Cantina Di Sante

Le selezioni di maggio – tradizione e innovazione

WINE BOX DI MAGGIO: DALLA TRADIZIONE DEI PADRI ALL'INNOVAZIONE DEI FIGLI

Cantina Di Sante

Tappa #26

Guidata da André Senoner, grande promessa del vino italiano

 

Ca’ di Frara, Mornico Losana (PV)

Ci troviamo in Oltrepò Pavese. L’azienda è gestita da Luca Bellani, che subentra nell’attività di famiglia negli anni ‘90, attività avviata già nel 1905 dal bisnonno Giovanni con l’acquisto di alcuni appezzamenti di terreno vitato tra il comune di Mornico Losana e Oliva Gelsi. Orientata al rispetto totale del prodotto, l’azienda coniuga la tradizione con la migliore e più moderna tecnica vitivinicola. Da sempre si presta attenzione massima alla scelta dei terreni più adatti ai diversi vitigni; in tutti i vigneti si attuano coltivazioni naturali, i trattamenti sono controllati e ridotti al minimo. Luca ha portato l’idea di selezione clonale e raccolta esclusivamente a mano, pigiatura soffice delle uve con una resa del 50%. Tutto questo e la scelta di un rispetto totale per il prodotto fanno di Luca Bellani un produttore che sta realizzando qualcosa di unico in questo territorio. I suoi vini sanno sempre sorprendere per gli standard qualitativi.

Cantina della Volta, Bomporto (MO)

Il nome viene dalle navi provenienti da Modena che nel Quattrocento, seguendo il corso del naviglio, qui facevano “la volta” per riprendere la navigazione in senso opposto verso la citta ducale di Parma. L’azienda nasce nel 2010 grazie a Christian Bellei e Angela Sini, dopo il recupero strutturale del vecchio edificio risalente al 1920 del bisnonno Francesco. Christian, incoraggiato dagli amici a riprendere in mano l’attività di famiglia, segue un nuovo percorso poco in uso nella zona, mettendo a frutto tutte le conoscenze enologiche acquisite dal padre che fu tra i primi, nel modenese, ad adottare il Metodo Classico. Fin dal principio, l’obiettivo è stato quello di divenire leader di una nicchia di mercato di vini del territorio di altissima qualità. E può dire di esserci riuscito.

Dalle Ore, Trissino (VI)

La tenuta è acquistata nel 1903 dal bisnonno Girolamo Dalle Ore. Guidato dal grande amore per la sua terra, dalla passione per la vite e per il suo frutto, è il primo nella zona a coniugare i principi della qualità (zonazione, tecniche di potatura…) con la tradizione millenaria della viticultura in questa parte della Lessinia. Con lo stesso entusiasmo e il medesimo amore per la loro terra Marco, Vittorio, Luciano Margoni Dalle Ore, assieme al luminare Franco Giacosa, oggi utilizzano i principi della biodinamica come guida per un’agricoltura rispettosa. Il lavoro avviene nel pieno rispetto di ciascuno dei singoli appezzamenti per produrre vini autentici. Le uve sono coltivate con saggezza, vendemmiate con pazienza e vinificate con passione. Le brezze, sempre presenti in questa area, e l’inesauribile antica energia del vulcano, sono fattori naturali determinati che concorrono a creare la particolarità del microclima.

BOX ENTUSIASTA

Nerozero, Ca’ di Frara (perfetto per essere degustato subito)

100% Pinot Nero proveniente dai comuni di Oliva Gessi, Mornico e Casteggio, da un suolo calcareo-gessoso. In origine si faceva fermo poi si è iniziato a puntare sulla versione bollicina. Pressatura soffice a premacerazione a freddo. Segue macerazione a cappello sommerso (bucce a contatto con il vino, sempre mantenuto immerso nel liquido) e fermentazione in acciaio inox.

Di colore rosso rubino intenso, al naso presenta aroma chiaro ed elegante di frutta matura con una leggera finitura minerale. Al palato è sontuoso e dal sapore pieno, di frutti di bosco.

Abbinamento: fiori di zucca fritti, in pastella.

Temperatura di servizio: 10° C.

CDV Brut Rosso, Cantina della Volta (perfetto per essere degustato subito)

100% Lambrusco di Sorbara. In una terra dominata dai frizzanti scuri prodotti dal nonno, la Cantina della Volta ripropone tale tinta in un vino rosso rubino brillante, con catenelle di perlage fini e ininterrotte, caratteristiche del Metodo Classico. Al naso si riscontrano invitanti fragranze di lamponi e fragoline succose miste a intriganti note aggrumate. Al palato entra deciso, da autentico Sorbara, poi si allarga con ricchi sapori fruttati. Finale piacevole buona persistenza, ottimo equilibrio tra acidità e sapidità, chiusura pulita.

Abbinamento: galletto con i peperoni.

Temperatura di servizio: 8°/10° C.

Calesio Brut, Dalle Ore (perfetto per essere degustato subito)

100% Durello

Vino spumante Metodo Charmat frutto di un’antica varietà autoctona, la durella, un tempo messa da parte e usata solo come addizionale a vitigni più nobili ma a poco a poco guadagnatasi la produzione in purezza 100%.

Di colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Al naso è floreale ed elegante, con perlage fine e persistente. Al palato è fresco, pieno e di grande espressione minerale. Fermentazione senza uso di lieviti selezionati, in acciaio inox a temperatura controllata. Spumantizzazione con Metodo Charmat lungo.

Abbinamento: sushi.

Temperatura di servizio: 8°/10° C.

BOX ESPERTO

Sessanta, Ca’ di Frara (da bere entro 2/4 anni)

100% Pinot Nero dal comune di Oliva Gessi, da suolo calcareo-marmoso. Metodo Classico Dosaggio Zero, 60 mesi sulle fecce. Pressatura soffice, selezione del 30% del mosto, un unicum per i Metodi Classici, frutto della voglia del suo creatore di differenziarsi. Decantazione a freddo e fermentazione a temperatura controllata. Rifermentazione in bottiglia con aggiunta di mosto e lieviti selezionati. Un Blanc de Noirs con leggeri riflessi dorati. Al naso presenta aromi di frutta matura con un finale piacevolmente citrino. La bocca è cremosa ampia e di grande equilibrio, su finale sapido, minerale e fruttato.

Abbinamento: tartare di salmone al pepe rosa.

Temperatura di servizio: 7°/8° C.

Trentasei, Cantina della Volta (da bere entro 2/4 anni)

100% Lambrusco di Sorbara

Metodo Classico che sfida tutti per la lunga permanenza sui lieviti (36 mesi!) – un sacrilegio per molti con uve da Lambrusco di Sorbara, ma non per Christian. Brillantissimo, di colore rosso rubino intenso. All’olfatto si percepiscono sentori di marasche, ribes e rosa selvatica. Di buon corpo con ottimi estratti. Sapido, compatto e cremoso. Vino complesso, in grado di coniugare la modernità e la tradizione del Lambrusco, da servire a 8° C in calice Grand Champagne.

Abbinamento: guazzetto di cozze e vongole.

Cabernet Franc, Dalle Ore (da bere entro 4 anni)

100% Cabernet Franc

Proviene da viti oltre cinquant’anni ed esprime al meglio le caratteristiche di quel percorso che parte dai Pirenei, sale nella regione della Loira per arrivare in Veneto nel corso del XVIII secolo. Continuo studio per arrivare a produrre un rosso francese su territorio vulcanico.

Fermentazione sulle bucce. Affinamento in botti tonde da 30 hl per 24 mesi. Al naso si presenta intenso, complesso, fruttato e floreale, con note di viole e rose, frutta rossa e una fresca vegetalità. Al palato è secco, caldo avvolgente, con un tannino setoso in perfetto equilibrio con la componente minerale, piacevolmente lungo.

Abbinamento: risotto al piccione.

Temperatura di servizio: 18° C.

 
bottiglia di vino

Quanto resiste il vino? Dopo quanto va stappata una bottiglia?

Capita di non sapere quanta “vita residua” abbia un vino, di aprirlo un po’ troppo presto o di aspettare eccessivamente. Ed è un vero peccato, specialmente nel secondo caso.

Il potenziale di evoluzione, cioè la capacità di migliorare e durare nel tempo, dipende dalla tipologia di vino. La vita di ogni bottiglia di vino, infatti, è analoga a quella di qualsiasi essere vivente, che passa dall’essere giovane e immaturo per approdare alla maturità e alla vecchiaia.

Tutti i vini percorrono questa curva, ma con tempi diversi. Per alcuni vini la curva si conclude in pochi mesi, per altri dura decenni.

Ecco 5 semplici regole per sapere quanto resiste il vino e non stappare la bottiglia nel momento sbagliato

1. Controlla l’annata della vendemmia, tenendo presente che tanti anni alle spalle di una bottiglia non sono, da soli, garanzia di qualità: ogni vino ha la sua curva evolutiva.

2. Vini semplici, beverini, vanno aperti in
gioventù
perché
conservano integre le loro caratteristiche di fragranza e freschezza. Quindi vini bianchi, rosati e rossi semplici e
poco strutturati sono pronti per essere stappati già pochi mesi dopo l’imbottigliamento e hanno una tenuta nel tempo di un paio di anni.

3. I vini strutturati hanno vita lunga e richiedono pazienza per evolvere e dare il meglio di sé, raggiungere l’equilibrio e perfezionare il proprio bouquet. Vini rossi strutturati e complessi, quindi, diventano davvero maturi dopo vari anni da quando entrano in commercio, mostrando una lunga tenuta (anche decenni).

E se ho già aperto la bottiglia, come capisco in che stadio si trova?

1. Osserva il colore del vino, le
sue sfumature e la sua vivacità: sono
spie importanti, specialmente per bianchi e rossi.

VINI BIANCHI

🥂 Un vino di colore giallo chiaro con sfumature fredde è probabilmente molto giovane, poi il colore tende a virare verso il dorato.

🥂 Un vino giallo ambrato, addirittura tendente al bruno, può essere indizio di un vino oramai “passato” (ovviamente non se si tratta di Vin Santo o Passito).

VINI ROSSI

🍷Un vino rosso porpora (cioè quasi viola) indica che il vino è giovane e ha un’ottima predisposizione all’invecchiamento.

🍷Un rosso con sfumature aranciate è indice di un vino invecchiato, il gusto saprà dire se “troppo”.

2. Il gusto dà infine la prova del 9. Con l’evoluzione il vino passa da una predominanza di quelle che vengono chiamate “durezze” fino al dominio delle “morbidezze”. In mezzo c’è la fase di migliore qualità.

Degustando il vino, con un po’ di esperienza alle spalle, si riesce a capire in che fase ci si trova, proprio valutando l’equilibrio (o il disequilibrio) fra durezze e morbidezze.

vigneti di siena

Le selezioni di aprile – vigneti di Siena

WINE BOX DI APRILE: VIGNETI DI SIENA

vigneti di siena

Tappa #25

Guidata da Carlotta Salvini, migliore sommelier FISAR 2019

aprile 2020

 

Barbicaia – Gracciano

Barbicaia, una piccola realtà familiare nel cuore del Nobile di Montepulciano. Il nome dell’azienda (oltre che ricordare quello della famiglia Barbi) in dialetto toscano indica le radici della vite, le stesse che legano tre generazioni a questa terra. Nel 1999 Marco e suo padre hanno ripiantato i vigneti con 3 cloni differenti di sangiovese, risultati dalla selezione massale di materiale dei vigneti acquistati del nonno. Nel 2011 la prima vendemmia con il nuovo impianto e la prima annata imbottigliata con l’etichetta Barbicaia Rosso di Montepulciano DOC e Vino Nobile di Montepulciano DOCG. L’azienda è in conversione biologica perché crede nel rispetto della tradizione attraverso l’uso di pratiche sostenibili, senza rinunciare a ricerca e innovazione nella gestione di cantina. Lo stesso connubio di tradizione e sviluppo si ritrova nell’etichetta: l’immagine degli anelli rispecchia quelli del tronco di una vite, simbolo non solo della sua età ma anche di vitalità e proiezione al futuro.

Il Palagione – Castel San Gimignano

Il Palagione è un antico podere di fine Cinquecento acquistato negli anni ’90 da Giorgio e Manuela con la volontà di dedicarsi alla rinascita di questa importante realtà enologica di San Gimignano. Ci troviamo in un’area i cui suoli sono dominati da argille e ciottoli oltre che dalle conchiglie, che ricordano che questo territorio era un tempo un fondale marino. Favorevole l’esposizione delle vigne a tutto sole e delicatamente inerbite per lasciare umidità nel terreno. Le uve di Vernaccia sono raccolte a mano e vinificate separatamente per ogni vigneto, al fine di ottenere la migliore espressione del territorio per quell’annata. Le uve, dopo una breve macerazione sulle bucce vengono delicatamente pressate; i mosti ottenuti fermentano a temperatura controllata e mai superiore ai 16 C°, per poi affinare sulle fecce nobili con batonnage settimanali. Il successivo affinamento, sia in legno che in bottiglia, avviene nella bottaia interrata a temperatura e umidità naturali.

Tenuta di Sesta – Castelnuovo dell’Abate Montalcino

L’azienda si trova a sud del comune di Montalcino, tra Sant’ Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, su un declivio che va degradando dai 400 ai 200 metri slm. Data la loro magnifica posizione, questi terreni sono da sempre considerati tra i più vocati del territorio per la produzione del Brunello.

Tenute di Sesta è una delle aziende storiche del territorio ilcinese: nel 1850 la proprietà entra nelle mani dei fratelli Felice e Giovanni Ciacci di Castelnuovo dell’Abate e le prime bottiglie di Brunello risalgono al 1966. Il rispetto del terroir e l’equilibrio fra tradizione e innovazione, sono alla base della filosofia aziendale che da sempre punta alla produzione di vini rossi di alta qualità nel pieno rispetto della tipicità. L’azienda produce vini capaci di esprimere l’intensità, l’eleganza e il carattere deciso del vitigno che domina supremo su queste terre: il Sangiovese.

BOX ENTUSIASTA

Rosso di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Fermentazione e macerazione avvengono in tino “tronco-conico” di acciaio inox a temperatura controllata, con follature integrate da rimontaggi. Segue l’affinamento per 8 mesi in barrique di secondo passaggio.

Un vino dal colore rosso rubino intenso che sorprende per le note aromatiche intense, di frutta rossa matura, che trovano corrispondenza in un gusto pieno e corposo. Nel finale, il tannino setoso chiude elegante e fine.

Abbinamento: crostone con pecorino fuso di Pienza, cavolo nero e guanciale.

Vernaccia di San Gimignano “Hydra” – Il Palagione

Vino prodotto esclusivamente da uve Vernaccia; si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto regala note iniziali di frutta, sia esotica che mela verde e pera, alternate a quelle floreali, di acacia e biancospino; poi tutto è racchiuso in un finale di note agrumate. La permanenza sui lieviti per circa 6 mesi e i frequenti batonnage donano un gusto pieno, di decisa freschezza, minerale, equilibrato e di giusta sapidità, con una piacevole nota di mandorla sul finale.

Abbinamento: ottimo aperitivo accompagnato da finger food: la sommelier consiglia insalatina di gamberi tiepida con mango e scaglie di mandorle.

Camponovo Toscana Rosso  – Tenuta di Sesta

Un vino dal carattere intimamente legato al territorio di Montalcino, che nasce dall’unione di due vitigni locali, il Sangiovese (90%) e il Colorino (10%): il primo dona la struttura, il secondo piacevoli note fruttate e un colore rosso rubino brillante. Al naso mostra sentori di ciliegia, susina con accenni floreali di violetta; al gusto risulta fragrante, fresco ed equilibrato, con tannini setosi e un bel finale pulito.

Abbinamento: terrina di coniglio con riduzione di cipolla di tropea confit.

BOX ESPERTO

Nobile di Montepulciano – Barbicaia

100% Sangiovese. Un vino che è il risultato della selezione di uve Prugnolo gentile dalla parte più alta del vigneto dove esposizione e microclima conferiscono grande concentrazione e ricchezza. Dopo la fermentazione in tino “tronco-conico” di acciaio inox segue l’affinamento per 24 mesi in barrique di primo e secondo passaggio. Questo Nobile di Montepulciano esprime con eleganza il potenziale di un territorio dalla riconosciuta vocazione vitivinicola. Di colore rosso rubino brillante con l’unghia leggermente granata, al naso mostra sontuose note fruttate di ciliegia matura, amarena e un bel bouquet floreale. Con un po’ di ossigenazione arrivano anche le spezie, vaniglia, note di tabacco eleganti e dolci, per un’armonia di grande finezza.

In bocca l’entrata è morbida, avvolgente senza eccedere, si allunga nel palato con piacevoli ritorni di spezie mentre il tannino di qualità e vellutato accompagna tutto il sorso in un finale di grande equilibrio, fresco e sapido.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: faraona ripiena con uvetta, pinoli e mosto cotto.

Vernaccia di San Gimignano “Ori” Riserva – Il Palagione

In questo vino si percepisce la vera potenzialità del vitigno. Dopo una macerazione a freddo, parte del mosto è fermentato in vasche d’acciaio e parte in barrique. L’affinamento è di circa un anno,  con permanenza sulle fecce fini. Di colore intenso, giallo paglierino con riflessi dorati, al naso si distingue per i sentori di pesca, cedro e delicate note floreali accompagnate da accenni di zafferano e mandorla. Il gusto è complesso: decisa l’entrata rotonda, quasi burrosa. Il ritorno è di gradevole freschezza, minerale, salino, di lunga persistenza ed elegante equilibrio, con un finale lievemente ammandorlato tipico del vitigno.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 3/4 anni.

Abbinamento: orata al forno in crosta di pistacchi con arancia e patate novelle.

Rosso di Montalcino – Tenuta di Sesta

Da una delle zone più mediterranee di questa denominazione ecco un vino capace di descrivere il carattere del Sangiovese del sud di Montalcino. Sangiovese 100%, è il fratello più giovane del Brunello, invecchiato in botte di rovere di Slavonia da 20 hl per un anno. Dal colore rosso rubino appena tendente al granato sull’unghia, i profumi sono intensi, spiccate le note minerali, caratterizzate da esuberanti sentori di frutta rossa matura che vengono progressivamente affiancati da rinfrescanti sensazioni di arancia sanguinella. Deciso il sorso, progressivo e di forte impatto: sapido, morbido e concluso da tannini rotondi, con buona persistenza aromatica.

Da bere subito o tenere in cantina per altri 5/6 anni.

Abbinamento: pici al ragù di cinta senese.

 
Il Palagione

Il Palagione – Toscana

Volevamo essere artigiani: produrre e plasmare una materia viva. Desideravamo vivere secondo i ritmi dell’universo, accettando la quiete malinconia invernale per poi godere, in primavera, dell’esplosione della natura.

Il Palagione è un antico podere costruito nel Cinquecento lungo la via che
congiunge San Gimignano a Volterra. La vecchia casa colonica, sulla sommità
della collina, conserva inalterate le sue caratteristiche di architettura
rurale e, ancora fino alla metà del secolo scorso, ospitava le famiglie
contadine che lavoravano i campi circostanti.

Inseguendo un sogno, nel 1995
decidiamo di acquistare la proprietà per ridare vita a una realtà agricola così
significativa.
In breve
tempo, ristrutturiamo l’antico casale e reimpiantiamo i vigneti; poi si edifica
la cantina, dotata delle più moderne attrezzature per la lavorazione rispettosa
e delicata delle uve, ricavando sottoterra una bottaia che garantisce la
migliore conservazione dei vini e un affinamento equilibrato. Nel 2014 abbiamo
acquistato altri vigneti in località Montagnana e raggiunto una superficie
fondiaria di circa 50 ettari (17 destinati a vigneto specializzato, 3 a oliveto,
7 a noceto e ciliegeto; il restante a seminativo e bosco). Oggi conosciamo le
caratteristiche specifiche di ciascuno dei nostri vigneti, coltivati in regime
biologico e curati secondo una zonazione che esalta i micro-terroir di ogni singolo
appezzamento. Raccogliamo l’uva a mano, solo dopo un accurato studio delle maturazioni
e di ripetuti assaggi: portarla in cantina nel momento più appropriato è il
primo passo per fermentazioni spontanee in grado di valorizzare la tipicità dei
nostri vini.

Abbiamo fatto tutto questo
perché sentivamo il desiderio di essere, di pensare, di vivere di gesti arcaici,
come potare
: si taglia pensando
alla prossima produzione, si raccoglie la legna, la si lascia seccare per poi
bruciarla, cucinando sopra di essa e riscaldando il vecchio cascinale.

Volevamo essere fisicamente
stanchi e intellettualmente felici
, intenti in un progetto che non volesse subito vedere il frutto della
propria scelta ma che fosse spostato in avanti, con i tempi della natura.

Volevamo dare ai nostri figli
l’opportunità di una scelta consapevole e diversa, senza condizionamenti
: la faccia del mondo industriale già la conoscevano.
Ed avendo da sempre amato il vino, la storia e l’arte, non avremmo potuto
scegliere un posto migliore della Toscana.

Monica e Giorgio, con Giulia, Gregorio, Gabrio e Ginevra

Zanotto col fondo

Riccardo Zanotto, col fondo – Veneto

Ho un’idea mia di cosa debba raccontare un Prosecco.

Voglio che chi beve una mia bottiglia ci ritrovi le storie di una volta e il profumo che mi ha fatto innamorare della terra dove sono nato. Per ottenere questo non non era sufficiente un singolo terreno o affidarsi ai più moderni metodi di vinificazione. Era necessaria una ricerca: scoprire la giusta combinazione di uva, terreno, tecnica, tradizione e tempi.

Creo ogni anno i miei vini col fondo, i miei fermi e il mio Prosecco spumante ma non possiedo vigneti. È una scelta consapevole che, grazie alla collaborazione con un fidato produttore e i consigli di un enologo esperto, mi permette di mettere in bottiglia esattamente la mia idea di vino.

Quello che voglio trasmettere, al di là di ogni nota tecnica e di degustazione, è la bellezza di tornare a vivere il vino con semplicità e convivialità, come una volta, trascorrendo del tempo con gli amici.

Riccardo

vigneti di siena

Vigneti di Siena

Tappa #25

La tappa #25 di Sommelier Wine Box (aprile 2020, guidata da Carlotta Salvinimigliore sommelier d’Italia FISAR 2019) è stato un viaggio alla scoperta dei vigneti di Siena.

Il paesaggio di questa bellissima parte della Toscana è un continuo alternarsi di boschi, lecci e castagni, abeti nelle zone più elevate, vigneti e oliveti sui declivi più pianeggianti. Non mancano pievi, abbazie, castelli e piccoli borghi di lontana ascendenza etrusca. Il vino, qui, conserva ancora l’antica cultura contadina. Nei vigneti intorno Siena, tra San Gimignano, Montalcino e Montepulciano, si ritrova la Toscana più pura: quella dei grandi valori, delle vecchie case segnate dal tempo e da persone che vi abitano da sempre, da vini di grande personalità e dal sapore antico.

SAN GIMIGNANO

Tra gli assolati colli della val d’Elsa, ecco sorgere San Gimignano, cinto da mura duecentesche che abbracciano un ambiente medievale di intatto splendore. In questo contesto domina la rinomata Vernaccia di San Gimignano, un vitigno autoctono dalle origini antichissime. Nel 1966, fu il primo vino italiano ad ottenere la “Denominazione di Origine Controllata”, ulteriore stimolo per la produzione che cominciò a crescere progressivamente in termini di quantità e qualità, ottenendo la denominazione DOCG nel 1993. La terra in quest’area è ricca di fossili (da ricondurre al Pliocene): un’argilla ricca di conchiglie e di ciò che rimane dell’antico Mar Ligure che lambiva le coste toscane. Ne derivano vini di grande personalità, gradevoli da giovani, che sorprendono per le capacità di invecchiamento evolvendo note – olfattive e gustative – complesse e minerali. Non a caso, la Vernaccia di San Gimignano è uno dei pochissimi vini bianchi prodotti anche nella tipologia riserva.

MONTALCINO

A sud di Siena si trova un borgo medievale quasi fiabesco, circondato da una cinta muraria e dominato da un antico castello, autentica perfezione architettonica. Una volta raggiunta la cima su cui si erge Montalcino, un vero e proprio spettacolo si apre davanti agli occhi: un continuo susseguirsi di sinuose colline, antiche querce, pittoreschi alberi d’olivo che serpeggiano attraverso vigneti rinomati in tutto il mondo per la produzione del Brunello di Montalcino. Il Rosso di Montalcino è considerato il fratello più “giovane” del Brunello, ugualmente prodotto con uve 100% Sangiovese. Nonostante possa essere sottoposto a invecchiamento, è un vino da cui aspettarsi un sapore armonioso, fruttato, fresco e vigoroso.

MONTEPULCIANO

Montepulciano è una cittadina medievale di rara bellezza, un antico borgo con palazzi rinascimentali, antiche chiese, piazze e angoli nascosti. Dalle vie di Montepulciano si scopre non solo la città ma anche l’incredibile vista della campagna circostante, tutta ricoperta da quei favolosi vigneti che producono il famoso Nobile. Tra paesaggi bellissimi e terreni perfetti per la produzione di eccellenti vini come il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, quest’area unisce il tradizionale fascino toscano a un carattere più locale. La base del vino di Montepulciano è la stessa del Chianti Classico, Orcia DOC e Brunello di Montalcino: il Sangiovese, detto “Prugnolo Gentile”. Perché questo nome? Perché è il vino perfetto, il vino dei nobili e di tutti i vini, il re.

Abbiamo proposto queste cantine: Tenuta di Sesta, Il Palagione, Barbicaia.

Sommelier Wine Box

Le selezioni di marzo – il meglio di 2 anni assieme

WINE BOX DI marzo: il meglio di sommelier wine box

Sommelier Wine Box

Tappa #24

marzo 2020

 

Cantina Roncùs, Capriva del Friuli

Siamo a Capriva del Friuli, a pochi kilometri da Gorizia: una famiglia di agricoltori guidata da una filosofia naturale, con una bella storia alle spalle. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Perco voleva tornare a coltivare le sue viti ma non poteva permettersi un trattore. La guerra, però, aveva lasciato nella zona un carro armato, che loro hanno rivitalizzato e messo in funzione per preparare la vigna a scasso. Da lì non si sono più fermati.

Zanotto col Fondo, Montebelluna

Siamo nel cuore della zona del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Qui, Riccardo Zanotto ha maturato un’idea ben precisa di come si debba fare e raccontare un vino: nel suo, si ritrovano le storie di una volta, quei profumi e quei sapori che lo hanno fatto innamorare della sua terra e dei territori italiani che ha attraversato, vissuto e amato. Dentro ogni bottiglia, Riccardo mette la sua idea di vino.

Ha riscoperto i vini col fondo, la vinificazione di una volta, con la presa di spuma che avviene attraverso la rifermentazione spontanea in bottiglia.

Assaporarli significa sperimentare i sapori del passato; per lui, infatti, il vino dà il massimo se vissuto come un tempo: degustato in compagnia degli amici.

Campi Valerio, Monteroduni

Nell’antica tenuta del Principe Pignatelli, la famiglia Valerio dal 1974 ha recuperato con passione la viticoltura locale, con una speciale attenzione per i vitigni autoctoni del Sannio Pentro.

Agricoltori da sempre, le attività di famiglia si sono arricchite con la produzione vinicola di nuove suggestioni e valori enologici. L’attenzione rivolta agli antichi vitigni e al territorio sono lo spirito che animano la Cantina Valerio, che è l’unica produttrice del vino Pentro (uno dei vini più rari al mondo), ed è stata la prima a realizzare un Metodo Classico nel proprio territorio.

Le forti escursioni termiche favoriscono la produzione di vini dal carattere intenso e deciso, nel segno di una vocazione agricola autentica.

Abate Nero, Sponda Trentina

Se dobbiamo fare un nome chiamato a rappresentare il Metodo Classico in Italia ecco il Trento Doc: sottosuoli ricchi di materie prime importantissime per la vite, montagne, altitudine, esposizioni e tanto altro dipingono un quadro perfetto.

La storia di Abate Nero parte dai soci fondatori, Eugenio de Castel Terlago e Luciano Lunelli, ancora oggi, dopo oltre 40 anni di attività, anima dell’azienda; a loro si sono aggiunti i figli Andrea Eugenio e Roberta, cui spetterà il compito di raccoglierne l’eredità e portare avanti quella che – dal 1973 in avanti – è una grande passione che accomuna due famiglie. L’azienda raggiunge le 50/60.000 bottiglie l’anno ed è rispettosa dei dettami della spumantistica classica; quindi massima cura di ogni fase, dalla scelta dei lieviti e dal taglio delle cuvée di base, che consentiranno al vino di rifermentare lentissimamente in bottiglia e trasformarsi in Abate Nero, regalando emozioni infinite in bocca. La pazienza è di casa: il vino riposa sui lieviti per la presa di spuma molto più a lungo del solito. Non stupitevi se in etichetta trovate date che risalgono a vendemmie di qualche anno passato, questo dà un valore aggiunto allo spumante. Ogni fase è manuale, per garantire il controllo di ogni singola bottiglia. Anche in questo, sta il fascino di Abate Nero.

BOX ENTUSIASTA

 

Collio Bianco, Cantina Roncùs

 Uve “tocai” (friulano) al 40%, altrettanto pinot grigio e un po’ di sauvignon, da vigne vecchie di 25 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, su terreni marnosi.

Quattro ore di macerazione sulle bucce, che si riflettono nel colore del vino, appena dorato. La fermentazione spontanea avviene in acciaio, fatta con soli lieviti indigeni per un vino naturale, genuino e di grande digeribilità.

Siamo nel Collio, quindi ecco un bianco dal sapore sapido e minerale, che esprime al naso note di mandorla bianca, erbette aromatiche, alloro, sentori che precorrono la ponca (il suolo del Collio); un vino che possiede un corredo importante e piacevolissimo, e che si beve molto facilmente.

Provatelo con un tagliere di salumi affumicati.

Prosecco Rivolto, Zanotto

Spumante Extra Dry prodotto con un blend di uve glera (85%) e altre a bacca bianca dalla spiccata attitudine alla spumantizzazione.

Immediata separazione del mosto dalle bucce con pressatura diretta, decantazione a freddo e fermentazione in vasche di acciaio con controllo della temperatura. La presa di spuma dura tre mesi e avviene in acciaio secondo il metodo Martinotti o Charmat; segue l’imbottigliamento.

Perlage fine e intenso, come anche il bouquet olfattivo: ecco quindi sentori di agrumi e di mela. Il gusto è diretto e delicato con un finale morbido grazie ai 13g/l di zucchero residuo, per uno spumante che si inserisce a pieno titolo nella grande spumantistica italiana. Consigliamo di servirlo tra 7 e 9 gradi.

Perfetto in abbinamento al vitello tonnato.

Calidio, Campi Valerio

Il nome deriva da un’incisione su una lapide di età romana, rinvenuta vicino alla zona di produzione.

Da uve montepulciano vinificate in purezza, in solo in acciaio, prende vita Calidio, rosso che si distingue per i profumi floreali (violetta di campo su tutti) e di marasca, netti e puliti, e per il sapore molto garbato. Austero e ricco di corpo. Da bere leggermente fresco (15°C) nelle calde giornate estive, mentre a 18-20°C in inverno.

Perfetto con carni di maiale e con il formaggio.

 

BOX ESPERTO

Val di Miez, Cantina Roncùs

Merlot e cabernet franc da vigne vecchie di 40 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, a regime biologico. Macerazione lunga, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e malolattica svolta completamente. Poi affina in botte grande di rovere francese per 18 mesi.

Un rosso riserva prodotto in pochissime bottiglie, che ha struttura e potenza, balsamicità, molto frutto ma anche note erbacee. Al palato si impone per l’eleganza.

Perfetto da bere ora, ma se dimenticato in cantina riserva piacevoli sorprese tra qualche anno…

Si può partire dai formaggi stagionali ma può essere bello spingersi oltre nell’abbinamento, per via dei tannini importanti e setosi di questo rosso, fino a carni cucinate a lungo, come la guancetta di vitello con porri e patate.

 

Extra Brut, Abate Nero

L’essenza dell’azienda: in questa bottiglia si apprezza appieno lo chardonnay (100%) senza alcuna influenza zuccherina. Una bollicina profonda, alpina, fresca e mai banale. Tradizionale vinificazione in bianco con spremitura soffice delle uve e prima fermentazione in acciaio. Presa di spuma e permanenza sui lieviti per quasi 2 anni.

La sua eleganza si manifesta sin dall’inizio: ecco il perlage fine, note di agrumi e leggeri tocchi esotici, uniti a note floreali di montagna. In bocca è un tripudio di freschezza quasi infinita e ha un bel finale sapido, richiamo forte del territorio.

Semplicemente perfetto come aperitivo, provatelo anche con antipasti freddi o crudi di mare.

Tintilia Opalia, Campi Valerio

Il nome deriva dalla dea di buon augurio alla vendemmia.

Cavallo di razza per la denominazione, questa Tintilia rende il calice serio sin dal colore impenetrabile, rosso rubino intenso. Apripista sono profumi di more, di frutti di bosco, di rovo, di spezia leggermente piccante; ma poi anche radice di liquirizia su un fondo di vaniglia. Armonioso, materico e ricco di personalità. Affina 2 anni in barrique.

È splendido compagno delle più belle cene in compagnia dei piatti della cucina italiana a base di carne e sughi importanti.

 
donne del vino

Grandi donne del vino

Tappa #23

La tappa #23 di Sommelier Wine Box (febbraio 2020, guidata da Simona Geri) è stato un viaggio alla scoperta delle grandi donne del vino italiano.

Da sempre pilastri delle aziende agricole, lavoratrici instancabili, custodi delle campagne e imprenditrici coraggiose, sommelier in grado di leggere infinite sfumature, il binomio donne e vino è multiforme.

Abbiamo quindi scoperto quattro piccole grandi storie di donne che in Veneto e in Sicilia, nell’Oltrepò Pavese e in Calabria creano vini che sono espressione profonda del territorio e del loro pensiero.

Una ragazza che a 22 anni rivoluziona l’azienda di famiglia, immettendovi un amore incondizionato per l’ambiente e per la bellezza; due sorelle che danno vita al sogno dei padri rimasto nel cassetto; una giovane imprenditrice che nel sentire il richiamo di casa porta in azienda l’energia per costruire strade nuove e una donna geniale, che a Menfi crea un vino come espressione viscerale dell’appartenenza a una terra unica.

Sono storie di chi sa accordare la delicatezza al carattere, l’energia alla resilienza, il rispetto all’audacia, con il chiodo fisso di fare grande vino.

Eccole: Cantine Barbera, Balestri Valda, Cantine Greco, Lefiole.

donne del vino

Le selezioni di febbraio – donne del vino

WINE BOX DI FEBBRAIO: grandi donne del vino

donne del vino

Tappa #23

Scelta dalla sommelier Simona Geri

febbraio 2020

 

Balestri Valda, Soave (VR)

Nel cuore del Soave Classico, la storia della cantina inizia con Guido Rizzotto. Da quando ha 22 anni, oggi è la giovanissima figlia Laura a portare avanti Balestri Valda con personalità, amore estremo per l’ambiente e idee sempre nuove. Seguendo i principi dell’agricoltura biologica, producono 8 vini, hanno una bellissima cantina – autonoma dal punto di vista energetico -, un frutteto con antiche varietà in via di estinzione e le api, grande chiodo fisso di Laura. Il suo obiettivo è dimostrare che è possibile essere sostenibili senza rinunciare alla qualità dei prodotti e alla bellezza del paesaggio.

Cantine Greco, Torretta di Crucoli (CR)

L’azienda nasce negli anni Cinquanta.

Il primo frantoio era nel garage di casa e oggi, sebbene Cantine Greco abbiano fatto molta strada da allora, la conduzione resta decisamente familiare. Oggi l’azienda è portata avanti da Enza, la giovane di casa, che si occupa di tutto ciò che serve: dalla vendemmia alle vendite, passando per il marketing, con l’entusiasmo di chi è tornato in Calabria perché si è reso conto che non poteva vivere lontano dalla sua terra.

Lefiole, Montalto Pavese (PV)

“Lefiole” è il termine affettuoso per indicare le ragazze. La storia della cantina inizia nel 2016 quando Elisa e Silvia decidono di dare corpo al sogno di famiglia di avere una vera e propria cantina. I loro 12 ettari di vigneto si trovano nell’Oltrepò Pavese, a Montalto Pavese, a 400 m di altitudine. Selezionano le uve con cura estrema, raccogliendole a mano a piena maturazione. Due le etichette prodotte, con 4000 bottiglie ciascuna. Sin dalla prima vendemmia il loro Pinot nero e il Pinot grigio hanno ricevuti ottimi pareri della critica.

Marilena Barbera, Menfi (AG)

Marilena torna a Menfi dopo 15 anni di studio e lavoro lontano dalla sua terra, richiamata da un legame viscerale con la Sicilia. Riprende l’azienda del padre e inizia a fare il suo vino, custodendo la tradizione e interpretandola con creatività. Pratica l’agricoltura biologica, nel massimo rispetto del terroir: in vigna non fa uso di erbicidi, di fertilizzanti chimici o prodotti sistemici. In cantina solo fermentazioni spontanee e pratiche enologiche non invasive, prestando attenzione estrema alla personalità delle uve. I suoi vini sono il distillato di un territorio, interpretato dalla forza delle idee di una vignaiola visionaria.

BOX ENTUSIASTA

Soave Classico, Balestri Valda

Uve Garganega, autoctone del territorio, per un vino giallo paglierino di media intensità. Profumi prevalenti di frutta a polpa bianca e gialla: pesca bianca e ananas su tutti. Leggere note floreali di gelsomino e un sentore di scorza di pompelmo candita e mandorla sul finale.

Al palato ha un buon corpo, è equilibrato e la nota sapida presente invoglia al sorso successivo. Scorrevole, fresco, di ottima persistenza.

Abbinamento: perfetto per piatti di pesce, provatelo in particolare con spigola all’isolana.

Cirò Patia Rosato, Cantine Greco

100% Gaglioppo vendemmiato a mano e macerato a freddo sulle bucce per 12 ore a 8° C, in pressa. Di un bel rosa buccia di cipolla. Profumi di melograno, fragolina di bosco, rosa, erbe mediterranee (soprattutto rosmarino!). Al palato è fresco, il sorso molto scorrevole e decisamente beverino. Chiude con gradevole nota sapida in un finale di buona persistenza.

Abbinamento: servitelo alla temperatura 8-10° C, con un’insalata calda di mare.

Pinot grigio, Lefiole

Uve 100% Pinot grigio dell’Oltrepò Pavese vendemmiate a mano, pressate in maniera soffice e affinate 6 mesi in acciaio per un vino dal colore giallo intenso tendente al dorato con lievi riflessi ramati. All’olfatto profumi di fiori bianchi (gelsomino e ginestra), frutta a polpa gialla (albicocca, pesca) e note di frutta tropicale (papaja). Sentore delicato di cipria sul finale. Al palato è caldo, morbido con un’ottima freschezza.

Il sorso è pieno ed elegante e richiama il frutto esotico. Piacevole nota sapida sul finale e buona la persistenza.

Abbinamento: è molto versatile: perfetto anche come aperitivo o per accompagnare il piatto principale. Provatelo assieme a un risotto con gamberetti e zucchine.

BOX ESPERTO

Ciàtu, Cantine Barbera

Uva alicante in purezza, da una vigna vecchia di 18 anni, fatta macerare sulle bucce, in tino e fermentare sui lieviti selvaggi.

Rosso rubino intenso quasi impenetrabile. Al naso ecco profumi di frutti rossi a bacca nera matura, ribes nero e mora su tutti. Ma poi sottobosco e una lieve nota di pepe nero.
Al palato è fine, elegante, morbido ma sorretto da una freschezza semplicemente perfetta. I tannini sono setosi, richiama il frutto con una nota di tamarindo nuova, non percepita all’olfatto.
Bellissima la nota salina sul finale.
Questo è un vino sensuale, che alla cieca (a parte per il colore) può essere scambiato con un Pinot Noir della Borgogna. Lungo il finale.

Abbinamento: coniglio in salsa verde.

Cirò il Pagano Rosso Superiore, Cantine Greco

Uve 100% Gaglioppo vendemmiate a mano con accurata selezione dei grappoli, affinato e sottoposto a fermentazione malolattica in barrique di secondo passaggio. Vino dal colore rosso rubino. All’olfatto il bouquet è intenso: dominano i frutti a bacca rossa e nera, la fragolina di bosco, ribes e mora matura; lieve speziatura. Al palato è molto fresco, il richiamo è al frutto presente, i tannini giovani ma bene integrati. Il sorso pieno e corposo e darà ancora più soddisfazione con il passare degli anni.

Abbinamento: perfetto con carni e formaggi. Provatelo con tagliatelle al ragù di piccione o spezzatino di manzo. Servire a 16-18 gradi.

Recioto di Soave Spumante, Balestri Valda

Dai migliori grappoli di Garganega dell’azienda, appassiti naturalmente fino a febbraio.

Giallo paglierino tendente al dorato, perlage fine e di buona persistenza. All’olfatto ecco profumi di pesca bianca, frutta secca (uva passa, mandorle, noci…), assieme a sentori di scorza di agrumi candita. Al palato è molto delicato, morbido e sorretto da una buona spalla acida; richiama la pesca e gli agrumi già avvertiti al naso.

Abbinamento: ottimo in accostamento ai dolci in tutte le occasioni di festa. Provatelo con piccola pasticceria secca, pandoro e panettone. Servitelo a 7-8 gradi.

 
bicchieri

Come fare per avere calici splendenti: quattro segreti

Tutta la degustazione parte dal calice dove si versa il vino, che deve essere sempre perfettamente pulito, anzi splendente.

Quattro consigli + 1 per gli amanti dei vino, per avere sempre calici splendenti, gli unici che consentano di valutare perfettamente le qualità visive di un vino, tra cui fluidità, colore, perlage per le bollicine…

1. Lava i calici a mano, con acqua calda e assolutamente senza detersivo (se necessario, l’unico ammesso è il sapone neutro di Marsiglia, da diluire in acqua).

2. Se proprio non puoi fare a meno di mettere i calici in lavastoviglie, assicurati di togliere i bicchieri alla fine del ciclo senza lasciarli a contatto con il vapore acqueo.

3. Poi asciuga i calici molto bene con un panno, possibilmente di lino.

4. Riponi i bicchieri in una credenza pulita, inodore e asciutta, rivolti verso l’alto se rischiano di non essere perfettamente asciutti, verso il basso se li hai asciugati con cura.

Come fare se i calici sono molto sporchi?

In tal caso, lavali con acqua calda e succo di limone, sale, bicarbonato o aceto, dopo averli tenuti in ammollo per almeno mezz’ora.