piccoli terroir

Ecco perché dovresti parlare di terroir a cena

Perché terroir sintetizza tutto quello che influenza il vino che entrerà nel tuo bicchiere: il suolo su cui cresce la vigna, il clima, il vitigno, ma anche il vignaiolo che l’ha curato, l’esposizione, la forma del versante…

  • Perché queste componenti, tutte assieme, identificano un ambiente univoco e all’insegna di questa unicità si definisce la magia del vino.
  • Perché il rapporto tra territorio e vino è antico, e sta alla base del mondo enologico.
  • Perché è un concetto popolare ma fa sempre un grande effetto.
  • E poi si pronuncia “terruar”, che è un gran bel suono.
  • Perché la ricerca della qualità unisce le persone e non conosce barriere.
  • E qui si parla di unicità intrasferibile, che è un’aspirazione ancora più alta.
  • Perché conoscere cos’è il terroir significa sapere che la qualità di un prodotto è legata a un ambiente preciso, che anche solo per questo merita di essere riconosciuto e valorizzato.
  • E infatti influenza direttamente il vino, ma anche tutti i prodotti della terra (si applica anche a frutta, verdura, olio d’oliva, caffè, cacao…).
  • Perché quando metti il paesaggio, il clima, il suolo, il vigneto, la storia e l’opera dell’uomo, tutto assieme dentro una parola, la conversazione non può che diventare meravigliosa.
  • Perché se ne può parlare anche in termini matematici: un triangolo (vitigno-ambiente-uomo) dalla cui interazione degli angoli dipendono la qualità e la tipicità di un vino.
  • Perché è un tema ampio, che dà argomenti per ore.
  • Perché è un concetto immateriale e multiforme, ma reale e vivo nei prodotti di qualità. Mette d’accordo sognatori e pragmatici.
  • Perché riguarda le interazioni tra un determinato ambiente fisico e biologico e le pratiche vitivinicole che vi sono applicate. Piace a persone della scienza e appassionati di biodiversità.
  • Perché riguardando anche geologia e morfologia del suolo, caratteristiche bioclimatiche, chimiche e fisiche dà argomenti anche per gli scienziati più ostinati.
  • Perché è un concetto che riguarda un’origine e una tradizione, ma una tradizione suscettibile di trasformazioni. Una memoria che muta al passare del tempo (usare in questi termini con le persone più sofisticate).
  • Sulla stessa linea: gli sforzi dei viticoltori sono come quelli di interpreti illuminati, che nel rispettare i metodi “di una volta” riscoprono le tradizioni rivendicando la loro inventiva.
  • Allora il vino diventa un alleato della memoria culturale.
  • Perché è un concetto che include il vino nello spazio della genuinità e del benessere, senza perdere niente del piacere che regala.
  • Perché è una parola che Luigi Veronelli invidiava ai francesi, per lui da tradurre in italiano con terra, perché, diceva, “terra è come uomo, non vi sono termini – o alternativi o similari – migliorativi.”
  • Perché ci sono terroir più ampi e altri piccolissimi. In ottobre abbiamo scoperto questi secondi.
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