WINE BOX DI DICEMBRE
VINI DA TERRE ESTREME

Vini da terre estreme

Tappa #9

Guidata da Alvaro De Anna, dicembre 2018

La Gelsomina – Sicilia

La Gelsomina si colloca in un territorio stupendo, affacciato sullo Jonio alle pendici dell’Etna, nel comprensorio dell’ex Contea di Mascali, noto per la plurisecolare coltivazione vitivinicola.

Il complesso aziendale comprende un antico palmento e una piccola ma efficientissima cantina, dotata delle migliori tecnologie enologiche.

Il terreno vitato si trova presso il Monte Trigna e presenta un dislivello di circa 70 mt, a 550 metri sul livello del mare, e ricade totalmente all’interno dell’area dell’Etna D.O.C., dove vengono coltivati i vitigni autoctoni nerello mascalese, nerello cappuccio e moscato dell’Etna e dove si è sperimentata con ottimi risultati la coltivazione del pinot nero.

I vini de La Gelsomina, frutto delle particolari condizioni pedoclimatiche e del terreno vulcanico, esprimono l’anima di un territorio veramente unico.

Maixei – Liguria

Maixei è il termine dialettale che identifica i muretti a secco (appena dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO) che caratterizzano il paesaggio ligure.

Crinali scoscesi, così poco adatti all’agricoltura, sono stati sagomati e domati dagli antichi liguri che, costruendo i maixei, con grande fatica hanno strappato aree orizzontali a pendii verticali. Questi muretti sono al tempo stesso strumenti di contenimento della terra e di mantenimento della memoria antica.

Maixei è una Cantina Cooperativa nata nel 1978: ha via via sempre più puntato sulla qualità e oggi conta su oltre 30 soci, seguiti in tutte le fasi da tecnici agronomi preparati e innamorati di queste terre. Tutti, da Maixei, lavorano per ottenere ottima uva, matura, sana e ricca dei profumi della macchia mediterranea.

La zona produttiva è costituita da 14 comuni (o frazioni) distribuiti lungo la Val di Nervia e la Valle Crosia, un territorio pedemontano che va dai 300 ai 600 metri sul livello del mare. Le uve prodotte sono trasformate da enologi appassionati in vini unici, che richiamano tutte le caratteristiche di questa terra e le emozioni di chi li ha creati.

Pian delle Vette – Veneto

Siamo nel Sistema Tre Dolomiti, patrimonio UNESCO dell’umanità, a oltre 600 metri di altitudine, nell’area del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. L’Azienda Agricola Pian delle Vette ha progettato il proprio lavoro facendo dell’impegno e della passione per il vino e per l’ambiente il vero motivo del proprio operare e credere.

I vigneti sono situati in località Vignui e la scelta varietale dell’azienda ha fatto ricorso a vitigni che più si adattano all’ambiente di montagna e che maggiormente possono fare fronte ai rigidi inverni, con i sensibili sbalzi termici che comportano, e alle ristrettezze nutritive del suolo.

L’azienda lavora una terra aspra che ha forgiato il carattere delle persone che se ne occupano e anche del vino prodotto. Ma, come spesso accade, da situazioni estreme emergono visioni, profumi e aromi che toccano il cuore.

I vini selezionati

BOX ESPERTO 

Bianco della contea – La Gelsomina

Sicilia: terra affascinante, ricchissima e piena di contrasti, anche nel vino.

I vini bianchi dell’Etna vivono un momento di grande riconoscimenti: sono il ritratto di un paradiso nero, a terrazzamenti, delineato da muretti a secco. Il Bianco della Contea è un vino classico dell’Etna, prodotto dalla vinificazione di uve autoctone carricante e catarratto, raccolte nella prima decade del mese di ottobre, da vigneti posizionati a oltre 550 metri sul livello del mare, sulle pendici del vulcano più alto d’Europa.

Le uve vengono raccolte a mano in cassette, vinificate con criomacerazione per dodici ore a 10° C, con affinamento in barrique di rovere e acciaio. È un vino moderno – sempre nel rispetto del territorio – con caratteristiche uniche che uniscono aromi fruttati di frutta bianca, fiori di gelsomino e zagara di limone. In bocca è piacevolmente fresco e armonico.

Si accompagna a tutte le preparazioni a base di pesce: dalla griglia, ai fritti, ai sughi di mare; è in ogni caso un vino a tutto pasto, fresco e gradevole come aperitivo, da bere anche con piatti elaborati e formaggi tipici etnei.

Barbadirame Dolceacqua Superiore – Maixei

Coltivato nelle zone più vocate delle Valli di Nevia e Verbone, caratterizzate da terreni prevalentemente argillosi con poco calcare, il vitigno rossese viene allevato con il tradizionale sistema ad alberello. Le uve, raccolte rigorosamente a mano, vengono selezionate scrupolosamente.

La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox con macerazione sulle bucce per 6/8 giorni. Affinamento in barrique di secondo passaggio e messo in bottiglia solo quando viene ritenuto pronto.

Dal colore rosso rubino che durante l’affinamento prende tonalità granata. I profumi ricordano la fragola di bosco, la rosa e la viola appassita, con note di liquirizia e di erbe aromatiche. Ha un sapore morbido, sapido e vellutato, sul fondo mostra un caratteristico sapore amarognolo.

Andrà benissimo dove servirà un vino rosso con buon contrasto acido: è ottimo con formaggi stagionati e con la cacciagione, ma anche con stufati di carne e fagioli. È tra i pochi vini che tollerano l’abbinamento con i carciofi per la sua natura poco tannica: approfittatene!

Pinot Nero – Pian delle Vette

È il vino più premiato della Cantina Pian delle Vette e ne vengono prodotte meno di 2.000 bottiglie l’anno.

Di un rosso granato intenso con sfumature rubino prodotto da uve di pinot nero allevate a oltre 600 metri sul livello del mare ed esposte agli sbalzi termici della pedemontana. Le uve, raccolte a mano in cassetta, vengono selezionate direttamente in vigna (resa ettaro 35 q/ha) e affinano per 24 mesi in barrique di rovere francese e almeno quattro mesi in bottiglia.

Il Pinot Nero delle Dolomiti si distingue per i suoi caratteri raffinati ed eleganti. Al naso vengono esaltati i sentori di frutti rossi (mora, lampone, ribes) che lasciano poi spazio al floreale di rosa rossa e violetta appassita. Al palato ha un gusto intenso e persistente, che rimane adagiato a note di freschezza e sapidità. Equilibrato e fine.

Ottimo con carni arrosto, brasato con funghi, agnello o capretto al forno, carni rosse in generale. Si accompagna bene a salumi e formaggi freschi e di media stagionatura.

BOX ENTUSIASTA

Rosso da pesce – La Gelsomina

Rosso da pesce: un vino che va contro ogni pregiudizio.

Vestito di un bel colore rosa intenso, dai tannini morbidi, va servito tra 8 e 10°. La raccolta delle uve è manuale (nerello mascalese e nerello cappuccio), da vigne situate a un’altezza superiore ai 500 metri sul livello del mare, sulle pendici dell’Etna.

Al naso regala note agrumate, ma anche di fiori e sentori di spezie. In bocca è morbido, retto da un’ottima sapidità e da una curiosa venatura minerale. Di pronta beva, giovane e con un bel bagaglio di freschezza.

È perfetto come “rosso da pesce”, appunto, un abbinamento una volta considerato tabù, ora sdoganato. Ma è versatile e si accompagna bene a tutte le preparazioni a base di pesce, dalla griglia ai fritti, ai sughi di mare ma non sfigura su carni sia bianche che rosse. È in ogni caso un vino a tutto pasto, fresco e gradevole anche come aperitivo.

Rossese di Dolceacqua Superiore – Maixei

Le viti di rossese di Maixei sono coltivate in zone impervie, dove tutte le operazioni indispensabili al mantenimento del vitigno sono obbligatoriamente manuali. Il rossese è allevato con il tradizionale sistema ad alberello e il diradamento dei grappoli appena iniziata la maturazione è pari al 30% circa.

Le uve, anche qui raccolte a mano e selezionate ulteriormente, sono pigiate in modo soffice. La fermentazione avviene a temperatura controllata (in vasche di acciaio inox) e condotta da lieviti selezionati, con affinamento e fermentazione secondaria in acciaio. Viene messo in bottiglia solo quando è ritenuto perfettamente pronto.

Dal colore rosso rubino, durante l’affinamento vira verso una tonalità granata. Ricordi di fragolina di bosco, rosa e viola si accordano anche a note di liquirizia e di erbe aromatici. Morbido e sapido.

Si abbina in modo eccellente a formaggi stagionati, a carni rosse e alla tipica “capra e fagioli”.

Selvarech – Pian delle Vette

Questo vino prende il nome da una figura mitica del territorio, il cosiddetto uomo selvaggio. Selvarech è un vino dal colore rosso rubino prodotto da blend di uve molto resistenti alle condizioni del territorio: teroldego, gamaret e dilolinoir.

Le uve vengono raccolte manualmente, in cassetta, e affinate in acciaio. Il risultato è un vino fresco, giovane, intenso, dominato, al naso, da ricordi di frutti rossi quali lampone, ribes e fragola. In bocca mantiene una buona struttura, con un finale persistente, sapido e asciutto.

È perfetto abbinato alla cucina di montagna: quindi pasta e fagioli, carni bianche, grigliate, affettati e formaggi stagionati.