellier con il quale intervengo in Italia, Francia e Romania. Docente Fisar e commissario di alcune Denominazioni d’Origine, mi dedico volentieri anche a realtà commerciali, quali Milanovino e Il Vinaiolo. Quando non bevo amo girare in vespa e giocare a pallone.”

Guido

 

Guido Beltrami sommelier
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Ottavio Venditto

Ottavio Venditto
migliore sommelier AIS d’Italia 2014

ottavio venditto

Migliore sommelier d’Italia AIS 2014

Per guidare la Tappa #18 di Sommelier Wine Box (settembre 2019) ci siamo rivolti al mitico Ottavio Venditto, migliore sommelier AIS 2014.

Dopo il Master of Friulano nel 2012, Ottavio nel 2014 ha un anno magico che l’ha portato in pochi mesi a conquistare il Master del Sangiovese, il Nebbiolo Master e il campionato nazionale AIS.
Amo il vino in maniera morbosa – ci ha raccontato – e posso dire di essere un wine hunter: adoro i grandi nomi, certo, ma sono alla costante ricerca delle chicche perché mi piace dare voce anche ai piccoli, illuminati, artigiani del vino”.

 

Ottavio Venditto
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Tommaso Luongo

Tommago Luongo
passione per le vigne di Napoli

tommaso luongo

Passione per i vini napoletani

Per guidare la Tappa #17 di Sommelier Wine Box (agosto 2019) ci siamo rivolti a Tommaso Luongo, che ci ha raccontato la sua storia.

“Sono figlio del millesimo 1969, annata sicuramente non indimenticabile per il vino campano a causa di piogge arrivate nel momento sbagliato ma che l’umanità ricorda per l’impresa lunare. Qualche tempo dopo il mitico allunaggio, nel 1987 mi sono ritrovato iscritto all’Associazione Italiana Sommelier: sono stati i colleghi di mio padre che hanno voluto così rinsaldare il ricordo del loro amico scomparso qualche anno prima, con il quale avevano condiviso i primi tempi della sommellerie campana e italiana. Agli inizi del 2000 decisi di dedicarmi completamente a questo mondo, ricalcando le orme paterne: frequentai dapprima il corso da sommelier e conseguii poi il masterclass in analisi sensoriale, l’abilitazione di degustatore ufficiale, oltre a quella di docente. Nel frattempo diventai delegato, grazie a una “congiunzione astrale favorevole”, assumendo la responsabilità della delegazione di Napoli; attualmente ricopro anche la carica di referente per la Campania della Guida Vitae. Tanti i progetti realizzati in questi anni, ed uno voglio ricordare qui in particolare: l’ideazione e realizzazione del Festival delle Vigne Metropolitane di Napoli, una rete pensata per mettere insieme realtà vitivinicole diverse che hanno in comune l’ubicazione dei vigneti all’interno dei confini comunali dell’antica città di Partenope”

Tommaso

 
Tommaso Luongo
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Luisito Perazzo

Luisito Perazzo
miglior sommelier d’Italia

LUISITO PERAZZO

Miglior sommelier d’Italia

Per guidare la Tappa #16 di Sommelier Wine Box (luglio 2019) ci siamo rivolti al miglior sommelier d’Italia, il grande Luisito Perazzo, che ci ha raccontato la sua storia  .

“Avevo pensato una storia diversa per la mia vita: Ingegneria al Politecnico di Milano. Ma, come spesso accade, alcuni incontri hanno suscitato in me una curiosità per la conoscenza del vino che non mi ha più abbandonato. Ho quindi intrapreso un percorso in cui mi sono immerso completamente, spinto dalla voglia di capire e di comprendere il gusto del vino, di conoscerne personalmente i territori, i luoghi dove vengono prodotti i grandi vini. Con il tempo ho raccolto le sfide che questo lavoro mi ha offerto, con l’obiettivo di mettermi alla prova. Con determinazione, ho raggiunto diversi riconoscimenti: Miglior Sommelier di Lombardia e Master Sangiovese nel 2004, Master Nebbiolo l’anno dopo, fino a Miglior Sommelier d’Italia nel 2005. La mia passione di vita, la mia passione quotidiana, è focalizzata sulla “Lettura del Vino”, per scoprire le identità, le storie del produttore, gli umori dei viticoltori, le filosofie degli artigiani del vino. Il mio compito è quello di raccontare queste storie piene di vita – talvolta anche molto emozionanti – di veicolare il loro operato, di renderlo adeguatamente professionale, di esaltare il loro prodotto sulla tavola con il desiderio di creare un evento ad ogni calice.”

Luisito Perazzo, miglior sommelier d’Italia

 
Luisito Perazzo
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Matteo Carrozzini

Matteo Carrozzini
sommelier e degustatore ufficiale

MATTEO CARROZZINI

Migliore sommelier della Puglia

Per guidare la Tappa #15 di Sommelier Wine Box (giugno 2019) ci siamo rivolti a Matteo Carrozzini, che ci ha raccontato la sua storia.

La mia passione per il vino parte da lontano e si sviluppa in momenti diversi della mia vita. Sin da piccolo sono stato affascinato dalla ritualità, dalla canonicità e anche dalla concentrazione che caratterizzavano i giorni prima della vendemmia, in un modo diverso e quasi mistico rispetto alle altre pratiche agricole che mio nonno, da contadino, mi insegnava giocando. Un’altra scintilla è avvenuta quando, crescendo, all’università un mio docente analizzava i trend di crescita delle realtà vitivinicole pugliesi confrontate con il resto delle cantine italiane… Sono sempre stato affascinato dal rito di celebrare con il vino i momenti di maggiore convivialità, così è cresciuta in me la curiosità di conoscere meglio ogni bottiglia, il motivo del suo valore economico, la differenza qualitativa tra le varie produzioni e annate e molto altro. Questo mi ha spinto a diventare sommelier, trasformando una passione in professione.” 

Matteo

 
Matteo Carrozzini
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Carlo Pagano sommelier

Carlo Pagano
migliore sommelier di Abruzzo e Molise

carlo pagano

Migliore sommelier di Abruzzo e Molise

Per guidare la Tappa #14 di Sommelier Wine Box (maggio 2019) ci siamo rivolti al migliore sommelier di Abruzzo e Molise, il grande Carlo Pagano, che ci ha raccontato la sua storia.

“Nasco nel 1982, quando l’Italia vince i mondiali ed esce l’album più venduto al mondo, Thriller di Michael Jackson. Ma non faccio bene i calcoli nascendo il giorno di Natale e lasciando al Fato un regalo l’anno. Inizio a gironzolare nei ristoranti a 16 anni ma il colpo di fulmine con il vino avviene nel 2007 quando inizio il mio percorso di studi con l’Associazione Italiana Sommelier – mi diplomo al crepuscolo del 2008. Ambizioso e appassionato, studio e giro molto. Nel 2009 vinco il titolo di miglior sommelier di Abruzzo e Molise e qualche mese più tardi vengo eletto miglior sommelier del Centro Italia nel Master La ricerca dell’eccellenza.

Inizio quindi altre percorsi formativi: degustatore ufficiale AIS, degustatore di birre, acque minerali, sigari e distillati. Divento referente dell’A.I.S. Molise (delegazione di Isernia) e partecipo alla stesura della Guida Vitae, i migliori vini d’Italia.

Ma qualcosa mi manca: la competizione, rimettermi in gioco con me stesso! Lascio la carica di delegato e riprendo lo studio, capendo ancora di più di essere un “wine’s victim“. Giro tanto, assaggio ancora di più e guardo lontano. Al mio primo tentativo mi laureo al premio Trento Doc terzo Miglior Sommelier d’Italia 2016 (piazzamento che ripeterò l’anno successivo). Giusto il tempo di scendere da Trento per festeggiare e subito si aprono i libri per altre competizioni. Arrivano importanti successi, uno dietro l’altro: 1° classifico al Master Sagrantino, al Master Nebbiolo, Master Soave, Master Nero di Troia, Master Albana. 2° classificato al Master Primitivo e 3° al master sul Chianti Classico, dove ricevo il premio come Miglior Comunicatore.

Porto con orgoglio il MIO Molise in giro per l’Italia e decido con mia moglie Luigia e il mio caro amico, lo chef Marx Di Nella e sua moglie Mariagrazia, di aprire Existo Osteria Molisana, dove diamo voce a tanti piccoli artigiani ed eccellenze sannite e matesine, con ricerca e voglia di far conoscere tutto il bello e il buono che ci circonda, divertendoci e innamorandoci ogni giorno di più del nostro lavoro, il più bello del mondo.”

Carlo

 
Carlo Pagano sommelier
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FISAR Udine

Delegazione FISAR di Udine
un grande gruppo di amici

STEFANO CARMASSI

Vino e spiritualità

Per guidare la Tappa #13 di Sommelier Wine Box (aprile 2019) ci siamo rivolti alla passione della Delegazione FISAR di Udine:

“Prima di tutto siamo un gruppo di amici che si sono conosciuti durante i corsi per diventare sommelier. Un’amicizia nata apparentemente per caso che si rinnova ogni volta davanti ai tanti calici degustati in compagnia, da veri appassionati del mondo enologico.

Quotidianamente ci impegnamo per diffondere e per valorizzare la cultura vitivinicola ed enogastronomica nella nostra regione. Ma non solo.

Promuoviamo con passione la storia del vigneto Friuli e creiamo occasioni di approfondimento e di confronto perché crediamo che il vino sia un mezzo di condivisione efficace e piacevole.”

Delegazione FISAR di Udine

FISAR Udine
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Stefano Carmassi sommelier

Stefano Carmassi
vino e spiritualità

STEFANO CARMASSI

Vino e spiritualità

Per guidare la Tappa #11 di Sommelier Wine Box (febbraio 2019) ci siamo rivolti al sommelier Stefano Carmassi, che ci ha raccontato la sua storia.

“Mi interesso al vino per comprendere le storie e i luoghi delle comunità locali. Ho cominciato da ragazzino negli anni ‘90 con il vinificare Vermentino sulle sabbie di mare della Versilia con macerazioni sulle bucce, e sono finito, ad ora, in mezzo alle vigne di Castellina in Chianti nel cuore del Chianti Classico.

Faccio formazione e didattica per i corsi di Sommelier, con una naturale predisposizione all’enografia toscana e umbra.

Ho una formazione scientifica ben salda che non si frappone all’approfondimento -mia grande passione- del rapporto fra vino e spiritualità nella vitivinicoltura dei monaci dell’Alto Medioevo.

Ritornare al vino come elemento di aggregazione, come stimolatore di creatività, come catalizzatore di spazi pubblici. Un vino non esclusivo ma inclusivo. Diventa così urgente ritrovare quel filo che ci riconnetta sentimentalmente a quei monaci-contadini pieni di passione e amore per la terra e i suoi frutti.

Cerco di comunicare incessantemente le virtuosità dei vini ben ancorati al territorio e al suolo, che si contrappongono alle omologazioni gustative e alle concentrazioni così tanto ricercate dalla contemporaneità e dall’agribusiness.”

Stefano Carmassi

 
Stefano Carmassi sommelier
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