Pubblicati da Sommelier Wine Box

Ottavio Venditto
migliore sommelier AIS d’Italia 2014

ottavio venditto

Migliore sommelier d’Italia AIS 2014

Per guidare la Tappa #18 di Sommelier Wine Box (settembre 2019) ci siamo rivolti al mitico Ottavio Venditto, migliore sommelier AIS 2014.

Dopo il Master of Friulano nel 2012, Ottavio nel 2014 ha un anno magico che l’ha portato in pochi mesi a conquistare il Master del Sangiovese, il Nebbiolo Master e il campionato nazionale AIS.
Amo il vino in maniera morbosa – ci ha raccontato – e posso dire di essere un wine hunter: adoro i grandi nomi, certo, ma sono alla costante ricerca delle chicche perché mi piace dare voce anche ai piccoli, illuminati, artigiani del vino”.

 

Ottavio Venditto



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Le selezioni di settembre

WINE BOX DI settembre:
la macerazione sulle bucce

vini macerati

Tappa #18

Scelta da Ottavio Venditto Migliore sommelier d’Italia AIS 2014

settembre 2019

 

Cantina Roncùs, Capriva del Friuli

Siamo a Capriva del Friuli, a pochi kilometri da Gorizia: una famiglia di agricoltori guidata da una filosofia naturale, con una bella storia alle spalle. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Perco voleva tornare a coltivare le sue viti ma non poteva permettersi un trattore. La guerra, però, aveva lasciato nella zona un carro armato, che loro hanno rivitalizzato e messo in funzione per preparare la vigna a scasso. Da lì non si sono più fermati.

 

Frank & Serafico, Grosseto

Questa non è solo una cantina ma un grande progetto, nato nel 2009 dall’incontro di due menti enologiche, Fabrizio Testa (Frank) e Pier Paolo Pratesi (Serafìco), che hanno deciso di stabilirsi in Maremma per sviluppare l’idea di produrre i propri vini e le proprie birre in totale autonomia, partendo dalle materie prime coltivate nel luogo. Ma in questo ecosistema naturale non si beve soltanto: nel Ristoro Agricolo si gustano anche piatti prelibati, preparati con il cibo del loro bellissimo orto.

Cantina MoVe, Mondragon

Siamo a un’ora di macchina da Venezia, vicino a Fanzolo. Da Gabriele, il proprietario, la parola “chimica” non è ammessa e non si fa assolutamente uso di pesticidi. Lui è un caro amico di Ottavio Venditto e ha un progetto ambizioso di recupero del territorio, che riguarda la riqualificazione ambientale di un’area abbandonata e passa anche per la produzione di grande vino. È un personaggio strepitoso, che produce il vino in una cantina piccolissima, la cui porta è recuperata da un vecchio garage degli anni Sessanta…

 

BOX ENTUSIASTA

Collio Bianco – Cantina Roncùs

Uve “tocai” (friulano) al 40%, altrettanto pinot grigio e un po’ di sauvignon, da vigne vecchie di 25 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, su terreni marnosi.

Qui si sperimenta l’inizio della macerazione pellicolare, che dura circa quattro ore. Questo si riflette nel colore del vino, che appare appena dorato dalle bucce. La fermentazione spontanea avviene in acciaio, fatta con soli lieviti indigeni per un vino naturale, genuino e di grande digeribilità.

Siamo nel Collio, quindi ecco un bianco dal sapore sapido e minerale, che esprime al naso note di mandorla bianca, erbette aromatiche, alloro, sentori che precorrono la ponca (il suolo del Collio); un vino che possiede un corredo importante e piacevolissimo, e che si beve molto facilmente.

Abbinamento: provatelo con un tagliere di salumi affumicati.

 

Di Macchia Senza Solfiti – Frank & Serafico

Toscana, questo è un vino particolare perché fatto con una base di vermentino (al 95%, il resto è petit manseng), dalle migliori uve coltivate nella Valle d’Oro di Capalbio. Uve, queste, che vengono da una vigna vecchia, fatte macerare a freddo in pressa per 12 ore, lasciate maturare in acciaio e affinare in barrique di rovere francese.

Possiede grandi note marittime e mediterranee, un colore bello dorato e un naso decisamente mediterraneo: ecco quindi la macchia, le erbette aromatiche fino a una bella nota salmastra, marina… La solforosa qui è bassissima e il vino non è filtrato: piace questo andare fuori dagli schemi, in un territorio in cui tutti fanno Vermentino classico, filtrato, mentre qui siamo su altro livello.

Abbinamento: consigliamo di provarlo assieme a del pesce semigrasso, per esempio con una mousse di baccalà mantecato.

 

Mondragon Rifermentato “Utia” – Cantina MoVe

Qui sperimentiamo la fermentazione lunga (10 giorni), sui lieviti indigeni e sulle proprie bucce. Uve glera coltivate in pendenza regalano un vino estremo, una bollicina rifermentata in bottiglia secondo il metodo ancestrale, che matura in acciaio senza solfiti aggiunti. Il vino non è sboccato, quindi prima del servizio va rimesso in circolo il fondo. La bollicina è sottile, si presenta molto elegante e decisamente importante al naso, con affascinanti note fruttate.

Gradevole e digeribile.

Abbinamento: da provare con cruditè di pesce.

 

BOX ESPERTO

Serafico – Frank e Serafico

Vino molto particolare, è il Vermentino di punta della cantina, prodotto in pochissime bottiglie. Uve (oltre al vermentino anche petit manseng) da una vigna vecchia di oltre 30 anni, vendemmiate tardivamente che mantengono un piccolo residuo zuccherino proprio per via della surmaturazione delle uve.

Iniziamo quindi sperimentando un vino che fa una macerazione a freddo in pressa per 12 ore, decantazione statica e naturale a bassa temperatura, parziale fermentazione malolattica e maturazione in barrique di acacia per 14 mesi, affinamento in bottiglia per un bianco molto morbido. Al naso si impone il frutto a polpa gialla ma anche una nota di miele, di spezia, la vaniglia, lo zucchero… Questa bella nota zuccherina si sente anche al sorso e il volume grasso riempie il palato.

Abbinamento: perfetto con formaggio e carni bianche.

Mondragon Tranquillo “Garbeo” – Cantina MoVe

Ci piace un sacco, questo vino prodotto in una terra dove tutti gli altri fanno Prosecco: siamo sulle colline dell’alta Marca Trevigiana, la vigna è vecchia di 50 anni e stava per essere spiantata da imprenditore locale ma un agricoltore che aveva altre vigne accanto ha deciso di fermare tutto e affittarla perché convinto che fosse un grande patrimonio dell’umanità. Fatte studiare le varietà trova incrocio Manzoni, malvasia, glera e anche malvasia istriana. La zona è terrazzata, molto difficile da coltivare, la raccolta è manuale e la produzione di super nicchia (solo 1200 bottiglie l’anno).

Macerazione abbastanza spinta, per 10 giorni sulle bucce per cui il colore vira verso l’arancione. Un vino dalla sapidità importante e un naso esplosivo che racchiude i profumi dell’autunno: foglie secche, fieno, miele, scorza d’arancia, castagno, profumi di salmastro, di olive taggiasca al forno…

Abbinamento: provatelo con un primo piatto di pesce, ricco, per esempio con dei ravioloni con un’emulsone di capesante, o con gamberi e scalogni. Perfetto anche con il formaggio.

 

Val di Miez – Cantina Roncùs

Merlot e cabernet franc da vigne vecchie di 40 anni coltivate da Marco, l’attuale proprietario, a regime biologico. Qui sperimentiamo una macerazione lunga – 20 giorni con le bucce -, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e malolattica svolta completamente. Poi affina in botte grande di rovere francese per 18 mesi.

Un rosso riserva, prodotto in pochissime bottiglie, che ha struttura e potenza, balsamicità, molto frutto ma anche note erbacee. Al palato si impone per l’eleganza.

Perfetto da bere ora, ma se dimenticato in cantina riserva piacevoli sorprese tra qualche anno…

Abbinamento: si può partire dai formaggi stagionali ma può essere bello spingersi, per via dei tannini importanti e setosi di questo rosso, fino a carni cucinate a lungo, come la guancetta di vitello con porri e patate.

 

Tommago Luongo
passione per le vigne di Napoli

tommaso luongo

Passione per i vini napoletani

Per guidare la Tappa #17 di Sommelier Wine Box (agosto 2019) ci siamo rivolti a Tommaso Luongo, che ci ha raccontato la sua storia.

“Sono figlio del millesimo 1969, annata sicuramente non indimenticabile per il vino campano a causa di piogge arrivate nel momento sbagliato ma che l’umanità ricorda per l’impresa lunare. Qualche tempo dopo il mitico allunaggio, nel 1987 mi sono ritrovato iscritto all’Associazione Italiana Sommelier: sono stati i colleghi di mio padre che hanno voluto così rinsaldare il ricordo del loro amico scomparso qualche anno prima, con il quale avevano condiviso i primi tempi della sommellerie campana e italiana. Agli inizi del 2000 decisi di dedicarmi completamente a questo mondo, ricalcando le orme paterne: frequentai dapprima il corso da sommelier e conseguii poi il masterclass in analisi sensoriale, l’abilitazione di degustatore ufficiale, oltre a quella di docente. Nel frattempo diventai delegato, grazie a una “congiunzione astrale favorevole”, assumendo la responsabilità della delegazione di Napoli; attualmente ricopro anche la carica di referente per la Campania della Guida Vitae. Tanti i progetti realizzati in questi anni, ed uno voglio ricordare qui in particolare: l’ideazione e realizzazione del Festival delle Vigne Metropolitane di Napoli, una rete pensata per mettere insieme realtà vitivinicole diverse che hanno in comune l’ubicazione dei vigneti all’interno dei confini comunali dell’antica città di Partenope”

Tommaso

 

Tommaso Luongo



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