artigiani del vino

Eccellenza, in un fazzoletto di terra

Tappa #30

La tappa #30 di Sommelier Wine Box (settembre 2020, guidata dal sommelier Simone Celeghin) è stata all’insegna di cantine che in fazzoletti di terra creano vini eccellenti!

Oltre ai grandi nomi del vino, permangono in Italia i piccoli artigiani, ancorati alle tradizioni e all’appartenenza al territorio, refrattari a qualunque omologazione. Sono menti illuminate che non stanno dentro le categorie e danno tutto per creare il loro migliore vino, pura espressione della terra da cui proviene.

In questa selezione abbiamo scoperto delle piccolissime aziende, che in pochi ettari vitati producono vini eccellenti, in quantità minime e con cura estrema dalla vigna alla cantina, e lo fanno avendo sempre creduto nelle uve del territorio, anche quelle sottovalutate per tanti anni.

Dal Friuli alla Calabria, passando per Emilia Romagna e Marche: un viaggio alla scoperta di vini che sono figli del territorio e di chi sa interpretarlo al meglio.

Le cantine proposte nella selezione di settembre 2020 sono: Monticino Rosso, Cosimo Murace, Canus, Arco dei Angeli.

abbinamento vino musica

Che musica abbinare al vino? Lo chiediamo al sommelier Marco Barbetti!

Il binomio vino e musica è antichissimo, perseguito dall’antichità in avanti, dalle società pre-cristiane fino a Capossela e Mannarino. Il vino e la musica stimolano aree diverse del nostro cervello, per cui la loro associazione moltiplica le connessioni e regala una diversa e più ricca percezione del vino. Ma che degustazione è, davvero, quella che si avvale anche della musica?

Lo chiediamo a Marco Barbetti, che è il migliore sommelier d’Italia FISAR 2018 nonché ottimo musicista (lui dice “a tempo perso”…).

🎶 Cosa succede al nostro cervello quando degustiamo un vino e ascoltiamo musica?

Uno studio condotto dal prof. Adrian North dall’Università di Edimburgo ha dimostrato una relazione tra le aree del cervello stimolate dalla musica e quelle stimolate dalla degustazione.

Quando si beve un bicchiere di vino ascoltando un brano, le aree attive interagiscono, influenzando la percezione delle varie componenti del vino.

🎶 Oltre a vista, olfatto, tatto e gusto aggiungiamo quindi l’udito e diamo più profondità alla degustazione…

L’udito è il senso che associamo di meno all’idea che si può avere di una degustazione.

Benché questo sia vero nella maggior parte delle volte, un degustatore attento ed esperto può, per esempio, intuire la densità o la fluidità del vino ascoltando il suono che il liquido emette mentre viene versato nel calice. Ovviamente parliamo solo di un’intuizione, un’idea che dovrà necessariamente essere confermata o meno dall’esame visivo. Lo studio che ho citato poco fa apre però le porte a nuove possibilità di abbinamento che prendono in considerazione anche l’udito.

🎶 Ne esce una degustazione complessa e profonda. E se a questo quadro aggiungiamo anche il cibo?

Parlando di accostamenti cibo-vino, gli abbinamenti che possono essere proposti sono perfetti solo a livello teorico. Questo perché basta che il vino sia servito con una temperatura diversa, oppure che la pietanza abbia una quantità di sale o spezie appena maggiore oppure una cottura più lunga, e gli equilibri ne risultano alterati.

Dal momento che determinati generi musicali influenzano la percezione delle caratteristiche del vino, si può proporre una terza dimensione dell’abbinamento coinvolgendo anche l’udito, in modo da provare a riportare l’armonia tra le sensazioni. Ovviamente si parla di prove empiriche personali, con esiti diversi in base alla sensibilità di ciascuno.

🎶 Così arriviamo a un abbinamento cibo-vino-musica. In questo tu giochi di concordanza o di contrasto?

Nell’abbinamento la musica serve per aumentare la percezione di una sensazione gustativa. Per esempio se degustando ascoltiamo metal andiamo a percepire in maniera più intensa le sensazioni che si definiscono “dure”; diversamente, un pezzo jazz particolarmente morbido e profondo, va ad aumentare le sensazioni di “morbidezza” del vino.

🎶 Nell’abbinamento vino-musica è meglio preferire la concordanza, quindi. E per finire, hai un abbinamento del cuore cibo-vino-musica da consigliarci?

Provate il tortino al cioccolato fondente e peperoncino abbinato ad un Moscato di Scanzo d.o.c.g. mentre ascoltate “Funny (But I still love you)” di Ray Charles (blues).

vigneti di Lucca

Le selezioni di giugno – vini di Lucca

WINE BOX DI GIUGNO: LUCCA, LA TOSCANA CHE NON TI ASPETTI

vigneti di Lucca

Tappa #27

Guidata dal sommelier Simone Vergamini

 

Fattoria Sardi – Lucca

Fattoria Sardi è una giovane realtà posta nelle vicinanze della città di Lucca, guidata da Mina e Matteo, una coppia nel lavoro e nella vita. I due, forti di studi ed esperienze lavorative in Francia, hanno avviato la loro personale “rivoluzione” enoica rigenerando i vigneti di famiglia. La conduzione biologica e biodinamica delle vigne come scelta filosofica trova una naturale espressione grazie alle favorevoli condizioni pedoclimatiche. I vigneti beneficiano di una costante ventilazione dal vicino mare Tirreno, mentre l’Appennino garantisce risorse idriche durante la stagione vegetativa, oltre a ottime escursioni termiche tra il giorno e la notte. La variabilità dei suoli, a matrice prevalentemente argillosa e ricchi di minerali, è l’altro elemento determinante in termini di qualità e unicità. Nei vigneti di proprietà trovano la massima valorizzazione vitigni come il Vermentino, il Merlot e il Cabernet Sauvignon, con un occhio di riguardo al Sangiovese, presente in tutti i rossi e base fondamentale degli eccellenti rosati che per numero di bottiglie sono i veri protagonisti della gamma dei vini firmati Fattoria Sardi.

Tenuta Mariani – Massaciuccoli (LU)

La Tenuta Mariani è posta in Versilia, nella località di Massaciuccoli, a due passi dell’omonimo lago. Il lavoro attento e la passione della famiglia, con il contributo degli enologi Lamberto Tosi e Julian Gout, danno vita ogni anno a una preziosa e limitata produzione di vino e olio extravergine di oliva, apprezzata ben oltre i confini regionali. I vigneti, in conversione biologica, e dislocati nei migliori appezzamenti dell’area che dal livello del mare corrono fino ai 200 metri di altitudine, sono eterogenei per esposizione e composizione del suolo. Sfruttando le caratteristiche dell’area e le vigne a disposizione, il titolare Ido Mariani è riuscito a concretizzare il sogno di produrre spumanti – sia con il metodo Charmat sia soprattutto con il metodo classico o “Champenoise” –  dopo averne appreso i segreti dai maestri in Champagne. Incredibile pensare ad una produzione di spumanti ottenuta con uve allevate al livello del mare, ma i risultati danno ragione a Ido e il suo sogno oggi si è trasformato in una brillante realtà: merito della sua grande passione, di una forte intraprendenza e di un terroir unico.

Fattoria La Torre – Montecarlo (LU)

La produzione vinicola della Fattoria La Torre è documentata negli archivi storici dal lontano 1887. A due passi dallo splendido borgo medievale di Montecarlo (LU), questa piccola ma ambiziosa cantina vanta una posizione favorevole in termini di altitudine e orientamento dei vigneti. L’obiettivo dei proprietari, la famiglia Celli, è di migliorare costantemente la qualità dei propri vini, investendo nel rinnovamento delle vigne e nelle dotazioni tecniche di cantina. La superficie vitata è di circa 6 ettari, nei quali vitigni come Vermentino, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e soprattutto Syrah trovano le condizioni ideali. Nei vigneti non si fa ricorso alla chimica ma solo a rame e zolfo, ed è in corso il processo di conversione al biologico. La storica cantina dell’azienda è stata ricostruita nei vecchi locali e completamente rinnovata grazie all’introduzione delle più sofisticate attrezzature per la vinificazione. La limitata estensione della superficie vitata e le accurate operazioni in cantina garantiscono un costante miglioramento dei vini prodotti da Fattoria La Torre, portandoli a livelli di eccellenza assoluta.

BOX ENTUSIASTA

Toscana Rosato, Fattoria Sardi (da bere entro 2 anni)

Il Rosé di Fattoria Sardi è prodotto con uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite ad una piccola percentuale di bacche bianche aromatiche. Dopo la spremitura soffice, una parte del mosto è lasciata a contatto con le bucce per alcune ore, mente la restante è ottenuta attraverso il salasso (cioè prelevare dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un rosso un po’ di mosto e vinificarlo in bianco). La fermentazione e il successivo affinamento a contatto con le fecce nobili sono eseguiti in acciaio.

Nasce così questo vino che si presenta nel calice con un colore rosa cerasuolo luminoso e che conquista grazie alla perfetta fusione tra le note di fiori primaverili, frutti e agrumi. Al palato è impeccabile la proporzione delle sensazioni e spicca la notevole sapidità conferita dai suoli ricchi di sostanze minerali. Fattoria Sardi riesce così a regalarci un Sangiovese in versione inedita, mirabilmente capace di raccontare il territorio di origine.

Servire a 10-12°C.

Abbinamento: un Rosé da bere al momento dell’aperitivo in una calda serata estiva, che si abbina a tavola a pizza e carni bianche.

 

Spumante Metodo Charmat “Sabbia e Mare”, Tenuta Mariani (da bere entro 1 anno)

Un nome più azzeccato non poteva essere scelto per questo piacevolissimo spumante prodotto con uve che si nutrono di acqua marina.

Le uve Chardonnay, Vermentino e Sangiovese impiegate per la produzione di questo spumante sono allevate nei vigneti di Villa Borbone, sui suoli sabbiosi distanti 500 metri dal mare Tirreno. Le varietà vengono vendemmiate e fermentate separatamente in acciaio a temperatura controllata, per subire successivamente un periodo di affinamento sulle fecce fini di 6 mesi. Una volta composto il blend ideale, diverso ogni annata in termini di percentuali, è condotta la seconda fermentazione in autoclave con il metodo Charmat o Martinotti.

Uno spumante profumato e brioso che si presenta nel calice con un colore paglierino brillante. Al naso le note fruttate e floreali si impreziosiscono delle suggestioni della macchia mediterranea e soprattutto di una spiccata mineralità salina. Assaggio fresco e decisamente sapido, di rara serbevolezza.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: perfetto al momento dell’aperitivo estivo, è il compagno ideale in compagnia di crudi di mare e crostacei.

 

Montecarlo Vermentino, Fattoria La Torre (da bere entro 2 anni)

Il Vermentino è sicuramente una delle varietà a bacca bianca più importanti della Toscana, presente da secoli anche nei vigneti dell’area, testimone del territorio e della locale denominazione Montecarlo DOC, una delle più piccole d’Italia. Fattoria La Torre vendemmia a mano i migliori grappoli e li sottopone a pressatura soffice. Le operazioni di vinificazione e affinamento sono eseguite in acciaio a temperatura controllata, così da mantenere inalterati i profumi e la piacevole freschezza gustativa.

Un bianco dal colore paglierino luminoso, che esprime al naso intense sensazioni di fiori e frutti bianchi, mandorla dolce e pepe bianco. In bocca è elegante, fresco e nello sviluppo aromatico conferma le impressioni regalate in olfazione.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: questo Montecarlo Vermentino DOC, oltre a possedere indubbie qualità organolettiche, è il bianco perfetto al momento dell’aperitivo, che si abbina a tavola ai primi e secondi piatti della cucina di mare.

BOX ESPERTO

Toscana Rosato “Le Cicale”, Fattoria Sardi (da bere entro 4 anni)

Prende forma a partire da uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti condotti in biologico, unite a una piccola percentuale di Vermentino. La macerazione a contatto con le bucce ha una durata diversa a seconda dall’annata, ma è sempre rivolta a ottenere un colore non troppo pronunciato. Fermentazione (con lieviti indigeni) e maturazione sono eseguite in tini di legno, con l’esito di una bella complessità olfattiva e un corpo importante.

Un Rosato di media carica cromatica dalle sfumature buccia di cipolla, che regala al naso profumi di piccoli frutti rossi selvatici, agrumi ed erbe aromatiche, su uno sfondo lievemente speziato. In assaggio è corposo, elegante e bilanciato, ravvivato dalla freschezza e dalla tipica sapidità che contraddistingue i vini dell’area.

Servire a 12-14°C.

Abbinamento: un Rosato “superiore”, dalla forte connotazione territoriale e dalla versatilità gastronomica intrigante: abbinatelo ai secondi piatti a base di pesce e alle carni bianche, anche delicatamente speziate.

Spumante Metodo Classico Brut “Segreto”, Tenuta Mariani (da bere entro 2 anni)

I vigneti posti sulle colline che guardano al mare Tirreno e le parcelle poste nei pressi del lago di Massaciuccoli forniscono alla Tenuta Mariani uve Pinot Nero e Chardonnay perfette per la produzione del “Segreto”. La vendemmia manuale è seguita da pressatura soffice e fermentazione alcolica dei vini base in acciaio a temperatura controllata. Una volta composto l’assemblaggio ideale (che vede una netta prevalenza di Pinot Nero) è avviata la seconda fermentazione in bottiglia con l’aggiunta della liquer de tirage. Terminata la presa di spuma, la sosta sui lieviti ha una durata minima di 24 mesi prima della sboccatura.

Il risultato è uno spumante dal colore paglierino intenso con sfumature dorate, brillante e percorso da un fine perlage. Al naso regala profumi di melone, ribes bianco, albicocca, cotogna e anice stellato, che aprono la strada a sensazioni di glicine, alle note minerali “marine” e alle fragranze di pane bianco. Bocca grassa, rotonda, che evidenzia una bolla cremosa e una scia aromatica prima agrumata e poi balsamica e salata.

Servire a 8-10°C.

Abbinamento: una grande prova di Ido Mariani, a testimonianza che la strada intrapresa è quella giusta, che si traduce in uno spumante versatile a tavola, in particolare accanto ai primi e secondi della cucina di mare, fino ad abbracciare gli abbinamenti con le carni bianche e la pizza.

Toscana Rosso Esse, Fattoria La Torre (da bere subito o tenere in cantine fino a 8 anni)

La presenza di uve di origine francese sulla collina di Montecarlo è testimoniata dalle fonti storiche dal XIX secolo. Tra queste nobili bacche Fattoria La Torre ha affidato al Syrah il compito di creare il suo vino più importante in termini di qualità: il Toscana Rosso “Esse”. I migliori grappoli allevati in un particolare vigneto esposto ad est vengono sottoposti ad un’attenta selezione e pressati delicatamente. La fermentazione alcolica avviene in acciaio a temperatura controlla ed è seguita da maturazione in barriques di rovere francese di vario passaggio per 18 mesi, poi affinamento in bottiglia per un anno.

L’Esse presenta un colore rubino profondo con sfumature porpora anche a distanza di anni e stupisce al naso per il raffinato profilo olfattivo: ribes e lampone carnosi, viole e rose, erbe aromatiche e spezie delicate, su uno sfondo di liquirizia e tabacco. Assaggio nel segno dell’eleganza, succoso e lungo, con tannini di rara finezza. Un grande rosso capace di conquistare i più importanti premi a livello nazionale e internazionale, che testimonia il perfetto adattamento del Syrah al territorio.

Servire a 16-18°C.

Abbinamento: da accompagnare a primi e secondi piatti della cucina di terra, come tagliatelle al ragù e tagliata di manzo.

 
vino e cioccolato

Vino e cioccolato? Si può!

L’abbinamento tra
vino e cioccolato è la storia di una sfida, portata avanti nonostante la teoria
ne indicasse il sicuro fallimento. Una sfida vinta, grazie alla quale oggi
possiamo godere di piaceri intensi e inediti.

Fino a qualche anno fa nessuno abbinava questi due prodotti unici, e il cioccolato era proposto praticamente solo con i distillati. Sembrava impossibile far sposare le caratteristiche dei due: il protagonismo del cioccolato (gusto intenso, persistente e amaro) pareva coprire, e alterare, quello del vino senza lasciare spazio al dialogo. Ma quel matrimonio impossibile a qualcuno è iniziato ad apparire seducente, e alcuni addetti ai lavori hanno iniziato a cimentarsi in una prova quasi alchemica, scatenando la creatività e proponendo abbinamenti nuovi.

Il cioccolato regala emozioni sensoriali intense, tra olfattive, gustative, di consistenza… Come accade nel vino, il piacere che ne deriva si compone di una miriade di sensazioni diverse: le sfumature e la persistenza degli aromi, la dolcezza, l’amarezza e la grassezza sono tutti elementi molto variabili. Oggi, varie sono le possibilità di abbinamento con il nettare degli dei.

Ecco 5 consigli pratici per abbinare vino e cioccolato

1. DA TENERE A MENTE, PRIMA DI PARTIRE

Scegliere un vino che sia all’altezza e sappia tenere testa alla complessità del cioccolato. Potendo, scegliere prodotti di qualità da entrambi i lati.

2. COME SCEGLIERE IL VINO GIUSTO DA ABBINARE AL CIOCCOLATO

Il segreto dell’abbinamento si basa sul principio che struttura, aroma e soprattutto dolcezza devono essere paritetici fra cioccolato e vino altrimenti il gusto di quest’ultimo si perde. Tenere d’occhio la percentuale di cacao: più alta è, più ci sarà bisogno di vini alcolici, strutturati, dalla complessa e lunga carica aromatica.

E poi, in linea di
massima: più scuro è il cioccolato più scuro dovrà essere il vino.

3. GLI ABBINAMENTI MIGLIORI

Le tipologie di
vino che si prestano meglio alla sfida sono:

🍷vini passiti;

🍷vini liquorosi o fortificati;

🍷vini aromatizzati.

4. QUALCHE SUGGERIMENTO PRATICO?

Cioccolato bianco: Colli Euganei Moscato Fior d’arancio Passito,
Erbaluce di Caluso Passito, Alto Adige Moscato Giallo, Moscato di Trani Dolce
Naturale, Recioto di Soave, Zibibbo.

Cioccolato al latte: Malvasia delle Lipari Passito, Vin Santo del
Chianti, Valle d’Aosta Chambave Moscato Passito, Aleatico di Gradoli, Malvasia
di Bosa Passito, Marsala Superiore Rubino, Passito di Pantelleria.

Fondente surfin: Sagrantino di Montefalco Passito.

Fondente extra bitter: Vin Santo di Montepulciano.

Fondente amarissimo: Marsala Superiore Riserva, Porto, Barolo Chinato,
Recioto della Valpolicella.

5. E CON I DOLCI?

I morbidi dolci al cioccolato al cucchiaio (crème
brulèe al cacao, budino al cioccolato, mattonella al gianduia…) possono trovare
l’abbinamento quasi perfetto con un Pantelleria Moscato Liquoroso o una
Malvasia.

Per la Sacher e gli altri dolci al cioccolato fondente dal sapore pieno: Passito di Pantelleria, Marsala Superiore, Banyuls, Porto Tawny, Vino Santo Trentino…

I saccottini di farina di castagne con pere e cioccolato trovano buon equilibrio con Recioto della Valpolicella o Sagrantino di Montefalco Passito.

Con un brownie servite un Aleatico.

Con i dessert a base di cioccolato bianco vanno bene, tra le varie possibilità, Moscato e Recioto di Soave.

L’abbinamento vino cioccolato è un esempio perfetto di come un pairing che può essere ostico anche per gli esperti si stia facendo strada, perché il gusto cambia e le frontiere (della creatività e delle papille gustative) sono sempre alla ricerca di nuove sfide.

E la Pasqua alle porte offre la possibilità di testarlo!

abbinamento cibo vino

Come abbinare cibo e vino? Tre semplici passi

Accompagnare i piatti con un vino che ne sappia esaltare profumi e sapori, è un po’ arte e un po’ scienza. Ecco alcune regole per iniziare a orientarsi nel magico mondo dell’abbinamento cibo-vino.

Abbinare cibo e vino è un esercizio di grande fascino. Nonostante l’ingrediente della fantasia sia sempre d’obbligo, esistono delle linee guida da tenere a mente per raggiungere un risultato armonioso. L’obiettivo è ricavare sensazioni piacevoli dall’abbinamento. Se vogliamo, la questione è matematica: il cibo e il vino assieme devono portare a una soddisfazione maggiore della sola somma dei due elementi.

1. Come prima cosa, è importante conoscere bene le caratteristiche principali del vostro piatto (tendenza al dolce, acidula o amara, sapidità, speziatura, succulenza, grassezza, tipo di cottura…) e dei vini da abbinare (sapidità, acidità, dolcezza, struttura, morbidezza…).

Quindi, si inizia a giocare una partita su due tavoli:

2. Struttura e intensità del cibo devono rispecchiarsi in quella del vino su pari livello (principio della concordanza o di analogia): una pietanza delicata va accompagnata a un vino leggero, piatti strutturati e saporiti richiedono un vino di altrettanto grande struttura, un cibo ricco di profumi richiede un vin altrettanto ricco di aromi.

3. Ma, allo stesso tempo, la tendenza più contemporanea è concentrarsi sul contrasto per ciò che riguarda tutte le altre caratteristiche del cibo (grassezza, sapidità, pungenza, acidità, tendenza dolce o salata): il principio è che se un piatto ha un eccesso di alcune sensazioni il vino deve attenuarle. Ecco quindi piatti grassi assieme a vini di bella acidità, cibi sapidi con vini morbidi, piatti con abbondanti liquidi accompagnati a vini tannici che diano un effetto di astringenza, pietanze morbide con vini freschi, formaggi di lunga stagionatura con vini molto morbidi e, al contrario, cibi di tendenza acidula con vini morbidi.

E poi esistono alcune regole d’oro da tenere sempre a mente, soprattutto se si è esordienti in cucina:

Dolci e dessert vanno accompagnati sempre con vini dolci;

– Privilegiare quanto più possibile gli abbinamenti “di territorio” (cibi e vini della stessa regione);

– Se alcune pietanze sono particolarmente difficili da accompagnare, perché amare o troppo leggere, si può creare l’abbinamento sfruttando le proprietà di salse e condimenti;

– Il pesce è perfetto con il bianco, ma se il sapore è deciso, anche per via dei condimenti, e volete andare fuori dagli schemi provatelo con rossi delicati…

E per tutto il resto, scatenate la creatività.

Il sapore di un cibo, quasi sempre, scopre le qualità di un vino e le esalta; a loro volta le qualità di un vino completano il piacere di un cibo e lo spiritualizzano…

Luigi Veronelli

bicchieri rosé

Com’è andato il 2018 del vino italiano?

Fine anno è tempo di bilanci, di riflessione sul passato, di sguardo al futuro. Anche il mondo del vino è chiamato a interrogarsi su come sia andato il 2018.

Questo che segue è un resoconto del 2018 enoico deliberatamente parziale, fatto da un punto di osservazione privilegiato ma soggettivo, da parte di una giovane startup che corre per diventare grande.

Le occasioni del vino

I dati sulle occasioni del vino evidenziano un panorama discontinuo, in Italia. Nel nostro paese c’è una abitudine al consumo di vino ma il nettare di Bacco si beve in occasioni diverse, con modalità e frequenze differenti tra le varie fasce di popolazione.
Gli over 35 tendono a bere vino durante i pasti, mentre per i millennials l’uso è meno tradizionale, concentrato sul fine settimana e molto legato alla compagnia degli amici.
Due dati trasversali: gli uomini tendono ad accumulare più scorte ed emerge in tutte le categorie l’importanza della comunicazione del prodotto.

Trend nel vino: 2018

Nel 2018 il maggiore interesse (online) per il “vino” si è verificato nel mese di dicembre. Il tema del “vino italiano”, invece, ha un picco alla metà di aprile, chissà se è un dato da collegare al Vinitaly…
Alcuni dei trend più significativi del 2018 sono stati i vini naturali e la ricerca della qualità vs la quantità. E poi bollicine, bollicine, bollicine

Trend nel vino: 2019

Il 2019 vedrà i millennials rafforzare la propria posizione di maggiori consumatori di vino al mondo.
Queste, a oggi, le tendenze ipotizzate: importanza dell’etichetta (grande leva di acquisto) e diffusione del vino in lattina (si diceva anche a fine 2017). La crescita dell’importanza del packaging era uno dei punti cruciali del vino nel 2018 e sarà così anche per l’anno prossimo.
Se la crescita dei vini internazionali pare essere un trend generale del mondo del vino, l’Italia si conferma invece leader di autoctonia e biodiversità, punti forti su cui spingere per distinguersi.

Il vino italiano in UK

Nel 2018 il Prosecco è stato ancora in grande spolvero nel mercato inglese, assieme ai vini toscani e a quelli piemontesi.
Resta l’incognita Brexit, ma per il 2019 i trend del mercato inglese che interessano il vino italiano vedranno crescere l’attenzione per i vitigni autoctoni (soprattutto bianchi), fortemente legati al territorio, e per quelli vegani, ma anche l’abbinamento vino-cibo e la diversificazione dei formati per le diverse occasioni di consumo.

In cucina: gli abbinamenti cibo-vino

Libero sfogo alla fantasia, negli abbinamenti vino-cibo del 2018! E quindi ecco la prima guida all’abbinamento tra vini italiani e cucina giapponese (di Shigeru Hayashi) e la crescente ricoperta degli abbinamenti di una volta, tra cibi e vini del territorio. In mezzo, c’è un mondo enogastronomico creativo, dove convivono tendenze che danno risalto ai prodotti locali, alla salubrità, ai piatti “senza”, alla cucina degli avanzi insieme alle formule di ristorazione fast and casual, lo street food che non passa di moda, alla cucina mediorientale. Tutto rigorosamente da instagrammare.

Regali di vino

Nel mese di dicembre si è registrato un potente incremento nell’acquisto di vino da parte delle aziende, che, su tutti gli altri regali, prediligono di gran lunga quelli enoici per soci e dipendenti. Del resto, a Natale quasi un italiano su quattro, nel 2018, sceglie l’enogastronomia per fare i propri regali.

Vino e social media

Un matrimonio difficile, quello tra vino e social media, perché deve coniugare il prodotto esperienziale per antonomasia, che da sempre vive di occasioni vissute, di tempi lenti, di introspezione, di storie… insieme a esigenze di marketing contemporaneo che punta tutto sulla rapidità, sull’acquisto immediato, su forti leve emotive.
Una delle chiavi sarà lo storytelling, ma di valore.