Cantina Agnanum

Raffaele Moccia, Cantina Agnanum

La nostra vigna è di 10 ettari e mezzo: è un unico corpo a ridosso di Napoli e sta ai confini del Bosco degli Astroni, un’oasi del WWF già terreno di caccia dei Borboni. In questa terra antica, ho recuperato un vecchio vigneto dei miei avi, di inizio Ottocento.

La coltiviamo con vecchi metodi di allevamento, quelli usati dagli uomini di migliaia di anni fa; solo per le vigne di nuovo impianto trent’anni fa ho introdotto delle tecniche più moderne. Il nostro vino è prodotto con pratiche agronomiche e tecniche che sono il frutto della saggezza contadina, che si tramanda di padre in figlio ma che oggi, qui, sono rimasto praticamente l’unico a mantenere vive. È per questo che la nostra vigna crescerà, perché ho accettato di raccogliere la sfida dei tempi e di acquisire un campo accanto al nostro che rischiava di essere dismesso.

Stiamo sul vulcano più pericoloso al mondo (non di rado partono dal terreno spruzzi di zolfo che arrivano fino in vigna). Il terreno è molto sciolto e poco coeso, le pendenze sono forti e la terra smotterebbe se non avessimo costruito i terrazzamenti, fatti a suon di zappa e con un grosso lavoro idraulico, e se non lavorassimo continuamente per conservarli.

Alcuni dei nostri vini sono prodotti in pochissime bottiglie, come la Vigna delle Volpi: 600 l’anno. E oltre alle DOC piedirosso e falanghina, abbiamo ripristinato delle altre uve, tipiche e antichissime, di cui abbiamo piante vecchissime. Nella nostra Sabbia Vulcanica, ad esempio, ho voluto recuperare la beva dei miei avi, che non consumavano in purezza né falanghina né piedirosso, ma li diluivano con altre uve. Assieme alla falanghina (85%) mettiamo anche catalanesca, moscato, caprettone, biancolella e gelsomina. Quest’ultima, in particolare, è un’uva ormai scomparsa e noi siamo gli ultimi a detenerne alcuni cippi.

cantine federiciane

Cantine Federiciane

Le Cantine Federiciane di oggi sono il frutto di un secolo di lavoro, tra esperienze tramandate, saperi accumulati e grande dedizione.

Mentre la nostra originaria casa rurale è diventata un agriturismo accogliente, le vigne si sono moltiplicate in tutta la Campania e nel 2000 abbiamo costruito un nuovo impianto di trasformazione che ci consente produzioni di alta qualità grazie a tecnologie all’avanguardia. La nostra famiglia – arrivata alla quarta generazione – tuttora produce con passione il suo vino.


Assieme ai nostri tre figli curiamo l’azienda in tutti i dettagli, dedicandovi tempo, energie e amore. Ma non siamo soli: un gruppo di giovani e preparatissimi collaboratori segue con convinzione il progetto: insieme abbiamo creato un team affiatato e grintoso, che si propone alla sfida del mercato con competenza e coraggio.

Pina e Paolo Palumbo, con Marco, Antonio e Luca

Gerardo Vernazzaro, Cantine Astroni

Da più di cento anni la mia famiglia si dedica alla produzione di vino, mettendo al centro l’attenzione al territorio senza perdere mai di vista l’importanza del piacere.

Tutto inizia dal mio bisnonno Vincenzo (classe 1891), che decise di trasformare la bellezza di fare il vino in una fiorente attività; suo figlio Giovanni, dopo la guerra, diede concretezza ai sogni del padre. Da allora non ci siamo più fermati e oggi Cantine Astroni è una realtà impegnata in un progetto di tutela e valorizzazione dei vitigni autoctoni, tra rispetto delle tradizioni e moderne tecniche di vinificazione.

L’azienda si erge sulle pendici del cratere degli Astroni, tra Napoli e Pozzuoli, un’oasi naturale del WWF. Questo è un luogo unico, in bilico tra il mare e il fuoco del vulcano.

La missione che ci siamo dati è di promuovere la viticoltura campana (e in particolare quella flegrea) e la nostra sfida principale è coltivare i vitigni autoctoni pre fillosserici (allevati a piede franco): falanghina e piedirosso dei Campi Flegrei. I suoli sabbiosi vulcanici hanno infatti impedito il proliferare della fillossera, che nella metà Ottocento distrusse tutto il patrimonio ampelegrafico europeo, tranne poche zone tra cui la nostra e l’area del Vesuvio. Per questo la Campania è così ricca di autoctoni.

Negli ultimi anni siamo impegnati in un grande lavoro di riconversione e di tutela del territorio: nuove vigne si aggiungono a quelle già presenti ed ogni annata è un nuovo inizio, una nuova ricerca di margini qualitativi sempre più elevati. Siamo innamorati del nostro territorio e dal 1999 abbiamo avviato un progetto di valorizzazione: curiamo visite guidate, eventi, mostre e percorsi alla scoperta dell’anima più profonda questi luoghi avvolti dal mito, le cui origini vanno cercate nel mondo greco, la cui influenza trasuda ancora oggi in queste terre che tanto affascinarono Goethe.

Tutto questo è possibile grazie alle tante persone che credono in questo progetto familiare: zii, nipoti ma anche tutto il personale, di vigna e di cantina, di logistica e di ufficio, enologici e agronomi, responsabili del controllo di qualità, che si impegnano costantemente, con uguale impegno ed entusiasmo, a migliorare sempre di più la nostra offerta.

vini delle sabbie

Barbara e Mirco Mariotti

Dal 1976 nostro padre Giorgio si dedica al vino con passione ed apre il Centro Enologico La Bottega del Vino ad Argenta (FE), unico laboratorio di analisi e consulenze enologiche in Provincia di Ferrara. È analizzando i vini del territorio che si rende conto della tipicità dei terreni sabbiosi del Delta del Po e delle loro caratteristiche “non filosseriche”: da lì inizia l’iter di studio per il riconoscimento della DOC Bosco Eliceo, che dura una decina di anni e si conclude nel 1989.

Per salvaguardare il lavoro svolto fino a quel momento, io e mia sorella Barbara abbiamo affiancato nostro padre per dare inizio anche all’attività di produzione nel 1998, trasformando le nostre uve coltivate in poderi salvati dall’espianto, perché dopo la riconversione del settore agricolo degli anni Novanta, i vigneti nella provincia di Ferrara sono passati dagli 8.000 ettari del 1976 agli attuali 400.

Abbiamo quindi creato il Fondo Luogaccio a San Giuseppe di Comacchio, un vigneto a “piede franco”, ai bordi del sito Natura 2000 Duna della Puia.

Nel corso degli anni la nostra attenzione si è concentrata sul vitigno rosso Fortana, da sempre presente nell’area e dalle caratteristiche uniche, esaltate soprattutto nei vini frizzanti e spumanti.

Il terreno sabbioso, le piante centenarie, la vicinanza del mare e le sue brezze, il cuneo salino, donano ai nostri vini un carattere distintivo, che anno dopo anno cerchiamo di esaltare nel rispetto di un territorio da sempre in bilico tra terra e acqua.

Barbara e Mirco Mariotti

vini delle sabbie
Vini Claudio Mariotto

Claudio Mariotto

Conduco l’azienda assieme alla mia compagna Rossana, a mio fratello Mauro e a mia mamma Piera. Sulle colline tortonesi, a Vho, la mia famiglia coltiva 30 ettari di vigna, nei comuni di Tortona e Sarezzano, e lo fa dal 1920.

La vita quotidiana a contatto con il vigneto, le tecniche di cantina e la cura con cui seguiamo ogni fase del processo produttivo (dalla maturazione delle uve, all’affinamento delle migliori partite in botte) garantiscono ai nostri vini un elevato standard qualitativo. Per soddisfare un mercato sempre più attento alla qualità, selezioniamo i vitigni e li coltiviamo nei terreni più idonei, in collina, dove la qualità delle uve è decisamente superiore. Tutto questo ci consente di offrire agli intenditori una scelta completa dei migliori vini dei Colli Tortonesi.

Dalla fine degli anni Novanta coltiviamo il Timorasso e ne vinifichiamo le uve con passione sempre crescente, e tanta soddisfazione. Questo vitigno autoctono è stato recuperato solo in tempi recenti e noi ci abbiamo scommesso, utilizzandolo per produrre un vino bianco di grande personalità. Il nostro Timorasso è di un bel giallo paglierino, nitido e limpidissimo. I profumi sono composti e intensi, tutti giocati su toni floreali e rimandi freschi e minerali. In bocca è fresco, sapido, piacevole e franco, equilibrato e vivace nello sviluppo.

L’obiettivo del nostro impegno quotidiano è di fare inserire il Timorasso nelle migliori carte dei vini, non come “bestia rara” ma come grande ambasciatore di territorialità e autenticità, personalità e cultura, da proporre al consumatore attento.

Claudio Mariotto

Baglio di pianetto

Giovanni Chiaramonte, Baglio di Pianetto

La nostra storia parte da una bottiglia regalata al conte Paolo Marzotto per approdare, nel 1997, nell’azienda siciliana innovativa che è oggi.

La scelta dei due siti produttivi è stata dettata dalla ricerca della massima qualità: quello di Pianetto sta a nord ovest, a 650 metri sul livello del mare, ed è caratterizzato da un terreno ricco di silicio, l’altro si trova a sud est, a Noto, a 50 metri sul mare con territorio gessoso.

L’area di Pianetto è simile alla Rhône francese, con alte colline che mitigano i venti, e una grandissima escursione termica tra giorno e notte. Questa favorisce lo sviluppo delle uve a bacca bianca (inzolia, grillo, catarratto, viognier…), cui regala grande acidità.

Il sito di Noto, invece, sta in una zona straordinaria per il nero d’avola, ma vi produciamo anche strepitosi syrah e l’immancabile moscato di noto, che vinifichiamo con appassimento in pianta.

Oggi Baglio di Pianetto è una cantina di 20 anni, che vive di tante piccole grandi attività: dalla cura del vigneto al lavoro di precisione in cantina, fino al cuore dell’azienda, la barricaia, il luogo dove i vini raggiungono il culmine qualitativo. La cantina è un esempio di tradizione e tecnologia insieme, in delicato equilibrio: è costruita su quattro livelli, sfrutta la verticalità dei processi vinicoli senza l’uso di pompe che stresserebbero le uve.

Tutto questo nel contesto di una Sicilia nuova e antica assieme, raccontata con eleganza.

Giovanni Chiaramonte

Antico Palmento

Mariangela e Gabriele Garofano, Antico Palmento

Tutto ha origine da un sogno di nostro padre, Bruno Garofano – noto enologo – che nel 1998 decide di mettere la sua esperienza a servizio di noi figli, per avviare un’attività vitivinicola nel cuore di una delle aree più vocate della Puglia.

Stiamo nel centro storico di Manduria e la nostra è una filosofia semplice, valida sia nei tre ettari di vigna sia in cantina: nessuna scorciatoia, pochissimi interventi mirati.

Il nostro obiettivo è quello di produrre vini in quantità limitata, interpreti della migliore espressione del nostro territorio perché, da noi, niente entra in bottiglia se non è di qualità eccellente, nostro punto di partenza e meta finale. Puntiamo molto sugli autoctoni, con una speciale attenzione per il primitivo.

Con l’auto di nostro padre, seguiamo tutto il processo produttivo, l’uno coltivando e curando il vigneto, l’altra – da biologa – seguendo la parte tecnica della produzione e vigilando soprattutto sulla fermentazione. Abbiamo fatto la scelta – determinata e coraggiosa – di tornare alla terra, e per noi questo è il migliore dei mondi possibili. Ci piace farci chiamare contadini: crediamo in questo territorio e ne portiamo orgogliosamente avanti la voce convinti che abbia potenzialità immense.

All’Antico Palmento produrre vino è l’arte di accompagnare un processo naturale, con la fedeltà alle tradizioni e il coraggio di guardare al futuro.

I nostri sono vini essenziali e autentici, spogliati di tutto il superfluo e in grado di andare dritti al cuore. Di cosa profumano? Di una famiglia unita.

Mariangela e Gabriele Garofano

Alessandro Bonsegna

Alessandro Bonsegna

La nostra azienda è stata fondata a Nardò da Primo Michele Bonsegna, mio padre.

Nel 1991 l’ho ereditata da lui, assieme alla passione per un lavoro tanto faticoso quando pieno di soddisfazioni.

Il nostro vigneto si stende nelle contrade storiche di Cenate Vecchie, Carignano, Nucci e Speranza; molte delle nostre vigne stanno vicino alla bellissima area protetta del Parco Naturale di Portoselvaggio. La cantina, invece, è nel centro di Nardò, in una costruzione di inizio Novecento.

Da sempre coltiviamo nel rispetto della natura e delle piante, limitando al minimo concimi e fitofarmaci: per questo i nostri vini sono profondamente legati al territorio e alle campagne neretine.

Dal 2007 ho dedicato un vino a mio padre, il Primo (uve di primitivo e negroamaro) che affiniamo in legno piccolo: è fatto per ricordare la sua dedizione a questo lavoro e uscirà solo nelle annate migliori, quelle che lo permetteranno.

Alessandro Bonsegna

Giovanni e Fernando Calò

Giovanni e Fernando Calò

La nostra azienda sorge a Tuglie: è qui che nostro padre ci ha insegnato a coltivare l’uva e ad accompagnare in cantina solo i grappoli più belli.

Da lui abbiamo ereditato anche l’amore per questo mestiere, così antico e così moderno, in cui bisogna sapere unire le migliori tradizioni con le nuove conoscenze e mettere insieme il meglio di ciò che si ha coltivato. Solo così si può portare in tavola un prodotto eccellente.

I nostri vigneti crescono in terreni diversi (tra Tuglie, Alezio, Parabita e Sannicola) che conferiscono ai vini sfumature incredibilmente varie. Il Salento è una terra di incontro tra Oriente e Occidente, piena di storia, di profumi, di sole, di fiori e di colori. Qui nascono vini dalla grande personalità, capaci di raccontare tutta la ricchezza di una terra.

Il Rosato è il centro e il cuore del nostro lavoro: è il nostro vino principale e lo produciamo con una tecnica antica, detta a “lacrima”, senza nessuna azione meccanica. Questa consiste nell’impiego solo del mosto migliore e deriva il nome dal fatto di avere una resa molto bassa, al punto da far piangere.

I nostri Rosé affinano a lungo, anche per 10 anni, e quello che otteniamo è un prodotto spiccatamente gastronomico, lontano dalle mode e di estrema – appagante – sostanza.

Anche l’arte di vinificare in rosa l’abbiamo imparata da nostro padre, lui che di quell’arte aveva fatto una filosofia di vita. A lui è dedicato il nostro Cerasa e tutto il nostro lavoro.

Giovanni e Fernando Calò

Azienda viticola Marulli

Vito Marulli

Terre di generazioni ci hanno donato il sapere e la passione per un lavoro che richiede dedizione e impegno, spirito di sacrificio e versatilità ma che ricambia con grandi soddisfazioni.

Vite dedite alla terra, che vanno onorate e ricordate, in tramandi di rituali giunti sino a noi ed ora rigenerati dalla nuova linfa vitale di chi oggi ne coglie il testimone.

La nostra azienda nasce nel 1975 a Copertino, centro essenzialmente agricolo del Salento, dall’esperienza di una famiglia che da sempre si è dedicata alla coltivazione della vite e alla produzione del buon vino. La cura dei vigneti è il primo passo, essenziale per portare a compimento un processo produttivo che seguiamo sino alla messa in bottiglia.

20 ettari vitati di nostra proprietà volti alla produzione di varietà di uve pregiate (Negroamaro, Malvasia nera di Lecce, Montepulciano, Primitivo, Chardonnay e Verdeca).

Tutto il nostro lavoro ruota attorno alla continua ricerca di un sodalizio tra semplicità e carattere dei nostri vini.

Lo spirito di squadra e il sapere del vignaiolo tradizionale vengono oggi integrati alle moderne tecniche di vinificazione per esaltare al meglio le nostre uve. Questo ci consente di ottenere il massimo in termini qualitativi e di immettere al consumo vini degni di apprezzamenti e di riconoscimenti, frutto di qualità e di autentica espressione del territorio.

In questo nostro cammino di continua crescita ci auguriamo che ogni calice dei nostri vini possa raccontarvi la passione e l’impegno che riserviamo nel produrli…allietandovi la degustazione!

Vito Marulli