WINE BOX DI GENNAIO: VIAGGIO NEL CILENTO DEL VINO

Cilento

Tappa #22

Scelta da Simone Loguercio
migliore sommelier d’Italia 2018

gennaio 2020

 

Luigi Maffini, Giungano (SA)

“Credevi fosse una persona normale il pioniere del vino in Cilento?” Così mi apre le porte Luigi Maffini. E quando vivi nella profonda convinzione che per un fare un buon vino ci vogliono dieci anni, allora il vino diventa una scelta di vita, come è stato per lui e per sua moglie Raffaella, senza la quale non sarebbe oggi il grande produttore che è. Nella produzione vitivinicola il tempo è un alleato, ancor più quando hai come altra grande passione gli orologi da polso. E prosegue: “oltre il tempo, per fare un buon vino bisogna dormire nel luogo in cui lo si produce, perché il legame con il territorio è indissolubile e ha radici profonde. Poi ci vuole anche un po’ di fortuna, e io posso dire di averla avuta”. Luigi ha un’idea fissa: il territorio. Te ne accorgi fin da subito guardando le sue etichette, in cui campeggia un pezzo del suo amato Cilento con l’immagine del flysch, una marna calcarea portatrice di una mineralità diversa, grassa e salmastra. L’azienda nasce nel 1974 a Giungano, in pieno Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, 18 ettari vitati condotti secondo i dettami della viticoltura biologica.

 

Casebianche, Torchiara (SA)

Casebianche nasce nel 2000 a Torchiara, nel Cilento, quando Elisabetta e Pasquale Mitrano, spinti dal loro cuore, decidono di abbandonare la loro attività di architetti per recuperare i vigneti di famiglia e avviare la produzione di vino. I primi anni servono per acquisire la consapevolezza del potenziale del luogo e per comprendere quale sarebbe stata la strada migliore da seguire. Nel 2006 avviene l’incontro decisivo con l’enologo Fortunato Sebastiano che porta al primo imbottigliamento l’anno seguente con il Cumalé. L’azienda si sviluppa su 14 ettari nel territorio di Torchiara, tra il monte Stella, il torrente Acquasanta ed il mare di Agropoli, dove tra ulivi, agrumi e fichi vengono coltivati in regime biologico circa 5 ettari di vigne, principalmente con uve locali come l’aglianico e il fiano. I terreni sono in prevalenza argillosi con la presenza di marne e arenarie meglio note con il nome di “flysch Cilentano”. Nei vigneti gli interventi sono limitati all’essenziale, concimazioni naturali, rame, zolfo e argilla per la difesa della vite. Oltre al biologico, Casebianche guarda con favore ai principi della biodinamica e per questo ha avviato un programma “agrologico”. La vinificazione viene eseguita immediatamente dopo la raccolta manuale delle uve, con fermentazioni spontanee avviate dai lieviti indigeni, nel pieno rispetto delle materie prime. Casebianche ha scelto di valorizzare due varietà come l’aglianico e il fiano, facendole esprimere prevalentemente in purezza.

 

Viticoltori De Conciliis, Prignano Cilento (SA)

“La nostra è una storia in divenire. Un legame leggero tra passato e presente. Una storia che nasce da sogni. Una storia che è unione di affetti, amicizie e condivisioni, comprensioni e incomprensioni…” Questo è quello che mi raccontano i tre fratelli, Paola, Bruno e Luigi, che hanno unito le professionalità di agronomo, enologo e amministrativo/commerciale, fondando nel 1996 la società “Viticoltori De Conciliis”. All’inizio, nell’azienda del papà Alessandro, hanno iniziato a sperimentare in piccolo, poi, sulle colline che circondano Agropoli, la realtà produttiva è completamente cambiata facendo di questa cantina una delle bandiere della rinascita enologica campana. La passione per i vitigni autoctoni li ha spinti a trasformarsi da pionieri della viticoltura nel Cilento, a punto di riferimento, anche grazie alla capacità di rilettura e di comunicazione di un territorio. È così che è nato il progetto dei fratelli De Conciliis, nato dal legame tra passato e presente, da condivisione e comunicazione, dalla celebrazione di una terra inclusa tra i monti e il mare. Ecco quindi che, partendo dai circa venti ettari vitati di proprietà aziendale, i vini che la cantina De Conciliis propone si mostrano come espressione sincera e coerente del terroir da cui provengono.

 

BOX ENTUSIASTA

 

Denazzano Paestum Rosato, Luigi Maffini

 

100% Aglianico

Solo 5.000 bottiglie prodotte. Uve vendemmiate a mano dalla seconda decade di settembre e provenienti da un unico vigneto “Cru” di 1.5 ha allevato a spalliera. Diraspatura, pigiatura e pressatura soffice delle uve. Fermentazione per circa 30 giorni in acciaio inox, affinamento in acciaio. Ne deriva un vino schietto e dall’irrefrenabile beva.

Vino dalla bella tonalità rosa cerasuolo, ammaliante e luminoso. Naso raffinato nei toni gentili di rosa canina, ciliegia selvatica e fragola di bosco. Sorso avvincente e armonioso, buona freschezza e notevole persistenza, con echi di erbe aromatiche.

Ben si accompagna a ricchi e strutturati piatti di pesce e a tutte le carni bianche. Due le ricette suggerite: triglie al cartoccio con capperi e pinoli; coniglio alla cacciatora.

 

Dellemore Rosso Cilento, Azienda Agricola Casebianche

65% Aglianico, 20% Barbera, 15% Piedirosso

Solo 6.500 le bottiglie prodotte. Vino prodotto con uve Barbera provenienti da un unico vigneto “Vigna Vecchia” di 0,5Ha di oltre cinquant’anni di età e uve Aglianico e Piedirosso, che provengono, invece, dal vigneto “Dellemore”, del 1998, di poco meno di 1 ettaro. Le uve fanno una macerazione di sei giorni in vasche di acciaio e malolattica in legno, per poi affinare 8 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia.

Colore rosso rubino intenso e vivace, con riflessi violacei. Profumi di frutta rossa fresca e fiori primaverili. Le note di ciliegia, mora e ribes rosso, violetta e iris, melagrana e arancia rossa, sono ben supportate da un corpo pieno e avvolgente e dalla gustosa acidità, con rimandi di tamarindo.

Si accompagna a primi piatti strutturati e a secondi di carne. Provatelo con lasagna al ragù di agnello, zuppa di fagioli con castagne e noci o braciole di manzo al ragù.

 

Bacioilcielo Rosso Paestum, Viticoltori De Conciliis

60% Aglianico, 40% Primitivo

“Questo vino rispetta la natura: le carte, gli inchiostri, le dimensioni, le quantità di vetro ed ogni materiale utilizzato per produrlo, vengono selezionati affinché abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente. La scatola è prodotta con carta proveniente al 100% da maceri della raccolta differenziata dei comuni campani”.

Prodotto da uve provenienti da quasi tutte le vigne De Conciliis, adagiate su flysch cilentano, un terreno ricco di argilla, arenaria e marna. Le uve sono state raccolte tra il 16 settembre e il 7 ottobre e fatte fermentare in acciaio termo-condizionato con macerazione per 5 giorni; poi il vino matura per 6 mesi in acciaio. Colore rosso rubino impenetrabile, con nuance viola. Naso suggestivo che propone ricordi di prugna e lampone, glicine e mallo di noce, su un sottofondo balsamico e speziato, tocchi di anice stellato e grafite. Avvolgente e sapido al palato, di buon corpo, leggermente caldo e con tannini morbidi e setosi. Ottima persistenza.

Perfetto con salumi e formaggi di media stagionatura e preparazioni saporite della cucina di terra. Suggerimenti in cucina: pasta alla Norma; sella di Maialino al Finocchietto Selvatico.

 

BOX ESPERTO

Pietraincatenata Fiano, Luigi Maffini

100% Fiano. Uve provenienti da 4Ha di vigneto allevato a spalliera in quel di Giungano, a ridosso della costa cilentana. Raccolte tra la II e la III decade di settembre. Sottoposte a pressatura soffice, seguita da una fermentazione a temperatura controllata in barriques nuove. Segue un affinamento in barriques per 4 mesi.

Il vino si presenta di color giallo dorato intenso e brillante. Una marcata impronta minerale, quasi fumé pervade il percorso sensoriale che poi si snoda attraverso ricordi di ginestra, nocciola, salvia e camomilla, mango e mandarino candito. Grande spessore al palato, giocato tra morbidezza in ingresso e scia sapido-minerale in chiusura, con eleganti rimandi di mandorla tostata, menta e fiori di campo. Finale lungo.

Ideale per primi e secondi piatti di mare, riesce a bilanciare anche preparazioni con carni bianche. In particolare, proponiamo: pasta, patate, cozze e provolone del monaco; linguine ai ricci di mare.

 

Cupersito Cilento Aglianico, Azienda Agricola Casebianche

100% Aglianico. 4.300 le bottiglie annue. Prodotto con le migliori uve di Aglianico provenienti dalla “Vigna Acquasanta” di 1,3 ha e dalla “Vigna Dellemore” di poco meno di 1 ettaro. Fermentazione alcolica spontanea con lieviti indigeni in acciaio con macerazione sulle bucce per 15 giorni e successivo affinamento di 12 mesi in botti di rovere di diversa capacità.

Di colore rosso rubino profondo e concentrato. Naso suadente e suggestivo, in primo piano si apprezzano frutti rossi e spezie orientali, ciliegia, amarena e ribes nero, chiodi di garofano e cardamomo, leggere fragranze balsamiche e sensazioni mediterranee, poi lavanda e peonia, una chiosa tostata di caffè nel finale. Dinamica gustativa ordinata e composta, giocata sulla contrapposizione tra il corpo vellutato e muscoloso da un lato e la fragrante freschezza e dirompenza tannica dall’altro. Equilibrato e armonioso.

Lo consigliamo con primi e secondi piatti di carne e selvaggina, formaggi stagionati e in particolare ecco i nostri abbinamenti suggeriti: risotto al ragù di agnello; fagiano al ginepro; caciocavallo podolico stagionato.

 

Donnaluna Paestum Aglianico, Viticoltori De Conciliis 

Prodotto con le uve Aglianico provenienti dalle vigne Cannetiello e Destro, impiantate tra il 1999 e il 2000 e allevate a guyot. Uve raccolte tra il 25 settembre e il 26 ottobre, fatte fermentare in acciaio termocondizionato, a contatto con le bucce per 11 giorni, passati i quali il vino viene fatto affinare un anno per il 50% in acciaio e il restante 50% in botti di rovere di 3.000 lt.

Robusto, energico e forte. Ha in sè tutte le intemperanze di un adolescente, che quando matura si sbroglia tutto e dispensa dolcezza. Dal colore rosso rubino, carico e lucente. Profumi ampi e stratificati, dal ricordo di rosa appena sbocciata ai frutti rossi del sottobosco, poi prugna e visciola, pepe bianco, sfumature minerali e terrose, ardesia e humus.

In bocca è caldo e avvolgente, dotato di un tannino solido ed integrato che dona al vino margini di evoluzione. Tutto è sorretto da una vibrante freschezza, quasi a ricordare l’arancia sanguinella.

Ottimo con formaggi stagionati e salumi, carni rosse e ragù. Provatelo con i fusilli al ragù napoletano o con stufato di cinghiale e olive nere.