Nebbiolo

Nebbiolo e Barbera

Tappa #33

La tappa #33 di Sommelier Wine Box (dicembre 2020, guidata dal sommelier Nicola Bonera) è stata all’insegna del grande Piemonte, con Nebbiolo e Barbera, due facce della stessa – meravigliosa – medaglia.

Parlare di Piemonte risulta sempre riduttivo: ogni angolo di questa regione riserva delle sorprese, il panorama vitivinicolo è talmente ampio da far girar la testa, le uve autoctone sono innumerevoli, così come gli straordinari risultati legati ai vitigni internazionali.

Tra tutti spuntano, però, due uve, un re e una regina, un re filosofo e una regina contadina: il Nebbiolo e la Barbera.

Il Nebbiolo, per il suo fascino misterioso, per la sua storia, per le caratteristiche uniche, e la Barbera, l’uno maschio e l’altra femmina, così sono sempre stati coniugati…

Il Nebbiolo è austero, tannico, dal colore crepuscolare, decisamente complesso e ostico da coltivare, assolutamente selettivo sull’areale di produzione. Solo in tre zone si esalta: le Langhe, il Roero e l’Alto Piemonte; nomi mitici, territori talvolta difficili ma ricchissimi di fascino. Più dolci le colline delle Langhe, con i bellissimi borghi a sovrastare i vigneti, villaggi magnifici come Neive, Barbaresco, La Morra, Barolo e molti altri, dove il Nebbiolo, grazie alle argille profonde e alle marne fossili, diventa compagno di generazioni (nel senso che spesso invecchia quanto la generazione che l’ha prodotto). Più selvaggio e rurale il Roero, con alcune magnifiche fortificazioni a proteggere il territorio, dove il Nebbiolo nasce sulle sabbie, ha maggior freschezza ed evolve più rapidamente. Difficile, con pendenze marcate e situazioni climatiche difficoltose è l’alto Piemonte, dove il Nebbiolo si fa più ferroso e minerale, per via dei porfidi, del quarzo e dei lasciti del supervulcano della Valsesia.

Di norma al Nebbiolo servono anni di affinamento per esprimersi al meglio, donandoci i grandi Barolo, Barbaresco, Ghemme, Gattinara, Roero Riserva; talvolta anche le versioni giovanili sono già apprezzabili, cosa che accade con Nebbiolo d’Alba e Langhe Nebbiolo.

La Barbera, in tutto questo magnifico palcoscenico, ha spesso un ruolo di contorno, ovvero occupa le posizioni lasciate libere dal Nebbiolo, ma dalle stesse terre acquisisce pari ricchezza; l’acidità è la sua principale chiave di lettura, quasi sfacciata, a voler calamitare il sorso del degustatore. È un vitigno che ha permesso, grazie alla sua generosità produttiva, la sopravvivenza di generazioni di famiglie contadine.

Negli anni recenti la Barbera si è tolta qualche sfizio, arrivando a calcare palcoscenici che prima le erano proibiti: il sapiente uso del legno, le selezioni in vigna e il saper fare di illuminati produttori le hanno permesso di dimostrare tutto il suo valore, con etichette in grado di stupire anche a livello internazionale.

Le cantine proposte nella selezione di dicembre 2020 sono: Michele Taliano, Bruna Grimaldi, Adriano vini.

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