WINE BOX DI agosto: napoli: vini metropolitani

Viti metropolitane

Tappa #17

Scelta dal sommelier Tommaso Luongo

agosto 2019

 

Azienda Agricola Agnanum

Si parla spesso, talvolta a sproposito, di viticoltura eroica, ma come si può altrimenti definire la caparbietà con la quale Raffaele Moccia difende quotidianamente il suo territorio dal rischio di dissesto idrogeologico? Ore e ore passate in vigna, usando solo la zappa per scolpire i gradoni e creare un efficiente sistema di regimentazione delle acque al fine di contrastare il naturale disfacimento di un terreno polveroso che potrebbe franare in un batter d’occhio per effetto del dilavamento conseguente a una pioggia appena un po’ più abbondante. Qui la filossera, che ha sconvolto a partire dalla seconda metà dell’800 la geografia viticola europea e mondiale, è stata sconfitta grazie alla granulometria di sabbie vulcaniche finissime, che ostruisce il passaggio di quest’afide tra gli apparati radicali delle vigne messe a dimora sui cigli dell’antico cratere degli Astroni. Vini dalla forte indole vulcanica, che mescolano frutta e fiori con salsedine e polvere pirica.

Cantine Astroni

Gerardo Vernazzaro ha una missione: diffondere conoscenza del vino di Napoli. Un lavoro quotidiano, incessante, perfino maniacale, per forgiare l’identità sensoriale dei suoi vini. Partendo ovviamente dalla terra, “sporcandosi” le mani di zolfo e lapilli, alla ricerca delle vocazioni naturali dei suoi vigneti, che attraversano le varie aree metropolitane della città di Napoli, dai Camaldoli agli Astroni. Qui, nei Campi Flegrei, si è scritta una pagina fondamentale della storia della viticoltura mondiale con il passaggio della civiltà greca e romana. I greci avevano l’abitudine di coltivare la vite lasciandola strisciare per terra assecondandone la natura: così riuscivano a raccogliere anche la più piccola goccia di umidità. In Campania trovarono invece condizioni climatiche differenti, mentre questo sistema di allevamento esponeva l’uva all’attacco della muffa; fu così che i coloni eubei furono costretti a cercare un’alternativa, comprendendo che bisognava sollevare da terra la vite e adagiarla su pali di legno, le phalangae latine. Da questi pali di sostegno, a cui si avviluppava la vite, nacque il Vinum Album Phalanginum, il progenitore della Falanghina flegrea.

Cantine Federiciane

Un’azienda a carattere familiare in cui si sente la cultura della vigna. Un team affiatato, che si muove in perfetta sincronia: i fratelli Luca, Marco e Antonio, con i genitori Paolo e Giuseppina, tutti insieme appassionatamente per dare vita a un progetto che coinvolge e sostiene un cospicuo numero di conferitori, riuscendo così a tenere in vita le mille storie che intrecciano uomini e donne ai vigneti dell’area metropolitana della città di Napoli. Storie affascinanti che parlano di fatica contadina, espressione autentica di un resiliente modello di agricoltura urbana difesa ogni giorno con sacrifici e sudore. Una realtà che gode del supporto di una tecnologia all’avanguardia, affiancata alla tradizione di questa grande famiglia allargata (made in Naples!) giunta ormai alla quarta generazione. Tutto è partito da un modesto casolare immerso nella campagna flegrea di Bacoli nei primi del Novecento per poi arrivare a Marano, alle porte del capoluogo nel 1985, e infine trovare nuova linfa e consolidarsi come impresa dinamica e affermata anche nei mercati internazionali.

BOX ENTUSIASTA

Campi Flegrei Pieridosso “Sabbia Vulcanica” – Azienda Agricola Agnanum

Rosso rubino, dalla luminosa trasparenza purpurea. Naso di geranio e ciliegia, avvolto da una soffusa velatura fumé; chiude con un tocco di pepe nero. Bocca succosa, dal sorso agile e snello. Dinamica gustativa sorretta dalla freschezza con un tannino garbato che conduce a un finale sapido. Un vino semplice e essenziale, gastronomico per la versatilità con cui può essere abbinato.

E in abbinamento? Giocando con la temperatura di servizio, riesce ad accompagnare sia la zuppa di pesce della tradizione partenopea sia la classica parmigiana di melanzane.

Campli Flegrei Falanghina “Colle Imperatrice” – Cantine Astroni

Colle Imperatrice è il frutto dei vigneti distribuiti tra i Camaldoli e il vulcano degli Astroni. Qui, la falanghina si esprime generosa e conserva intatta la fisionomia sensoriale più classica del terroir flegreo. Giallo paglierino che illumina il bicchiere. Un naso che sa di estate e di mediterraneo: percoca e melone bianco introducono nuance ricche di salsedine. Sorso pulito e netto con un ingresso segnato da sferzante acidità; chiude in scioltezza con una scia persistente che intreccia sale e frutta esotica.

E a tavola? Perfetto sull’insalata di polpo, patate e mentuccia selvatica: un piatto in cui la fibra callosa viene demolita dall’acidità del vino e la tendenza dolce dei tuberi è contrastata dalla sua sapidità.

Campi Flegrei Falanghina – Cantine Federiciane

Paglierino vivace. Profuma di mandarino, frutta esotica ed erbe della macchia mediterranea. Struttura gustativa scorrevole e snella, scossa da profonde vibrazioni saline che amplificano l’allungo finale. Una Falanghina didattica, per esecuzione e territorialità.

Suggerimenti a tavola? Con queste caratteristiche organolettiche è quasi scontato, ma non per questo meno piacevole, suggerire di celebrare il matrimonio di questa Falanghina con gli spaghetti alle vongole veraci; o più in generale l’abbinamento con i primi piatti della tradizione marinara che vedono protagonista la tendenza dolce di molluschi e crostacei.

BOX ESPERTO

Piedirosso dei Campi Flegrei “Vigna delle Volpi” – Azienda Agricola Agnanum

Proviene da una vigna intitolata alle volpi che amano scorrazzare tra i filari, infilandosi nei buchi che il tempo ha scavato nel muro borbonico che delimita la proprietà rispetto alla riserva naturale degli Astroni.

Rubino. Naso compresso, come una molla pronta ad esplodere. Basta indugiare un po’ nel bicchiere per assistere a un’incessante e coinvolgente sequenza di frutta rossa, pepe nero, tabacco, legna arsa e tracce di mineralità ferrosa. Sorso vibrante che porta un frutto pieno e vigoroso, dai contorni sapidi; un tannino sottile e composto aiuta la beva e asciuga con delicatezza il palato; chiusura appagante e golosa.

E a tavola? Trova il suo compagno ideale nel coniglio all’ischitana, un piatto ancestrale in cui l’animale viene cotto a lungo nel classico tegame di creta a quattro manici, ‘u tiane, con erbe spontanee e peperoncino. Come vuole la tradizione a fine cottura il sugo in eccesso viene utilizzato per condire i bucatini.  Eccovi un pranzo “monotematico” in cui questo succoso e minerale Piedirosso sta perfettamente a suo agio.

Campi Flegrei Falanghina “Vigna Astroni” – Cantine Astroni

È il vino che proviene esclusivamente dalla vigna coltivata sulle pendici esterne del Cratere Astroni, tra Napoli e Pozzuoli, un tempo riserva di caccia Borbonica e oggi oasi naturale WWF Italia.

Colore oro antico. Profumi di frutta matura dal tocco esotico si alternano a cenni di spezie ed erbe aromatiche, con una gentile brezza di sale e zenzero che rinfresca il naso. Al palato colpisce per volume e pienezza del sorso, attraversato da una traccia sapida che traina tutto lo sviluppo gustativo trascinando a sé tutti gli aromi olfattivi.

E in abbinamento? La frittura di paranza (con alici e triglie e i tanti golosissimi pesci poveri del golfo partenopeo) si sposa con le sapidità marine di questo vino per un riuscito matrimonio, d’amore e di convenienza.

Campi Flegrei Piedirosso – Cantine Federiciane

Rubino lucente. Spigliato ed espressivo al naso con rimandi di rosa canina, chiodi di garofano e un’infiltrante venatura sulfurea. All’assaggio mostra la calibrata integrazione tra freschezza e morbidezza, alimentata dalla spinta sapida. Tannini garbati accompagnano il finale. 

Suggerimenti a tavola? Tanti gli abbinamenti possibili: tra essi la zuppa di cicerchie flegree con totani ai piccoli pesci di paranza in guazzetto; da apprezzare per la sua duttilità che permette di spaziare dalla cucina di mare a quella di terra, purché non si esageri con il pomodoro.