Sommelier Wine Box

Vitigni autoctoni

Tappa #8

La tappa #8 di Sommelier Wine Box (novembre 2018) è stata guidata da Anna Cardin (migliore sommelier d’Italia FISAR 2015), che ci ha condotto in un viaggio Veneto-Piemonte andata e ritorno alla scoperta di vini autoctoni.

È una storia di appartenenza, quella del vitigno autoctono.

Si definisce autoctono rispetto a un territorio un vitigno che lì è stato impiantato per la prima volta: da quel momento, con quella terra ha stretto un legame speciale e solo in quel luogo sa esprimere il meglio di sé.

Questo mese faremo un viaggio dal Veneto al Piemonte: partiremo dalle calde sfumature del moscato giallo del Veneto per arrivare al nebbiolo – uva simbolo del Piemonte, raccolta quando le vigne sono già avvolte dalla foschia – passando per garganega, corvina, rondinella e molinara.

I vini che ne derivano sono autentici estratti dell’area d’origine: riflessi diretti della composizione del suolo, del clima, dell’altitudine, dell’esposizione e della bellezza di quel territorio.

Le 3 cantine proposte nelle Wine Box di novembre sono: Ghiomo, Dal Cero, Vigna Ròda.

Vini rossi

I vini rossi

Tappa #7

La tappa #7 di Sommelier Wine Box (ottobre 2018) è stata guidata da Lorena Lancia (migliore sommelier d’Italia FISAR 2016), che ci ha condotto in un viaggio alla scoperta di tre grandi rossi.

L’immagine dell’autunno che si avvicina materializza davanti ai nostri occhi pendii coperti di betulle, castagni e faggi che si tingono di tutte le sfumature dal giallo all’oro, dallo scarlatto al porpora, fino all’amaranto e al bordeaux.

Il paesaggio cambia, l’aria fresca ricorda che l’inverno non è lontano e si fa strada il desiderio di qualcosa che ci accompagni attraverso il volgere della stagione.

Poche cose sono più appaganti di osservare il corso della natura, magari avvolti in una coperta, sorseggiando un calice di vino rosso, dentro al quale si condensano suggestioni che hanno origine in quello stesso miracolo naturale. E dell’uomo.

Le 3 cantine proposte nelle Wine Box di ottobre sono: Vivera, Fattoria Piccaratico, Marco Donati.

vini naturali

I vini naturali

Tappa #6

La tappa #6 di Sommelier Wine Box (settembre 2018) è stata guidata da Francesco Cannizzaro, che ci ha condotto in un viaggio tra i vini naturali da sud a nord.

Quando si può parlare di vino naturale? La definizione individua quei vini privi di additivi chimici e prodotti con metodi di lavoro che prevedono il minor numero possibile di interventi, sia in vigna che in cantina.

Il movimento dei vini naturali è in costante aumento, segno della sensibilità del consumatore, che oltre alle caratteristiche organolettiche cerca nel vino anche elementi qualitativi e di salubrità.

Percorrere la strada della “naturalità” è un rischio per il vignaiolo poiché un ridotto numero di trattamenti fitosanitari in vigna – utilizzando solo sostanze naturali – aumenta la possibilità di attacchi da insetti nocivi o da muffe. Il vigneto naturale ha sempre una resa bassa e nelle stagioni climaticamente non favorevoli i vignaioli sono costretti a fare i salti mortali per portare l’uva alla maturazione.

Il vino naturale, però, ha un grande fascino: è espressione fedele dell’annata. Per qualcuno può essere un problema ma per molti appassionati è un pregio perché la variabilità climatica rende unico il vino, anche con i suoi difetti (diffidate del vino che è uguale tutti gli anni!).

Personalmente, credo che il vino naturale vada premiato: per l’attenzione alla sostenibilità, per gli sforzi che i vignaioli compiono tutti gli anni e – perché no? – per quelle sensazioni fuori dal comune che riesce a regalare. Con questa tappa vi presento modi diversi di concepire la vinificazione, tutti accomunati da un linguaggio diretto: quello che porta nei nostri calici l’espressione più genuina di come l’uva si trasforma in vino.

Francesco

 

Le 3 cantine proposte nelle Wine Box di luglio sono: Tenute Pacelli, Agricola Cirelli, Castello di Stefanago.

vino bianco da aperitivo

Il Veneto di frontiera

Tappa #5

La tappa #5 di Sommelier Wine Box (luglio 2018) è stata guidata da Enrico Ulisse Avanzi, ingegnere, gastronomo e sommelier!

Ulisse ci ha condotto in un viaggio alla scoperta del Veneto di frontiera.

Siamo nella frontiera tra Friuli e Veneto: due filosofie che si fondono, una serie di vitigni e vini comuni, una marcata impronta veneta.

Vini quindi beverini, molto estivi, questi che presentiamo, senza rinunciare alla qualità e all’impronta del territorio, dove le argille calcaree la fanno da padrone. Questi sono terreni che danno pigmentazioni intense, sensazioni olfattive complesse, una certa ricchezza d’alcol, morbidezza e longevità.

Oltre al suolo e ai fattori geologici, influisce la grande presenza di lieviti indigeni che regalano vini unici, per struttura e sapidità. E la “libertà di fermentazione” a cui sono lasciati determina in questi vini una speciale sensazione minerale.

Siamo in un territorio unico, denso di tradizioni mutuate dall’una e dall’altra parte del confine, caratterizzato da una cucina (di terra e di mare) e da vini comuni.

Il meglio di due territori, condensato nella frontiera.

Le 3 cantine proposte nelle Wine Box di luglio sono: Mosole, Moletto, Mazzolada.

vini vulcanici

I vini vulcanici

Tappa #4

La tappa #4 di Sommelier Wine Box (giugno 2018) è stata guidata da Laura Bertozzi, la commercialista sommelier!

Laura ci ha condotto in un viaggio alla scoperta dei vini vulcanici!

La cosa che più mi affascina del vino è che nel bicchiere non c’è solo un liquido fermentato, ma un mondo complesso: il vitigno, l’abilità del vignaiolo di coltivarlo e di lavorarlo, le condizioni micro-climatiche. E poi altitudine, esposizione, composizione del suolo, perché è da lì che la vite trae il nutrimento…e che nutrimento se si ha la fortuna di coltivare terreni vulcanici!

Si tratta di terre ricche di sali minerali, che fanno avvertire sentori di pietra focaia, polvere da sparo, roccia bagnata…

A seconda del percorso che percorre la lava troviamo terreni diversi anche a piccole distanze: è il fascino del vulcano.

I terreni vulcanici sono generalmente ad altitudini rilevanti: un vantaggio per chi degusta, per la grande acidità del vino, mentre chi coltiva  spesso deve inerpicarsi in irti e stretti terrazzamenti, tanto che si parla di viticoltura eroica.

Questo mese incontriamo vari terreni vulcanici: quelli sabbiosi e ricchi di scheletro dell’Etna, che si trovano ad altitudini elevate, quelli stratificati prevalentemente argillosi del Vulture.

Laura

Le 3 cantine proposte nelle wine box di giugno sono: Benanti, D’Angelo e Cantine di Gradoli.

bollicine italiane

Giro d’Italia alla scoperta di perlage eccellenti

Tappa #3

La tappa #3 di Sommelier Wine Box (maggio 2018) è stata guidata da Andrea Galanti, migliore sommelier d’Italia nel 2015!

Andrea ci ha condotto in un giro d’Italia alla scoperta di perlage eccellenti.

La passione che ho per gli spumanti mi ha spinto a cercare prodotti della nostra penisola di grande qualità, che avessero qualcosa di speciale da raccontare.

La storia spumantistica italiana non è così lunga come quella dei cugini di oltralpe, ma ci stiamo sempre più perfezionando, valorizzando vitigni e territorio.

La possibilità di abbinarli a tantissimi piatti regala, poi, sorprese sempre nuove a tavola, anche se i migliori risultati sono la piacevolezza e la freschezza che ogni calice regala.

Ecco perché ho scelto di farvi fare un viaggio nel mondo delle bollicine: ne rimarrete sicuramente coinvolti. 

Andrea

Le 4 – stupende – cantine proposte nelle wine box di maggio sono: Abate Nero, Murgo, Le Colture, Paltrinieri.

viti in Piemonte

Piemonte non convenzionale: non solo Barolo e Barbaresco

Tappa #2

La tappa #2 di Sommelier Wine Box (aprile 2018) è stata guidata da Gabriele Scalici, che ci ha guidato alla scoperta del Piemonte non convenzionale.

In Italia, infatti, il concetto stesso di vino è radicato nel profondo della nostra cultura e non vi è regione dove non si produca vino di qualità.

Ce n’è per tutti i gusti e dei più disparati colori. Bianco, rosso, arancione, verdolino, abbiamo il più ampio bacino al mondo da cui attingere la materia prima per fare un vino unico.

È proprio in questo contesto che Gabriele ci ha fatto conoscere meglio una regione già molto famosa come il Piemonte, terra natale di alcuni dei più apprezzati vini al mondo, quali Barolo e Barbaresco, attraverso però altre sue espressioni vinicole, speciali e rare.

Abbiamo scoperto alcune piccole produzioni di territori meno noti, di carattere artigianale, portate avanti con sacrificio da persone che hanno le mani intrise e colorate di quella materia che in futuro diventerà vino.

Sono delle chicche che fanno parte di quel patrimonio culturale che non solo non può essere dimenticato, ma che merita di essere approfondito e difeso.

Le tre cantine proposte sono I Carpini, Mario Rivetti e Fontanabianca.

piccoli produttori di vino in collina

Acidità, vitigno, altitudine: come l’altitudine influenza l’acidità di un vitigno

Tappa #1

La tappa #1 di Sommelier Wine Box (marzo 2018) è stata guidata da Andrea Gori, migliore sommelier di Toscana nel 2006 e tra le persone più influenti in assoluto nel mondo del vino!

Andrea (il sommelier informatico!) ci ha portato alla scoperta di come l’altitudine influenza l’acidità naturale di un vitigno.

Infatti, delle varie tendenze che interessano il vino oggi, la più forte è quella relativa alla sua acidità, responsabile dell’effetto immediato sul nostro palato.

Dopo anni di vini intensi e corposi (quasi marmellatosi!), ottenuti da maturazioni spinte e uso di legni che esaltano il frutto e aggiungono corposità, si sta passando sempre più a vini freschi – anche trasparenti quando possibile – con estratto ridotto, capaci di farsi bere con facilità e apprezzare a tavola senza coprire i piatti proposti in abbinamento.

In Francia li chiamano vini glou glou dal suono onomatopeico del mandarli giù, ma il concetto è lo stesso: vini che scorrono volentieri e piacevolmente nel bicchiere senza occupare il palato né appesantirlo.

Ovviamente si devono scegliere vitigni giusti e territori adatti: anche laddove i vitigni tendono ad assumere corpo e struttura, infatti, se si sale di altitudine si ottiene maggiore finezza e acidità. Se non è possibile salire (la viticoltura in quota non è mai agevole, anzi è spesso eroica!), occorre cercare zone con ventilazione, sottosuolo e microclima particolari che non accentuino i caratteri di corpo e struttura ma ne esaltino la freschezza.

Questa tappa è partita dal Monferrato, zona in grande espansione qualitativa che sta ricevendo investimenti importanti, per finire in Sicilia, nel sorprendente entroterra palermitano, passando per la sempreverde Toscana, sempre attenta a cogliere trend del vino contemporaneo.

ABBIAMO INCONTRATO VIGNAIOLI APPASSIONATI, IN UNA TAPPA ALL’INSEGNA DI SPERIMENTAZIONE, CORAGGIO E AMORE PER LA PROPRIA TERRA.

Le tre cantine proposte sono La Ballerina, Voltumna, Alessandro di Camporeale.

Lago di Garda

Vini del lago di Garda: un grande miracolo di natura e passione

 

Tappa #0

 

La tappa #0 di Sommelier Wine Box (febbraio 2018) è stata guidata da Enrico Fiorini, Gianluca Boninsegna e Marco Scandogliero, i migliori sommelier AIS del Veneto 2014, 2015 e 2016.

Amano farsi chiamare I tre moschettieri, e da grandi innamorati del vino quali sono, hanno reso omaggio al basso lago di Garda, con le sue dolci colline che creano un grandioso anfiteatro morenico – uno degli areali più significativi della produzione del vino del Veneto e d’Italia!

Infatti, i materiali incoerenti portati verso sud dalle due grandi glaciazioni (Riss e Würm) che hanno interessato il territorio del Lago di Garda (o Benaco) durante il Quaternario costituiscono, oggi, degli ottimi sedimenti per l’allevamento della vite.

È per questa ragione che vini bianchi come il Lugana e il Custoza e rossi come il Bardolino (che prendono vita proprio sulle rive del lago di Garda), hanno caratteristiche uniche quali profumi gentili e freschi con un approccio al palato garbato e molto elegante, esattamente come sa essere il paesaggio bucolico che accoglie queste viti.

Però, se il Garda è la matrice comune, ogni vino ha interpretato a suo modo questo legame intimo con la natura, forgiato dalla passione dei vignaioli che se ne prendono cura ogni giorno.

Sono vini molto gastronomici che prediligono la cucina del lago, dove il pesce la fa da padrone! Anche primi piatti di pasta con verdure o ragout bianchi, però, si lasciano affascinare dalla versatilità di questi bicchieri che hanno nel Garda la loro matrice comune, ma che nel corso del tempo, hanno saputo interpretare, ognuno a proprio modo, questo legame intimo tra la natura, la passione e la bellezza di queste rive.

 

QUESTA TAPPA DI SOMMELIER WINE BOX È PARTITA DALLA GENEROSITÀ DELLA TERRA PER APPRODARE ALL’ENERGIA DELLE PERSONE.

Le tre cantine proposte sono Ancilla, Le Fraghe, San Zeno.