Marilena Barbera

Marilena Barbera – Sicilia

Mi chiamo Marilena Barbera e sono una vignaiola indipendente. Vivo e faccio il vino a Menfi, in Sicilia, con le uve coltivate, selezionate e raccolte nella nostra Tenuta Belicello.

Fare il vino per me è una scelta di vita.

Sono tornata in Sicilia dopo anni trascorsi in un altrove che non mi apparteneva. Qui ho trovato la vigna e il sogno di mio padre: ho preso questo sogno e ho scoperto che era anche il mio.

Vivo a Menfi, dove sento l’energia di questa terra bellissima e difficile. Provo a capirne l’essenza, interpretandola attraverso i frutti che ogni giorno ci regala; ne sono testimone e custode, preservandone l’integrità, assorbendone forza e ricchezza, cercando di trasferire al vino la sua anima, senza trucchi.

Produco i miei vini praticando l’agricoltura biologica e la vinificazione naturale, nel massimo rispetto del terroir di Menfi. In vigna non faccio uso di erbicidi, né di fertilizzanti chimici o prodotti sistemici, impegnandomi a custodire la terra che ci nutre e a proteggere la ricca biodiversità dell’ambiente naturale nel quale vivo e lavoro. In cantina ho scelto di lavorare solo con fermentazioni spontanee e con pratiche enologiche semplici e non invasive, limitando al minimo o escludendo del tutto l’utilizzo di additivi che possano alterare la personalità e l’espressività dei vini e il loro legame con la terra che li genera.

Amo questo lavoro e il meraviglioso terroir dove nascono i miei vini: il mare azzurrissimo, guardando a mezzogiorno, basse scogliere e canneti, e dune di sabbia dorata coperte di gigli selvatici; il sole accecante, la brezza salmastra (ora vento d’Africa, ora ponente gentile, ora fresca tramontana…); il fiume, che scorre lento in ampie volute, vigneti a perdita d’occhio, ulivi centenari e campi di carciofi.

E, soprattutto, le vestigia di antiche civiltà, che sicani ed elimi e fenici e greci hanno affidato alle mani di chi coltiva l’orgoglio di esserne testimone.

Questo è Menfi: aria e luce, mare e vento, e un sapere millenario. E questo c’è nei miei vini.

Marilena

Lefiole

Elisa e Silvia, Lefiole – Lombardia

“Le fiole” è un’espressione affettuosa che nella lingua oltrepadana indica le ragazze. Lefiole siamo noi – Elisa e Silvia – cresciute a Montalto Pavese, uno dei crus più importanti dell’Oltrepò Pavese.

Amiamo molto questa terra e questo legame ci ha spinto a fare qualcosa per il nostro territorio e per le sue tradizioni, ma anche per le persone che hanno permesso a queste colline, dalla bellezza struggente, di resistere al passare del tempo.

Abbiamo quindi creato due vini. Lo abbiamo fatto con le uve che già nostro nonno coltivava e raccoglieva. Oggi lo facciamo noi, stagione dopo stagione, assieme a nostro padre, nei 12 ettari di vigneto.  Sono un Pinot grigio e un Pinot nero: Elivià e Alené, nomi che nascono dalla fusione dei nostri nomi e di quelli dei nostri genitori, Angela ed Enzo.

Ci ha aiutato l’enologo Guido Beltrami: gli abbiamo chiesto di coniugare l’esperienza del passato con le tecniche produttive contemporanee, per ottenere dei vini che rispecchiassero al meglio le caratteristiche del territorio e che allo stesso tempo ci rappresentassero.

Oggi possiamo dire di esserci riuscite.

Elisa e Silvia

Lefiole Elisa e Silvia
cantine Greco

Enza, Cantine Greco – Calabria

Siamo a Torretta di Crucoli, in provincia di Crotone, in un territorio bellissimo abbracciato dal mar Ionio. La nostra azienda nasce negli anni 50, mio padre seguendo le orme dei miei nonni iniziò da giovanissimo a dedicarsi completamente alla terra. Uliveti e vigneti furono per lui la seconda casa e lo diventarono presto anche per i miei tre fratelli Cataldo, Donato e Tommaso.

Io, dopo gli studi fuori e qualche esperienza lavorativa decisi di tornare nella mia Calabria e dedicarmi completamente all’azienda.

Nel 2017 per noi ci fu una grande svolta, una bellissima cantina e l’inizio di un’avventura tutta nostra. Non più conferitori di vino e uve, ma produttori di una linea di vini completamente prodotta da noi.

Seguiamo ogni passaggio, dalla vigna alla bottiglia, insieme al nostro enologo Massimo Bartolini cerchiamo di produrre vini nel rispetto della terra e dei processi naturali della vigna.

Abbiamo due linee, che rappresentano le nostre due identità. La linea Doc, è il legame con il passato, i vini riportano dentro tutti gli insegnamenti di nostro padre, la tradizione. La linea Igt, invece, rappresenta la parte nuova, innovativa dell’azienda, con un’attenzione particolare per il packaging.

Due facce della stessa medaglia che rappresentano al meglio chi siamo noi, un’azienda con un passato importante ma con lo sguardo proiettato al futuro.

Innocenza Greco, da tutti chiamata Enza!

Balestri Valda

Laura, Balestri Valda – Veneto

La mia idea di viticoltura si fonda sul profondo rispetto dell’equilibrio naturale.

Quindi no all’utilizzo di pesticidi, diserbanti e fertilizzanti chimici. Sì a biodiversità, tutela dei vitigni autoctoni e apicoltura in vigna. Dove vigneti, fiori, boschi e frutteti coesistono anche le api trovano una casa felice. 

Il rispetto della biodiversità si concretizza nelle mie scelte quotidiane. Negli anni Novanta – in controtendenza per l’epoca – già mio padre Guido aveva deciso di non piantare viti su tutta la superficie aziendale ma di mantenere intatti alcuni ettari di bosco; in esso trovano riparo moltissime specie di animali selvatici, e oggi anche le nostre api vi si rifugiano per fare incetta di propoli e melata…

Negli anni – dai miei 22 a oggi – ho dato vita a un frutteto con varietà antiche di frutta ormai in estinzione, tra cui nespoli, giuggioli, melograni, varietà rare di meli e peri provenienti dalla pedemontana veneta. Ad essi si aggiungono circa 300 olivi, anch’essi condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica.

E infine l’apicoltura, un vero chiodo fisso per me. Ogni giorno mi sento grata per tutto ciò che le api ci donano e insegnano; salvarle è il minimo che possiamo fare. Questi meravigliosi e delicatissimi insetti sono fondamentali per la vita sulla terra ma rischiano di scomparire a causa dei pesticidi, soprattutto in zone ad alta densità di monocolture intensive.

Il miele viene sempre incluso nel percorso di degustazione assieme ai nostri vini, consentendoci di spiegare a tutti quanto sia importante salvare le api.

Laura

Cantina Luigi Maffini

Cantine Luigi Maffini – Campania

La nostra avventura comincia agli inizi degli anni ’70 quando mio padre, per hobby, decide di piantare il primo vigneto nella proprietà di famiglia, a Castellabate: ero un bambino ma ricordo ancora l’euforia della prima vendemmia in casa Maffini…

Agli inizi degli anni ’90, con una laurea in scienze agrarie e la specializzazione in enologia, decido di mettermi in gioco, tirando fuori dal cassetto tutti i miei sogni. Da subito, ho condiviso quei sogni con mia moglie Raffaella, determinata e tenace come solo le donne sanno essere. Venticinque anni fa progettavamo la nascita della nostra allora piccolissima azienda, delineando le linee di guida di un progetto che abbiamo realizzato con caparbietà. Fare vino per noi è tutto: è vivere tra i vigneti e osservare il ritmo della natura lasciandosi da essa orientare, e farlo sempre guardando al futuro.

Il Cilento ci ha conquistati con il suo carattere aspro e selvaggio, con colori e sapori indimenticabili e con il suo silenzio, così lontano da qualunque altra cosa. La potenza espressiva della nostra terra anima il nostro lavoro, nella volontà di tutelarla e di farla entrare nei nostri vini. La terra è davvero al centro delle nostre scelte: ecco il perché della conduzione biologica, dell’attenzione per la sostenibilità ambientale, della ricerca di armonizzare le nostre azioni con la natura che ci circonda.

Tutto questo consente ai nostri vini di esprimere in modo autentico il loro legame con il territorio. Sono vini che abbiamo pensato e desiderato, ed esprimono ognuno un pezzo della nostra vita. Oggi, li osserviamo con occhi timidi e con la consapevolezza che sono unici e veri.  

Credo che il vino del futuro dovrà accogliere tutte le possibilità date dalle conoscenze scientifiche, lavorando per esaltare la sua unicità, le caratteristiche dei singoli territori e l’artigianalità che l’hanno fatto grande.

Luigi, con Raffaella

De Conciliis

Viticoltori De Conciliis – Campania

La storia di Viticoltori De Conciliis nasce nel 1996, dai sogni e dalla curiosità di noi tre fratelli.

Prima nell’azienda di nostro padre e poi in modo indipendente abbiamo trasformato la cantina di famiglia, facendone una portabandiera della rinascita del vino campano.

Siamo sulle colline che circondano Agropoli e coltiviamo 20 ettari, producendo otto vini che celebrano il Cilento, i suoi colori, i suoi ritmi e i suoi profumi.

Siamo in particolare impegnati per i vitigni autoctoni, fiano e aglianico su tutti, e crediamo nelle straordinarie potenzialità di questa terra, crocevia di culture antiche che guarda al futuro.

Paola, Bruno, Luigi

Casebianche

Elisabetta e Pasquale, Casebianche – Campania

Casebianche nasce nel 2000 quando abbiamo abbandonato le nostre attività di architetti per occuparci della tenuta agricola di famiglia. Quindi abbiamo iniziato ad osservare e curare le nostre vigne, con vinificazioni sperimentali; sei anni dopo, il primo imbottigliamento.

La nostra è un’azienda di 14 ettari nel comune di Torchiara, in provincia di Salerno, tra il Monte Stella, la piana di Paestum e il mare del Cilento. Oltre ad ulivi, agrumi e fichi coltiviamo 5 ettari di vigne, con Aglianico e Fiano in prevalenza, e poi Barbera, Piedirosso, Malvasia, Santa Sofia e Trebbiano. Con queste uve, alcune da vecchie vigne, creiamo i nostri sette vini. Tra questi, il Dellemore ha una vinificazione costruita sulla massima semplicità (breve macerazione sulle bucce) e affinamento in acciaio e tonneau per un vino che profuma di primavera.

Il Cupersito invece è fatto con le migliori uve aglianico dei nostri vigneti, affina in legno e fa sognare il mare.

Adottiamo il metodo di coltivazione biologica e abbiamo avviato da tempo un programma agrologico che guarda con interesse alle pratiche biodinamiche. In campo interveniamo il meno possibile, limitandoci a lavorazioni meccaniche, concimazioni naturali e sovesci per arricchire la vita del suolo. In cantina limitiamo al massimo l’uso di solforosa e le fermentazioni avvengono nel rispetto della materia viva.

Elisabetta e Pasquale

vigna cilento

Azienda Agricola Montonale – Lombardia

Tutto iniziò nel 1911, quando il bisnonno Francesco Girelli dissodò in solitudine due ettari di terreno nel borgo di Montonale, in Lugana, per impiantarvi Turbiana, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Cent’anni dopo, continuiamo il lavoro del nostro antenato con nuova energia e il conforto di una cantina edificata secondo i principi della bioarchitettura e incorniciata da 30 ettari di vigneto.

Il suolo che accoglie le nostre vigne è morenico, ricco di minerali, con una poderosa vena d’argilla. Insieme al particolare microclima, dominato dalle brezze del lago di Garda, riesce a conferire un carattere pieno ed elegante alle nostre uve. 

Il vigneto è interamente di proprietà e condotto secondo il “metodo Montonale”, la nostra personale sintesi tra viticoltura integrata e sostenibile.

Varietà principe è l’autoctona Turbiana, dalla quale nascono i Lugana Montunal e Orestilla, quest’ultimo premiato ai Decanter World Wine Awards 2017 quale miglior bianco monovarietale al mondo. Per noi è stato un riconoscimento epocale, che ci ha convinti ancor di più che dalla Turbiana possono arrivare vini identitari e longevi, capaci di migliorare nel tempo per offrire al degustatore terziarizzazioni espressive e inaspettate.

Claudio, Roberto e Valentino Girelli

Cascina Belmonte

Enrico Di Martino, Cascina Belmonte – Lombardia

Agricoltori alla prima generazione. Detto in inglese suona anche meglio, “first generation farmers”; sembra una cosa spaziale, nuova, che trasmette una sensazione tremendamente moderna.

E moderno vuole essere il nostro modo di coltivare i campi, tralasciando l’aspetto produttivistico a favore di un approccio ecologico di conservazione del territorio.

Lavoriamo tutti i giorni alla ricerca del vino “buono, pulito e giusto” e dell’incontro con i bisogni della comunità, con un obiettivo finale ben chiaro: trovare un’armonia, un equilibrio tra l’uomo e la natura, tra il lavoro e la pace, tra l’avere carattere e la ricerca della piacevolezza.

Coltiviamo 20 ettari, di cui 10 a vigneto, tutto biologico. Siamo in Valtenesi, nell’entroterra gardesano, alle spalle di Salò.

Sui vini in selezione…

Costellazioni, il vino di una notte.

Aspettiamo che il mosto prenda colore, di solito quando è già notte. Con il cielo terso e le stelle abbagliate dall’inquinamento luminoso. Dal profumo del mosto è un attimo immaginarsi il vino, perché non c’è spazio, tra i due, solo un gentile fermentare, naturale come lo scorrere dell’acqua verso il basso.

Il Chiaretto (altrove chiamato Rosé) è il vino di queste terre. Il vino dei nonni, dei bisnonni, dei trisavoli e via così. Figlio della geografia, degli incroci della storia, dei 700 anni di resilienza del Groppello su questi terreni. Figlio del Lago, dei venti, delle morene, dei limoni, dei cipressi, dell’estate, del bagliore accecante del sole, di una notte di settembre.

Valtenesi, Chiaretto. Costellazioni.

In stramonia veritas.

I filari allineano su un piano inclinato dal cuore di burro. Un burro rosso, argilloso, che quando piove sguscia via sotto le ruote del trattore danzante in movenze scomposte. Un burro che quando c’è l’asciutta diventa tanto duro da risultare inscalfibile. Una questione di tempismo (come sempre nella vita) lavorare l’argilla. Qui a fine anni novanta i miei genitori piantarono un vigneto di Cabernet e poco lontano di Merlot. Da allora ogni anno queste piante e questa terra ci regalano un vino elegante, di carattere, sempre gioviale. Devo ringraziarli, per questo vigneto e per tante altre cose. Questa è l’occasione per ringraziare anche Chiara, un’amica di vecchia data, inconsapevole ispiratrice del nome di questo vino, quando mi raccontò di come la pianta della Datura Stramonium venisse usata nel Medioevo per preparare “filtri della verità” ottenendo più o meno lo stesso effetto di bere un bicchiere di buon vino…

Enrico di Martino

Bruno Verdi

Paolo Verdi, Cantina Bruno Verdi – Lombardia

La storia della mia famiglia risale al Settecento quando Antonio Verdi, dal ducato di Parma, si insedia in Oltrepò Pavese. Da quel momento, quattro generazioni si sono succedute nella cura delle terre di famiglia. Allora si producevano grano e altri cereali, i gelsi davano le foglie per l’allevamento dei bachi da seta e un buon numero di pertiche erano dedicate alla vite… Ben presto alla cura dei vigneti si unisce anche l’arte della trasformazione delle uve in vino, con una vera e propria cantina. Questa eredità si è trasmessa poi di padre in figlio, assieme alla passione e all’amore per la qualità.

Con la quarta generazione iniziano le divisioni di proprietà ed è Bruno, mio padre, il primo a imbottigliare e fregiare le sue bottiglie con la propria etichetta, negli anni dell’immediato dopoguerra.

Nel 1985 purtroppo papà Bruno viene prematuramente a mancare e a 23 anni prendo in mano la conduzione dell’azienda in vigna e in cantina, con l’aiuto di mamma Carla e di mia sorella Monica.

Inizia gradualmente un nuovo percorso, con il mio primo Metodo classico “Vergomberra” e la nascita di tre vini Cru quali Rosso Riserva “Cavariola”, Riesling “Vigna Costa” e Barbera “Campo del Marrone” che rappresentano al meglio il nostro territorio.

Tutto questo seguendo i dettami di un’agricoltura a basso impatto ambientale e alla continua ricerca di migliorare la qualità dei nostri vini, mantenendone la tipicità.

Paolo Verdi

campo marrone azienda